Vai al contenuto
Panico: lo spostamento del Polo magnetico causa morie di uccelli e tilt degli aeroporti!

Panico: lo spostamento del Polo magnetico causa morie di uccelli e tilt degli aeroporti!

Questo articolo era stato pubblicato su Wired.it, dove ora non è più disponibile, per cui lo ripubblico qui.

A Tampa, in Florida, l’aeroporto internazionale chiude una pista per tenere conto del fatto che il Polo magnetico ha cambiato posizione. Subito giornalisti e blogger si sono affrettati a mettere questa notizia in relazione con le recenti segnalazioni di morie di uccelli e altri animali, ispirati forse dal film The Core, nella cui improbabile trama gli uccelli impazzivano e gli aerei andavano in tilt a causa dell’arresto del nucleo magnetico della Terra.

Per esempio, la chiusura della pista a Tampa avviene “per lo stesso motivo che potrebbe essere all’origine della moria di pesci e uccelli che si è verificata in più parti del mondo”, scrive Maurizio Molinari citando proprio The Core, su La Stampa: “la massa magnetica al Polo Nord della Terra sta oscillando più rapidamente di quanto avviene di solito”. Per Piero Mei, sul Messaggero, “sarebbe anche questa una delle cause delle recenti morie”. I forum di siti catastrofisti come Nibiru2012.it e Comedonchisciotte sono in subbuglio: sembra quasi che godano all’idea dell’imminente fine del mondo.

Tuttavia The Core non è una puntata di Superquark: è intrattenimento che non ha pretese di insegnare come funziona realmente il mondo. Per farlo si usano invece la ricerca giornalistica e la scienza. Un briciolo di ricerca in archivio e una rapida consultazione degli addetti ai lavori trovano infatti che la chiusura temporanea di una pista per tenere conto degli spostamenti del Polo magnetico è assolutamente normale: per esempio, è accaduto nel Regno Unito all’aeroporto di Stansted nel luglio del 2009, a Manchester e a Heathrow rispettivamente nel 2007 e nel 1987, e anche negli Stati Uniti, per esempio a Palm Beach nel 2010. Airliners.net cita esempi in tutto il mondo, da Amsterdam a Toronto, negli anni passati, e altri ne sono previsti per il 2011. Anche l’aeroporto di Bergamo ha effettuato un’operazione analoga, secondo Meteopassione.com.

Il Polo magnetico, infatti, si sposta in continuazione e le piste sono identificate da numeri che corrispondono al loro orientamento rispetto al nord magnetico, arrotondato alla decina più vicina: se questo riferimento si sposta, i numeri vanno ridefiniti di conseguenza. La Federal Aviation Administration statunitense se ne occupa regolarmente ogni cinque anni.

La pista di Tampa in questione, per esempio, era la 18R/36L: vale a dire, era disposta lungo la direzione nord-sud (180°/360°, a seconda del verso) rispetto a dove si trovava il polo magnetico al momento della sua designazione (la lettera indica se la pista è quella di destra, di sinistra o di centro). Ma lo spostamento del nord magnetico s’è accumulato negli anni e quindi occorre cambiare l’identificativo della pista (che in questo caso diverrà da oggi 19R/1L, ossia 190°/10°). Lo stesso avverrà per le altre piste dell’aeroporto nei prossimi giorni (Tampa Bay Online). I piloti vengono avvisati tramite i NOTAM e aggiornano le proprie mappe. Tutto qui: gli aerei non vanno certo in tilt. È come cambiare il nome a un’uscita dell’autostrada.

Nulla di anomalo, quindi: l’errore giornalistico è stato segnalare l’aggiornamento dell’identificativo della pista di Tampa come se fosse un evento straordinario, senza chiedersi se ci fosse per caso una spiegazione meno drammatica.

Anche lo spostamento del polo magnetico non ha nulla di straordinario, perlomeno per gli esperti: anche se noi profani tendiamo a pensare che il Polo magnetico coincida con quello geografico e se ne stia lì, in realtà quello magnetico è parecchio sfalsato e se ne va a spasso. Il Geological Survey of Canada ha tracciato una mappa storica del suo girovagare dal 1831 al 2001: nell’ultimo secolo s’è spostato di ben 1100 chilometri. Lo US Geological Survey offre una bella animazione che traccia il suo movimento dal 1590 a oggi.

Molti giornali hanno segnalato che il Polo magnetico si è spostato di una sessantina di chilometri in un anno, dichiarando che questo movimento sarebbe preoccupante perché troppo veloce e repentino, tanto da confondere gli uccelli migratori: in realtà, stando agli esperti del Geological Survey of Canada, lo spostamento medio dal 1970 è di circa 40 chilometri l’anno, e c’è un dato importante di cui tenere conto prima di allarmarsi per eventuali spostamenti repentini o influssi sui volatili: il Polo magnetico si sposta ogni giorno di 80 chilometri o più, tracciando un ovale. Le posizioni annuali indicate sulle mappe, infatti, sono delle medie.

Se il Nord magnetico cambia posizione giornalmente di 80 chilometri, sembra improbabile che sessanta chilometri l’anno facciano molta differenza per gli uccelli, che risultano cavarsela bene nonostante lo spostamento ben più importante, di 1100 chilometri, avvenuto negli ultimi cento anni.

In altre parole, le profezie di sciagura geomagnetica sono sballate e non è il caso di perdere la bussola.

Sì, una cometa passerà “vicino” alla Terra a marzo. MORIREMO TUTTI

Sì, una cometa passerà “vicino” alla Terra a marzo. MORIREMO TUTTI

Non ho foto di comete adatte alla notizia, per cui
metto la foto di un gatto, che ci sta sempre bene.

Questo articolo vi arriva gratuitamente e senza pubblicità grazie alle donazioni dei lettori. Se vi piace, potete incoraggiarmi a scrivere ancora (anche con un microabbonamento).

Moriremo tutti, sì; ma di noia. Il 23 marzo la cometa P/2016 BA14 raggiungerà la propria distanza minima dalla Terra, pari a circa tre milioni e mezzo di chilometri, grosso modo nove volte la distanza fra la Terra e la Luna, ma il suo passaggio non causerà alcun effetto e non ci sarà nulla da vedere: si stima che sarà un oggetto di magnitudine 13 (21 assoluta), quindi completamente invisibile a occhio nudo.

Il pericolo comportato da questo passaggio “ravvicinato” è zero. O meglio, c’è il pericolo che i soliti catastrofisti a caccia di notizie acchiappaclic ne approfittino bassamente. Per cui pubblico qui quest’antibufala astronomica preventiva includendo i dati del Minor Planet Center, riferimento mondiale per asteroidi e comete. L’MPC, fra l’altro, segnala che altre comete si sono avvicinate alla Terra più di questa e non siamo morti. Neanche di noia.

Antibufala: no, il 4 gennaio non resteremo senza gravità per alcuni minuti

Antibufala: no, il 4 gennaio non resteremo senza gravità per alcuni minuti

Questo articolo vi arriva grazie alla gentile donazione di “lori10*”.

Sta (ri)cominciando a circolare, non solo in lingua italiana, la “notizia” che il 4 di gennaio prossimo un allineamento straordinario di Giove e Plutone produrrà quattro o cinque minuti di assenza di gravità sulla Terra alle 18:47 ora dell’Europa centrale.

Ne parlano siti come Retenews24.it, con tanto di immagine del tweet ufficiale della NASA e citazione dell’astronomo inglese Patrick Moore, che avrebbe detto che “esattamente alle ore 09:47 PST del mattino del prossimo 4 gennaio, Plutone passerà direttamente dietro Giove, determinando un raro allineamento in relazione alla Terra. Questo allineamento raro porterà ad un effetto ma [sic] visto in passato. La forza gravitazionale combinata dei due pianeti, secondo il Dr. Patrick Moore, eserciterà una trazione di marea più forte, contrastando temporaneamente la stessa gravità della Terra e rendere [sic] le persone praticamente senza peso per 5 minuti”.

In realtà il tweet è un falso piuttosto ben fatto e la storia è una vecchia bufala, tant’è vero che Patrick Moore, celeberrimo nel Regno Unito, è morto nel 2012. Oltretutto Plutone non sarà affatto allineato con Giove: anzi, dalla Terra i due pianeti saranno in zone opposte del cielo.

Ma c’è un fondo di verità nella notizia: ovviamente non ci sarà nessuna pausa nella gravità terrestre, ma Patrick Moore aveva davvero fatto le dichiarazioni che gli vengono attribuite. Le aveva fatte per un pesce d’aprile radiofonico nel 1976. Il bello è che all’epoca ci fu gente che chiamò Moore dicendogli che aveva percepito l’effetto preannunciato.

Il falso tweet attribuito alla NASA

I dettagli scientifici della storia sono spiegati dall’astronomo Phil Plait qui su Slate e quelli bufalini sono raccontati da Snopes.com.

Se per caso vi imbattete in qualcuno che crede a questa notizia o che (peggio ancora) la pubblica, osservate con attenzione che effetto fa non sapere nemmeno i rudimenti della scienza e dare per buono tutto quello che viene scritto: fa fare la figura del pollo. Buon Natale.

Antibufala: a settembre un asteroide colpirà la Terra!

Antibufala: a settembre un asteroide colpirà la Terra!

L’articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale. Ultimo aggiornamento: 2015/08/29 11:45. 

“A settembre un asteroide colpirà la terra. E l’umanità si estinguerà” titola Libero Quotidiano. Lo ribadisce Affaritaliani: “Asteroide colpirà la Terra a settembre. Gli esperti: tsunami e migliaia di morti”. Ci aspetta dunque un brutto rientro dalle vacanze? Possiamo dar fondo ai nostri risparmi perché tanto a settembre moriremo tutti?

Parrebbe di sì, se si considera che la notizia non è pubblicata da blogger catastrofisti anonimi: Affaritaliani e Libero Quotidiano sono testate giornalistiche regolari e registrate, con tanto di direttori responsabili, con tutti i doveri che questo comporta. Questo fatto ha messo parecchio in allarme chi s’informa tramite Internet, anche perché vengono specificate le fonti scientifiche dell’imminente fine del mondo e vengono fatte delle date precise: “L’allarme è dei ricercatori dell’Università di Southampton, Inghilterra” scrive infatti Affaritaliani, aggiungendo che “Secondo alcuni scienziati tra il 22 e il 28 settembre di quest’anno un asteroide enorme colpirà la Terra. Paura sui social, anche se la Nasa tenta di smentire”.

Niente panico. Libero Quotidiano dice che la sua fonte è “il sito leggo.it che riprende il periodico ‘Metro’” (notizia di terza mano, insomma) e che comunque la fonte originale è “un gruppo di teorici del complotto… a seguito di alcuni studi sulla Bibbia”. Non c’è nessun avvistamento astronomico, insomma: solo le congetture di un gruppetto di persone che usa impropriamente la Bibbia come se fosse un manuale d’astronomia e tenta di prevedere la data della fine del mondo con calcoli astrusi. Ricordate com’è andata all’ultimo che ci ha provato, il reverendo americano Harold Camping? Milioni di dollari spesi per annunciare la fine del mondo per il 21 maggio 2011, che poi non è arrivata? Appunto.

La pseudonotizia è riportata anche da altri giornali, come il britannico Mirror, che però mette in chiaro subito nel titolo che si tratta di congetture di complottisti.

Ma che c’entrano i ricercatori dell’Università di Southampton? Di uno viene fatto persino il nome: Clemens Rumpf. Non è un nome inventato, perché c’è davvero un Clemens Rumpf a quell’Università. Ma non ha affatto previsto un impatto di un asteroide per settembre: ha semplicemente pubblicato un articolo tecnico nel quale evidenzia quali sono le zone del mondo che, in caso di un eventuale impatto, subirebbero le maggiori conseguenze. Fra queste zone ci sono quelle costiere, che subirebbero l’effetto devastante di uno tsunami.

Nell’articolo tecnico manca qualunque previsione nefasta per il 22 o 28 settembre o per i giorni fra queste due date (notate che Affaritaliani attribuisce la data ad “alcuni scienziati”, senza farne i nomi; un classico sintomo di poca attendibilità). I giornalisti a caccia di titoli attira-clic hanno usato questo articolo tecnico come spunto per imbastire un annuncio da paura. Perché, si sa, la paura fa novanta. E fa fare novantamila clic che portano incassi pubblicitari.

Antibufala: rischio di “mini era glaciale” nel 2030 per colpa del Sole!

Antibufala: rischio di “mini era glaciale” nel 2030 per colpa del Sole!

Questo articolo vi arriva gratuitamente e senza pubblicità grazie alle gentili donazioni di “giuseppe.lop*” e “ferrarim*” ed è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale. Se vi piace, potete incoraggiarmi a scrivere ancora (anche con un microabbonamento).
Ultimo aggiornamento: 2015/07/17.

La Rai ha pubblicato una notizia secondo la quale “gli scienziati” metterebbero in guardia sul “rischio che il sole vada (di nuovo) dormire”. La fonte è “uno studio riportato dall’istituto britannico Met Office – citato dal Daily Mail”.

Alt. Fermi tutti. La Rai che attinge al Daily Mail, nota fucina di fuffa? Già questo dovrebbe mettere una grossa ipoteca sulla credibilità della notizia (e anche sul modo in cui lavora la Rai), ma proviamo a fare quello che evidentemente alla Rai non hanno tempo o voglia di fare: andiamo alla fonte diretta.

L’articolo del Daily Mail dal quale ha pescato la Rai (il Met Office è l’ufficio meteorologico e con l’astronomia solare c’entra solo in parte) è presumibilmente questo, a giudicare dai riferimenti: cita infatti la professoressa Valentina Zharkova e il National Astronomy Meeting di Llandudno indicati dalla Rai.

Il National Astronomy Meeting si è concluso il 9 luglio scorso ed è un grande raduno di astronomi professionisti tenuto sotto l’egida della Royal Astronomical Society. Qui la Zharkova (professoressa di matematica alla Northumbria University) ha presentato uno studio, condotto insieme al professor Simon Shepherd della Bradford University, alla dottoressa Helen Popova dell’Università di Stato Lomonosov di Mosca e al dottor Sergei Zarkhov della Hull University. A giudicare dalla bibliografia della Zharkova, lo studio dovrebbe essere questo: Prediction of Solar Activity from Solar Background Magnetic Field Variations in Cycles 21-23, pubblicato sull’Astrophysical Journal nel 2014.

In sintesi, lo studio è un modello matematico predittivo dei cicli solari futuri, basato su un numero molto limitato di cicli di attività solare passata: soltanto tre, dal 1976 al 2008. Il modello propone che ci siano due “effetti dinamo” nel Sole: uno profondo e uno superficiale. Entrambi avrebbero una frequenza di circa undici anni e sarebbero sfalsate nel tempo, per cui a volte si rinforzano a vicenda e altre volte si annullano. Questo spiegherebbe le variazioni di attività solare meglio dei precedenti, ma è pur sempre un modello la cui precisione predittiva è ancora da verificare.

Il modello matematico fa infatti una previsione che ha attirato l’attenzione dei media: un calo del 60% dell’attività solare intorno al 2030. Va detto che questo calo non implica che il Sole scalderà il 60% in meno. L’espressione attività solare indica vari fenomeni solari, come il vento solare, le eruzioni e le macchie, ma non si riferisce direttamente all’irraggiamento termico della nostra stella.

Va anche detto, però, che un calo del 60% di quest’attività, secondo lo studio, sarebbe simile a quello avvenuto dal 1645 al 1715 circa, anni nei quali ci fu la cosiddetta piccola era glaciale, caratterizzata da inverni particolarmente rigidi in Europa e Nord America. Si ipotizza che ci sia un nesso fra il calo dell’attività solare e questa serie (peraltro irregolare) di inverni molto freddi, ed è anche questo che ha stuzzicato l’interesse mediatico, soprattutto in un periodo in cui si parla tanto di riscaldamento globale, con enormi interessi sociali ed economici in gioco.

Inoltre l’espressione era glaciale è ingannevole, perché fa pensare a un gelo continuo, ma in realtà le temperature estive rimasero sostanzialmente invariate. Anche il fatto, citatissimo, che il Tamigi gelò in quegli anni e poi non lo fece più fu in parte dovuto al drastico cambiamento del flusso fluviale, frenato fortemente dal vecchio London Bridge, che faceva da diga.

Fra l’altro, nota il Washington Post, la Zharkova non ha mai usato l’espressione “mini era glaciale” e il suo studio “non parla affatto di cambiamenti climatici”: queste sono estrapolazioni giornalistiche.

In altre parole, è sbagliato dire che “gli scienziati” prevedono una nuova piccola era glaciale: la previsione è fatta da quattro ricercatori e non rappresenta affatto l’opinione professionale della maggioranza degli esperti come invece suggerisce l’uso dell’espressione “gli scienziati”. Inoltre lo studio è un modello matematico ancora da verificare, basato su ipotesi a loro volta basate su ipotesi, e il nesso con gli inverni freddi è un po’ fragile. Per la scienza, prima di dire che sicuramente nel 2030 ci sarà una “mini era glaciale” ci vuole ben altro; ma per un giornalista in cerca di notizie ad effetto tutto questo basta e avanza.

Fonti aggiuntive: Royal Astronomical Society, Snopes, Bufale un tanto al chilo, Astronomy Now.

Antibufala: l’asteroide 2015 PU228 colpirà la Terra nel 2081!

Antibufala: l’asteroide 2015 PU228 colpirà la Terra nel 2081!

Questo articolo vi arriva gratuitamente e senza pubblicità grazie alle gentili donazioni di “diegotur*” e “francescosc*”. Se vi piace, potete incoraggiarmi a scrivere ancora (anche con un microabbonamento).

Una lettrice, alim*, mi ha segnalato la presenza sul sito della NASA di un asteroide, denominato 2015 PU228, che ha un rischio d’impatto di livello 1 nell’anno 2081.

Considerato che si tratta di un oggetto con un diametro di circa 300 metri, che in condizioni medie produrrebbe un cratere di circa sei chilometri di diametro, è comprensibile che la cosa crei una certa inquietudine sulla catastrofe che sembrerebbe incombere sui nostri figli o nipoti. Ma prima di farsi prendere dal panico e invocare l’intervento di Bruce Willis in stile Armageddon è meglio conoscere bene il significato dei dati pubblicati dalla NASA, non solo per questo asteroide ma anche più in generale per tutti gli allarmi asteroidali che periodicamente vengono diffusi da giornalisti e internauti sconsiderati.

Prima di tutto, il livello 1 della Scala Torino nelle informazioni della NASA sull’asteroide 2015 PU228 non è il più alto, come verrebbe facile pensare, ma è il penultimo (Wikipedia; NASA) ed è definito come “scoperta abituale, nella quale è previsto un passaggio nelle vicinanze della Terra che non crea alcun livello insolito di pericolo. I calcoli attuali indicano che la probabilità di collisione è estremamente bassa e non vi è motivo di preoccupazione o attenzione del pubblico. Nuove osservazioni telescopiche molto probabilmente condurranno a una riassegnazione al livello 0.”

Per il valore -1.95 della Scala Palermo, indicato attualmente dalla NASA per questo asteroide, va notato che in questa scala “valori fra -2 e 0 indicano situazioni che meritano un monitoraggio attento” (Wikipedia; NASA), ma serve un valore positivo per passare da “monitoraggio” a “preoccupazione”.

Nel caso specifico dell’asteroide 2015 PU228, inoltre, le previsioni si basano al momento su 115 osservazioni che coprono circa 34 giorni: un campione decisamente modesto, che crea forte incertezza sui calcoli a lungo termine. In pratica, c’è almeno una soluzione di questi calcoli che includono un impatto con la Terra, ma ce ne sono moltissime altre che non lo includono: lo sapremo con minore incertezza man mano che aumentano le osservazioni che permettono di definire con maggiore precisione la traiettoria dell’asteroide (che comunque può essere leggermente alterata da vari fenomeni, come la pressione della luce solare). È un processo spiegato bene da questa pagina di FAQ della NASA, dalla quale traduco questo paragrafo che chiarisce il motivo per cui spesso la NASA inizialmente assegna rischi d’impatto relativamente alti e poi man mano li riduce:

Dato che le orbite derivanti da una serie molto limitata di osservazioni sono più incerte, è più probabile che tali orbite “consentano” degli impatti futuri. Tuttavia spesso queste previsioni iniziali possono essere scartate man mano che includiamo un maggior numero di osservazioni e riduciamo le incertezze sull’orbita dell’oggetto. Di solito il rischio associato a un oggetto specifico diminuirà man mano che si rendono disponibili ulteriori osservazioni e quindi capita che degli oggetti vengano inclusi e poi rimossi nella nostra pagina dedicata ai rischi d’impatto

[…] Per contro, nel caso improbabile che un dato evento potenziale d’impatto persista fino a quando l’orbita è piuttosto ben delimitata, la probabilità d’impatto e il rischio associato tenderanno ad aumentare man mano che si aggiungono osservazioni. Questo non è paradossale: se davvero un asteroide sta per passare molto vicino alla Terra, allora inizialmente non si può escludere una collisione. La probabilità d’impatto tenderà ad aumentare man mano che viene affinata l’orbita e vengono scartate le traiettorie alternative e sicure. Prima o poi la probabilità d’impatto scenderà a zero (di solito piuttosto di colpo) oppure, se l’asteroide è davvero in traiettoria di collisione, continuerà ad aumentare fino a raggiungere il 100%.

In altre parole, se vedete che dalle pagine della NASA sparisce una segnalazione di un certo asteroide, non è una forma di censura per nascondere l’impatto imminente.

Fra l’altro, i passaggi “ravvicinati” di asteroidi non sono affatto rari. Tutto dipende da cosa s’intende per ravvicinato: l’attuale tabella apposita della NASA, infatti, include persino oggetti che passeranno a settantacinque volte la distanza fra la Terra e la Luna. Con criteri di questo genere, soltanto negli ultimi sei giorni la Terra è stata “sfiorata” (in termini cosmici) da un asteroide ben dieci volte. Niente panico, insomma.

Antibufala: “Luna di sangue” il 28 settembre, ciarlatani annunciano la fine del mondo

Antibufala: “Luna di sangue” il 28 settembre, ciarlatani annunciano la fine del mondo

Questo articolo vi arriva gratuitamente e senza pubblicità grazie alle gentili donazioni di “bertor*” e “luca.imh*” ed è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale. Se vi piace, potete incoraggiarmi a scrivere ancora (anche con un microabbonamento). Ultimo aggiornamento: 2015/09/01 9:30.

Senza il minimo accenno di vergogna, Il Messaggero pubblica l’ennesima fesseria astronomica catastrofista. “Il 28 settembre la luna dovrebbe tingersi di rosso.
Il fenomeno è definito “Luna di sangue” e si verificherà perchè intorno alle 2 di notte, tra la domenica e il lunedì, la luna si avvicinerà particolarmente alla terra… La spiegazione scientifica non ha convinto molte persone e in rete si sta diffondendo la convinzione che quella notte succederà qualcosa di misterioso e pericoloso”. Addirittura il titolo parla di “fine del mondo”.

Lo stesso articolo, praticamente parola per parola, viene pubblicato da MSN.com, nientemeno che nella sezione “tecnologia e scienza”.

No, no, no, no e ancora no. Semplicemente, il 28 settembre ci sarà una normale eclissi di luna, durante la quale, come al solito, la Luna assumerà un colore rossastro perché la luce solare che la illumina passerà attraverso l’atmosfera terrestre e ne verrà filtrata (una descrizione più dettagliata di questo fenomeno è in fondo a questo articolo). La distanza fra la Terra e la Luna non c’entra nulla.

Oltretutto questa distanza non sarà affatto particolare: il 28 settembre prossimo la Luna sarà infatti a 356.000 chilometri dalla Terra, ossia grosso modo alla distanza minima che raggiunge una volta ogni 27 giorni.

Variazione periodica della distanza Terra-Luna
in migliaia di km (WolframAlpha)

Il grafico può trarre in inganno, perché la sua scala verticale è compressa e la differenza fra distanza massima e minima può sembrare enorme: senza compressione, la variazione è questa:

Mentre orbita intorno alla Terra, infatti, la Luna varia la propria distanza fra circa 407.000 km e circa 356.000 km. Lo fa sempre, da tempo immemorabile, ogni 27 giorni e spiccioli (se volete essere precisi, lo fa ogni 27.3217 giorni, con un apogeo medio di 405.000 km e un perigeo medio di 363.000 km). Questa volta il momento di minima distanza coincide con una Luna piena e con un’eclissi, ma la cosa è assolutamente normale e per niente rara: per saperlo basta consultare per esempio siti di astronomia come Timeanddate oppure Earthsky o anche semplicemente un giornale generalista decente come The Independent.

Non si capisce perché mai una comune eclissi di Luna debba essere segno di catastrofe. O meglio, lo si capisce se si bazzica il bizzarro mondo di quelli che ancora non si sono resi conto che la Bibbia non è un manuale di astronomia ma hanno capito benissimo che è un ottimo pretesto per spillare soldi alla gente.

Ci sono infatti vari predicatori cristiani ed ebrei, come John Hagee della Cornerstone Church in Texas e Mark Blitz degli El Shaddai Ministries nello stato di Washington (ma non solo loro), che secondo l’Express stanno annunciando ai propri fedeli che il 28 settembre ci sarà un evento portentoso, forse la fine del mondo o forse il secondo avvento di Cristo. Loro, che sono più furbi, dicono che l’hanno capito perché l’eclissi del 28 settembre è la quarta di una tetrade biblica, ossia di una sequenza di quattro eclissi lunari totali consecutive che coincidono con festività del calendario ebraico. E siccome nelle altre occasioni recenti nelle quali ci sono state tetradi bibliche (1493-1494, 1949-1950, 1967-1968) sono successi eventi importanti per il mondo (in particolare per gli ebrei), allora anche stavolta deve succedere qualcosa di grosso.

Guarda caso, Hagee e Blitz hanno appena pubblicato due libri sull’argomento. Libri che naturalmente si fanno pagare. Cosa se ne farebbero dei soldi incassati vendendoli, se davvero dovesse arrivare Gesù Cristo a proclamare la fine del mondo terreno, non si sa ed è meglio non chiedere. Sembra quasi che siano loro i primi a non credere alle cose che dicono.

Io non sono un televangelista, ma faccio lo stesso una profezia, anzi ne faccio quattro, così creo anch’io la mia tetrade disinformatica: il 28 settembre 2015 ci godremo una bella eclissi di Luna, non ci sarà la seconda venuta di Cristo, i telepredicatori faranno una figura da cialtroni che verrà prontamente perdonata e dimenticata dai loro seguaci e i giornalisti continueranno a pubblicare queste cretinate, che verranno prontamente perdonate e dimenticate da quell’Ordine dei Giornalisti che in teoria dovrebbe vigilare sul rispetto della deontologia professionale.

Se “in rete si sta diffondendo la convinzione che quella notte succederà qualcosa di misterioso e pericoloso”, è anche colpa del giornalismo irresponsabile come quello del Messaggero, che invece di far scrivere qualcosa di sensato e interessante a un astronomo preferisce fare copiaincolla da giornali come Metro o Leggo, favorire i ciarlatani e menar gramo pur di attirare qualche clic in più. Che pena.

Appendice: ma perché la Luna si tinge proprio di rosso?

Dopo la pubblicazione iniziale di questo articolo, Paolo G. Calisse, astronomo colpevole di frequentare questo blog e di contribuirvi, mi ha mandato questi grafici e questa spiegazione, che spiegano anche perché il cielo è azzurro e il sole è giallo:

Quando la radiazione solare colpisce una particella di polvere, subisce lo scattering Rayleigh. La componente blu viene deviata a grandi angoli, quella rossa viene deviata di poco. Se il Sole è prossimo all’orizzonte (alba o tramonto), la luce rossa, dopo avere attraversato una grande quantità di polvere, può raggiungere l’osservatore; quella blu viene invece dispersa. Di conseguenza il cielo vicino all’orizzonte apparirà di colore rossastro.

Anche quando il Sole è alto sull’orizzonte la radiazione solare, colpendo una particella di polvere o una molecola, subisce lo scattering Rayleigh, anche se la quantità di atmosfera attraversata, e quindi la quantità di polvere, è inferiore. Tuttavia come prima la componente blu viene deviata a grandi angoli e può raggiungere l’osservatore, quella rossa viene deviata di poco e si disperde. Il risultato finale è curiosamente inverso al caso precedente (1).

Lo stesso fenomeno è all’origine del colore giallastro della luce solare quando osservata da Terra. Guardando nella direzione del Sole infatti (2) – cosa che va fatta con opportuna protezione per non danneggiare la vista! – la componente blu risulta deviata più di quella rossa. Non a caso, dallo spazio il Sole appare totalmente bianco e il cielo appare completamente nero.

Durante un’eclissi lunare, ancora una volta la luce blu si disperde, mentre quella rossa, solo leggermente deviata, dopo aver colpito in parte il disco lunare che si trova nel cono d’ombra terrestre, viene riflessa, conferendo alla Luna la caratteristica tonalità rossastra per chi osserva il fenomeno da Terra.

2015/09/01

Bufale un tanto al chilo ha pubblicato un ottimo articolo di approfondimento su questa bufala.

Antibufala: università inglese annuncia che la Terra verrà distrutta da una meteora tra pochi giorni. MORIREMO TUTTI

Antibufala: università inglese annuncia che la Terra verrà distrutta da una meteora tra pochi giorni. MORIREMO TUTTI

Questo articolo vi arriva gratuitamente e senza pubblicità grazie alle gentili donazioni di “maurizio.to*” e “luca@*”. Se vi piace, potete incoraggiarmi a scrivere ancora (anche con un microabbonamento, come ha fatto “emi.it*”). Ringrazio @lucianog, @mrdaltri e @ufoofinterest. Ultimo aggiornamento: 2015/10/01 14:30.

“«La Terra verrà colpita da un meteorite tra il 22 e il 28 settembre», la tesi choc di una università inglese.” Lo scrive oggi Emiliana Costa su Messaggero.it [donotlink; archive.is]. Non nella sezione Cazzate sentite al bar, ma nella sezione Tecnologia e Scienza. La stessa notizia esce anche su Ilmattino.it [donotlink; archive.is], sempre a firma di Emiliana Costa. E anche su Leggo.it [donotlink; archive.is]. Firmata da chi? Emiliana Costa. Ma pubblicata sotto la responsabilità delle singole redazioni.

Dice l’articolo: “”La Terra potrebbe essere spazzata via da un meteorite tra meno di una settimana”. La tesi choc proviene da un gruppo di scienziati coordinati dal professor Robert Walsh, direttore esecutivo della ricerca alla University of Central Lancashire, nel Regno Unito”. Ma è una balla. La tesi non proviene affatto dal professor Walsh o dall’università: proviene dal tabloid inglese Mirror, che si è inventato la notizia di sana pianta, in una classica mossa attiraclic.

Il Mirror ha preso le dichiarazioni originali assolutamente rassicuranti del professor Walsh (che iniziano con un inequivocabile “Gli accademici dell’Università concordano con la NASA: non c’è alcun motivo di preoccuparsi”) e le ha completamente stravolte, titolando “Esperto dice che una meteora potrebbe spazzar via la Terra la settimana prossima nonostante la NASA dica che siamo al sicuro” [donotlink; archive.is], come mostrato qui accanto.

Indovinate da dove dice di aver preso la notizia Emiliana Costa? Ma dal Mirror, naturalmente. L’ammissione è nel secondo paragrafo del suo articolo.

I fatti sono questi: primo, il professor Walsh non ha mai detto che la Terra potrebbe essere spazzata via da un meteorite tra meno di una settimana. La “tesi choc” non proviene da un’università inglese. Questa stronzata (scusatemi, ma non c’è altro modo per qualificarla) gliel’hanno messa in bocca i giornalisti.

Secondo, l’idea che ci sarà un impatto catastrofico imminente è stata partorita esclusivamente da alcuni complottisti. C’è persino scritto chiaramente, e con chiaro tono di scetticismo, nell’articolo del Mirror usato come fonte autorevole (non ridete) da Emiliana Costa:

Conspiracy theorists still haven’t pin pointed when earth’s final day will come – insisting it could be anywhere from the 22 to the 28 September – but if we’re to believe them – then we should start bidding bye-bye to our loved ones soon.

In italiano:

I complottisti non hanno ancora definito con esattezza quando arriverà l’ultimo giorno della Terra e insistono che potrebbe essere una qualunque data fra il 22 e il 28 settembre, ma se vogliamo credere a loro allora dovremmo cominciare presto a dire ciao ciao ai nostri cari.

Più chiaro di così non si può, eppure la Costa risponde così quando le segnalo che ha pubblicato una bufala: “Se legge il pezzo troverà le fonti. Compresa quella della NASA e del giornale da cui è stata ripresa la notizia Buona lettura”.

Solo che la NASA non c’entra nulla; ha anzi smentito seccamente. E persino il Mirror ha chiarito che l’annuncio di catastrofe non arriva dal professor Walsh, ma da un gruppo di complottisti.

Ma come si dice spesso nel giornalismo, mai lasciare che i fatti ostacolino una notizia ghiotta. Il Mattino e il Messaggero sembrano aver capito molto bene questa lezione. Se poi qualcuno si fa venire le crisi di panico di fronte alla dichiarazione, scritta su testate giornalistiche, che una università inglese ha annunciato una catastrofe meteorica per la fine di questo mese, chi se ne frega. L’importante è attirare clic. E se qualcuno ti fa notare che hai pubblicato una notizia da procurato allarme, chi se ne frega lo stesso. Tanto l’Ordine dei Giornalisti dorme sonni beati. Poi la gente mi dice che sono eccessivo quando parlo di “puttane del clic” riferendomi ai giornalisti (uomini e donne) e alle redazioni che tradiscono la deontologia in nome di qualche spot pubblicitario in più.

Poi, cari colleghi, non lamentatevi se nessuno compra più giornali. A furia di pubblicare balle, la gente magari s’è stufata di pagare soldi buoni in cambio di notizie marce.

Ma il povero professor Walsh che c’entra?

Magari vi state chiedendo come ha fatto il professor Walsh a finire coinvolto in questa bufala. Semplice: ha pubblicato sul sito dell’Università del Lancashire una pagina in cui sbufala le previsioni di catastrofe mentre la sua collega, Sarita Robinson, spiega gli aspetti psicologici dell’attrazione diffusa per l’idea della fine del mondo. Tutto qui. Ai giornalisti in cerca di clic facili questo basta e avanza.

Fra l’altro, le considerazioni psicologiche della Robinson sono interessanti, ma sono state ignorate in favore dell’annuncio di catastrofe. Cito in sintesi qualche brano:

La gente tende a pensare che le credenze apocalittiche siano legate alla religione e che la credenza in una fine del mondo sia un elemento chiave di una teoria spirituale. Ma risulta di no: ci sono molte persone non religiose che credono all’imminenza della fine del mondo a causa della minaccia nucleare o di altre tecnologie umane come la manipolazione genetica.

È interessante chiedersi perché le persone sono attratte da queste credenze. Una possibilità è che in un mondo imprevedibile offrono un senso di controllo. La gente può essere preoccupata per il futuro e per cosa pianificare, ma senza informazioni su cui basarsi è difficile fare piani. Se un leader carismatico ti dice che il mondo finirà in una data precisa, puoi preparare i tuoi piani di conseguenza. La data toglie l’incertezza dalla tua vita. Non solo: hai persone che la pensano come te con le quali puoi lavorare per questo obiettivo comune. Per alcuni (specialmente i religiosi) la fine del mondo può portare a un mondo migliore.

Il problema nasce quando il mondo non finisce. Può essere molto difficile per le persone quando scoprono improvvisamente che il mondo non è finito. Devono trovare una maniera di spiegarlo, come per esempio un errore nei propri calcoli.

Credere che la fine del mondo sia vicina non è una brutta cosa, se non interferisce con la tua vita quotidiana. Se non vendi la casa e spendi i soldi per farti una bella vacanza, o se non dai i tuoi soldi al leader di qualche setta, prepararsi per la fine del mondo potrebbe non essere una cattiva idea. Noi non prendiamo in considerazione molti rischi nella vita di tutti i giorni: per esempio non consideriamo le conseguenze di una pandemia d’influenza e la maggior parte della gente non vuole pensare alla morte perché la mette psicologicamente a disagio. La maggior parte di noi non si prepara per i disastri e non fa neanche i preparativi sensati, come tenere in auto una coperta e un thermos di caffé se ci troviamo bloccati per strada dalla neve in inverno.

2015/01/10: La fine del mondo è stata annullata

Siamo al primo ottobre e l’asteroide non s’è visto; siamo ancora qui. Due parole di rettifica, da parte dei giornalisti e dei giornali che hanno seminato allarme per nulla, sarebbero gradite. Attendo fiducioso? Neanche un po’.

ADNKronos senza vergogna: falso allarme per asteroide in avvicinamento

ADNKronos senza vergogna: falso allarme per asteroide in avvicinamento

Questo articolo vi arriva gratuitamente e senza pubblicità grazie alle gentili donazioni di “gigalore*” e “c_stelz*” e alla segnalazione di @VaeVictis. Se vi piace, potete incoraggiarmi a scrivere ancora (anche con un microabbonamento, come ha fatto “chiarama*”).

ADNKronos titola La Nasa avverte: “Un grande asteroide si sta avvicinando alla Terra”. Titolo da panico, ma è una balla spudorata di cui un’agenzia giornalistica seria dovrebbe vergognarsi profondamente.

Primo, l’asteroide in questione, nel momento di massima “vicinanza” alla Terra, sarà sessantacinque volte più lontano della Luna e quasi a metà strada fra la Terra e Marte. Se ne starà a 25 milioni di chilometri. Dire che “si sta avvicinando alla Terra” senza precisare queste distanze enormi è supremamente irresponsabile. È come dire che una nave da crociera sta per schiantarsi contro il Colosseo perché è entrata nel Mediterraneo.

Secondo, la NASA non “avverte” di un fico secco. Avvertire implica pericolo, ma qui di pericolo non ce n’è manco l’ombra. La NASA informa e basta, perché il passaggio dell’asteroide è interessante in termini scientifici, ma niente di più. L’unico pericolo è quello che corre il giornalismo serio, coperto dalla melma di bufale allarmiste come questa.

Terzo, ADNKronos non solo crea allarmismo in chi si fida delle parole di un’agenzia di stampa: manca anche al proprio dovere d’informare. Nella notizia non c’è il nome dell’asteroide, non c’è la sua distanza minima, non c’è un riferimento preciso alle fonti. Ci sono soltanto i dati che servono ad amplificare la paura: “La massa sta attualmente precipitando nello spazio alla velocità di 40.000 miglia all’ora”. No: non sta “precipitando” (verbo molto ingannevole): sta seguendo la propria traiettoria, che la tiene ad almeno 25 milioni di chilometri da noi. E fra l’altro ADNKronos non fa neanche lo sforzo di offrirci la conversione in chilometri l’ora.

Visto che a quanto pare ADNKronos preferisce fare panico invece d’informare, pubblico qui i fatti che avrebbero dovuto far parte di un lancio d’agenzia responsabile: durante questo fine settimana l’asteroide 86666 (2000 FL10) transiterà senza pericolo a circa 25 milioni di chilometri dalla Terra: una distanza pari a 65 volte la distanza fra la Terra e la Luna. L’asteroide è conosciuto da anni (fu scoperto il 30 marzo 2000) e la sua traiettoria è ben nota e non solo non presenta alcun rischio di collisione imminente con la Terra, ma almeno fino al 2200 (data oltre la quale la NASA per ora non ha ritenuto necessario fare calcoli) se ne starà ad almeno una ventina di milioni di chilometri dal nostro pianeta.

In altre parole, una non-notizia. Ma c’è chi preferisce mettere paura per accalappiare qualche clic in più.

E finché sono i complottisti, i fufologi e i catastrofisti a mettere in giro false paure, pazienza: un utente di buon senso capisce che si tratta di una cretinata scritta da un cretino. Ma qui abbiamo un’agenzia di stampa, una di quelle fonti che vengono considerate affidabili e autorevoli, una di quelle che pretende di essere giornalismo serio, che scrive fandonie, fa disinformazione e si salva dall’accusa di falso soltanto perché ci mette la foglia di fico scrivendo (dopo aver creato il panico) “ma non rappresenta una minaccia”.

Che pena.

Se volete esprimere educatamente ad ADNKronos la vostra opinione su questo modo di fare giornalismo e magari chiedere  una rettifica, i contatti dell’agenzia sono qui.

Nota: dati falsi sul Mirror

Il Daily Mirror scrive addirittura che l’asteroide passerà a una distanza inferiore a quella della Luna: (“And as it hurtles close to earth at 40,000 miles per hour – it is expected to pass the moon’s orbit of the earth this weekend.”). È una balla totale ed è un ottimo promemoria, per i colleghi giornalisti che vivono di copiaincolla, che il Mirror non è una rivista di astronomia. Grazie a @mrdaltri per la segnalazione.

Luce misteriosa al tempio Maya? Parliamone

Luce misteriosa al tempio Maya? Parliamone

Il Corriere segnala, con un articolo sorprendentemente meno sensazionalista del solito, il caso di una fotografia che sarebbe stata scattata da un turista di Los Angeles, Hector Siliezar, nel luglio del 2009 durante un viaggio in Messico. La foto sembra mostrare una colonna verticale di luce che emana verso il cielo dalla piramide di Kukulkan.

Moltissimi siti, specialmente quelli catastrofisti o parascientifici, ne discutono come se fosse una prova delle profezie attribuite ai Maya o un segnale d’avvertimento, addirittura scoprendo un “UFO” nella foto, ma il Corriere liquida la foto per quello che è: un affascinante inganno della tecnologia digitale in buona fede.

Se vi interessa scoprire come è possibile un effetto del genere senza che vi sia fotoritocco o manipolazione intenzionale dell’immagine, Paolo Bertotti (Photobuster) sarà a Lugano oggi pomeriggio alle 16, alla Sala Parrocchiale di Pambio-Noranco, per una conferenza su quest’argomento organizzata dal CICAP Ticino. L’ingresso è libero; i dettagli sono qui su CicapTicino.ch.