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Anatomia di un attacco informatico diffuso da un sito insospettabile

Ars Technica segnala un video che consiglio di studiare per imparare a riconoscere i sintomi tipici di un attacco basato sui falsi antivirus. Attacchi di questo tipo possono capitare anche visitando siti di buona reputazione, come Dailymotion, un sito di video molto popolare.

Nel video si vede che il visitatore del sito si trova davanti un avviso che si spaccia per un’allerta di Microsoft Security Essentials, ma in realtà è un’animazione che convince l’utente a cliccare su un link che lo porta a scaricare e installare quello che sembra essere un antivirus ma in realtà è malware.

Come si fa a distinguere un avviso reale da uno fasullo? C’è un trucco molto semplice: si prova a chiudere la finestra del browser. Se l’avviso rimane sullo schermo è reale; se scompare è finto.

Aggiornamenti di sicurezza importanti per tutti: Microsoft, Adobe, Java. Fateli subito

Aggiornamenti di sicurezza importanti per tutti: Microsoft, Adobe, Java. Fateli subito

Un FALSO aggiornamento di Flash Player

Il rituale aggiornamento mensile di sicurezza targato Microsoft tura falle importanti in Microsoft Office 2003, 2007, 2010 e 2013 e in altri prodotti Microsoft che permettono di attaccare i computer che usano questo software semplicemente convincendo l’utente ad aprire un file Word appositamente confezionato (bollettino MS14-001).

Ci sono aggiornamenti importanti anche per gli utenti di Windows XP, Windows 7, Windows Server 2003 e 2008 R2 (bollettini MS14-002 e MS14-003). Visto che i criminali informatici tipicamente lanciano attacchi che sfruttano le falle segnalate dai bollettini di sicurezza, chi non si aggiorna prontamente rischia di essere preso di mira. Dunque aggiornate subito, se potete: il procedimento dovrebbe essere automatico.

Un aggiornamento vero di Flash Player
alla versione 12 per Mac.

Se usate i prodotti Adobe Reader e Adobe Acrobat per leggere o generare documenti PDF, Adobe AIR o Adobe Flash per vedere le animazioni interattive dei siti Web (e di molti giochi su Facebook), aggiornate subito anche questi software, dato che sono stati rilasciati aggiornamenti per Windows, OS X e Linux che turano falle critiche che permettono a un aggressore di eseguire programmi (presumibilmente ostili) sul computer dell’aggredito. I bollettini sono rispettivamente qui per Flash e qui per Reader e Acrobat. Per sapere se avete la versione più recente di Flash c’è il test ufficiale; l’aggiornamento è scaricabile qui. Attenzione, fra l’altro, ai falsi aggiornamenti di Flash che sono in circolazione su vari siti infettati e sono stati segnalati da F-Secure. Per Reader, invece, la versione più recente è scaricabile da questa pagina del sito di Adobe.

Anche Java è uno dei tanti prodotti Oracle che hanno bisogno un aggiornamento rapido; quello di Java che corregge ben 36 vulnerabilità. Fate il test per sapere se avete già installato l’ultima versione o se vi serve scaricarla e installarla manualmente.

Disinformatico radio del 2013/12/20

È disponibile il podcast della puntata di venerdì scorso del Disinformatico radiofonico che ho condotto per la Rete Tre della RSI.

In questa puntata ho parlato delle webcam spiabili senza accenderne la spia (Mac compresi); del fatto che Facebook sa anche quando scrivete un post o commento e poi non lo inviate e si appresta ad attivare i videospot che partono automaticamente; degli esempi concreti d’uso della stampa 3D, per esempio in aviazione e in medicina; e della telefonata dei truffatori del finto servizio Microsoft. 

Anche le webcam dei Mac si possono attivare senza accenderne la spia

Ne parlerò in dettaglio nella puntata di domani del Disinformatico radiofonico sulla Rete Tre della Radio Svizzera, ma mi sembra opportuno allertare subito che è stata resa pubblica una dimostrazione della possibilità di disabilitare la spia delle webcam anche nei Macbook, macchine che si pensava fossero intrinsecamente immuni (per via del modo in cui sono costruite) da questo genere di trappola. Ne parlano il Washington Post e c’è un paper tecnico. Il software di difesa è qui.

Il test si riferisce a Macbook del 2007 e 2008, quindi non recenti; non è chiaro se ci sia la stessa vulnerabilità anche nei modelli attuali. Ma il paper nota che “Apple’s most recent FaceTime cameras in its 2013 MacBook Air model eschews USB 2.0. Instead, the camera is connected to the host computer over PCIe [33]. Vulnerabilities in the camera would potentially enable an attacker to have DMA access to the host system. This is a significantly stronger capability than USB access.”

Ho già da tempo un pezzo di nastro adesivo sopra la mia webcam.

Disponibile il podcast del Disinformatico radio di venerdì

Disponibile il podcast del Disinformatico radio di venerdì

Questo è il link al podcast di venerdì scorso del Disinformatico che ho condotto per la Radiotelevisione Svizzera: ho parlato di Instagram Direct e della geolocalizzazione su questo social network (incluse le istruzioni per disattivarla) e su Google (come già accennato in questo blog), e ho raccontato uno strano caso di attacco informatico mirato che ha coinvolto un giocatore di poker. Buon ascolto.

Allarme per Cryptolocker, virus che ti cifra i dati e chiede un riscatto per decifrarli

Sullo schermo compare un avviso: tutti i tuoi dati sono stati cifrati con una password che non conosci. Se la vuoi conoscere, paga. Se non paghi entro la scadenza, i tuoi dati resteranno inaccessibili per sempre. È l’effetto di Cryptolocker, un malware che sta facendo danni in tutto il mondo ed è una vera e propria estorsione informatica. Se non avete un backup offline dei vostri dati, createne uno. I dettagli sono in questo mio articolo.

I temi del Disinformatico radiofonico di oggi

I temi del Disinformatico radiofonico di oggi

Come consueto, oggi ho condotto una puntata del Disinformatico radiofonico per la Rete Tre della Radiotelevisione Svizzera (podcast disponibile qui). Questi sono i temi che ho trattato.

Antibufala: squalo inghiotte uomo, uomo l’accoltella da dentro

Circola un po’ ovunque in Internet una foto impressionante: un uomo, inghiottito vivo da uno squalo, riesce a far uscire un braccio attraverso le branchie della creatura e la accoltella in mezzo agli occhi in un disperato tentativo di salvarsi.

C’è chi sospetta che si tratti di un fotomontaggio e chi crede che sia reale, e una volta tanto ha ragione la seconda scuola di pensiero. Infatti la foto non è stata ritoccata: l’uomo è davvero dentro lo squalo. Ma non tutto è come sembra. Lo spiegone è qui.

Nufologia: avvistata astronave degli Anunnaki in una foto astronomica

Un lettore/ascoltatore, smailliw87, ha segnalato questa foto che viene disseminata su Facebook presentandola come “l’immagine più nitida di un’astronave Anunnaki” accanto al nostro Sole.

La prima domanda che viene spontanea, perlomeno a uno scettico allegro, è come facciano a sapere che è proprio un’astronave degli Anunnaki (delle divinità dei popoli mesopotamici antichi, per esempio i Sumeri, interpretati come visitatori extraterrestri da alcuni ufologi) e non, per esempio, dei Grigi o dei Rettiliani o dei Vogon, visto che non ha segni identificativi. La risposta è in questo articolo.

Google Chrome rivela facilmente le password salvate

Se usate Google Chrome per navigare e per custodire le password dei siti che visitate, fate attenzione a non lasciarlo aperto quando vi allontanate dal computer: spiffera le vostre password un po’ troppo facilmente.

Il problema è stato messo in evidenza da un blogger, Elliott Kember: basta andare in Chrome e scegliere Preferenze – Mostra impostazioni avanzate – Gestisci password salvate per trovarsi davanti una finestra che elenca i siti e le rispettive password salvate in Chrome. Se volete qualche dritta su come rimediare a questo problema, date un’occhiata a questo mio articolo.

Adesso è ufficiale, l’Area 51 esiste, ma che c’entrano gli U2?

Credit: CIA

È uno dei miti di Internet e della cultura del cospirazionismo: l’Area 51, la base segreta nel Nevada dove, secondo alcuni ufologi, gli Stati Uniti custodirebbero addirittura veicoli extraterrestri.

Ieri è stata rilasciata una collezione di documenti ufficiali della CIA, intitolata The Secret History of the U-2 (Storia segreta degli U-2), nella quale viene citata formalmente l’Area 51. A quanto risulta, si tratta del primo documento ufficiale che riconosce l’esistenza della base facendone apertamente il nome e raccontandone anche la storia. Dettagli qui.

Sicurezza informatica surreale: anche le lampadine sono sotto attacco

I futurologi dicono che stiamo andando verso “l’Internet delle cose”: una Rete alla quale sono connessi non solo computer, tablet e smartphone, ma dispositivi di ogni genere, dai televisori ai sistemi di sorveglianza e di gestione a distanza dell’ambiente di casa.

Il problema di questa visione magica è che sta portando molte società che producono questi dispositivi da tempo a entrare nel campo della sicurezza informatica, nella quale hanno poca esperienza. Il risultato è che molti di questi dispositivi comandabili a distanza hanno delle falle informatiche che permettono a malintenzionati di prenderne il controllo.

Per esempio, il ricercatore informatico Nitesh Dhanjani ha segnalato che il sistema d’illuminazione a LED Hue della Philips, comandabile via computer e smartphone, è molto vulnerabile ad attacchi informatici che possono permettere a un aggressore per esempio di spegnere di colpo tutte le luci di un’abitazione, di un ufficio o di un ospedale. V’intriga la cosa? Maggiori info qui.

Attacco informatico... alle toilette?

Attacco informatico… alle toilette?

Pensate a un bersaglio di un attacco informatico. Computer? Ovvio. Telefonini o tablet? Banale. Server di una banca? Centrifuga di impianto di arricchimento di materiale fissile? Più interessante, ma già fatto.

C’è chi sceglie obiettivi più originali. Per esempio le toilette. Non sto scherzando: si può sabotare un water elettronico usando uno smartphone. Chicca: il codice di pairing è hardcoded (non modificabile), ed è “0000”. Tutta la vicenda è in questo mio articolo.

Attentato a Boston, attenzione ai link che promettono immagini drammatiche

Attentato a Boston, attenzione ai link che promettono immagini drammatiche

L’articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Il dramma delle esplosioni alla maratona di Boston ha scatenato il meglio e il peggio di Internet. Se da un lato la Rete permette di informare, coordinare i soccorsi e ritrovare i dispersi (per esempio con il Person Finder attivato subito da Google), dall’altro sta permettendo una vera e propria pornografia della violenza alimentata dal basso oltre che dall’accanimento di certi giornalisti.

Vedo che su blog e social network vengono pubblicate e inoltrate immagini terribili delle vittime. Piantatela. Non servono a niente. Non fanno altro che amplificare l’effetto di shock desiderato dai vigliacchi che hanno organizzato il massacro. Dimostrano solo un voyeurismo morboso verso la sofferenza altrui. Pensate all’effetto che possono avere sulle menti dei giovani e dei bambini che si affacciano alla Rete e si trovano questa roba in bacheca su Facebook.

Come accade sempre quando ci sono notizie di portata planetaria, i creatori di truffe e attacchi informatici approfitteranno (anzi, probabilmente stanno già approfittando) di questa curiosità per disseminare link che promettono immagini scioccanti o rivelazioni clamorose e portano invece a siti infettanti o rubapassword. Motivo in più per evitare questo materiale.

Non mancano, anche qui come al solito, le bertucce che strillano le tesi complottiste più idiote e si chinano ossessivamente sui filmati e sulle immagini alla ricerca di chissà quali indizi che confermino la loro visione del mondo. Anche qui, inoltrare o additare questi deliri non serve a nulla se non ad amplificarli e a far perdere tempo alla gente distraendola dai problemi veri, per cui non darò pubblicità alle elucubrazioni basate su foto sgranatissime di passanti misteriosi e via discorrendo.

Se vedete in televisione o in Rete questi imbecilli in cerca di attenzioni, ricordate che potete sempre cambiare canale o sito e spendere il vostro tempo in qualcosa di più produttivo e positivo di una battaglia di commenti o dell’ennesimo bollettino di ipotesi rigurgitate da teste parlanti ansiose di riempire il vuoto dei fatti: per esempio, una parola di cortesia in più verso uno sconosciuto, un abbraccio in più alle persone amate. O la lettura di queste parole potenti di Bruce Schneier: vinciamo il terrorismo se rifiutiamo di farci terrorizzare.

In tutta questa giostra insanguinata d’immagini è facile perdere di vista l’unico fatto degno di attenzione e riflessione. Non le persone dilaniate, non le grida di panico, non quei pochi coglioni senza nome che hanno piazzato le bombe. Ma la gente che corre ad aiutare.