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“Star Wars” fatto a pezzi con amore: pronta la terza parte della critica di “Red Letter Media”

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Se avete amato la prima trilogia di Guerre Stellari e detestato la seconda, o se comunque vi interessa il mondo di Star Wars, non perdetevi la mega-recensione video di La Vendetta dei Sith uscita pochi giorni fa ad opera di Red Letter Media (in inglese; darei tanto per potervela tradurre tutta). È scurrile e offensiva, ma talmente ben fatta, e talmente acuta dal punto di vista della critica appassionata alla tecnica di regia, di montaggio e di narrazione di George Lucas, che si soprassiede volentieri al turpiloquio: anzi, quando le argomentazioni feroci di Red Letter Media vengono dimostrate con abili montaggi incrociati fra i vari film della saga e quando diventa evidente quanto Lucas abbia scialacquato il patrimonio narrativo dei primi film, probabilmente anche voi comincerete a concordare con gli insulti e le parolacce.

Non è da tutti fare una lezione di cinema simulando di essere uno psicopatico sotto tranquillanti che spiega con precisione i buchi colossali della trama e le ragioni per le quali la seconda trilogia è un totale flop di caratterizzazione e di regia, che alla fine lascia rintronati e indifferenti alle sorti dei personaggi; ma Red Letter Media ce la fa e si merita il plauso addirittura del grande critico cinematografico Roger Ebert.

Non perdetevi il confronto fra Quarto Potere e La Vendetta dei Sith, molto meno campato per aria di quanto potreste pensare di primo acchito; godetevi le patetiche scene d’amore fra Anakin e Amidala, che finalmente acquisiscono un senso e un ritmo se condite da una colonna sonora, come dire, adeguata; infuriatevi quando vi renderete conto che tutte le scene di dialogo esplicativo della nuova trilogia avvengono mentre i personaggi stanno seduti, generalmente su un sofà, oppure – se proprio fanno uno sforzo – passeggiano pigramente, usando sempre la stessa sfaticatissima tecnica di ripresa che smorza completamente il ritmo di film che in teoria dovrebbero essere d’azione. E tutto questo dalle mani di un regista che un tempo era capace di darci American Graffiti o il primo Guerre Stellari.

Peccato che questa lezione di tecnica – da rendere obbligatoria per tuti gli aspiranti registi – debba arrivare dopo che i film sono usciti anziché prima: ci saremmo risparmiati tre delusioni e ci troveremmo forse con tre prequel all’altezza degli originali.

Qui sotto vi propongo la prima parte della recensione; non perdetevi le altre e quelle dei primi due prequel, La Minaccia Fantasma e L’Attacco dei Cloni. Anche quelle di Star Trek e Avatar non sono male.

Recensione CON SPOILER: “Star Wars – Il Risveglio della Forza”

Recensione CON SPOILER: “Star Wars – Il Risveglio della Forza”

Questo articolo vi arriva gratuitamente e senza pubblicità grazie alle donazioni dei lettori. Se vi piace, potete incoraggiarmi a scrivere ancora (anche con un microabbonamento). Ultimo aggiornamento: 2016/01/28 21:00.

ALLERTA SPOILER

Questo articolo e i suoi commenti rivelano dettagli essenziali della trama del film. Se non volete rivelazioni o anticipazioni che possono guastare la visione de Il Risveglio della Forza, NON LEGGETE OLTRE.

Siete stati avvisati.

Visto che molti vorrebbero discutere de Il Risveglio della Forza senza l’intralcio del divieto che ho imposto altrove di rivelare dettagli della trama per non guastare le sorprese a chi non ha ancora visto il film, pubblico questo mini-articolo per creare uno spazio per i vostri commenti.

Già che ci sono, includo questa chicca che mi è stata mandata da Marco C. e che ho leggermente riveduto e ampliato):

Un personaggio in una missione segreta trova dei dati importantissimi, ma capisce che sta per essere catturato da un cattivo con una maschera nera, così li nasconde in un droide e lo fa scappare con la speranza che almeno lui si salvi. Il droide viene trovato casualmente da una persona giovane e disagiata che vive in un pianeta desertico e ha un talento innato per il pilotaggio. Questa persona poi incontra un personaggio anziano che è stato importante nelle precedenti vicende della galassia e che si offre come sua guida.

Durante le loro peripezie, i nostri eroi visitano un bizzarro bar pieno di creature aliene mostruose, dove si suona musica terrestre dal vivo, e lì fanno incontri importanti. Uno dei nostri viene torturato dal cattivo con la maschera nera affinché riveli un segreto importantissimo. Con un po’ di fortuna gli eroi riescono a portare in salvo i dati nel droide e scoprono che i cattivi hanno creato una superarma grande come un mondo, che può distruggere un intero pianeta e che viene usata con effetti devastanti, causando milioni di vittime. I buoni devono trovare in fretta un piano per fermare quest’arma, perché i cattivi li hanno tracciati, hanno scoperto dov’è la loro base segreta e minacciano di eliminare anche loro con un solo colpo.

Viene trovata una falla tecnica con cui l’arma può essere distrutta colpendola nel punto giusto facendo incursione con dei caccia monoposto in un’epica battaglia aerea, e il pilota più bravo riesce nella missione infilandosi in un canalone artificiale: la superarma esplode in modo spettacolare. Purtroppo nel frattempo il personaggio anziano è stato ucciso dentro la superarma quando si è confrontato con il cattivo, a cui era molto legato personalmente in passato. Il cattivo con la maschera nera si salva, ma per il resto tutto finisce bene.

Ora chiedetevi: avete appena letto la trama del primo Guerre Stellari o quella del Risveglio della Forza? Tanto per dire quanto è ampia e ripetuta la scopiazzatura. E questo è il succo della mia recensione: visivamente azzeccato, con attori ottimi, ma con una trama assolutamente copiata dalla trilogia originale. Il Risveglio attinge infatti anche a L’Impero colpisce ancora, visto che in entrambi i film gli eroi incontrano un alieno piccolo e vecchissimo che si rivela profondo dispensatore di saggezza e di rivelazioni (Maz Kanata è Yoda) e il protagonista ha delle visioni che riguardano il suo passato e il suo futuro e che la pongono di fronte a un dramma interiore sulla propria identità (Rey nel Risveglio, Luke ne L’Impero).

Poteva andare molto peggio (Episodio I insegna), ma con un minimo di inventiva si poteva fare un grande film invece di fare il copiaincolla dei film precedenti. Capisco il bisogno di fare una Grande Storia Epica e Spettacolare, ma c’era proprio bisogno di riciclare l’idea specifica della superarma sferica grande come un pianeta ma con un punto debole a portata di attacco da parte di piccoli caccia? Non si poteva inventare qualcosa di meno scopiazzato?

E che dire di tutta la gonfiatissima campagna promozionale per il capitano (o la capitana) Phasma, che pareva fosse un personaggione ed è invece ridotto a fare due rapide apparizioni e conclude la propria presenza in modo umiliante e ridicolo? Diciamolo pure: era semplicemente una scusa per vendere una variante in più delle truppe d’assalto.

Aggiungo un po’ di chicche spoilerose:

– Daniel Craig ha interpretato in gran segreto una delle truppe d’assalto (quella che stringe maggiormente i vincoli che legano Rey al tavolo di tortura) (Gizmodo; Entertainment Weekly).

– Nei trailer ci sono parecchie scene significative che non compaiono nel film (Gizmodo).

– 22 chicche da scovare quando il film uscirà in Blu-Ray, streaming e DVD (Io9).

– C’è un cameo vocale di Kevin Smith, e non è l’unico.

– Il film ha già raggiunto il miliardo di dollari e lo ha fatto con un andamento (immagine qui sotto) che non farà che incoraggiare Hollywood a produrre ancora film fatti in questo modo.

Ora sfogatevi nei commenti 🙂

Recensione senza spoiler: “Star Wars – Il Risveglio del Copiaincolla”

Recensione senza spoiler: “Star Wars – Il Risveglio del Copiaincolla”

Questo articolo vi arriva gratuitamente e senza pubblicità grazie alle gentili donazioni dei lettori. Se vi piace, potete incoraggiarmi a scrivere ancora (anche con un microabbonamento). Ultimo aggiornamento: 2016/03/22 20:10.

Per favore non mettete dettagli della trama de Il risveglio della Forza nei commenti. Se lo fate, dovrò cestinarli. Se volete discutere senza problemi di spoiler, ho preparato uno spazio apposito. Grazie.

Questa recensione non contiene spoiler. Per una ragione molto semplice: se conoscete Star Wars, non c’è praticamente niente da spoilerare, perché avete già visto tutta la trama. Star Wars: Il Risveglio della Forza è un copiaincolla di scene già viste nella trilogia classica. Talmente copiaincolla che al cinema io e chi era con me ne abbiamo ripetutamente anticipato sotto voce parecchie battute pur non avendo mai visto il film: perché erano le stesse, identiche della trilogia classica.

Intendiamoci: le citazioni sono sempre piacevoli, gli omaggi pure. Ma quando il film è composto quasi esclusivamente da ripetizioni di cose già viste nei film precedenti della stessa serie, cambiate giusto quel tantino che serve per non farsi trascinare in tribunale per plagio, e quando l’intera trama ricalca quella del primo film (Star Wars Episodio IV: Una nuova speranza, o Guerre Stellari come lo conoscono i veterani), non è più citazione. Non è più omaggio. È copiare. È rifilare minestra riscaldata spacciandola per fresca.

Non so voi, ma io mi sento preso per i fondelli. Di nuovo, perché J.J. Abrams ha fatto lo stesso copiaincolla anche con Star Trek. Speravo che Star Wars fosse più nelle sue corde e ho osato essere ottimista, ma mi sono dovuto ricredere.

Piacerà? A chi non conosce gli originali probabilmente sì, perché non sa che Il Risveglio della Forza è una scopiazzatura spudorata e c’è molta azione, ci sono scene spettacolari, ci sono personaggi interessanti, c’è una storia epica. Ai fan un po’ attempati, quelli che come me si sono innamorati da bambini dell’universo meraviglioso creato da George Lucas, probabilmente no, se non per effetto nostalgia.

Poteva andare peggio? Certamente. Se il confronto è con Episodio I: La Minaccia Fantasma, questo film è riuscitissimo. Abrams ha senz’altro fatto meno peggio di Lucas. Ma con tutti i soldi che danno agli sceneggiatori, perché dobbiamo sempre accontentarci di un misero meno peggio? Pagando la differenza, non si potrebbe avere almeno un guizzo di originalità? Una trama non già vista e stravista? Perché non basta prendere le scene dei film precedenti e rimescolare un po’ l’assegnazione delle battute ai personaggi per dire di aver scritto una sceneggiatura (metodo già usato da Abrams per Star Trek Into Darkness).

Cari fratelli e sorelle starwarsiani, ora saprete come ci siamo sentiti noi fan di Star Trek dopo che ci ha messo le mani Jar Jar Abrams. Preparo i fazzolettini anche per voi.

Quello che si salva

La musica di John Williams. Il tema di Rey è meraviglioso, un classico tema grandioso, romantico e avventuroso di quelli che solo John Williams sa comporre; il resto della colonna sonora è un gran bel supporto alle immagini, anche non è ai livelli probabilmente irripetibili di Una nuova speranza e de L’Impero colpisce ancora, e la fanfara iniziale mette ancora i brividi dopo quasi quarant’anni. Se J.J. Abrams pubblica una versione del Risveglio della Forza senza dialoghi e soltanto con la colonna sonora musicale e gli effetti sonori abbassati di volume, la compro.

Gli effetti speciali. Ottimi e ineccepibili, ma è anche vero che oggi è la norma, se hai un buon budget, e qui c’erano circa 200 milioni di dollari. Non posso dire nulla del 3D, perché l’ho visto in 2D.

Lo stile visivo. Questo film è fantasticamente fedele allo stile, al design e alla fotografia della trilogia originale. Moltissimi set e modelli fisici (anche se estesi e arricchiti digitalmente), molte creature fatte in animatronica invece che in grafica computerizzata, la stessa aria vissuta e logora degli ambienti e dei veicoli che è da sempre una delle caratteristiche geniali e inventive di Star Wars e che mancava in modo dissonante nei prequel, troppo patinati (anche per via dell’epoca diversa che descrivevano) e digitalizzati. Fra l’altro, i lens flare che Abrams ha fastidiosissimamente strausato nei suoi film precedenti qui si contano sulle dita di una mano.

Gli attori. Harrison Ford, nonostante gli anni siano passati, è perfetto nei rivestire i panni di un Han Solo più vecchio e più amaro, e Carrie Fisher è altrettanto all’altezza della situazione. Tutti gli altri attori nuovi se la cavano benissimo, specialmente Daisy Ridley, la protagonista (Rey), che è brava e intensa, e John Boyega (Finn). Il droide BB-8 è simpatico e adorabile senza essere infantile. Anche Peter Mayhew rende bene Ciubecca (o Chewbacca, a seconda del doppiaggio che considerate canonico), forse addirittura meglio che nella trilogia classica, tanto da strappare parecchi sorrisi di divertimento e di affetto per un vecchio amico ritrovato. Rivederli in azione è una gioia, anche se rifanno cose già viste.

L’umorismo. Non ci sono battute folgoranti e memorabili, ma momenti divertenti ce ne sono, e siamo anni luce (o dovrei dire “dodici parsec”) lontani dai livelli di George “gli-faccio-pestare-una-cacca-che-fa-sempre-ridere” Lucas nei prequel.

Le (poche) parti originali. Quando le scene non sono copiate, i dialoghi sono frizzanti e vivaci, molti simili come stile a quelli della trilogia originale; i personaggi vengono delineati rapidamente ma in modo chiaro. Peccato non aver osato essere creativi nella trama.

La scelta di umanizzare una Truppa d’Assalto. Questa, devo riconoscere, è una decisione originale che mostra un aspetto inesplorato dell’universo di Star Wars. E ben venga la scelta di far interpretare la parte da un attore di colore.

La scelta di avere una donna come protagonista. Considerato che le donne nella trilogia originale (a parte Leia) erano praticamente irrilevanti, anche questo è un buon passo avanti. E Rey è un personaggio subito simpatico: forte, autosufficiente, con un forte senso morale, capace di difendersi, a differenza del suo equivalente in Guerre Stellari, ossia Luke Skywalker, che all’inizio è un ragazzetto petulante che pensa solo a svagarsi al bar con gli amici.

Una scena. Ho promesso che non avrei fatto spoiler, per cui non vi dico quale, ma una scena che mi ha emozionato tanto c’è stata.  

Quello che va nello sciacquone

CORREZIONE: Terminologia fondamentale cambiata. Inizialmente avevo scritto che avevo rilevato un clamoroso errore di traduzione, ma mi sono dovuto ricredere e chiedo scusa al traduttore: ho avuto modo di ascoltare l’audio originale del Risveglio e il traduttore in realtà è stato fedele alla bizzarra scelta terminologica di Abrams.
Mi spiego: nella mitologia di Star Wars, la Forza ha da sempre un lato oscuro (dark side) e uno chiaro (light side), anche se nei film l’espressione “lato chiaro” non viene mai usata esplicitamente (questo avviene solo in altre fonti dell’universo espanso di Star Wars, secondo la Wookieepedia). Ma nel Risveglio della Forza i personaggi parlano ripetutamente del “Lato Oscuro” (della Forza) e lo contrappongono alla “luce”, cosa che mi ha sconcertato quando l’ho sentita al cinema (e so di non essere il solo).
Ho sospettato un errore del traduttore, pensando che nella battuta “The Dark Side and the Light” non fosse stato capito che dopo Light c’era un sottinteso side. Non luce, insomma, ma chiaro. E invece no: nell’audio originale del Risveglio, a 59 minuti dall’inizio, Kylo Ren dice “Forgive me, I feel it again, the call to the light…. show me again the power of the darkness”. A 1h:07m, un altro personaggio cita la Forza parlando di “the light. E a 1h:25m un altro personaggio ancora dice “There’s still light in him”. Quindi è proprio “luce”: un cambiamento spiazzante per chi conosce bene la saga. Perché?
Inoltre Stormtrooper non si traduce assaltatore, ma truppa d’assalto (come da celebre battuta di Leia “Non sei un po’ basso per appartenere alle truppe d’assalto?” in Guerre Stellari).

I cattivi. Uno è un moccioso viziato; un altro, il suo superiore, è di una banalità tediosa e sconcertante. Nessuno dei due è temibile. Darth Vader, l’Imperatore e Tarkin (c’è una copia anche di lui) erano tutt’altra cosa.

La trama. Tutta. La forza dirompente del primo Star Wars non scaturiva soltanto dall’uso innovativo degli effetti speciali: sgorgava dal sovvertimento degli archetipi e delle regole classiche della trama. L’eroe senza macchia che non conquista la principessa; la principessa che invece di essere una donzella in pericolo è un peperino sarcastico; l’universo logoro e consunto, con le cose che cadono a pezzi invece di essere lucenti e asettiche; la scelta di entrare subito nell’azione, saltando persino i titoli di testa (tanto che George Lucas per questo si prese una multa); l’autoironia, all’epoca rara o inesistente nei film di fantascienza; gli alieni che parlano con i sottotitoli; eccetera, eccetera. Al Risveglio della Forza manca quasi completamente questa carica d’innovazione. È la fiera del già visto.

Ho promesso che non farò spoiler, per cui starò sul vago, ma questo è un breve elenco delle tantissime, troppe premesse o scene pigramente copiate e riconfezionate. Se non volete nemmeno questi vaghi accenni, smettete di leggere qui.

– Non si chiama più l’Impero, ma il Primo Ordine. Stessa minestra di prima.
– Non si chiama Tatooine, ma Jakku. Stesso pianeta sabbioso popolato da straccioni.
– Non si chiamano Jawa, ma la solfa è la stessa.
– I cattivi hanno costruito una superarma sferica ammazzapianeti che bisogna distruggere.
– La suddetta superarma si distrugge usando esattamente la stessa tecnica dei film precedenti. Persino Han Solo lo fa notare.
– I piani segreti di qualcosa d’importante sono nascosti e trafugati dai buoni usando esattamente lo stesso espediente dei film precedenti.
– Un alieno molto vecchio e saggio, di piccola statura, dispensa consigli di vita e custodisce segreti importanti. Solo che stavolta non è verde: in un prodigioso guizzo di originalità… è arancione.
– Il cattivo indossa una lunga tunica nera e una maschera.
– Il cattivo è ossessionato dal potere ed è manipolato, senza rendersene conto, da un cattivo più cattivo.
– La scena onirica nella quale un personaggio si confronta con i fantasmi del proprio passato (come nell’albero magico su Dagobah ne L’Impero colpisce ancora).
– Il bar popolato di alieni bizzarri dove c’è il complesso di altri alieni che suonano musica terrestre molto male: praticamente Cantina di Mos Eisley – Nuova gestione.
– Qualcuno dice che un personaggio passato al Lato Oscuro ha ancora del buono dentro di sé e lo hanno percepito (come ne Il Ritorno dello Jedi).
– Il supercattivo parla tramite ologramma con il cattivo in seconda in una sala apposita (come ne  L’Impero colpisce ancora) e si discute dell’idea che uno dei buoni andrebbe portato al Lato Oscuro (come ne L’Impero colpisce ancora).
– I cattivi si chiedono l’un l’altro se hanno avvertito un tremito (pardon, un risveglio) nella Forza.
– Mentre gli eroi sono nascosti nel ventre della base nemica, a uno di loro succede qualcosa di grave, un altro grida per lo shock e così le truppe imperiali… ehm, del Primo Ordine si accorgono di colpo della presenza degli intrusi (in Una nuova speranza, Luke grida quando Ben Kenobi viene abbattuto da Darth Vader nell’hangar della Morte Nera).
– Ce ne sono molte altre, assolutamente centrali per il film, ma come dicevo non farò spoiler. Ve ne accorgerete da soli. E griderete anche voi “NNNNOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO!!!!”.

Antibufala: Nostradamus previde Star Wars

Antibufala: Nostradamus previde Star Wars

Su Nostradamus e le sue profezie si sono scritti fiumi d’inchiostro e digitati petabyte di caratteri. Ma avreste mai detto che aveva profetizzato la saga di Star Wars? Guardate che coincidenze incredibili si trovano in questa versione italiana delle Centurie.

Centuria I, quartina 61: “La repubblica miserabile infelice sarà devastata da nuovo magistrato”. La Repubblica Galattica è corrotta e burocratizzata fino alla paralisi (quindi “miserabile” e “infelice”) e viene sovvertita dall’interno dal Senatore Palpatine, che diventa il nuovo “magistrato” (Cancelliere Supremo) rimpiazzando Finis Valorum.

Centuria V, quartina 3: “Dentro suo girone d’accordo nautiche Rane”. Le “nautiche Rane” sono il popolo subacqueo dei Gungan, di cui fa parte Jar Jar Binks, che presenta nella sala circolare del Senato (“girone d’accordo”) la mozione di conferire a Palpatine i poteri d’emergenza per gestire il pericolo costituito dalla Confederazione.

Centuria I, quartina 97: “Ciò che ferro e fiamma non hanno saputo realizzare, la dolce lingua al consiglio farà”. Palpatine non prende il potere con la forza, ma con l’astuzia, creando un casus belli e usando parole persuasive (“dolce lingua”) di fronte al Senato (“al consiglio”).

Centuria IV, quartina 18: “Puniti da un editto, cacciati come criminali, e messi a morte là dove saranno trovati.” I Jedi vengono scovati e sterminati sul posto, ovunque si trovino, in seguito all’Ordine 66 emanato da Palpatine.

Centuria I, quartina 96: “Colui che avrà l’incarico di distruggere templi e sette, cambiati da fantasia, più alle rocce che ai viventi nuocerà per lingua ornata d’orecchie stanche.” Anakin riceve da Palpatine l’incarico di distruggere i templi dei Jedi, che sono considerati una setta mentre prima erano i garanti dell’ordine: il loro ruolo è stato cambiato dalle fandonie inventate da Palpatine. Anakin distruggerà gli edifici dei Jedi ma non farà del male alla popolazione (“più alle rocce che ai viventi nuocerà”). Le sue orecchie sono stanche delle chiacchiere e delle deliberazioni inconcludenti dei Jedi, e lo dirà a chiare parole.

Centuria VI, quartina 22: “Libertà finta sarà al corno e grida.” Palpatine proclama l’Impero Galattico fra l’entusiasmo dei senatori (“grida”) e crea uno stato totalitario con il pretesto di difendere la libertà. Che c’entra il “corno”? Guardate chi sta accando a Palpatine.

Centuria I, quartina 19: “capo, fuggito nascosto nelle paludi.” Il “capo” è Yoda, maestro Jedi, che viene sconfitto da Palpatine, fugge e poi si nasconde sul pianeta palude di Dagobah.

Centuria IV, quartina 75: “Presto a combattere vi sarà defezione, Capo avversario otterrà la vittoria:
La retroguardia farà difensiva. I feriti morti al bianco territorio.”
Poco prima della Battaglia di Hoth, Han Solo pensa solo a squagliarsela (“defezione”) per andare a sistemare i conti con Jabba. Il generale Veers delle truppe imperiali (“capo avversario”) sconfigge i Ribelli e li costringe alla difesa intanto che organizzano la fuga (“la retroguardia farà difensiva”), lasciando tanti morti e feriti sulle gelide e innevate distese di Hoth (“feriti e morti al bianco territorio”).

Centuria I, quartina 43: “Prima che avvenga il cambiamento d’impero, accadrà un caso davvero meraviglioso.” L’Impero di Palpatine viene sciolto, e prima che questo avvenga assistiamo alla redenzione di Darth Vader, che sceglie di difendere il proprio figlio invece di servire l’Imperatore e anzi uccide quest’ultimo.

Cosa vuol dire tutto questo? Nostradamus vide Star Wars con cinque secoli d’anticipo grazie ai propri poteri profetici e quindi nelle sue quartine c’è anche scritto se il prossimo film della saga sarà una schifezza o no? George Lucas lesse Nostradamus e lo usò per ispirarsi e scrivere le sceneggiature della saga? Niente di tutto questo. Semplicemente, questi esempi dimostrano che se si prende qualunque testo sufficientemente lungo e vago e se ne estraggono ad arte brani scelti, lasciando disinvoltamente da parte il loro contesto, lo si può adattare a qualunque altra storia o vicenda storica. Con trucchetti di questo genere è facile imbrogliare chi non li conosce e rifilargli libri di “profezie” e altra paccottiglia.

DeAgostini e il Millennium Falcon “in scala 1:1”

DeAgostini e il Millennium Falcon “in scala 1:1”

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Mi avete scritto in molti segnalandomi la perla della pubblicità televisiva della DeAgostini, che annuncia l’offerta di un kit di montaggio del Millennium Falcon “in scala 1:1”. Sì, dice proprio così, come se si trattasse di una ricostruzione a grandezza naturale. Se così fosse, lo comprerei al volo, anche se non saprei dove metterlo.

Perché le dimensioni del Falcon in scala 1:1 sono queste:

Eppure la pubblicità la racconta proprio così:

Ovviamente, viste le dimensioni del modello mostrate nello spot, sentire la voce narrante che parla di “scala 1:1” rende ridicola la pubblicità. Infatti la precisazione che la scala è riferita a uno dei modelli in miniatura utilizzati nel film non c’è nell’audio dello spot e compare solo per qualche istante in video, quattro secondi dopo l’inizio della pubblicità. Le dimensioni del modello finito offerto dalla DeAgostini non sono indicate nel sito italiano dell’editore, ma su quello inglese viene detto che sono 808 mm di lunghezza per 596 mm di larghezza per 192 mm di altezza e viene precisato che si tratta di una copia in scala 1:1 del modello usato per L’Impero Colpisce Ancora

Tutto questo fa passare in secondo piano il fatto che il kit completo viene a costare almeno 1300 euro, visto che è spalmato su “100 uscite… prima uscita €3.99… Uscite successive €12.99… Prezzo rivista esclusa”. È comunque un gran bel modello, a giudicare dai video di chi l’ha già costruito (nel Regno Unito è già stato distribuito), con molte parti in metallo, luci interne e pannelli rimovibili per ammirarne i dettagli interni, ed è ispirato alla magnifica Master Replica di Stephen Dymszo. È tutto fuorché un giocattolo, insomma, per cui scegliete con giudizio, e se pensate di regalarlo a qualcuno chiedetevi, come fece Yoda, Finirà lui ciò che comincia?

Repubblica e Star Wars, nuovo festival dell’incompetenza giornalistica

Repubblica e Star Wars, nuovo festival dell’incompetenza giornalistica

Guardate cosa scrive Repubblica a proposito del Force Friday, la giornata d’inizio della vendita di gadget e giocattoli legati al prossimo film di Star Wars, e piangete.

Costume da Darth Vader per bambini

Oggi, venerdì 4 settembre, i Disney Store hanno celebrato il Force Friday, il “venerdì della forza”, il giorno del lancio tanto atteso dai fan e dai collezionisti di Star Wars dei nuovi gadgets, giochi e altro merchandising ispirati al nuovo capitolo della saga di Guerre Stellari “Il risveglio della forza”. Dal droide robotico BB-8, agli elmetti di Darth Vader e degli Stortrooper, ai nuovi costumi di carnevale, ormai la spada laser per giocare ai guerrieri Jedi non basta più, e mentre cresce l’attesa per l’uscita del nuovo episodio di Guerre Stellari al cinema, la saga ispira i gadget più strani e azzardati.

Pazienza per il droide robotico (esistono forse dei droidi non robotici?); pazienza anche per gli Stortrooper (saranno soldati con la scoliosi? È un arguto gioco di parole riferito alla mira proverbialmente imprecisa delle truppe d’assalto imperiali?). Ma scrivere che quello raffigurato è un “costume da Darth Vader” è un trionfo d’incompetenza. Ed è così da ieri.

Milioni di dollari spesi da Hollywood in campagne promozionali, quasi quarant’anni d’iconografia di uno dei cattivi più memorabili della storia del cinema, e Repubblica riesce lo stesso a trovare una capra di guerra che non sa che aspetto ha Darth Vader. E riesce a far scrivere proprio a quella capra un “articolo” su Star Wars.

Ringrazio @WarpTen10 per la segnalazione. Per gli increduli, ecco un link a una copia su Archive.is, a imperitura memoria e per non regalare clic a Repubblica.

Han Solo: “Siamo a casa”. Ciube: “Sì, ma il copione dov’è?”

Han Solo: “Siamo a casa”. Ciube: “Sì, ma il copione dov’è?”

Poco fa è stato pubblicato il secondo trailer di Star Wars: The Force Awakens. Eccolo. Buona visione.

Jar Jar Abrams non mi sta simpatico, a causa di quello che ha fatto a Star Trek, ma per la scena finale di questo trailer è difficile non fare salti di gioia 🙂

Chissà se ci sarà anche una storia decente, oltre alla sequenza di immagini fatte apposta per compiacere i fan e presentare un assortimento di nuovi oggetti di merchandising da collezionare. Sapete cosa mi fa pensar male, in particolare? Quelle parole di Luke Skywalker (è sua, o meglio dell’attore Mark Hamill, la voce nel trailer) a proposito della Forza che scorre potente nella sua famiglia: “My father has it”.* Notate il tempo verbale presente. Ma Darth Vader è morto, o perlomeno è diventato fantasmino: perché parlarne al presente e farne sentire l’inconfondibile respiro? Non ditemi che Abrams ha trovato un pretesto per farlo tornare in vita semplicemente perché Vader è un cattivo cool.

A proposito, se l’inquadratura di Han e Ciube vi è sembrata familiare, non vi state sbagliando:

Prima che me lo chiediate: no, sono cresciuto a pane e Star Wars, ma non andrò comunque al cinema a vederlo il giorno della prima. Proprio perché sono cresciuto a pane e Star Wars. Aspetterò i commenti altrui.

*Nota da nerd: la frase “The force is strong in my family. My father has it. I have it. My sister has it” è la stessa pronunciata da Luke alla fine de Il Ritorno dello Jedi. Secondo quanto dichiarato da Abrams, è un mix della frase originale e di una nuova registrazione fatta da Mark Hamill. Inoltre il pianeta desertico non è Tatooine, ma un altro, di nome Jakku (fonte).

Video: l’aeroporto di Francoforte trasformato in base imperiale di Star Wars

Guardate un po’ cosa si riesce a fare oggi con gli effetti speciali digitali. Non è chiaro se sia un video virale fatto da qualche agenzia video in cerca di popolarità o se sia davvero un video amatoriale, ma comunque l’integrazione dei veicoli digitali con le riprese dal vero è impressionante.

Le cose che non colsi - 2013/05/17

Le cose che non colsi – 2013/05/17

Questo articolo vi arriva grazie alla gentile donazione di “maicolengel”.

Darth Vader e Boba Fett a Bellaria (Rimini) il 25 e 26 maggio. Mancano pochi giorni alla Sticcon, uno dei raduni di fantascienza italiani ai quali cerco di non mancare mai. Quest’anno gli ospiti saranno David Prowse (Darth Vader) e Jeremy Bulloch (Boba Fett) da Star Wars e Robert Duncan McNeill (Tom Paris) e Robert Picardo (Dottore Olografico) da Star Trek Voyager. Ah, ci saranno anche Dario Argento e una serie di conferenze scientifiche (io curerò quella sulle vere astronavi atomiche). Il programma dettagliato è qui.

Star Trek incontra la NASA. Gli astronauti Michael Fincke (che ha fatto un cameo in una puntata di Enterprise), Kjell Lindgren e Chris Cassidy (dalla Stazione Spaziale) fanno un Google Hangout (video qui sotto) con gli attori del nuovo film della saga, Chris Pine, John Cho e Alice Eve, insieme a tanti ospiti. Imperdibile. Chicca: Cassidy s’è già visto un po’ del film mentre faceva ginnastica. Nello spazio.

Space Oddity come non l’avete mai sentita. Cantata da Chris Hadfield a bordo della Stazione Spaziale Internazionale, con immagini indimenticabili. Dodici milioni di visualizzazioni in pochi giorni. Ho aspettato che Hadfield rientrasse sano e salvo a terra per segnalare qui questo video: vedere Hadfield immedesimarsi troppo in Major Tom sarebbe stato sgradevole. La chitarra è una Larrivée Parlor, portata su con lo Shuttle. Suonarla in assenza di peso è una sfida molto particolare, come spiega lo stesso Hadfield. E per chi inevitabilmente si lamenta di quanto sarebbe costato il video invece di pensare a quanta ispirazione e passione sta generando, Xkcd ha fatto i conti: quasi zero. Poesia della scienza.

Star Trek spiegato. Un bellissimo articolo su Slate spiega perché Star Trek è così differente da ogni altra serie TV. E al tempo stesso spiega che i nuovi film sono una baracconata chiassosa che non c’entra nulla. Il vero Trek fa divertire, ma fa anche riflettere. Quello di oggi è solo divertimento. Bah.

Bing finalmente traduce in Klingon. Mai più senza. (Startrek.com).

Qual è l’astronave più veloce? Una infografica animata mette a confronto l’Enterprise, il Millennium Falcon, il TARDIS, la Galactica, la Serenity e altre astronavi della realtà e della fantascienza. Risultati interessanti anche se prevedibili.

Il vostro nome in Gallifreyano. Shermansplanet.com ha una sezione con un manuale spiega come comporre le scritte della lingua dei Time Lord di Doctor Who. Ipnotico e perfetto per una T-shirt enigmatica ed elegante. C’è anche l’app per Windows, Mac e Linux che disegna le scritte (grazie a Flora per la dritta).

Un Dottore in più? Spoiler o depistaggio: ci sarebbe un Dottore aggiuntivo, interpretato da John Hurt, che causerebbe una rinumerazione. Ma la fonte originale è il Sun, quindi da prendere con molta cautela (Tv3.ie).

Puntata finale di Doctor Who svelata in anticipo, ma non dai pirati. I DVD della serie sono stati spediti troppo presto a chi li ha ordinati in USA: i dischi contengono anche l’ultima puntata, che non è ancora andata in onda. Si prega di non spoilerare: tanto The Name of the Doctor verrà trasmessa domani.

Cat-Vengers. Non dico altro (Jennyparks.com).

Oggi è la Giornata Anti-Superstizione. È venerdì 17, per cui il CICAP ha indetto la quinta Giornata Anti-Superstizione. Rompete uno specchio, versate del sale, passate sotto una scala aperta e dimostrate che essere superstiziosi porta male. Raduni in varie città d’Italia e al Salone del Libro (Queryonline).

Un Sole spettacolare dall’Australia. Non dico altro per non rovinarvi la sorpresa di veder sorgere un Sole assolutamente straordinario. Lo spiegone è qui (in inglese).