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Le “profezie” tornano sempre di moda in tempi difficili: Sylvia Browne

Le “profezie” tornano sempre di moda in tempi difficili: Sylvia Browne

Vari giornali si sono occupati delle profezie della sedicente veggente Sylvia Browne, raccolte in un libro del 2008 intitolato semplicemente Profezie nell’edizione italiana (il titolo originale è End of Days: Predictions and prophecies about the end of the world).

Una di queste sue profezie sembra particolarmente calzante per l’allarme sanitario di questi giorni, con tanto di indicazione della data (“entro il 2020”).

Ma prima di attribuire a Sylvia Browne la capacità di prevedere il futuro bisogna considerare una tecnica tipica di tutti i profeti, sensitivi e veggenti: sparane tante e vedrai che qualcuna la azzeccherai; soprattutto, la gente si ricorderà solo le profezie azzeccate e dimenticherà quelle sbagliate.

Infatti pochi ricordano, per esempio, che Sylvia Browne sosteneva di essere in contatto nell’aldilà con Amanda Berry, una ragazza scomparsa a Cleveland, nell’Ohio. Nel 2004 la medium aveva detto alla madre della ragazza che Amanda le aveva “parlato dal paradiso”. In realtà la ragazza era viva: era stata rapita. Potete solo immaginare come i genitori di Amanda abbiano accolto questa dichiarazione terribilmente sbagliata della veggente. La madre di Amanda, Louwana Miller, morì di insufficienza cardiaca un anno dopo le parole di Browne. Amanda Berry riuscì poi a scappare nel 2013, dopo dieci anni di prigionia.

Non è stato l’unico errore madornale di Sylvia Browne: Open e The Guardian ne presentano una collezione notevole. La medium è morta nel 2013 dopo aver sbagliato a prevedere la data della propria scomparsa, ma i suoi difensori dicono che ha avuto più successi che insuccessi nelle proprie previsioni.

Ma se questo è il criterio per essere considerati sensitivi e profeti, sono capaci tutti: basta scriverne tante, di profezie, magari ispirate da fatti già avvenuti e facilmente prevedibili, e aspettare che qualcuna corrisponda alla realtà. E poi aspettare che arrivino i soldi.

Questa tecnica è nota come il Principio dello Scoiattolo Cieco: prima o poi anche uno scoiattolo cieco trova una ghianda


Fonti aggiuntive: Snopes.

Sisma in Italia: stavolta i falsi profeti hanno tirato troppo la corda

Sisma in Italia: stavolta i falsi profeti hanno tirato troppo la corda

L’articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale. Ultimo aggiornamento: 2012/06/02.

Forse è solo una mia impressione, ma è la prima volta che noto un coro così vistoso di critiche e proteste contro i vari sedicenti profeti e cialtroni che hanno associato il disastro del terremoto in Italia alle proprie credenze deliranti, attribuendo le scosse alle profezie Maya, agli esperimenti militari americani, al fracking e all’allineamento di Venere con il Sole e la Terra, invece di lasciar lavorare gli esperti dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia e diffondere le istruzioni della Protezione Civile.

Le proteste non sono solo quelle dei geologi e dei sismologi veri, stufi di sentire le bestialità terrorizzanti partorite dai dilettanti e dagli incompetenti, ma anche quelle dei cittadini comuni. Perché le leggende attribuite ai Maya vanno bene per una chiacchierata eccentrica al bar, per giocare a “non ci credo, però”, ma quando c’è da scavare tra le macerie, quelli che cianciano di profezie e annunciano nuove catastrofi rischiano di prendersi una badilata.

La riflessione di fondo, in tutta questa faccenda, a mio avviso è questa: se è vero che qualunque imbecille ha il diritto di scrivere quel che gli pare su Internet, sta però ai giornalisti e a chi fa comunicazione di massa decidere se amplificare queste imbecillità per fare audience o se tirar fuori le palle, una volta tanto, e dire chiaro e tondo ai vari Beppe Grillo, Gianni Lannes (anche qui), Rosario Marcianò e David Gramiccioli, Vale Riccione, Red Ronnie (sentitelo sbroccare), emuli di Bendandi e Giampaolo Giuliani: piantatela di dire cazzate e di spaventare inutilmente la gente, che ha già paura abbastanza per le cose reali. Se lo fate ancora, vi seppelliremo nel ridicolo e vi additeremo per quello che siete: tristi, inutili sciacalli.

Perché per come stanno andando le cose in questi giorni, fare da grancassa ai menagramo può rivelarsi facilmente un autogol per chi finora ha cavalcato le fandonie per vendere più copie o attirare più spettatori. Sto guardando te, Roberto Giacobbo.

Io, nel mio piccolo, vorrei cominciare additando questo atroce esempio di sciacallaggio segnalato da Pragmatiko: la app che “predice” i terremoti, partorita da BravoTelco (Seychelles) (vedi aggiornamento 2012/06/01) e venduta da Apple senza pudore. Già altri hanno segnalato gli sciacallaggi di Groupalia, Brux Sport e Prenotable. Vergogna a tutti.

Per chi volesse qualche altro link utile contro le corbellerie dei cialtroni:

E per finire, una delle immagini che sta impazzando in Rete fra chi inoltra qualunque cosa senza pensare a quello che fa: 

Tutto coincide, se scegli solo i dati che coincidono.

2012/06/01

Correzione: la versione originale di questo articolo citava la società Kryptotel come autrice della app che promette di “prevedere” i terremoti. In realtà questa società è estranea all’app. L’errore è dovuto al fatto che nella pagina di vendita della app su iTunes è indicato esplicitamente il nome “Kryptotel llc”, come si vede nella schermata qui accanto.

In questa pagina, il link associato alle parole “Sito Web di Kryptotel llc” porta a http://www.allarmeterremoto.com, che a sua volta porta ai dati di contatto di un’altra società, BravoTelco llc (“9, Ansuya Estate – Revolution Avenue – Victoria – Republic of Seychelles”)

Kryptotel ha un indirizzo molto simile ma non uguale (“Revolution Street, 116 – Victoria – Repubblica delle Seychelles”). Non è chiaro perché gli autori dell’app “Allarme terremoto” abbiano usato il nome di Kryptotel nella loro pagina su iTunes.

Antibufala: il “Wuhan-corona” previsto in un libro dedicato al Dark Web

Antibufala: il “Wuhan-corona” previsto in un libro dedicato al Dark Web

Mi sono arrivate alcune segnalazioni di un inquietante brano di un libro intitolato Il Dark Web visto attraverso gli occhi del suo leader, che cita “un virus per le persone dal nome strano (come Wuhan-corona o Whuan-corona o qualcosa di simile)”.

Precognizione letteraria? Un segnale in codice per farci sapere che sul Dark Web si sapeva già tutto? Improbabile. La spiegazione più semplice è che si tratti di un esempio di Teorema delle Scimmie Infinite: ogni anno avvengono tantissimi eventi e vengono scritti tantissimi libri che raccontano tantissime cose e quindi prima o poi è inevitabile che qualche passaggio di qualche libro abbia una somiglianza con qualche evento.

Fra l’altro, il nome corona non è uno sforzo anticipatorio particolarmente impegnativo, dato che i coronavirus furono isolati per la prima volta nel lontano 1937 e sono ben noti per aver causato epidemie come la SARS nel 2002-2003.

Scegliere Wuhan è altrettanto ragionevole, dato che è una delle città più importanti, popolose e conosciute della Cina: citare Wuhan è come citare Firenze o Chicago. Oltretutto Wuhan è notoriamente sede di uno dei più sofisticati istituti di virologia di tutta la Cina, per cui chiunque voglia inventare una storia di virus e faccia un briciolo di ricerca per la propria ambientazione si imbatterà in Wuhan, come ha ben dimostrato lo scrittore Dean R. Koontz quando ha cambiato Gorki in Wuhan nella riedizione del suo libro The Eyes of Darkness (1996).

Fra l’altro, il libro è recentissimo: è disponibile online soltanto dal 13 novembre 2019, ossia appena un mese prima delle prime notizie sul coronavirus di Wuhan (Amazon; Google Books; Google Play) ed è classificato come “narrativa biografica/gialli e thriller”. Su Google Play viene descritto dicendo che sarebbe “un Best Seller internazionale”, ma in realtà ne esiste soltanto una versione digitale in inglese, la cui descrizione dice però che il libro è stato scritto prima in italiano e poi tradotto in inglese, contraddicendo completamente il testo italiano, che include una “prefazione del traduttore”.

E che dire di quella “recensione” in quarta di copertina dell’edizione inglese, firmata “Roliing S.” come se si volesse far pensare al lettore distratto che si tratti di una recensione fatta da Rolling Stone?

Sono troppo malizioso? Beh, andate a guardare da chi è “recensito” il libro nell’edizione italiana. Un certo R. Stones.

In altre parole, fino a prova contraria questo libro è da considerare un testo di fiction confezionato furbescamente come pseudobiografia e autopubblicato da un autore anonimo spacciandolo per un best-seller, con tanto di recensioni inventate.

Questa, insomma, è la spiegazione più plausibile. Ma se volete perderci il sonno pensando che sia un presagio di poteri superiori, fate pure: si vede che non avete preoccupazioni maggiori nella vostra vita, e di questi tempi è un privilegio raro.

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Profezie letterarie: Asterix “previde” il coronavirus nel 2017

Profezie letterarie: Asterix “previde” il coronavirus nel 2017

Ricevo da un lettore una serie di foto che rivelano che nel fumetto “Asterix e la Corsa d’Italia”, uscito nel 2017, c’è un’altra pseudoprofezia letteraria riguardante il coronavirus, dopo quelle del libro sul Dark Web, di Sylvia Browne e Dean Koontz. A pagina 43 c’è questa vignetta che cita il coronavirus.

Il fumetto in originale si intitola “Astérix et la Transitalique”. Ne parlano anche il Corriere e Il Sole 24 Ore. Anche la versione inglese e quella spagnola usano lo stesso termine; quella tedesca invece usa invece Caligarius.

Ma non si tratta di una premonizione: l’intero albo usa nomi di microrganismi per i vari personaggi, e il termine coronavirus era già ben noto anche due anni fa (risale, oltretutto, al 1937).

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Precognizioni letterarie: un virus letale sviluppato in laboratorio a Wuhan in un romanzo del 1981?

Precognizioni letterarie: un virus letale sviluppato in laboratorio a Wuhan in un romanzo del 1981?

Credit: @DarrenPlymouth.

Ultimo aggiornamento: 2020/02/27 15:50.

“…uno scienziato cinese di nome Li Chen fuggì negli Stati Uniti, portando una copia su dischetto dell’arma biologica cinese più importante e pericolosa dell’ultimo decennio. La chiamano ‘Wuhan-400’ perché è stata sviluppata nei loro laboratori di RDNA vicino alla città di Wuhan ed era il quattrocentesimo ceppo vitale di microorganismi creato presso quel centro di ricerca”.

Sono parole pubblicate nel romanzo thriller di Dean Koontz The Eyes of Darkness, uscito nel 1981. Lette oggi, con l’ansia mondiale da coronavirus incentrata proprio sulla città di Wuhan, sono particolarmente inquietanti, ma non vanno viste come una conferma di facoltà precognitive o delle tesi di complotto che sostengono (senza la minima prova) che l’attuale coronavirus sarebbe stato sviluppato in laboratorio in Cina come arma biologica.

Infatti è pressoché inevitabile che fra i milioni di storie che vengono scritte prima o poi qualcuna ci azzecchi, almeno vagamente (leggendo i dettagli del romanzo, le caratteristiche del ‘Wuhan-400’ divergono fortemente da quelle del coronavirus). È il Teorema delle Scimmie Infinite: date una macchina per scrivere e un bel po’ di tempo a un esercito infinito di scimmie addestrate a picchiettare a caso sui tasti, e prima o poi partoriranno Shakespeare.

Oltretutto Koontz ha pubblicato più di una versione del suo romanzo, cambiandone i dettagli. Nella versione originale, uscita nel 1981, non si parla affatto di Wuhan, ma della città sovietica di Gorki, e il virus si chiama ‘Gorki-400’. Divenne Wuhan nell’edizione del 1996, per tenere conto del fatto che l’Unione Sovietica non esisteva più e che la Cina sembrava una fonte più credibile, secondo questo commento su BoingBoing. Infatti circolano anche altre foto della medesima pagina del libro in cui è citata Gorki.

Fonte: @moderncrusader.

Quello di Koontz non è il primo caso di apparente precognizione letteraria: il romanzo del 1898 The Wreck of the Titan di Morgan Robertson “previde” il disastro del Titanic del 1912 descrivendo un transatlantico, il Titan, che affondava nel Nord Atlantico dopo uno scontro con un iceberg. In questo caso, però, il romanzo fu ritoccato dopo il 1912 per renderlo più calzante. Nella versione originale, infatti, la nave era di stazza minore, e il titolo era un ben più generico Futility.

2020/02/27 15:50

ANSA annuncia l’uscita dell’edizione italiana del libro di Koontz, intitolato Abisso e dotato di una fascetta che è puro sciacallaggio editoriale: “Coronavirus – il romanzo della profezia”. Ripeto: il libro non c’entra nulla con il coronavirus e si limita a citare Wuhan solo nell’edizione del 1996: prima citava la città russa di Gorki.

Fonti aggiuntive: South China Morning Post, History on the Net, Wikipedia.

Quel profetico sonetto del Belli

Questo articolo era stato pubblicato inizialmente su Wired.it, dove però non è più disponibile, per cui lo ripubblico qui.

C’è chi lo intitola “Er Ber Paese” e c’è chi meno aulicamente ne usa il verso finale come titolo: “A noi ce sarveranno le mignotte”, ma è indubbio che il sonetto in romanesco attribuito a Giuseppe Gioachino Belli imperversa in Rete grazie alla sua vivace descrizione della situazione dell’epoca del poeta (1791-1863), che ricalca in modo impressionante quella odierna.

Mentre ch’er ber paese se sprofonna
tra frane, teremoti, innondazzioni
mentre che sò finiti li mijioni
pe turà un deficit de la Madonna
Mentre scole e musei cadeno a pezzi
e l’atenei nun c’hanno più quadrini
pè la ricerca, e i cervelli ppiù fini
vanno in artre nazzioni a cercà i mezzi
Mentre li fessi pagheno le tasse
e se rubba e se imbrojia a tutto spiano
e le pensioni sò sempre ppiù basse
Una luce s’è accesa nella notte.
Dormi tranquillo popolo itajiano.
A noi ce sarveranno le mignotte.

Chiaroveggenza? Corsi e ricorsi storici? Un bel modo per dire in rima che in Italia non cambia mai niente e fare polemica politica? Ognuno è libero di interpretare come vuole il successo mediatico di questi versi, ma c’è un fatto di base che è uguale per tutti: il sonetto è un falso, nonostante venga presentato come autentico da una miriade di blogger e utenti di Facebook (e anche da Oliviero Beha) e lo si potrebbe scoprire facilmente, se solo si volesse, grazie agli strumenti della Rete.

Basta infatti consultare una buona enciclopedia per scoprire che Belli scrisse in tutto 2279 sonetti, principalmente fra il 1830 e il 1847, e una consultazione di Wikipedia permette di sapere che i sonetti sono interamente disponibili online per esempio su Intratext.com. Una rapida ricerca in questa raccolta non trova il sonetto sotto indagine.

Non solo: un’analisi letteraria trova nel sonetto una collezione di anacronismi e assurdità che tradiscono la natura moderna dei versi. L’indizio principale è il riferimento alle pensioni, che all’epoca del Belli non esistevano nell’accezione moderna di prestazione spettante per diritto ma erano un privilegio riservato a pochi. Ma ci sono molti altri elementi fuori dal tempo, lucidamente analizzati per esempio su Admodeo con ampi riferimenti specialistici.

Secondo un commento pubblicato su Osservatorio dei Laici, l’autore del falso sarebbe un certo “M.G.”, che avrebbe inviato il sonetto-burla via mail alla fine di novembre 2010 “a 24 tra parenti stretti ed amici”, indicandone chiaramente l’origine fasulla. “Poi tutto si è ampliato in progressione geometrica”, come accade spesso con le cose pubblicate in Rete, e s’è persa l’indicazione dello scherzo.

Quale che sia la provenienza del sonetto, il suo successo è una perfetta dimostrazione di uno dei fattori ricorrenti nelle bufale e nelle catene di Sant’Antonio: tendiamo a propagare le storie che si adattano ai nostri preconcetti. Il loro adattarsi alla nostra visione del mondo e il loro messaggio morale inibiscono la normale cautela che spingerebbe a verificare prima di pubblicare. In altre parole, tendiamo a inoltrare non tanto il vero, ma ciò che vogliamo che sia vero.

Antibufala: Nostradamus previde Star Wars

Antibufala: Nostradamus previde Star Wars

Su Nostradamus e le sue profezie si sono scritti fiumi d’inchiostro e digitati petabyte di caratteri. Ma avreste mai detto che aveva profetizzato la saga di Star Wars? Guardate che coincidenze incredibili si trovano in questa versione italiana delle Centurie.

Centuria I, quartina 61: “La repubblica miserabile infelice sarà devastata da nuovo magistrato”. La Repubblica Galattica è corrotta e burocratizzata fino alla paralisi (quindi “miserabile” e “infelice”) e viene sovvertita dall’interno dal Senatore Palpatine, che diventa il nuovo “magistrato” (Cancelliere Supremo) rimpiazzando Finis Valorum.

Centuria V, quartina 3: “Dentro suo girone d’accordo nautiche Rane”. Le “nautiche Rane” sono il popolo subacqueo dei Gungan, di cui fa parte Jar Jar Binks, che presenta nella sala circolare del Senato (“girone d’accordo”) la mozione di conferire a Palpatine i poteri d’emergenza per gestire il pericolo costituito dalla Confederazione.

Centuria I, quartina 97: “Ciò che ferro e fiamma non hanno saputo realizzare, la dolce lingua al consiglio farà”. Palpatine non prende il potere con la forza, ma con l’astuzia, creando un casus belli e usando parole persuasive (“dolce lingua”) di fronte al Senato (“al consiglio”).

Centuria IV, quartina 18: “Puniti da un editto, cacciati come criminali, e messi a morte là dove saranno trovati.” I Jedi vengono scovati e sterminati sul posto, ovunque si trovino, in seguito all’Ordine 66 emanato da Palpatine.

Centuria I, quartina 96: “Colui che avrà l’incarico di distruggere templi e sette, cambiati da fantasia, più alle rocce che ai viventi nuocerà per lingua ornata d’orecchie stanche.” Anakin riceve da Palpatine l’incarico di distruggere i templi dei Jedi, che sono considerati una setta mentre prima erano i garanti dell’ordine: il loro ruolo è stato cambiato dalle fandonie inventate da Palpatine. Anakin distruggerà gli edifici dei Jedi ma non farà del male alla popolazione (“più alle rocce che ai viventi nuocerà”). Le sue orecchie sono stanche delle chiacchiere e delle deliberazioni inconcludenti dei Jedi, e lo dirà a chiare parole.

Centuria VI, quartina 22: “Libertà finta sarà al corno e grida.” Palpatine proclama l’Impero Galattico fra l’entusiasmo dei senatori (“grida”) e crea uno stato totalitario con il pretesto di difendere la libertà. Che c’entra il “corno”? Guardate chi sta accando a Palpatine.

Centuria I, quartina 19: “capo, fuggito nascosto nelle paludi.” Il “capo” è Yoda, maestro Jedi, che viene sconfitto da Palpatine, fugge e poi si nasconde sul pianeta palude di Dagobah.

Centuria IV, quartina 75: “Presto a combattere vi sarà defezione, Capo avversario otterrà la vittoria:
La retroguardia farà difensiva. I feriti morti al bianco territorio.”
Poco prima della Battaglia di Hoth, Han Solo pensa solo a squagliarsela (“defezione”) per andare a sistemare i conti con Jabba. Il generale Veers delle truppe imperiali (“capo avversario”) sconfigge i Ribelli e li costringe alla difesa intanto che organizzano la fuga (“la retroguardia farà difensiva”), lasciando tanti morti e feriti sulle gelide e innevate distese di Hoth (“feriti e morti al bianco territorio”).

Centuria I, quartina 43: “Prima che avvenga il cambiamento d’impero, accadrà un caso davvero meraviglioso.” L’Impero di Palpatine viene sciolto, e prima che questo avvenga assistiamo alla redenzione di Darth Vader, che sceglie di difendere il proprio figlio invece di servire l’Imperatore e anzi uccide quest’ultimo.

Cosa vuol dire tutto questo? Nostradamus vide Star Wars con cinque secoli d’anticipo grazie ai propri poteri profetici e quindi nelle sue quartine c’è anche scritto se il prossimo film della saga sarà una schifezza o no? George Lucas lesse Nostradamus e lo usò per ispirarsi e scrivere le sceneggiature della saga? Niente di tutto questo. Semplicemente, questi esempi dimostrano che se si prende qualunque testo sufficientemente lungo e vago e se ne estraggono ad arte brani scelti, lasciando disinvoltamente da parte il loro contesto, lo si può adattare a qualunque altra storia o vicenda storica. Con trucchetti di questo genere è facile imbrogliare chi non li conosce e rifilargli libri di “profezie” e altra paccottiglia.

Antibufala: a settembre un asteroide colpirà la Terra!

Antibufala: a settembre un asteroide colpirà la Terra!

L’articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale. Ultimo aggiornamento: 2015/08/29 11:45. 

“A settembre un asteroide colpirà la terra. E l’umanità si estinguerà” titola Libero Quotidiano. Lo ribadisce Affaritaliani: “Asteroide colpirà la Terra a settembre. Gli esperti: tsunami e migliaia di morti”. Ci aspetta dunque un brutto rientro dalle vacanze? Possiamo dar fondo ai nostri risparmi perché tanto a settembre moriremo tutti?

Parrebbe di sì, se si considera che la notizia non è pubblicata da blogger catastrofisti anonimi: Affaritaliani e Libero Quotidiano sono testate giornalistiche regolari e registrate, con tanto di direttori responsabili, con tutti i doveri che questo comporta. Questo fatto ha messo parecchio in allarme chi s’informa tramite Internet, anche perché vengono specificate le fonti scientifiche dell’imminente fine del mondo e vengono fatte delle date precise: “L’allarme è dei ricercatori dell’Università di Southampton, Inghilterra” scrive infatti Affaritaliani, aggiungendo che “Secondo alcuni scienziati tra il 22 e il 28 settembre di quest’anno un asteroide enorme colpirà la Terra. Paura sui social, anche se la Nasa tenta di smentire”.

Niente panico. Libero Quotidiano dice che la sua fonte è “il sito leggo.it che riprende il periodico ‘Metro’” (notizia di terza mano, insomma) e che comunque la fonte originale è “un gruppo di teorici del complotto… a seguito di alcuni studi sulla Bibbia”. Non c’è nessun avvistamento astronomico, insomma: solo le congetture di un gruppetto di persone che usa impropriamente la Bibbia come se fosse un manuale d’astronomia e tenta di prevedere la data della fine del mondo con calcoli astrusi. Ricordate com’è andata all’ultimo che ci ha provato, il reverendo americano Harold Camping? Milioni di dollari spesi per annunciare la fine del mondo per il 21 maggio 2011, che poi non è arrivata? Appunto.

La pseudonotizia è riportata anche da altri giornali, come il britannico Mirror, che però mette in chiaro subito nel titolo che si tratta di congetture di complottisti.

Ma che c’entrano i ricercatori dell’Università di Southampton? Di uno viene fatto persino il nome: Clemens Rumpf. Non è un nome inventato, perché c’è davvero un Clemens Rumpf a quell’Università. Ma non ha affatto previsto un impatto di un asteroide per settembre: ha semplicemente pubblicato un articolo tecnico nel quale evidenzia quali sono le zone del mondo che, in caso di un eventuale impatto, subirebbero le maggiori conseguenze. Fra queste zone ci sono quelle costiere, che subirebbero l’effetto devastante di uno tsunami.

Nell’articolo tecnico manca qualunque previsione nefasta per il 22 o 28 settembre o per i giorni fra queste due date (notate che Affaritaliani attribuisce la data ad “alcuni scienziati”, senza farne i nomi; un classico sintomo di poca attendibilità). I giornalisti a caccia di titoli attira-clic hanno usato questo articolo tecnico come spunto per imbastire un annuncio da paura. Perché, si sa, la paura fa novanta. E fa fare novantamila clic che portano incassi pubblicitari.

Se la sensitiva si chiama Baba Vanga, le profezie-bufala arrivano a badilate?

Se la sensitiva si chiama Baba Vanga, le profezie-bufala arrivano a badilate?

È approdata su varie testate la notizia di una profezia drammatica, fatta dalla sensitiva bulgara Baba Vanga: “Nel 2016 la guerra. Nel 2043 il Califfato a Roma”. Si dice inoltre che Baba Vanga abbia avuto, nel corso della propria carriera, una precisione straordinaria nel fare profezie, con un margine d’errore dichiarato del 15%.

Ma è vero? Lo spiega molto bene Bufale un Tanto al Chilo: andando a leggere le sue profezie originali, raccolte fino al 1996 (anno della sua morte), invece di fidarsi delle versioni rimaneggiate che circolano oggi, emerge che ha fatto un bel po’ di previsioni completamente sbagliate.

Per esempio, nel 2008 le veniva attribuita la profezia della Terza Guerra Mondiale nucleare e chimica nel novembre del 2010, seguita da una moria di piante e animali nell’emisfero settentrionale, seguita poi da una guerra dei musulmani contro gli europei sopravvissuti. Profezie che, a quanto risulta da un primo, superficiale controllo, non si sono avverate, con tanti saluti alla presunta precisione della sensitiva.

Ma come mai di colpo si parla nelle testate italofone di una sensitiva morta quasi vent’anni fa? Colpa dell’incontenibile abitudine di alcuni giornalisti di fare copiaincolla dalle pagine del Daily Mail britannico, che pochi giorni fa ha riesumato le presunte profezie di Baba Vanga, copiandole a sua volta da un sito australiano, per fare l’ennesimo titolo sensazionalista attiraclic che specula sulle ansie da terrorismo.

Antibufala: Nostradamus aveva previsto gli attentati di Parigi!

Antibufala: Nostradamus aveva previsto gli attentati di Parigi!

“La grande guerra inizierà in Francia e poi tutta l’Europa sarà colpita, lunga e terribile essa sarà per tutti… poi finalmente verrà la pace ma in pochi ne potranno godere… Ci saranno tanti cavalli dei cosacchi che berranno nelle fontane di Roma… Roma sparirà e il fuoco cadrà dal cielo e distruggerà tre città. Tutto si crederà perduto e non si vedranno che omicidi; non si sentirà che rumori di armi e bestemmie. I giusti soffriranno molto… Roma perderà la fede e diventerà il seggio dell’Anticristo. I demoni dell’aria, con l’Anticristo, faranno dei grandi prodigi sulla terra e nell’aria e gli uomini si pervertiranno sempre di più”. Così avrebbe detto Nostradamus in un libro intitolato Le Profezie, perlomeno secondo vari giornali.

Parole sorprendentemente profetiche e calzanti se riferite agli attentati di Parigi: vuol dire che Nostradamus era un vero veggente? No, vuol dire semplicemente che troppi utenti e giornalisti diffondono notizie sensazionali senza controllarle.

Infatti Nostradamus non ha mai scritto quelle parole, come spiega bene Bufale un tanto al chilo, ed è incredibilmente facile essere profeta dopo che i fatti sono avvenuti: si chiama chiaroveggenza retroattiva. Fra l’altro, Nostradamus era un maestro del vago; le sue frasi si adattano a qualunque situazione e le poche volte che ha lasciato detto qualcosa di preciso ha sbagliato alla grande.