Saluti dalla Sticcon!
42!
L’articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.
Sono a Bellaria, dove si sta tenendo la ventiseiesima Sticcon, un raduno annuale di appassionati di fantascienza e scienza che parte da Star Trek per abbracciare tutta la fantascienza letteraria, cinematografica e televisiva unendo anche altre manifestazioni come la Yavincon, la Nextcon e la Italcon. Sono giorni di immersione totale in conferenze e incontri con ospiti legati a questo mondo e di gran divertimento fra amici, per cui sarò offline quasi sempre fino a lunedì.
Se siete da queste parti, venite al Centro Congressi per vedere cosa fanno i nerd quando vogliono divertirsi seriamente. Può succedere di fare due chiacchiere con Paul Di Filippo, uno dei padri dello steampunk, o David Gerrold, lo sceneggiatore che scrisse una delle più celebri puntate di Star Trek (Animaletti pericolosi), oppure di trovarsi a cena Barbara Bouchet (che ha fatto una puntata della Serie Classica di Star Trek) e Garrett Wang (Star Trek Voyager) che discutono surrealmente di modi di dire tedeschi e cioccolato svizzero. E può capitare di sentire Massimo Foschi, la magnifica voce italiana di Darth Vader in Guerre Stellari, raccontarsi accanto a un TARDIS di Doctor Who a grandezza naturale, come vedete nella foto qui sopra.
Gli ospiti sono davvero tanti, compresa Gates McFadden (la dottoressa Crusher in Star Trek the Next Generation), e non mancano chicche e cimeli di scienza oltre che di fantascienza: ieri, sul palco del Centro Congressi, Luigi Pizzimenti ha raccontato come è riuscito a incontrare tutti gli astronauti lunari delle missioni Apollo e a farsi prestare dalla NASA una roccia lunare per portarla in Italia, accompagnando il suo racconto con la presentazione di manuali originali NASA delle missioni autografati dai protagonisti (foto qui accanto).
Io sto traducendo per i vari ospiti stranieri, ho portato qualche copia della nuova edizione del mio libro “Luna?” e tra poche ore presenterò un’anteprima del mio documentario libero e gratuito Moonscape, dedicato allo sbarco sulla Luna. Ieri abbiamo festeggiato il Towel Day: per commemorare Douglas Adams (l’autore della Guida Galattica per Autostoppisti). Fantascienza e scienza, insomma, stanno andando a braccetto, fra un dibattito sul postumanesimo e una sfilata di costumi.
Se la cosa v’interessa, potete partecipare anche virtualmente sfogliando i video e le foto che stanno già comparendo su Facebook, (anche qui), Flicker e mille altri posti su Internet (segnalateli nei commenti) oltre a quelle qui sotto. Ma se ci siete di persona è molto, molto meglio!
![]() |
| Una Orioniana con due tribli. Credit: io. |
![]() |
| Luigi Pizzimenti e il sottoscritto presentano l’avventura dell’Apollo. Credit: Lisa Attivissimo. |
![]() |
| Paul Di Filippo e David Gerrold si mescolano tra il pubblico. Credit: io. |
|
| Torta dedicata a Doctor Who. Credit: io. |
![]() |
| Onoriamo Douglas Adams nel Towel Day. Sì, quello in alto e in centro è Garrett Wang di Star Trek Voyager. Credit: Rodri van Click. |
Il peggior trailer di Star Wars. Di sempre
Ecco perché i fan di Star Wars odiano George Lucas
È come se milioni di voci gridassero terrorizzate e a un tratto si fossero zittite. Sono quelle dei fan che chiudono il portafogli e si rifiutano di andare al cinema a vedere l’ultimo abominio in 3D di George Lucas.
Transformers 3, edizione italiana migliorata rispetto all’originale
Andate a vedere Transformers 3? Fra un kaboom e l’altro, notate il doppiaggio
Oggi esce anche in Italia Transformers 3. È pieno di chicche e apparizioni a sorpresa per gli appassionati di fantascienza e di astronautica (non rivelo nulla per non guastarvi la sorpresa), ma nell’edizione italiana ce n’è una che gli astrofili apprezzeranno: la vicenda ha parecchio a che fare con la Luna. In originale gli attori parlano di lato oscuro della Luna (dark side of the Moon). Ma questa è una stupidaggine astronomica in tutti i sensi, perché la Luna non ha un lato oscuro (con buona pace dei Pink Floyd). Tutta la sua superficie viene illuminata prima o poi nell’arco del mese che la Luna impiega a girare intorno alla Terra.
La chicca supplementare è che in italiano questa stupidaggine è stata corretta, grazie alle insistenze di chi ha diretto il doppiaggio, e si parla quindi giustamente di “faccia nascosta” della Luna. Almeno così mi dicono le mie fonti. Se riuscite a verificarlo fra un’esplosione e l’altra, me lo segnalate?
Se non resistete e volete sapere tutto in anteprima, trovate tutti gli spoiler (anche sulle apparizioni a sorpresa) presso USA Today, Boston Globe, Moviehole, Comicbookmovie. Qui sotto c’è il trailer italiano. Buon kaboom.
Un ultimo consiglio per i complottisti undicisettembrini: lo so che la tentazione sarà forte, ma non citate Transformers 3 per mostrare come crollano davvero i grattacieli. Gli ingegneri strutturisti vi prenderanno a sberle. Il resto del mondo vi riderà in faccia.
Io ne ho viste… di Polaroid da Blade Runner
Replicante o no?
Sean Young ha pubblicato una bella serie di Polaroid scattate durante le riprese del film-culto Blade Runner. La controversia sulla natura reale o sintetica di Deckard nelle varie incarnazioni del film va avanti da anni, con dichiarazioni di ogni sorta da parte dei protagonisti (registi e attori), ben riassunte in questo thread di Fark.com ricco di link.
Ma quello che conta ancora oggi e ha fatto di Blade Runner un film che ha segnato la storia del cinema, a parte la potenza visiva delle immagini, dei costumi, degli effetti speciali (e anche della splendida Rachael), è il tema di fondo: che cosa significa essere “umani”. Se delle macchine umanoidi soffrono e amano, desiderano la vita più ardentemente e mostrano compassione più di tutti gli esseri umani biologici del film, chi sono i veri umani?
Ci ha lasciato J.G. Ballard
J.G. Ballard, 1930-2009
È morto lo scrittore J.G. Ballard, noto per la sua visione distopica del presente e del futuro, espressa in racconti e libri non soltanto di fantascienza. Molti ricorderanno Crash o L’impero del Sole, dai quali furono anche tratti film rispettivamente di David Cronenberg e Steven Spielberg. Date un’occhiata alla sua bibliografia qui su Wikipedia in inglese e visitate JGBallard.com. il Times lo commemora qui.
Non era fra i miei autori preferiti: il suo talento nel tirar fuori le parti più imbarazzanti, impresentabili ma indispensabili della psiche umana è indubbio, ma non è il mio genere. Ho già a che fare con la psicopatologia tutti i giorni per lavoro, per cui preferisco non trovarmela anche nei libri che leggo.
A proposito di psicopatologia, BoingBoing.net (da cui ho tratto la foto di Ballard) ha una citazione ballardiana straordinariamente adatta agli eventi raccontati nel Disinformatico in questi giorni:
The future will be a struggle between huge competing systems of psychopathology.
[Il futuro sarà una lotta fra grandi sistemi psicopatologici in competizione fra loro.]
Star Trek in Italia, 28-31 maggio
Trekker nuovi e vecchi si radunano a Bellaria insieme agli attori
Dal 28 al 31 maggio si terrà a Bellaria, vicino a Rimini, la ventitreesima Sticcon, il raduno annuale degli appassionati di Star Trek. Chissà se il nuovo film di Star Trek che sta andando a gonfie vele nelle sale in questi giorni porterà nuovi fan, magari un po’ confusi perché non conoscono tutte le saghe precedenti (chi riconosce la scena qui accanto è già a buon punto). Io sarò fra i matusa che li accoglieranno e li aggiorneranno sui quarant’anni di trascorsi televisivi e cinematografici di questo enorme sottouniverso della fantascienza e sulla sua particolare formula di avventura con un pizzico di riflessione sulla condizione umana e dei personaggi memorabili.
Gli ospiti di quest’anno saranno gli attori Avery Brooks, Andrew Robinson e Marc Alaimo, tutti della serie televisiva Star Trek: Deep Space Nine; io avrò il piacere di fare da interprete insieme allo staff della convention. Ci sarà anche il doppiatore Fabrizio Temperini, che spiegherà il mondo poco conosciuto ma affascinante del doppiaggio, e ci saranno conferenze scientifiche, anteprime televisive e proiezioni di materiale inedito o raro, insieme a recite e sfilate di costumi. Il programma completo è disponibile qui.
Sono quattro giorni di allegria e di follia (anche mangereccia) insieme agli amici con i quali si condivide una passione. Se volete dare un’occhiata a cosa faccio, insieme a mia moglie, per mantenere la salute mentale nonostante gli attacchi e gli insulti dei vari ufosciachimisti undicisettembrini duemiladodicisti cerchiogranisti sfigati menagramo, eccovi un assaggio in video. Ma vi garantisco che le cose migliori avvengono, come sempre, quando le videocamere sono spente.
Il prossimo astronauta lunare? Si chiamerà R2
Robot umanoidi sulla Luna!
Questo articolo vi arriva grazie alle gentili donazioni di “a.ferretti” e “verzasoft”.
No, non è un titolo di un film di fantascienza degli anni Cinquanta: è la realtà. La NASA ha annunciato pochi giorni fa un progetto, denominato Project M, per far atterrare sulla Luna un robot umanoide operativo sulla Luna entro 1000 giorni. Il vettore dovrebbe essere realizzato dalla società privata Armadillo Aerospace.
La scelta di una forma umanoide sembra dettata sia da considerazioni d’immagine (bisogna pur convincere i politici e i contribuenti a finanziare l’impresa), sia da necessità pratiche: il robot, infatti, non sarà autonomo, ma sarà comandato da Terra e sarà in realtà una sorta di telepresenza. Un avatar, se volete. Una forma umanoide agevola e rende più intuitivo il controllo del robot.
Secondo quanto pubblicato dal Dallas Observer, il progetto è già in lavorazione in forma riservata dalla fine del 2009: l’annuncio di questi giorni lo rende pubblico. La Armadillo ha già iniziato la sperimentazione del veicolo di allunaggio, come si può vedere in questo video che risale a giugno 2010.
Questa è un’animazione degli obiettivi del progetto:
Robonaut, il robot del Project M, è già in costruzione dal 2007; un suo esemplare senza gambe (inutili in gravità zero) verrà portato a bordo della Stazione Spaziale Internazionale già a novembre 2010 con lo Shuttle Discovery (STS-133); la versione lunare sarà dotata di gambe.
Il sito Nasa apposito è ricco di documentazione, e il White paper che descrive il progetto è scaricabile qui. Agli appassionati di fantascienza non sfuggirà l’allusione nel nome della seconda versione di Robonaut, battezzata R2.
Ecco un video di Robonaut in azione:
Altri video sono disponibili in questo articolo di Engadget.
La scelta di un robot, rispetto a un astronauta, permette missioni più lunghe a costi enormemente più bassi. Se un robot si guasta, non è una tragedia nazionale; un robot non ha bisogno di ossigeno, di un gabinetto, di cibo e di riposo, e non chiede di essere riportato a Terra. Basta cambiargli le batterie e può operare sulla Luna per mesi o anni.
Immaginate che Robonaut sia dotato di due telecamere HD per la visione stereoscopica, come è presumibile, e che ci siano chioschi dove si può andare a guardare attraverso i suoi occhi. Sarebbe come camminare sulla Luna in prima persona, senza i rischi di farlo davvero. Non paghereste per un’esperienza del genere?
La Cantina di Star Wars riveduta per uno spot
Quant’è facile riscrivere il passato oggi: una prova filmata non vale più nulla…
… se non è accompagnata da riscontri e documentazione del contesto. Ufomaniaci, complottisti undicisettembrini e sciachimisti, prendete nota e godetevi questa versione modificata molto professionalmente della celebre scena della Cantina a Mos Eisley da Guerre Stellari (quel film che le giovani generazioni chiamano Star Wars).
Fra gli interpreti inseriti ci sono David Beckham, Snoop Dogg, Noel Gallagher e, mi dicono, i Daft Punk, Franz Beckenbauer, Ian Brown, Ciara, Jay Baruchel e il DJ Neil Armstrong (nessuna parentela con quell’altro).
Lo so, è una pubblicità di una marca di roba sportiva, ma quando il marketing virale è fatto così bene, è un peccato non segnalarne i risultati.
Pirateria e gestori dei media, adattarsi o perire
Copyright, è ora di rendersi conto che i buoi sono scappati. E hanno vinto
J.K. Rowling, l’autrice della fantastilionaria saga di Harry Potter, ha avuto l’illuminazione: rifiutarsi di produrre una versione digitale legale dei suoi libri non ha impedito che i lettori se ne creassero una propria. Che scoperta.
Ieri sera sulla BBC è andata in onda una nuova, magnifica puntata di Doctor Who (Vincent and the Doctor). Neanche due ore più tardi, era già su Rapidshare, in qualità perfetta, da dove l’ho scaricata ad altissima velocità: ci ho messo meno della durata della puntata stessa. E me la sono vista insieme alla mia famiglia.
Sono impazzito e mi sto autodenunciando pubblicamente per pirateria? No. Qui al Maniero Digitale ricevo legalmente la BBC. Pago un canone a una società di telecomunicazioni (Cablecom) per poterlo fare, e il canone include anche i diritti d’autore: sto quindi scaricando un’opera che ho comunque il diritto di vedere. E la legge svizzera (articolo 19 della Legge federale sul diritto d’autore e sui diritti di protezione affini) permette il download puro delle opere vincolate da copyright (ma non la loro condivisione indiscriminata). Quindi scaricare Doctor Who da Rapidshare è legale, perché è un semplice scaricamento senza condivisione. A differenza di eMule e affini, dove chi scarica condivide.
Perché lo faccio? Perché per ragioni inconoscibili, da mesi il segnale della BBC via cavo fa schifo ed è spesso inguardabile. Quando è guardabile, è spesso compresso a livelli indecenti che riportano la televisione ai tempi delle gemelle Kessler. E comunque anche quando il segnale è pulito, registro la puntata e la digitalizzo per conservarla in un formato standard e senza DRM, così potrò riguardarmela quando voglio e sul dispositivo che voglio, e le mie figlie potranno fare altrettanto (e le loro figlie pure). Scaricandola da Rapidshare è già perfetta, pulita e in formato digitale, pronta per la visione e l’archiviazione.
In altre parole, il download “pirata” è più efficiente del servizio ufficiale. Non è questione di costi, perché tanto i diritti li pago lo stesso. Non sono uno scroccone. Sono un cliente disposto a pagare una cifra ragionevole per avere un prodotto che apprezza e che vuole sostenere economicamente. E come me ce ne sono molti.
Titolari dei diritti, rassegnatevi. Avete perso e noi abbiamo vinto. Se non offrite il download immediato, efficiente e senza inutili e costosi lucchetti digitali dei vostri prodotti, non farete altro che perdere un’occasione di fare soldi. Perché se vendete un download legale, liberamente fruibile senza acrobazie e senza vincoli a uno specifico dispositivo di lettura, ci saranno tante persone che lo compreranno perché hanno capito che produrre un fumetto, un libro, un film o un telefilm costa tempo e denaro e che gli autori non vivono d’aria. Persone che capiscono che se vogliono nuove puntate del programma che amano, devono mettere una piccola mano al portafogli. Certo, ci saranno anche gli scrocconi: ma ci sono già adesso. Fatevene una ragione.
Se non vendete un’edizione digitale scaricabile, non illudetevi che questo metta freno alla pirateria e che possiate abolire la distribuzione alternativa a colpi di leggine: non fa altro che inimicarvi i potenziali clienti e non è altro che un’occasione di vendita perduta.
Lasciamo perdere i massimi sistemi e la filosofia del diritto d’autore e guardiamo in faccia la realtà: la tecnologia ha ormai messo in mano a chiunque i dispositivi che permettono la duplicazione di qualunque vostra opera, e indietro non si torna, salvo che vogliate mettere una guardia a sorvegliare ogni fotocopiatrice e introdurre il permesso di stato per i masterizzatori. Parliamo di una cosa che capite. Soldi. Che state perdendo. Volete continuare a farlo? Continuate così.
- « Precedente
- 1
- …
- 7
- 8
- 9
- 10
- 11
- Successivo »














Devi effettuare l'accesso per postare un commento.