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Ma perché è così difficile parlare di asteroidi senza menar gramo?

Ma perché è così difficile parlare di asteroidi senza menar gramo?

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“Un grosso asteroide fa rotta verso la Terra: la sfiorerà lunedì 26 gennaio”. Titola così Rainews nella sezione Scienza.

Roba da panico, se ci si ferma al titolo. Ma se si prosegue la lettura invece di correre verso il rifugio sotterraneo più vicino, si scopre che l’asteroide in questione, denominato 2004 BL86, “passerà a 1,2 milioni di chilometri dal nostro pianeta”, ossia a circa tre volte la distanza fra la Terra e la Luna. Nessuno si sognerebbe di dire che la Luna sfiora la Terra, ma un asteroide che passa tre volte più lontano sì. Boh.

Se volete saperne di più senza sensazionalismi acchiappaclic, c’è questo articolo della NASA (tweetato, fra l’altro, mettendo subito in chiaro l’assenza di pericolo: “Asteroid to fly by earth safely tomorrow”) e c’è l’articolo in italiano di Astronomia Pratica. Ma se vi basta una sintesi, eccola:

– Non c’è alcun pericolo che quest’asteroide faccia danni. Nessuno. Zero. Nada.

– La distanza minima dalla Terra (1,2 milioni di chilometri) verrà raggiunta intorno alle 16:19 UTC (17:19 italiane).

– L’asteroide 2004 BL86 misura circa 500 metri di diametro, ma se ha la forma irregolare tipica degli asteroidi non si può parlare di diametro in senso stretto. Ne sapremo di più dopo il passaggio di domani, che verrà seguito da molti telescopi ottici e radio.

– L’asteroide non è arrivato a sorpresa: fu osservato per la prima volta il 30 gennaio 2004.

– A occhio nudo non si vedrà nulla: ci vorrà un telescopio da almeno 15 cm di specchio. In alternativa, seguite il passaggio via Internet.

– Per capire quanto sono frequenti passaggi relativamente ravvicinati di asteroidi alla Terra, seguite Asteroid Watch su Twitter (http://twitter.com/asteroidwatch). E niente panico.

Libero.it: “Ecco l'asteroide che si sta per abbattere sulla terra”. Sì, mancandola di 12.000 chilometri. E il Corriere scrive di peggio

Libero.it: “Ecco l’asteroide che si sta per abbattere sulla terra”. Sì, mancandola di 12.000 chilometri. E il Corriere scrive di peggio

L’articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale. Ultimo aggiornamento: 2011/06/27 15:00.

Avete presente quei documentari nei quali fanno vedere che certi insetti continuano ad accoppiarsi anche dopo che sono stati decapitati? Come se il loro cervello fosse un organo superfluo di fronte all’imperativo di continuare ad appestare il mondo prolificando furiosamente? Questa è l’immagine dei giornalismo che m’è venuta in mente quando una lettrice (Erica.p30, che ringrazio) mi ha segnalato questo articolo di Libero.it di ieri. O meglio, mi ha segnalato il suo titolo apocalittico: “Ecco l’asteroide che si sta per abbattere sulla terra”.

Orbene, di norma con “si sta per abbattere” s’intende una collisione. Se uno si augura che la collera divina si abbatta su un peccatore, intende dire che spera che Dio folgori il peccatore, non che disintegri con un gigavolt un tappezziere che sta a Tahiti.

Ma il titolo da panico è smentito già dalla prima riga dell’articolo: “Un asteroide farà visita alla Terra, sfiorandola alla distanza di 12.000 chilometri. Non c’è alcun rischio di impatto, secondo gli esperti del Jet Propulsion Laboratory (Jpl) della Nasa.”

Il titolo, insomma, è un’esca per indurre il lettore a cliccare. Che è l’unica cosa alla quale pensa questa gente, che non è solo senza cervello, incurante dello spavento che può disseminare: è senza pudore. Bleah.

15:00 Corriere: l’asteroide passerà “a 12.300 metri dalla superficie, poco sopra le rotte degli aeroplani”

Presumo che Giovanni Caprara, giornalista molto preparato in materia aerospaziale, sia stato tradito dal titolista, ma comunque sia chi ha scritto quest’abominio andrebbe coperto di pece e piume:

Sì, avete letto bene. Secondo il Corriere, l’asteroide di stasera penetrerebbe l’atmosfera della Terra, passando a 12.300 metri (notate la precisione) anziché a 12.300 chilometri. Non solo: sarebbe anche il più grande mai avvistato. Per non parlare di quel “fino a ché” che avrebbe portato alla sincope un buon proto dei tempi andati.

Purtroppo non si può parlare di svista con i metri al posto dei chilometri, perché su questo dato è stato imbastito anche un ragionamento: “È tuttavia un passaggio da record perché arriva a 12.300 metri dalla superficie, vale a dire poco sopra le rotte degli aeroplani civili”. Grazie a Massimo per la segnalazione.

15:40 Il Corriere corregge

L’articolo del Corriere è stato parzialmente corretto: spariti i 12.300 metri. Restano il “fino a ché” e altre perle.

Antibufala: nel 2012 moriremo tutti, garantiscono i Maya

Antibufala: nel 2012 moriremo tutti, garantiscono i Maya

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L’articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale. Ultimo aggiornamento: 2008/07/31.

Secondo studi da noi effettuati ed informazioni pervenuteci da svariate fonti, il 21 dicembre del 2012 la rotazione della nostra Terra sul proprio asse subirà una fermata che durerà 72 ore per poi riprendere a ruotare in senso inverso, con la conseguente inversione dei poli magnetici. Questa fermata darà probabilmente luogo a eventi climatici e sismici anomali di grandi proporzioni e l’umanità subirà molte perdite.

Esordisce così Progetto2012.it, uno dei tanti siti dedicati al catastrofismo incentrato sulla presunta “fine del calendario Maya”, non solo in Italia ma anche nel resto del mondo (come Survive2012.com, Exitmundi.nl e altri).

Detta molto schiettamente, si tratta di scempiaggini monumentali sulle quali vorrei evitare di soffermarmi più di tanto. Certo, uno dei calendari Maya, quello per il computo dei lunghissimi periodi (Long Count o Computo Lungo), termina a dicembre del 2012; ma poi ricomincia. Dedurre da questo che il mondo finirà è stupido come dire che il mondo finirà il 31 dicembre 2007 perché in quella data finisce il calendario sexy della Santarelli.

Intorno a questa e altre teorie di catastrofe fiorisce, guarda caso, un mercato di libri e gadget di sopravvivenza. Ancora una volta, le bufale sono un business molto remunerativo.

Non mancheranno gli zucconi che resteranno convinti che soltanto loro conoscono questa terribile verità e di averne persino le prove fisiche, e che la comunità scientifica si adopera per mantenere rigorosamente il segreto. Si accomodino. Con loro faccio una scommessa: se siete davvero convinti di avere ragione, mandatemi tutti i vostri averi entro il 20 dicembre 2012, perché tanto siete certi che non vi serviranno più.

Se ho ragione io, andrò a spassarmela alla vostra ritrovata salute e darò metà del ricavato in beneficenza. Se avete ragione voi, avrete la soddisfazione di vedermi cospargere il capo di cenere un attimo prima del botto finale. Ci state?

In dettaglio

Mi ero illuso che bastassero le poche righe qui sopra per chiudere la faccenda, ma a giudicare dalle segnalazioni che ricevo, la storia della fine del mondo nel 2012 ha fatto una certa presa. Per cui vi propongo un supplemento d’indagine, basato in buona parte su una ricerca fatta su richiesta del CICAP.

Non tutti i siti e libri dedicati al 2012 concordano su cosa debba succedere di preciso il 21 o 23 dicembre 2012 secondo gli annunci del calendario Maya: una fermata di 72 ore della rotazione della Terra, un’inversione dei poli magnetici terrestri, un conflitto nucleare, un’epidemia d’influenza, l’impatto di un asteroide, l’esplosione di una supernova oppure un più sobrio “cambiamento spirituale”. Già questa varietà estrema di scenari dovrebbe far riflettere su quanto siano precise le previsioni di questi autori. Non possono avere ragione tutti quanti.

Tutte queste tesi, comunque, partono dall’idea che il tredicesimo baktun, un periodo lungo 394 anni del sofisticato calendario Maya denominato dagli archeologi Long Count, o Computo Lungo, termina il 21 o 23 dicembre 2012 e che nei miti Maya questo cambiamento indica la fine della creazione.

Gli archeologi (quelli seri, quelli che hanno studiato archeologia invece di guardarsi la saga di Indiana Jones e sfogliare i libri di Peter Kolosimo) spiegano che il calendario Maya è ciclico: quindi non farà altro che ripartire, esattamente come il nostro calendario non fa finire il mondo il 31 dicembre ma riprende (per pura convenzione) il primo gennaio.

Inoltre, sempre secondo gli archeologi, nei reperti Maya non vi è alcuna indicazione che i popoli mesoamericani pensassero che il 2012 avrebbe portato la fine del mondo. Anzi, gli avvicendamenti di questi cicli erano occasione di grandi celebrazioni in questi popoli. Aspettavano 394 anni, ma quando arrivava il momento, se la spassavano alla grande.

Solstizio d’inverno

Queste tesi catastrofiste si appoggiano anche al fatto astronomico che il 21 dicembre è il solstizio d’inverno, ossia il giorno in cui l’asse terrestre è maggiormente inclinato rispetto al Sole: l’asse terrestre non cambia direzione ed è sempre parallelo a se stesso, ma cambia la sua inclinazione rispetto alla direzione dalla quale arrivano i raggi solari (la situazione è chiarita dall’immagine qui sotto, tratta da Wikipedia, che mostra il solstizio d’inverno a destra). Ma questo è un evento che si ripete due volte ogni anno. Quello del 2012 non ha nulla di particolare che lo distingua dagli altri.

Allineamento o equinozio galattico

Un altro elemento astronomico spesso citato dai sostenitori di queste teorie è il cosiddetto “allineamento galattico” o “equinozio galattico”, ossia l’allineamento del Sole, nel giorno del solstizio di dicembre, con il piano equatoriale della Via Lattea, la galassia di cui fa parte il sistema solare.

Questo fenomeno è reale, ma viene collocato erroneamente nel 2012 da molti autori che annunciano la fine del mondo per quella data. Infatti i calcoli astronomici (fatti dagli astronomi seri, non da chi ha fretta di vendere libri e paccottiglia) indicano che in realtà il centro del Sole si è allineato con l’equatore galattico già nel 1998, e oltretutto lo ha fatto nell’ambito di un lentissimo allineamento più generale del suo disco, che dura circa 36 anni.

Si tratta in ogni caso di allineamenti del tutto arbitrari: il piano equatoriale galattico è un costrutto immaginario (come un confine di stato o una linea di latitudine o longitudine), non una demarcazione reale. Inoltre questo allineamento del Sole con l’equatore galattico esiste soltanto dal punto di vista soggettivo della Terra: il Sole in realtà transita fisicamente per il piano di quest’equatore ogni 32 milioni di anni circa. Si tratta quindi di un moto estremamente lento, per il quale non ha assolutamente senso parlare di bruschi allineamenti che si verifichino in date precise.

La tempesta solare prevista dalla NASA

Alcuni siti menagramo sul 2012, come Nibiru2012.it, citano una ricerca della Nasa che preannuncia una “catastrofica tempesta solare” prevista “nel corso dell’anno 2012” che “metterebbe a repentaglio quasi tutti i sistemi viventi sulla Terra”. Così almeno dicono quelli di Nibiru2012.it.

Ma come? Non si era detto che gli scienziati di tutto il mondo erano omertosi custodi del Grande Segreto, e adesso i catastrofisti basano i loro annunci di morte su dichiarazioni di questi stessi scienziati?

La realtà è ben diversa. Alcune ricerche, divulgate per esempio in questo articolo del 2006 pubblicato su Nasa.gov, parlavano di un tentativo di prevedere il prossimo picco periodico di attività solare. Secono questa stima, realizzata da Mausumi Dikpati del National Center for Atmospheric Research (NCAR), il prossimo ciclo di macchie solari potrebbe essere dal 30 al 50% più intenso del precedente. Se la stima è esatta, potrebbe prodursi un picco di attività solare paragonabile a quello già avvenuto nel 1958.

Si tratta insomma di una previsione ipotetica di un fenomeno che è già avvenuto nel passato recente senza causare catastrofi e stragi. Oggi, con la nostra maggiore dipendenza dalle telecomunicazioni senza fili, potranno esserci problemi con l’uso di radio, cellulari, GPS e simili, e potranno esserci delle splendide aurore boreali anche a basse latitudini, ma non saranno certo “a repentaglio quasi tutti i sistemi viventi sulla Terra”. Gli ippopotami continueranno a sguazzare nei fiumi africani fregandosene altamente delle tempeste solari e di tutte le paranoie di chi sembra contento di poter annunciare che la fine del mondo è vicina.

Non solo: previsioni più recenti della NASA collocano il picco di attività solare a maggio 2013, non nel 2012. Ma i catastrofisti non si aggiornano.

Il business dei menagramo

Queste storielle sulla fine del mondo imminente sono insomma prive di fondamento scientifico, ma hanno un grosso pregio (per chi le propina): sono ricche di spunti per la commercializzazione di opere letterarie e kit di sopravvivenza, come già avvenuto in passato per altri disastri profetizzati e puntualmente non avvenuti.

Basti pensare al passaggio della Terra attraverso la coda della cometa di Halley, che terrorizzò tanta gente nel 1910 perché si era sparsa la voce che la coda contenesse cianuro, oppure al più recente millennium bug (un pericolo reale, scongiurato grazie al duro lavoro di tanti informatici, ma per il quale molta gente ha fatto previsioni catastrofiche di paralisi planetaria).

Guarda caso, il buon Roberto Giacobbo, quello di Voyager, cavalca l’onda dei creduloni pubblicando il libro “2012: la fine del mondo?“. Con tanto di punto interrogativo finale per pararsi il posteriore caso mai non succedesse nulla.

Rispetto ad altre ipotesi di catastrofe, quelle del 2012 hanno il pregio di definire le date in cui dovrebbero avvenire con estrema precisione e di collocarsi cronologicamente nel futuro molto prossimo; basta quindi attendere il 23 dicembre 2012 per verificarne definitivamente l’attendibilità. Si accettano scommesse.

Adesso basta con queste fesserie irresponsabili sul 2012: c’è chi si spaventa sul serio

Adesso basta con queste fesserie irresponsabili sul 2012: c’è chi si spaventa sul serio

Forse i vari Giacobbo, Ruggeri e propinatori assortiti di catastrofi non si rendono conto di quello stanno facendo. Là fuori, a giudicare dalla posta che mi arriva, c’è gente che ha preso sul serio le loro profezie di catastrofi per il 2012 e non vuole più vivere perché l’hanno convinta che tanto finirà tutto fra tre anni. E anche altri debunker, come Phil Plait, stanno ricevendo lo stesso tipo di posta.

Per questo torno sull’argomento. Mi scrivono madri angosciate che non vogliono più mandare a scuola i figli, che tanto è tutto inutile. Mi scrivono ragazzi e ragazze, terrorizzati all’idea che la loro vita finirà nel 2012, perché l’hanno letto non solo su Internet, ma su tutti i giornali, e l’hanno sentito in TV.

Allora, lo dico chiaro e tondo: è ora di piantarla di pubblicare scemenze che annunciano catastrofi che esistono solo nella fantasia malata degli imbecilli, e chi le pubblica è un irresponsabile. Siete contenti di rovinare la vita e di far paura alle persone sensibili che non hanno i mezzi per capire che scrivete idiozie senza capo né coda? Se non lo capite da soli, volete proprio aspettare che ci scappi il morto?

È semplicemente vergognoso che una casa editrice come la ERI, che gode dell’immagine di autorevolezza di mamma Rai, pubblichi una collezione di castronerie catastrofiste come il libro 2012: Fine del mondo? di Roberto Giacobbo. L’ho sfogliato in un autogrill per verificare le segnalazioni dei lettori del Disinformatico (mi ha immortalato in flagrante delicto mia figlia Lisa). Ebbene sì, non ci volevo credere, ma è proprio vero che contiene perle come questa:

Di fatto, tra la fine degli anni Sessanta e l’inizio degli anni Settanta del XX secolo, nell’atmosfera terrestre ha improvvisamente fatto la sua comparsa un numero sempre crescente di particelle di luce dette “fotoni”.

Giuro. Dice proprio così. Pagina 127. Per chi si fosse dimenticata la fisica elementare studiata a scuola, i fotoni sono quelli che permettono ai nostri occhi di vedere. Sono, per semplificare, luce. Quindi i fotoni ci sono da sempre, mica sono arrivati improvvisamente in massa negli anni Sessanta. Non è che prima degli anni Sessanta andassimo tutti in giro a tentoni, giusto? Né siamo diventati improvvisamente tutti ciechi perché adesso c’è più luce di prima, giusto?

Ecco, questo è il livello di scempiaggini che scrive Giacobbo. E ha pure il pelo sullo stomaco di intitolare la sezione del suo libro “La Cintura Fotonica”. Che sembra un’arma che Goldrake si rifiutava d’indossare perché si vergognava. No, mamma, tutto ma non la cintura fotonica. Le bretelle spaziali sì, vanno di moda, ma la cintura fotonica non si usa più.

C’è di più. Nella stessa pagina, Giacobbo scrive che:

Alexei Dmitriev […] sostiene che questa densa luce che la caratterizza [sta parlando della Cintura Fotonica, che va scritto con le Maiuscole per darsi più Importanza] provenga dal buco nero al centro della galassia.

Se è un buco nero, che per definizione è un corpo celeste che assorbe la luce, Giacobbo sarebbe così gentile da spiegarci perché dovrebbe emetterla?

E il libro sciorina sintomi di catastrofi imminenti come se fossero fatti assodati:

[…] il moto di rotazione della Terra sta rallentando, il suo campo magnetico si sta indebolendo, lo strato di ozono si sta assottigliando, i fenomeni sismici si stanno incrementando, moltissimi sono gli squilibri climatici, le tempeste solari potrebbero raggiungere un picco massimo nel 2012, tutto il sistema solare si sta surriscaldando.

Giacobbo indica forse qualche articolo di astrofisica, qualche statistica sismica, qualche dato meteorologico come fonte per tutte queste cose? Noooo. A cosa servono gli scienziati, inutili perditempo e guastafeste? È così bello mettere paura alla gente con i paroloni del signor Dmitriev (che pare sia un geofisico, che con l’astrofisica c’entra come Woody Allen con il culturismo). E vendere centomila copie speculando su queste paure. A cosa gli serviranno, tutti quei soldi delle vendite, se il mondo finirà fra tre anni, è meglio non chiederglielo.

Sì, centomila copie. Così perlomeno dichiara l’altra fonte di perle catastrofiste che vorrei segnalarvi, ed è una vicina anche geograficamente al Maniero Digitale: il Corriere del Ticino. Giornale molto seguito nel Canton Ticino, che ieri ha pubblicato un articolo sul 2012 che parla seriamente della catastrofe in arrivo:

Uno scherzo? Beh, da prendere con le pinze visto che con grande anticipo i Maya avevano previsto molti eventi che poi in si [sic] sono incredibilmente avverati, come l’eclissi solare del 1969, con un errore di soli trenta secondi! Essi avevano grandi conoscenze astronomiche e il 21 12 2012 ci sarà un allineamento del Sole al centro della Via Lattea […]

Gli astronomi mi perdonino se a tradimento ho scatenato in loro risate incontrollabili con questa scemenza di dimensioni (è il caso di dirlo) galattiche. Se i Maya avevano grandi conoscenze astronomiche, di certo l’articolista del Corriere del Ticino, Davide Rota, non le ha avute in eredità. Perché parlare di “allineamento del Sole al centro della Via Lattea” è come dire “allineamento dei capezzoli di Cristina Del Basso con la nebbia in Val Padana”: si rimane impressionati all’idea, ma quando si va a toccare con mano si scopre che è tutto finto.

Prosegue poi il CdT: “La NASA ha dichiarato che a partire dal 2012 inizieranno tempeste solari magnetiche che potrebbero provocare incontrollabili black-out sulla Terra”. Adorabili, questi catastrofisti: citano la NASA come autorità, ma quando la NASA li avvisa che stanno dicendo stupidaggini (infatti l’ente prevede che il picco di attività solare sarà a maggio 2013, non nel 2012), allora non è più autorevole ed è meglio fidarsi dei Maya.

A proposito di Maya: è qui che il giornale infila una delle perle più belle. D’accordo, sta citando una leggenda, secondo la quale i Maya erano “un popolo ‘stellare’ trasferitosi sulla Terra per diffondere le proprie conoscenze superiori”. Ma dice che “Secondo tale teoria essi avevano già deciso di lasciare il nostro pianeta poco prima della dominazione spagnola, in quanto ormai consci del proprio imminente declino sulla Terra. Ma i Maya purtroppo non previdero che gli ‘dei bianchi’ li avrebbero sterminati”.

Soltanto che basta un giretto su Wikipedia, o su un qualunque testo di storia, per sapere che la civiltà Maya andò in pezzi intorno al 900 dopo Cristo. Seicento anni prima dell’arrivo degli spagnoli. Altro che “conoscenze superiori” e partenze spaziali: poco prima della dominazione spagnola, i Maya andavano in giro con le pezze al perizoma.

Potrei andare avanti, con la storiella della rotazione terrestre che dovrebbe arrivare “allo stop totale previsto per il 21 12 2012” e poi “dopo una sosta di 72 ore” ricominciare “in senso inverso, con la conseguente inversione dei poli magnetici”. Ma mi fermo qui. Lo so, il giornale e Giacobbo stanno bene attenti a pararsi le spalle dicendo che si tratta di teorie, di leggende, di miti; ma allora, se sono tutte fantasie, che senso ha pubblicarle, propagandarle e riempirvi pagine su pagine? E soprattutto farlo senza contrapporvi i fatti scientifici assodati e indiscussi che spiegano come stanno realmente le cose?

Questo è il livello di superficialità e di incompetenza dei profeti di sventura del 2012. Per tutti quelli che mi hanno scritto angosciati perché convinti che il mondo finirà presto da questi maestri del menar gramo (e dai loro editori che non li fermano), dico solo questo: nessuna, ma proprio nessuna delle teorie di catastrofe intorno al 2012 ha il minimo fondamento non solo nella scienza, ma nella realtà, e i brani che ho citato dimostrano che chi va annunciando disastri non sa quello che dice. Ma sa benissimo come si incassa sulle paure altrui.

A proposito di incassi, ditemi voi se questo non è uno spot disonesto:

È uno dei tanti, forse il più ingannevole, preparato per il film 2012 di Roland Emmerich. Sia ben chiaro, mi diverto anch’io con i kolossal di effetti speciali, ma quando qualcuno gioca con le paure della gente e spaccia la fantasia per realtà, senza dare chiare indicazioni che si tratta di uno spot di un film, e addirittura crea siti dettagliatissimi e iperrealistici come quello del succitato Institute for Human Continuity, secondo me sta giocando sporco.

Chiudo con un’avvertenza: non mi metterò a discutere delle presunte “prove” della catastrofe imminente e dei presunti complotti dei potenti del mondo per mettersi in salvo. L’ho già fatto tempo fa in dettaglio e la mia scommessa di allora vale ancora: se siete davvero convinti di avere ragione, mandatemi tutti i vostri averi entro il 20 dicembre 2012, perché tanto siete certi che non vi serviranno più. Finora, stranamente, non ha accettato nessuno.

Dimissioni del Papa, ritorna la profezia di San Malachia

Questo articolo vi arriva grazie alla gentile donazione di “alberto.tone*” e si basa su un articolo che avevo pubblicato inizialmente nel 2005 qui su Attivissimo.net. Ultimo aggiornamento: 2013/03/13.

English abstract

Following the death of Pope John Paul II in 2005 and again today following the announcement of Pope Benedict XVI’s resignation, there is much talk about a prophecy attributed to St Malachy (1094-1148), which is said to describe all the popes up to the end of the world. The list describes only one more pope after Benedict XVI. Moreover, the prophecy also predicts that during the reign of the last pope Rome will be destroyed and the world may come to an end.

However, St Malachy’s list is considered to be a sixteenth-century forgery by many authoritative Catholic sources. The “prophecies” are actually single lines, written in Latin, which are said to predict a specific characteristic of each pope (no names are mentioned), and these predictions are quite accurate for all popes up to 1590 but become extremely vague after that year. The Latin descriptions of twentieth-century popes, for example, are so generic that they could be applied to any pontiff.

The most reasonable explanation is that the list was actually written around 1590 and therefore its “predictions” regarding pre-1590 popes are not predictions at all (hence their uncanny accuracy, which contrasts with the vagueness of the post-1590 descriptions). Links with further information (mostly in Italian) are provided below.

L’indagine

C’è una storia che circola da secoli e che ha ripreso a circolare anche su Internet alla morte di Papa Giovanni Paolo II nel 2005 e in occasione delle dimissioni di Benedetto XVI annunciate oggi: San Malachia, monaco cistercense (1094-1148), avrebbe lasciato una profezia scritta, nella quale enumera 112 papi (senza farne i nomi ma attribuendo a ciascuno un motto in latino), dal suo contemporaneo Celestino II fino alla fine del mondo, e ne prevede soltanto ancora uno dopo Benedetto XVI; prevede inoltre che durante il pontificato del papa successivo a Benedetto XVI Roma verrà distrutta e (secondo alcune interpretazioni) finirà il mondo.

Questa profezia sarebbe stata scritta da Malachia in seguito a una visione del futuro avuta durante una visita a Roma e sarebbe stata consegnata a Innocenzo II, restando però sconosciuta negli Archivi Romani fino alla sua scoperta nel 1590. Fu pubblicata per la prima volta nel 1595 da Arnold de Wyon nell’opera Lignum Vitae.

Ma il documento è considerato falso, anche da molte fonti ecclesiastiche. Il fatto che per quattrocento anni nessuno ne parli, compreso San Bernardo, che scrisse la Vita di San Malachia, è molto sospetto, anche se non è possibile escludere l’ipotesi che il documento sia rimasto sepolto negli archivi per secoli. Anche il fatto che l’elenco include degli antipapi sembrerebbe porre dubbi sulla sua autenticità.

Un altro indizio importante a sfavore dell’autenticità è che i motti calzano con precisione notevole i rispettivi papi fino al 1590 e successivamente diventano calzanti soltanto con un notevolissimo sforzo creativo. Questa differenza di precisione potrebbe essere spiegata senza ricorrere a facoltà mistiche, ma ipotizzando più semplicemente che il documento sia stato scritto intorno al 1590, potendo quindi beneficiare della straordinaria chiaroveggenza tipica di chi scrive dopo che gli eventi “previsti” sono già avvenuti. Tuttavia si potrebbe anche ipotizzare che la chiaroveggenza di San Malachia avesse una “portata” temporale limitata, un po’ come una radio ricetrasmittente, e perdesse precisione man mano che aumentavano i secoli che separavano Malachia dagli eventi che profetizzava.

Secondo una ricerca di Francesco D’Alpa del Cicap, inoltre, la

“…prova maggiore della sua falsità è che nella lista sono presenti tutti i Papi del periodo in questione, ma solo due antipapi su otto, proprio come nell’elenco preparato dallo storico Panvinio, contemporaneo di Vion [Arnold de Wyon, lo scopritore] che certamente ne conosceva l’opera. Non solo, anche il motto di alcuni Papi era elaborato sulla base di indicazioni biografiche erronee fornite da Panvinio. Se così non fosse, in base al documento, Malachia avrebbe non solo profetizzato i Papi futuri, ma addirittura copiato gli errori di uno storico vissuto quattrocento anni dopo di lui! Tutti i Papi precedenti il 1595, sono chiaramente indicati da un motto che ne sintetizza il casato o lo stemma, quelli successivi a tale data invece lo sono invece quasi tutti per elementi alquanto eterogenei.”

Vediamo qualche esempio di come sono fatti questi motti. Prendiamo alcuni dei primi della lista, tutti (tranne il primo che cito qui) successivi alla morte di Malachia, e tutti molto calzanti:

  • Eugenio III (1145-1153) è identificato dal motto Ex magnitudine montis, ossia “dalla grandezza del monte”, ed Eugenio era nato nel castello di Grammont; inoltre il suo cognome era Montemagno.
  • Gregorio IX (1227-1241) è Avis Ostiensis (“uccello di Ostia”) e questo papa era stato cardinale di Ostia prima di essere eletto.
  • Urbano IV (1261-1264) è abbinato al motto Hierusalem Campaniae (“Gerusalemme della Champagne”): era nato a Troyes, nella regione dello Champagne, e fu patriarca di Gerusalemme.
  • Anche andando avanti di un paio di secoli, troviamo per esempio Callisto III (1455-1458), identificato con precisione dal motto Bos pascens (“bue al pascolo”): lo stemma di Alfonso Borgia recava un bue dorato che pascola.

Coincidenze davvero notevoli, vero? Confrontiamole con i motti riferiti a papi più recenti: sono molto più vaghi e le loro spiegazioni (tratte in parte da questo sito) diventano più “arrampicate”:

  • Pio IX (1846-1878) ha il motto Crux de cruce, che potrebbe significare la tribolazione della Chiesa durante l’unificazione dello stato italiano, ma si adatterebbe a moltissime altre circostanze.
  • Leone XIII (1878-1903) ha il motto Lumen coeli o Lumen in caelo (a seconda delle fonti), ossia “luce del (o “nel”) cielo”, che potrebbe riferirsi allo stemma di questo papa, che conteneva una cometa, ma potrebbe riferirsi a qualsiasi altro fenomeno corrispondente a queste parole.
  • Pio X (1903-1914) è Ignis ardens (“fuoco ardente”), che indicherebbe “il cuore carico di santa fede di questo papa”.
  • Benedetto XV (1914-1922), Religio depopulata, starebbe a indicare i milioni di cattolici morti durante il primo conflitto mondiale.
  • Pio XI (1922-1939), Fides intrepida, sarebbe associabile alla lotta della fede contro i regimi nazionalsocialisti.
  • Pio XII (1939-1958), Pastor Angelicus, calzerebbe perché “fu da molti definito il papa Pastore dal portamento angelico”.
  • Giovanni XXIII (1958-1963), Pastor et Nauta (“pastore e marinaio”), sarebbe spiegabile perché “fu patriarca di Venezia e viaggiò molto”.
  • Paolo VI (1963-1978), Flos florum (“fiore dei fiori”), aveva tre gigli nel suo stemma.
  • Giovanni Paolo I (1978), De medietate lunae (“della metà della luna”), avrebbe un motto che indica “il suo brevissimo pontificato, che durò poco più di un mese lunare” e iniziò e terminò quando la luna era visibile a metà, oppure si riferirebbe alla sua nascita a Canale d’Agordo, nella diocesi di Belluno (“bel-luno).
  • Giovanni Paolo II (1978-2005), De labore solis, sarebbe un “riferimento all’instancabile attività svolta in svariati campi”, ma potrebbe essere un riferimento alla sua nascita in un giorno in cui si verificò un’eclissi di sole (non visibile nel luogo di nascita).

Una prima parte dei motti, insomma, contiene indicazioni precise, spesso anche geografiche, e chiaramente attinenti a uno specifico papa. La parte successiva, invece, ricorre a espressioni vaghe e intercambiabili. Se volete approfondire il confronto, una lista completa e commentata dei motti è reperibile in Rete per esempio presso Misteromania. Il confine fra profezie precise e profezie vaghe si trova guarda caso intorno alla data del ritrovamento del documento attribuito a San Malachia.

Come controprova di questa vaghezza, provate a scambiare papi e rispettive profezie: troverete che in quelle recenti c’è sempre qualche “spiegazione” che consente di farle calzare. Questo è un fenomeno tipico di molte profezie di origine religiosa o meno: si prende una frase vaga, la si confronta con un gran numero di eventi e fatti come quelli che costituiscono la vita di una persona, e alla fine, magari scavando un po’ e usando una buona dose d’inventiva, sicuramente qualche nesso lo si trova.

Per esempio, la Religio depopulata andrebbe benissimo anche per molti altri papi del ventesimo secolo, perché potrebbe indicare il diffondersi dell’ateismo o di altre religioni; tutti i papi sono pastor et nauta, ossia pastori (del proprio gregge) e marinai (conducono la nave della fede); qualunque papa avrà una fides intrepida, e ogni papa è un flos florum perché è un cardinale scelto dai cardinali (un fiore tra i fiori).

Un altro esempio: a papa Benedetto XVI corrisponde il motto Gloria olivae, motto talmente vago che sarebbe adattabile a chiunque: un papa italiano (terra delle olive), un papa non italiano (di carnagione olivastra), un papa che si adopera per la pace (l’ulivo è simbolo di pace), e così via.

La fine del mondo è imminente, tanto per cambiare

C’è di più. Oltre a elencare papi, San Malachia (o chi per lui) dice cose piuttosto inquietanti a proposito del nostro prossimo futuro ed è per questo oggetto di molto interesse da parte degli appassionati di profezie di sventura.

Il gran finale della profezia è infatti l’indicazione dell’ultimo papa, che invece di essere identificato da un motto è contraddistinto da un’intera frase, riportata in varie versioni da fonti differenti:

In persecutione extrema S.R.E. sedebit Petrus Romanus, qui pascet oves in multis tribulationis: quibus transactis [civitas] septicollis diruentur, et Iudex tremendus iudicabit populum suum. Finis [o Amen].

Traduco:

Nella persecuzione estrema, il trono della Santa Romana chiesa verrà occupato da Pietro il Romano, che pascerà il suo gregge fra molte sofferenze, finite le quali la città dei sette colli verrà distrutta e il tremendo Giudice giudicherà il proprio popolo. Fine [o Amen].

Questa profezia chiude l’elenco subito dopo il motto riferito a Benedetto XVI. In altre parole, dopo questo pontefice ce ne sarebbe solo un altro e durante il suo pontificato avverebbe la fine del mondo (o perlomeno di Roma). In realtà, anche supponendo che la profezia non sia un falso, secondo alcune interpretazioni il suo testo non specificherebbe che ci sarà soltanto un altro papa: infatti la profezia arriva al centoundicesimo papa, quello identificato come Gloria Olivae, e poi parla di un ultimo papa, non di un centododicesimo. Per cui, anche secondo la profezia, ci potrebbero essere altri papi fra il numero 111 e l’ultimo.

Lascio a voi valutare se è il caso di perdere il sonno per un’imminente fine del mondo annunciata da un documento probabilmente falso invece di preoccuparsi per tutti i problemi concreti che ci sono adesso.

2013/03/13

Oggi è stato eletto Jorge Mario Bergoglio, un argentino, che ha scelto come nome Francesco. Conciliare questa scelta con “Pietro il Romano” sarà un’impresa difficile, ma confido che chi non ha niente di più utile da fare che arrovellarsi sulle presunte profezie ce la farà.

Fonti aggiuntive

Catholic Encyclopedia, Prophecies of St. Malachy (in inglese)
Catholic-pages.com, Prophecy of St. Malachy (in inglese)
San Malachia ha previsto il prossimo Papa? di Sergio De Santis (in italiano)
Profezia di Malachia su Cicap.org (in italiano)

La NASA dice la sua sul 2012 e sul pianeta Nibiru; stasera a Locarno si spiega la vera caccia ai pianeti lontani

La NASA dice la sua sul 2012 e sul pianeta Nibiru; stasera a Locarno si spiega la vera caccia ai pianeti lontani

L’articolo è stato aggiornato e ampliato dopo la pubblicazione iniziale. Ultimo aggiornamento: 2009/10/03.

Roberto Giacobbo ha dato il grande annuncio qualche giorno fa: niente più panico per il 2012. “Questa catastrofe terribile… secondo me non accadrà”, ha detto. E se l’ha detto lui, siamo a posto.

Torno sull’argomento perché anche la NASA ha pubblicato una bella pagina di smentita, molto completa, che smonta con i fatti le fantasie sulla fine del mondo e anche sull’arrivo del pianeta Nibiru che sarebbe in rotta di collisione con la Terra. Come bonus, viene citata anche la “cintura fotonica” di Giacobbo. E’ in inglese, ma la traduzione italiana è qui sotto.

Aggiungo una chicca: ho incontrato pochi giorni fa uno degli attori del film 2012, il disaster-movie di Roland Emmerich: si chiama John Billingsley ed è completamente fuori di testa, come potete vedere in queste foto. Talmente fuori di testa che quando io, in tutta serietà, gli ho chiesto di spiegare al pubblico che il 2012 è una frottola, lui ha preso fiato e poi ha gridato a tutti “Scappate! Scappate verso le colline!”. La prossima volta starò più attento. Ma dalla sua battuta è chiaro che non prende molto sul serio queste teorie menagramo.

C’è chi sostiene che la NASA nasconda le prove dell’esistenza del suddetto pianeta Nibiru e che alla colossale congiura del silenzio partecipino gli astronomi di tutto il mondo. Come no. Se invece vi interessa sapere come la NASA e gli astronomi in realtà facciano a gara per scoprire ed annunciare i pianeti veri, quelli degli altri sistemi solari (che non sono in rotta di collisione con noi, ma si fanno allegramente i fatti cosmici propri), e ne abbiano scoperti finora quasi quattrocento, questa sera a Locarno c’è la conferenza “Altre Terre nella galassia: dove e quante?” di Corrado Lamberti, già direttore delle riviste “L’astronomia” e “Le Stelle” e uno dei più noti divulgatori astronomici di lingua italiana.

L’appuntamento con Lamberti è alle 20.30 presso la sala conferenze dell’Ofima (via in Selva 11), appunto a Locarno. La conferenza, aperta al pubblico, non sarà ripresa in video e diffusa in Rete, per cui chi c’è c’è. Naturalmente i seguaci di Nibiru sono invitati a partecipare: sempre che abbiano il coraggio di ripetere in faccia agli astronomi e astrofili presenti la loro accusa di essere omertosi cospiratori che nascondono al mondo il terribile segreto della catastrofe planetaria imminente.

Ecco la traduzione della pagina antisfiga della NASA.

Nibiru e la fine del mondo nel 2012: domande e risposte

di David Morrison, Senior Scientist del NAI (NASA Astrobiology Institute). L’originale è qui.

Su Internet prosperano storie riguardanti l’immaginario pianeta Nibiru e le previsioni della fine del mondo a dicembre del 2012. In questo momento (giugno 2009) su Amazon.com ci sono oltre 175 libri che riguardano la fine del mondo nel 2012. Man mano che si diffonde questa bufala viene proposto un numero crescente di scenari di catastrofe. La rubrica Ask an Astrobiologist [“Chiedilo a un astrobiologo”] ha ricevuto quasi mille domande a proposito di Nibiru e sono state pubblicate oltre 200 risposte. Molte delle nuove domande sono simili a quelle alle quali è già stata data risposta. Quella che segue è una lista delle venti domande più frequenti, organizzata in successione logica, con le relative risposte dettagliate.

Oltre alle mie risposte, ci sono delle altre risorse valide:

1. Qual è l’origine della previsione che il mondo finirà a dicembre del 2012?

La storia è cominciata con alcune asserzioni secondo le quali Nibiru, un presunto pianeta scoperto dai sumeri, sarebbe diretto verso la Terra. Zecharia Sitchin, che scrive romanzi ambientati intorno all’antica civiltà mesopotamica della Sumeria, ha asserito in vari libri (per esempio The Twelfth Planet [Il Dodicesimo Pianeta], pubblicato nel 1976) di aver trovato e tradotto documenti sumeri che identificano il pianeta Nibiru, che orbiterebbe intorno al Sole ogni 3600 anni. Queste favole sumere includono storie di “antichi astronauti” che avrebbero visitato la Terra, provenendo da una civiltà aliena chiamata Annunaki.

Successivamente Nancy Lieder, una sedicente sensitiva che afferma di veicolare messaggi degli alieni, scrisse sul proprio sito Zetatalk che gli abitanti di un immaginario pianeta della stella Zeta Reticuli l’avevano avvisata che la Terra era in pericolo a causa del Pianeta X o Nibiru. Questa catastrofe fu prevista inizialmente per il maggio del 2003, ma quando non accadde nulla la data della fine del mondo fu spostata al dicembre del 2012.

Queste due favole sono state collegate solo di recente alla fine del Computo Lungo (Long Count) dei Maya in corrispondenza del solstizio d’inverno del 2012. Da qui nasce la data prevista della fine del mondo, ossia il 21 dicembre 2012.

2. I sumeri furono la prima grande civiltà e fecero molte previsioni astronomiche precise, compresa l’esistenza dei pianeti Urano, Nettuno e Plutone. Perché non dovremmo credere alle loro previsioni riguardanti Nibiru?

Nibiru è un nome dell’astrologia babilonese, talvolta associato al dio Marduk. Compare come personaggio secondario nel poema Enuma Elish, dedicato alla creazione, secondo quanto registrato presso la biblioteca del re assiro Assurbanipal (668-627 AC) [la NASA in originale usa l’abbreviazione BCE, Before the Common Era, per evitare riferimenti religiosi; ho usato AC per chiarezza].

La Sumeria prosperò molto tempo prima, all’incirca dal 23° al 17° secolo AC. Le asserzioni secondo le quali Nibiru sarebbe un pianeta e sarebbe stato conosciuto dai sumeri sono contraddette dagli studiosi che (a differenza di Zecharia Sitchin), studiano e traducono gli scritti dell’antica Mesopotamia.

La Sumeria fu in effetti una grande civiltà, importante per lo sviluppo dell’agricoltura, della gestione dell’acqua, della vita urbana e in particolare della scrittura. Tuttavia lasciò pochissimi scritti riguardanti l’astronomia. Di certo i sumeri non conoscevano l’esistenza di Urano, Nettuno o Plutone. Non sapevano che i pianeti orbitavano intorno al Sole: un concetto che emerse per la prima volta nell’antica Grecia, duemila anni dopo la fine dei sumeri. Le affermazioni che i sumeri avevano un’astronomia sofisticata o che avevano un dio chiamato Nibiru sono un prodotto della fantasia di Sitchin.

3. Come potete negare l’esistenza di Nibiru, visto che è stato scoperto nel 1983 e la notizia è apparsa sui principali quotidiani? All’epoca lo avete chiamato Pianeta X, poi Xena o Eris.

IRAS (l’Infrared Astronomy Satellite della NASA, che effettuò un censimento del cielo per dieci mesi nel 1983) scoprì numerose sorgenti infrarosse, ma nessuna di esse era Nibiru o il Pianeta X o altri oggetti nella zona esterna del sistema solare. C’è una buona discussione del Caltech in proposito.

In sintesi, IRAS catalogò 350.000 sorgenti infrarosse, e inizialmente molte di queste sorgenti non furono identificate (ed è proprio per questo motivo che si faceva il censimento). Tutte queste osservazioni sono state approfondite da studi successivi, con strumenti più potenti a terra e nello spazio.

La diceria di un “decimo pianeta” esplose nel 1984, quando la rivista Astrophysical Journal Letters pubblicò un articolo scientifico, intitolato Unidentified Point Sources in the IRAS Minisurvey [“Sorgenti puntiformi non identificate nel mini-censimento IRAS”], che parlava di varie sorgenti infrarosse senza controparte. Ma successivamente si scoprì che questi “oggetti misteriosi” erano galassie lontane (tranne uno, che era uno sbuffo di un “cirro infrarosso”), secondo quanto pubblicato nel 1987.

Nessuna sorgente IRAS è mai risultata essere un pianeta. C’è una buona discussione di tutta la questione presso il sito di Phil Plait. Per farla breve: Nibiru è un mito privo di qualunque fondamento di fatto. Per un astronomo, le asserzioni persistenti a proposito di un pianeta che sarebbe “vicino” ma “invisibile” sono semplicemente stupide.

4. Forse dovremmo chiedere del Pianeta X o di Eris, anziché di Nibiru. Perché l’orbita di Eris viene tenuta segreta?

Il termine “Pianeta X” è un ossimoro se lo si applica a un oggetto reale. Il termine è stato usato dagli astronomi nel corso del secolo scorso per indicare un qualunque oggetto possibile o di cui si sospettava l’esistenza. Una volta trovato l’oggetto, gli si assegna un nome, come fu fatto con Plutone ed Eris, che per qualche tempo furono indicati chiamandoli “Pianeta X”. Se emerge che un oggetto nuovo non è reale o non è un pianeta, non ne sentirete più parlare. Se è reale, non si chiama “Pianeta X”.

Eris è uno dei tanti pianeti nani scoperti di recente dagli astronomi nel sistema solare esterno. Tutti sono su orbite normali, che non li porteranno mai vicino alla Terra. Come Plutone, anche Eris è più piccolo della nostra Luna. E’ molto lontano e la sua orbita non lo porta mai a meno di circa 6,4 miliardi di chilometri da noi. Non c’è alcun segreto a proposito di Eris e la sua orbita, come si può verificare usando Google o consultando la Wikipedia.

5. Negate di aver costruito un telescopio al polo sud per inseguire Nibiru? Per quale altro motivo servirebbe costruire un telescopio al polo sud?

Un telescopio al polo sud esiste, ma non è stato costruito dalla NASA e non viene usato per studiare Nibiru. Il South Pole Telescope è finanziato dalla National Science Foundation, ed è un radiotelescopio, non uno strumento ottico. Non è in grado di acquisire immagini o scattare foto. Si può consultare su Wikipedia. L’Antartide è un luogo magnifico per le osservazioni astronomiche nell’infrarosso e nelle onde corte radio ed ha anche il vantaggio che si possono osservare gli oggetti in modo continuo, senza l’interferenza del circolo del giorno e della notte.

Vorrei aggiungere che è impossibile immaginare una geometria in cui un oggetto sarebbe visibile soltando dal polo sud. Anche se si trovasse proprio a sud della Terra, sarebbe visibile dall’intero emisfero sud.

6. Ci sono molte foto e molti video di Nibiru su Internet. Non sono una prova della sua esistenza?

La maggior parte delle foto e dei video su Internet mostra qualcosa nelle vicinanze del Sole e sembra avvalorare la tesi che Nibiru sia rimasto nascosto dietro al Sole per vari anni. In realtà si tratta di false immagini del Sole, prodotte da riflessi interni nell’obiettivo, spesso noti come lens flare. Si possono identificare facilmente perché sono diametralmente opposte all’immagine reale del Sole, come se fossero riflesse passando per il centro dell’immagine.

Questo fenomeno è particolarmente evidente nei video, in cui quando si sposta la videocamera l’immagine falsa balla e sta sempre esattamente opposta all’immagine reale. Un riflesso analogo è la causa di molte foto di UFO scattate di notte, quando nell’inquadratura ci sono fonti luminose intense, come per esempio i lampioni.

Sono sorpreso che la gente non riconosca questo artefatto fotografico molto comune, e sono stupito che queste foto, che mostrano qualcosa di grande e luminoso quasi quanto il Sole (un “secondo sole”), siano accettate tanto quanto le affermazioni di alcuni siti che Nibiru sarebbe troppo fioco per essere visto o fotografato se non si ricorre a un telescopio molto grande.

C’è un’immagine telescopica molto diffusa [foto qui accanto] che mostra due viste di una nube di gas in espansione molto lontano dal sistema solare. La nube non si sposta: lo si nota dal fatto che le stelle sono identiche nelle due immagini. Un lettore attento di questo sito ha identificato queste immagini: mostrano il guscio di gas intorno alla stella V838 Mon. La Wikipedia la descrive molto bene e ne mostra una bellissima foto scattata dal [telescopio spaziale] Hubble.

Uno altro studente delle scuole superiori è rimasto colpito inizialmente dalle immagini pubblicate di una macchia rossa che si diceva essere Nibiru. Poi scoprì, nel corso di Photoshop che seguiva, come fare esattamente questo genere di immagini dal nulla.

Un video pubblicato nell’estate del 2008 su Youtube mostra un uomo nella propria cucina mentre asserisce che uno degli oggetti scoperti da un telescopio a raggi X della NASA è Nibiru. Quali sono le sue prove? Siccome quest’immagine a raggi X in falso colore pubblicata dalla NASA è blu, deve trattarsi in realtà di un pianeta vicino che ha un oceano. La cosa sarebbe esilarante, se non venisse sfruttata per spaventare la gente.

7. Potete spiegare come mai l’area che si trova a 5h53m26s, -6 10′ 58” è oscurata in Google Sky e in Microsoft Telescope? La gente insinua che sia oscurata perché quelle sono le coordinate dove si trova adesso Nibiru.

Molte persone mi hanno chiesto di questo rettangolo nero nella costellazione di Orione in Google Sky, che mostra immagini tratte dal censimento astronomico Sloan Digital Survey. Non può essere un “nascondiglio” di Nibiru perché è una parte di cielo che si vede praticamente da qualunque luogo della Terra ed era visibile nell’inverno del 2007-2008, quando iniziò il clamore intorno a Nibiru. Ma questo smentirebbe che Nibiru si nasconda dietro il Sole o che sia visibile solo dall’emisfero sud.

Però ero troppo curioso a proposito di questo rettangolo nero, così ho chiesto a un amico che è uno degli scienziati che lavora per Google. Mi ha risposto che ha “trovato che i dati mancanti sono dovuti a un errore di elaborazione nel programma di collage delle immagini usato per presentare le immagini dello Sloan Survey. Il team mi assicura che nella prossima tornata verrà sistemato!”.

8. Ma se il governo sapesse di Nibiru, non lo terrebbero segreto per evitare il panico? Non è uno dei compiti del governo tenere calma la popolazione?

Il governo ha molti obiettivi, ma non quello di tenere calma la popolazione. In base alla mia esperienza, talvolta alcune parti del governo fanno proprio il contrario, per esempio con i frequenti riferimenti alle minacce terroristiche o con i moniti sugli incidenti nei fine settimana lunghi, che non sono più pericolosi di altri periodi. C’è una lunga casistica storica di tentativi di associare le cose sgradevoli agli avversari politici (i lettori più anziani ricorderanno il “divario missilistico” [“missile gap” in originale] delle elezioni [statunitensi] del 1960; quelli più giovani noteranno le frequenti allusioni di oggi a chi stia proteggendo o meno gli Stati Uniti dai terroristi).

Inoltre chi si occupa di scienze sociali ha notato che molti dei nostri concetti di panico pubblico sono un prodotto di Hollywood, mentre nella realtà la gente ha dimostrato di aiutarsi a vicenda nei momenti di pericolo. Credo inoltre che tutti si rendano conto che tenere segrete le cattive notizie è un autogol, perché peggiora la questione quando alla fine saltano fuori i fatti. E nel caso di Nibiru, questi fatti verrebbero a galla davvero molto presto.

Anche se lo volesse, il governo non potrebbe tenere segreto Nibiru. Se fosse reale, verrebbe seguito da migliaia di astronomi, sia professionisti sia amatoriali. Questi astronomi sono ovunque nel mondo. Conosco la comunità degli astronomi: sono scienziati che non manterrebbero un segreto neanche se glielo ordinassero. E’ semplicemente impossibile nascondere un pianeta che si avvicina al sistema solare interno!

9. Perché il calendario Maya dice che il mondo finirà nel 2012? Ho sentito che sono stati piuttosto precisi in passato con le loro altre previsioni planetarie. Come potete essere sicuri di saperne più di loro?

I calendari esistono per tenere traccia del passare del tempo, non per prevedere il futuro. Gli astronomi Maya erano bravi e svilupparono un calendario molto complesso. I calendari antichi sono interessanti per gli storici, ma non possono competere con la capacità che abbiamo oggi di tenere traccia del tempo o con la precisione dei calendari che usiamo adesso.

Il concetto principale, però, è che i calendari, che siano contemporanei o antichi, non possono predire il futuro del nostro pianeta o avvisarci di cosa succederà in una data specifica come il 2012.

Vorrei far notare che il mio calendario sulla scrivania finisce molto prima, il 31 dicembre 2009, eppure non interpreto questo fatto come una previsione dell’Armageddon. E’ semplicemente l’inizio di un nuovo anno.

10. Che cos’è la teoria dello spostamento dei poli? E’ vero che la crosta terrestre ruota di 180 gradi intorno al nucleo in pochi giorni o poche ore? C’entra qualcosa con la discesa del nostro sistema solare sotto l’equatore galattico?

Un’inversione della rotazione della Terra è impossibile. Non è mai avvenuta e non avverrà mai. Esistono lenti movimenti dei continenti (per esempio, l’Antartide era vicina all’equatore centinaia di milioni di anni fa), ma non c’entra nulla con le asserzioni di inversione dei poli di rotazione.

Tuttavia, molti dei siti che teorizzano disastri ingannano la gente partendo con un fatto reale e sostituendolo poi con una falsità. Asseriscono che ci sia un legame fra la rotazione terrestre e la polarità magnetica della Terra, che in effetti cambia a periodi irregolari e s’inverte in media ogni 400.000 anni. Per quel che ne sappiamo, tali inversioni magnetiche non danneggiano in alcun modo la vita sulla Terra. E’ comunque estremamente improbabile che un’inversione magnetica avvenga nei prossimi millenni. Ciononostante, questi siti affermano che un’inversione magnetica arriverà presto (nel 2012) e che questo equivalga, o scateni, un’inversione dei poli di rotazione.

Per farla breve: a) non c’è alcun legame fra il senso di rotazione e la polarità magnetica; b) non c’è alcun motivo per attendersi prossimamente un’inversione di polarità magnetica o di prevedere effetti deleteri sulle forme di vita qualora avvenisse; c) una variazione improvvisa del polo di rotazione, con conseguenze disastrose, è impossibile.

Inoltre nulla di tutto questo ha a che fare in alcun modo con l’equatore galattico o con qualunque altra assurdità riguardante gli allineamenti che viene pubblicata in molti dei siti complottisti.

11. Quando la maggior parte dei pianeti si allineerà nel 2012 e il pianeta Terra sarà al centro della Via Lattea, quali saranno gli effetti sulla Terra? Potrebbe causarsi uno spostamento dei poli? E in tal caso, cosa potremmo aspettarci?

Non c’è nessun allineamento planetario nel 2012 o in qualunque altro momento nei prossimi decenni. Per quanto riguarda la Terra che si troverebbe al centro della Via Lattea, non so cosa possa voler dire questa frase. Se si riferisce alla galassia della Via Lattea, ci troviamo verso il bordo di questa galassia a spirale, a circa 30.000 anni luce dal centro. Giriamo intorno al centro galattico in 225-250 milioni di anni, mantenendo sempre grosso modo la stessa distanza.

Per quanto riguarda lo spostamento dei poli, non so cosa si possa intendere con questa frase. Se si intende un cambiamento improvviso della posizione dei poli (ossia dell’asse di rotazione della Terra), questo è impossibile, come notato nella risposta alla domanda numero 10. Molti siti parlano dell’allineamento della Terra e del Sole con il centro della Via Lattea, nella costellazione del Sagittario: questo avviene ogni dicembre senza alcuna conseguenza avversa, e non c’è motivo di aspettarsi che il 2012 sia diverso da qualunque altro anno.

12. Quando il Sole e la Terra si allineano sul piano galattico mentre c’è il buco nero al centro, non potrebbe succedere qualcosa perché il buco nero ha un’attrazione gravitazionale così forte?

C’è un grande buco nero al centro della nostra galassia, la Via Lattea, e come qualunque altra concentrazione di massa esercita una forza gravitazionale sul resto della galassia. Tuttavia il centro della galassia è molto lontano, a circa 30.000 anni luce, per cui ha effetti trascurabili sul sistema solare o sulla Terra. Non esistono forze speciali provenienti dal piano galattico o dal centro galattico. L’unica forza importante che agisce sulla Terra è la gravità del Sole e della Luna.

In quanto all’influenza del piano galattico, non c’è niente di speciale che riguardi quella posizione. L’ultima volta che la Terra si è trovata nel piano galattico risale a vari milioni di anni fa. Le asserzioni secondo le quali stiamo per attraversare il piano galattico sono false.

13. Ho paura che la Terra entrerà nella Fessura Oscura [“Dark Rift” in originale] nella Via Lattea. Questo che cosa causerà? La Terra verrà inghiottita?

La “Fessura Oscura” è un nome comune che indica le grandi nubi disperse di polvere che si trovano nel braccio interno della Via Lattea e che bloccano la nostra visuale del centro galattico. Tutta la paura dell'”allineamento galattico” è una pazzia. A fine dicembre, il Sole è sempre puntato all’incirca nella direzione del centro della galassia, se visto dalla Terra, e allora?

A quanto pare, i truffatori che cercano di farvi paura hanno deciso di usare queste frasi senza senso, che parlano di “allineamenti” e di “fessura oscura” e di “cintura fotonica” proprio perché il pubblico non le capisce.

Purtroppo non c’è alcuna legge che vieti di dire bugie su Internet o altrove, tranne che in tribunale. Per quanto riguarda la sicurezza della Terra, le minacce importanti vengono dal riscaldamento globale e dalla perdita di diversità biologica, e forse prima o poi dalla collisione con un asteroide o una cometa, non dalle asserzioni pseudoscientifiche sul 2012.

14. Ho sentito che il campo magnetico terrestre si invertirà nel 2012, proprio mentre avrà luogo il massimo livello storico di tempeste solari. Questo ci ucciderà, o distruggerà la nostra civiltà?

In prossimità dei picchi di attività solare (che avvengono ogni 11 anni circa) ci sono molte più eruzioni solari ed eiezioni di massa coronale che in corrispondenza dei minimi. Questi fenomeni non sono un pericolo per gli esseri umani o le altre forme di vita sulla Terra. Potrebbero mettere in pericolo degli astronauti nello spazio profondo o sulla Luna, e questa è una cosa che la NASA deve imparare a gestire, ma non è un problema per me o per voi. I grandi fenomeni solari possono interrompere le trasmissioni radio, causare aurore boreali o australi molto luminose e danneggiare i componenti elettronici di alcuni satelliti nello spazio. Oggi molti satelliti sono progettati per gestire quest’eventualità, per esempio spegnendo alcuni dei propri circuiti più delicati e ponendosi in modalità “protetta” per qualche ora. Nei casi più estremi, l’attività solare può interferire nella distribuzione elettrica al suolo ed eventualmente causare blackout, ma si tratta di un caso raro.

L’ultimo picco solare è avvenuto nel 2001, per cui il prossimo era previsto per il 2012 circa, 11 anni dopo. Ma il minimo di attività solare più recente è stato insolito, con un paio d’anni praticamente senza macchie solari o altre indicazioni di attività solare, per cui gli scienziati oggi presumono che il prossimo picco verrà ritardato, forse al 2013. Ma i dettagli del ciclo solare restano sostanzialmente imprevedibili.

E’ esatto che il campo magnetico terrestre ci protegge creando un’ampia zona dello spazio, chiamata magnetosfera terrestre, dentro la quale gran parte del materiale emesso dal Sole viene catturato o deviato, ma non c’è ragione di aspettarsi un’inversione di polarità magnetica prossimamente. Queste inversioni avvengono mediamente solo una volta ogni 400.000 anni.

15. Sono confuso per via di un servizio sul sito di Fox News che dice che nel 2012 una “Potente tempesta solare potrebbe paralizzare gli USA per mesi”. Cita un rapporto della National Academy of Sciences commissionato e pagato dal National Research Council [presumo che sia del NRC — c’è un errore nel testo originale]. Se non succederà nulla per via dell’evento nel 2012, perché si permette di pubblicare simili stupidaggini?

La NASA è soddisfatta del rapporto sulla fisica solare del National Research Council. Come notato nella domanda, il rapporto include un’analisi del caso peggiore di quello che potrebbe succedere oggi se si ripetesse la peggiore tempesta solare mai documentata (nel 1859). Il problema sta nel modo in cui tali informazioni possono essere usate fuori dal loro contesto.

Non c’è nessun motivo di attendersi una grande tempesta solare del genere nel prossimo futuro e certamente non specificamente nel 2012. Il riferimento all'”evento nel 2012″ è un esempio di questo problema. Non c’è nessuna previsione di un “evento nel 2012”. Non sappiamo neanche se in quell’anno si verificherà il prossimo picco di attività solare. Tutto lo scenario di disastri nel 2012 è una bufala alimentata da pubblicità per il film catastrofico 2012. Posso soltanto sperare che la maggior parte della gente sappia distinguere un copione di film di Hollywood dalla realtà.

16. Tutti i miei compagni di scuola mi dicono che moriremo tutti nel 2012 perché una meteora colpirà la Terra. E’ vero?

I tuoi amici si sbagliano. La Terra è da sempre bersaglio di impatti di comete e asteroidi, anche se i grandi impatti sono molto rari. L’ultimo grande impatto è avvenuto 65 milioni di anni fa, causando l’estinzione dei dinosauri. Oggi gli astronomi della NASA svolgono una ricognizione del cielo, chiamata Spaceguard Survey, per trovare eventuali grandi asteroidi vicini alla Terra molto tempo prima che la colpiscano. Abbiamo già concluso che non ci sono asteroidi pericolosi grandi come quello che uccise i dinosauri. Tutto questo lavoro viene svolto apertamente e le scoperte vengono pubblicate quotidianamente sul sito del NEO Program Office della NASA, per cui puoi vedere direttamente che non ci sono impatti previsti per il 2012.

17. Se Nibiru è una bufala, come mai la NASA [presumo — c’è un errore nel testo originale] non pubblica una smentita? Come potete permettere che queste storie circolino e spaventino la gente? Perché il governo USA non fa qualcosa?

Se si va alla pagina principale del sito della NASA, Nasa.gov, si troveranno molti articoli che smontano la bufala di Nibiru e del 2012. Provate a cercare nel sito le parole “Nibiru” e “2012”. La NASA non può fare molto di più. Queste bufale non hanno niente a che fare con la NASA e non si basano su dati NASA: per cui noi, come agenzia, non siamo coinvolti direttamente.

Tuttavia gli scienziati, sia della NASA sia esterni all’ente, si rendono conto che questa bufala, con il suo tentativo di spaventare la gente, distrae dai problemi scientifici più importanti, come il riscaldamento globale e la perdita di biodiversità. Viviamo in un paese nel quale vige la libertà d’espressione, e questo include anche la libertà di mentire. Dovreste essere contenti che non ci sono censori. Ma se usate il buon senso, sono sicuro che capirete che si tratta di menzogne. Man mano che ci avviciniamo al 2012, le menzogne diverranno ancora più evidenti.

18. Potete dimostrarmi che Nibiru è una bufala? Ci sono così tanti articoli che dicono che nel 2012 succederà qualcosa di terribile. Ho bisogno di prove, perché il governo ci nasconde tante cose.

Non è logico chiedere prove che la fine del mondo nel 2012 è una bufala. Dovreste rivolgere le vostre domande ai sostenitori della fine del mondo, chiedendo che dimostrino che quello che dicono è vero; non dovreste chiedere alla NASA di dimostrare che è falso.

Se qualcuno su Internet affermasse che a Cleveland gironzolano elefanti viola alti diciotto metri, ci si aspetterebbe che la NASA dimostrasse che è falso? L’onere della prova spetta a chi fa affermazioni stravaganti. Ricordate il detto, spesso citato, di Carl Sagan: affermazioni straordinarie richiedono livelli straordinari di prova per essere credute.

Tuttavia credo che gli astronomi siano giunti a un punto in cui è possibile proporre argomentazioni molto solide per affermare che Nibiru non esiste. Un pianeta grande (o una nana bruna) che fosse nel nostro sistema solare sarebbe stata nota agli astronomi da molti anni, sia indirettamente, tramite le sue perturbazioni gravitazionali su altri oggetti, sia grazie al rilevamento diretto nell’infrarosso. La sonda IRAS (Infrared Astronomy Satellite) della NASA svolse il primo censimento di tutto il cielo nel 1983, e molti altri censimenti successivi avrebbero visto Nibiru, se ci fosse stato. Inoltre, se una grande massa attraversasse il sistema solare interno ogni 3600 anni, ne noteremmo gli effetti distruttivi sulle orbite dei pianeti interni. Ma non li notiamo.

Non credetemi sulla parola: usate semplicemente il buon senso. Voi Nibiru l’avete visto? Nel 2008 molti siti Web dicevano che sarebbe stato visibile a occhio nudo nella primavera del 2009. Se ci fosse un pianeta grande o una nana bruna diretta verso il sistema solare interno nel 2012, sarebbe già seguita da centinaia di migliaia di astronomi professionisti e dilettanti in tutto il mondo. Conoscete qualche astronomo dilettante che lo vede? Ne avete visto immagini o discussioni nelle riviste di astronomia più importanti e seguite, come Sky and Telescope? Pensateci. Nessuno potrebbe nascondere Nibiru, se esistesse.

19. Che dire delle pubblicità inquietanti per il nuovo film 2012? Ci dicono di consultare questi siti Internet per verificare il pericolo della fine del mondo.

Le asserzioni pseudoscientifiche riguardanti Nibiru e la fine del mondo nel 2012, insieme alla sfiducia verso il governo, vengono amplificate dalla pubblicità per il nuovo film della Columbia Pictures, intitolato 2012, che uscirà a novembre 2009. Il trailer del film, visibile nei cinema e sul loro sito Web, mostra un’onda di marea che scavalca l’Himalaya e offre solo queste parole: “Come farebbero i governi del nostro pianeta a preparare sei miliardi di persone per la fine del mondo? (lunga pausa) Non lo farebbero. (lunga pausa). Scoprite la Verità. Cercate 2012 su Google”.

La campagna pubblicitaria del film include la creazione di un falso sito scientifico (Institute For Human Continuity) che è interamente fittizio. Secondo questo sito, l’IHC sarebbe dedicato alla ricerca scientifica e alla preparazione del pubblico. La sua missione sarebbe la sopravvivenza dell’umanità.

Il sito spiega che l’Istituto fu fondato nel 1978 da leader internazionali di governi, di aziende e del mondo scientifico. Dice che nel 2004 gli scienziati dell’IHC hanno confermato con una certezza del 94% che il mondo verrà distrutto nel 2012. Il sito incoraggia la gente a registrarsi per partecipare a una lotteria per selezionare coloro che verranno salvati. Una collega ha inviato il nome del proprio gatto ed è stato accettato. Ho scoperto da Wikipedia che creare questo genere di falso sito è una nuova tecnica pubblicitaria chiamata “marketing virale” per analogia con i virus informatici.

20. E’ possibile che l’afflusso di domande che descrivi faccia parte di qualche campagna promozionale per un libro o un film, nella speranza che la quantità di smentite venga interpretata come “prova” che esiste un complotto?

Me lo chiedo anch’io tutti i giorni, dato che il volume di mail che ricevo a proposito di Nibiru (insieme ai vari allineamenti e spostamenti dei poli) continua a crescere: ora sono più di 20 mail la settimana. E’ chiaro che si possono fare soldi sulle paure della gente a proposito della fine del mondo imminente. Parte di questo clamore è, a quanto pare, pubblicità per il film catastrofico fantascientifico 2012 (vedi domanda 19). Molti siti Web vendono libri e nastri che riguardano Nibiru e persino “kit di sopravvivenza”.

E’ molto triste che con così tanti problemi veri (come il riscaldamento globale e i collassi finanziari) la gente venga imbrogliata da queste bugie. Nel capitolo finale di un nuovo libro di astronomia, The Hunt for Planet X di Govert Shilling, si dice: “C’è molto lavoro per i sbufalatori – per gli archeologi e gli astronomi che esaminano attentamente con occhio scettico la marea montante di scemenze su Nibiru e spiegano con precisione scientifica cosa c’è che non quadra nella favoletta cosmica. Avranno da fare per i prossimi anni. E il 22 dicembre 2012 circolerà una nuova storia improbabile e pseudoscientifica e tutto il circo riprenderà da capo. Perché non importa quanti nuovi corpi celesti vengono scoperti nel nostro sistema solare: ci sarà sempre bisogno di un misterioso Pianeta X.”

Domani arriva lo “tsunami solare”, moriremo tutti?

Domani arriva lo “tsunami solare”, moriremo tutti?

Questo articolo vi arriva grazie alle gentili donazioni di “gasparotto” e “danielegas*”. L’articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale. Ultimo aggiornamento: 2010/08/04.

Yahoo Notizie titola “lo tsunami solare colpisce il pianeta Terra” e dice che è stato “[s]egnalato nella notte tra il 3 e il 4 agosto uno tsunami solare…Gli astrofisici che stanno monitorando il sole spiegano che si tratta della prima eruzione di simili proporzioni diretta al nostro pianeta e sottolineano che un’esplosione come questa potrebbe distruggere i satelliti che incontra sulla sua strada. Le conseguenze sarebbero gravissime: le comunicazioni subirebbero danni significativi. Secondo le previsioni della Nasa, rilanciate dal Telegraph, l’Inghilterra potrebbe trovarsi senza elettricità e subire lunghi periodi di black-out. Anche le comunicazioni sarebbero pressoché impossibili.”

Siamo alle solite: siccome il catastrofismo vende, si catastrofizza qualunque cosa. L’importante è vendere, al diavolo le conseguenze sui lettori che ci credono e s’impressionano pensando che sia in arrivo la fine del mondo. Le parole “tsunami solare” evocano l’immagine delle devastanti inondazioni che causarono circa 300.000 morti nei paesi che s’affacciano sull’Oceano Indiano a dicembre del 2004, ma un’eruzione solare non scaglia verso la Terra nulla che si possa definire solido nell’accezione comune di quest’aggettivo. Solo particelle sparse.

Notate da dove Yahoo prende le previsioni della NASA: dal Telegraph (probabilmente da questo articolo). Andare direttamente alla fonte pareva troppa grazia? In Italia non ci sono astrofisici da consultare per sapere come stanno davvero le cose invece di copiare i giornali altrui?

Ma c’è di peggio: Yahoo non ha neppure copiato decentemente. Infatti il Telegraph non dice affatto che “un’esplosione come questa potrebbe distruggere i satelliti”, ma dice (citando il rappresentante di un istituto di astrofisica statunitense) che questa è “la prima eruzione importante diretta verso la Terra da parecchio tempo”; poi – separatamente – dice che “Gli scienziati hanno avvisato che un’eruzione solare veramente grande potrebbe distruggere i satelliti e le reti di energia e di telecomunicazione in tutto il mondo se avvenisse oggi.” Sottolineo il “se avvenisse oggi”. In altre parole, quella annunciata non è un’esplosione capace di friggere i satelliti. Quella di oggi è “importante” (“major” in originale), ma è un ruttino rispetto alla “eruzione solare veramente grande” che potrebbe causare danni. Il Telegraph è chiaro in proposito. Basta leggerlo. Tant’è vero che poi dice che “non è chiaro, tuttavia, quanti danni verranno causati da quest’eruzione più recente agli strumenti di comunicazione del mondo”.

Andando a consultare un sito specialistico come Spaceweather.com viene fuori un quadro decisamente meno menagramo: chi sta alle latitudini alte potrebbe godersi un’aurora polare speciale stasera. Tutto qui, come nota anche l’ANSA.

Su Nasa.gov trovate una spettacolare sequenza di immagini che mostrano l’eruzione.

Le previsioni del NOAA (National Oceanic and Atmospheric Administration) citate da Spaceweather parlano di un 10% di probabilità di tempeste geomagnetiche “importanti” e di un 45% di probabilità di qualche attività geomagnetica in occasione dell’arrivo sulla Terra degli effetti dell’eruzione solare, il 3 e 4 agosto. Le previsioni aggiornate del NOAA non annunciano blackout radio o tempeste di radiazione solare o altro. Gli avvisi destinati agli operatori di satelliti non segnalano nulla di preoccupante, e i dati forniti dalle apposite sonde spaziali non indicano nulla di straordinario.

D’accordo, direte voi, ma Yahoo dice anche che “Una devastante tempesta solare è prevista per il 2013. Secondo la Nasa, le nostre reti informatiche e quelle elettriche potrebbe essere distrutte dal picco di attività solare previsto per i prossimi anni”. Quindi la fine del mondo è semplicemente rinviata? No, ma occupiamoci di una catastrofe annunciata alla volta. Due sono indigeste.

Aggiornamento 2010/08/04

È la mattina del 4 agosto e siamo ancora qui. Nessuna segnalazione di devastazione satellitare o altri sconvolgimenti geomagnetici planetari. AstronomyNow spiega come stanno andando le cose: quando la massa di plasma raggiungerà la Terra, nelle prime ore del 4 agosto (ora degli Stati Uniti), “se le condizioni del campo magnetico terrestre saranno giuste, le particelle solari scorreranno lungo le linee del campo per interagire con gli atomi di azoto e ossigeno nell’alta atmosfera, producendo spettacolari cortine di luce verde e rossa note come aurore polari. Gli osservatori alle latitudini settentrionali guardino verso nord questa sera e nelle prime ore di domani [orari riferiti agli USA] per cercare di scorgere questi bellissimi fenomeni visivi naturali”.

Niente catastrofe neanche stavolta, nonostante gli annunci menagramo: “Talvolta le tempeste geomagnetiche possono distruggere i satelliti per telecomunicazioni orbitanti intorno alla Terra e le reti elettriche a terra, ma per fortuna è improbabile che questa tempesta comporti tali minacce. Sulla scala di classificazione dei brillamenti solari, questo brillamento è valutato come C3, che è il genere più debole; a titolo di confronto, un brillamento di classe M causa blackout radio brevi e localizzati e un brillamento letale di classe X può causare distruzioni globali”.

Domani finisce il mondo, maledetti scienziati!

Domani finisce il mondo, maledetti scienziati!

Panico da buco nero: il CERN scopre l’antiscienza

Questo articolo vi arriva grazie alle gentili donazioni di “ladyowl” e “giuliomozzi”.

Come avrete letto su alcune testate come Repubblica, il Large Hadron Collider, il nuovo grande acceleratore di particelle del CERN vicino a Ginevra, ha già fatto le sue prime scoperte prima ancora di essere acceso formalmente.

Ha infatti consentito una misurazione estremamente precisa dell’antiscienza e del catastrofismo, oltre che della propensione dei giornalisti a sparare titoli da panico e chissenefrega delle conseguenze.

C’è infatti un gruppetto di eccentrici che sostiene che l’imminente attivazione dell’LHC produrrà dei cosiddetti “microbuchi neri”, che potrebbero inghiottire la Terra alla stregua dei buchi neri ben più grandi rilevabili dagli astronomi. E naturalmente i giornalisti hanno dato interminabile risalto alle loro affermazioni da panico. L’inossidabile TgCom parla addirittura di “allarme dagli scienziati”, come se ci fossero orde di occhialuti professori in camice che corrono strappandosi i capelli.

Nessuno di questi catastrofisti, a quel che mi risulta, è qualificato per esprimersi in materia di fisica delle particelle: il fatto di essere un ex addetto alla sicurezza dei sistemi nucleari, come lo è Walter Wagner, una delle persone che ha avviato una causa civile presso il tribunale di Honolulu, non significa nulla, esattamente come aver fatto il pedicure non consente di trinciare giudizi sulla chirurgia ortopedica e l’osteosintesi delle fratture.

Lo stesso dubbio di competenza vale per il professor Otto Rössler, che ha presentato il ricorso alla Corte Europea dei Diritti Umani: è un biochimico, e la fisica dei microbuchi neri è un tantinello al di fuori del suo campo di competenza, anche se a giudicare dal suo curriculum e dall’elenco delle sue pubblicazioni (disponibile su Wikipedia) ritiene di essere un valido tuttologo.

Quelli che invece maneggiano la fisica dei microbuchi neri da mane a sera per lavoro hanno liquidato queste teorie complottiste-catastrofiste in termini inequivocabili. Potete leggere qui le risposte alle domande più frequenti date dal professor Brian Cox del CERN; il sito del CERN risponde dettagliatamente alle questioni sollevate dai catastrofisti qui in inglese e in un PDF in italiano.

In estrema sintesi, la fisica come la conosciamo oggi (o meglio, come la conoscono i fisici delle particelle, anziché gli esperti improvvisati) documenta che non è neppure detto che si possano formare questi “microbuchi neri”: se si dovessero formare, non comincerebbero a rosicchiare la Terra a partire da Ginevra, ma si dissolverebbero istantaneamente senza fare danno. Si tratta di buchi neri inimmaginabilmente microscopici (formati da un paio di protoni), la cui energia complessiva è paragonabile a quella di una zanzara che ci sbatte in faccia: niente a che vedere con i buchi neri astronomici. Lo stesso vale per gli altri pericoli paventati, come gli strangelet, le bolle di vuoto e i monopoli magnetici.

Non solo: collisioni di questo genere avvengono quotidianamente nell’atmosfera sopra le nostre teste grazie a madre Natura. L’LHC non fa altro che ricrearle in un posto più comodo, dove è possibile scattare delle istantanee per capire come funzionano questi fenomeni.

Cosa più interessante, l’eventuale formazione di “microbuchi neri” suggerirebbe piuttosto fortemente l’esistenza di dimensioni aggiuntive dello spazio. Ed è affascinante che la loro “evaporazione” sia stata scoperta da una persona totalmente paralizzata su una sedia a rotelle: Stephen Hawking, il cui corpo non può fare un passo ma la cui mente abbraccia i segreti più sconcertanti del cosmo. Dimensioni aggiuntive, buchi neri che evaporano: chi è che ha detto che la scienza non ha immaginazione e ammazza la poesia?

Comunque sia, se avete delle bollette in scadenza nei giorni successivi al 10 di settembre, data che i catastrofisti indicano come il momento dell’Apocalisse, vi conviene pagarle, perché in realtà il 10 settembre verrà semplicemente fatto girare un singolo fascio di protoni lungo l’anello dell’LHC, che misura 26 chilometri di circonferenza, e la potenza utilizzata sarà molto minore di quella normale prevista per l’anno prossimo. In altre parole, non succederà nulla, perché è solo un giretto di prova.

E se non vi fidate delle promesse degli scienziati, tenete presente una cosa: il mondo non può finire domani, perché il calendario Maya scade nel 2012, ricordate? E i Maya non sbagliano mai. Quindi siamo comunque al sicuro.

Per Huffington Post e Repubblica, il Sole è un pianeta

Per Huffington Post e Repubblica, il Sole è un pianeta

Stando all’Huffington Post, ripreso senza batter ciglio da Repubblica come vedete qui accanto, il Sole è un pianeta.

No, Huffington e Repubblica, il Sole non si sta spegnendo e soprattutto non è un pianeta. È una stella. Una differenza che s’impara alle scuole elementari. Quelle che chi scrive queste scemenze acchiappaclic dovrebbe tornare a frequentare.

L’articolo conferma una delle regole del giornalismo-trash: se un titolo contiene un punto interrogativo, la risposta è quasi sempre No. Quindi il Sole non si sta spegnendo. In compenso si stanno spegnendo i neuroni del giornalisti.

Il resto dell’articolo, il cui titolo è stato ora corretto dopo gli sberleffi dei lettori, è una costellazione di cretinate partorite da un incompetente, evidentemente bisognoso di creare catastrofi dove non ce ne sono. Vergogna.

Poli che si spostano, polli che ci cascano

Catastrofe du jour: lo spostamento repentino del Polo magnetico manda in tilt aerei e uccelli. Chiusa una pista a Tampa

La notizia della chiusura di una pista dell’aeroporto internazionale di Tampa per tenere conto del repentino spostamento del polo magnetico ha scatenato il solito delirio di ipotesi: sarà per questo che ci sono le morie di uccelli? Ho fatto un’indaginetta in proposito e l’ho pubblicata su Wired [2014/12/13: ripubblicata qui] poco fa. L’unica consolazione di questa mandria di bufale intorno alle notizie di animali morti è che si può cogliere l’occasione per imparare qualcosa di nuovo. Per esempio, che il polo nord magnetico terrestre si sposta di 80 chilometri ogni giorno tracciando un ovale.

Intanto la NASA pubblica un video di sbufalamento ufficiale delle principali teorie di catastrofe intorno al 2012. Se vi interessa, ve lo traduco.