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Scie chimiche, Comedonchisciotte e conferenza al Museoscienza

Scie chimiche, Comedonchisciotte e conferenza al Museoscienza

L’articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale. Ultimo aggiornamento: 2009/09/19.

Presso il Museo di Storia Naturale, in Corso Venezia a Milano, ci sarà il 24 maggio quella che credo sia una delle prima risposte formali e scientifiche, in Italia, alle teorie deliranti sulle cosiddette “scie chimiche”.

Alle 17, infatti, il chimico Simone Angioni (Università di Pavia), coordinatore del Gruppo CICAP Lombardia, e il geologo e giornalista scientifico Luigi Bignami presenteranno due relazioni, intitolate rispettivamente “Tracce nel cielo: le ‘scie chimiche’” e “Le stranezze della nostra atmosfera”. So che nei lavori di preparazione sono stati coinvolti addetti ai lavori a tutti i livelli, per cui sarà un bagno di sangue per i poveri sciachimisti.

Quasi mi dispiace: dev’essere dura, per loro, annunciare in continuazione che le “scie chimiche” sono il segno di un’imminente catastrofe velenifera e poi vedere che ormai da quindici anni (da quando fu “rivelato” per la prima volta il complotto) la suddetta catastrofe non si materializza. Si finisce per fare la figura di quelli che prevedevano la fine del mondo nell’anno mille.

In realtà mi spiace soltanto per le persone che, in buona fede, abboccano a queste teorie perché sono ammantate di una veste pseudoscientifica e fanno leva sulle nostre paure istintive: per i guru dello sciachimismo, che fanno soldi vendendo paccottiglia e si autogratificano mettendo paure inutili in testa alla gente per sentirsi importanti messaggeri di verità, non ho nessuna pietà. La pochezza e vuotaggine della loro esistenza non sono una punizione sufficiente, ma costituiscono un buon inizio.

Se vi interessa partecipare all’incontro al Museo, che conterrà sicuramente notizie importanti sul fenomeno reale delle scie di condensazione anche a prescindere dallo sbufalamento delle teorie complottiste, l’ingresso è libero e potete chiedere informazioni al numero italiano 02-88463337.

Nel frattempo, godetevi l’ennesima dimostrazione della paranoica imbecillità degli sciachimisti: un lettore, Achille (che ringrazio), mi segnala questo articolo su Comedonchisciotte.org. Mostra quella che viene presentata come una fotografia dell’interno di uno degli aerei spruzzatori di morte, ottenuta miracolosamente da un impavido investigatore. L’articolo dice, senza alcun dubbio o esitazione, che “questa foto, ottenuta in qualche modo da Tim White, è dell’interno di uno degli aerei di linea “retro-attrezzati” per spandere le scie chimiche”.

Ecco il dettaglio della foto, cliccabile per ingrandirla:

Sembra indubbiamente inquietante, con quei fusti misteriosi in primo piano, ma basta un attimo di raziocinio per chiedersi a cosa servono tutti quegli apparati che occupano metà dell’enorme cabina, se si tratta solo di spruzzare della roba chimica durante il volo: sarebbe più intelligente riempire l’intero aereo di tante cisterne. Se di attimi ne spendiamo due, anziché uno, sorge spontanea la domanda successiva: ma basteranno quei pochi fusti per fare scie lunghe centinaia di chilometri?

Eh già. Questa, al di là di tutte le disquisizioni tanto care agli sciachimisti, è una delle obiezioni trancianti alle loro fantasie malate: nessun aereo, neanche un’aerocisterna, è abbastanza capiente da contenere liquidi sufficienti a generare nebulizzazioni chilometriche, come quelle che si osservano nelle scie di condensazione persistenti (quelle che gli sciachimisti credono siano “scie chimiche”). Basta notare che un Canadair fa fuori il proprio pieno d’acqua in pochi istanti: come farebbe un’aerocisterna “assassina” a nebulizzare i suoi presunti veleni per ore e ore?

Le lunghe scie di condensa devono quindi essere generate non scaricando qualcosa che sta dentro l’aereo, ma aspirando qualcosa che sta fuori, nell’aria, in grande quantità ed espellendolo: quel qualcosa è, per l’appunto, il vapore acqueo contenuto nell’atmosfera, che passa attraverso i motori, si scalda, e poi si raffredda, condensandosi.

Ma torniamo alla nuova prova schiacciante degli sciachimisti. Facciamo un salto sul sito della Boeing, e guardiamo un po’ cosa troviamo nella sezione dedicata ai collaudi del modello 777, nella versione 777-200LR Worldliner, per esempio qui (il link è oggi obsoleto, ma maggiori dettagli e aggiornamenti sono pubblicati qui):

Vi sembrano familiari quei rack di apparecchiature? Allora questa foto vi sembrerà ancora più familiare: guardate cosa c’è sotto il tavolo.

C’è di meglio: andando a spulciare lo splendido archivio pubblico di Airliners.net, troviamo proprio la foto incriminata. E’ questa, e si riferisce al Boeing 777-200LR matricola N60659.

La foto è stata scattata il 25 maggio 2005 al McClellan Airfield di Sacramento, in California. Da questa foto manca la dicitura “HAZMAT” (sigla tecnica che indica una sostanza pericolosa) sulla parete dietro le poltrone di destra, evidentemente aggiunta da qualche burlone per prendere in giro gli sciachimisti o da qualche imbecille che aveva bisogno di fabbricare prove per giustificare la propria fantasia cospirazionista.

L’aereo è appunto attrezzato, come già si intuiva dalle foto precedenti, per una serie di collaudi tecnici. Il blog della Boeing che segue questi collaudi spiega anche a cosa servono quei fusti: contengono acqua e sono collegati da tubi a una pompa che permette di travasare l’acqua da una serie di fusti all’altra per spostare il centro di gravità dell’aereo secondo quanto richiesto dalle norme di collaudo, esattamente come si sposterà durante i voli di linea.

Ricordatevi che noi effettuiamo collaudi ai limiti dell’inviluppo di peso e centro di gravità. Questo ci impone di controllare il centro di gravità sia a terra, sia in volo. Possiamo spostare del peso, sotto forma di acqua, in avanti o all’indietro usando il sistema di zavorra d’acqua. Il sistema è composto da 48 fusti, ciascuno in grado di contenere 208 kg, collegati da tubazioni a una pompa. Un sistema computerizzato tiene traccia della collocazione del carburante, della combustione del carburante, dell’ubicazione delle persone, della zavorra, del settaggio dei flap, della posizione del carrello e della quantità di fusti d’acqua. Le informazioni vengono elaborate per visualizzare il centro di gravità corrente dell’aereo. Spostiamo acqua o specifichiamo l’uso di un serbatoio di carburante per configurare il centro di gravità entro i requisiti specificati del test.

Traduzione: ancora una volta, gli sciachimisti sono stati colti a presentare prove false e hanno dimostrato di non essere capaci di fare la benché minima ricerca prima di dichiararsi assolutamente certi delle accuse gravissime che fanno. Dicevano di poter dimostrare le proprie teorie con una foto dell’interno di “uno degli aerei di linea ‘retro-attrezzati’ per spandere le scie chimiche”, ma hanno dimostrato soltanto di essere degli incapaci incompetenti. Nessuno di loro si è preso la briga di controllare le fonti o di vagliare ipotesi alternative. E’ ironico che proprio queste persone, che ripetono in continuazione che non bisogna credere ciecamente alle verità ufficiali senza spirito critico, finiscono per credere ciecamente alle proprie verità. E tutti i loro seguaci fanno altrettanto.

Dov’è il vostro spirito critico, anzi autocritico, cari sciachimisti? Quando sbagliate, dove sono le vostre scuse e rettifiche? Un vero ricercatore, quando sbaglia, ammette l’errore, si scusa, e avvisa pubblicamente del fatto. Voi no. Zitti e mosca. Anzi, continuate a ripetere l’esibizione delle stesse “prove” anche dopo che sono state sbufalate (e voi sapete che sono state sbufalate).

Achille mi segnala anche un’altra foto dei test, fatta da un pilota privato che si è imbattuto nel Worldliner durante un atterraggio in un aeroporto fuori mano in California, in una serie di immagini che a prescindere dallo sbufalamento merita di essere vista per conoscere un aspetto dell’aviazione civile poco conosciuto:

Complimenti vivissimi a Christopher Gussa, l’autore dell’articolo originale, e a Gianni Ellena, colui che ha “scelto e tradotto per http://www.comedonchisciotte.org” questa perla di complottismo. Di gente così abile nello scovare e verificare c’è proprio da fidarsi ciecamente.

Video di un “missile” sconosciuto ripreso da troupe TV vicino a Los Angeles

Video di un “missile” sconosciuto ripreso da troupe TV vicino a Los Angeles

Ne parlano praticamente tutti i giornali online e i telegiornali: una troupe di un’emittente americana ha ripreso dalla costa californiana quella che sembra essere la scia di un missile che s’arrampica in cielo.

Piccolo problema: nessuno ha lanciato missili in quella zona a quell’ora (intorno alle 17 locali). Neppure i militari, che dicono di non sapere ancora cos’è ma dicono anche che non è un pericolo per la sicurezza nazionale. Se v’intriga, ho un’indagine e un’ipotesi di spiegazione per voi qui su Wired.it [2014/12/13: rimosso, ripubblicato qui].

HAARP chiude; complottisti inconsolabili

Pubblicazione iniziale: 2013/07/21. Ultimo aggiornamento: 2016/06/19 22:40.

HAARP, l’installazione in Alaska accusata da complottisti d’ogni sorta di essere una stazione per il controllo mentale, la manipolazione del clima, l’innesco di terremoti e la caduta prematura dei capelli (non necessariamente in quest’ordine), insomma il babau preferito di intere generazioni di angosciati, è spenta e chiusa da maggio scorso. Nessuno dei grandi investigatori del movimento dei diversamente furbi se n’è accorto. I radioamatori sì.

Ne parlo qui; Sofia Lincos, su Query, ha scritto un bel requiem.

2016/06/19: A marzo 2016 Sofia Lincos ha segnalato che HAARP è stato venduto l’11 agosto 2015 all’Istituto di Geofisica della University of Alaska Fairbanks e quindi non è più in mano ai militari. Le FAQ dell’Istituto chiariscono che la struttura non è segreta ed è visitabile.

Finalmente un dibattito alla pari sulle “scie chimiche” e un po’ di beneficenza: dibattito online con Tom Bosco

Finalmente un dibattito alla pari sulle “scie chimiche” e un po’ di beneficenza: dibattito online con Tom Bosco

L’articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale. Ultimo aggiornamento: 2009/05/14.

Photo Credit:
Studio fotografico Andrea Tedeschi,
per gentile concessione.

Grazie all’iniziativa di un lettore, Marco Casati, che ringrazio, per la prima volta un sostenitore dell’esistenza del fenomeno delle “scie chimiche” accetta un confronto dialettico alla pari.

Il dibattito online avviato con Tom Bosco di Nexus Italia, apparso recentemente a Lugano per presentare le sue tesi e autore di un articolo che oltre a parlare di “scie chimiche” mi riguarda direttamente, è infatti pubblicato sul blog apposito.

Per garantire la serenità del dibattito ed evitare intromissioni e provocazioni, i commenti in quel blog sono disabilitati.

Intanto dalla questione “scie chimiche” viene fuori qualcosa di indubbiamente positivo: l’asta su eBay per il cappellino CIA indossato da Rosario Marcianò è stata vinta da Frankeqe per 127 dollari e 50 cent. Verserò l’intero ammontare in beneficenza a favore di RAWA e Amref. Grazie a Frankeqe per la sua donazione!

Con questo, salvo sorprese, si dovrebbe concludere lo spazio dedicato a questa teoria di complotto nel Disinformatico. Come già avvenuto per il cospirazionismo sull’11 settembre, ulteriori articoli verranno pubblicati nel blog apposito e segnalati brevemente qui.

Aggiornamento 2009/05/13 22:30

In un’altra squisita dimostrazione di civiltà e tolleranza, qualcuno mi sta intasando la casella di posta con centinaia di messaggi vuoti con mittente apparente “tanker.enemy@gmail.com”. Ho già attivato le contromisure opportune e segnalato l’attacco a chi di dovere. Vista l’abbondanza di tracce identificative lasciate in questo mailbombing dilettantesco, non è difficile risalire all’autore.

Aggiornamento 2009/05/13 23:40

I potenti mezzi del Nuovo Ordine Mondiale hanno reperito fulmineamente una copia del documentario della BBC The Living Planet, segnalato nei commenti (grazie!), che mostra i ragni volanti che spiccano il “volo” (vengono portati dal vento) e vengono catturati in quota a oltre 6000 metri.

È per questo che indago spesso su queste teorie complottiste: vere o sballate che siano, offrono un’occasione per conoscere meglio fenomeni reali insoliti e meravigliosi e per stringere nuove amicizie.

Aggiornamento 2009/05/14

125 dollari e 50 cent sono 92,34 euro al cambio attuale, per cui ci aggiungo qualcosina e faccio cifra tonda: 50 euro ad Amref e 50 a Rawa (tramite Afghanwomensmission.org). Fra l’altro, l’Amref supporta PayPal, per cui la donazione è particolarmente facile. Non s’offende nessuno se contribuite anche voi, ovviamente.


“Morbo di Morgellons” a “Mistero”: se le accuse di complotto genocida fossero vere, perché gli autori sarebbero ancora vivi?

“Morbo di Morgellons” a “Mistero”: se le accuse di complotto genocida fossero vere, perché gli autori sarebbero ancora vivi?

L’articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale. Ultimo aggiornamento: ore 23:45.

Per carità, intendiamoci: auguro vita lunga e prospera a tutta la redazione di Mistero, ma mi tormenta una domanda. Stasera il programma ha parlato di morbo di Morgellons, mostrando anche una persona che ne sarebbe affetta, e l’ha messo esplicitamente in relazione con le “scie chimiche”.

Insomma, un programma in prima serata di un network nazionale rivela, con prove apparentemente inoppugnabili, tutti gli elementi di una gigantesca congiura aviotrasportata che avvelena le persone irrorandole dal cielo.

Fatemi capire: Wikileaks pubblica un po’ di gossip sui leader del mondo e Julian Assange finisce braccato dall’Interpol e agli arresti, minacciato di estradizione. Mistero pubblica addirittura le prove di un avvelenamento internazionale che richiede le massime complicità governative, e i suoi autori restano liberi di parlarne alla TV in prime time?

Se qualche volenteroso sostenitore delle “scie chimiche” è capace di spiegarmi questa disparità di trattamento, si accomodi. Intanto propongo un test molto semplice per capire se la povera ragazza affetta dal presunto “morbo di Morgellons” lo è davvero o se si tratta di una simulazione o di banalissimi pelucchi provenienti dai vestiti: ingessarle una zona del corpo dove si presentano i pelucchi, in modo che la pelle della zona non sia raggiungibile dall’esterno, e aspettare un mesetto, come ha già segnalato Popular Mechanics cinque anni fa (prima parte; seconda parte). Se i pelucchi ci sono quando si apre il gesso, provengono davvero dal corpo; se non ci sono… beh, chiedetelo agli “esperti” di Mistero.

Aggiornamento. I suddetti “esperti” non hanno neanche riletto quello che loro stessi hanno scritto per questa puntata: prima hanno detto che la fine del mondo prevista dai Maya per il 21 dicembre 2012 è sbagliata, poi in un servizio successivo della stessa puntata hanno ripetuto pari pari la storiella della fine del mondo prevista dai Maya per il 21 dicembre 2012. Complimenti. Epico lo slogan con il quale l’“esperto” mascherato di Mistero, tale Adam Kadmon, spiega a modo suo (ovviamente con HAARP e l’immancabile Nikola Tesla), le “vere” ragioni delle morie di uccelli: “informatevi e indagate”. Perché la banda di simpaticoni di Mistero di certo non lo fa. È troppo occupata a divertirsi a prendere per i fondelli chi crede ai suoi deliri televisivi.

Nuovo scoop degli sciachimisti: c’è la prova schiacciante… che non hanno il senso del ridicolo

Nuovo scoop degli sciachimisti: c’è la prova schiacciante… che non hanno il senso del ridicolo

Questo articolo vi arriva grazie alle gentili donazioni di “antoniusblock” e “mykeike”. L’articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale. Ultimo aggiornamento: 2010/07/25.

Torno brevemente a parlare della bufala delle “scie chimiche” per segnalare un episodio decisamente divertente per tutti tranne che per gli sciachimisti, che non hanno capito di essere stati presi in giro neanche dopo che gliel’hanno spiegato. L’episodio è una perfetta dimostrazione di uno dei sintomi classici dei cospirazionismi: la totale scomparsa del senso dell’umorismo e del ridicolo. Per qualche bizzarro motivo, credere a una tesi di complotto elimina la capacità di distinguere fra chi fa una battuta e chi parla seriamente. Ecco cos’è successo.

Qualche giorno fa è apparso su Youtube un bel video (successivamente rimosso) che mostra un aereo in volo mentre rilascia una classica scia di condensazione aerodinamica: una di quelle che si formano per via della variazione di pressione dell’aria mentre scorre sulle ali. Qui sotto vedete due fotogrammi che permettono di notare l’iridescenza della scia e la sua formazione lungo tutta l’estensione dell’ala.

Nel video, due voci fuori campo dialogano divertite da 1:00 in poi (prima non c’è parlato):

Persona che riprende: “You see it… You see him spraying that chemtrail?” [Lo vedi… Lo vedi che sta spruzzando quella scia chimica?]
Altra persona: “Yeah. Good luck we’re above him.” [Sì, per fortuna siamo sopra di lui]
PCR: “I know” [Lo so]
AP: “‘Cause we’d be dead right now!” [Perché adesso saremmo morti!]
AP: [incomprensibile]
PCR: “I’m gonna put this on Youtube” [Questo lo metto su Youtube]
AP: [Risata] “Are you videoing it right now?” [Lo stai riprendendo adesso?]

[pausa]

AP: “Oh God, don’t… don’t video it right now!” [Oddio, non… non riprenderlo adesso!]
PCR: “It’s like it’s spraying out of the top of its wings.” [È come se spruzzasse dalla parte superiore delle sue ali]
AP: “Don’t… don’t do any [incomprensibile].” [Non… non fare nessun [incomprensibile]]

Naturalmente per gli sciachimisti (quelli dei soliti “nemici delle cisterne”, ai quali non voglio regalare neppure la dignità di un link) gli autori del video stanno parlando assolutamente sul serio. Perché a un pilota che sa delle teorie demenziali sulle “scie chimiche” non verrebbe mai e poi mai in mente di vedere una bella scia aerodinamica dalle delicate rifrazioni arcobaleno e filmarla per poi metterla su Youtube e burlarsi degli sciachimisti che abboccano. Così come a nessuno verrebbe in mente di fotografare una sorpresa degli ovetti Kinder e spacciarla per un UFO. Nooooo.

Anzi, quando gli autori del video, soddisfatti del risultato raggiunto, hanno avvisato che si trattava di una burla, gli sciachimisti hanno gridato al complotto nel complotto: secondo loro il video non è una burla e gli autori in realtà sono stati costretti da qualcuno a fingere che lo sia, ma gli sciachimisti se sono accorti. L’idea che qualcuno voglia prendersi gioco di loro non li sfiora neppure. A giudicare da quanto sono mortalmente impermeabili a ogni forma di ironia, i sostenitori delle “scie chimiche” devono essere l’anima di ogni festa.

Sul canale Youtube degli autori del video è comparsa la prima smentita degli autori: “La verità è che il video è autentico e non tagliato ma il titolo è stato creato per prendere in giro la gente delle scie chimiche. Questo video mostra semplicemente un paio di KC-10 che volano in formazione. Quando ho visto le scie di condensazione che provenivano dal KC-10 di testa, ho tirato fuori la mia videocamera, sapendo che avrei fatto questa burla, e i piloti mi hanno assecondato recitando. Ecco qui. È semplicemente uno scherzo fatto a tutti gli sciachimisti. Mi spiace, Tim.”

In originale: “The truth is, the video is real and unedited but the title was created to poke fun at the chemtrail people. All this video shows is a couple of KC-10’s flying in formation. When I saw the contrails coming from the lead KC-10 I pulled out my video camera knowing I was going to pull this prank and the pilots played along. So there you have it. It’s just a prank on all the chemtrailers. Sorry, Tim”.

Poi, quando gli sciachimisti hanno gridato al complotto-matrioska, gli autori hanno pubblicato una nuova smentita: “Voi che continuate a dire “TROPPO TARDI” dovete pensare prima di aprire la bocca… non m’importa se i video sono ancora là fuori e stanno diventando virali. ERA PROPRIO QUESTO LO SCOPO DELLA BURLA!!!!… fare in modo che tutti voi idioti delle scie chimiche vi eccitaste come se questi video fossero il Santo Graal e permettere a me e ai miei amici di ridere di voi mentre li diffondete. Più vi infervorate su questa cosa, più è divertente per quelli di noi che vivono nel mondo reale. Quindi continuate a diffondere i video, amici. Divertitevi, io lo sto facendo!”

In originale: “You guys who keep saying “TOO LATE” need to think before you open your mouth…I don’t care that the videos are still out there and going viral. THAT WAS THE WHOLE POINT OF THE PRANK!!!! …for all of you chemtrail idiots to get all excited as if these videos are the holy grail of chemtrail videos and for me and my friends to laugh at you while you spread them. The more passionate you guys are about this, the more entertaining it is for those of us who live in the real world. So, keep on spreading the videos my friends. Have fun, I am!”

A parte questo, la nuova prova schiacciante di chi crede che migliaia di aerei svolazzino giorno e notte a stormi spruzzando appositamente robaccia per avvelenarci sistematicamente è un video girato chissà dove e chissà quando, a chissà quale quota, da chissà chi, in chissà quali condizioni. Ma questo, agli sciachimisti, a quanto pare basta e avanza per considerarla una prova inconfutabile. E naturalmente l’iridescenza della scia viene interpretata come prova della sua natura “chimica”: chissà se gli sciachimisti hanno mai visto un arcobaleno.

Per chi non avesse mai visto una scia di condensazione aerodinamica (da non ridurre alle sole “trecce di Berenice”, che sono una particolare forma di scia aerodinamica dovuta ai vortici alari di estremità), ecco qualche foto.


Airbus A340 della Virgin Atlantic, marche G-VBLU, fotografato in Cina il 24 luglio 2006 da un aereo di linea che stava circa 1000 m più in basso. Fonte: JeffWell su Airliners.net.


Airbus A340 della Scandinavian Airlines nei cieli della Cina, 12 giugno 2005. Fonte: Jeffwell su Airliners.net.

Altre immagini di scie di condensazione aerodinamica sono disponibili qui, qui (fatte da un aereo Alitalia), qui e qui.

Il fenomeno è documentato e spiegato anche da fonti specialistiche, come per esempio Paragonair.com: “nell’aria quasi satura, la riduzione aerodinamica della pressione intorno alle superfici alari, alle gondole dei motori e alle eliche raffredda l’aria fino alla saturazione, lasciando scie di condensazione prodotte da questi componenti. Questo tipo di scia solitamente non è né denso né persistente quanto le scie prodotte dallo scarico dei motori. Tuttavia in condizioni atmosferiche critiche una scie di condensazione aerodinamica può innescare la formazione e la diffusione di uno strato di cirri” (“In air that is almost saturated, aerodynamic pressure reduction around airfoils, engine nacelles, and propellers cools the air to saturation leaving condensation trails from these components. This type of trail usually is neither as dense nor as persistent as exhaust trails. However, under critical atmospheric conditions, an aerodynamic contrail may trigger the formation and spreading of a deck of cirrus clouds.”)

Già che c’ero, ho ripreso in mano il dibattito con Tom Bosco sulle “scie chimiche”. Se vi interessa, lo trovate qui e qui su La bufala delle scie chimiche, dove trovate anche delle ampie FAQ aggiornate che rispondono alle domande più frequenti sull’argomento.

Aggiornamento 2010/07/25

Il video è stato rimosso, ma ne ho conservato una copia. Ho incluso in questo articolo degli screenshot al posto del video che avevo inserito inizialmente.

Il Delirio del Giorno: le “scie chimiche” causano 12 milioni di morti l’anno a New York

posso darti le prove dei milioni di morti ogni anno a causa delle scie chimiche. Nei soli Usa parliamo di 40 milioni di morti ogni anno per le scie chimiche di cui ben 12 milioni l’anno nella sola città di new york.
Ho con me i documenti che lo attestano .

se mi darai modo te li fornirò ma prima voglio le scuse che devi a quello che tu chiami complottismo.

Commento inviato da “juventin87” a questo articolo, 2016/02/19 19:11

L’area metropolitana di New York ha 19 milioni di abitanti. D’accordo che i newyorchesi sono notoriamente scorbutici e asociali, ma credo che se ne sparissero dodici milioni l’anno qualcuno lo noterebbe. Attendo con malcelata impazienza le “prove” e i “documenti”.

“Scie chimiche”, risponde l’Ufficio Federale dell’Ambiente svizzero

“Scie chimiche”, risponde l’Ufficio Federale dell’Ambiente svizzero

È un po’ che non parlo delle cosiddette “scie chimiche” per mancanza di novità, ma oggi torno sull’argomento perché è stata resa pubblica una risposta dell’Ufficio Federale dell’Ambiente svizzero (UFAM) alla richiesta di un attivista sostenitore di questa tesi. Concordo con Metabunk che si tratta di una delle risposte ufficiali più complete e meglio scritte in questo campo. Ecco la traduzione dal tedesco della parte saliente:

Per quanto riguarda le sue preoccupazioni riguardanti le scie chimiche, possiamo rassicurarla. La tesi delle cosiddette “scie chimiche” circola su Internet all’incirca dal 2004. A volte è stata anche ripresa dai media. I siti Internet e gli articoli che se ne occupano vengono spesso citati dai cittadini preoccupati. Condivideremmo queste preoccupazioni se ci fossero dei fatti che confermassero la tesi delle scie chimiche. Tuttavia in tutti questi anni non abbiamo trovato alcuna prova che vengano spruzzate sistematicamente sostanze tramite aerei. Inoltre le seguenti argomentazioni contraddicono la tesi delle scie chimiche:

– Il traffico aereo è aumentato enormemente negli ultimi decenni. Di conseguenza le scie di condensazione sono diventate molto più frequenti. A seconda della temperatura e delle condizioni del vento, le scie di condensazione possono persistere a lungo nel cielo e manifestare interruzioni improvvise e vistose forme a ventaglio (i cosiddetti cirri).

– A causa del monitoraggio permanente dello spazio aereo, l’irrorazione sistematica di sostanze chimiche da parte di voli segreti è concretamente impossibile. Eventuali violazioni ripetute dello spazio aereo non verrebbero ignorate, se non altro per via dei rischi conseguenti per il traffico aereo.

Secondo le informazioni a nostra disposizione, la tesi delle scie chimiche è priva di qualunque fondamento pratico. In Svizzera le autorità per la sorveglianza dello spazio aereo, per la salute e per l’ambiente interverrebbero immediatamente se ci fossero indicazioni dell’uso di tali metodi.

In questo senso il Consiglio Federale ha già risposto, il 12 settembre 2007, all’interrogazione “Emissioni di aeromobili” di Luc Recordon (può reperire la risposta al seguente link: http://www.parlament.ch/D/Suche/Seiten/geschaefte.aspx?gesch_id=20073387). Tale risposta è tuttora valida. Il Consiglio Federale, in detta risposta, dichiara: “Perlomeno nello spazio aereo europeo, la tesi delle scie chimiche è priva di fondamento, sia perché l’irrorazione segreta e sistematica di sostanze chimiche è proibita, sia perché essa è all’atto pratico impossibile a causa del monitoraggio permanente dello spazio aereo. Tutti gli aereomobili nello spazio aereo europeo devono attenersi a un piano di volo dettagliato che viene monitorato dal controllo del traffico aereo. In Svizzera lo spazio aereo controllato arriva alla quota di circa 20 chilometri. Anche un solo volo di prova non autorizzato e non identificabile farebbe scattare immediatamente una missione d’intercettazione da parte delle forze aeree svizzere. Se “attività di scie chimiche” siano in corso o si siano svolte al di fuori dell’Europa è al di là delle conoscenze del Consiglio Federale.”

Nella sua lettera lei cita anche i metodi di geoingegneria (per esempio l’immissione di aerosol di zolfo nella stratosfera) mirati a influire sul clima. Questo in considerazione del fatto che il riscaldamento globale potrebbe diventare completamente incontrollabile e che soltanto una misura del genere potrebbe prevenire un riscaldamento catastrofico. In effetti sono in corso delle ricerche che sono anche descritte nel documento informativo dell’UFAM che lei cita. Tuttavia questo non significa che oggi vengano usati tali metodi su vasta scala o che esistano piani per usarli in futuro. Qualunque uso sistematico futuro di tali metodi dovrebbe in ogni caso essere esaminato in dettaglio e coordinato a livello internazionale. Non siamo al corrente di alcuna proposta concreta, da parte di paesi o enti, per l’uso di tali metodi su vasta scala. L’UFAM è scettico su questi metodi ed esaminerebbe con molta attenzione tali proposte per via dei possibili effetti collaterali gravi. Al momento attuale non c’è motivo di usare tali metodi. Gli attuali negoziati in corso alla conferenza sul clima a Parigi hanno lo scopo di prevenire un riscaldamento significativo della Terra tramite una riduzione coordinata globale dei gas serra. Questa, e non l’influsso sul clima su vasta scala, è la strada da seguire anche dal punto di vista dell’UFAM.

Se il link all’interrogazione parlamentare citato qui sopra non funziona, ce n’è una copia su Archive.org (anche in italiano).

Credete alle “scie chimiche”? Allora state accusando Alitalia. Vedete un po’ voi

Credete alle “scie chimiche”? Allora state accusando Alitalia. Vedete un po’ voi

Pochi giorni fa ho preso un volo Alitalia per andare ad Agrigento per il Festival della Scienza (bellissima esperienza, fra l’altro) e ho trovato nella rivista Ulisse della compagnia aerea (numero 357, agosto 2014) la pagina che trovate qui accanto. È firmata da Roberto Germano, direttore delle operazioni di volo di Alitalia, e spiega come si formano le scie dietro gli aerei.

Se credete alle teorie sulle “scie chimiche”, allora dovreste spiegare come mai Germano dice che invece le scie degli aerei sono semplicemente “condensazione del vapore acqueo”. Ve la sentite di accusare il direttore delle operazioni di volo di Alitalia di mentire e di coprire la cospirazione? Alitalia fa parte del megacomplotto?

O magari, dico solo magari, vi siete fatti fregare da una panzana fabbricata da paranoici e alimentata da incompetenti (come RedRonnie su Twitter poco fa) sulla quale lucrano venditori di paccottiglia come Envioshield, la pastiglia contro le “scie chimiche”? Fatevi questa domanda. Non chiedo di più.

Per qualunque ulteriore dettaglio o dubbio, date un’occhiata alle risposte degli esperti che ho raccolto presso Scie-chimiche.info.

Per chi non può leggere l’immagine della pagina di Ulisse, che è cliccabile per ingrandirla, eccone il testo.

LE CODE DEGLI AEREI

Come si formano le scie di vapore

Chissà quante volte vi sarete chiesti, guardando nel cielo le code che lasciano gli aeroplani, come si formano?

Per spiegarlo dobbiamo partire dall’atmosfera e dai motori. L’atmosfera è la massa gassosa che avvolge la Terra, con temperature diverse, poiché i raggi del sole causano un gradiente termico tra i Poli e l’Equatore. I fenomeni meteorologici che si manifestano sono generati da questi moti dell’aria e dalla presenza di vapore acqueo, proveniente dalla superficie degli oceani e dai cicli vitali degli esseri viventi.

Passiamo ora ai motori a reazione che sono composti da:

1. una presa d’aria che cattura e convoglia l’aria esterna;

2. un compressore dove l’aria aspirata raggiunge rapporti di compressione molto elevati;

3. una camera di combustione dove si provoca la combustione (circa 1.000°C) iniettando il kerosene nell’aria compressa;

4. la turbina che sfrutta l’energia dei gas (pressione e temperatura) per l’azionamento del compressore.

I gas che escono dalla turbina vengono poi avviati all’ugello di scarico, qui, subendo un’ulteriore espansione e uscendo a elevata velocità, formano il getto. Questo getto in uscita provoca la spinta in avanti che fa poi muovere gli aerei. È appunto questa massa d’aria calda a formare le “exhaust contrails”. Si tratta di scie che si generano dalla condensazione del vapore acqueo – contenuto nei gas di scarico – al contatto con un’atmosfera estremamente fredda e prossima alla saturazione. La condizione critica per il formarsi delle scie di condensazione è l’alta umidità e la bassa temperatura. Due fattori che troviamo generalmente sopra gli 8.000 metri.

Guardando il cielo, quindi, quando vediamo nello stesso momento un aereo con la scia visibile e un altro senza, lo dobbiamo alla diversa quota di altitudine oppure alle diverse condizioni dell’atmosfera nella quale si muovono.

Antibufala: la foto dei piloti che protestano contro le “scie chimiche”

Antibufala: la foto dei piloti che protestano contro le “scie chimiche”

Circola su Internet, in particolare su Twitter, l’immagine mostrata qui accanto: un’impressionante sfilata di piloti civili in divisa che reggono cartelli sui quali sono stampate griglie di scie lasciate in cielo dagli aerei. Sulla foto campeggia la dicitura “Ci rifiutiamo di uccidere i nostri amici e parenti”.

I più creduloni fra i seguaci della tesi di complotto delle “scie chimiche” alla quale allude la foto l’hanno interpretata come la prova che il complotto è reale e che i piloti non ne vogliono sapere di continuare a fare le presunte irrorazioni clandestine con i loro aerei.

La foto darebbe ai sostenitori dell’esistenza delle “scie chimiche” quello che a loro manca dagli ormai lontani anni Novanta, quando nacque questa tesi di complotto, ossia degli esperti qualificati che confermino scientificamente le loro accuse. Finora non ne hanno trovato neanche uno, per cui trovarsi addirittura con una marcia pubblica di piloti che protestano contro le “scie chimiche” sarebbe una svolta clamorosa.

Ma devo deludere gli sciachimisti: come risulta da una semplice ricerca per immagini simili con Tineye.com o dalla consultazione di Hoax-Slayer.com, la foto è un falso fabbricato da Dees Illustration Studio, un sito specializzato in fotomontaggi a sostegno di qualunque tesi di complotto (compresi gli uomini lucertola), partendo da una fotografia della protesta tenuta effettivamente da piloti di linea a New York il 28 settembre 2011, ma non per protestare contro le “scie chimiche”: per dimostrare contro gli stipendi inadeguati e le condizioni di lavoro precarie dei piloti della Continental e della United.

I cartelli originali, infatti, racconta Forbes, recavano slogan e l’immagine dell’eccezionale ammaraggio d’emergenza nel fiume Hudson di un aereo di linea avvenuto nel 2009 e nel quale il pilota, il capitano Sullenberg, salvò tutti i passeggeri. Ci sono varie foto della manifestazione presso il Daily Mail. Fra queste c’è la versione non manipolata dell’immagine “chimica”.

Credit: Getty Images