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Scie chimiche, nuova “prova” sbufalata

Scie chimiche, nuova “prova” sbufalata

Straker, sostenitore delle cosiddette “scie chimiche”, ha presentato quella che definisce senza mezzi termini “la prova dell’irrorazione chimica” e l’ha perentoriamente linkata nei commenti del Disinformatico a mo’ di sfida.

Ecco la “prova” di Straker, tratta da qui:

Alla quale rispondo con questa foto:

Corpo di mille cannoni all’orgone, ho trovato una foto di un aereo chimico e per giunta meno sgranata di quella degli sciachimisti? Un aereo che forma “dense scie… che non hanno origine dai motori”?

Macché: la foto è questa, da Airliners.net, e ritrae un Boeing 767 della Japan Airlines, immortalato in una foto scattata da un altro aereo che gli stava circa 300 metri sotto il 12 luglio 2005 in Estremo Oriente. I puntini bianchi sono cristalli di ghiaccio dispersi nell’aria.

E giusto per rincarare la dose, ecco un aereo che ha quattro motori ma lascia una scia singola centrale:

Anche in questo caso, non si tratta di un “aereo chimico”, ma di un normalissimo Boeing 747 della United Airlines, fotografato lo stesso giorno sopra il Giappone a 800 metri di quota in più rispetto all’aereo del fotografo. L’originale è qui.

Foto come queste dimostrano che gli aerei di linea possono lasciare scie che non dipendono dai loro motori ma puramente dalle variazioni di pressione prodotte nell’aria dal loro passaggio. Scie che pertanto non sono vincolate dalle condizioni di quota, pressione, umidità e temperatura tanto sbandierate dai complottisti delle scie chimiche, che non si fanno scrupoli di citare (maldestramente) la Nasa come fonte autorevole per poi accusarla di far parte del complotto.

Allora, cari sciachimisti: tutte qui le vostre “prove”? Quante altre volte volete essere pescati a spacciare fenomeni normalissimi per prove di chissà quale demenziale cospirazione?

La seconda puntata di Rebus sulle scie chimiche si avvicina…

Aggiornamento (2007/11/29)

L’articolo di Straker è stato modificato aggiungendo proprio la foto che ho segnalato. Nella versione usata da Straker, però, è stata rimossa la dicitura che ne rivela l’origine assolutamente normale (il sito Airliners.net) e soprattutto ne indica l’autore.

Non solo: Straker ha aggiunto una didascalia che parla di “goccioline di pioggia”, mentre la foto originale specificava che si trattava di cristalli di ghiaccio, sintomo di temperature e condizioni atmosferiche ben differenti da quelle che consentono la sospensione di gocce d’acqua.

Ma soprattutto viene da chiedersi quale strana logica venga seguita nel pubblicare la foto che ho segnalato: dato che questa foto mostra una normale scia di condensazione, perché quella molto simile presentata da Straker dovrebbe mostrare qualcosa di diverso? Boh.

Infine, è interessante notare che Straker, così disinvolto nell’appropriarsi di immagini altrui e cancellarne l’autore senza fornire riferimenti o rimandi, invece ammonisce, nel proprio sito, che “La riproduzione di immagini e testo è concessa solo a seguito di espressa autorizzazione” e che “In ogni caso, si chiede di citare la fonte con link cliccabile!”.

Peras imposuit Iuppiter nobis duas…

Scie cliniche (le FAQ del CICAP) / 2

Scie cliniche (le FAQ del CICAP) / 2

Il CICAP pubblica le FAQ sulle scie chimiche: seconda parte

La prima parte di quest’articolo è pubblicata qui. L’articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Con il permesso del chimico Simone Angioni del CICAP, pubblico qui la seconda parte delle domande più frequenti (e relative risposte) sul tema delle cosiddette “scie chimiche”, redatte dal gruppo di ricerca specialistico del CICAP stesso.

L’originale è disponibile qui; la versione che potete leggere qui sotto è leggermente riveduta linguisticamente ed ampliata con immagini raccolte in Rete ed alcune mie considerazioni, di cui il CICAP non ha colpa e che sono indicate a parte.

2009/06/03

La seconda parte delle FAQ è stata trasferita alla sezione “Le domande più frequenti” del blog La bufala delle scie chimiche.

Scie cliniche (le FAQ del CICAP) / 1

Scie cliniche (le FAQ del CICAP) / 1

Il CICAP pubblica le FAQ sulle scie chimiche: prima parte

L’articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Con il permesso del chimico Simone Angioni, pubblico qui la prima parte delle FAQ, ovvero le domande più frequenti (e relative risposte) sul tema delle cosiddette “scie chimiche”, redatte nell’arco di vari mesi dal gruppo di ricerca specialistico creato dal CICAP, di cui fa parte Angioni insieme ad altri chimici, piloti, controllori di volo e tecnici di settore italiani e stranieri. Io ho collaborato alla stesura soltanto per la parte giornalistica.

L’originale è disponibile qui; la versione che potete leggere qui sotto è leggermente riveduta linguisticamente e ampliata con immagini raccolte in Rete ed alcune mie considerazioni, di cui il CICAP non ha colpa.

Con la pubblicazione di queste FAQ, ricche di riferimenti alla letteratura tecnica, dovrebbe essere chiaro ai dubbiosi e ai preoccupati che il presunto fenomeno delle scie chimiche è una fandonia, inventata e alimentata da un gruppuscolo di paranoici a livello clinico che vogliono contagiarci con le loro paure assurde.

Non è a loro che sono dedicate queste FAQ, perché sono inguaribili (come vedrete dalla loro immancabile reazione isterica): sono dedicate a chi vuole saperne di più, non a chi crede già di sapere tutto. Buona lettura.

2009/05/10

La prima parte delle FAQ è stata trasferita alla sezione “Le domande più frequenti” del blog La bufala delle scie chimiche.

Scie chimiche, seconda parte

Scie chimiche, seconda parte

Tornano le “scie chimiche”, stavolta in formato PowerPoint

L’articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Non ci posso credere. L’articolo precedente dedicato alle cosiddette “scie chimiche” o “chemtrails” ha battuto ogni record di questo blog, arrivando a ben 853 commenti. Per chi si fosse perso (per sua fortuna) la vicenda, le “scie chimiche” sono, secondo alcuni, delle scie lasciate nel cielo da aerei misteriosi, apparentemente simili alle normali scie di condensazione, ma in realtà pericolosissime perché costituite da un cocktail di veleni.

E chi le diffonde? Ma gli americani, ovviamente, che nel complottismo di ogni genere hanno sistematicamente lo stesso ruolo dei nazisti nei film di Indiana Jones: cattivoni sempreverdi, che si possono tirar fuori in qualsiasi occasione.

Torno sull’argomento perché ci sono due novità interessanti.

La prima è una domanda formale (Atto n. 4-02585) rivolta ai ministri della salute e della difesa italiani dal senatore Amedeo Ciccanti, che parla di “scie chimiche (chem trails), rilasciate da aerei non meglio identificati”. I sostenitori di queste “scie chimiche” (li ho affettuosamente battezzati sciachimisti) vedono sempre questi atti ufficiali come una conferma delle loro teorie. Ma cosa dice di preciso il senatore Ciccanti? Dice per esempio che:

diversamente dagli aerei civili, i quali su rotte predeterminate rilasciano scie di condensazione a dispersione quasi immediata, le scie chimiche riscontrate sono di natura gelatinosa e vengono nebulizzate da aerei che volano a bassa quota e sono irrorate nell’aria attraverso sistemi di supporto ben visibili ad occhio nudo

Notate la granitica certezza con la quale vengono fatte queste affermazioni. Come siano state misurate la “natura gelatinosa” e le quote basse degli aerei (e come faccia la gelatina a stare per aria) e quali siano questi “sistemi di supporto” che sarebbero “ben visibili ad occhio nudo” non è dato saperlo. È così e basta. Però viene subito un dubbio: se fosse davvero una cospirazione per irrorare di nascosto il mondo in un piano ultrasegreto, non sarebbe un pochettino da imbecilli usare dei “sistemi di supporto ben visibili ad occhio nudo”? Qualcosina di più discreto, più sobrio, che dia meno nell’occhio, non ci sarebbe?

La domanda del senatore Ciccanti prosegue, per fortuna più ipoteticamente, con i danni angoscianti apparentemente attribuibili a queste “scie chimiche”:

sembra che da tali scie chimiche derivino conseguenze disastrose sulla salute dei cittadini, stante, per esempio, l’alto numero di tumori rilevati nella vallata feltrina

Quel “sembra” suona un po’ tanto “me l’ha detto mio cuGGino”; non ha l’aria di riferirsi a un dato concreto, misurato per esempio tramite statistiche o in modo razionale, come prevederebbero il buon senso e il rigore tecnico. “Sembra” e basta. Portare prove prima di fare affermazioni così allarmistiche pare troppo una pignoleria da pedanti, vero?

Ma il “sembra” è portato a nuovi livelli dall’affermazione conclusiva:

il CNR, nel 2005, sembra che abbia rilevato, nelle analisi effettuate su campioni di pioggia coincidente con il rilascio di scie chimiche, una concentrazione al di sopra della norma di sostanze chimiche come quarzo, ossido di titanio, alluminio, idrossido di bario, ritenute pericolose per la salute, in quanto cancerogene

Capito? Chi ha redatto quest’atto ufficiale non si è neppure preso la briga di verificare se il CNR abbia o non abbia fatto questi rilievi: dai, seminiamo un po’ di panico, che tonifica! Siamo al livello della diceria; adatto forse alle chiacchiere da bar, insieme alle vipere lanciate dagli elicotteri, ma non per una discussione in Senato. E grazie a leggerezze come queste, delle quali i contribuenti sono certamente grati per l’uso attento delle risorse dello Stato, gli sciachimisti credono che le loro teorie siano confermate in alto loco. Andiamo bene.

Alza la testa, ti casca fuori il cervello

La seconda novità è una presentazione PowerPoint che sta impazzando in Rete e ha probabilmente sedotto almeno un giornalista di una testata ticinese, che un amico ha salvato in extremis dagli sberleffi dei professionisti del volo. Quello vero, non quello pindarico.

La presentazione si chiama di solito Alza_LaTesta_e_guarda.pps, pesa ben sei megabyte e viene distribuita via e-mail (con somma gioia di chi si collega in banda stretta) per diffondere immagini che sicuramente possono sembrare inquietanti a chi non conosce l’aviazione e la meteorologia, ma che in realtà mostrano fenomeni e oggetti perfettamente noti.

Molte foto della presentazione, infatti, sono tratte dal celeberrimo archivio di foto di appassionati d’aviazione Airliners.net, nel quale basta immettere “contrail”, che è il nome inglese delle normali scie di condensazione, per trovare gli originali delle foto in questione, con tanto di data, luogo e autore dell’immagine. Queste foto non mostrano aerei dotati di “sistemi di supporto ben visibili ad occhio nudo” per spruzzare “scie chimiche”, ma normali aerei da rifornimento in volo o attrezzati per applicazioni tutt’altro che segrete.

E poi scusate: ma se le “scie chimiche” sono una cospirazione ipersegreta che usa aerei ipersegreti per scopi ipersegreti, come diavolo fanno gli sciachimisti a procurarsi foto così ravvicinate di questi velivoli senza essere impallinati? Mi sembrano un tantinello sbadati, questi supercospiratori.

Ma vediamo qualcuna di queste “prove” presentate dagli sciachimisti e vediamo di documentare quanto l’anonimo autore di questa presentazione sia tragicamente incompetente (e, a quanto pare, senatorialmente accompagnato in quest’incompetenza):

Quelle non sono “attrezzature per il rilascio delle sostanze chimiche”:

  • a sinistra c’è lo spruzzatore utilizzato per collaudare in volo i sistemi antighiaccio degli aerei, usato nell’Airborne Icing Tanker Project e descritto qui: è molto simile alla normale sonda rigida per il rifornimento in volo utilizzato dagli aerei militari, per il quale l’avevo infatti scambiato inizialmente (ringrazio axlman e John per la correzione), e ne vedete un esempio qui;
  • a destra c’è uno scarico di gas ad alta temperatura posto in coda a un aereo, non certo uno spruzzatore: lo si capisce dalle bruciature sotto lo stabilizzatore, e si tratta, come del resto dice la scritta “APU”, della Auxiliary Power Unit: un comunissimo generatore ausiliario, in genere costituito da un piccolo motore a turbina, dotazione standard di tutti gli aerei di linea e di molti aerei militari, e gli esperti d’aviazione nei commenti hanno identificato il tipo di aereo: è un McDonnell Douglas DC-10/MD11 (grazie hanmar!);
  • nella foto in basso c’è quello che sembra essere un apparato radio o radar montato su un vecchio aereo cargo (di certo non un apparato idraulico, vista la mancanza di condotti o tubi), ma anche qui spero che gli appassionati d’aviazione mi sapranno dare una mano con l’identificazione precisa.

Prima di proseguire, fermiamoci un attimo per chiarire che cosa sono le scie lasciate dagli aerei. Si chiamano scie di condensazione (contrail in inglese): vapore acqueo, presente nell’atmosfera (e in parte nel getto dei motori), che si ghiaccia momentaneamente intorno alle minutissime particelle presenti nei gas di scarico degli aerei quando umidità e temperatura sono propizie. In pratica, le scie di condensazione sono semplicemente nuvole artificiali.

Non è detto che le scie di condensazione debbano scaturire soltanto dai motori: l’intera ala, per via della sua funzione (creare portanza generando una depressione sulla propria superficie superiore), altera localmente la pressione atmosferica e può quindi portare il vapore acqueo a un rapporto pressione/temperatura tale da produrne il ghiacciamento. Questo produce scie ampie anche quanto l’ala stessa, come si vede in alcune delle foto mostrate qui sotto e tratte dalla presentazione sciachimista.

Le scie di condensazione durano pochi minuti se c’è poca umidità nell’aria: il ghiaccio si forma ma riprende subito lo stato di vapore acqueo. Se invece l’aria contiene molta umidità, la scia è più grande e persistente. Se oltre all’umidità c’è anche vento, la scia non solo persiste, ma si espande distribuendosi nel cielo. Tutto qui.

Fateci caso, cari sciachimisti: quando il clima in quota è secco, non si vedono scie di nessun genere; quando è umido, le scie compaiono. Coincidenza?

Ci sono anche altri tipi di scia di condensazione, che si verificano a bassa quota ma sono molto transitori: un aereo al decollo o in atterraggio può produrre una scia se si verifica un calo di pressione e di temperatura nel vortice prodotto dall’ala in condizioni adatte di umidità atmosferica.

Esistono anche altri fenomeni artificiali che producono scie e sono in effetti irrorazioni, ma non si tratta di “scie chimiche” nel senso sciachimistico-complottistico del termine: mi riferisco alla distribuzione di insetticidi tramite aerei che volano sopra i campi a bassissima quota e alle assodate tecniche di innesco della pioggia (o della formazione di nubi) a base di dispersioni di sali di ioduro d’argento o ghiaccio secco effettuate in quota. Questi sono fenomeni ben noti e documentati, ma non c’entrano nulla con le scie di condensazione o con le presunte “scie chimiche”.

Tutta la questione è spiegata ampiamente dagli esperti di settore, molti dei quali sono italiani, presso MD80.it in questo documento scaricabile.

Ora torniamo alle immagini degli sciachimisti: nelle immagini della schermata mostrata qui sotto, tratta sempre dalla presentazione PowerPoint che gira, la foto in alto a sinistra mostra un aereo cisterna, un KC-135 Stratotanker statunitense, che scarica in volo il proprio carburante (cosa che avviene talvolta in caso di emergenza) attraverso gli appositi bocchettoni dei serbatoi. Niente di misterioso: cercate fuel dumping in Google e troverete spiegoni come questo, che chiariscono che il kerosene scaricato evapora rapidamente e non ricade a terra e che ci sono norme molto precise che regolamentano questa procedura d’emergenza. La foto, fra l’altro, compare proprio nel documento di MD80.it a pagina 148 (grazie a John per la segnalazione).

La foto in alto a destra mostra una normale scia di condensazione che ha assunto una colorazione grazie alla rifrazione della luce, come in un arcobaleno (infatti si chiama rainbow contrail ed è ambitissima dai fotografi d’aviazione), e sbufala completamente la storia degli aerei “non identificati”: il velivolo è infatti un Airbus A-340 della Virgin Atlantic Airways, sigla G-VBLU, fotografato sopra la Cina a luglio del 2006. Lo so perché quella foto la conosco benissimo, la uso come salvaschermo, ed è questa.

La foto in basso a sinistra è invece una scia di condensazione resa rossa dalla luce crepuscolare. Quella in basso a destra, infine, è una scia di condensazione prodotta dall’intera ala del velivolo grazie al cambio di pressione e di temperatura che avviene al passaggio dell’aria satura di umidità sopra e sotto l’ala stessa. Anche qui, insomma, nulla di misterioso.

Anche nella serie di foto qui sotto vediamo semplici scie più o meno abbondanti, che si formano secondo i principi della fisica, non violandoli come sostiene per esempio Sciechimiche.org.

La didascalia della foto qui sotto dice invece che “gli aerei di linea non volano in formazione e non seguono rotte di questo tipo”, ma è abbastanza evidente che in cielo ci sono anche aerei di altro genere: quelli militari, per esempio, il cui mestiere è appunto volare in formazione e seguire le rotte necessarie alla loro missione (che, mi confermano i piloti militari, non ha nulla a che fare con le “scie chimiche”).

Le “nuvole con i buchi” mostrate poi dalla presentazione sciachimista (schermata qui sotto) sono un fenomeno raro ma naturale: si chiamano in inglese fallstreak hole, hole punch cloud o glaciating supercooled cloud, e sono cirrocumuli o altocumuli nei quali l’acqua è sul punto di ghiacciarsi ma non lo ha ancora fatto: quando una zona della nuvola inizia a ghiacciarsi, innesca un effetto a catena che fa ghiacciare la zona circostante, che inizia a precipitare, e così via, formando quindi lacune approssimativamente circolari. Trovate una collezione di fotografie per esempio qui. Anche qui, quindi, le “scie chimiche” non c’entrano nulla.

Anche queste altre nubi mostrate dalla presentazione (qui sotto) sono spettacolari ma non sono nulla di misterioso: sono nubi mammellari (la forma evidentemente ispira facili quanto fantasiose analogie). Se cercate mammatus clouds troverete proprio le foto utilizzate come “prova” di cospirazione dall’anonimo quanto disinformato realizzatore di questo PowerPoint. Ne parla anche la Wikipedia qui. Altre foto di nuvole “strane” mostrate nel file sciachimista rappresentano normali billow clouds.

Nel Powerpoint sciachimista ci sono molte altre immagini presentate come presunte prove, ma la presenza di questi errori grossolani di interpretazione è già sufficiente a liquidare questa presentazione come il lavoro di una persona che ha molto tempo da perdere ma ne spende ben poco per studiare i fatti prima di lasciarsi prendere dalle fantasie. Una studiatina nei link tecnici forniti nel mio articolo precedente eviterebbe figure imbarazzanti. Per chi volesse poi saperne ancora di più, aggiungo le FAQ della Nasa (tradotte qui) sulle scie di condensazione.

E con questo, lo so, spalanco le porte alla nuova ondata di commenti…

Commenti limitati, attacco in corso

Basta commenti anonimi, finché gli sciachimisti non si stancano

Gli sciachimisti stanno intasando il mio blog di commenti-spam e insulti approfittando dell’anonimato, per cui chiudo temporaneamente l’accesso libero. Chi vuole commentare può registrarsi.

Inoltre qualcuno sta vandalizzando la pagina che mi riguarda sulla Wikipedia italiana di lingua italiana, a ulteriore dimostrazione dell’approccio razionale, corretto e scientifico di chi è ossessionato dalle teorie di complotto.

Mi dispiace per la limitazione, ma è quello che succede quando i cafoni scambiano l’ospitalità per il diritto di sporcare impunemente.

Speciale “scie chimiche” al Disinformatico radiofonico sulla RTSI

Come ogni martedì, oggi c’è una puntata del Disinformatico (Radio Svizzera di lingua italiana, Rete Tre, ore 11 in punto, in streaming in diretta e con replica anche in podcast). Dopo due settimane di tentativi bloccati dai Men in Black, finalmente oggi la puntata è dedicata interamente alla storia delle “scie chimiche”. Date un’occhiata ai siti sostenitori di questa teoria, come Sciechimiche.org o Chemtrails.ch, e mandate i vostri commenti e dubbi all’indirizzo del programma, che è disinformatico(chiocciola)rtsi.ch.

A fine trasmissione troverete in questo blog il dossier completo sulle scie chimiche.

Come diceva l’indimenticato Leonardo “Leopardo”, buon ascolto e buon divertimento!

Il Delirio del Giorno: io sono un “disinformatore della Matrix illuminata”

Il Delirio del Giorno: io sono un “disinformatore della Matrix illuminata”

Sappiate, o mistificati, che d’ora in poi il titolo onorifico da usare nel rivolgermi la parola è “Disinformatore della Matrix illuminata”, abbreviabile se strettamente necessario in “D.d.M.i.”.

L’ispirazione scaturisce da un mio tweet nel quale segnalavo l’ennesimo caso di aereo di linea impegnato a tracciare rotte circolari a causa di un problema tecnico a bordo. Infatti le scie curve o circolari tracciate in cielo sono, per gli sciachimisti, una prova del fatto che si tratta di “scie chimiche”, perché secondo loro è impossibile che un aereo di linea faccia delle curve o voli in circolo (holding pattern, queste sconosciute).

Arriva così @ClaRosone77roma, che commenta il mio tweet come segue:

ClaRosone77roma
@disinformatico Lei è il più grande disinformatore di regime d’Italia….ma non so se potermene vantare così bellamente!!! Contento lei….
21/01/15 13:22

Dopo questo tweet ne arriva un altro, e così nasce il meme:

ClaRosone77roma
@disinformatico lo sto già facendo, dialogare e smascherare i disinformatori della Matrix illuminata come lei fa parte delle mia agenda oggi
21/01/15 14:02

Sapevatelo.

Antibufala: la “neve chimica” che non si scioglie e brucia

Quando pensi di averle viste tutte, nel campo delle bufale e delle paranoie legate alla teoria della cospirazione delle “scie chimiche”, spunta immancabile una storia ancora più bizzarra e per certi versi deprimente, perché rivela quanto è diffusa la mancanza di cultura scientifica e di razionalità e di conseguenza quanto è facile imbrogliare le persone creando panico sul nulla.

In seguito alle nevicate molto abbondanti che hanno colpito ultimamente varie regioni dell’Europa e degli Stati Uniti sono spuntati su Internet vari video che mostrano con allarme un fenomeno: la neve, se scaldata con un accendino, non si scioglie come dovrebbe e oltretutto mostra segni neri di bruciatura.

Chi crede alla tesi delle “scie chimiche” ha subito ragionato (se mi passate il termine) che la neve scende dal cielo e che quindi era stata contaminata dalle scie degli aeroplani. Ma la spiegazione scientifica, fornita per esempio dall’astronomo Phil Plait e segnalata da Bufale un tanto al chilo, è semplice e dimostrata in video: la neve, essendo fatta d’acqua, ha bisogno di molto calore per sciogliersi e un accendino non basta. Le poche gocce d’acqua che si formano vengono subito riassorbite dalla neve, penetrando nei suoi interstizi, e si gelano di nuovo. Applicando più calore la neve si scioglie in modo normalissimo. Le “bruciature”, invece, sono semplicemente i prodotti fuligginosi della combustione del liquido dell’accendino (tipicamente butano).

L’errore di fondo è tipico del pensiero cospirazionista: invece di chiedersi se ci sono errori di metodo nell’esperimento si salta subito alla conclusione predefinita. A proposito di errori di metodo: attenzione, fra l’altro, a non ripetere l’“esperimento” usando il ghiaccio al posto della neve: sarebbe scorretto, perché il ghiaccio non è poroso come la neve e quindi non riassorbe le gocce.

Hitler faceva già le “scie chimiche”?

Hitler faceva già le “scie chimiche”?

Guardate l’immagine qui accanto, tratta dalla rivista Popular Science di marzo del 1943 e segnalata da vespamayer e su Contrail Science. Mostra un aereo nazista che lascia due scie. L’articolo spiega che le scie sono persistenti. I dettagli, se vi interessano, sono nel blog La bufala delle scie chimiche.

Gli sciachimisti credono che le scie degli aerei, in particolare quelle persistenti, siano un fenomeno recente. Se hanno ragione, questo ritaglio di giornale dimostra che allora già ai tempi di Hitler c’erano le irrorazioni clandestine, e le facevano addirittura con gli aerei a elica, senza neanche scomodare i jet (che erano ancora sperimentali).

Chissà dove mettevano, in aerei così piccoli, tutta la “roba” chimica da irrorare. E chissà come mai il complotto va avanti dal 1943 e ancora non siamo tutti morti o psicocontrollati.

Per farla molto breve: se credete alle “scie chimiche”, nel migliore dei casi siete troppo pigri per ragionare e per informarvi; nel peggiore siete degli imbecilli. Come quello sciachimista che insinua che i disastrosi allagamenti di Genova sono colpa delle “scie chimiche”. Invece di scendere dal terrazzino della sua paranoia e imbracciare il badile per aiutare, preferisce spandere altro fango. Cogito Ergo Sum si è preso la briga di fare due conticini per dimostrare con i fatti che generare una nube che copra una provincia come quella di Genova sia semplicemente inconcepibile per una questione di pura quantità. Non c’è tecnologia che possa neppure lontanamente portare in quota diciassette milioni di tonnellate d’acqua.

Quindi, sciachimisti dei miei stivali, piantatela e dedicatevi ai problemi reali.

Visualizzazioni ipnotiche del traffico aereo

Questo articolo vi arriva grazie alla gentile donazione di “maggetti”.

Presso 422 South trovate una serie magnifica di animazioni del traffico aereo, basate su dati reali, che oltre a essere molto belle e a rendere chiara l’importanza e l’intensità delle attività aeronautiche può anche essere utile per rispondere ad alcune delle domande ricorrenti di chi s’è fatto imbrogliare dallo sciachimismo. Per esempio, se uno sciachimista vi chiede come mai le scie si incrociano a griglia, mostrategli che le rotte aeree s’incrociano continuamente e che quindi le griglie sono inevitabili; anzi, c’è quasi da sorprendersi che le scie di condensazione non siano una costante del cielo.

Questo video è basato sui dati di un giorno di luglio 2013.

Questo invece mostra 24 ore di voli transatlantici in un giorno d’estate del 2013: ce ne sono circa 2500 ogni giorno.

Altri video: partenze e arrivi a Heathrow, voli negli Stati Uniti, voli fra America Settentrionale e America Meridionale, partenze e arrivi a Francoforte, partenze, arrivi e sorvoli a Schiphol, voli sulla costa orientale degli Stati Uniti, voli sopra la Germania, partenze e arrivi a Monaco, traffico aereo sul Medio Oriente.