Vai al contenuto
Stasera scie chimiche in TV. A Mistero? No, alla TV svizzera

Stasera scie chimiche in TV. A Mistero? No, alla TV svizzera

L’articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Questa sera alle 21 sul canale televisivo svizzero La2 va in onda l’edizione italiana di Bye Bye Blue Sky, documentario di Patrick Pasin, sostenitore della teoria del complotto delle “scie chimiche”.

Pare perlomeno bizzarro che la televisione di stato svizzera, finora ben attenta a non abbassarsi ai livelli di Mistero o Voyager, voglia scialacquare così la propria reputazione, ma dalle mie indagini informali non risulta che sia previsto un dibattito o un contraddittorio e che quindi Pasin sia libero di esporre senza smentite di esperti la teoria delle “scie chimiche”. Quella che accusa i piloti e i controllori di volo di tutto il mondo (anche quelli svizzeri, dunque) di essere omertosi complici di un complotto per avvelenare il mondo attraverso irrorazioni fatte con aerei segreti. Quella che li accusa di sapere e tacere. Quella che accusa i meteorologi (compresi quindi quelli della stessa RSI e di Meteosvizzera) di far finta di non vedere le irrorazioni quotidiane di veleno. Vedremo. Io seguirò qui in liveblogging via Twitter la trasmissione.

22:40. La trasmissione è finita da poco. Dovrebbe essere presto disponibile in streaming sul sito della RSI qui. Contraddittorio zero; tante parole in libertà, ma nessun dato scientifico documentato; tante accuse a piloti, militari, governanti di tutti paesi e persino a Greenpeace (tutti colpevoli di tacere e negare). Per chi ha visto il programma e vuole comunicare educatamente le proprie impressioni, c’è il link apposito della RSI, che riporta il seguente invito: “Un programma RSI non vi soddisfa? Indirizzate le vostre osservazioni critiche a Comunicazione RSI e i vostri reclami all’organo di mediazione rappresentato da: Avv. Gianpiero Raveglia, casella postale 160, 6535 Roveredo-GR”.

Mi dispiace dirlo, visto che io collaboro da anni con la RSI, ma le asserzioni fatte nel programma sono a dir poco imbarazzanti per la loro assurdità (una fra tutte, i lampioni accesi di giorno sarebbero una prova del complotto per oscurare il cielo). Un programma del genere, proposto dalla RSI addirittura nella sezione Cultura, in prima serata e senza che venga previsto uno spazio di replica da parte degli accusati (i meteorologi, i piloti di linea, i controllori di volo, i militari anche svizzeri), viola a mio parere i principi di base della Legge federale sulla radiotelevisione, che stabilisce all’articolo 4 che “Le trasmissioni con contenuto informativo devono presentare correttamente i fatti e gli avvenimenti (principio di oggettività). I pareri personali e i commenti devono essere riconoscibili come tali (principio di trasparenza)”.

Non solo: è un’offesa a chi paga il canone e si aspetta programmi completi e obiettivi, non i deliri di una nonnina (giuro: leggete sotto) e di vari personaggi eccentrici privi di qualifiche nelle materie di cui parlano con tanta apparente sicurezza. La messa in onda sarà invece sicuramente motivo di vanto da parte di questa gente che non ha voglia di affrontare i problemi veri del mondo e preferisce passare la vita a inventarsi problemi inesistenti di cui poi si propone come impavido risolutore. Adesso, grazie alla RSI, potranno dire che le loro tesi bislacche sono vere perché le ha trasmesse anche la televisione svizzera e nessuno le ha contestate.

Sarà mia premura chiedere quanto è stato speso per doppiare in italiano e mandare in onda un’ora e mezza ininterrotta di allarmi terrorizzanti: adesso chi glielo spiega come stanno realmente le cose ai ragazzi delle scuole, visto che l’ha detto la RSI che le “scie chimiche” esistono e sono velenose?

Cercherò anche di sapere chi ha scelto di dare spazio a Patrick Pasin (foto qui accanto tratta dalla fine di questo video), una persona che ha sostenuto i negazionisti dell’11 settembre: Pasin è l’editore del libro L’Effroyable Imposture di Thierry Meyssan ed è uno dei partecipanti al video Le 11 septembre n’a pas eu lieu… (IMDB), che potete vedere qui, qui e qui. È anche stato l’editore del lunacomplottista Philippe Lheureux. Insomma, è uno che mangia pane e cospirazioni. E stasera la RSI gli ha offerto un pulpito incontrastato per novanta minuti. Tanto valeva dedicare un’ora e mezza ai sostenitori della Terra piatta. Il programma RSI La2DOC è, stando ai titoli di testa e di coda, a cura di Krysia Binek; l’assistente di produzione è Patrizia Balerna.

Aggiungerò qui altri dettagli man mano che riordino gli appunti tweetati in diretta. Ne vedremo delle belle.

Il programma in sintesi

La prima testimone esperta di Cielo Blu, Addio! (titolo italiano di Bye Bye Blue Sky) è nientemeno che una nonnina: tale Rosalie Bertell, “ricercatrice in biometria e epidemiologia ambientale, responsabile della Commissione medica internazionale Bhopal (India), fondatrice dell’Istituto internazionale di interesse per la salute pubblica (Toronto). Esperta riconosciuta dall’ONU e dalle istituzioni internazionali in questioni militari”. Credenziali impressionanti, almeno a prima vista, ma che c’entrano con le scie che si formano in cielo? Siamo alle solite, le tecniche dei cospirazionisti non cambiano mai: siccome mancano gli esperti veri, per ovvie ragioni, si usano esperti in altre materie che non c’entrano nulla. Come se essere bravo in fisica rendesse esperti in meteorologia.

Come al solito, infatti, nel “documentario” latitano le persone realmente qualificate: i meteorologi, i piloti di linea, i controllori di volo, ossia la gente che sa veramente cosa avviene in cielo. Perché la RSI non li ha interpellati per avere un parere professionale?

Certo, la vecchiaia non implica il rimbambimento (Margherita Hack docet), ma le parole della Bertell sì: “in generale, la scia emessa dagli aerei resta visibile per quindici, diciotto secondi”. Quelle che durano di più, dice, sono “scie chimiche”. Un criterio di distinzione interessante: peccato che sia una fandonia, perché gli aerei di linea che passano sopra casa mia a Lugano fanno spesso scie che durano ben di più di diciotto secondi (e basta chiedere a un meteorologo per sapere che una scia di condensazione può durare ben più di diciotto secondi senza dover essere per forza “chimica”). Come faccio a sapere che sono aerei di linea veri? Hanno la livrea delle compagnie aeree, e se pensate che un grosso aereo non appartenente a una compagnia aerea possa entrare impunemente in Svizzera senza che i controllori di volo lo sappiano, preparatevi ad accusarli di essere omertosi partecipanti alla congiura.

Poi arriva Alan de Tourtoulon, “già pilota per British Airways e Swissair”. Ecco, questa dovrebbe essere una persona qualificata. Sentiamo cosa dice: secondo lui le scie normali durano uno o due minuti. In altre parole, ha appena contraddetto nonna Bertell. Poi dice che le scie che durano di più di due minuti sono più frequenti di un tempo e gli sembrano strane. Tutto qui?

Segue Andrew Johnson, la cui straordinaria qualifica è “fondatore di http://www.checktheevidence.com, referenza mondiale in materia di scie chimiche”. Si chiede come si possa formare una griglia di scie che s’incrociano: forse l’idea che gli aerei di linea volano verso destinazioni differenti e quindi hanno rotte che prima o poi s’incrociano è per lui troppo banale. Si lamenta di non aver visto gli aerei che avevano formato la griglia: osservazione molto profonda, considerato che ha appena detto che stava lavorando al computer e quindi presumibilmente non stava guardando in continuazione il cielo.

È poi il turno di Claire Henrion, “cofondatrice di Acseipica, associazione per lo studio delle attività d’irrorazione e di geoingegneria”. Ancora una volta, una qualifica che non indica alcuna competenza nella materia in oggetto. A lei le “scie chimiche” causarono un aumento di temperatura quando le vide per la prima volta (e si ricorda anche la data di quando le ha viste – questa è ossessione). Dice che per lei è evidente che le scie sono all’origine della sensazione di calore. Prove? Nessuna. E non vi aspettate che le cose migliorino più avanti.

Infatti arriva Belinda McKenzie. Climatologa? Meteorologa? Esperta di chimica e fisica dell’atmosfera? No: “attivista, impegnata in numerose azioni civili soprattutto in Gran Bretagna”. Dice che da circa un decennio le occasioni di prendere il sole sono diminuite per colpa delle scie che oscurano il sole. Sarà: io ho vissuto in Gran Bretagna per parte di quel decennio e di sole ne ho visto anche più del solito. L’estate di caldo e sole da record del 2003 non se la ricorda nessuno? I meteorologi sì, ma in questo “documentario” non ce ne sono. Chiediamoci perché.

Sentiamo Nikos Katsaros, “ricercatore al Centro nazionale di scienze fisiche ‘Demokritos’ di Atene, membro del Comitato nazionale per l’ambiente, rappresentante per la Grecia in seno al Comitato scientifico della Nato, membro del Comitato ‘Enouranos’ che indaga sulle attività d’irrorazione e geoingegneria”. Si limita a dire che c’è gente che ha visto, in Grecia, scie che durano a lungo (“rimangono visibili per ore e ore, a volte persino per un’intera giornata”). E allora?

Avete capito l’antifona: il “documentario” non è che una sfilata di persone dalle qualifiche perlomeno dubbie che dicono cose incredibili o assurde senza dimostrarle:

  • un “osservatore meteo” (che non vuol dire “meteorologo”, così come dire “osservatore di donne” non vuol dire “ginecologo”);
  • un “ex sindaco e politico belga, fondatore del Gruppo Belfort, gruppo di resistenza civile contro l’attività d’irrorazione e il Codex Alimentarius” (fedele al principio “se credi a un complotto, credi a tutti i complotti”), che afferma sicuro che la condensazione a 10.000 metri di quota “è impossibile” (12:10);
  • un “docente alla facoltà di aeronautica e ingegneria aerospaziale della Delft University of Technology (Paesi Bassi), PhD in ingegneria aerospaziale”, Coen Vermeeren, dice che ogni scia persistente deve avere una spiegazione alternativa (ma non si sbilancia su quale) e che sarebbe teoricamente possibile introdurre sostanze nel carburante degli aerei (ma non afferma che venga fatto);
  • un “geobiologo”;
  • Rosario Marcianò, già noto a chi legge queste pagine per le sue imprese, si esibisce in una nuova perla di assurdità (a 13:40) che trascrivo integralmente con le lacrime agli occhi dal ridere: “Quando arriviamo alle nove, alle dieci di mattina già si cominciano a veder passare i primi aerei e nell’arco di poche ore il cielo è completamente coperto da uno strato uniforme che oscura il sole, quindi è una costante ormai di non avere più delle giornate di sole vero ma delle giornate semioscurate o oscurate completamente, tant’è che alcune volte all’una del pomeriggio i lampioni della strada sono accesi. Questo indica che comunque la luminosità è tale da far accendere i lampioni delle strade automaticamente per via dell’oscurità. Lampioni accesi all’una del pomeriggio? Va detto che Marcianò non vive in Lapponia, ma a Sanremo.

In estrema sintesi, le presunte differenze fra le scie di condensazione e quelle “chimiche” sarebbero, secondo il “documentario” di Pasin, la durata, la forma e il comportamento. Quelle chimiche durano molto a lungo e sono “panciute”, oppure hanno un’ombra (già, perché le scie normali non possono gettare un’ombra) e sono scure. Quelle chimiche “sono visibili anche dallo spazio, sulle foto satellitari, ma le normali scie d’aereo non dovrebbero apparire sulle foto satellitari” (proprio così, a 9:58; ma allora che dire di queste foto, scattate da Paolo Nespoli dalla Stazione Spaziale). Il motivo per il quale le scie normali non si dovrebbero vedere non viene detto.

Viene detto che le “scie chimiche” contengono “bario, ossido di bario o piuttosto cloruro di bario, ossido d’alluminio, ossido di titanio” (Claire Henrion, 19:00) oppure “alluminio e bario” (Katsaros, 19:20) oppure “trimetilalluminio, che è un metallo in forma liquida…, un additivo che contiene sali di bario, … rame, titanio, litio… carbonato di calcio che… serve per rendere sterile il terreno (Marcianò, 20:00) oppure “bario, cadmio, alluminio e anche plutonio … dibromuro di etilene, micoplasmi e agenti virologici” (l’ex sindaco, 20:50) oppure “titanato di bario, di alluminio, di rame, di ossido di titanio” (Marcianò, 22:20) o anche “solfato di ferro” (l’osservatore meteo, 25:00). In altre parole, i sostenitori delle “scie chimiche” si contraddicono a vicenda.

Prove? Nessuna. Zero. Niente. Nada. Solo novanta minuti di aria fritta:

  • Per dimostrare l’esistenza delle “scie chimiche” in cielo, viene fatta un’analisi del terreno. Perché qualunque porcheria ci sia nel terreno, deve per forza venire da una scia di un aeroplano in quota, non dall’ambiente più vicino. E cosa ci trovano? Bario e alluminio. Due metalli molto comuni nella crosta terrestre.
  • “Non siamo mai stati così tanto malati”. Ammesso e non concesso che sia vero (dove sono i dati epidemiologici?), come si dimostra che è colpa delle “scie chimiche”?
  • Non potevano mancare le citazioni della moria delle api (ovviamente causata dalle “scie chimiche”), l’alterazione della “sintonia del campo elettromagnetico degli alberi” e l’immancabile Morbo di Morgellons, naturalmente causato dalle “scie chimiche” e “molto diffuso”. Come no. Tutti conosciamo qualcuno che dice che gli spuntano peli di plastica dal corpo.
  • È tutta colpa del Pentagono e dei “paesi satelliti” e ci sono “accordi con l’esercito”: allora anche l’esercito svizzero è connivente?
  • Gli aerei militari irrorano obbligatoriamente a 1500-6000 m di quota.
  • Le “scie chimiche” fanno venire disturbi intestinali ma aumentano l’autonomia dei radar oltre l’orizzonte, aumentano la temperatura terrestre, inaridiscono il terreno, aiutano per la cartografia del terreno, influiscono su sonno e sogni, creano depressione, apatia o allegria (a seconda della frequenza sparata con le scie).
  • L’obiettivo delle “scie chimiche” non è modificare il clima, ma controllare la popolazione: garantisce Marcianò.
  • Ci sono due tipi diversi di “scie chimiche”: quelle militari, a circa 5000 metri di quota, e quelle degli aerei di linea, a 10.000 m.
  • Anche Greenpeace e gli ambientalisti fanno parte della cospirazione.
  • Le “scie chimiche” sono state osservate anche nella versione colorizzata di Zorro.
  • Ovviamente non manca una citazione abbondante di HAARP, classico babau di mille complotti.

Qui mi fermo: ce ne sarebbero ancora, di cose da dire, ma direi che il concetto è chiaro.

Aggiornamento (2011/03/02). Grazie a tutti coloro che hanno inviato mail di civile protesta alla RSI, e grazie ai piloti e meteorologi che mi hanno contattato per esprimere la loro delusione per lo scivolone di una rete televisiva alla quale hanno sempre dato orgogliosa fiducia.

Scie degli aerei un fenomeno nuovo? Un testimone le ricorda 65 anni fa

Scie degli aerei un fenomeno nuovo? Un testimone le ricorda 65 anni fa

Segnalo brevemente un nuovo articolo molto speciale sul blog La bufala delle scie chimiche (che ha ricevuto un restyling dopo i vostri commenti): la testimonianza fresca e diretta del fatto che gli aerei producevano grandi scie di condensa già durante la Seconda Guerra Mondiale, sbufalando così i sostenitori della teoria delle “scie chimiche”, secondo i quali le scie persistenti sarebbero un fenomeno che risale a non prima degli anni Novanta.

La testimonianza è di particolare pregio perché ci arriva da un italiano, Roberto Cassinis, ordinario in pensione di Fisica Terrestre, e perché è scritta oggi e in diretta risposta alle “fandonie moderne”, come le definisce lui, degli sciachimisti.

Aggiornamento 10:10

Radio Deejay ha da poco trasmesso un programma in cui il conduttore Fabio Volo ha parlato di nuovo di scie chimiche, dando spazio soltanto ai sostenitori della teoria, in particolare Rosario Marcianò (alias Straker). I lettori mi segnalano che la trasmissione sarà riascoltabile da domani qui oppure intorno alle 11.30 di oggi qui, dove viene ritrasmessa la diretta con 2 ore di ritardo.

Ho già mandato all’emittente una mail (diretta@deejay.it) e un SMS (347.3425220) in cui ho sfidato cordialmente l’ospite e gli sciachimisti tutti a un dibattito faccia a faccia insieme agli esperti e ho ricordato che il loro intervistato è colui che scrive che le scie chimiche servono a creare “una razza formata da androidi facilmente controllabili”.

Se volete associarvi con un’educata protesta, magari Radio Deejay si renderà conto che la correttezza dell’informazione prevede il diritto di replica. Ci sono diversi meteorologi e piloti, civili e militari, che si sentono offesi dallo spazio concesso unilateralmente a queste accuse da un’emittente di grande ascolto.

Non è necessario esigere una smentita: basta chiedere il dibattito. Il fatto stesso che Marcianò lo rifiuti è una delle più chiare dimostrazioni della debolezza delle sue argomentazioni.

Aggiornamento 13:20

La registrazione della trasmissione, durata circa 8 minuti, è disponibile qui in formato MP3 (grazie a Riccardo). Per chi la ascoltasse, consiglio la lettura delle risposte alle asserzioni più frequenti preparata dai tecnici del CICAP (piloti e chimici) o della sua versione ampliata, dalla quale traggo queste note.

  • La storia dell’accordo Italia-USA sulla modificazione del clima è già stata chiarita da tempo qui: basta leggere il documento per capire che parla di ecosistemi, che sono cosa ben diversa dal clima, e che ne parla nel senso di fare test circoscritti agli appositi “siti sperimentali italiani dove vengono modificate artificialmente le condizioni ambientali a cui è esposta la vegetazione” e di conoscere meglio i “meccanismi di risposta delle piante”. In altre parole, gli “esperimenti” citati vengono fatti su piccoli appezzamenti di terreno e servono per vedere come si comportano le piante in caso di cambiamento della temperatura, delle precipitazioni e della concentrazione di CO2 nell’atmosfera; le persone non c’entrano nulla, e il cambiamento è dovuto a fattori naturali e/o all’inquinamento industriale, non alle scie chimiche. Un esperimento locale su un ecosistema (zona piccola e ben delimitata) non è paragonabile a un cambiamento planetario del clima: sarebbe come fare pipì nel Po e pensare che questo possa causare una morìa di pesci nell’Adriatico.
  • La questione del controllo delle piogge su Mosca è un cambiamento delle condizioni meteo locali, che non c’entra nulla con la modificazione del clima. Il controllo locale della pioggia è un fenomeno noto da decenni. Marcianò parla di fenomeni di tutt’altra scala che servirebbero, a suo dire, per le comunicazioni radio con la “polvere intelligente”. Se non sapete cos’è, chiedetelo a lui. Senza ridere.
Copyright come clava: una piccola vittoria. Youtube ripristina i video contesi

Copyright come clava: una piccola vittoria. Youtube ripristina i video contesi

L’articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Stamattina ho ricevuto due mail di notifica da Youtube:

Dear Paolo,

We’ve completed processing your counter notification regarding your video
[http://www.youtube.com/watch?v=muxRz6dCHYA]. This content has been restored and your account will not be penalized.

Sincerely,

Harry
The YouTube Team

Dear Efax,

We’ve completed processing your counter notification. This content has
been restored and your account will not be penalized.

Sincerely,

Jacob
The YouTube Team

“Efax” è il nome del servizio fax che ho usato per uno degli invii dei documenti di opposizione.

Sono stati quindi ripristinati tutti i video che Rosario Marcianò, alias “Comitato Tanker Enemy”, aveva segnalato a Youtube per presunta violazione del copyright:

Soprattutto per l’ultimo video, è chiaro che l’asserita violazione del copyright non esiste e che la segnalazione di Marcianò è stata fatta per pura ripicca nei miei confronti. Ora si godrà l’effetto Streisand e le eventuali ritorsioni di Youtube applicabili a chi fa segnalazioni fasulle.

Questo, cari politici di Firenze, è il livello dei sostenitori delle “scie chimiche” che ospitate ufficialmente senza offrire il benché minimo contraddittorio. Vi siete coperti di ridicolo proprio nel giorno del convegno pro-“scie chimiche”. E c’è chi comincia a riflettere su quanto male facciano alle cause ambientaliste questi incauti avalli politici dei deliri di complotto.

La procedura di risoluzione delle dispute sul copyright di Youtube, insomma, funziona: è lenta e strumentalizzabile, ma funziona. L’importante è non mollare e scrivere una mail o un fax di opposizione (counter-notification) scritti in modo chiaro, schematico e in perfetto inglese americano, perché gli oberatissimi addetti di Youtube hanno poco tempo e una soglia di comprensione molto bassa (“Efax” docet).

Come quelli di Facebook, con i quali mi sono scontrato di recente per aiutare un amico al quale era stato bloccato l’account senza motivo. Ma questa è un’altra storia.

Attentati di Bruxelles, immagini-bufala e complottisti sciacalli

Attentati di Bruxelles, immagini-bufala e complottisti sciacalli

Questo articolo vi arriva gratuitamente e senza pubblicità grazie alle donazioni dei lettori. Se vi piace, potete incoraggiarmi a scrivere ancora (anche con un microabbonamento). Ultimo aggiornamento: 2016/03/24 13:45.

Come al solito, anche per gli attentati di Bruxelles di ieri è esplosa la mania di pubblicare qualunque immagine senza verificarne la fonte. Non è soltanto superficialità: è molto chiaramente voglia di guadagnare clic e quindi far soldi su un tragedia.

Per fortuna ci sono dei debunker che cercano di contrastare il fenomeno, come in questo caso: una manciata di minuti dopo gli attentati PressTV ne pubblica già un video, dichiarando che si tratta di una ripresa tratta da una telecamera di sorveglianza dell’aeroporto di Bruxelles nel momento dell’esplosione, ma ben presto arriva @FinnJulle a sbugiardarlo: è infatti un video che risale al 2013. Notate la data aggiunta in sovrimpressione, a conferma che si tratta di una falsificazione intenzionale e non di un equivoco.

Questo video falso è stato pubblicato anche da varie testate giornalistiche italiane, che l’hanno poi rimosso (solitamente senza alcuna rettifica). Una delle ultime a rimuoverlo è stato Il Giornale, che lo proponeva (a firma di Claudio Torre) ancora la sera del 23 marzo come se fosse stato autentico, e lo faceva nonostante Marcello Foa, sul proprio blog ospitato dal Giornale, lo avesse già sbugiardato alle dieci del mattino dello stesso giorno.

Lo screenshot della cache di Google documenta che
l’articolo di Claudio Torre era ancora online alle 20:31 GMT.

Un altro esempio di false immagini e riprese video riguardanti gli attentati di Bruxelles e spacciate per vere anche da testate giornalistiche estere è su Snopes.com. Il vizietto di pubblicare qualunque cosa purché faccia scoop, insomma, è assai diffuso.

Il debunking richiede tempo e bravura e non tutti possono fermarsi a fare ricerche su ogni immagine, ma tutti noi possiamo contribuire a contrastare questo sciacallaggio evitando di cliccare, inoltrare e retweetare qualunque immagine non autenticata; nel dubbio, meglio non inoltrarne nessuna, neanche quelle pubblicate dalle testate giornalistiche, anche per non incoraggiare il voyeurismo macabro che riemerge sempre in queste occasioni.

Naturalmente anche i complottisti non hanno colto una buona occasione per starsene dignitosamente zitti e hanno rigurgitato in Rete i propri deliri. Di solito non perdo tempo a segnalarli, ma faccio un’eccezione per un caso particolarmente patetico che dimostra eloquentemente come ragionano i complottisti: David Puente segnala che sul profilo Facebook di Rosario Marcianò (sostenitore del complotto delle “scie chimiche”) è stata infatti annunciata (copia su Archive.is) la clamorosa “scoperta” che Wikipedia sapeva già tutto degli attentati prima che avvenissero (“Questi alle 08:20 gia [sic] sapevano tutto”).

Marcianò incalza, frugando nella cronologia di Wikipedia, e sottolinea una potente rivelazione:

Marcianò, a quanto pare, non si rende conto che c’è una spiegazione banalissima: Wikipedia usa come orario il GMT, che attualmente è un’ora indietro rispetto all’ora italiana o di Bruxelles, e quindi non ha anticipato un bel niente.

Chissà se adesso i giornalisti che hanno invitato Marcianò in televisione e le amministrazioni comunali che hanno dato il patrocinio o il sostegno alle sue conferenze capiranno a chi hanno regalato un pulpito e un megafono.

Scie chimiche (ancora, poi basta): risolvono la calvizie con i peli di plastica

Avete letto bene. Questa, in sintesi la conclusione della seconda puntata di Rebus dedicata al presunto fenomeno delle “scie chimiche” (la recensione alla prima puntata la trovate qui).

Secondo Rosario Marcianò e Massimo Santacroce, i due “ricercatori” del fenomeno, uno degli effetti delle scie chimiche sarebbe la produzione di filamenti di materiale non organico che escono dai bulbi piliferi delle persone contaminate. Peli di plastica, insomma. Cesare Ragazzi, fatti da parte.

E poi ci sono le sfere luminose, che naturalmente non possono essere banale rumore elettronico della telecamera puntata incoscientemente verso il sole oppure Venere (visibile anche di giorno, per chi non lo sapesse; basta sapere dove cercare) o cacchine di mosca sulla finestra o polvere sulla pellicola o sul sensore della fotocamera o uno dei mille altri fenomeni che producono puntini bianchi nelle immagini; ci sono gli aerei rossi con delle cose sotto le ali che, nei filmati sgranatissimi e mossi presentati dai “ricercatori”, non possono essere le gondole degli attuatori dei flap, ma sono sicuramente dei dispositivi diabolici.

E c’è anche la polvere intelligente, un computer dentro ogni granello. Ecco perché ogni volta che spolvero, due minuti dopo la polvere si ripresenta. Si è nascosta per poi riposizionarsi col passo del leopardo. Quella non è polvere intelligente, è polvere bastarda.

E infine c’è il brevetto dell’irroratore montato sotto i motori. Brevetto esistente, per carità: ma parla di come spurgare l’olio dai motori. Cosa più importante: a nessuno dei presenti viene il dubbio che pubblicare un brevetto che descrive una tecnologia segretissima, di cui nessuno deve sapere nulla, sarebbe un pochino da imbecilli?

Giuro. Hanno detto tutte queste cose e molte altre che mi sono perso perché ridevo troppo. E’ stata un’ora e mezza di vero delirio (in tutti i sensi). Se qualcuno non ci crede, ho la registrazione, e Odeon metterà a breve online la puntata.

Marcianò e Santacroce presentano delle foto in cui questi oggetti sono grandi tre pixel, e loro in quei tre pixel ci vedono tutto un apparato o tutta una sfera luminosa. Io ci vedo tre pixel, e vedo un programma di grafica tirato per il collo per creare artefatti digitali evidenti a chiunque sappia qualcosa di immagini digitali.

I due “ricercatori” non si rendono neppure conto che l’immagine della sfera luminosa doppia, quella a forma di arachide, è semplicemente il risultato del movimento della telecamera. Marcianò, abbia pazienza, ma in due anni e rotti di ricerche ossessive, venti euro per un treppiede della mutua non si potevano trovare?

Non so se le scie chimiche fanno venire il morbo di Morgellons (ovviamente citato nel programma), ma di certo questi filmati fanno venire il mal di mare.

Siamo seri

Magari qualcuno pensa che io stia sfottendo un po’ troppo Rebus e i suoi ospiti (c’era anche Tom Bosco, ma lasciamo stare). Allora cercherò di stare serio e di dire due parole conclusive sulla faccenda delle scie chimiche per quanto mi riguarda.

Parliamoci chiaro: se volete dimostrare l’esistenza di un fenomeno, ci vuole ben altro che dei filmatini fatti con il Parkinson e qualche foto sgranata e ritoccata con Photoshop per tirare fuori dettagli inesistenti. Ci vuole ben altro che un’analisi di un campione d’acqua piovana nel quale avranno pisciato tutti gli insetti di Sanremo (dove abita Marcianò).

Portate prove serie, condotte in modo rigoroso e documentato, in condizioni di controllo, in modo da escludere qualsiasi altra possibilità o spiegazione meno fantasiosa, e la comunità scientifica vi abbraccerà, perché una scoperta del genere è il colpo gobbo che bramano anche gli scienziati. E io sarò il primo a darvi ragione, per quel che vale il mio appoggio. Ma fino a quel momento, se continuate su questa strada, riuscirete soltanto a coprirvi di ridicolo.

Comperatevi una fotocamera con un buon teleobiettivo (e un treppiede!), procuratevi le carte aeronautiche che indicano le aerovie, imparate a fare triangolazioni o a ricevere i segnali dei transponder per identificare la vera quota degli aerei, ascoltate le comunicazioni radio degli aerei, annotate ora e luogo di ogni ripresa, e cominciate a dimostrare almeno l’esistenza di questi fantomatici aerei non civili e poi delle loro scie. Raccogliete una massa inoppugnabile di dati, e nessuno potrà ridicolizzarvi.

Un pensiero paranoico potrebbe farsi tentare dall’idea che forse è proprio questo lo scopo: di fronte a un approccio così assolutamente dilettantesco, potrebbe venire il dubbio che Marcianò e Santacroce siano in realtà incaricati da qualcuno di coprire pubblicamente di ridicolo il fenomeno delle scie chimiche, in modo da permettere agli irroratori misteriosi di continuare indisturbati.

Pensateci un attimo. L’idea vi fa rizzare i peli? Controllate che non siano di plastica.

Cappellino sciachimista di nuovo all’asta

Cappellino sciachimista di nuovo all’asta

L’articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale. Ultimo aggiornamento: 2009/05/01.

L’asta benefica a favore di AMREF e RAWA del cappellino CIA, indossato al convegno di Milano dal sostenitore della teoria delle “scie chimiche” Rosario Marcianò, è tornata, nonostante i tentativi di boicottaggio vantati da Marcianò stesso. Buon divertimento.

Il Corriere del Ticino e La Regione recensiscono l’incontro ufologico

Il Corriere del Ticino di oggi ospita un articolo di Mattia Bertoldi che recensisce bene il simposio di sabato a Lugano. Lodi per la mattinata, che ha ospitato relatori scientifici che non hanno fatto voli di fantasia ma scienza solida e avvincente, ma critiche per il pomeriggio ufologico: l’intervento di Tom Bosco sulle “scie chimiche” è descritto come “un’esposizione assai povera di dati scientifici attendibili”, e gli interventi sugli UFO hanno “dimostrato come l’argomento possa venire affrontato in maniera scientifica e con l’ausilio di prove da una parte e in modi ben meno rigorosi dall’altra, spesso basati su opinioni soggettive”. L’articolo parla anche di “argomentazioni deboli e non dimostrabili che contribuiscono a gettare discredito su una fenomenologia che… nasconde interessanti risvolti di carattere scientifico”.

Non posso che sottoscrivere. Le parole in libertà di questo convegno sono state un danno per l’ufologia rigorosa e per chi ha a cuore realmente i problemi dell’atmosfera che respiriamo e delle azioni militari segrete che ci coinvolgono.

Per contro, La Regione trova che “i filmati dei dischi volanti girati tra il 2007 e il 2008 si sono rivelati i più impressionanti e persuasivi”. Sono oggetti che stanno “sospesi nel cielo della vicina Milano” e che secondo l’autore dei video, Urzi, volano “proprio sopra il suo abbaino”. E che stranamente nessuno, ma proprio nessun altro del vicinato, riesce a vedere o riprendere. Evidentemente l’articolista, che si firma soltanto “MDS”, è un persona facilmente impressionabile e persuadibile che non ha mai visto due formine da torta appese a un filo da pesca. Siamo seri.

Segnalo anche la recensione del convegno fatta da Nonsoloaerei.net: se pensate che la mia sia stata impietosa, aspettate di leggere questa.

Intanto l’asta del cappellino è già arrivata a quota 69 dollari. Fantastico!

Aggiornamento 2009/04/30 – Nuovi livelli di squallore degli sciachimisti

Oggi le offerte per il cappellino sono schizzate improvvisamente a oltre 250 dollari, grazie ai rilanci stratosferici dell’utente nicscics.

Ma nicscics è un nick già visto: frugando nei miei archivi salta fuori che corrisponde a uno di quelli utilizzati in passato dallo stesso Rosario Marcianò. E l’avatar usato nel suo profilo utente, cioè il vecchio simbolo di Tanker Enemy, comitato di cui il Marcianò si dice presidente, lascia ben poco adito a dubbi.

Un’espiazione per il precedente tentativo di boicottaggio dell’asta di beneficienza?
Un improvviso slancio di generosità e buon cuore?
Macché: un altro infantile e pietoso tentativo di sabotare l’asta stessa.

Infatti l’intenzione era stata espressa a chiare lettere nei commenti sul sito del Marcianò: “Iscrivetevi su ebay comprate all’asta poi non pagate e gli date feedback negativo motivando come volete comunque tirate in ballo le scie. N.B. Voto negativo lo possono prendere solo i venditori NON gli acquirenti. Cosi’ tanto per rompergli le balle”. Il commento è congelato su Backupurl.com.

Certo che bisogna essere proprio poveri di spirito per impegnarsi tanto allo scopo di far fallire un’asta benefica. La serie di comportamenti di Marcianò rende sempre più plausibile l’ipotesi che si tratti di gesti mirati a rendere ridicolo lo sciachimismo nel suo complesso.

In ogni caso ho bloccato le offerte fasulle e l’asta è tornata ad essere regolare. Ma di questi mezzucci da asilo va tenuta traccia, perché rivelano bene il carattere dei sostenitori di queste teorie.

Sciachimisti alla disperazione: sedicente “ricercatore” ricorre a video falsificato

Sciachimisti alla disperazione: sedicente “ricercatore” ricorre a video falsificato

L’articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Per la serie “lasciateli parlare e si renderanno ridicoli da soli”, ecco una nuova puntata. Dopo gli sbufalamenti e le figuracce rimediate nella conferenza di Novi Ligure (video) e nelle risposte tecniche del CICAP, mi sa che lo sciachimismo italiano è arrivato allo stadio terminale. Era anche ora, direte voi, così posso dedicarmi ad altri argomenti. Però nel frattempo possiamo divertirci documentando le follie dei sostenitori delle “scie chimiche”.

Dato che tutte le “prove” portate fin qui sono state smontate, si è passati infatti alla promozione della falsificazione esplicita. Il principale esponente dello sciachimismo nazionale, Rosario Marcianò (fotogramma qui sopra), noto con il nome d’arte di Straker e ospite di trasmissioni come Rebus e Voyager in qualità di presunto esperto della materia, ha pubblicato poco fa un video che dovrebbe dimostrare inequivocabilmente uno dei capisaldi di questa forma di cospirazionismo, ossia che vi sono scie rilasciate a quote troppo basse, alle quali le scie di condensazione non si possono formare, e che pertanto si tratta di scie chimiche.

Ci si potrebbe soffermare un attimo a chiedersi perché gli organizzatori di un complotto supersegreto così incredibilmente vasto e complesso dovrebbero essere così imbecilli da fare scie dove non ce ne possono essere, e quindi farsi smascherare dal primo dilettante che fa due misure in croce, ma lasciamo stare. La logica e la coerenza non sono mai stati abbondanti fra i sostenitori dell’esistenza delle scie chimiche. È questione di selezione naturale: per credere a queste scemenze non si può essere troppo svegli.

Veniamo al video. Straker sostiene di aver acquistato un binocolo con telemetro laser grazie a una colletta dei suoi sostenitori (ben 3799 euro) per misurare la distanza degli aerei “chimici”. Il video, come vedete nel fotogramma qui accanto, sembra mostrare appunto una ripresa di ciò che si vedrebbe con questo binocolo: un aereo che rilascia una scia mentre si trova, stando alle indicazioni, a 1347 m di distanza. Dunque ben al di sotto delle quote alle quali, secondo perlomeno gli sciachimisti, le scie di condensazione sono impossibili.

I seguaci esultano e parlano di “prova definitiva da tribunale”, ma c’è un piccolo problema. Il video è stato falsificato e i segni della falsificazione sono evidenti. Dilettantescamente evidenti.

Infatti basta procurarsi il manuale del binocolo in questione, per esempio da qui o qui, per scoprire che quel binocolo non è dotato di zoom. Ha un’ottica fissa da 7 ingrandimenti. Eppure il video fa una bella zoomata. Ops.

Se ne deduce che le scritte sono state realizzate a parte, forse con un software di titolazione, e aggiunte a un video ripreso con una normale videocamera dotata di zoom. Un falso fabbricato intenzionalmente, insomma, ma confezionato da un falsario incapace. A questo punto non si può più pensare alla buona fede o all’incultura di chiunque abbia partorito questa “prova definitiva da tribunale”.

Ci sono molti altri indicatori di falsificazione, ma cominciamo con questo e vediamo un po’ come si giustificano stavolta i seguaci di Marcianò. Divertitevi anche voi a trovare gli altri indizi, ma non pubblicateli.

Intanto potremmo avere le scuse di Maurizio Decollanz (Rebus) e di Roberto Giacobbo (Voyager) per aver presentato questo personaggio come se fosse un’autorità seria e competente?

Prime giustificazioni

Inizia il divertimento. Lascio da parte gli insulti personali a pioggia, che già tracciano un quadro molto chiaro delle personalità dei seguaci dello sciachimismo e squalificano in partenza le loro eventuali argomentazioni concrete (notate che invece io non ho accusato Marcianò di aver realizzato un falso, ma di averlo pubblicato), Straker risponde dando una descrizione dell’apparecchiatura asseritamente usata:

Al telemetro è stata abbinata la telecamera, montata in parallelo ed in seguito le immagini sono state sincronizzate. Le immagini non possono provenire direttamente dal telemetro. Il display viene ripreso da una piccola telecamera Wireless.

Mi pare chiaro che non esiste telemetro in grado di passare direttamente le immagini che appaiono al focale e ciò era palese per me sino dall’inizio. E’ per questo che al focale medesimo si può collegare una comunissima videocamera wireless con messa a fuoco manuale, in grado di riprendere ciò che vede l’operatore dall’altro oculare. Il resto viene assegnato alle riprese classiche, eseguite da una videocamera accoppiata al telemetro, solo ai fini di poter registrare le sequenze.

Le camere di ripresa sono due. Una riprende il display ed è fissa. L’altra riprende direttamente il soggetto. Infine l’immagine del display viene estrapolata in post produzione. Ripeto che ciò è stato necessario al solo scopo di riportare l’evento, ma ognuno di voi paggi di kattivix può ripetere l’esperimento come vuole, ottenendo conferme a quanto oggi riportato, ovvero le quote davvero irrisorie.

Sarebbe interessante vedere una foto di tutta quest’asserita quanto mirabile apparecchiatura, sperando che sia stata colta l’occasione per integrarvi anche un pratico cannoncino all’orgone. Comunque sia, Straker ha dunque ammesso che quelle immagini sono il risultato di una sovrapposizione, confermando la mia ipotesi iniziale, e non sono la diretta realtà. Una manipolazione che curiosamente il Marcianò non aveva descritto prima che gli fossero sollevate obiezioni. Il video, insomma, non mostra affatto quello che si vede attraverso il binocolo-telemetro, come invece era stato dato a intendere.

Stabilito questo punto, andiamo avanti con le obiezioni. Ecco una prima infornata.

Seconda obiezione. Straker afferma di essere stato in grado di mantenere un telemetro laser puntato contro un velivolo in rapido movimento, a soli 1300 metri da lui, per un tempo sufficiente ad ottenere un dato di misurazione affidabile. Ora un aereo che voli a 500 km/h, per esempio, percorre 138 metri al secondo. È possibile ottenere misure in queste condizioni? Il manuale del telemetro dice di no, e aggiunge anzi che la luce intensa può addirittura mascherare l’impulso laser:

Weather conditions that influence air transparency (rain, fog, snow, mist) reduce maximum range. Bright sunny days will reduce performance as well as IR sun radiation may cover reflected laser impulses.
[…]
Natural hand tremor decreases the accuracy of long distance ranging.

Terza obiezione. Come mai nessun altro nella zona ha notato un aereo di linea che passava sopra un centro abitato (Sanremo) a molto meno di 1300 metri di quota relativa? Oltre a essere ben visibile, avrebbe fatto un baccano indicibile. Giusto per capirci: 1347 m è la distanza dal telemetro, che non è stata misurata perpendicolarmente al terreno, per cui la quota rispetto all’osservatore dev’essere drasticamente inferiore.

Quarta obiezione. Come mai Marcianò, che sappiamo avere una telecamera con uno zoom particolarmente generoso, non riesce a zoomare maggiormente su un aereo così incredibilmente vicino a lui?

Quinta obiezione. Come mai l’immagine è così sgranata e azzurrata, proprio come se l’aereo fosse molto, molto lontano?

Giacobbo direbbe “Coincidenze? Noi di Voyager crediamo di no”.

Adesso vediamo quali altre giustificazioni vengono partorite. Ci aggiorniamo domani.

2008/11/20: nuove giustificazioni

Sembra di assistere alla classica scena dell’esploratore nelle sabbie mobili: più si agita, più sprofonda. Infatti mentre molti, anche nel censuratissimo blog di Marcianò, reclamano a questo punto di vedere una foto dell’attrezzatura utilizzata per il video e di vedere altri video in cui la ripresa è fatta senza trucchi e sovrimpressioni, Marcianò ha presentato un’altra interessante giustificazione per un paio di obiezioni, mentre non è riuscito a rispondere alle altre elencate qui sopra.

Dice che è riuscito a filmare e misurare l’aereo, benché fosse vicinissimo (a soli 1300 metri da lui), perché “Per quanto ho spesso osservato, volano a velocità inferiori al normale e spesso al limite dello stallo”, dice Marcianò. E volando piano, udite udite, farebbero meno rumore: “Inoltre non è la prima volta che si osservano velivoli bassi emettere pochissimo rumore, probabilmente proprio perché, come scrive anche Vibravito, volano alla velocità minima consentita, per non farsi notare”, dice.

Orbene, la velocità di stallo di un TU-154M senza flap estratti, come quello mostrato nel filmato, è intorno ai 300 km/h (dato tratto dall’incidente di un TU-154, Aeroflot 7425, precipitato appunto per stallo). A 300 km/h, un aereo percorre ogni secondo ben 80 metri, ossia quasi due volte la propria lunghezza. Marcianò dice di avere avuto a 1300 metri da lui un aereo che andava a 80 metri al secondo e di essere riuscito a riprenderlo per un buon minuto. Come fa un aereo a quella velocità a restare alla stessa distanza da Marcianò per un minuto? Gira in cerchio proprio intorno a casa Marciano? Suvvia, siamo seri.

Quell’aereo è in realtà a una distanza ben maggiore e a una quota nettamente superiore. Soltanto così si spiega quello che si osserva nel video: dimensioni angolari dell’aereo che non cambiano per decine di secondi e soprattutto un azzurramento marcatissimo, tipico degli oggetti ripresi da grande distanza.

Giusto per darvi un’idea, quella qui accanto è l’immagine di un’antenna (quella sul monte San Salvatore, vicino a Lugano) che si trova a circa 2670 metri dal punto di ripresa, che è il Maniero Digitale (dati Google Earth, corretti per tenere conto del dislivello verticale di 600 metri).

La parte cilindrica in cima all’antenna sta insomma al doppio della distanza asserita da Marcianò. È in parte bianca e si staglia contro il cielo, per cui è un ottimo termine di paragone. Dunque dovrebbe avere un azzurramento marcatissimo, superiore a quello dell’aereo nel video. Vedete qualche azzurramento? Appunto.

In altre parole: gli sciachimisti sono così innamorati della propria teoria che non vedono neppure l’evidenza. E pur di non vederla s’inventano scuse su scuse.

Attendiamo con curiosità il prossimo contorcimento che sarà necessario per spiegare quest’ulteriore prova di falsificazione.

2008/11/28: nuovo video, nuovo falso (con sorpresa)

È comparso un nuovo video di Marcianò. Non solo è un falso, ma emerge che anche il telemetro è una buggeratura ai danni di chi s’è fidato della colletta. I dettagli sono in questo articolo.

Scie chimiche? No, scie comiche. A Rebus

Scie chimiche? No, scie comiche. A Rebus

L’articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Nota: questa è la recensione di un programma televisivo sulle “scie chimiche”. Chi volesse un’analisi dettagliata delle teorie riguardanti l’argomento può leggere questi due miei articoli (uno e due) e il parere tecnico dei piloti italiani. O anche visitare il mio sito dedicato al tema, Sciechimiche.info.

È appena terminata la trasmissione di una puntata di Rebus (su Odeon TV) dedicata alle cosiddette “scie chimiche” prodotte da aerei misteriosi nei cieli d’Italia e del mondo.

Ospiti: in studio, due sostenitori dell’esistenza di queste scie, Rosario Marcianò e Massimo Santacroce, nessuno dei quali ha titoli o competenze in aeronautica o meteorologia; per telefono, il senatore Ciccanti, sostenitore anche lui dell’esistenza delle scie chimiche. Grande assente: il contraddittorio.

L’unica persona che rappresenta il mondo aeronautico o meteorologico è Claudio Eminente, dell’ENAC, al quale vengono dati (per telefono), soltanto sei minuti di una trasmissione durata un’ora e mezza. Agli sciachimisti è stata data invece la possibilità di presentare numerosi filmati e di parlare indisturbati. Ma questo, non fraintendetemi, è un bene.

Il conduttore, Maurizio Decollanz, dice che ha invitato tanti esperti per il contraddittorio ma che nessuno ha accettato di venire. Sarà, ma che non ci fosse proprio nessuno, neppure uno scalcinato meteorologo o un pilota, neppure uno degli esperti in fenomeni misteriosi del CICAP (che pure vengono invitati spesso a Rebus), suona sorprendente.

Suona sorprendente soprattutto se si considera che gli esperti di MD80.it (piloti e tecnici italiani) non hanno potuto partecipare perché a loro, diversamente che agli sciachimisti, l’invito è arrivato con un preavviso minimo (fatto confermatomi da MD80 e da Decollanz).

Marcianò ha evidentemente tempo di starsene a scrutare il cielo; i piloti di linea hanno un po’ più da fare, e preparare il materiale tecnico rigoroso per rispondere alle domande non è cosa che s’improvvisa (inventare fandonie, al contrario, richiede tre secondi). Gli sciachimisti, invece, hanno avuto mesi per preparare i loro video.

Ma, ripeto, è stato un bene che sia andata così. In mancanza di contraddittorio, infatti, Marcianò e Santacroce non si sono fermati a porre qualche dubbio, ma si sono lasciati andare a considerazioni non solo sulle scie chimiche, ma anche sugli elicotteri neri, sul morbo di Morgellons, sulla cospirazione delle multinazionali, sul nuovo ordine mondiale e su tutti i principali capisaldi del complottismo da fine del mondo imminente. Mancavano solo gli uomini lucertola e l’orgone, e poi il panorama delle cospirazioni sarebbe stato completo.

E c’è di meglio. Tenetevi forte: infatti le scie chimiche, secondo i due ospiti, non solo esistono oltre ogni dubbio, ma si sa anche a cosa servono. Come facciano Marcianò e Santacroce a conoscere i dettagli di un piano così segreto, non è dato saperlo, ma pazienza.

La grande rivelazione

Le scie chimiche servono, dicono i due sciachimisti, per fare un immenso antennone per mappare il territorio a scopo bellico. Mappare quindi anche l’Italia, visto che le scie chimiche impazzano (a loro dire) anche nella penisola. E se mappano l’Italia a scopo bellico, vuol dire che si sta preparando l’invasione militare dell’Italia. No, davvero: hanno detto proprio così. Anzi, hanno parlato di “teatro bellico mondiale”. Non preoccupatevi della rata del mutuo: tanto la Terza Guerra Mondiale è vicina.

Ma c’è ancora di meglio: per arricchire il quadro del disastertainment catastrofista, il senatore Ciccanti accusa apertamente la Difesa del proprio paese di cospirare per nascondere il fenomeno delle scie chimiche. Mi vengono in mente molti aggettivi per una dichiarazione del genere, ma per educazione mi fermerò a surreale. Temo, però, che i militari italiani accusati di complicità in una strage contro il proprio paese saranno un po’ più coloriti.

Questo il quadro delle accuse; ma vediamo su quali possenti prove si basano.

Le prove incontrovertibili

Tutto, ma proprio tutto, l’impianto probatorio di Marcianò e Santacroce si basa sulla loro asserzione di aver avvistato degli aerei che rilasciano scie a quote dove è impossibile che si formi una normale scia di condensazione. Ma come hanno misurato le quote degli aerei chimici? Radaraltimetro? Telemetri di precisione? Intercettazione dei transponder? Nossignori.

Con una penna laser. Giuro. Marcianò ha puntato un puntatore laser, di quelli da conferenza grandi come una biro, in direzione di un aereo, ed è convinto che il raggio abbia davvero illuminato l’aereo. Siccome sulla scatola della penna laser c’è scritto che la portata massima del raggio è 3500-4000 metri, Marcianò conclude che il suo raggio laser, avendo (secondo lui) illuminato l’aereo e la sua scia, ha misurato la quota dell’aereo. Ergo, l’aereo era al massimo a 4000 metri, e a 4000 metri (secondo gli sciachimisti) non si possono formare scie di condensazione. Quindi dev’essere stata una scia chimica.

Ha anche portato un filmato che lo dimostra. Ma se si guarda lo sgranatissimo video con un attimo di raziocinio, si nota che in realtà il raggio della penna laser si diffonde e disperde nell’aria davanti alla telecamera, incrociando la scia dell’aereo solo visivamente. Il sensore della telecamera, tirato per il collo perché in ripresa notturna con lo zoom a paletta, combina la fioca luce della scia con quella del puntatore nel punto in cui il raggio laser passa davanti alla scia, ed ecco che la scia sembra magicamente illuminata. Un classico.

L’illusione più spettacolare, però, è il fotogramma in cui sembra che il raggio intercetti un’ala del malefico velivolo. Se avete registrato la puntata, riguardate la scena, o guardate l’immagine realizzata da Marcianò che mostro qui sotto.

Se quello fosse davvero il raggio laser che intercetta l’ala, dovrebbe formare un alone circolare. Invece è una linea allungata… situata, guarda caso, proprio dove l’aereo ha le luci intermittenti di posizione. E allungata, guarda caso, proprio nella direzione in cui si sta muovendo l’aereo.

Coincidenza, oppure Marcianò ha scelto un fotogramma nel quale casualmente il suo fascio laser passa (visivamente) davanti alla luce di posizione e la telecamera combina le due sorgenti luminose?

Parliamoci chiaro: per illuminare un aereo in volo non basta una penna laser. La potenza di un puntatore laser da taschino, anche nella versione verde vantata da Marcianò, è talmente bassa che il fascio si disperde entro poche centinaia di metri, checché ne dica il foglietto illustrativo. È fisica di base, suvvia.

Anzi: so per esperienza (non fate domande, la prescrizione non è ancora maturata) che per illuminare un aereo in quota ci vuole un cannone laser da discoteca, altro che un puntatore da taschino. E so anche (ripeto, non fate domande) che se un laser illumina davvero un aereo, la polizia piomba sul posto e sono cavoli amari per tutti, discoteca compresa. È una storia lunga.

Altro esempio: avete presente quelle luci da discoteca che illuminano le nuvole basse? Avrete notato, allora, che sono alimentate da qualcosa di ben diverso dalle batterie tascabili di un puntatore laser. Succhiano kilowatt come sanguisughe. Marcianò, tuttavia, ritiene di poter illuminare un aereo con un laser da una manciata di milliwatt alimentato da due ministilo da 1,5 volt.

Se non siete convinti dell’implausibilità della faccenda, c’è una prova molto semplice da fare: Marcianò si mette a 4000 metri di distanza da una troupe di Rebus e prova a illuminarla, di notte, con la sua mitica penna laser. Scommettiamo che non si vede niente? Gli stessi video di Marcianò su Youtube dimostrano che il raggio della penna laser è ridotto a un lumicino già a 1600 metri.

I due sciachimisti hanno usato anche un altro metodo iperscientifico per determinare le quote degli aerei: le nubi. Dicono che siccome le nubi di un certo tipo si formano sempre a una certa quota, se vediamo un aereo che fa una scia mentre passa sotto una di queste nubi, sappiamo che l’aereo sta volando sotto la quota di quelle nubi.

Idea carina, ma si scontra con la variabilità delle quote di formazione delle nubi e con l’abilità (o mancanza della medesima) nel riconoscere esattamente il tipo di nube. A supporto di questo sistema macchinoso, oserei dire goffo ed erratico per fare una citazione colta, i due sciachimisti portano un filmato di un aereo che rilascia una scia sotto una nube. Di che tipo è la nube, e a che quota era? Quali erano le condizioni meteo di pressione, temperatura, umidità relativa in quota? Boh. Loro non ce lo dicono.

In realtà ci sarebbe un metodo assai più preciso della penna laser o della nuvoletta: si chiama triangolazione, ed è quello usato da tempo immemorabile per misurare l’altezza degli oggetti (montagne, nuvole, meteore, eccetera). Due osservatori si mettono a una distanza precisa l’uno dall’altro e osservano entrambi lo stesso oggetto (l’aereo, in questo caso) nello stesso istante, misurando l’angolo di elevazione. Oppure si usa il teorema di Talete (H/D+d = h/d).

Due conticini di trigonometria da prima geometri, e il gioco è fatto. Non c’è neppure bisogno di una penna laser che fa tanto high-tech; per una valutazione spannometrica bastano due goniometri e due fili a piombo. Strano che dei ricercatori così abili non ci abbiano pensato e abbiano preferito penne laser e nuvole.

Pasticcio finale

La parte finale della trasmissione è dedicata a fare confusione fra scie chimiche (che sono segrete) e tecniche per generare o contenere la pioggia (che sono note e usate da cinquant’anni). Viene presentato uno spezzone del TG1 nel quale si racconta che a Mosca sono state usate sostanze chimiche per impedire la pioggia nei giorni clou di una manifestazione. Ma questo non è un segreto per nessuno che segua le tecnologie (lo è forse per alcuni giornalisti del TG1) e lo sanno bene i cinesi, che usano queste tecniche così tanto che le varie provincie litigano fra loro perché si rubano la pioggia a vicenda.

In conclusione, le “prove” portate dagli sciachimisti in questa puntata sono assolutamente risibili. Diventano fonte di ilarità quando dicono che le scie chimiche causano siccità (“ecco perché non piove”)… mentre fuori, almeno qui da me a Lugano e in buona parte della Pianura Padana, diluvia ininterrottamente da giorni. È il bello della differita.

Staremo a vedere cosa propone la seconda puntata, prevista per il 30 novembre. Ho già messo in fresco la birra e comprato le patatine.

Seconda puntata

La recensione della seconda puntata di Rebus dedicata alle “scie chimiche” è disponibile qui.

Bloggata in diretta stasera per le "scie chimiche" a Voyager

Bloggata in diretta stasera per le “scie chimiche” a Voyager

L’articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Sto rientrando adesso in treno dall’ospitalissima Aviano e scrivo queste due righe dal laptop, collegato a Internet via UMTS (3,6 megabit, che meraviglia l’Internet mobile). Dovrei rientrare al Maniero Digitale in tempo per bloggare stasera, in diretta, la parte di Voyager dedicata alle cosiddette “scie chimiche”.

Nel frattempo, ecco una mia foto accanto alla roulotte collocata davanti alla base di Aviano dal presidente regionale del Codacons, Vitto Claut, secondo quanto annunciato con grande enfasi da Sciechimiche.org riportando un articolo attribuito al Messaggero Veneto del 15/12/2007.

Come? Non la vedete? Eppure gli amici sul posto mi dicono che quello è il luogo dove è stata piazzata, e l’articolo dice chiaramente che è stata collocata a dicembre scorso per restarvi un anno:

Vitto Claut fa piazzare una roulotte di fronte all’aeroporto di Aviano per ospitare ricercatori internazionali… Nasce il centro “mobile” per lo studio delle scie chimiche e nasce proprio davanti alla base di Aviano. Il presidente del Codacons, Vitto Claut, da ieri ha fatto sistemare una roulotte in un terreno davanti alla struttura militare che ospiterà gli esperti che arriveranno da varie parti d’Italia e non solo per studiare il fenomeno e rilevarne l’eventuale presenza… Il camper, che riceverà chiunque si interessi al fenomeno e voglia dare il suo contributo, rimarrà nell’area un anno. «Ritengo che il tempo per fare la nostra ricerca non possa essere inferiore» spiega Claut…

A quanto pare, o c’è stato un ripensamento, che gli sciachimisti si sono ben guardati dall’annunciare, oppure qualcuno si è reso conto che piazzare una roulotte in fianco a una strada trafficatissima non è un modo particolarmente efficace di misurare il contenuto di presunte irrorazioni fatte a migliaia di metri di quota. C’è il leggero rischio che i dispositivi di analisi possano sniffarsi gli scarichi dei SUV e dei camion di passaggio, per esempio. Ho contattato Claut via mail per avere maggiori informazioni.

Questa è la serietà dei sostenitori delle “scie chimiche”, che manipolano cinicamente le notizie per seminare paure ingiustificate, ammantandosi di una scientificità che non hanno, e coinvolgono nelle loro fandonie ridicolizzanti anche comitati cittadini dedicati a problemi ben più reali, come accade appunto ad Aviano.

Se non ricordo male, esiste ancora un articolo del Codice Penale italiano che regola il procurato allarme e dice:

Articolo 658 – Procurato allarme presso l’Autorità – Chiunque, annunziando disastri, infortuni o pericoli inesistenti, suscita allarme presso l’autorità, o presso enti o persone che esercitano un pubblico servizio, è punito con l’arresto fino a sei mesi o con l’ammenda da lire ventimila a un milione.

A stasera!

La trasmissione: tutto qui?

Una piccola divagazione: la storia di Victor Alvarez Molina è assai spettacolarizzata: basta leggere un articolo un po’ meno sensazionalista per scoprire che una persona su cinque sopravvive a questo genere d’impresa disperata e che nel caso di Molina il tubo al quale si è aggrappato perdeva aria calda, che riscaldava lievemente l’ambiente chiuso del vano del carrello. Il paragone con l’azoto liquido è demenziale: Molina non era mica seduto sull’ala, all’aria aperta. E poi si parla di UFO, case infestate e altre sciccherie.

A questo punto si prospetta una teoria interessante: che parlare di un argomento a Voyager, affiancandolo a queste stupidate, sia il modo migliore per seppellirlo nel ridicolo.

È finita la prima parte di Voyager e già si passa ad altri argomenti. Come, tutto qui? Da una parte, un sostenitore delle “scie chimiche”: Rosario Marcianò, definito coraggiosamente “ricercatore”, senza dire che si tratta semplicemente di una persona che da qualche anno fissa il cielo di Sanremo e fa filmini sgranati e tremolanti, senza alcuna preparazione tecnica in meteorologia o aeronautica. Dall’altra, esperti italiani dell’Aeronautica Militare e dell’ENAV che dicono, senza mezzi termini, che non è possibile che aerei militari emettano scie “chimiche” o che aerei misteriosi possano entrare nello spazio aereo italiano senza essere rilevati dai radar.

Sono affermazioni autorevoli che pongono una domanda semplicissima: la teoria delle scie chimiche implica che facciano parte dell’omertosa cospirazione tutti gli addetti dell’ENAV e i piloti civili e militari italiani; e implica che nessuno di loro parli. Chi la sostiene, insomma, sta accusando i nostri piloti, i nostri addetti (civili e militari) al controllo del traffico aereo, di essere complici di un crimine colossale; di un avvelenamento su scala nazionale. Un avvelenamento che, ovviamente, colpisce anche i loro figli e i loro coniugi.

Il resto, detto molto schiettamente, è solo un contorno irrilevante sul quale ci si può accapigliare per i cavilli tecnici. Neppure Voyager se l’è sentita di sposare queste teorie e di lanciare quest’accusa gravissima, preferendo il solito giochetto pilatesco di “fare soltanto domande” (ma di ignorare sistematicamente le risposte).

Voi ve la sentite?

Youtube e diritto d’autore: il copyright come clava per ripicche e censure

Youtube e diritto d’autore: il copyright come clava per ripicche e censure

L’articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale. Ultimo aggiornamento: 2010/06/30.

Credit: Storm Thorgerson

Vi racconto un bell’esempio di come funzionano male le attuali norme sul diritto d’autore: diventano strumento di vendette personali e di censura.

L’accusa

Nei giorni scorsi ho ricevuto da Youtube una serie di avvisi di violazione del diritto d’autore per alcuni video, tutti riguardanti il tema delle cosiddette “scie chimiche”. Anche altre persone che hanno pubblicato video sullo stesso tema si sono ritrovate con i medesimi avvisi, come potete leggere per esempio qui, qui, qui, qui e qui: e non sono gli unici casi.

Riporto un paio degli avvisi di contestazione di copyright che mi sono arrivati: provengono tutti dal Comitato Tanker Enemy, ossia da Rosario Marcianò, uno dei più accesi sostenitori delle teorie sciachimiste.


Non c’è nulla nei miei video “Scie chimiche, la consegna del Perlone”, “Franceschetti: Marcianò è pagato dalla CIA?” e “Enters the CIA” (se non funzionano questi link, leggete l’ultimo aggiornamento) che violi il copyright: il primo documenta la consegna pubblica, durante una conferenza, del “Perlone” (un premio ironico, una sorta di Tapiro low-cost) a Marcianò; il secondo documenta la battuta di Paolo Franceschetti, che durante la stessa conferenza chiede se Marcianò è pagato dalla CIA; il terzo riprende me e gli amici della Società degli Scettici Allegri che entrano silenziosamente nella sala della conferenza indossando i cappellini della CIA. Tutto qui.

Sono stati ripresi in un luogo accessibile al pubblico, durante un convegno pubblico, nel quale erano state esplicitamente richieste e permesse le riprese; sono stati ripresi per conto di un giornalista, cioè il sottoscritto; e documentano eventi avvenuti in pubblico. In altre parole, si tratta di diritto di cronaca.

Addirittura il quarto dei miei video accusati di violazione riprende il cielo dalla finestra di casa mia, con l’inquadratura fissa che vedete qui accanto. Non ci sono volti o persone o musica. Il cielo, almeno per ora, non è vincolato dal diritto d’autore di nessuno.

Sembra piuttosto evidente che si tratta di una ripicca isterica di qualcuno che vuole evitare che si sappia in giro quali affermazioni ridicole e accuse demenziali ha fatto.

Coloro che accusano i media ufficiali di censurarli sono dunque i primi a ricorrere a questi mezzucci per zittire chi osa mostrare i loro comportamenti imbarazzanti. E chi si sciacqua la bocca parlando tanto di democrazia diretta in realtà offre sostegno a chi dimostra di non tollerare la democrazia e il diritto, salvo quando fa comodo usarli come scudo per i propri giochetti infantili.

Cari sostenitori delle scie chimiche, questi sono i metodi del vostro leader. Pensateci.

La difesa

Ho già inviato a Youtube via mail una serie di opposizioni o Counter-Notification, secondo la procedura descritta qui. È una grossa spesa di tempo, ma è anche un’occasione per mettere alla prova i meccanismi di Youtube. Cosa succede quando qualcuno manda a Youtube una falsa accusa di violazione di copyright? Il video viene subito disabilitato, ancora prima di aver ascoltato le ragioni dell’accusato. Già questo non è granché in termini di giustizia.

Ecco il testo di una delle mie counter-notification:

Re: YouTube DMCA Counter-Notification for video ID muxRz6dCHYA (“Scie chimiche, la consegna del Perlone, Franceschetti a Marcia…”)

Sirs,

Further to your notification of copyright infringement, please note the following:

1. The specific URLs of material that YouTube has removed or to which YouTube has disabled access: http://www.youtube.com/watch?v=muxRz6dCHYA

2. My full name: Paolo Attivissimo
Address: via Prati Botta 16B, CH-6917 Lugano Barbengo, Switzerland
Telephone number +41(0)797598264
Email address: topone@pobox.com
Username of my YouTube account: antibufala

3. I will accept service of process from the person who provided YouTube with the original copyright complaint or an authorised agent of such person.

4. I have a good faith belief that the material was removed or disabled as a result of a mistake or misidentification of the material to be removed or disabled.

5. I have a good faith belief that the material removed or disabled does not infringe on any copyright for the following reasons:
a. I am a professional journalist under Swiss Law, registered with the International Federation of Journalists. The video in dispute was recorded by my assistant as part of my reporting and therefore is protected by the right to report.
b. The material was recorded in a public venue where video recording was explicitly authorised.
c. The people shown in the video are public figures (speakers at a public conference).
d. There is no copyrighted content in the video in dispute.
e. The user “Comitato Tanker Enemy” who filed the copyright infringement notification appears to be pursuing a policy of harassment against me by filing bogus notifications on several of my videos, none of which infringe on copyright at all.

Sincerely,

Paolo Attivissimo
IT Journalist
Lugano, Switzerland

L’accusa di violazione come strumento anti-privacy

Leggendo le istruzioni di Youtube emerge un altro elemento interessante: se si fa opposizione inviando a Youtube una Counter-Notification, il testo dell’opposizione viene inviato all’accusatore. E include i dati personali dell’accusato:

After we receive your counter-notification, we will forward it to the party who submitted the original claim of copyright infringement. Please note that when we forward the counter-notification, it includes your personal information. By submitting a counter-notification, you consent to having your information revealed in this way. We will not forward the counter-notification to any party other than the original claimant.

In altre parole, accusare un utente Youtube di violazione del diritto d’autore permette di sapere chi è. Conoscendo l’ossessione degli sciachimisti per venire a sapere le identità dei loro “nemici”, non è implausibile che dietro il loro attacco ci sia anche questa finalità.

Rischi per chi accusa falsamente

C’è un altro aspetto che merita attenzione. L’accusatore ha dieci giorni di tempo per comunicare a Youtube di aver iniziato un iter giudiziario per far valere il proprio diritto d’autore. Se Youtube riceve questa comunicazione, i video non verranno più riabilitati. Se non la riceve, i video potranno essere riabilitati.

After we send out the counter-notification, the claimant must then notify us within 10 days that he or she has filed an action seeking a court order to restrain you from engaging in infringing activity relating to the material on YouTube. If we receive such notification we will be unable to restore the material. If we do not receive such notification, we may reinstate the material.

Ma è interessante soprattutto notare che chi abusa del servizio di contestazione del copyright può essere citato per danni:

Inoltre Youtube avvisa che l’abuso del servizio di notifiche di violazione porta alla cancellazione dell’account Youtube dell’abusatore: “I understand that abuse of this tool will result in termination of my YouTube account”, dice qui:

Vi aggiornerò man mano sugli sviluppi.

2009/05/01 (mattina) – Prime risposte da Youtube

Ricevo le prime risposte ufficiali da Youtube per uno dei video (quello della consegna del Perlone):

Dear Paolo,

Thank you for your counter-notification. It has been forwarded to the party that sent the takedown notification. If we receive no response from the original claimant, the material may be restored.

Sincerely,

Harry
The YouTube Team

In altre parole, la mia opposizione è stata inoltrata a chi ha fatto la rivendicazione di violazione del proprio diritto d’autore (Marcianò). Se questa persona non risponderà a Youtube, Youtube potrà ripristinare il video. Notate che non garantisce; presumo e spero sia solo legalese cautelativo.

La risposta riguarda il video per il quale ho inviato la Counter-Notification via mail accompagnata dalla scansione della mia firma. Nessuna risposta specifica, per ora, alle Counter-Notification inviate via fax: ho ricevuto invece un’altra mail riguardante un video non specificato, che ha un tono decisamente più perentorio (in senso a me favorevole):

Dear Paolo,

Thank you for your counter-notification. It has been forwarded to the
party that sent the takedown notification. If we receive no response, your
material will be restored between 10 and 14 business days from today.

Sincerely,

The YouTube Team

In questo caso (ma non dicono a quale video si riferiscono), Youtube sembra garantire il ripristino del video entro un termine preciso.

Sono fra l’altro in buona compagnia: la Warner Music ha fatto rimuovere da Youtube un video di una presentazione realizzata da Lawrence Lessig, l’esperto legale fondatore del Creative Commons, accusandolo di violazione del diritto d’autore, in barba alle leggi sul fair use, che Lessig conosce benissimo e rispetta per i propri video. Ne parla Ars Technica.

2009/05/01 (18:00) – Sempre più surreale

Mi segnalano questa nuova chicca pubblicata da Marcianò, che sembra essere la sua risposta, in un esilarante inglese maccheronico, a Youtube. Non perdetevi il passaggio in cui si lamenta che io non ero stato autorizzato a sparargli:

Comitato Nazionale Tanker Enemy
http://www.tankerenemy.com/

Sanremo, li 1 maggio 2009

Subject:

Re: [C#430056681] Copyright counternotification
Counter – counter notification
http://www.youtube.com/watch?v=muxRz6dCHYA
(“La consegna del perlone a Marcianò”)

Re: [C#432188580] Copyright counternotification
Counter – counter notification
http://www.youtube.com/watch?v=XLGIhHLLNiY
(“Franceschetti: Marcianò è pagato dalla CIA?”)

Hi,

Mr Paolo Attivissimo is accountable of many actions that should cause his expulsion from newspapermen order. You can see the following example, in which you can see that he auctions a hat whit my photograph, without any authorization. In fact the advertisement contains private and personal information and image whose publication I’ve never authorized. The auction for charity is just a way to defame. Mr Paolo Attivissimo is a person who is accustomed to slander anyone who is not agree with his ideas, by using false words. He’s been working this way for many years and in Italy is “famous” for his blamable actions.

I specify that Mr Paolo Attivissimo was not authorized to to shoot me, Paolo Franceschetti and other situations, during the lecture, inside the lecture hall and to use the name of my Committee or my name and surname: this is a copyright infringment. I remember that a defamation channel “marcianorosario”, linked to Attivissimo’s channel, was removed, after my notice, just because it was a channel that infringed community rules. In fact Attivissimo’s videos that I made removed were inserted like favorites in this defamation channel.

Best regards

Rosario Marcianò
President of Tanker Enemy National Committee

Lasciando da parte (a fatica) la costellazione di svarioni d’inglese e le accuse diffamatorie nei miei confronti, la cosa più surreale è che se questa è davvero la comunicazione inviata a Youtube, Marcianò dimostra di non aver capito né come funziona la procedura di risoluzione delle controversie di Youtube, né cos’è il diritto d’autore.

La procedura di Youtube richiede che l’accusatore (Marcianò, in questo caso) comunichi a Youtube, entro dieci giorni, di aver iniziato un’azione legale contro il presunto violatore (io, in questo caso), mirata a ottenere un’inibitoria di un tribunale contro la violazione (“After we send out the counter-notification, the claimant must then notify us within 10 days that he or she has filed an action seeking a court order to restrain you from engaging in infringing activity relating to the material on YouTube”).

A Youtube non frega nulla delle beghe personali, dell’asta su eBay o se io sono un santo o se invece strangolo i pangolini di notte: interessa che l’accusatore avvii un’azione legale. Se Marcianò non lo fa e non lo documenta, per Youtube il caso è chiuso e i miei video potranno essere ripristinati. Dato che non sembra che Marcianò intenda intraprendere quest’azione legale (e i dieci giorni di termine passano in fretta), rischia che Youtube si rivalga su di lui per falsa rivendicazione del diritto d’autore. Sarebbe un autogol esilarante.

L’altro aspetto interessante è che Marcianò sembra credere che riprenderlo in un luogo pubblico, durante una conferenza pubblica di cui lui è relatore e in cui è stato dato esplicito permesso di ripresa, sia una violazione di copyright. Ma apparendo in pubblico, oltretutto come relatore, e anche in trasmissioni televisive, ha implicitamente rinunciato al proprio diritto all’immagine: Marcianò è ormai quella che si definisce formalmente “persona notoria”, per la quale non occorre chiedere alcun consenso.

Recita infatti l’articolo 97 della legge sul diritto d’autore n. 633/1941:

Non occorre il consenso di una persona ritratta quando la riproduzione di un’immagine è giustificata dalla notorietà o dall’ufficio pubblico coperto, da necessità di giustizia o di polizia, da scopi scientifici, didattici o culturali, o quando la riproduzione è collegata a fatti, avvenimenti, cerimonie di interesse pubblico o svoltisi in pubblico. Il ritratto non può tuttavia essere esposto o messo in commercio quando l’esposizione o messa in commercio rechi pregiudizio all’onore, alla reputazione od anche al decoro della persona ritratta.

Dato che Marcianò ha indossato volontariamente il cappellino della CIA, non può neanche appellarsi al pregiudizio all’onore o alla reputazione.

Tutto questo vale soltanto per i video nei quali è ritratto Marcianò: solo uno, tra quelli fatti rimuovere dal mio canale Youtube. Negli altri, che non mostrano Marcianò, non c’è neppure questo aspetto.

Marcianò sembra insomma avere ben poche speranze di successo e molte di dimostrare un comportamento vessatorio e ridicolo, che non giova alla sua causa e di certo non lo mostra come abile condottiero del movimento sciachimista. Anzi, non mi sorprenderebbe se qualcuno cominciasse a chiedersi se sia efficace avere come figura di riferimento una persona che si comporta sistematicamente in un modo così imbarazzante, porgendo così maldestramente il fianco al “nemico”.

Ma a parte questo, l’episodio sta diventando una buona occasione per ripassare il diritto d’autore e il diritto all’immagine. Se vi interessano questi argomenti, potete consultare per esempio i testi delle leggi italiane presso Fotografi.org oppure il sunto presso Photoactivity.com.

2009/05/22 – Vittoria

Stamattina ho ricevuto due mail di notifica da Youtube:

Dear Paolo,

We’ve completed processing your counter notification regarding your video
[http://www.youtube.com/watch?v=muxRz6dCHYA]. This content has been restored and your account will not be penalized.

Sincerely,

Harry
The YouTube Team

Dear Efax,

We’ve completed processing your counter notification. This content has been restored and your account will not be penalized.

Sincerely,

Jacob
The YouTube Team

“Efax” è il nome del servizio fax che ho usato per uno degli invii dei documenti di opposizione.

Sono stati quindi ripristinati tutti i video che Rosario Marcianò, alias “Comitato Tanker Enemy” aveva segnalato a Youtube per presunta violazione del copyright.

La procedura di risoluzione delle dispute sul copyright di Youtube, insomma, funziona: è lenta e strumentalizzabile, ma funziona. L’importante è non mollare e scrivere una mail o un fax di opposizione (counter-notification) scritti in modo chiaro, schematico e in perfetto inglese americano, perché gli oberatissimi addetti di Youtube hanno poco tempo e una soglia di comprensione molto bassa (“Efax” docet).

2009/11/16 – Ancora vessazioni: video nuovamente rimossi

Non ho avuto tempo di raccontare prima di oggi la successiva puntata di questa telenovela, ma rimedio subito.

Il 17 settembre 2009 Youtube mi comunica che tre miei video ora sono oggetto di “un reclamo di violazione della privacy da parte di una persona in relazione ai tuoi contenuti”, senza indicarmi chi è il reclamante.

Due dei video in questione sono i già contestati “Scie chimiche, la consegna del Perlone” e “Franceschetti: Marcianò è pagato dalla CIA?”. Il terzo è una nuova entrata: “Sciachimisti in TV: Magic Moments”.

Stavolta Youtube non offre la possibilità di contestare il reclamo. O modifico i video, o li tolgo:

Vogliamo offrirti l’opportunità di rimuovere o modificare il tuo video in modo che non violi più la privacy delle persone coinvolte. Modifica o rimuovi il materiale segnalato dall’utente entro 48 ore dalla data di oggi. Se non intraprendi alcuna azione, il video verrà sottoposto all’esame da parte del personale di YouTube e ti verrà vietato di caricarlo nuovamente.

Modificare i video significa crearne nuove versioni e ricaricarle, perdendo quindi comunque link e conteggi dei visitatori dei video originali, per cui tanto vale lasciare che passino le 48 ore e vedere che succede. È quello che faccio.

Due dei video, quelli già contestati in precedenza, vengono rimossi. Il terzo, quello nuovo, invece no, probabilmente perché trattandosi di uno spezzone di un programma TV la contestazione di privacy violata è evidentemente priva di senso anche alla luce di un esame sbrigativo e senza istruttoria come quello condotto dai valutatori di Youtube. Eccolo qui:

Non ci vuole una mente sublime per capire chi ha sporto reclamo, ma qui è Youtube che è maggiormente in difetto, perché non offre alcun canale evidente per risolvere dispute o presentare fatti che chiariscano il contesto o il diritto di ripresa.

Non è tutto: siccome il contestante non viene indicato da Youtube nella notifica, non c’è modo di sapere se chi ha inviato la contestazione ha il diritto di farlo, e di conseguenza non si sa come modificare il video per rispettare la privacy del contestante. Se non so chi è e nel video ci sono più persone, come faccio a sapere di chi devo mascherare la faccia?

È quindi molto facile utilizzare gli strumenti di contestazione di Youtube per fini vessatori. Tenetelo presente.

2010/06/30 – Video ricaricati

Due dei video sono stati di nuovo rimossi qualche tempo fa senza una giustificazione sensata. Ho finalmente trovato il tempo di recuperarli e ripubblicarli qui e qui. Vediamo che succede.