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Arcobaleno rovesciato, è la fine del mondo!

Arcobaleno rovesciato, è la fine del mondo!

Antibufala: Repubblica e il panico da arcobaleno

Questo articolo vi arriva grazie alle gentili donazioni di “daga.franc*” e “clmosc”.

Adesso anche gli arcobaleni fanno paura. Repubblica ha scritto questa chicca: “Arcobaleno capovolto a Cambridge un effetto dei mutamenti climatici”. Santo cielo, se anche gli arcobaleni si capovolgono, la fine del mondo dev’essere vicina.

Il giornalista non ha saputo resistere alla tentazione: avendo osservato una cosa che non conosce, automaticamente ne attribuisce la colpa a “un effetto dei mutamenti climatici”. Così fa paura, e la paura fa leggere la gente. Fa niente se poi s’inquieta senza motivo.

Va detto che il piglio è piuttosto scientifico, con tanto di spiegone delle origini del fenomeno. Ma leggendo attentamente si nota la prima furbata dell’articolo:

“L’arcobaleno invertito – sottolinea la Mitton – si può osservare, ma sempre in zone molto più fredde”

Chi è la signora Mitton per offrire questo parere tecnico? E’ la persona che ha fotografato l’arcobaleno, certo. Ma è una meteorologa? No. E’ un’astronoma. Una persona che ha “una vita spesa a scrutare il cielo”, come dice l’articolo, certo: ma di notte. Che ne sa di meteorologia? L’articolista non se lo chiede, né interpella un meteorologo. E così facendo inciampa nella bufala e semina l’angoscia climatica.

Poteva andare peggio, per carità: infatti l’articolo spiega che l’“arcobaleno capovolto” è noto scientificamente come “arco circumzenitale” e “si forma a causa della rifrazione dei raggi solari da parte di minuscoli cristalli di ghiaccio”. Giusto. Ma il mistero è, secondo l’articolo, nel fatto che questo fenomeno si vede soltanto nelle zone più fredde del pianeta. Se si vede a Cambridge, in Inghilterra, a latitudine 52° nord, vuol dire che quest’anomalia è segno dei mutamenti del clima. Panico! Panico!

I fatti sono un po’ differenti. Il sito specialistico Meteoros.de, per esempio, presenta un’intera collezione di foto di archi circumzenitali, e spiega che non sono affatto rari (si formano 20-30 volte l’anno) e compaiono anche a latitudini più basse. Addirittura ci sono foto di questi archi scattate a Roma. Che notoriamente è in una delle zone fredde del nostro globo.

Fra l’altro, oltre agli archi circumzenitali esistono anche gli archi circumorizzontali: l’Astronomy Picture of the Day del 10 giugno 2008 mostra un esemplare di arco di questo genere in una foto scattata a Whiting, nel New Jersey. Andando a sfogliare la voce apposita della Wikipedia, salta fuori che gli archi circumorizzontali sono anch’essi un fenomeno ben noto e frequente (ne fotografai anch’io uno, molto parziale, da ragazzino appena fuori Pavia). I cambiamenti climatici non c’entrano nulla.

Possiamo, per favore, goderci una volta uno spettacolo della natura senza farci prendere dalla paura dell’ignoto? Ne trovate altri bellissimi esemplari qui e intere serie qui e qui.

2008/09/24

Un altro splendido esempio di arco circumzenitale, scattato in Birmania (altra nota zona fredda), è disponibile qui grazie a psionic, come indicato nei commenti qui sotto.

Interrogazione regionale sulle “scie chimiche” nelle Marche

Sono passati undici anni dalle prime interrogazioni politiche in
Italia sul presunto fenomeno delle “scie chimiche” e c’è ancora chi
insiste a farne di nuove invece di accettare che il fenomeno è
semplicemente una panzana diffusa da incompetenti.

Stavolta
è toccato alla regione Marche, il cui assessore all’ambiente Maura
Malaspina ha risposto in aula a un’interrogazione di Roberto Zaffini
(Lega Nord) sui presunti “filamenti di origine sconosciuta” presenti nell’aria (in realtà ragnatele di alcune specie migratorie di ragni, perfettamente conosciute agli esperti).

La
Regione ha anche commissionato all’Ars e all’Arpam delle analisi di
questi filamenti, che non hanno rilevato alcuna delle sostanze asserite
dai sostenitori delle “scie chimiche”. Un altro spreco di denaro dei
contribuenti che poteva benissimo essere evitato.

La giustificazione presentata da Zaffini (“molta gente è preoccupata”)
non regge: molta gente è preoccupata che i gatti neri portino iella,
vogliamo allora fare un’interrogazione per rassicurarli anche su questo?
A quando un’interrogazione sugli oroscopi?

Per chi vuole informarsi con i fatti, invece che con le cialtronate dei diversamente furbi, ho compilato le risposte alle domande più frequenti nel blog La bufala delle scie chimiche. Leggetelo prima di postare commenti. Se credete alle “scie chimiche”, fate un favore a me e a voi stessi: non sprecate tempo a commentare, tanto non vi risponderò, perché tutto quello che ho da dire è già nel blog che ho appena citato. Usate meglio il vostro tempo, invece di trastullarvi con le paranoie.

Fonti: ANSA, Corriere Adriatico. Ringrazio @toni10364 per la segnalazione.

Beppe Grillo prende(va) in giro i seguaci delle scie chimiche

Il video è di qualche tempo fa: sentite come sbeffeggia senza pietà chi crede alle scie chimiche. Sarebbe interessante sentire da lui cosa gli ha fatto cambiare idea, visto che nel suo movimento adesso accoglie sciachimisti e complottisti d’ogni genere.

Grazie a Giornalettismo per la chicca.

Basta panzane: l’8 giugno Italia unita per la corretta informazione scientifica

Basta panzane: l’8 giugno Italia unita per la corretta informazione scientifica

Sono in tanti, nel mondo scientifico italiano, a essere stufi delle cretinate pseudoscientifiche pubblicate sui giornali e trasmesse alla radio e in televisione (sì, Roberto Giacobbo, sto parlando con te) e del modo in cui il giornalismo sensazionalizza il lavoro paziente di chi fa ricerca scientifica: entrambi rimbambiscono la gente, spaventano inutilmente, affossano la ricerca italiana e causano sprechi e decisioni idiote (e a volte letali) da parte dei politici.

Così per domani (8 giugno) è stato organizzato l’evento “Italia unita per la corretta informazione scientifica”: una serie di incontri, in varie città d’Italia, per fare divulgazione scientifica e fare chiarezza su alcuni temi (pseudo)scientifici controversi.

Io contribuirò nel mio piccolo partecipando alla sessione di Pavia (dalle 14:30) con una relazione sulle cosiddette “scie chimiche”, ma ci saranno relatori esperti anche per parlare di piante geneticamente modificate, di vaccini, di cellule staminali e di modelli animali nella ricerca biomedica. Siateci: è un modo per far vedere che non tutti si sono rimbambiti e che c’è ancora voglia di fare scienza per il bene di tutti. Anche dei ciarlatani e dei catastrofisti.

Post eventum

Qualche foto dall’incontro di Pavia:

Il moderatore Gabriele Gianini (a sinistra) e gli organizzatori
Foto di @Chiaracodeca
Gli organizzatori e un blogger di campagna

La giornata è stata molto interessante e tranquilla (a differenza di altri eventi, come quello di Pisa, dove mi dicono che degli imbecilli hanno cercato di sabotare la discussione usando trombe da stadio e altre forme di scoreggia mentale), anche grazie alla presenza preventiva di un po’ di forze dell’ordine. Date un’occhiata su Twitter all’hashtag #Italy4science e alle foto del flashmob di Pavia qui, qui e qui.

L’organizzazione è stata efficiente, snella e precisa; gli interventi hanno coperto bene (anche se con momenti a volte molto tecnici) alcuni temi scottanti, dai vaccini agli OGM passando per le cellule staminali, con chiarimenti preziosi: per esempio, non sapevo che la natura stessa facesse ingegneria genetica (involontaria) fra specie differenti (in particolare fra piante e insetti), ossia proprio quello che si contesta ai ricercatori che lavorano sugli OGM, e mi ha totalmente affascinato la relazione sul progetto europeo di emulare integralmente un cervello umano usando supercalcolatori.

Lo streaming è visibile qui su Livestream: il mio intervento, decisamente e volutamente leggero, è a 1:29. Qualche foto della mia relazione è disponibile qui, qui, qui e qui grazie a dnayx. Includo l’intera sessione qui sotto.

Ci vorrebbero più giornate così, ed è bello che siano i giovani a impegnarsi per crearle, anche se è triste, al tempo stesso, rendersi conto che queste cose dovrebbero farle le istituzioni, invece di dare il patrocinio ministeriale a Voyager. Speriamo in bene.

Snowden conferma l’esistenza delle “scie chimiche”? No, conferma l’ottusità degli sciachimisti

Edward Snowden, l’ex collaboratore dei servizi di sicurezza statunitensi, avrebbe rivelato non solo lo spionaggio elettronico su vastissima scala effettuato da questi servizi ma anche “un progetto classificato segreto in cui si parla dell’impiego di chemtrails (scie chimiche) per modificare il clima del pianeta” allo scopo benefico di “lottare contro il riscaldamento climatico”. Ne parlano molti siti Internet, anche in lingua italiana (Stampalibera, Losai, per esempio).

C’è da crederci? Indovinate un po’. Non perdetevi questa nuova dimostrazione della totale incapacità investigativa dei sedicenti “ricercatori della verità”.

Una cosa è certa: le “scie chimiche” hanno un effetto collaterale reale molto grave. Crederci annulla il senso dell’umorismo.

Le “scie chimiche” finiscono su Cronaca Vera. Adesso è sicuro che sono una panzana

Le “scie chimiche” finiscono su Cronaca Vera. Adesso è sicuro che sono una panzana

Credit: Daniele D*

Inizialmente pensavo che si trattasse di una burla o di un fotomontaggio, ma mi è arrivata da più fonti l’immagine della copertina del numero corrente di Cronaca Vera, interamente dedicata alle “scie chimiche”.

“Al giorno d’oggi quel che vedete in cielo” dichiara la copertina “sono solo nubi artificiali composte esclusivamente da sostanze tossiche metalli pesanti e batteri che minacciano l’uomo e il pianeta su cui vive.” Perdindirindina. Piuttosto categorici, quelli di Cronaca Vera: le nubi sono tutte artificiali. Neanche gli sciachimisti più duri e puri hanno mai osato arrivare a tanto.

Ma c’è di più: “Consulente informatico 45enne ritiene che i governi di vari paesi (influenzati dalle logge massoniche) siano in grado di creare terremoti e tsunami e di controllare la volontà delle persone tramite potentissime armi elettromagnetiche”. Siamo sull’orlo della catastrofe. La tensione drammatica è massima.

E poi si sgonfia di colpo: “dopo 20 anni di ricerche si è accorto che l’effetto delle scie chimiche si contrasta con l’aceto di mele.” Lo so, sembra un titolo da Vernacoliere, ma scrivono proprio così. Tutto l’ambaradan di aerei, irrorazioni, HAARP, nazioni colluse e logge massoniche per il controllo mentale si debella con l’aceto di mele. Ma che megacomplotto del piffero è?

Il bello è che Cronaca Vera potrà anche pubblicare questi titoli da delirio con intenzioni puramente burlesche, ma quello che scrive non si discosta molto da quello che i sostenitori delle “scie chimiche“ affermano davvero e in tutta serietà: il piano mondiale di dominazione dei cervelli, stando ad alcuni di questi “ricercatori indipendenti”, si blocca con l’alga spirulina.

E con questo ogni vaga speranza di credibilità che potevano avere gli sciachimisti e i loro arrabbiatissimi e credulissimi seguaci va a farsi benedire.

Smanetton Challenge: tracciamo le scie chimiche svizzere

Smanetton Challenge: tracciamo le scie chimiche svizzere

Le schie chimiche sbarcano in Svizzera, inseguiamole!

Questo articolo vi arriva grazie alle gentili donazioni di “m.anto.pisan****” e “ivano”. L’articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Chi abita nel nord della Lombardia o in Canton Ticino avrà sicuramente notato le spettacolari scie persistenti comparse in cielo sabato scorso (19 gennaio). Eccone un assaggio, mandatomi da un lettore, Francesco di Breganzona. Grazie!

Se cliccate sulle foto per ingrandirle, noterete che alcune delle scie proiettano addirittura un’ombra sulle tenui nubi adiacenti, con un effetto tridimensionale davvero insolito.

Le scie chimiche sono sbarcate in Ticino e le loro venefiche irrorazioni stanno prendendo di mira il Maniero Digitale? Niente affatto: sono semplicemente normali scie di condensazione, del tipo noto appunto nella letteratura tecnica come persistente. Le condizioni meteorologiche della giornata erano favorevoli alla formazioni di scie persistenti, che non sono altro che nuvole artificiali di cristalli di ghiaccio. Nuvole come, appunto, quelle naturali che ornavano il cielo.

Con buona pace degli sciachimisti, le scie persistenti si formano infatti soltanto quando ci sono nubi come quelle mostrate nelle foto qui sopra e non si formano quando lo decidono i cattivissimi cospiratori.

Anche la griglia regolare di scie non ha nulla di anomalo: non è altro che la traccia visiva delle rotte seguite dagli aerei di linea. Normalmente non la possiamo notare, perché le scie di condensazione svaniscono in fretta, ma in condizioni meteo come quelle di sabato le scie persistono abbastanza da permetterci di apprezzare le rotte.

A questo proposito vorrei proporvi una sfida tecnica (uno Smanetton Challenge, se preferite): realizzare un sistema che tracci in tempo reale rotte e quote degli aerei di linea, in modo da avere dati concreti con i quali sbufalare ulteriormente gli sciachimisti. Un sistema che permetta di guardare una scia e sapere quale aereo la sta lasciando e a che quota si trova.

Una cosa di questo genere esiste già per il nord della Svizzera, presso Radar.zhaw.ch. Ne vedete qui sotto un esempio, che mostra eloquentemente il modo in cui gli aerei viaggiano lungo direttrici parallele. Ringrazio Pol per la segnalazione.

Questo servizio davvero notevole, realizzato a scopo puramente dimostrativo dagli studenti della ZHAW (Zürcher Hochschule für Angewandte Wissenschaften) di Winterthur, fornisce non solo il tracciamento in tempo reale degli aerei, ma anche la loro quota, la velocità di salita o discesa, la velocità di crociera, l’identificativo dell’aereo e del volo (compreso quindi il nome della compagnia aerea). Dannatamente ipnotico: ringrazio un lettore, Lorenzo, per la segnalazione.

Che ne dite di realizzarne uno per coprire la zona del Maniero Digitale, o meglio ancora quella dove abitano i due sciachimisti DOC che sono apparsi a Rebus? Così magari si mettono il cuore in pace e la smettono di scocciare i carabinieri ogni volta che un aereo di linea lascia una scia.

I dati del tracciamento, come spiegato nella documentazione, arrivano direttamente dai transponder installati sugli aerei, il cui segnale radio viene ricevuto da un’antenna situata sul tetto dell’istituto (ecco perché la copertura è ampia ma non illimitata). Non sono cifrati o segreti: sono gli stessi dati usati dai controllori di volo. Ipotizzare che siano falsificati significherebbe accusare i controllori di essere complici della Grande Cospirazione Sciachimista.

Questo non impedisce ai sostenitori dell’esistenza delle scie chimiche di lasciarsi andare ad affermazioni come queste:

mi sono informato. La questione è stata affrontata dal Parlamento Europeo una prima volta il 5 febbraio 1998 nella sottocommissione Sicurezza e Disarmo. Ci fu una audizione in cui si parlò anche del progetto HAARP (High Fequency [sic] Active Auroral Reseach [sic] Project) che manipola le proprietà elettriche dell’atmosfera a fini militari. Successivamente, il 14 gennaio 1999 se ne occupò la Commissione Esteri, con una relazione dell’onorevole Maj Britt Theorin, che espresse un parere fortemente critico verso gli Stati Uniti. Al quale non ci fu, a quanto risulta, reazione alcuna. Le cose sono andate avanti e quello che lei descrive ne è un indizio grave. Lo speciale lavoro di ricerca, messo in piedi da un gruppo di esperti nominati appunto dal Parlamento Europeo, era arrivato alla conclusione che il programma ricerche e sperimentazioni militari denominato Haarp, provoca effetti rilevanti e inquietanti sugli equilibri ambientali e sulle persone che ne vengono coinvolte.
L’Europa ha chiesto fermamente, con una risoluzione approvata a larga maggioranza, agli Stati Uniti di cessare gli esperimenti.
Mi riprometto di studiare il dossier, di cui sono venuto in possesso solo recentemente. Un dossier che lei può comunque procurarsi, anche in Italiano, sul sito del Parlamento europeo.
Per quanto mi riguarda sono intenzionato a risollevare la questione non appena avrò raccolto sufficienti elementi per una conclusione, essendo già fin d’ora evidente che non si tratta di ipotesi ma di cose estremamente preoccupanti, di cui l’opinione pubblica non sa nulla o quali, di cui la stampa tace, di cui i governi fanno finta di non sapere.

Chi è lo sciachimista che si è “informato” e ritiene che sia “già fin d’ora evidente” il fenomeno? Chi accusa la stampa di tacere e i governi di far finta di nulla, secondo i più classici cliché di ogni Grande Cospirazione? Indovinate un po’: Giulietto Chiesa.

E se vi venissero dubbi sulla serietà del suo impegno sciachimista, leggete anche questo, sempre tratto dalla medesima fonte, che accusa anche il Ministro per l’Ambiente italiano di collaborare alla Grande Cospirazione:

Che il problema esista non vi è alcun dubbio. Io stesso ho potuto osservare il “fenomeno”… la stampa e il sistema mediatico sembra rifiutare di fare inchieste in materia. A quanto pare anche il Ministro per l’Ambiente non se ne vuole occupare, cosa che invece dovrebbe fare. Perchè questo silenzio? Con ogni probabilità perchè si tratta di faccende legate alla difesa militare (cioè esperimenti o qualche cosa perfino di più sistematico che esperimenti). A cosa servono non so. E dovremmo innanzitutto scoprire chi fa queste cose, chi dirige i voli. Eccetera. E non è detto che siano necessariamente gli americani. Anche questo dovrà essere accertato. Dovremmo scoprire in modo certo quali sono le sostanze irrorate. E avere notizie certe sugli effetti che provocano sulla vegetazione e sopratutto sugli uomini.

Bene, signori sciachimisti. Qui sopra avete visto come si fa a “scoprire queste cose” e sapere “chi dirige i voli”. Volete studiare seriamente il fenomeno invece di fantasticare cospirazioni? Allora contattate gli esperti, usate correttamente strumenti seri come quelli presentati qui (niente puntatori laser o filmatini tremolanti, grazie), e piantatela di perdere e far perdere tempo presentando denunce prive delle più elementari basi scientifiche e piazzando inutili roulotte del Codacons davanti alla base di Aviano per sniffare l’aria. Le vostre “scie chimiche” si formano in quota, mica per terra, o no?

Scie chimiche, ci siamo giocati anche Di Pietro

Scie chimiche, ci siamo giocati anche Di Pietro

Antonio Di Pietro interroga la Camera sulle scie chimiche

Nella remota ipotesi che vi mancassero conferme che la politica italiana è in mano a dinosauri privi di senso critico e delle più basilari competenze scientifiche, due cose assolutamente indispensabili in un’epoca in cui tutto dipende dalla tecnologia e dalla sua conoscenza, ecco che arriva in groppa a una scia chimica nientemeno che Antonio Di Pietro, del gruppo Italia dei Valori.

Di Pietro ha infatti presentato un’interrogazione a risposta scritta, la 4-01044 del 17 settembre 2008, che riporto qui sotto.

Mi sono divertito (si fa per dire, ma di fronte a episodi come questo si ride per non piangere) ad intercalare le risposte che darei se potessi rispondere io al posto del Ministero dell’Ambiente al quale Di Pietro ha rivolto l’interrogazione.

Se qualcuno vuole segnalare a Di Pietro (o a chiunque abbia scritto per lui questo monumento alla scemenza antiscientifica) le informazioni tecniche sulle presunte scie chimiche redatte dagli esperti del CICAP, i link sono questi: prima parte, seconda parte.

Per sapere – premesso che:

le scie chimiche sono residui della combustione lasciati in alta quota dagli aerei.

Con tutto il dovuto rispetto, risulta invece agli atti che la locuzione “scie chimiche” ut supra è stata inventata da un gruppo di paranoici, altresì privi di qualsiasi preparazione scientifica, per indicare un fenomeno altrettanto inventato. I residui della combustione sono invece una cosa reale e completamente diversa, e si chiamano appunto “residui della combustione”.

Per usare un gergo a lei familiare: che ci azzeccano le scie chimiche con i residui della combustione? Niente. La sua formulazione della domanda è priva di senso.

Pertanto, nell’interesse del mantenimento dell’efficienza del nostro glorioso sistema parlamentare, le è fatta cortese preghiera per il futuro di far redigere le interrogazioni a qualcuno che sappia cosa sta scrivendo, specialmente in merito a materie scientifiche.

Più precisamente si tratta di scie di condensazione che si presentano inizialmente sottili per poi espandersi e infine sparire nel giro di poche decine di minuti;

Ci pregiamo di risponderle con monosillabica semplicità: no. Le scie di condensazione non sono scie chimiche. Non sono neanche residui di combustione. Scie di condensazione, scie chimiche e residui di combustione sono tre cose differenti: due esistono, una no. Un po’ come le mele, le pere e gli unicorni.

Le scie di condensazione sono acqua. Ha presente le nuvole? Quelle.

le scie chimiche che solitamente notiamo in alta quota sono scie di gas di scarico, e sono create da un fenomeno di condensazione.

Di nuovo: no, le scie chimiche non esistono e non sono scie di gas di scarico; i gas di scarico non sono creati da fenomeni di condensazione. Pere, mele, unicorni, ha presente?

Si formano quasi sempre in alta quota, oltre gli 8.000 metri di altezza, dove l’aria è particolarmente fredda;

Ancora: no. Le scie chimiche non si formano a nessuna quota, perché non esistono. Non esiste alcun fenomeno fisico che venga indicato scientificamente con questo termine. La preghiamo di smetterla di usarlo, perché fa soltanto confusione e il personale di quest’ufficio è già affetto da ulcere e dispepsia per l’eccessivo carico di lavoro. Grazie.

sulla base delle attuali conoscenze scientifiche la semplice condensazione dei gas di scarico di un aeroplano non è pericolosa per l’uomo;

Trattandosi di acqua, siamo lieti di poter confermare quest’affermazione.

secondo diverse teorie alcune scie chimiche potrebbero essere composte da sostanze chimiche, introdotte al fine di creare modificazioni climatiche. Secondo tali studiosi, le scie chimiche si distinguono dalle normali scie di condensazione, sono più spesse, perdurano a lungo nel cielo e tendono ad allargarsi in modo molto marcato;

Rispettosamente questo ufficio chiede di essere reso edotto su chi siano codesti “studiosi”. Confidiamo che si tratti di meteorologi e climatologi di fama internazionale e che pertanto Lei vorrà sottoporci un elenco congruo di pubblicazioni scientifiche che descrivano e documentino le suddette “diverse teorie”. Siamo certi che Lei non avrà imbastito la sua interrogazione semplicemente sulla base di quattro scemenze lette su Internet.

la prima protesta ufficiale contro questo fenomeno è arrivata dal Canada nel 1998, quando in seguito ad una notevole presenza di scie anomale, gli abitanti incominciarono ad accusare problemi di salute e vaste aree divennero aride, furono analizzati diversi campioni di terreno dai quali risultò che essi contenevano una quantità di particolato di alluminio venti volte superiore al limite indicato per l’acqua potabile;

Ci pregiamo informarla che l’alluminio è uno dei principali componenti della crosta terrestre e come tale è facilmente reperibile nel corso delle analisi, ovunque esse vengano condotte. Inoltre, come sa ogni addetto alle analisi chimiche, sorprendersi che nel terreno (sostanza solida) vi sia più alluminio che nell’acqua potabile (sostanza liquida) è come sorprendersi che nella lepre in salmì vi sia più carne che in un frappé di mirtilli o in un’orzata con latte.

contro l’irrorazione delle scie chimiche ci sono state diverse interrogazioni parlamentari, sia in Italia che all’estero, ma nessuna ha ottenuto una risposta esaustiva e convincente -:

Si ricorda rispettosamente all’Interrogante che, ahimè, un’interrogazione parlamentare non è garanzia dell’esistenza di un fenomeno. Per documentare tale esistenza, è prassi comune, accettata e preferenziale usare il c.d. “metodo scientifico”, basato su osservazioni, misurazioni, rilevamenti fatti con scatolette dotate di tanti fili e lucette, denominate in gergo tecnico “strumenti”.

Ci pregiamo ricordarle, meramente a titolo di esempio, che il Questore Ballaman fece a suo tempo un’interrogazione parlamentare nella quale sosteneva che esisteva un numero di telefono che addebitava 50 euro se lo si chiamava. Nonostante tale asserzione, il numero non non solo non addebitava alcunché, ma neppure esisteva.

se e quali chiarimenti sulla natura del fenomeno il ministro intenda dare al fine di tutelare l’ambiente e la salute dei cittadini. (4-01044)

Si segnala con doveroso ossequio che a causa delle ristrettezze di bilancio imposte dall’attuale crisi, è al momento impossibile per questo Ufficio fornire chiarimenti sulla natura di un fenomeno che non esiste.

A titolo di rassicurazione preliminare, e con riserva di verifica, risulta agli atti che i fenomeni inesistenti solitamente non producono nocumento all’ambiente e alla salute dei cittadini. Invitiamo pertanto l’estensore dell’interrogazione, che sicuramente è persona diversa da Lei, a documentarsi prima di scrivere altre cazz inesattezze.

Con osservanza
Il Funzionario Incaricato
Ufficio Risposte alle Interrogazioni Notoriamente Asinine (U.R.I.N.A.)

Roma, lì 4 novembre 2008

Scie chimiche, pronto il video della conferenza di Novi

Scie chimiche, pronto il video della conferenza di Novi

Sciachimisti? Lasciateli parlare, si renderanno ridicoli da soli

Nei pochi ritagli di tempo sono riuscito finalmente a completare il montaggio del video della conferenza di Simone Angioni (chimico del CICAP) sul tema delle cosiddette “scie chimiche”, tenutasi a Novi Ligure a metà settembre.

Ne avevo parlato in un articolo recente, sul quale si era innestato un colossale scambio di 500 e passa commenti, e avevo messo subito a disposizione l’audio, ma la conferenza è sicuramente più godibile con il supporto delle immagini. Anche perché oltre a seguire le chiare spiegazioni di Simone Angioni, diventa possibile vedere e capire che tipo è l’ormai mitico Vibravito complottista incallito, che era presente alla conferenza.

Le sue continue, esasperanti interruzioni hanno infatti trasformato la conferenza in una gara di resistenza gandhiana per Angioni e per gli altri membri del pubblico, ma hanno anche inquadrato lucidamente la forma mentis di chi crede a complotti demenziali come quello delle scie chimiche. Uso intenzionalmente il verbo credere, perché guardando il video si capisce che lo sciachimismo è una fede cieca, che s’impone a dispetto della logica e dell’evidenza e che spinge i suoi sostenitori a livelli di maleducazione che già in partenza li squalificano.

Non perdetevi, comunque, le argomentazioni di Vibravito e quelle altrettanto sconcertanti di altri membri del pubblico. Vi troverete tutti i classici comportamenti del complottista: di fronte all’evidenza schiacciante (Angioni ha portato un libro di meteorologia degli anni Settanta che mostra scie persistenti già allora), la si ignora; quando un’affermazione viene smontata, si passa a un’altra senza mai ammettere di aver avuto torto; e così via.

Il sonoro, specialmente nel dibattito successivo alla conferenza (qui sotto), non è molto chiaro, perché molti sono intervenuti senza attendere il microfono e quindi ho fatto il possibile per recuperare le loro domande usando l’audio di sala registrato dalla telecamera oltre all’audio diretto dal mixer dei microfoni (disponibile soltanto da un certo punto in poi) e risincronizzando le fonti sonore. Qualche leggero sfasamento è rimasto, e me ne scuso. I filmati sono scaricabili cliccando sul pulsante Go to Google Video e seguendo le istruzioni. Se a qualcuno non funzionano i video, i link diretti sono questi: conferenza e dibattito. Buona visione.

E a proposito dell’affermazione che le scie strane e persistenti non esistevano prima degli anni Novanta, faccio notare che la foto all’inizio di quest’articolo è del 1955: si tratta delle contrail formate da un bombardiere B-36.

2008/11/17

Il video della conferenza è stato visto oltre 1100 volte in due giorni. Direi che l’efficacia comunicativa del video, rispetto a quella della conferenza fisica, è ampiamente dimostrata. Nulla può sostituire la presenza fisica di un relatore con il quale interloquire e il piacere del faccia a faccia, ma tenere una conferenza significa raggiungere quaranta-cinquanta persone, cento quando va bene; mettere online un video significa raggiungerne migliaia. E’ anche per questo che l’anno prossimo faccio pausa per le conferenze e mi dedico alla produzione di filmati.

Sciachimisti e signoraggisti, aggiungete Marco Travaglio alla lista degli “occultatori”

Sciachimisti e signoraggisti, aggiungete Marco Travaglio alla lista degli “occultatori”

Marco Travaglio stronca scie chimiche e signoraggio

“…ci sono i fissati monomaniaci che si fanno l’idea che tu sia un servo delle banche perché non parli del signoraggio o un servo della Cia perché non parli delle scie chimiche”.

– Marco Travaglio, intervista a Polisblog.it.

Aggiornamento

Siccome alcuni non hanno colto il senso della segnalazione, provo a chiarire. Quando parlo di “occultatori”, non sto dicendo che Travaglio (nella foto) va aggiunto alla lista degli sciachimisti, anzi: gli sciachimisti, visto che Travaglio li definisce “fissati monomaniaci”, dovrebbero iscrivere Travaglio fra coloro che vogliono occultare il Grande Complotto, quindi fra i loro acerrimi nemici. Il termine “occultatori” è un riferimento a questa esilarante lista.