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Il Disinformatico messo in lista nera da McAfee

Il Disinformatico messo in lista nera da McAfee

McAfee SiteAdvisor segnala pericoli nel Disinformatico!

Numerosi lettori mi hanno segnalato con allarme la presenza di “adware, spyware o programmi non desiderati” in questo blog. Almeno così dice il servizio SiteAdvisor di McAfee, come potete vedere nella schermata qui sotto, mandatami da Guidotha:

Niente panico! Non ho venduto l’anima ai demoni dello spam e dello spyware, né sono stato infettato. Si tratta semplicemente di un eccesso di zelo di McAfee, combinato con una certa lentezza del servizio SiteAdvisor nell’aggiornare i propri risultati.

Tutta la faccenda è dovuta al fatto che in un articolo di aprile 2006 avevo incluso un link all’eseguibile del programma Eurobarre, che McAfee considera un “generic trojan” nonché adware o spyware. Ho tolto il link da diversi giorni (il 3 luglio scorso), ma McAfee insiste a classificare il Disinformatico come sito pericoloso.

Fra l’altro, vedo che non sono il solo a essere finito per errore nell’elenco dei cattivi: The Register segnala che il sito di recensioni software Tech-pro.net ha avuto lo stesso problema per ben due settimane.

Se volete darmi una mano a convincere McAfee a darsi una svegliata e togliermi dalla lista nera, andate alla pagina apposita di McAfee e segnalate l’errore (dovete essere utenti registrati di SiteAdvisor), come hanno già fatto alcuni amici. Forse il fatto che le segnalazioni siano state immesse in italiano sta rallentando l’aggiornamento: provate con “This site has been updated and no longer links to the reported threat”. Grazie!

Urban Legends in TV, una rettifica

Urban Legends non è Urban Legends Revealed

Ho toppato. Devo una rettifica ad Andrea Pellizzari, conduttore del programma Urban Legends di Italia Uno, e ai lettori del Disinformatico: avevo scritto in questo articolo che il programma era un riconfezionamento di una serie del 2002, intitolata “Mostly True Stories: Urban Legends Revealed”. Ma sono stato cortesemente corretto da Pellizzari, che ha chiarito che le due serie hanno sì alcune storie in comune, ma soltanto perché “le leggende metropolitane quelle sono e quelle noi abbiamo raccontato”, dice Pellizzari.

Urban Legends è infatti in realtà la versione italiana di un format anglo-canadese del 2007 di Cineflix.com. Ho corretto l’articolo originale e chiedo scusa per lo scivolone.

Urban Legends in TV

Leggende metropolitane in TV, (quasi) tutte le soluzioni dei quiz

L’articolo è stato aggiornato e corretto dopo la pubblicazione iniziale.

Urban Legends, il programma antibufala che ha debuttato ieri sera su Italia 1, ha molte storie in comune con una serie del 2002, intitolata “Mostly True Stories: Urban Legends Revealed”.

Nota: nella prima versione di questo articolo avevo scritto che era una “versione riconfezionata” di quella serie del 2o02, ma il conduttore di Urban Legends, Andrea Pellizzari, mi ha corretto, facendo notare che il suo programma è in realtà l’edizione italiana di una produzione nuova, datata 2007, dell’anglo-canadese CineFlix.com. Condivide parte delle storie con quella vecchia, ma solo perché, dice giustamente Pellizzari, “le leggende metropolitane quelle sono e quelle noi abbiamo raccontato.”

Il dubbio che non fosse un’autoproduzione Mediaset m’è venuto notando che le ricostruzioni delle leggende usavano spesso un contesto poco italiano (le forme delle case, le prese elettriche stravaganti e tipicamente britanniche, per esempio).

Niente di male, per carità: anzi, è bene che si parli in televisione di queste leggende metropolitane. Ma il fatto che le storie trattate sono simili in entrambi i programmi (cosa peraltro inevitabile, visto che il repertorio delle leggende metropolitane è lo stesso per tutti) mi permette di darvi qualche dritta che vi consentirà di fare bella figura con gli amici “indovinando” i quiz del programma, che chiede agli spettatori di decidere quali delle storie raccontate sono vere e quali sono bufale.

L’elenco completo delle storie della vecchia serie (Mostly True Stories), sulle quali potete prepararvi in anticipo per Urban Legends con una sana Googlata, è disponibile qui su TVGuide.com, qui su TV.com e qui sull’Internet Movie Database. Su Youtube ci sono alcuni episodi: la chiave di ricerca è “Mostly True Stories”. Ma se volete sapere tutto, ma proprio tutto, su eBay c’è chi vende la serie completa su DVD. E’ materiale in inglese, lo so, ma far bella figura deve costare un po’ di fatica, no?

Due chicche a proposito della vecchia serie: era presentata da Natasha “Species” Henstridge, e nella prima versione pubblicò come vera una bufala su Barbanera e una filastrocca, grazie a una trappola tesa dal celeberrimo sito antibufala Snopes.com (dettagli qui).

Per quanto riguarda invece le grazie femminili che abbelliscono la nuova serie, Urban Legends, Pellizzari mi dice che appartengono a Regina, che è una brasiliana che lui non ha mai visto dal vivo. Meraviglie e malinconie degli studi virtuali…

Antibufala: perché i lampioni si spengono quando passate?

Antibufala: perché i lampioni si spengono quando passate?

Il mistero del lampione stregato

Sarà capitato anche a voi di osservare questo fenomeno strano e apparentemente inspiegabile: a volte, quando passate in auto o a piedi sotto un lampione, specialmente sotto uno di quelli che emana luce gialla, si spegne. Dopo che siete passati, si riaccende.

Il fenomeno è particolarmente impressionante lungo le strade deserte. C’è chi ipotizza campi elettromagnetici generati dalle auto, magari dalle autoradio maldestramente schermate, o dai telefonini dei pedoni, che interferiscono con i circuiti dei lampioni; e c’è chi passa direttamente a “spiegazioni” basate su aura e fluido paranormale. Gli innamorati litigiosi, per esempio, sarebbero più inclini a generare il fenomeno rispetto a una persona serena che passeggia per i fatti propri.

Come stanno le cose in realtà? Un’indagine realizzata dal sito The Straight Dope, dedicato alle dicerie e ai misteri di Internet e dintorni, presenta dei risultati che sono forse deludenti per gli amanti del fantastico ma molto interessanti dal punto di vista della psicologia.

Il fenomeno, infatti, esiste, ma non ha spiegazioni paranormali o pseudoscientifiche: tutto avviene nella nostra testa. I lampioni, infatti, si spengono e accendono ciclicamente anche quando non passa nessuno: ma ovviamente, se non passa nessuno non c’è nessuno che se ne accorge, per cui il fenomeno viene notato soltanto quando c’è qualcuno che passa. E’ un processo mentale che si osserva in modo analogo in molti eventi apparentemente paranormali: tendiamo per natura a notare quando avvengono cose insolite e a dimenticare quando non avvengono. L’esempio classico è quando si pensa a una persona e poco dopo squilla il telefono per una chiamata della persona pensata.

In questo caso, The Straight Dope cita le osservazioni di uno specialista di settore della General Electric: i lampioni si accendono e spengono ciclicamente perché il reattore o alimentatore (ballast in originale) è in grado di mantenere l’arco voltaico soltanto con una certa tensione massima. Ma man mano che le lampade al sodio ad alta pressione invecchiano, la loro tensione aumenta, perché viene perso del sodio per via di vari processi chimici. A un certo punto il reattore riesce soltanto ad accendere la lampada quando è fredda e a scaldarla fino a che raggiunge la tensione massima sopportabile, e a quel punto la lampada si spegne e inizia quindi a raffreddarsi. Quando la sua temperatura è scesa a sufficienza, si riaccende, e così via.