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Internet ricorda Carrie Fisher

Internet ricorda Carrie Fisher

La scomparsa improvvisa di Carrie Fisher, la Principessa Leia di Star Wars, ha avuto una risonanza particolare su Internet. La mitologia di Star Wars è parte integrante della cultura della Rete e per tantissimi internauti e internaute la figura della principessa che sa cavarsela da sola invece di essere la solita damigella da salvare è stata un modello di riferimento fondamentale.

Le commemorazioni di Carrie Fisher stanno avvenendo non solo in giro per il mondo, con veglie alla luce delle spade laser, ma anche online, non solo con la pubblicazione di tante magnifiche fotografie e GIF animate tratte dalla carriera dell’attrice e scrittrice ma anche con veri e propri tributi live nei videogiochi.

Nel gioco Star Wars: The Old Republic della BioWare, per esempio, i giocatori si stanno radunando nella zona denominata House Organa (il palazzo del casato della Principessa Leia) sul pianeta Alderaan e si stanno inchinando in tributo nell’edificio e anche dinanzi a un simulacro della Principessa creato da un gamer. Questi raduni improvvisati di giocatori e giocatrici provenienti da tutto il mondo sono documentati anche in video.

Intorno a Carrie Fisher sono già nate le prime bufale: per esempio, circola in Rete un’immagine di una pagina di copione de L’Impero colpisce ancora che reca, si dice, le correzioni e i miglioramenti apportati dalla Fisher, che era nota appunto per la sua bravura nella revisione di copioni. Ma in realtà le correzioni in quella pagina sono opera del regista, Irvin Kershner; nella trilogia originale di Star Wars Carrie Fisher contribuì solo ai dialoghi del terzo film, Il Ritorno dello Jedi.

Un’altra bufala circolante in Rete riguarda i fiori lasciati accanto alla stella di Carrie Fisher sul celeberrimo marciapiedi della Hollywood Walk of Fame:

L’omaggio è reale e lo è anche la fotografia, ma la stella non appartiene a Carrie Fisher: è una stella generica adattata al volo dai fan, come si nota dalla scritta molto irregolare. L’attrice, infatti, non aveva una propria stella: farne dedicare una mentre si è in vita costa circa 30.000 dollari, e molte celebrità non tengono affatto a questo simbolo. E per tradizione una celebrità che muore senza avere una stella sulla Walk of Fame non potrà riceverne una per almeno cinque anni dopo la scomparsa.

Alcuni nuovi fan della saga, inoltre, stanno facendo polemica con chi scrive Leila invece di Leia negli articoli commemorativi, perché non sanno che nel doppiaggio italiano della trilogia originale i nomi di alcuni personaggi furono cambiati: da Leia a Leila, da Han Solo a Ian Solo, da Darth Vader a Dart Fener, da R2D2 a C1P8 e da C3PO in D3BO.

Una storia vera che riguarda Carrie Fisher, invece, è che ha chiesto di essere ricordata nei necrologi dicendo che è “annegata nel chiaro di luna, strozzata dal suo stesso reggiseno”, come hanno fatto in molti nell’annunciarne la morte. L’origine della strana richiesta è spiegata nel suo libro Wishful Drinking, a pagina 88:

George [Lucas] viene da me il primo giorno delle riprese [di Star Wars] e mi dice “Non puoi indossare un reggiseno sotto quel vestito [la celebre tunica bianca]… perché nello spazio non si usa la biancheria intima”. Giuro che è vero e che lo dice con così tanta convinzione! … Ecco perché non puoi indossare un reggiseno secondo George. Vai nello spazio e diventi senza peso. Fin qui va bene, no? Ma poi il corpo ti si gonfia, e il reggiseno no – per cui finisci strozzata dal tuo stesso reggiseno. Credo che questo sarebbe un necrologio fantastico, per cui dico ai miei amici più giovani che non importa come muoio: voglio che venga scritto che sono annegata nel chiaro di luna, strozzata dal mio stesso reggiseno.”

Obbedisco alla mia principessa.

Fonti aggiuntive: Gizmodo, Carrie Fisher su Twitter, Comicbook.com, Snopes.

Addio, Ciube: Peter Mayhew ci ha lasciato

Addio, Ciube: Peter Mayhew ci ha lasciato

Stamattina l’account Twitter ufficiale di Peter Mayhew ha dato la notizia della sua morte a 74 anni. Mayhew era l’interprete originale dell’alieno Chewbacca (o Ciubecca nella versione italiana del 1977) nella trilogia originale di Guerre Stellari, in La Vendetta dei Sith e ne Il Risveglio della Forza.

Ci vogliono talento e presenza scenica non comuni per animare un personaggio che non parla, non ha espressioni facciali e può solo spalancare la bocca. E Peter aveva entrambi, come abbiamo potuto vedere tutti quando l’abbiamo incontrato a Bologna nel 2008 e ho avuto il piacere di tradurre per lui.

Il “tappeto ambulante”, come lo chiamava la Principessa Leia, ci mancherà. Altri, oggi, interpretano lo stesso personaggio, ma l’originale non è rimpiazzabile.

Una chicca: alla fine anche a lui la Principessa ha dato la medaglia che gli era stata negata in Guerre Stellari.

Sono l’unico a pensare che la fotografia di “Solo” sia una schifezza?

Sono l’unico a pensare che la fotografia di “Solo” sia una schifezza?

Quando sono andato al cinema a vedere Solo, ho dato la colpa al cinema e ai miei occhi: non si vedeva niente. Tutte le immagini di un film altrimenti piuttosto godibile erano smorte, buie, persino quelle in pieno giorno, e i colori erano slavati, come se il proiettore avesse avuto la lampada a fine vita o il gestore della sala avesse voluto fare il taccagno. I personaggi si muovevano costantemente nella penombra, le espressioni erano invisibili, i costumi e le scenografie erano indecifrabili.

Ma pochi giorni fa ho avuto modo di vedere il Blu-Ray 4K di Solo ed è altrettanto buio e inguardabile quanto l’originale al cinema: quindi la fotografia sottoesposta è intenzionale.

Ho provato a prendere un fotogramma dal Blu-Ray e ridargli un po’ di contrasto e colore: sopra vedete l’originale, sotto la mia “correzione”:

Adesso finalmente vedo qualcosa.

Poi mi è venuto in mente di andare a cercare la stessa scena nel trailer. Ma guarda che strano: qui i dettagli si vedono, i colori ci sono e non sembra più di avere il caffelatte incrostato sugli occhiali.

Questo fastidiosissimo effetto cupo può magari andar bene su uno schermo ultraluminoso, ma su un monitor normale, o in un cinema medio, è una vera schifezza. Possibile che il direttore della fotografia, Bradford Young, non ci abbia pensato? A quanto pare si tratta di una sua ricerca estetica intenzionale, ma a pensare che sarebbe stato meglio evitare questa ricerca e lasciare che si vedesse qualcosa non sono il… l’unico. Bah.

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Peter Mayhew (Chewbacca) a Bologna

Peter Mayhew (Chewbacca) a Bologna

Splendido, cordiale e grande in tutti i sensi.








Grazie ai commenti che mi hanno ricordato la faccenda: sì, in extremis sono riuscito a chiedere a Peter Mayhew l’origine di quella curiosa foto di Ciube che palpeggia Leia, e lui molto signorilmente ha detto che ci sono molte persone che hanno molto tempo da perdere con Photoshop, e che se l’episodio fosse stato reale, non sarebbe avvenuto di fronte a una fotocamera e non sarebbe finito sul Web.

Tutto quello che posso dire è che in tal caso qualcuno non solo ha molto tempo, ma è anche molto bravo con Photoshop.

Grazie Peter!

Lo Star Wars Holiday Special compie 40 anni. E lascia ancora inorriditi

Lo Star Wars Holiday Special compie 40 anni. E lascia ancora inorriditi

Ultimo aggiornamento: 2018/11/19 11:35.

I veri appassionati di Star Wars conoscono bene lo Star Wars Holiday Special: è la pagina più infame di tutta la saga. È peggio di Episodio I: è semplicemente inguardabile. Se ci proverete, vi chiederete cosa diavolo stessero fumando quando l’hanno realizzato. George Lucas in persona ha detto che vorrebbe rintracciare e distruggere ogni copia dello Special, che non è mai stato distribuito ufficialmente dopo la sua apocalittica messa in onda il 17 novembre 1978.

Star Wars (da noi si intitolava ancora semplicemente Guerre Stellari, senza numerazioni) era uscito da poco, diventando un successo commerciale senza precedenti nella storia del cinema, e lo Special fu partorito (con l’assistenza iniziale di Lucas) sull’onda di questo successo.

Include numerose chicche: ospita tutti i principali membri del cast (Carrie Fisher, Mark Hamill, Harrison Ford, Anthony Daniels, Peter Mayhew e Kenny Baker), che interpretano i propri personaggi, e un suo segmento a cartoni animati introduce al grande pubblico Boba Fett (che apparirà poi ne L’Impero colpisce ancora e in altri film della saga). Detto così sembrerebbe imperdibile, ma…

…provate a guardarlo. Fra intermezzi sconcertanti che includono i Jefferson Starship, siparietti musicali e pseudocomici con costumi improbabili, e un vecchio Wookiee sporcaccione che si eccita guardando una sorta di realtà virtuale (intorno a 28 minuti dall’inizio), gli attori si aggirano confusi e sperduti. Mark Hamill è talmente truccato da sembrare un bambolotto (lo vedete nell’interminabile presentazione iniziale), e gli altri non sono messi molto meglio (la canzone che Carrie Fisher canta a 1h:30m circa è un tormento peggiore di una lenta digestione da parte di un Sarlacc). Se riuscite ad arrivare alla fine della sua lentissima, esasperante trama, siete dei veri Jedi. La Forza sia con voi.

Se volete proprio saperne di più, date un’occhiata a Wikipedia. Qui ne trovate una copia integrale in bassa qualità:

Una versione leggermente migliore, ma riassunta e commentata da Rifftrax, è qui:

Chicca: neanche Mark Hamill è riuscito a vederlo per intero.

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Harrison Ford in “Solo”? Con Deepfakes si può

Harrison Ford in “Solo”? Con Deepfakes si può

Sul canale Youtube derpfakes è uscita questa demo nella quale il giovane Harrison Ford prende il posto di Alden Ehrenreich. Considerato che è fatto senza il dispiego di mezzi di Hollywood ma da un semplice appassionato, il risultato è davvero notevole.

Gazzetta del Mezzogiorno: “spada laser alla Star TRECK”. Era meglio tacere

Gazzetta del Mezzogiorno: “spada laser alla Star TRECK”. Era meglio tacere

“Facciamo considerazioni ‘precise’”, scrive Enrica Simonetti sulla Gazzetta del Mezzogiorno oggi. Dopo aver scritto che ci sono le spade laser in “Star TRECK”. Sì, con la C e la K. Lo scrive non sul sito, ma nella versione cartacea. Quella seria.

Spiegone per giornalisti:

1. Ci sono due saghe di fantascienza/fantasy
strafamose. Una è Star TREK, quella con l’astronave Enterprise, il
capitano Kirk e il signor Spock (quello che chiamate sempre “dottor
Spock”,
confondendolo col celebre pediatra). Niente spade laser.

2. Poi c’è Star WARS, quella con Luke Skywalker, Darth Vader, la Forza, la Principessa Leia. Lì hanno le spade laser.

Entrambe le saghe esistono da decenni e hanno milioni di fan. Io sono uno di questi fan.

3. Ora, da fan e da giornalista, vi chiedo una cortesia: se non siete capaci di tenere a mente questa semplice distinzione fra Star WARS e Star TREK

…NON CITATELI.

4. Ma se non siete capaci di distinguere fra cose semplici come Star
TREK
e Star WARS (sono otto lettere, santo cielo), come possiamo fidarci
di voi quando ci raccontate politica, economia, scienza o altre cose un
tantinello più complesse?

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Guerre Stellari e stop-motion digitale

Patrick Boivin, l’autore di questo video, dice che da bambino c’erano due cose che desiderava tanto: un cane vero e un camminatore imperiale AT-AT della Kenner. Ecco il risultato del suo sogno e del suo talento.

Se volete vedere come ha fatto, ecco l’affascinante videospiegazione:

Una bella lezione per tutti quelli che dicono che è facile fare gli effetti speciali con il computer, come se il computer facesse tutto da solo. Il software usato è Dragon Stop Motion (Mac e Windows).

Addio, R2D2. Kenny Baker, 1934-2016

Addio, R2D2. Kenny Baker, 1934-2016

Autore sconosciuto.

È morto Kenny Baker, l’attore che interpretò il robottino R2D2 (C1P8 per i nostalgici italofoni) nella trilogia originale di Star Wars (Guerre Stellari, l’Impero Colpisce Ancora, Il Ritorno dello Jedi) e nei suoi tre prequel, creando uno dei personaggi più memorabili della fantascienza. Aveva recitato in molti altri ruoli (Willow, Labyrinth, Amadeus, Time Bandits), ma paradossalmente verrà ricordato per quello nel quale era completamente invisibile.

Addio, Kenny, e grazie. Come ha scritto Mark Hamill (Luke Skywalker) in suo tributo, lui era il droide che stavamo cercando.