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Docente di meteorologia e sostenitore delle “scie chimiche” a confronto stasera a Genova

L’articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale. Ultimo aggiornamento: 2011/12/08 12:20.

Finalmente a confronto un esperto di meteorologia, Andrea Corigliano (docente di meteorologia presso l’Istituto Tecnico Aeronautico di Genova), e un sostenitore della tesi delle “scie chimiche”, Rosario Marcianò. L’incontro si terrà oggi alle 17:30 presso il Berio Café a Genova e verrà trasmesso in diretta in streaming.

C’è chi afferma che le recenti inondazioni che hanno colpito Genova siano eventi artificiali causati attraverso l’uso delle “scie chimiche”: un’accusa gravissima, che implicherebbe enormi complicità da parte di piloti, controllori di volo, governi, autorità militari e meteorologi. Sarà un confronto interessante fra fatti scientifici e deliri paranoici.

Tutti i dettagli sono qui su Meteorologica.it, qui su Beriocafe.it e qui su Casissa.it, il sito dell’organizzatore e moderatore dell’incontro.

Aggiornamento: per non intasare il mio canale Twitter solito (@disinformatico), ho attivato un altro ID Twitter per gli eventi dal vivo come questo: @AttivissimoLIVE. Stasera, se lo streaming funziona, commenterò lì in diretta il dibattito. Se la cosa vi interessa, seguitemi quindi su @AttivissimoLIVE.

Questa è la registrazione del dibattito:

Post eventum

Spero che resti disponibile la registrazione della serata, perché se ne sono viste e sentite davvero delle belle. Per esempio, il pubblico che è insorto e non voleva farmi parlare, con una splendida dimostrazione di democrazia e tolleranza. Marcianò e i suoi fan che hanno interrotto due volte Corigliano, che si dev’essere chiesto in che gabbia di matti era finito. Marcianò che mi ha accusato di essere titolare di millemila blog che lo insultano (non lo sono, ovviamente; figuriamoci se perdo tempo con queste bambinate) e che si è lanciato in un epico fuori onda in cui pestava i pugni e strillava che non voleva assolutamente che io intervenissi, dandomi del “delinquente”. Guardate il video e piangete.

Dal punto di vista tecnico, il confronto è stato molto semplice: da un lato c’era un meteorologo esperto che ha spiegato, seppur prolissamente e con molti tecnicismi, che il clima non si può modificare selettivamente, che le frequenze di HAARP non possono scaldare l’atmosfera per semplici ragioni fisiche (HAARP emette onde radio, non radiazioni infrarosse, e le frequenze radio non possono interagire con le molecole dell’atmosfera), che HAARP non devia gli uragani (basta guardare i grafici dei loro spostamenti, sempre uguali); e che le alluvioni di Genova “sono fenomeni assolutamente naturali” dovuti principalmente alla temperatura del Mediterraneo, più alta del normale, e gli aerei non c’entrano niente. In altre parole, le “scie chimiche” sono una bufala. Fine della storia.

Dall’altro c’era Rosario Marcianò. Una persona che non ha nessuna qualifica di meteorologia ma pretende di saperne di più di Corigliano e teorizza un colossale complotto, inanellando una serie spettacolare di castronerie scientifiche. Dice che tutti i pianeti si stanno riscaldando (vuol dire che ci sono gli aerei chimici anche lì? Su Marte o Venere?). Dice che non si capisce da dove verrebbe l’acqua delle scie quando l’umidità atmosferica è zero (risposta: gli aerei bruciano idrocarburi e un motore d’aereo espelle circa un chilo d’acqua al secondo, basta chiedere ai tecnici). Dice che il supercomplotto segretissimo fa atterrare gli aerei segretissimi negli aeroporti civili. Accusa le università italiana di essere omertose per “obblighi di mestiere” e afferma che il riscaldamento globale è una bufala. Prima dice che le “scie chimiche” servono per distruggere le nubi, poi dice che servono per far piovere a comando (si decida, una buona volta).

Secondo Marcianò, la Puglia avrebbe finanziato un progetto per il controllo del clima (accusa anche Vendola, quindi?). Le “scie chimiche” servirebbero ai militari per seccare l’aria, altrimenti i loro impianti radio non funzionano. Nelle “scie chimiche” ci sarebbe l’Escherichia coli, che poi si ritroverebbe nella neve. E la neve mischiata con l’E. coli si riconoscerebbe perché fa essiccare la pelle. Giuro, ha detto proprio queste cose.

In altre parole, da un lato c’era un esperto qualificato e dall’altro c’era un dilettante improvvisato. L’esperto ha serenamente e scientificamente fatto a pezzi le tesi strampalate di Marcianò. Il confronto, a rigor di logica, in un mondo normale, doveva concludersi con la resa incondizionata e le scuse del dilettante. Macché. Marcianò, subito dopo essere stato smentito da un docente di meteorologia, ha ribadito imperterrito che le “scie chimiche” esistono e che il controllo artificiale del clima è una realtà ed è una enorme congiura. E il pubblico lo ha applaudito.

Io sono intervenuto via Skype sopportando un ritardo di parecchi secondi (circa 15) fra quando qualcuno in sala parlava e quando io lo sentivo (via streaming, perché l’audio di sala non arrivava via Skype), per cui le mie osservazioni sono state un po’ sfasate (da 2h37) e questo mi ha fatto dilungare. Comunque nonostante il rumoreggiare del pubblico ho fatto in tempo a chiedere a Marcianò se se la sentiva di accusare l’ENAV, i piloti italiani, i controllori di volo italiani e i militari italiani di questo omertosissimo complotto e di aver causato le alluvioni di Genova. La sua risposta è stata affermativa: la potete sentire da 2h44 in poi. Membri dell’ENAV, piloti dell’Alitalia, controllori di volo, italiani in divisa: siete stati accusati pubblicamente di disastro da Rosario Marcianò. Volete lasciar correre?

Ma il mio intervento non è stato significativo per quello che ho detto. È stata molto più importante la reazione del pubblico. Sembrava di assistere ai Due Minuti D’Odio di 1984. Strilli e insulti davvero molto, molto eloquenti (“basta linguate nel culo ad Attivissimo”, “testa di cazzo”, eccetera, a 2h40 circa). Fantastico autogol: gli sciachimisti si sono resi patetici da soli. Ogni volta che parleranno, gli si ricorderà questa scenetta patetica.

E a Marcianò si ricorderà ogni volta la sua spettacolare sbroccata fuori onda all’idea di lasciarmi parlare: è da 2h05 in poi, con il suo memorabile “Io Attivissimo non lo voglio sentire”, vero monumento alla tolleranza e al dialogo, e il suo “porca puttana” con pugno sul tavolo al solo ricordo della storia della vendita in beneficenza del cappellino CIA.

Il video è già stato visto da quasi 3500 persone e seppellisce definitivamente ogni sua pretesa di serietà. Se qualcuno riesce ad estrarre lo spezzone e trascriverne l’audio della sbroccata, è da incorniciare e pubblicare su Youtube.

Questi sono i sostenitori delle “scie chimiche”. Questo è il prezzo che si paga per aver permesso all’antiscienza di diffondersi grazie a trasmissioni idiote che danno spazio ai deliri di chiunque e a una scuola dove conta più saper recitare Carducci che sapere cos’è la fisica.

Per chi volesse capire come stanno realmente le cose, c’è sempre il blog La bufala delle scie chimiche, con i link a tutti i documenti e alle spiegazioni degli esperti. Quelli veri, compreso Andrea Corigliano, che ha scritto un bel documento di chiarimento.

Aggiornamenti

2011/12/07. Ho riscritto l’articolo per includere qualche dettaglio aggiuntivo. Inoltre il video del dibattito è stato reso privato. Non conosco il motivo.

2011/12/08 11:15. Il video è tornato disponibile. Adriano Casissa, l’organizzatore del dibattito, mi ha chiarito privatamente via mail (con permesso di pubblicazione) che aveva “temporaneamente sospeso la visualizzazione” del video perché gli è stato “segnalato che lo stesso sarà probabilmente oggetto di analisi da parte della magistratura per eventuali querele” in merito “alle affermazioni relative alle accuse di responsabilità dell’Aeronautica nell’alluvione ligure”. La sospensione era dettata dal timore di un possibile coinvolgimento del BerioCafè nella vicenda, ma questo timore è stato risolto e ciascuno si assumerà le proprie responsabilità. Il video ha già avuto 4251 visualizzazioni.

2011/12/08 12:20. La mia domanda a Marcianò (2h43): “Chiedo al signor Marcianò se se la sente di affermare che le alluvioni di Genova sono state causate dagli interventi di aerei chimici, perché in questo caso bisogna accusare l’ENAV, i piloti, i controllori di volo, i militari italiani – non stiamo parlando di potenze straniere, stiamo parlando dei nostri piloti, delle nostre compagnie aeree. Tutti sono omertosi? Io vorrei sapere dal signor Marcianò se se la sente di fare queste accuse. Sono molto gravi. Le faccia pubblicamente e sporga denuncia. Grazie.”

La risposta di Marcianò (2h45m40s): “Be’, io non dovrei rispondere alle domande di un cacciatore di bufale, in quanto dovrebbe occuparsi di bufale e non di attività chimiche di aerosol clandestine o di geoingegneria clandestina. Si sa che le attività di aerosol sono presenti, sono un dato di fatto, e quindi è chiaro che eventuali incidenti di percorso possono anche avvenire. Qui non si sta dicendo che un’alluvione è stata indotta in maniera scientifica voluta. Si sta dicendo che in campo generale, lavorando nell’ambito della geoingegneria a livello italiano, quindi anche a livello globale, gli incidenti di percorso ovvero le alluvioni come in Thailandia, laddove la modificazione climatica è legale e palese con tanto di cartoni animati, gli incidenti sono cosa facile e verificabile. Tant’è, ripeto, che noi abbiamo previsto quello che si sarebbe verificato. Punto. Non c’è altro da dire. E ho risposto anche a un cacciatore di bufale, che [voce dal pubblico: “No, non hai risposto. Sporgerà denuncia o no? Se la sente?”] di bufale dovrebbe occuparsi”.

Mia osservazione: “Mi scusi, lei sta eludendo la domanda. Le ho chiesto, sono colpevoli o no quelli dell’ENAV che non hanno denunciato il fatto?”

Risposta di Marcianò: “Allora, io direi che la Protezione Civile avrebbe dovuto occuparsene. L’ENAV, che è coinvolta in reati di vario tipo, non può essere da esempio per questa sala [applausi] in quanto ci sono diversi milioni di euro che sono stati versati in tangenti per dare alle compagnie di volo le autorizzazioni. Quindi l’ENAV, che per conto suo potrebbe e dovrebbe essere un ente affidabile, non lo è più, signor Attivissimo.”

Mia domanda: “E i piloti di linea dell’Alitalia, delle compagnie aeree di tutto il mondo, anche loro sono colpevoli?”

Marcianò: “Noi abbiamo delle testimonianze, che manderemo a tempo debito, che dimostrano che le compagnie low-cost e anche altre compagnie sono coinvolte a pieno titolo, come d’altronde ebbe già ad indicare Edward Teller nel 1997 ad una conferenza verificatasi proprio qui in Italia, signor Attivissimo [applausi]. E le denunce ci sono, solo che la magistratura non ha mai dato seguito.”

Mia domanda: “Quindi la Ryanair è colpevole di irrorare con le scie chimiche? [pausa] Allora anche i magistrati sono omertosi?”

Nessuna risposta. Lascio a ciascuna delle organizzazioni e delle categorie accusate pubblicamente da Marcianò di corruzione e di concorso in disastro valutare se e come procedere in sede legale.

Se qualcun altro trova e trascrive altre dichiarazioni interessanti di Marcianò, me le mandi via mail o le segnali nei commenti, indicando il minutaggio.

“Scie chimiche”, nuovo video, nuovo falso esilarante. La prova che dimostra il complotto: quello per gabbare i creduloni...

“Scie chimiche”, nuovo video, nuovo falso esilarante. La prova che dimostra il complotto: quello per gabbare i creduloni…

L’articolo è stato aggiornato e integrato dopo la pubblicazione iniziale. Vignetta di Moise, pubblicata inizialmente su AFNews e ripubblicata qui per gentile concessione dell’autore.

Mi sono sbagliato. Pensavo che lo sciachimismo non potesse arrivare a nuove e più alte vette d’ilarità, ma stavolta dal ridicolo si è arrivati al raggiro vero e proprio ai danni di chi, probabilmente in buona fede, ha creduto alle parole del principale sostenitore italiano della teoria delle scie chimiche e gli ha dato dei soldi.

Come raccontato in un articolo precedente, Rosario Marcianò alias Straker, il guru sciachimista in questione, ha indetto una colletta (immagine qui accanto) per acquistare un telemetro laser modello Newcon LRB 4000 CI al prezzo di ben 3799 euro.

Lo scopo dell’acquisto è misurare le quote di volo degli aerei che rilasciano scie che, secondo gli sciachimisti, non sono scie di condensazione ma sarebbero “scie chimiche”, perché verrebbero prodotte a quote bassissime, alle quali le scie di condensa (secondo loro) non si possono formare.

Il primo video pubblicato da Marcianò sembra mostrare misurazioni e riprese fatte con il telemetro in questione, ma salta fuori ben presto che si tratta di un falso, realizzato montando immagini del display del telemetro sopra un video ripreso con una normale videocamera. Indizio traditore: la ripresa fa una zoomata, ma il telemetro non ha uno zoom.

Marcianò, dopo lo sbufalamento, ammette questa manipolazione: “Al telemetro è stata abbinata la telecamera, montata in parallelo ed in seguito le immagini sono state sincronizzate. Le immagini non possono provenire direttamente dal telemetro. Il display viene ripreso da una piccola telecamera Wireless”. Il video che doveva rendere credibili le tesi sciachimiste si rivela invece una patacca. Ops.

Fine del riassunto della puntata precedente. E ora il seguito, che è frutto del lavoro di tanti lettori e amici, che ringrazio infinitamente: spero di citarli tutti correttamente.

Il secondo video sciachimista con il telemetro fasullo

Pochi giorni dopo la vicenda descritta qui sopra, Marcianò pubblica un secondo filmato, nel quale mostra quella che lui afferma essere una ripresa fatta stavolta con una sola telecamera: “The range finder proof (test two) using only one camera”, come è scritto nelle informazioni del video citato, di cui vedete qui accanto un fotogramma, con relativa didascalia scritta da Marcianò. Notate bene: Marcianò dice di aver usato una sola telecamera. Tenetelo a mente per dopo.

Anche qui Marcianò afferma di presentare una prova inconfutabile in favore delle “scie chimiche”: l’aereo ripreso sarebbe a 1858 metri di distanza, secondo quando indicato nel video, quindi a quota bassissima.

In realtà anche questo secondo video è falsificato, ma sulle prove di falsificazione tornerò fra un momento. Quello che è molto più significativo è che il video mostra una breve ripresa nella quale la telecamera si avvicina all’oculare del telemetro (poi c’è una dissolvenza, per cui non ci sono garanzie che la ripresa successiva sia fatta davvero attraverso quell’oculare). È significativo perché l’oculare non ha la forma di quello del modello di telemetro dichiarato da Marcianò.

L’aspetto che dovrebbe avere il telemetro e quello che si vede invece nel video

A sinistra vedete una foto di un telemetro Newcon LRB 4000 CI, quello che Marcianò dice di aver acquistato; a destra vedete un fotogramma tratto dal secondo video “telemetrico” di Marcianò (ringrazio Fozzillo per la segnalazione). La differenza di posizione dell’oculare, molto più esterno rispetto a quello mostrato nella foto a sinistra, è evidente. Come mai? Sembra che nel video Marcianò stia usando un modello di telemetro diverso da quello che ha dichiarato di aver acquistato tramite le donazioni dei suoi sostenitori.

C’è di più. Un’altra immagine nella quale Marcianò ha mostrato il telemetro che afferma di avere acquistato e usato per i video è questa (tratta da qui):

Notate niente di strano? Tanto per cominciare, il telemetro pesa 1,3 kg (secondo quanto indicato dal venditore) eppure produce soltanto un infossamento minimo del cuscino su cui è ritratto. Provate a prendere un oggetto compatto, da un chilo e tre etti, e metterlo su un cuscino. Noterete che il cuscino s’infossa. Nella foto pubblicata da Marcianò, invece, questo non avviene. Come mai? Cuscino di marmo?

C’è poi un altro particolare interessante di questa foto. Confrontiamola con la foto del telemetro che c’è sulla copertina del manuale, scaricabile da Internet (a destra).

Per una coincidenza davvero sorprendente, l’angolazione di ripresa e persino i riflessi sul corpo del telemetro corrispondono perfettamente. Cambia soltanto il riflesso sulle lenti, che curiosamente nella foto pubblicata da Marcianò somiglia molto all’effetto che si ottiene con il pennello eccessivamente sfumato in un programma di fotoritocco.

Non solo: mentre nella foto del catalogo le lenti riflettono vivacemente ciò che hanno davanti, nella foto di Marcianò le lenti riflettono, per così dire, il nero totale. Eppure da altre immagini del telemetro (come quella qui accanto) sappiamo che le lenti sono molto riflettenti. Che Marcianò le abbia puntate, per uno strano incidente del destino, contro un grande telone nero che tiene appeso in casa?

Nonostante ripetute richieste, finora Marcianò non ha fatto la cosa più semplice: non ha mostrato immagini inequivocabili che dimostrano che effettivamente possiede e usa questo benedetto telemetro laser da quasi quattromila euro. L’unica altra foto della sua attrezzatura è quella mostrata qui accanto, sulla quale il guru sciachimista, per motivi incomprensibili, ha applicato un retino e una tinta seppia che ne rende difficile l’interpretazione. Il telemetro sarebbe l’oggetto in basso; la parte in alto, con l’antenna, sarebbe la telecamera wireless citata prima. L’originale di quest’immagine è qui sul blog di Marcianò.

Sulla base di tutte queste considerazioni, ad alcuni è venuto il dubbio atroce ma comprensibile che le immagini mostrate qui sopra, e la reticenza di Marcianò nel documentare fotograficamente con chiarezza il suo possesso del telemetro laser, nascondano una buggeratura: qualcuno avrebbe falsificato queste immagini perché in realtà il telemetro in questione non è mai stato acquistato, e quindi non solo i video delle misurazioni sono tutti falsi, ma qualcuno si è intascato i soldi della colletta. I soldi dei fedelissimi di Marcianò, insomma.

Sono dubbi che Marcianò potrebbe appunto risolvere in un battibaleno con qualche foto nitida del telemetro in azione, nelle sue mani. Ma sentite invece come si giustifica Marcianò di fronte a questa (peraltro ragionevole) richiesta di prove fotografiche di possesso:

non appena mi ripareranno la videocamera, mi farò immortalare con il telemetro NEWCON LR B 4000 CI Laser Range Finder.

Un’altra straordinaria coincidenza: proprio quando sarebbe risolutivo pubblicare qualche immagine del telemetro, la videocamera di Marcianò si guasta. Funziona benissimo finché ci sono da fare i video degli aerei chimici, ma poi sul più bello va in tilt.

Non solo: Marcianò parrebbe non avere nessun altro dispositivo in grado di fare foto. Anche la telecamera wireless mostrata prima avrebbe avuto un inopportuno mancamento. E non ci sarebbe a disposizione neppure un telefonino con fotocamera. Neppure quello di un amico. Neanche quello di un vicino di casa. O una vecchia Polaroid. Una vera sfortuna.

La fattura trasformista

Di fronte a questi misteri, persino alcuni sostenitori delle “scie chimiche” cominciano a porsi qualche domanda e fanno le pulci alla fattura d’acquisto pubblicata da Marcianò. Per esempio, rev.stone di Sciechimiche.org, uno che non è certo amico dei debunker, contatta il negozio indicato in fattura, gli manda uno screenshot del documento, e scopre che la fattura pubblicata da Marcianò è taroccata. Il negozio, infatti, dichiara, e rev.stone con correttezza riferisce:

The item on that screenshot is not the item that was ordered. There is model 4000 on screenshot, while the customer ordered model 2500. I have no idea why on the screenshot you provided a link to it has model 4000 in the order. I’m not saying it’s definitely a fake screenshot, but it looks suspicious.

In altre parole, Marcianò ha detto a tutti di aver ordinato un telemetro modello 4000, al prezzo di 3799 euro, ma in realtà ha ordinato un telemetro modello 2500, che costa molto meno: da 1500 a 2350 dollari (ossia da 1160 a 1820 euro). E poi ha pubblicato una fattura truccata che mostra invece l’acquisto del modello 4000, ma non a 3799 euro, bensì a 3799 dollari. Perché?

L’intera questione della fattura di Marcianò e del suo taroccamento è ben documentata in due video di axlman (uno e due) e nelle schermate catturate da Ananka e Hanmar (una e due), che mostrano come la prima versione del taroccamento aveva addirittura i totali sbagliati, come si vede nel dettaglio qui accanto.

Naturalmente gli sciachimisti che si erano fidati del guru ci restano maluccio. Scrive il suddetto rev.stone (perdonate il suo turpiloquio):

andiamo ragazzi, con tutte le premesse del mondo, compreso il “fare squadra”, non esiste che io qui ancora non abbia letto di nessuno che si sia INCAZZATO per come siamo stati presi per il culo da Straker.
ripeto, io continuo ad aspettarmi (e lo spero con tutto il cuore) un colpo di scena da rosario…o anche solo una bella smentita, ma a questo punto deve essere realmente convincente.
a questo punto deve essere sincero.
di puttanate se ne sono viste e sentite fin troppe!

e se è vero che lui con sciechimiche.org in realtà non c’entra più nulla, così come è vero che lui è UNO dei tanti ricercatori indipendenti (sebbene il più in vista), è pur vero che questa cosa che ha fatto, se rimane come sembra, è di una gravita assoluta per TUTTO l’ambiente sciachimista…
altro che “ha fatto una cazzata”…altro che “comunque vale più di voi”…come ho appena letto.

con questo episodio ha sputtanato grandemente anche il nostro lavoro e la nostra serietà, altro che cazzi.

personalmente, finchè non ci sarà un eventuale sviluppo, con tutto il dolore che mi costa, io prendo le distanze in modo pubblico da Straker e da quello che ha fatto.
mi sento preso per il culo. e di molto.

Persino alcuni individui funestati da fettasalamite acuta, insomma, cominciano ad aprire gli occhi: è già un timido passo avanti. Ma c’è di meglio, e ne parlerò fra un attimo. Prima chiudo la questione del telemetro.

L’ipotesi che Marcianò abbia acquistato un modello inferiore di telemetro rispetto a quanto da lui dichiarato, e che il modello sia il Newcon 2500, sembra confermata dal confronto fra l’unica immagine mostrata da Marcianò del telemetro in azione (nel secondo video) e un disegno del modello Newcon 2500 tratto dal suo manuale:


Noterete che il modello 2500 ha un oculare singolo, situato vicino al lato sinistro (per chi guarda attraverso il telemetro): esattamente come quello mostrato fugacemente da Marcianò nel suo secondo video.

È insomma emersa una rete di menzogne, taroccamenti e manipolazioni. Quale credibilità possa avere a questo punto Marcianò, anche per i sostenitori delle “scie chimiche” e per tutti coloro che l’hanno invitato a parlare in televisione e a varie conferenze, resta da vedere. Tutta questa storia viene documentata rigorosamente proprio per poterla rinfacciare ai vari Decollanz e Giacobbo che hanno dato credito mediatico a Rosario Marcianò, e per evitare che altri giornalisti facciano lo stesso errore.

Ma non è finita.

Il secondo video: Marcianò si è copiato addosso

Sembra comunque che Marcianò un telemetro di qualche genere ce l’abbia. Mettendo da parte (si fa per dire) il castello di frottole che Marcianò ha pubblicato fin qui, vediamo cosa c’è nel suo secondo video, che dovrebbe dimostrare più del precedente i persistenti sorvoli di Sanremo a bassa quota con rilascio di scie.

Va detto subito che il secondo video non è una sequenza unica: fra l’immagine dell’oculare e le immagini delle misurazioni c’è una dissolvenza che indica un lavoro di montaggio e invalida in partenza ogni pretesa di considerare il video come prova di ripresa attraverso il telemetro (di qualunque modello). Ma soprattutto, grazie all’eccezionale memoria visiva di Zer0, che ringrazio, emerge che il video è falsificato nella maniera più stupida: prendendo un vecchio filmato dello stesso Marcianò.

Questo è un fotogramma del video nel momento culminante della misurazione del volo “chimico” a quota impossibilmente bassa:

E questo è un fotogramma tratto da un altro video di Marcianò, pubblicato un mese fa, più precisamente il 29 ottobre 2008, quindi in epoca pre-telemetro:

Grazie alle riprese di axlman possiamo confrontare i due filmati (la parte interessante inizia al minuto 3:50):

Una somiglianza davvero impressionante, vero? Ma è più di una somiglianza. Infatti grazie all’ottimo lavoro di Scie-nziato è stato possibile sovrapporre il video nuovo di Marcianò e quello vecchio. Sono perfettamente identici, come potete vedere nella sovrapposizione qui sotto, in cui anche le oscillazioni dell’inquadratura sono identiche, tanto che le scie di condensazione rimangono allineate sia nella zona circolare (l’immagine originale del video “telemetrico” di Marcianò), sia nella zona nera (nella quale le scie provengono esclusivamente dal vecchio filmato):

In conclusione: neanche questo secondo video è stato ripreso attraverso l’oculare del telemetro, contrariamente a quanto affermato categoricamente da Marcianò. Questo video è dunque un falso.

Chi ancora crede che i leader sciachimisti siano in buona fede faccia le opportune riflessioni.

In conclusione: che tristezza

Le “scie chimiche” sono state sbufalate da una serie massiccia di risposte tecniche degli esperti; i sostenitori della loro esistenza si sono rivelati degli incompetenti o, peggio, dei falsari. Dello sciachimismo, a questo punto, non resta più niente.

E con questo spero di non dovermi più occupare di questa teoria idiota per un bel po’. Almeno fino alla prossima interrogazione parlamentare del genio di turno.

2008/11/28: Marcianò ammette di aver “giocato sporco”

Lo dice qui: “Mi spiace aver giocato sporco, ma il sacrificio varrà la pena. Giusto come dici tu, questo giochetto serve a snidare i finti paladini ed a sputtanare definitivamente i disinformatori”.

Una spiegazione che finisce per essere un vero autogol. Marcianò, infatti, afferma di aver fabbricato tutta la vicenda per tendere una trappola ai “finti paladini”. Una messinscena davvero complicata. Ma allora come faranno d’ora in poi i suoi seguaci a sapere quando sta fingendo e quando sta parlando sul serio?

Se le cose stanno come afferma Marcianò, a questo punto potrebbe benissimo mostrare il telemetro che dice di possedere. Come mai non lo fa? Se c’è ancora qualcuno che crede alla scusa delle telecamere tutte rotte, si accomodi. Io, invece, quasi quasi faccio un salto a Sanremo, a casa Marcianò, per farmelo mostrare. Se ce l’ha, non sarà un problema mostrarmelo. Se non me lo mostra, ognuno sarà libero di trarre le proprie conclusioni.

2008/12/03: Era tutto un piano astuto di Marcianò e i telemetri sono due

Oggi è comparso su Tankerenemy.com un lunghissimo delirio paranoico di Marcianò. La definizione non è esagerata: vengo accusato, insieme ad altri, addirittura di aver ordito intercettazioni telefoniche, tentato di violare account Internet, intercettato e-mail, fatto “telefonate minatorie anche nel pieno della notte”, arrecato “danni ai veicoli di proprietà” e pure di “pedinamento”. Io avrei anche delle “evidenti aderenze” presso la RAI e i suoi “amministratori conniventi” dei forum, ed avrei avuto accesso a “documentazione riservata alle sole autorità ben inserite nelle istituzioni”.

Il medico mi dice che io di “evidenti aderenze” proprio non ne ho; però m’è quasi venuta l’ernia a furia di ridere, vale lo stesso?

Infatti io e i miei Men in Black, stando a quanto scrive Marcianò, avremmo anche sabotato il suo acquisto del telemetro laser, ma lui sarebbe stato ancora più subdolo e, intuendo le nostre diaboliche intenzioni, ne avrebbe ordinati in segreto ben due, di modelli differenti, facendone intestare uno (quello caro) ad un conoscente. Certo, come no.

Avremmo, dice Marcianò, compiuto “un minuzioso lavoro di équipe. Ognuno di questi personaggi svolge il suo compito ed è per questo motivo che costoro possono essere definiti una squadra di disinformatori legati a frange oscure. Costoro periodicamente si scambiano informazioni con i vertici del C.I.C.A.P., con i militari, con i servizi segreti e con il “giornalista” (ricordate… ex DJ dalla carriera fulminante) Paolo Attivissimo, il coordinatore del gruppo”. Addirittura i servizi segreti.

Ma lui sarebbe stato ancora più furbo dei servizi segreti, usando esche mediatiche e così “portando alla luce (per chi vuol vedere oltre le apparenze) il coinvolgimento di zone d’ombra del nostro sistema Stato (i finti fruitori disinteressati del Web, paladini dell’”antibufala”, in realtà disinformatori legati a centri di potere strategici), uniti a doppio filo al “giornalista” Paolo Attivissimo nonché al C.I.C.A.P.”.

Siamo insomma alle frasi da megalomania terminale. Marcianò, pur di giustificarsi per le falsificazioni che ha pubblicato spacciandole per riprese autentiche, inventa una storia complicatissima e immagina di essere così importante da avere alle calcagna i servizi segreti e le immancabili “zone d’ombra del nostro sistema Stato”. Pensa addirittura che qualcuno si prenda la briga di intercettargli le telefonate e pedinarlo. Come sempre, per mostrare l’assurdità dello sciachimismo non c’è modo migliore che lasciar parlare uno sciachimista.

Marcianò sembra non aver considerato, nella sua fantasiosa narrazione, che se davvero fossimo collusi con i servizi segreti e le zone d’ombra eccetera, non saremmo così stupidi da farci beccare. Non saremmo così sciocchi da sabotare un telemetro, come afferma, e lasciare tracce evidenti della manipolazione: lo faremmo in modo invisibile. Più semplicemente, gli toglieremmo i video da Internet grazie agli “amministratori conniventi”.

Se per esempio volessimo pedinarlo, non manderemmo certo un agente con l’impermeabile alla Clouseau, ma useremmo una nano-RFID sottocutanea, di quelle disseminate appunto tramite le irrorazioni degli aerei: a qualcosa serviranno pure tutti quei sorvoli a bassa quota proprio di Sanremo, no? E naturalmente ne maschereremmo la presenza agli scanner, sfruttando per esempio una cicatrice preesistente e quel dolore ricorrente al ginocchio. È solo un esempio, s’intende.

Di presentare nuove prove filmate realizzate con uno o l’altro di questi fantomatici telemetri, invece, non se ne parla proprio: “Non mostreremo foto e non mostreremo filmati”, dice Marcianò. In tal caso, sarà molto difficile spiegare ai seguaci rimasti perché s’è fatta la colletta per un telemetro, anzi due, per poi non usarli e non mostrarne i risultati.

La puntata della telenovela è insomma deludente, prevedibile e priva di veri colpi di scena. Speriamo in meglio per la prossima.

Scie chimiche: Rosario Marcianò condannato per diffamazione

Ultimo aggiornamento: 2017/12/20 23:35.

Ho poco tempo in questo momento, ma vorrei segnalare almeno brevemente che uno dei più rumorosi sostenitori della tesi complottista delle “scie chimiche”, Rosario Marcianò, è stato condannato per diffamazione nei confronti di due persone da lui accusate pubblicamente online di far parte della cospirazione sciachimista. Marcianò ha anche affermato che Valeria Solesin, una vittima dell’attentato al Bataclan del 13 novembre 2015, non è mai esistita. Se volete un assaggio delle cose fatte in passato da Marcianò, non perdetevi la vicenda del telemetro o quella dei gigabyte di watt. Internet non dimentica.

Oltre a una sanzione di 4.500 euro, Marcianò dovrà pagare le spese processuali e legali ed una provvisionale da circa 15.000 euro con il riconoscimento del danno in separata sede. Ne danno notizia, fra gli altri, Il Secolo XIX, Giornalettismo, Riviera Press e SanremoNews.

I dettagli processuali, per molti versi deprimenti e sconfortanti, sono raccontati qui.

E questo è solo l’inizio.