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traduzioni

Imparare le lingue non è più come una volta. Oggi si fa dallo spazio

Stamattina ho visto questo tweet di Anton Shkaplerov:

AntonAstrey
Доброе утро, #Земля! // Good morning, #Earth! http://t.co/iYvbhy7shG
28/12/14 09:10

Così ho immesso “Доброе утро, Земля” in Google Translate e ne ho ricevuto l’audio della pronuncia. Un servizio divertente e utile, certo. Ma la chicca è stata riconoscere quella frase poco dopo nelle conversazioni dallo spazio. Infatti tengo sempre in sottofondo, mentre lavoro, lo streaming audio e video dalla Stazione Spaziale (è rilassante e affascinante vedere le immagini della Terra che scorre maestosa e sentire le conversazioni di lavoro quotidiane degli astronauti), e capisco benissimo le comunicazioni in inglese, ma quelle in russo mi sfuggono completamente.

Potete immaginare la mia sorpresa quando a un certo punto, poco fa, ho capito cosa si stavano dicendo i russi: “Доброе утро”. Il controllo missione stava augurando il buongiorno ai cosmonauti, e i cosmonauti facevano altrettanto ai colleghi sulla Terra. Avete presente quel brivido irripetibile che ti scuote la prima volta che capisci qualcosa di una lingua che fino a un istante prima era un flusso indistinto di suoni senza senso? Ecco, quello.

Solo che la lezione di russo mi era arrivata da un cosmonauta nello spazio, attraverso una rete informatica planetaria e un sistema di traduzione automatica. Quando capitano queste cose mi sembra davvero di vivere, finalmente, nel futuro.

Доброе утро!

Skype Translator, anteprima del traduttore automatico

Skype Translator, anteprima del traduttore automatico

Entro fine anno Skype rilascerà l’anteprima di Skype Translator, la versione di Skype che fornisce la traduzione automatica delle conversazioni e rende possibile comunicare superando le barriere linguistiche. Ci si può prenotare qui per riceverla. All’inizio Translator permetterà la traduzione fra un numero ristretto di lingue (al momento solo inglese e spagnolo) e sarà disponibile soltanto su dispositivi che usano Windows 8.1 oppure Windows 10 Technical Preview.

Usare Skype Translator è semplice: si imposta una videochiamata o chiamata vocale Skype con qualcuno che parla un’altra lingua e si comincia a parlare. La conversazione viene tradotta nell’altra lingua dopo una lievissima pausa, la traduzione viene letta da una voce sintetica e sullo schermo compare una trascrizione della chiamata. Translator permette anche di mandare messaggi istantanei in più di quaranta lingue.

Ma funziona? Il video della demo fra inglese e tedesco inciampa qualche volta, ma consente una conversazione semplice fra persone che non parlano la stessa lingua. Le prime recensioni sono positive e parlano di “effetto Star Trek”: il riconoscimento vocale esiste già, la traduzione automatica c’è già, ma è la loro fusione semplice ed elegante a fare la differenza. Probabilmente il lavoro dei traduttori professionisti non sarà a rischio, perché il software fa fatica a captare le sfumature, i doppi sensi e i modi di dire, ma se i due interlocutori sono capaci di parlare in modo letterale e semplice Skype Translator potrebbe risultare rivoluzionario per la comunicazione di base, non solo fra persone che non hanno una lingua in comune ma anche per la trascrizione automatica di conversazioni, lezioni e interviste.

C’è, come sempre nei servizi offerti via Internet, la questione della riservatezza: il riconoscimento vocale e la traduzione non vengono effettuate sui dispositivi degli utenti, ma sui server di Skype, e questo implica che l’intera conversazione deve essere accessibile a Skype. Meglio tenerne conto nella scelta degli argomenti da discutere tramite Skype Translator.

Cannibalismo elvetico al supermercato: la Migros vende “burro per arrostire svizzeri”

Cannibalismo elvetico al supermercato: la Migros vende “burro per arrostire svizzeri”

Via Twitter, @pperinik mi segnala questa immagine:

Sì, c’è scritto proprio “Burro per arrostire svizzeri”. E anche la versione francese non è male, dato che parla di “Burro per arrostire le svizzere”.

Sul sito della Migros la confezione di burro è definita semplicemente “Burro per arrostire” ed è fotografata da un’angolazione che non mostra la dicitura italiana ma permette di vedere quella francese. Qui sotto ne trovate uno screenshot.

Suvvia, Migros: pagare un traduttore umano competente, invece di dare in pasto il tedesco a un traduttore automatico, sarebbe stato così difficile?

Altri dettagli sono qui su Tio.ch.

Suvvia, Facebook: con tutti i soldi che hai, non paghi un traduttore italiano? Messaggio vero sembra truffa

Suvvia, Facebook: con tutti i soldi che hai, non paghi un traduttore italiano? Messaggio vero sembra truffa

Questo articolo vi arriva grazie alla gentile donazione di “enigm*”.

Stamattina su uno degli account Facebook che gestisco per lavoro è arrivato questo messaggio. So che è autentico, perché ho richiesto io la rimozione del numero di telefonino, ma è talmente sgrammaticato che se non sapessi che arriva davvero da Facebook puzzerebbe lontano un miglio di messaggio-truffa.

Ciao Paolo,
Il numero di telefono 4178******* è stato rimuovi dal tuo profilo a causa dei seguenti motivi: il numero di telefono è stato registrato e verificato da un altro utente di Facebook. Se hai cambiato numero di cellulare o operatore telefonico, prego visita Facebook per aggiungere nuovamente il tuo numero.
Grazie,
Il team di Facebook

Forza, Zuckerberg, caccia fuori un po’ di dollari e paga qualcuno che sappia l’italiano. Hai speso 19 miliardi per comprare WhatsApp, non fare quello con il braccino corto con i traduttori. Altrimenti poi non ci si può neanche lamentare che la gente abbocca ai messaggi-truffa nonostante siano palesemente sgrammaticati, visto che lo sono anche quelli reali.

Aggiornamento (2014/06/11 14:05): per errore ho pubblicato inizialmente il numero di telefonino non mascherato. Nessun problema: è un numero di test, per cui chiamatelo pure, tanto non risponde nessuno. Grazie comunque per l’allerta.

Per il Corriere, l’astronave di Star Trek si chiama “L’Impresa”

Per il Corriere, l’astronave di Star Trek si chiama “L’Impresa”

Questo articolo vi arriva grazie alla gentile donazione di “fede.berto” e “luca.berra*” e alla segnalazione di @musicamante.

Questo è quello che in Italia viene venduto come giornalismo online: un articolo del Corriere della Sera secondo il quale a casa dei Daft Punk “Nel salone, troneggia un personaggio «Chewbacca» a grandezza naturale, dalla saga Guerre Stellari e «L’impresa» di «Star Trek», alto 2 metri.”

Sì, L’Impresa. State già rabbrividendo, lo so. Non ci potete credere, e allora eccovi qui accanto lo screenshot (salvato anche su Freezepage).

Come è possibile che qualcuno scriva sul Corriere (non sul blogghettino di un adolescente: sul Corriere della Sera) in modo così caprino, senza chiedersi che diavolo è “L’Impresa” in Star Trek? Come è concepibile che qualcuno al Corriere dia l’incarico di scrivere di spettacolo a qualcuno che non sa che l’astronave protagonista di innumerevoli puntate di Star Trek si chiama Enterprise e non L’Impresa?

Semplice: date un’occhiata al resto dell’articolo (se così lo si può chiamare senza insultare generazioni di bravi giornalisti) e notate un’altra frase da incorniciare: “Paul McCartney et Ringo Starr, Beyoncé e Jay-Z, nomi noti in tutto il mondo, hanno ballato e applaudito i Daft Punk francesi.”

I “Daft Punk francesi”? Per distinguerli da quelli tedeschi? Dai Daft Punk spagnoli? Già questo insospettisce sulla natura dell’articolo, ma la chicca rivelatrice è quell’“et” così dannatamente, stranamente francese, che puzza come un Camembert nascosto nelle mutande di un seminarista in digiuno. Puzza di testo copiato, incollato e tradotto senza neanche pensare a quello che si sta scopiazzando.

Infatti basta immettere in Google “paul mccartney et ringo starr, Beyonce” per trovare questo articolo di Paris-Match (screenshot qui accanto; Freezepage), che è sostanzialmente identico, praticamente parola per parola, a quello del Corriere, ma senza agghiaccianti virgole in libertà come quelle di “un episodio dove, un personaggio, indossa un casco da robot” partorite dall’anonimo autore della versione pubblicata dal Corriere.

Certo, il Corriere dice che Paris-Match ha pubblicato un articolo sui Daft Punk. Ma non dichiara di aver copiato quell’articolo pari pari, traducendolo oltretutto da cani. Così da cani che non solo ci sono le perle che ho già segnalato, ma secondo il Corriere i Daft Punk hanno anche “una casa comune” che sta “in un bosco con piscina”. La frase originale: “une demeure commune, en bois, avec piscine”. Piangete pure. Se non volete farvi sentire, andate in un bosco. Ma mi raccomando, trovatene uno di quelli con piscina.

Confrontate il testo di Paris-Match con quello del Corriere: il giornale italiano non ha neanche fatto lo sforzo di metterci qualcosina di suo (per esempio la grammatica italiana) prima di schiaffarci sopra un bel “RIPRODUZIONE RISERVATA”. Che alle mie orecchie suona molto come un “Noi possiamo copiare il lavoro altrui, compreso quello dei colleghi, tradurlo con i piedi e spacciarlo per nostro; ma tu non ti permettere di copiare il nostro, pezzente”.

Meno male che in Italia c’è l’Ordine dei Giornalisti a vigilare sulla qualità, l’integrità e la correttezza dell’operato delle testate.

Complimenti, Corriere, bell’esempio da mostrare alle giovani generazioni di aspiranti giornalisti che ancora vorrebbero lavorare onestamente e fanno acrobazie per superare gli esami e conquistare l’agognata tessera del club esclusivo. Complimenti vivissimi. Fare i giornalisti seri, anche nelle grandi testate blasonate, sta diventando veramente un’Enterprise.

“Hunger Games” in italiano: nessuno che si chieda chi è questo Victor, vero?

“Hunger Games” in italiano: nessuno che si chieda chi è questo Victor, vero?

Un modo molto semplice per sapere chi scrive di cinema copiaincollando testi altrui senza sapere nulla di cosa sta descrivendo: googlare “il cosiddetto “Tour di Victor””. Nel pressbook del film, mi dicono, è tradotto correttamente. Grazie a smiley1081 ed emanuelema* per la segnalazione.

Spiegazione:

Pronta la bozza integrale di “Moon Hoax: Debunked!”

Pronta la bozza integrale di “Moon Hoax: Debunked!”

L’articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Finalmente, dopo mesi di lavoro a singhiozzo nei pochi ritagli di tempo, ho completato la traduzione in inglese del mio libro Luna? Sì, ci siamo andati!, che risponde ai dubbi intorno allo sbarco umano sulla Luna.

Potete scaricare gratuitamente la bozza integrale (mancano soltanto alcune conversioni di misure e qualche frase va ancora snellita) in formato EPUB presso MoonHoaxDebunked.com. Se trovate errori o passaggi non chiari, segnalatemeli: la bozza è fatta proprio per questo.

AGGIORNAMENTO (2013/06/22): il link per lo scaricamento aveva smesso di funzionare ma ora è a posto.

AGGIORNAMENTO (2013/07/04): ho completato riveduto e estesamente il testo, includendo le vostre correzioni; la versione definitiva verrà pubblicata il 20 luglio, per cui ho rimosso la bozza. Grazie a tutti!

Uno strano corso di spagnolo [UPD 2013/02/27]

Questo articolo vi arriva grazie alla gentile donazione di “ferrantis” ed è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Presto, prima che se ne accorgano: provate a cliccare, in questo corso di spagnolo, sull’audio della pronuncia spagnola di “Lei ha dimenticato qualche cosa”. Se siete in un luogo in cui potreste causare imbarazzi, tenete molto basso il volume o ascoltate in cuffia. Provate a non ridere. Grazie a @lrosa per la segnalazione.

Aggiornamento (2013/02/27): Andrea, nei commenti, segnala che la versione dal francese allo spagnolo dello stesso corso è corretta, nel senso che la frase francese da tradurre è “Vous êtes un fils de pute” e quindi lo spagnolo “Usted es un hijo de puta” ci sta, anche se non è molto garbata. Lo stesso vale per un’altra domanda, “Est-ce que vous êtes prof au collège Halligalli?”.

Traduzioni a rischio

Traduzioni a rischio

Vatti a fidare dei traduttori

Questo articolo vi arriva grazie alle gentili donazioni di “giovann70” e “zamu.ds”.

Due chicche di traduzione, o meglio di mancata traduzione, che la dicono lunga sui rischi della comunicazione multilingue e del fidarsi dei sistemi di traduzione automatica.

Adfreak segnala questa:

Da quel che ho capito, i caratteri cinesi dicono “ristorante”, e i geni che hanno commissionato l’insegna non hanno chiesto a qualcuno di tradurre la parola in inglese. Noooo. Si sono rivolti a un sito Web di traduzione, che costa meno che assoldare uno che sa quello che fa, e il sito ha risposto loro “Errore del server di traduzione”, per un problema tecnico. Loro non hanno capito che era un messaggio d’errore, ma hanno pensato che quello fosse il modo in cui gli occidentali scrivono “ristorante”. E così hanno fatto fare una megainsegna totalmente sbagliata. O è un modo per attirare i turisti?

Senza andare in lande troppo lontane, ecco un’illustrazione di come ogni nome inventato e ogni sigla possono assumere significati inattesi in altre lingue:

Il sistema di trasporti pubblici di Locarno si chiama Ferrovie Autolinee Regionali Ticinesi. Abbreviato, diventa FART: “scorreggia” in inglese, suscitando sicuramente l’ilarità dei turisti inglesi che prendono un “FART bus” o consultano una “FART timetable” (“guarda qua, Homer, gli svizzeri organizzano anche gli orari dei peti!”) oltre che di mia figlia Lisa (nella foto).

Rabbrividisco all’idea di cosa possa voler significare Disinformatico in urdu o tagalog.