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Google Assistant traduce la voce in tempo reale sugli smartphone

Google Assistant traduce la voce in tempo reale sugli smartphone

Se avete l’Assistente Google sul vostro smartphone, ora potete dirgli frasi come “aiutami a parlare inglese” oppure “attiva la modalità interprete” per attivare Google Traduttore appunto in modalità interprete: voi parlate e dal telefono esce subito dopo la traduzione, letta da una voce sintetica che per qualche strano motivo nel mio caso è femminile per default anche se la voce dell’Assistente è maschile.

La traduzione a voce è accompagnata dalla comparsa del testo corrispondente sullo schermo.

I risultati sono notevoli, a patto di essere in un ambiente piuttosto silenzioso e di scandire bene le parole formando frasi complete, senza tutte le imperfezioni tipiche della conversazione quotidiana. Non sostituirà la finezza e la diplomazia di un bravo traduttore umano, ma se vi serve comunicare a livello elementare in una lingua che non conoscete affatto può essere molto utile. Google Traduttore ne supporta una quarantina.

Attenzione, però, ai fraintendimenti: usate frasi semplici e scegliete espressioni non ambigue. Meglio dire “Posso parcheggiare qui la mia automobile?” invece di “Metto qui la macchina?”, per esempio.

Sarà molto interessante vedere come si comporta con il parlato televisivo o radiofonico, o con i discorsi pubblici.

Ovviamente bisogna tenere presente che tutto quello che si dice o scrive in Google Traduttore viene presumibilmente letto, analizzato e archiviato da Google, per cui è importante valutare il contenuto delle conversazioni prima di usare questo genere di strumento.

Fonti: Google, Telefonino.net.

Traduzione automatica: Deepl contro Google Translate

Ultimo aggiornamento: 2019/12/08 22:45.

Come forse sapete, lavoro parecchio come traduttore tecnico e quindi sto studiando i progressi del software di traduzione automatica. Ho notato che Deepl ha raggiunto un livello di qualità decisamente invidiabile, perlomeno nella traduzione di testi letterari:

Questo è il testo di partenza, tratto dal prologo del libro The Space Race:

As the two great superpowers, America and the Soviet Union, confronted each other during the Cold War, the race to the moon became a defining part of the struggle for global supremacy. Victory in this race meant more than just collecting moon rocks or planting flags on a barren wasteland. The development of missiles and rockets went hand in hand with the struggle to develop the capacity to deliver nuclear weapons, to spy on the enemy and to control space. Above all, the space race became an open contest between capitalism and communism. Victory was not just a matter of pride. National security and global stability were at stake.
The architects of this race were two extraordinary men destined to operate as rivals on two different continents at the height of the Cold War. Both were passionate about transforming their dreams of space travel into a reality yet both were cynically used and manipulated by their political paymasters as pawns in the wider conflict between the two superpowers. Both were men of their times but with visions that are timeless. Both were hampered by the legacy of a past which returned to haunt them, threatening to destroy the achievement of their dreams.
One had collaborated with the Nazis to produce rockets in slave-labour camps during the Second World War. The other had been denounced as ‘an enemy of the people’, swept up in Stalin’s purges and incarcerated in the Gulag in appalling conditions.

E questa è la traduzione esattamente come l’ha sfornata il software Deepl:

Mentre le due grandi superpotenze, America e Unione Sovietica, si confrontavano durante la Guerra Fredda, la corsa alla luna divenne parte integrante della lotta per la supremazia globale. La vittoria in questa corsa significava molto di più che raccogliere le rocce lunari o piantare bandiere su una terra desolata e desolata. Lo sviluppo di missili e razzi andava di pari passo con la lotta per sviluppare la capacità di consegnare armi nucleari, spiare il nemico e controllare lo spazio. Soprattutto, la corsa allo spazio è diventata una gara aperta tra capitalismo e comunismo. La vittoria non era solo una questione di orgoglio. La sicurezza nazionale e la stabilità globale erano in gioco.
Gli architetti di questa corsa erano due uomini straordinari destinati a operare come rivali in due diversi continenti all’altezza del freddo. La guerra. Entrambi erano appassionati di trasformare i loro sogni di spazio viaggio in una realtà eppure entrambi sono stati cinicamente usati e manipolati da i loro finanziatori politici come pedine nel più ampio conflitto tra le due parti. due superpoteri. Entrambi erano uomini del loro tempo, ma con visioni che sono senza tempo. Entrambi sono stati ostacolati dall’eredità di un passato che è tornato a minacciando di distruggere la realizzazione dei loro sogni.
Uno aveva collaborato con i nazisti per produrre razzi in schiavitù-lavoro. durante la seconda guerra mondiale. L’altro era stato denunciato come “nemico del popolo”, travolto dalle epurazioni di Stalin e incarcerato in i Gulag in condizioni spaventose.

Google Translate, invece, ha prodotto questo:

Mentre i due grandi superpoteri, l’America e l’Unione Sovietica, si affrontarono durante la Guerra Fredda, la corsa verso la luna divenne una parte determinante della lotta per la supremazia globale. La vittoria in questa gara non significava solo raccogliere le rocce lunari o piantare bandiere in una terra desolata. Lo sviluppo di missili e razzi è andato di pari passo con la lotta per sviluppare la capacità di fornire armi nucleari, spiare il nemico e controllare lo spazio. Soprattutto, la corsa allo spazio è diventata una gara aperta tra capitalismo e comunismo. La vittoria non era solo una questione di orgoglio. La sicurezza nazionale e la stabilità globale erano in gioco.
Gli architetti di questa razza erano due uomini straordinari destinati ad operare come rivali in due diversi continenti al culmine della Guerra Fredda. Entrambi erano appassionati nel trasformare i loro sogni di viaggio nello spazio in una realtà, ma entrambi erano cinicamente usati e manipolati dai loro pagatori politici come pedine del conflitto più ampio tra i due superpoteri. Entrambi erano uomini dei loro tempi ma con visioni che sono senza tempo. Entrambi sono stati ostacolati dall’eredità di un passato che è tornato a perseguitarli, minacciando di distruggere il raggiungimento dei loro sogni.
Uno aveva collaborato con i nazisti per produrre razzi nei campi di lavoro forzato durante la seconda guerra mondiale. L’altro era stato denunciato come “un nemico del popolo”, spazzato via dalle purghe di Stalin e incarcerato nel Gulag in condizioni spaventose.

Noto subito alcuni errori dei due software, e ce ne sono sicuramente altri:

  • Google ha sbagliato i tempi verbali (le superpotenze si confrontavano, non si affrontarono), ha frainteso race interpretandolo come razza invece che come corsa, ha definito USA e URSS dei superpoteri invece che delle superpotenze.
  • Deepl ha ripetuto desolata e desolata, ha frainteso un Cold War (probabilmente a causa di un a capo a metà frase, che non ha ingannato Google) ed è incappato anche lui in un superpoteri invece di superpotenze. Si è anche perso per strada la traduzione di haunt, che invece Google ha azzeccato. Spicca anche l’erroraccio di slave-labour camps tradotto come schiavitù lavoro (mentre Google ha tradotto correttamente campi di lavoro forzato). Anche le preposizioni articolate gli causano qualche problema (da i loro, in i Gulag) che Google non sembra avere.

In sintesi: questi due sistemi di traduzione sono ben lontani dal poter sostituire completamente un traduttore umano, ma possono certamente rendere più veloce il suo lavoro, proponendo un testo accettabile da sottoporre a revisione per correggerne le sviste e renderlo più idiomatico.

Un aspetto particolarmente interessante è che entrambi i software spesso propongono scelte di traduzione che potrebbero non venire in mente al traduttore, abituato a farne altre sulla base del proprio lessico, per cui usarli come assistenti potrebbe arricchire il risultato finale.

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Cerco un database di testo freeform multipiattaforma oppure online. Idee?

Cerco un database di testo freeform multipiattaforma oppure online. Idee?

Ultimo aggiornamento: 2019/11/10 18:50.

Come probabilmente sapete, vivo e lavoro a cavallo fra vari sistemi operativi e cerco di legarmi il meno possibile a uno solo. Per il mio lavoro di traduzione tecnica ho un enorme glossario, accumulato nel corso di trent’anni, che uso e aggiorno costantemente.

Il glossario è strutturato in voci costruite in questo modo:

  • Lemma
  • Descrizione del contesto (CTXT)
  • Fonte (FDIN)
  • Data di aggiornamento della voce (LUPD)
  • Lingua (LNGG)
  • Traducenti (uno o più) (TR01)
  • Note/fonte del traducente (una o più) (FN01)

Gli ultimi due campi, in particolare, possono avere lunghezza indefinita. Ecco un esempio, con una nota/fonte piuttosto lunga:

LEMMA: deviatoio
CTXT: ferrovie
FDIN: MD2383
LUPD: 199612
LNGG: ITA
TR01: ?switch
FN01: IATE: BE= BTL TY= SNV81 NI= 0001108 DATE = 950718 CF= 4 CM BAA TR4 IT VE deviatoio; scambio
DF insieme di elementi dell’infrastruttura di collegamento di vie di corsa, di un punto di diramazione o di un punto di raccordo. Rende possibile il passaggio da una via di corsa a un’altra.Nel sistema ferroviario lo scambio e talvolta chiamato deviatoio.Ha come componenti fondamentali:aghi, rotaie contrago, cuore, rotaie di risvolto, controrotaie e l’apparato di azionamento
RF Diz.trasporto pubblico locale, 1984
EN VE switch; points; turnout
DF 1.a device that moves rails laterally to permit the movement of a vehicle or train from one track to another 2.the mechanism that is mounted either on a vehicle or guideway or both, and causes the vehicle to be transferred from one path to another
RF Dict.Public Transport, Alba 1981 BE= BTL TY= UIC75 NI= 0001925 DATE = 920922 CF= 4 CM TR4 IT VE scambio; deviatoio; telaio degli aghi
RF Less.Generale dei Termini Ferroviari, UIC, 4a ed., Parigi 1988, pubbl.in Swizzera da GASSER AG, Chur NT in un deviatoio
EN VE points; points switch; turnout
RF General Dict.of Railway Terms, UIC, 4th ed., Paris 1988, pub.in Switzerland by GASSER AG, Chur NT points or switch BE= BTB TY= TDC77 NI= 0085524 DATE = 930809 CF= 4 CM CEN 00B TR SI IT VE 1)scambi; 2)deviatoio
RF 1)Tariffa Doganale; Notex CCD; 85.16; 2)BTL
EN VE 1)points; 2)tongue; switch; railway switchgear
RF 1)Customs Tariff; Notex CCD; 85.16; 2)BTL NT railways BE= BTB TY= TDC77 NI= 0073160 DATE = 910527 CF= 4 CM CEN SIJ TR4 IT VE scambio; deviatoio
RF TARIFFA DOGANALE; NOTEX CCD; 73.16; diz.Marolli, Garzanti, 1976 NT dispositivo destinato a essere situato agli incroci o ai bivi delle strade ferrate
EN VE crossing piece
RF CUSTOMS TARIFF; NOTEX CCD; 73.16 NT used at junctions or intersections of the permanent way.

Finora ho gestito questo glossario in varie maniere: database DB2 sotto DOS, poi documento Word, poi documento di testo LibreOffice, poi con un software per database di testo freeform sotto MacOS (iData) e oggi con Sigil (sì, l’editor di e-book).

Come mai Sigil?

  • È multipiattaforma, per cui apro il glossario sotto Mac, Linux e (se proprio devo) anche Windows;
  • non schiatta quando gli apro un file contenente circa due milioni e mezzo di caratteri;
  • mi consente di avere voci di qualunque struttura o lunghezza (sono semplicemente dei paragrafi di testo);
  • non usa Java, che vorrei proprio evitare;
  • ciliegina sulla torta, è gratuito.

Sigil mi funziona, ma ha alcune limitazioni: non posso fare il sort delle voci, non posso fare ricerca soltanto nei lemmi, ed è un po’ lento. Mi chiedo se ci sia qualcosa di meglio, ma non ho trovato nulla, per cui chiedo a voi. Mi va bene sia una soluzione multipiattaforma (almeno Linux e MacOS) o una soluzione online, anche a pagamento.

Se volete farvi un’idea di cosa intendo, guardate iData: era perfetto, ma non è multipiattaforma, e oltretutto il suo sviluppatore non lo supporta più.

Avete idee?

Aggiornamento (2019/10/27 20:50): Grazie per tutte le idee! Finora quella più promettente sembra essere Obvibase, che sto testando adesso. I suoi campi sembrano accettare testi anche molto lunghi, consente la ricerca per singoli campi e permette anche la condivisione del database con colleghi (gratis se in sola lettura). Esporta e importa in CSV. Non permette di andare a capo all’interno di un campo o di formattare il testo con grassetti o corsivi, ma potrei accontentarmi. L’unico limite che ho notato finora è forse il numero di record: “How large can a database be? Typically, you should see snappy performance as long as there are less than 10,000 records in your database”, e io ne ho quasi 32.000.

Aggiornamento (2019/11/10 18:50): La prova di Obvibase si è scontrata con alcuni problemi di lentezza, di dimensione gestibile dei campi e soprattutto con l’impossibilità (per quel che ho capito) di crearmi un form efficiente e compatto per la visualizzazione o l’editing. Così ho ripiegato su LibreOffice Base, che è multipiattaforma e mi permette di creare questo form. Soprattutto, mi permette di importare il mio attuale glossario in maniera spiccia, mettendo il testo intero di ogni voce in un campo di testo molto capiente (2500 caratteri) e successivamente estraendo dalla voce le singole parti per inserirle nei campi corrispondenti; così posso già cominciare a usarlo, anche se non posso ancora cercare solo nei lemmi o solo nei traducenti. Richiede Java (JDK e JRE), che avrei voluto evitare, ma per ora sembra funzionare.

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ANSA inventa la condivisione delle mosche. O delle patte dei pantaloni

ANSA inventa la condivisione delle mosche. O delle patte dei pantaloni

Secondo ANSA (copia su Archive.org), l’app per condividere i voli permette di avere il fly sharing. Titola infatti: Arriva il fly sharing, una app per condividere l’aereo. E insiste nel testo: Arriva da Torino il fly sharing.

Solo che fly, in inglese, significa mosca o patta dei pantaloni. Quindi fly sharing significa condivisione delle mosche o, peggio ancora, condivisione delle patte.

L’espressione giusta da usare sarebbe flight sharing, ma all’ANSA a quanto pare preferiscono far lavorare gente che non sa l’inglese ma ama usarlo per sciacquarsi la bocca.

Complimenti vivissimi.

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Amazon.it e la “puttana da golf”

Amazon.it e la “puttana da golf”

Le traduzioni automatiche a volte hanno qualche leggero problema. Questi sono tutti link e screenshot verificati personalmente poco fa.

Shuzhen,Puttana da Golf per Esterno da Golf con Testa in Acciaio Inossidabile (link)

Borsa da viaggio unisex non essere una borsa da viaggio multifunzionale salata di puttana con sacchetti cosmetici con cerniera (link)

Cazzo di fagioli mung, verde, lucido, confezione da 5 (confezione da 5 x 400 g) (link)
KHE &apos BMX vorde Rad sunrims 4PLAY cerchione praezisionsgelagerte mozzo Die Puttana direttamente E3 (link)
Puttana da Gamba Aperta Petite Open da Donna ComfortSoft_Violet Splendor Htr_M (link)

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Finalmente in italiano l’autobiografia di Gene Cernan, ultimo uomo a camminare sulla Luna

Finalmente in italiano l’autobiografia di Gene Cernan, ultimo uomo a camminare sulla Luna

Dopo tante settimane di lavoro in segreto, posso finalmente annunciare pubblicamente che è disponibile da oggi in italiano L’ultimo uomo sulla Luna, traduzione di The Last Man on the Moon: l’emozionante autobiografia di Gene Cernan, l’astronauta che per ultimo camminò sul suolo lunare a dicembre del 1972.

Sono pochissime le biografie in italiano degli esploratori lunari: l’editore Cartabianca ha creduto con passione in questo progetto e ho avuto così il piacere di fare da revisore tecnico della traduzione realizzata da Diego Meozzi.

La prosa di Gene Cernan non è facile da rendere; le sue narrazioni delle tre missioni spaziali alle quali ha partecipato, andando fino alla Luna due volte (Apollo 10 e Apollo 17) dopo aver rischiato la vita con una passeggiata spaziale in condizioni terribili durante la missione Gemini 9, sono avvincenti tanto quanto lo è il racconto delle sue vicende personali e del suo percorso di vita, presentato anche nel magnifico documentario omonimo.

Ho avuto il piacere e l’onore di incontrare Gene Cernan più volte, di ringraziarlo personalmente per le sue magnifiche parole al funerale di Neil Armstrong e di intervistarlo, scoprendo un uomo che sapeva ispirare con il proprio entusiasmo e la propria umiltà. Una delle sue frasi preferite era “Io sono riuscito a camminare sulla Luna. Cos’è che non puoi fare tu? Se lui, cresciuto in una fattoria senza corrente elettrica e senza neppure un trattore, era riuscito a fare così tanta strada da arrivare ad essere scelto per andare sulla Luna, quali altre cose straordinarie possiamo fare se ci impegniamo? Con che coraggio diciamo “Non si può fare”? Forse è una retorica d’altri tempi, ma Cernan la sapeva porgere con rara potenza e sostenere con l’esempio incontestabile della propria carriera. Gene Cernan è morto a gennaio 2017 a 82 anni, ma ritroverete intatta quell’energia in questa autobiografia.

A proposito di questo libro, mi disse: “Sai, il mio obiettivo, in quel libro, era condividere con te le risposte a tutte le domande che so che hai, e sai tu quali sono. Volevo essere io che parlavo con te, e volevo che tu fossi là fuori con me durante la mia passeggiata spaziale di Gemini 9, a sentire quello che ho sentito io. Volevo che fossimo tu ed io sulla Luna, con lo sguardo rivolto alla Terra, in modo che tu potessi rispondere alla domanda ‘Che cosa si prova? Cos’hai pensato? Credi in Dio? Ti sei sentito più vicino a Lui?’ Questo era il mio scopo. Non so quanto mi ci sono avvicinato…”

Scopritelo anche voi. Trovate L’ultimo uomo sulla Luna qui su Cartabianca.com, sia su carta che come e-book; potete anche leggere gratuitamente un capitolo di anteprima.

L’e-book è disponibile ovunque, mentre la versione cartacea è acquistabile direttamente solo dallo store online di Cartabianca. Il libro digitale costa 9,99 euro; la versione cartacea costa 17,90 euro più le spese di spedizione tramite corriere.

Se questa autobiografia tradotta avrà successo, ne potranno seguire altre di altri protagonisti di un’avventura straordinaria. Ad astra!

2018/12/22: Su La Stampa è uscita una bella recensione da parte di Piero Bianucci.

2019/01/13: Un’altra buona recensione è su Cosmobserver.com a firma di Emmanuele Macaluso.

2019/01/18: È uscita una recensione del libro sul sito dell’INAF (Istituto Nazionale di Astrofisica).

2019/01/30: Il libro è stato recensito da Everyeye.it e da Luigi Pizzimenti, curatore della mostra itinerante Neil Armstrong: The First.

2019/02/04: Recensione su Partodomani.it.

2019/02/11: Recensione (pagina intera) su Il Messaggero, a cura di Enzo Vitale.

Per Repubblica, sulla Luna ci sono “aree piatte da abbattere”. Giornalismo a neuroni spenti

Per Repubblica, sulla Luna ci sono “aree piatte da abbattere”. Giornalismo a neuroni spenti

Ultimo aggiornamento: 2019/01/04 13:20.

Nelle redazioni dei giornali c’è gente che crede che il giornalismo si faccia così:

  1. Copia il lavoro degli altri
  2. Sbattilo in Google Translate
  3. Copiaincolla il risultato senza capirlo
  4. Fottitene del lettore

Esempio pratico: questo articolo di Repubblica (ho alterato il link per non regalare ranking). Parla della Luna e della sonda cinese Chang’e-4 recentemente atterrata e dice testualmente:

A differenza del lato vicino della luna che offre molte aree piatte da abbattere, il lato opposto è montuoso e impervio.

Aree piatte da abbattere? Sulla Luna? E come si abbatte un’area piatta? Come è possibile scrivere un’idiozia così?

Se avete dubbi che Repubblica possa davvero aver pubblicato una cosa del genere, ecco uno screenshot e una copia permanente.

Un lettore, Fabio, ha una teoria molto plausibile. C’è un articolo del Telegraph britannico sullo stesso argomento che contiene questa frase:

Unlike the near side of the moon that offers many flat areas to touch down on, the far side is mountainous and rugged.

La traduzione corretta di questa frase parla di “aree pianeggianti sulle quali atterrare”, non di “aree piatte da abbattere”.

Fabio ha notato che immettendo questa frase in Google Translate si ottiene esattamente la stessa espressione “aree piatte da abbattere” riportata da Repubblica. Posso confermare:

Questo, a quanto pare, è quello che passa per giornalismo a Repubblica.

13:20

@DarioL83 ha notato che la stessa frase inglese compare anche in questo articolo di al Jazeera e ipotizza che sia questa la fonte usata da Repubblica. In effetti Licia Corbolante (@terminologia) segnala che l’articolo di al Jazeera contiene anche un altro brano corrispondente all’articolo di Repubblica: la frase che precede quella con le “aree piatte da abbattere”.

Al Jazeera: Chang’e-4 will be the second Chinese probe to land on the moon, following the Yutu (“Jade Rabbit”) rover mission in 2013.

Repubblica: È la seconda sonda cinese ad atterrare sulla Luna, seguendo la missione del rover Yutu (Jade Rabbit) nel 2013.

Notate il “seguendo” (errata traduzione di “following”, che in questo contesto significa “dopo”) e il “Jade Rabbit” (rimasto invariato).

Da parte mia aggiungo che c’è anche un altro pezzo dell’articolo di al Jazeera corrispondente a un brano nell’articolo di Repubblica:

Al Jazeera: Beijing is pouring billions into its military-run space programme, with hopes of having a crewed space station by 2022, and of eventually sending humans to the moon.

Repubblica: Pechino sta investendo miliardi nel suo programma spaziale militare, con la speranza di avere una stazione spaziale con equipaggio entro il 2022 e di inviare missioni umane sulla luna.

Sembra davvero difficile potersi appellare misericordiosamene alla coincidenza.

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Quiz festivo: il mistero del “numero di grucce” nei siti di e-commerce

Quiz festivo: il mistero del “numero di grucce” nei siti di e-commerce

Un amico, Luigi, mi segnala un mistero che vorrei proporvi come quiz. Premetto che non ne conosco la soluzione e sono curioso di vedere cosa riuscite a scoprire.

Provate a googlare “usb numero di grucce” (senza le virgolette): noterete che i risultati elencano un gran numero di siti di commercio online che vendono prodotti informatici che includono questa bizzarra specifica tecnica.

Questa stravagante terminologia compare per esempio su Amazon.it:

Dalle mie ricerche iniziali, non mi sembra che sia colpa di una traduzione automatica o dilettantesca dall’inglese e la versione inglese della stessa pagina di prodotto di solito usa USB Type-A connector nel punto in cui la versione italiana parla del numero di grucce.

C’è di mezzo una lingua diversa dall’inglese? Che cosa mai può portare a una “traduzione” così completamente sbagliata, e come mai lo stesso errore di traduzione è condiviso da così tanti siti?

Se scoprite qualcosa, i commenti sono a vostra disposizione.

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Ci vediamo a Lecce il 4 dicembre?

Ci vediamo a Lecce il 4 dicembre?

Martedì 4 dicembre alle 10 sarò all’Università del Salento, ospite del Dipartimento Studi Umanistici, aula Ferrari, per l’inaugurazione dell’anno accademico dei corsi di laurea in Scienza e tecnica della mediazione linguistica, traduzione tecnica e interpretariato, con una conferenza su un argomento abbastanza insolito, di cui parlo poco per motivi di riservatezza professionale: la mia attività di traduzione brevettuale, che esercito ormai da trentadue anni.

L’incontro è a ingresso libero e naturalmente potrà esplorare anche altri tipi di traduzione di cui mi sono occupato, come libri, interpretariati per attori e astronauti, e adattamenti per film e telefilm.

Come potete notare dalla locandina, con me sarà ospite anche Anna Chiara Peduzzi-Nancy, traduttrice e interprete alla Corte d’Appello di Parigi, che si occuperà di un tipo di traduzione che ammiro moltissimo e che per questioni di salute mentale ho sempre evitato il più possibile: la traduzione giurata.

Se siete da quelle parti, venite a fare un salto. Vi aspetto.

Amazon e la traduzione automatica

Amazon e la traduzione automatica

Si fa un gran parlare di intelligenza artificiale e di comprensione del linguaggio umano da parte dei computer, ma nel caso di Amazon sembra proprio che intelligenza e soprattutto comprensione siano andati a fare una passeggiata e non siano più tornati.

Amazon.it è infatti ricco di traduzioni assolutamente assurde di prodotti, presumibilmente perché le descrizioni vengono scritte in inglese e poi tradotte automaticamente senza però tenere conto dei doppi significati di alcune parole inglesi.

Prendete per esempio la parola cock. Significa sia gallo, sia fallo (in realtà la traduzione precisa del secondo significato è un po’ più volgare, ma lascio a voi immaginarla). E quando Amazon deve tradurre un ciondolo a forma di gallo, che cosa sceglie il traduttore automatico?

Fonte: Amazon.it.

Fonte: Amazon.it.

Anche il termine inglese wire stripper (spelafili) viene sbagliato clamorosamente, diventando Spogliarellista cavi:

Fonte: Amazon.it.

E che dire del Cestino di stoccaggio di impiccagione creativo? Traduzione bislacca di Creative Hanging Storage Hanging Basket (to hang significa appendere ma anche impiccare). La descrizione include anche un magnifico Cremagliera dell’organizzatore, che deriva da tidy rack (rastrelliera per riordinare), come si nota cercando lo stesso prodotto su Amazon.de.

Fonte: Amazon.it.

C’è anche un elefante giocattolo che aveva decisamente un pessimo carattere:

Ma ora è stato corretto in un più rassicurante spavaldo.

Come mai Amazon non adotta per esempio un filtro che escluda le parole scurrili o perlomeno attiri l’attenzione di un verificatore umano quando le incontra? Bella domanda. Vorrei saperlo anch’io. Comunque non è solo un problema di parolacce: dai commenti arrivati dopo la pubblicazione iniziale di questo articolo sono arrivate segnalazioni come i bicchieri di realtà virtuale: traduzione completamente sbagliata di virtual reality glasses, con il traduttore che inciampa nel doppio significato inglese di glasses (bicchieri ma anche occhiali).