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Promemoria: convegno sulle bufale a Montecitorio martedì 29/11 alle 10, anche in streaming

Promemoria: convegno sulle bufale a Montecitorio martedì 29/11 alle 10, anche in streaming

Ultimo aggiornamento: 2016/11/30 10:50.

Come già preannunciato, domani (29 novembre) si terrà a Montecitorio, alla Sala della Lupa, un convegno sulle bufale mediatiche del quale sarò moderatore.

Tutti i dettagli su come partecipare e assistere (di persona o in streaming) e sugli ospiti del convegno sono in questo articolo: aggiungo solo che Gianni Riotta, giornalista de La Stampa, sostituirà Maurizio Molinari (direttore della stessa testata), previsto inizialmente fra i relatori [aggiornamento: alla fine anche Riotta non è venuto].

E visto che siamo a Montecitorio a parlare di bufale, eccone qualcuna da smontare a proposito della Presidente della Camera dei Deputati Laura Boldrini:

– No, non ha mai detto che le case popolari “saranno date prima ai rom e agli extracomunitari con figli a carico” (debunking su Giornalettismo).

– No, non ha mai detto che “festeggiare il Natale nelle scuole è sbagliato” (debunking su Butac.it).

– Non ha mai detto che “le decapitazioni dei cristiani sono secondarie rispetto alle sofferenze dei musulmani” (debunking su Butac.it).

– Non ha mai proposto “Un reddito di dignità ai migranti di 630 Euro per rilanciare il sogno della Ue multietnica e multireligiosa” (debunking su Butac.it).

– Non ha chiesto di rendere obbligatorio il burqa per le donne italiane, non ha introdotto una tassa sulla carne di maiale, non ha proposto di inserire a scuola l’ora obbligatoria di Corano, non ha aperto un conto a Panama per raccogliere fondi destinati ai migranti di fede islamica, non ha proposto di modificare il calendario rimuovendo santi e relative festività cattoliche per non offendere gli immigrati, non ha imposto ai ristoranti italiani di avere almeno una pietanza kebab nel menu (debunking su Linkiesta.it).

– Non ha detto che ogni famiglia dovrà avere il Corano in casa (debunking su Bufale.net).

–  Non ha invitato gli italiani a non fare figli e ad adottare immigrati, anche non più infanti (debunking su Bufale.net).

A domani!

2016/11/30 8:20. Il video del convegno è disponibile in streaming e per lo scaricamento (964 MB) qui su Camera.it oppure qui sotto. Ne trovate un breve estratto su Repubblica.it. Se avete link ad articoli o interviste video o radiofoniche riguardanti il convegno, segnalateli nei commenti, così creiamo una sorta di rassegna stampa. E speriamo che questo convegno sia stato l’inizio di un ripensamento su come le bufale finora sono state considerate un argomento frivolo e indegno di troppa attenzione.

Fonti aggiuntive: SiamoGeek, Il Fatto Quotidiano, Il Fatto Quotidiano.

Ci vediamo alla Camera dei Deputati il 29/11 per parlare di bufale e dei loro danni?

Ci vediamo alla Camera dei Deputati il 29/11 per parlare di bufale e dei loro danni?

Ultimo aggiornamento: 2016/11/28 18:00.

Avete subìto un danno importante da una bufala? Vi andrebbe di raccontarlo alla Camera dei Deputati? Allora contattatemi.

Le bufale, nonostante il nome frivolo, hanno effetti pesanti: danneggiano privati e aziende, influenzano l’opinione pubblica su temi importanti come salute, sicurezza e politica. Per questo la Camera dei Deputati ha indetto per il 29 novembre il convegno “Non è vero ma ci credo – Vita, morte e miracoli di una falsa notizia”.

Il convegno inizierà alle 10 a Palazzo Montecitorio, alla Sala della Lupa, e sarà visibile anche in diretta streaming presso Webtv.camera.it. Avrà come relatori Giovanni Boccia Artieri (docente di sociologia dei media digitali), Ida Colucci (direttrice del TG2), Enzo Iacopino (presidente dell’Ordine dei Giornalisti), Raffaele Lorusso (segretario nazionale FNSI), Gianni Riotta (giornalista de La Stampa, che sostituisce Maurizio Molinari, direttore de La Stampa, previsto inizialmente), Luca Sofri (direttore de Il Post) e Walter Quattrociocchi (direttore Computational Social Science a IMT Lucca). Interverrà la Presidente della Camera dei Deputati, Laura Boldrini, e io sarò presente come moderatore.

Il convegno è aperto al pubblico: se volete assistere, accreditatevi seguendo le istruzioni che trovate nell’immagine-invito qui sotto. Per chi non può visualizzare le immagini, le istruzioni sono queste:

R.S.V.P. 06.67609307
cerimoniale.adesioni@camera.it 
indicando data e orario dell’evento
Accesso dall’ingresso principale di Palazzo Montecitorio
L’ingresso è consentito entro le ore 9.45 fino ad esaurimento posti

2016/11/28 18:00. Molinari verrà sostituito da Gianni Riotta: ho aggiornato l’elenco dei partecipanti. Si parla del convegno sul sito della FNSI e sul sito della Camera.

Terremoto in centro Italia: evitate di disseminare falsi allarmi e bufale

Terremoto in centro Italia: evitate di disseminare falsi allarmi e bufale

Stanotte un forte terremoto ha colpito il centro Italia. Come sempre in questi casi, è fondamentale non intralciare i soccorsi lasciando libere le vie di comunicazione: vale anche per quelle digitali.

Per esempio, Facebook ha attivato Safety Check: usatelo, se siete utenti di Facebook, invece di telefonare per avvisare che state bene o per sapere se qualcuno che conoscete sta bene.

Non fidatevi degli allarmi e delle false notizie che verranno inevitabilmente messe in circolazione dai soliti sciacalli e dai giornalisti distratti e superficiali, come segnala Il Post (tramite Daniele Zinni) a proposito dell’immagine qui sotto.

Fate riferimento alle fonti tecniche (per esempio su Twitter INGVterremoti, CNgeologi, Palazzo_Chigi, CroceRossa) e lasciate perdere polemiche e pettegolezzi sui giornali, nei forum e nei social network: adesso è il momento di aiutare, non di farsi belli o di dare aria ai denti. Se avete tempo di cazzeggiare sui social, avete anche tempo per esempio per donare sangue, di cui c’è sempre bisogno. E se proprio non potete aiutare, neanche con un piccolo servizio antibufala come questo, almeno non intralciate.

Antibufala: la NASA e la foto dell’“Occhio di Dio”

Antibufala: la NASA e la foto dell’“Occhio di Dio”

Questo articolo vi arriva grazie alle gentili donazioni di “p.ben****” e “e.matte****”. L’articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale. Grazie anche a Massimo per la segnalazione. Ultimo aggiornamento: 2008/09/04 23:55.

Quella che vedete qui accanto, secondo un appello che circola da anni e che sarebbe anche ora di stroncare una volta per tutte, è una “foto molto rara, presa dalla NASA con telescopio Hubble. Quest’evento si produce una volta ogni 3000 anni. Questa foto ha già fatto miracoli. Esprimi un desiderio… Noterai cambiamenti nella tua vita oggi stesso. Puoi anche non crederci ma non conservare questa mail per te, manda questa foto ad almeno 7 persone. E’ stata chiamata «Occhio di DIO». Incredibile, da non cancellare. Manda questa foto ai tuoi amici e vedrai quello che succedera. Non interrompere questo giro per favore.”

La foto è sicuramente accattivante, ma è un falso sotto molti punti di vista. Come racconta Snopes.com, l’appello risale almeno al 2003, e non è affatto vero che si tratta di un evento che si produce ogni 3000 anni, tant’è vero che l’oggetto è citato anche nei libri d’astronomia degli anni Sessanta (come vedete qui sotto in un’immagine mandatami da un lettore, Massimo, e tratta da “Le Nebulose e gli universi-isola”, di Giorgio Abetti e Margherita Hack, Einaudi 1959).

L’oggetto astronomico raffigurato è infatti la nebulosa NGC 7293, che se ne sta sempre nel cielo nella costellazione dell’Acquario, e la foto è un montaggio colorato artificialmente a scopo divulgativo (non da un appassionato di Photoshop, ma dagli astronomi) di varie immagini raccolte da telescopi differenti, come si può vedere in questo articolo. Se osservata al telescopio, la nebulosa non ha affatto i colori mostrati nella foto che accompagna l’appello.

Sui presunti poteri miracolosi di quest’immagine decantati dall’appello calerei un velo pietoso.

La foto dell”occhio di Dio” fu pubblicata proprio nel 2003, all’epoca del debutto di questa bufala, da APOD (Astronomy Picture of the Day), un sito che consiglio vivamente: una foto al giorno, prevalentemente a carattere astronomico, per vedere quanto può essere bella la scienza senza dover ricorrere alle panzane della pseudoscienza.

2008/09/04

L’APOD è tornato ad occuparsi di questa nebulosa con questa splendida foto, assai più dettagliata delle precedenti e cliccabile per ingrandirla:

Oggi complottismo in TV alle 12:45 Raitre

Oggi complottismo in TV alle 12:45 Raitre

Tornano i complottisti a Raitre

Oggi alle 12.45, il programma Le Storie di Corrado Augias ospita Giulietto Chiesa e il suo video Zero sulle teorie cospirazioniste intorno all’11 settembre, di cui si era già occupato tempo addietro Report, sempre su Raitre.

Da parte mia, ho già scritto alla trasmissione (all’indirizzo pubblico lestorie@rai.it) chiedendo rispettosamente che sia offerto al pubblico un contraddittorio, anziché una voce unica, perché presentare senza contraddittorio un video come Zero, che non fa parlare nessun tecnico qualificato a sostegno delle proprie teorie inquietanti, ma presenta come “esperti” personaggi senza alcuna competenza tecnica di settore e che asseriscono di essere in contatto con l’aldilà (Barbara Honegger) o di essere la reincarnazione di Gesù e Re Artù (David Shayler), comporta il rischio di un’informazione distorta che crea confusione anziché chiarezza, specialmente quando approda sui media di grande ascolto.

Staremo a vedere se Augias avrà la schiettezza di fare qualche domanda seria a Chiesa (del tipo “ma come mai non c’è neppure un esperto che confermi le vostre teorie?” o “se, come dice, i dirottatori sono ancora vivi, perché non ce li porta in studio o li intervista?” o “Zero non parla affatto del Volo 93 e glissa sul WTC7, allora lì non ci sono complotti e vi siete dunque sbagliati?”). Per chi fosse interessato, la mia recensione dei principali errori di Zero è qui; l’analisi dettagliata è in lavorazione in Zerobubbole (PDF).

Per chi ancora crede che il foro nel Pentagono sia troppo piccolo per un aereo di linea, e che (per citare Dario Fo in Zero) misuri “cinque metri, ripeto cinque metri di diametro”, non ho parole. Mi basta questa foto:

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Il complottismo undicisettembrino è tutto così: un ammasso di bufale e di panzane, messe in giro da chi non si informa o vuole guadagnare denaro o popolarità facendo leva sulle tragedie altrui e giocando sui pregiudizi per abusare della fiducia del lettore e dello spettatore. Fa tristezza che giornalisti di indubbio spessore abbocchino così facilmente a queste storie soltanto perché appagano un certo orrido senso del fantastico.

Pubblicherò un commento alla trasmissione nel blog apposito Undicisettembre, scritto insieme agli esperti di settore.

Aggiornamento

La trasmissione è finita da poco. Ad Augias è mancato molto il supporto tecnico che avrebbe reso maggiormente evidenti i dati falsi presentati da Giulietto Chiesa. Primo fra tutti, le dimensioni del buco nel Pentagono (“cinque metri”), così importante per le sue tesi di complotto. Ogni volta che Chiesa ripete questa panzana (per la quale basta guardare la foto qui sopra), il complottismo undicisettembrino si copre di un’altra coltre di ridicolo.

Non sono state colte alcune occasioni importanti, come quando Chiesa afferma che c’è un ordine generale di tacere, fatto pervenire non si sa come ai giornalisti del mondo intero, e Augias che non gli chiede “ma a me non è arrivato nessun ordine, e ai giornalisti cubani neppure, men che meno dagli USA, le pare?”.

Ma la dimensione solitaria, paranoica e catarticamente catastrofista del complottismo è stata messa in luce brillantemente, e perlomeno è stato presentato anche un libro di debunking (La cospirazione impossibile, al quale ho partecipato), la cui assidua apparizione ha irritato Chiesa quanto l’acqua santa in faccia a un indemoniato, tanto da spingerlo a fare frecciate poco professionali nei confronti miei e dei coautori del libro.

Maggiori dettagli a breve nel blog Undicisettembre.

Aggiornamento (2008/02/01)

La prima parte della trascrizione commentata della trasmissione è disponibile qui. Giulietto Chiesa ha fatto numerose affermazioni tecniche errate (in senso favorevole, guarda caso, alle tesi complottiste), per poi autoliquidarsi dicendo che “le questioni tecniche sono secondarie”. Incomprensibile.

38 anni di Luna

38 anni di Luna

Lunacomplottisti, un anniversario da celebrare

Il 20 luglio 1969, Neil Armstrong e Buzz Aldrin sbarcano sulla Luna, mentre Michael Collins li attende in orbita intorno al nostro satellite. Ma c’è chi dice che non è mai successo: tutto fatto in studio.

Moonpans.com ha preparato del materiale che sarà divertente sottoporre ai lunacomplottisti: ha assemblato le foto scattate in sequenza panoramica dagli astronauti e ne ha ottenuto un ambiente esplorabile in lungo e in largo. Potete girare su voi stessi di 360 gradi. E allora sorge spontanea la domanda: dov’erano collocate le luci dello studio cinematografico?

Un’altra chicca lunare che merita di essere ricordata è la compilation dei trattamenti egregi riservati dagli astronauti a Bart Sibrel, che potete vedere qui. In attesa che esca la versione in alta definizione degli sbarchi lunari, tratta non dalle scadenti immagini TV, ma dalla pellicola 16mm utilizzata a bordo del modulo lunare.

Se volete un po’ di materiale per le vostre discussioni con i lunacomplottisti, potete visitare Clavius.org (in inglese), un immenso sito dedicato a fornire le risposte alle infinite “prove” presentate da chi si è bevuto le panzane di incompetenti a caccia di soldi, oppure la più modesta sezione lunare del Servizio Antibufala.

Domani finisce il mondo, maledetti scienziati!

Domani finisce il mondo, maledetti scienziati!

Panico da buco nero: il CERN scopre l’antiscienza

Questo articolo vi arriva grazie alle gentili donazioni di “ladyowl” e “giuliomozzi”.

Come avrete letto su alcune testate come Repubblica, il Large Hadron Collider, il nuovo grande acceleratore di particelle del CERN vicino a Ginevra, ha già fatto le sue prime scoperte prima ancora di essere acceso formalmente.

Ha infatti consentito una misurazione estremamente precisa dell’antiscienza e del catastrofismo, oltre che della propensione dei giornalisti a sparare titoli da panico e chissenefrega delle conseguenze.

C’è infatti un gruppetto di eccentrici che sostiene che l’imminente attivazione dell’LHC produrrà dei cosiddetti “microbuchi neri”, che potrebbero inghiottire la Terra alla stregua dei buchi neri ben più grandi rilevabili dagli astronomi. E naturalmente i giornalisti hanno dato interminabile risalto alle loro affermazioni da panico. L’inossidabile TgCom parla addirittura di “allarme dagli scienziati”, come se ci fossero orde di occhialuti professori in camice che corrono strappandosi i capelli.

Nessuno di questi catastrofisti, a quel che mi risulta, è qualificato per esprimersi in materia di fisica delle particelle: il fatto di essere un ex addetto alla sicurezza dei sistemi nucleari, come lo è Walter Wagner, una delle persone che ha avviato una causa civile presso il tribunale di Honolulu, non significa nulla, esattamente come aver fatto il pedicure non consente di trinciare giudizi sulla chirurgia ortopedica e l’osteosintesi delle fratture.

Lo stesso dubbio di competenza vale per il professor Otto Rössler, che ha presentato il ricorso alla Corte Europea dei Diritti Umani: è un biochimico, e la fisica dei microbuchi neri è un tantinello al di fuori del suo campo di competenza, anche se a giudicare dal suo curriculum e dall’elenco delle sue pubblicazioni (disponibile su Wikipedia) ritiene di essere un valido tuttologo.

Quelli che invece maneggiano la fisica dei microbuchi neri da mane a sera per lavoro hanno liquidato queste teorie complottiste-catastrofiste in termini inequivocabili. Potete leggere qui le risposte alle domande più frequenti date dal professor Brian Cox del CERN; il sito del CERN risponde dettagliatamente alle questioni sollevate dai catastrofisti qui in inglese e in un PDF in italiano.

In estrema sintesi, la fisica come la conosciamo oggi (o meglio, come la conoscono i fisici delle particelle, anziché gli esperti improvvisati) documenta che non è neppure detto che si possano formare questi “microbuchi neri”: se si dovessero formare, non comincerebbero a rosicchiare la Terra a partire da Ginevra, ma si dissolverebbero istantaneamente senza fare danno. Si tratta di buchi neri inimmaginabilmente microscopici (formati da un paio di protoni), la cui energia complessiva è paragonabile a quella di una zanzara che ci sbatte in faccia: niente a che vedere con i buchi neri astronomici. Lo stesso vale per gli altri pericoli paventati, come gli strangelet, le bolle di vuoto e i monopoli magnetici.

Non solo: collisioni di questo genere avvengono quotidianamente nell’atmosfera sopra le nostre teste grazie a madre Natura. L’LHC non fa altro che ricrearle in un posto più comodo, dove è possibile scattare delle istantanee per capire come funzionano questi fenomeni.

Cosa più interessante, l’eventuale formazione di “microbuchi neri” suggerirebbe piuttosto fortemente l’esistenza di dimensioni aggiuntive dello spazio. Ed è affascinante che la loro “evaporazione” sia stata scoperta da una persona totalmente paralizzata su una sedia a rotelle: Stephen Hawking, il cui corpo non può fare un passo ma la cui mente abbraccia i segreti più sconcertanti del cosmo. Dimensioni aggiuntive, buchi neri che evaporano: chi è che ha detto che la scienza non ha immaginazione e ammazza la poesia?

Comunque sia, se avete delle bollette in scadenza nei giorni successivi al 10 di settembre, data che i catastrofisti indicano come il momento dell’Apocalisse, vi conviene pagarle, perché in realtà il 10 settembre verrà semplicemente fatto girare un singolo fascio di protoni lungo l’anello dell’LHC, che misura 26 chilometri di circonferenza, e la potenza utilizzata sarà molto minore di quella normale prevista per l’anno prossimo. In altre parole, non succederà nulla, perché è solo un giretto di prova.

E se non vi fidate delle promesse degli scienziati, tenete presente una cosa: il mondo non può finire domani, perché il calendario Maya scade nel 2012, ricordate? E i Maya non sbagliano mai. Quindi siamo comunque al sicuro.

Microfono laser degno di 007 per pochi soldi?

Un video circolante su Internet asserisce di dimostrare come si fabbrica con pochi soldi un microfono laser degno del miglior 007: uno di quegli aggeggi che spara un raggio laser contro una finestra e ne capta le vibrazioni, prodotte dalle conversazioni in corso all’interno del locale al quale appartiene la finestra.

Gli ingredienti dichiarati sono molto semplici: un puntatore laser, una fotocellula al solfuro di cadmio, un cavetto microfonico e un comune laptop dotato di ingresso audio. Si posiziona il puntatore in modo che il suo raggio colpisca la finestra del locale da “sorvegliare” e ne venga riflesso; poi si piazza la fotocellula, collegata al cavetto, in modo che il riflesso del laser vi cada sopra. Secondo il video, le vibrazioni della finestra fanno variare l’illuminazione della fotocellula, che emette un segnale analogico corrispondente alle vibrazioni. In altre parole, funge da microfono.

Il video mostra non solo la semplicissima tecnica di fabbricazione, ma anche un campione di audio registrato con questo sistema.

Troppo bello per essere vero? Decidiamolo insieme: se siete esperti di elettronica, scrivete il vostro parere nei commenti, e se siete non solo esperti ma anche smanettoni e siete convinti che le istruzioni siano giuste, fabbricate uno di questi microfoni e mandatemi una dimostrazione: la trasmetteremo nelle prossime puntate del Disinformatico.

Siamo tutti un po’ fachiri stasera a Raitre

Test del CICAP: quanto è facile fare il fachiro

Molta gente millanta anche su Internet di avere straordinari poteri che consentono imprese fisicamente incredibili. La realtà è ben diversa: persino l’ossuto sottoscritto riesce a sdraiarsi su un letto di chiodi senza trasformarsi in uno scolapasta.

Stasera alle 21 gli amici Massimo Polidoro e Luigi Garlaschelli parteciperanno a “Terzo Pianeta”, il programma di Mario Tozzi, per occuparsi di questo tema girando per Torino e mostrando vari filmati. Un buon antidoto al vannamarchismo.

Biowashball non solo non lava: può sporcare

Biowashball non solo non lava: può sporcare

Biowashball: senza detersivo trasforma la lavatrice in una bomba batteriologica

L’articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Ritorno su un argomento che ha suscitato accesissime discussioni e fior d’insulti, ossia la Biowashball e tutto l’arcipelago di palline magiche per lavare senza detersivo e varianti sul tema (sacchetti per lavastoviglie, per esempio), per due aggiornamenti molto importanti.

Il primo è che Altroconsumo ha testato la pallina, ottenendo gli stessi risultati di Mimandaraitre, del Salvagente e di Pattichiari (come descritto qui e qui): stroncatura totale.

Con Biowashball, la palla che fa il bucato senza usare il sapone, si ottengono gli stessi risultati che l[a]vando con sola acqua… abbiamo sottoposto la palla verde alla prove con cui normalmente testiamo i detersivi da bucato… abbiamo realizzato tre prove, con gli stessi tessuti, macchiati come sempre di sporco standard: un lavaggio in lavatrice con un buon detersivo; uno con sola acqua; uno con acqua e Biowashball usata secondo le istruzioni… lavare con Biowashball o con sola acqua è uguale. L’efficacia rispetto al detersivo è dimezzata.

Ma allora, vi chiederete, perché sembra che molte persone siano soddisfatte dei risultati ottenuti con questa palla? La spiegazione, probabilmente, è semplice: perché tutti abbiamo ormai l’abitudine di lavare indumenti non molto sporchi, che un semplice bucato con sola acqua già rende puliti. Se amate l’ambiente, dunque, non spendete i 35 euro di Biowashball: limitatevi a usare meno detersivo.

Chi si è fidato della promozione offerta da Beppe Grillo alla Biowashball nei suoi spettacoli ora dovrà aggiungere, si presume, anche la redazione di Altroconsumo all’elenco dei disinformatori prezzolati, insieme al CICAP, alle altre redazioni dei programmi di difesa del consumatore citate sopra e ai tecnici del CNR interpellati da queste redazioni.

C’è di più. Leggendo la recensione breve della Biowashball pubblicata online da Altroconsumo (la cui versione cartacea dovrebbe includere maggiori dettagli) potrebbe venire il dubbio che comunque lavare con la pallina al posto del detersivo sia comunque accettabile. Specialmente se avete già comperato la pallina e il vostro bucato viene pulito, perché no?

Perché no. Salvo che vogliate lavare i vostri panni in un simpatico brodino di batteri. Mi scrive infatti Silvia Palladini, dottoressa in chimica, che da alcuni anni svolge ricerca nel campo delle formulazioni di detersivi a basso impatto ambientale. Pubblico con il suo permesso due sue considerazioni molto interessanti:

Condivido il parere del collega dr. Angioni [il chimico che si è occupato del caso Biowashball per il CICAP] sulle varie affermazioni di carattere tecnico presenti sul sito biowashball.ch. Il fatto che la Biowashball possa deodorare i capi e trattenere qualche particella di sporco e’ probabilmente da attribuirsi a fenomeni di adsorbimento da parte delle ceramiche porose contenutevi.

Questo spiegherebbe le numerose segnalazioni (che posso confermare personalmente dai miei test) di un leggero effetto deodorante della Biowashball. Ma la cosa ancora più interessante è questa (le evidenziazioni sono mie):

Il fatto pero’ che tale dispositivo sia in grado di “eliminare i germi patogeni nell’acqua della vostra lavatrice” e’ un’affermazione quantomeno pericolosa a farsi: nella lavatrice sono presenti tubazioni che svolgono un effetto “sifone”, per cui non si svuotano mai dall’acqua e, soprattutto per questa ragione, la macchina andrebbe lavata con un agente disinfettante (candeggina diluita o simili) ogni qualche mese, per evitare il proliferare di batteri e muffe; l’utilizzo del detersivo a ogni lavaggio tutela solo in parte da questa proliferazione.

Gli utenti potranno facilmente immaginare che cosa puo’ succedere in una lavatrice se si lavano i capi (specialmente la biancheria intima) con un agente lavante di scarsa efficacia o anche con sola acqua: a lungo andare, senza che ce ne si accorga ci potra’ essere proliferazione di batteri e funghi, alcuni dei quali introdotti tramite i nostri stessi capi di vestiario.

Cio’ che intendo dire e’: non serve disinfettare la macchina a ogni lavaggio (i nostri anticorpi ci proteggono a sufficienza da quei pochi batteri presenti, a patto che si usi abitualmente un detersivo efficace e che ogni tanto si lavi la macchina con un po’ di candeggiante), ma non e’ neppure il caso di lavare solo con acqua, trasformando la macchina in un’incubatrice per microorganismi…

Non siete convinti? Pensate ancora che sia tutto un complotto delle multinazionali del detersivo? Certo che è strano che a nessuno venga mai il dubbio che possa essere un complotto delle multinazionali delle palline di plastica, ma pazienza. Vi propongo un test.

Beppe Grillo dice nei suoi spettacoli che usa la Biowashball per il proprio bucato. Ora chiedetevi seriamente: adesso che sapete questa faccenda dei batteri incubati nella lavatrice, indossereste un paio di mutande di Grillo lavate con Biowashball?