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Appassionati tracciano volo segreto del presidente USA. Riflessioni per sciachimisti e ufologi

Nel tardo pomeriggio di oggi Wikileaks ha tweetato questa segnalazione: uno dei due aerei usati dal presidente degli Stati Uniti risultava tracciabile pubblicamente mentre era in volo dalla base militare di Andrews verso i paesi dell’Europa di sud-est:

Poco dopo è arrivata la spiegazione: il presidente e la consorte sono in visita alle truppe in Iraq.

Poi è arrivato addirittura un avvistamento diretto effettuato da un planespotter sopra lo Yorkshire, nel Regno Unito:

Insomma, abbiamo appassionati capaci di tracciare e identificare un volo segreto del presidente degli Stati Uniti, eppure gli sciachimisti, fra cui c’è a quanto pare un sindaco, credono che si possano far volare di nascosto stormi di aerei segreti per fare irrorazioni occulte senza che nessuno se ne accorga. E gli ufologi pensano che dei veicoli extraterrestri scorrazzino per i cieli senza che nessuno li veda. Va be’.

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Sostenitore delle “scie chimiche” condannato a otto mesi di reclusione per diffamazione

Uno dei più prolifici e prolissi sostenitori italiani della tesi delle “scie chimiche” ha ricevuto oggi una ulteriore condanna, a otto mesi di reclusione, per aver diffamato la USL di Imperia. Si tratta della stessa persona già condannata per aver diffamato la giornalista Silvia Bencivelli, rea (si fa per dire) di aver pubblicato su La Stampa un articolo nel quale spiegava l’assurdità delle tesi sciachimiste e la rabbia folle di chi le sostiene.

No, non pubblicherò il nome del condannato, perché il poveretto vuole disperatamente avere notorietà e sentirsi martire; quindi non citatelo nei commenti. Lasciatelo nella sua irrilevanza. Quello che conta è che finalmente si ribadisce il concetto che Internet non è per forza un Far West nel quale si può impunemente tirar fango addosso agli altri e istigare all’odio e alla violenza fisica.

Per chi ancora volesse approfondire la questione delle “scie chimiche” c’è il sito apposito.

Corriere, Raul Bova cade in minestrone di capelli, UFO e scie chimiche

Corriere, Raul Bova cade in minestrone di capelli, UFO e scie chimiche

Mi avete segnalato in tanti questo incredibile articolo-minestrone pubblicato da una testata che in teoria conosciamo per una certa sua sobrietà e rispettabilità, ossia il Corriere della Sera, che ha titolato addirittura “La caccia agli Ufo, quattro casi italiani – Un globo bianco comparso anche nel film «Milano-Palermo» alle spalle di Raul Bova”.

Abbiamo dunque le prove che almeno qualcuno li guarda, i film di Raul Bova, ma con conseguenze nefaste per la propria capigliatura spaziale e flatulenze chimiche ancora più moleste. Infatti secondo l’autore dell’articolo, Flavio Vanetti, “in Milano-Palermo: il ritorno, film del 2007, compare un globo bianco alle spalle di Raul Bova”. Wow.

Ci sarebbero anche altri episodi di avvistamenti misteriosi che avverrebbero in “assenza di spiegazioni scientifiche” e, guarda caso, in concomitanza con il fenomeno delle presunte “scie chimiche”, che l’articolista descrive come se fossero un fatto assodato: “Non è la prima volta che gli avvistamenti sono concomitanti con il fenomeno del «chemtrails» e non è la prima volta che si registrano nel Nord-est”.

Se non bastassero UFO e scie chimiche per partorire l’equivalente letterario liofilizzato di Voyager, arrivano in soccorso anche i “capelli d’angelo”:

Sempre il Nord è stato infine caratterizzato da una pioggia di filamenti. Siamo dal 6 all’8 novembre. I capelli d’angelo, lunghi da 50 centimetri a 2 metri, cadono a Parma, Treviso, tra Milano e Pavia e in altri posti. Erano elettrizzati: acciuffati con le mani, si appiccicavano. Non solo: collocati in contenitori di vetro, si appallottolavano a gran velocità. Un caso? No. Qualcosa di simile accadde il 27 ottobre 1954: su Firenze apparvero oggetti bianchi e dall’alto scese una bambagia vetrosa i cui fiocchi si scioglievano al suolo.

Il tutto è condito da una foto di un oggetto, descritta come “avvistamento in Sicilia del comandante Garofalo”, che è il solito oggettino circolare sgranato e sfocato, mostrato senza alcun contesto. Solo che Paolo Toselli su Focus.it nota che l’UFO mostrato dal Corriere con tanta sicurezza ha una straordinaria somiglianza con il veicolo alieno del film Chicken Little, specialmente la versione offerta insieme alle merendine Kinder. La seconda foto è tratta da Pianetahobby.it.


Sarà un caso? Davvero gli alieni fanno reverse engineering dei regali delle merendine?

Quello che colpisce di tutto l’articolo è che si fanno affermazioni apparentemente precise, ma che poi risultano essere solo vaghe approssimazioni. Si parla di “un velivolo di linea italiano in crociera da Catania a Napoli” del 15 ottobre o di “un aereo civile” a Verona il 27 settembre 2008: ci voleva tanto a dare il numero del volo e l’orario? Un link a un rapporto tecnico sull’evento? Chi sono coloro che l’avrebbero “osservato simultaneamente da terra”? Niente. Questo non è giornalismo, è pettegolezzo da portinaia; e dispiace notare che gran parte della “ricerca” ufologica usa questi metodi.

Nell’articolo del Corriere manca persino un link al filmato dell’UFO durante le riprese del film con Raul Bova: è forse un bene, perché guardandolo si rivela una gran delusione: una macchiolina sgranata che potrebbe essere qualunque cosa, per esempio lo sfocato riflesso momentaneo di un aereo che passa e che in quell’istante è angolato in modo da riflettere il sole (una cosa analoga mi capitò durante un volo di linea, e solo il teleobiettivo mi permise di capire che era un altro aereo visto quasi di punta).

I link ai video su Youtube sono pubblicati nel blog ufologico di Ivan Ceci. Buona visione.

Lo stesso Ceci, stando alle ricerche di Gianni Comoretto effettuate mediante invocazione a San Google, ha pubblicato qui nello stesso blog la ripresa video di Montebelluna citata dall’articolo: il solito zoom al massimo che mostra un oggetto indistinguibile e completamente sfocato. Considerato che le telecamere di solito mettono a fuoco all’infinito quando non riescono a mettere a fuoco automaticamente, questo indica che l'”UFO” è in realtà vicino all’obiettivo, come indicato dal fatto che l’autofocus riesce, per un istante, a focalizzare sull’oggetto e poi torna all’infinito.

E i “capelli d’angelo” citati nell’articolo? Ho fatto un po’ di ricerche e ho chiesto il parere di chi segue i fenomeni di questo genere da tempo, come per esempio Massimo Polidoro (che ne parla qui con specifico riferimento all’episodio di Firenze del 1954), e Simone Angioni, già noto ai lettori del Disinformatico per il suo articolato lavoro sulle presunte “scie chimiche”. I “capelli d’angelo” sono un fenomeno che appassiona gli ufologi, ma che è con tutta probabilità maggiormente pertinente per gli entomologi, perché i filamenti sono, guarda caso, molto simili a quelli delle specie di ragno che tessono una sorta di mini-paracadute di ragnatela per propagarsi, come descritto per esempio dall’entomologo John Jackman, della Texas A&M University, citato nel numero 40 (novembre-dicembre 2001) di Scienza & Paranormale, la rivista del CICAP.

Jackman ha infatti illustrato che dopo la nascita, un certo tipo di giovani ragni migratori secerne lunghi fili di seta che, sollevati dal vento, trasportano l’animale lontano, anche per molti chilometri. “È più facile vedere i filamenti in un giorno di sole che fa seguito a un temporale”, spiega Jackman, “è un fenomeno molto comune. Quando la luce è giusta se ne possono vedere centinaia di migliaia volare in cielo”.

Angioni ha ripreso recentemente in video questo fenomeno stagionale:

Il chimico ha inoltre svolto delle analisi tecniche sui “capelli d’angelo” che ne confermano la natura proteica e non sintetica, men che meno aliena, come spiegato in questo articolo e questo di Angioni e telefonicamente da Angioni stesso durante la diretta radiofonica del Disinformatico.

Invece di rivelarci presunte verità aliene, l’episodio getta insomma luce sul fascino reale della natura, che troppo spesso qualcuno ignora perché è troppo preso a guardare il cielo e a scambiare giocattoli delle merendine per astronavi intergalattiche.

Su Le Scienze smonto la bufala del “manuale USAF delle scie chimiche”

Su Le Scienze smonto la bufala del “manuale USAF delle scie chimiche”

Nel numero 592 de Le Scienze affronto una storia che sta a metà fra il debunking delle “scie chimiche” e la cronopareidolia: gli sciachimisti hanno scoperto con grande clamore che esiste un manuale delle forze armate statunitensi che si chiama Chemtrails. Sì, proprio così, nero su bianco, senza segreti. Il manuale è pubblicamente in vendita ed è addirittura lettura consigliata per chi frequenta le accademie militari.

Come è possibile? Non voglio fare spoiler: trovate tutti i dettagli nella rivista. La cosa importante è che se qualche sciachimista o simpatizzante vi propina questa tesi, sapete già che è una bufala e sapete dove trovarne la spiegazione.

Il Delirio del Giorno: da dove viene la storia dei miei “impianti bioplasmatici”?

Il Delirio del Giorno: da dove viene la storia dei miei “impianti bioplasmatici”?

Ultimo aggiornamento: 2017/09/16 16:35. 

Pochi giorni fa sono andato a fare una risonanza magnetica (niente di grave, non vi preoccupate) in un ospedale del Canton Ticino e il tecnico, avvisandomi di togliere qualunque oggetto metallico, ha concluso impassibile dicendo “… e gli impianti bioplasmatici.”

Non solo mi aveva riconosciuto, ma sapeva anche della storia, che ogni tanto cito per radio, dei miei presunti “impianti bioplasmatici”. Con lui mi sono fatto una risata liberatoria alla sua battuta e sono entrato nella grande macchina.

Molti credono che per partorire idee come questa io attinga alla mia fervida fantasia o a quella dei miei autori (che non esistono, il Disinformatico radiofonico è tutto fatto in casa e al momento, buona la prima, non c’è copione). Ma in realtà si tratta di un antico Delirio del Giorno, citato anche in questo mio faccia a faccia con un seguace delle cosiddette “scie chimiche” risalente al 2009 (grazie ai commentatori che me l’hanno ricordato) e basato su un commento scritto da un utente seguace di uno dei guru delle suddette “scie chimiche” su Tankerenemy punto com nel 2008.

Il commento, pubblicato originariamente qui (link intenzionalmente errato; sostituite ema con emy, oppure usate la copia su Archive.is), è stato poi rimosso quando abbiamo cominciato a riderne pubblicamente, ma ne rimangono parecchie tracce in Rete. Una è presso Scie Comiche, e un’altra è presso Archive.org (a sua volta archiviata, per sicurezza, presso Archive.is):

Ecco il commento in questione, che parla di me:

Cari amici,

mi domando cosa potevate aspettarvi da questa “persona”…

Ho fatto delle ricerche sull’entità oggetto di questa discussione e ho potuto appurare che è proprio un’entità, evidentemente alla percezione tridimensionale appare una “persona”, un umano ma non è così. Egli e dotato di grossi impianti bioplasmatici. Nella fronte c’è l’impianto più importante; Presumo quello che ha la funzione di proiettare l’ologramma umano.

Ho esaminato diverse foto del soggetto e curiosamente in tutte le foto accuratamente esaminate appaiono evidenti grossi impianti distribuiti in diverse zone della faccia. Alcune parti del viso sono state ricostruite per occultare la vera entità che c’è dentro di lui.

Interessanti sono i risultati dell’analisi degli occhi e del naso del soggetto.

Non cito altri dettagli… Penso che mi capirete.

Ho inoltre fatto un’accurato esame della sua struttura energetica e…

Sconsiglio vivamente ogni approcio con il soggetto.

Salutoni a tutto.

By ecplanet.com, at 24 novembre, 2008 21:51

“Straker” è lo pseudonimo del guru delle “scie chimiche” in questione, che risponde così al commento:

Ciao, non penso tu sia molto lontano dalla realtà dei fatti. Gli antichi riponevano molta importanza nello studio della fisiogniomica.

By Straker, at 24 novembre, 2008 21:55

Antibufala: il video delle “scie chimiche” giganti

Antibufala: il video delle “scie chimiche” giganti

Molti giornali, anche italiani, hanno pubblicato un video che mostra un aereo dietro il quale si formano delle scie colossali. Il Corriere, per esempio, ha titolato Ecco come si formano le “scie chimiche”: riprese che spiegano tutto, come si vede nel tweet qui accanto (poi ha corretto in Ecco come si formano le scie nel cielo: le immagini girate da vicino).

Ma le “scie chimiche” non c‘entrano nulla: come spiega Metabunk, si tratta di normali scie di condensazione, generate dai motori dell’aereo e rese apparentemente più grandi dalla prospettiva forzata.

Andando alla fonte originale del video, come bisogna sempre fare in questi casi per evitare tagli e manipolazioni e per mantenere intatto il contesto, risulta che non si tratta affatto di una ripresa clandestina o trafugata, ma di una normale osservazione di un Boeing 787 sulla costa orientale della Russia, fatta da un passeggero di un altro aereo di linea, un Boeing 747, che si trovava leggermente più in alto. L’analisi tecnica pubblicata su Metabunk è dettagliatissima e impietosa. E i giornalisti che associano questo bel video alla panzana delle “scie chimiche” fanno solo confusione inutile.

Il senatore Bartolomeo Pepe e le “scie chimiche”

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Il senatore della Repubblica Italiana Bartolomeo Pepe sta promuovendo Overcast, un “documentario” sulle cosiddette “scie chimiche”, con tweet come questo (ho omesso per decenza il video incorporato nel tweet):

Le #sciechimiche non esistono anche se le vedi tu non le vede nè la scienza nè l’esercito nè la politica #OVERCAST

— bartolomeo pepe (@BartolomeoPepe)

Così mi sono dilettato a fare due conti via Twitter e presentarli al senatore. Li riprendo qui con qualche approfondimento e correzione, caso mai potessero servire a qualcuno. Mi raccomando, controllateli; li ho fatti di corsa.

1. OK, facciamo due conti. Supponiamo che le “scie chimiche” esistano e contengano “qualcosa”. Qualunque cosa.

2. Un aereo di linea vola mediamente a circa 800 km/h. Un Boeing 737 ha una velocità di crociera di 840 km/h, che sono 14 km/minuto.

3. Qualunque cosa ci fosse dentro le “scie chimiche” verrebbe quindi spalmata su una striscia lunga 14 km OGNI MINUTO.

4. Supponiamo che una “scia chimica” sia larga come un motore d’aereo: spannometricamente, 2,5 m di diametro.

5. Qualunque cosa ci fosse dentro una “scia chimica” verrebbe quindi diluita in un volume di 14 km x 2,5 m di diametro OGNI MINUTO.

6. Sarebbe insomma diluita in circa 69.000 metri cubi. Ogni minuto. Poi si diluirebbe ancora in atmosfera, ma lasciamo stare.

7. Immaginiamo che la “scia chimica” non venga dispersa orizzontalmente dal vento e cada al suolo compatta, verticalmente, da 10.000 m.

8. Se restasse magicamente larga 2,5 m, si diluirebbe in 10.000 x 14.000 x 2,5 m = circa 350 milioni di metri cubi d’aria (sto semplificando generosamente).

9. Prendiamo il caso peggiore: supponiamo che il “qualcosa” nelle “scie” sia, che so, gas nervino VX: roba tosta, insomma.

10. Persino il VX, se diluito a sufficienza (a meno di 0,09 mg/mc), non è letale. Sotto 0,09 mg/mc, se inalato, fa solo colare il naso.

11. Quindi dovremmo avere una concentrazione di VX al suolo maggiore di 0,09 mg/mc per ottenere almeno… un naso che cola.

12. Ma 0,09 mg/mc su 350 milioni di metri cubi sono circa 31 CHILI di VX. Al minuto. Per avere un naso che cola.

13. Ho fatto i conti alla buona, ma è chiaro che spargere qualunque cosa (persino VX) da un aereo in quota non funzionerebbe.

14. Con questi numeri in mente, le auguro buona visione di Overcast.

Non è un’impressione: i viaggi in aereo di oggi sono più lenti. Perché?

Non è un’impressione: i viaggi in aereo di oggi sono più lenti. Perché?

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Dati storici alla mano, i voli di linea di oggi sono davvero più lenti di quelli degli anni Sessanta. Non è una questione di traffico: è un problema di costi. Ridurre i costi dei voli significa ridurre i consumi di carburante (che pesa enormemente rispetto al costo dell’aereo in sé e di tutto il resto), e ridurre i consumi significa passare dai motori a turbogetto a quelli a turbofan, che sono al massimo dell’efficienza a velocità più basse rispetto a quelle dei turbogetto (e che generano scie di condensazione più facilmente, spiegando in parte l’aumento storico delle scie, con buona pace degli sciachimisti).

Il video (in inglese) fa i conti in tasca alle compagnie aeree e alle loro tecnologie, comprese quelle dei jet di linea supersonici. Meriterebbe di essere tradotto, ma me ne manca il tempo.

“Scie chimiche”, per il 98,7% degli scienziati sono una cretinata. Il restante 1,3% sta ancora ridendo

“Scie chimiche”, per il 98,7% degli scienziati sono una cretinata. Il restante 1,3% sta ancora ridendo

Questo articolo vi arriva gratuitamente e senza pubblicità grazie alle donazioni dei lettori. Se vi piace, potete incoraggiarmi a scrivere ancora (anche con un microabbonamento). Ultimo aggiornamento: 2016/08/20 18:40.

Un recente sondaggio fra esperti conferma ulteriormente che le tesi sulle “scie chimiche” sono considerate unanimemente delle panzane da chi conosce per lavoro i fenomeni atmosferici. Questo fatto non farà cambiare idea a nessuno sciachimista, ma almeno quantifica come stanno le cose. Da una parte gli esperti, compatti: dall’altra soltanto incompetenti, invasati rabbiosi e ciarlatani.

L’articolo che presenta il sondaggio (Quantifying expert consensus against the existence of a secret, large-scale atmospheric spraying program, di Christine Shearer, Mick West, Ken Caldeira e Steven J. Davis, agosto 2016, Environmental Research Letters, vol. 11, n. 8) merita di essere letto nella sua interezza, ma per chi ha fretta vado subito alla frase alla quale si aggrapperanno disperati gli sciachimisti: “76 dei 77 scienziati partecipanti (98,7%) […] dicono di non aver trovato prove” di “piani segreti su vasta scala che riguardano l’atmosfera”.

Sento già le esclamazioni esultanti degli sciachimisti: “Aha! Allora uno scienziato che conferma le scie chimiche c’è! Vittoria!”. Ma se si va a leggere il testo originale invece delle sue sintesi giornalistiche si scopre che quel singolo scienziato (o scienziata, visto che il sondaggio è anonimizzato) ha semplicemente detto che una volta ha rilevato “livelli elevati di bario in atmosfera in una zona remota che aveva bassi livelli di bario nel suolo”. La stessa persona ha detto anche che un campione di particolato prelevato a Phoenix, in Arizona, potrebbe indicare una dispersione atmosferica segreta oppure più semplicemente una fonte di inquinamento. Tutto qui: nessun riferimento ad aerei, scie o altro e nessuna conferma di attività su vasta scala. Quel bario e quel particolato, insomma, possono esserci per mille motivi più che banali. E infatti la persona ha successivamente chiarito che il suo “sì” va inteso semplicemente come un “non sarebbe formalmente corretto escludere”.

Fra gli esperti, insomma, non c’è nessun dubbio: le “scie chimiche” sono una cretinata. Ma nell’opinione pubblica le cose stanno ben diversamente: l’articolo nota che un sondaggio svolto nel 2011 a livello internazionale indica che il 2,6% delle persone interpellate (non scienziati specialisti) risponde che è “completamente vero” che “esiste un programma governativo segreto che usa gli aerei per immettere nell’aria sostanze chimiche nocive”, mentre il 14% ritiene che questa tesi sia “in parte vera”. Insomma, siamo messi male.

L’articolo è utile anche per un altro motivo: elenca i testi di riferimento più quotati fra gli addetti ai lavori nel campo delle scie di condensazione. Questi testi spiegano attraverso fenomeni naturali e normali tutti i presunti misteri segnalati dagli sciachimisti, stroncando quindi le cosiddette “prove” a favore delle “scie chimiche”.

Per concludere, l’articolo copre involontariamente di ridicolo i metodi di raccolta di campioni al suolo proposti dagli sciachimisti, che si stupiscono di trovare tracce di metallo nelle analisi dei campioni raccolti in vasetti di vetro con coperchio metallico e agitati durante l’uso.

Trovate ulteriori dettagli sull’articolo di Environmental Research Letters in questo articolo di Gianni Comoretto pubblicato nel notiziario online dell’Istituto Nazionale di Astrofisica.

Scie chimiche, conferenza antibufala a Torino il 19 giugno

Scie chimiche, conferenza antibufala a Torino il 19 giugno

L’articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale. Ultimo aggiornamento: 2009/06/16.

Il CICAP Torino propone il ciclo di conferenze all’aperto “Mysteri al Mausoleo” presso la sede di Torino del CICAP, al Mausoleo della Bela Rosin, in Strada del Castello di Mirafiori 148/7. In caso di pioggia gli incontri avverranno presso la biblioteca civica Cesare Pavese in Via Candiolo 79. Ogni conferenza avrà inizio alle 21, con apertura al pubblico ed ingresso gratuito.

Segnalo in particolare la conferenza “Tracce nel Cielo: le scie chimiche” di Simone Angioni, Dottore in Chimica, coordinatore del Gruppo CICAP Lombardia, che svolge attività di ricerca presso l’Università di Pavia.

Per ulteriori informazioni: torino@cicap.org.

Aggiornamento 2009/06/16: incontro pro-scie di Cesena. Ho ricevuto da una persona del pubblico che era presente un resoconto dell’incontro sciachimista di pochi giorni fa a Cesena, con Marcianò, Pattera, Penna e altri. Se vi interessa, è qui.