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Guerre Stellari in DVD originale e senza ritocchi: Han torna a sparare per primo

Guerre Stellari in DVD originale e senza ritocchi: Han torna a sparare per primo

Questo articolo vi arriva grazie alle gentili donazioni di “ltcm999” e “cameo666”.

Dopo anni di proteste dei fan per le discutibilissime versioni “aggiornate” della trilogia originale di Guerre Stellari, verrà finalmente pubblicata su DVD la versione autentica e originale dei primi tre film (ora sciaguratamente noti alle giovani generazioni come episodi 4, 5 e 6).

La notizia è stata pubblicata da Starwars.com. I tre film (Guerre Stellari, L’Impero Colpisce Ancora e Il Ritorno dello Jedi) verranno messi in vendita singolarmente, ciascuno su due DVD: il primo disco conterrà la versione rimasterizzata e digitalizzata del 2004 e il secondo conterrà la versione originale in Dolby 2.0 Surround.

Sarà così finalmente possibile apprezzare questi classici della fantascienza esattamente così come uscirono al cinema rispettivamente nel 1977, nel 1980 e nel 1983. La messa in vendità inizierà il 12 settembre e si concluderà il 31 dicembre 2006.

Per molti fan nuovi che non hanno mai visto gli originali (io sono uno di quelli che vide Guerre Stellari alla sua prima uscita al cinema, senza quella fastidiosa scritta “Episodio IV”) ci saranno parecchie sorprese: la più notevole è senz’altro quella di Han Solo che, nella versione originale, spara per primo, e senza preavviso, a Greedo nella celebre scena dell’incontro al bar su Tatooine. Nell’originale, la scena definiva completamente il personaggio interpretato dal giovane Harrison Ford: una carogna egoista e senza scrupoli, un antieroe che si sarebbe redento nel finale del film.

Ma George “Bantha Poodoo” Lucas decise di modificare la scena per rendere Han Solo meno cattivo, e così le versioni attualmente disponibili in DVD mostrano Greedo che spara una frazione di secondo prima di Han e sbaglia la mira da distanza ravvicinatissima; così Han risponde al fuoco per semplice legittima difesa. L’effetto sorprendente e caratterizzante della scena, montata oltretutto in modo radicalmente diverso e meno efficace nelle nuove edizioni, si perde completamente.

Tanta fu l’indignazione dei fan per quest’alterazione del personaggio che ancor oggi si vendono magliette con su scritto “HAN SHOT FIRST” (Han ha sparato per primo), a simbolo di tutto quello che non va nei numerosi annacquamenti digitali perpetrati da Lucas ai suoi classici (Hayden Christensen fantasmino? Ma per favore…).

Confesso, sono un fan della trilogia classica. Ci sono cresciuto insieme: quando non c’erano ancora i film in videocassetta, corrompevo i proiezionisti per permettermi di registrare l’audio del film per potermelo riascoltare. Ho due copie della colonna sonora originale. In vinile. Ho persino una copia di straforo dell’Holiday Special (se non sapete cos’è, non siete veri fan). E non sopporto le versioni rimaneggiate e addolcite della trilogia che circolano oggi. Per cui a settembre sarò in fila per comperare questi DVD. Lapti nek.

Pirati? No, custodi della cultura. La BBC chiede il loro aiuto

Pirati? No, custodi della cultura. La BBC chiede il loro aiuto

Tempo fa (2002) scrissi un articolo nel quale difendevo la pirateria video e musicale per i suoi meriti di conservazione della cultura:

…le copie pirata di film e DVD non contengono codici di protezione, e usano formati non proprietari per consentirne la massima diffusione. Quei formati sono indipendenti dal sistema operativo e sono pienamente documentati, per cui per le generazioni future sarà banale ricreare la tecnologia per leggerli. Lo stesso non si può dire per i formati benedetti dai grandi gruppi dell’industria del disco e del cinema, che ambiscono anche a blindare l’hardware, con soluzioni come TCPA e l’imminente Palladium.

Come gli amanuensi nel medioevo, questi mastri masterizzatori creano copie delle opere, che così non andranno perse per colpa della miopia collettiva di un’epoca. Certo non è questo lo scopo primario delle loro duplicazioni, ma è un gradevole effetto collaterale da non sottovalutare.

Da allora, il paventato arrivo di Palladium si è avverato, sia pure con altri nomi. E oggi anche il concetto del pirata come custode della musica, dei testi e dei film della nostra epoca trova una conferma forte: pochi giorni fa la BBC ha chiesto formalmente aiuto al pubblico per recuperare oltre cento puntate di un suo programma classico, il telefilm di fantascienza Doctor Who, di cui ha perso ogni traccia.

L’appello della BBC è accorato:

puntate che la BBC pensava fossero andate perdute per sempre sono riemerse nei mercatini dell’usato, dalle soffitte e da altri posti strani… il premio per chiunque trovi una puntata mancante è un Dalek [uno dei più temuti “cattivi” della serie Doctor Who, oggetto di culto nel Regno Unito] a grandezza naturale… decisamente vale la pena di chiedere alla vostra famiglia di controllare nelle soffitte, nei garage, e nelle camere da letto per gli ospiti se hanno vecchie bobine di pellicola che potrebbero recare la magica scritta ‘Doctor Who’ sull’etichetta.

Trovate l’elenco completo delle puntate perdute, risalenti agli anni 1963-1969, presso quest’altra pagina della BBC.

Molto pittoresco, per carità, ed è anche piacevole sapere che alcune puntate sono state già recuperate grazie a quest’appello, ma c’è un piccolo problema: quei recuperi sono frutto di pirateria.

Infatti le puntate mancanti sono state salvate grazie alle copie abusive fatte dai telespettatori usando registratori audio a bobine e a cassette e filmando il proprio televisore con cineprese 8 mm (non c’erano videoregistratori domestici, a quell’epoca). Questo era illegale all’epoca, e formalmente lo è tuttora nel Regno Unito, anche se nessuno fa rispettare il divieto.

Coloro che obiettano che non occorre la pirateria per custodire la cultura, perché a questo compito provvedono le biblioteche pubbliche e gli archivi cinematografici e televisivi, si trovano smentiti da casi come questi. Chissà quanti altri episodi della nostra cultura audiovisiva sono andati smarriti per sempre, o stanno marcendo in questo momento, per via dell’incuria degli archivisti ufficiali o addirittura a causa di loro atti intenzionali.

Infatti la Wikipedia nota che anche molti altri classici, come The Avengers, noto in Italia come Agente speciale (quello con John Steed e Emma Peel, per intenderci), hanno subito la stessa sorte di Doctor Who e in alcuni casi sono stati cancellati intenzionalmente per tutelare il diritto d’autore.

Spiega infatti la medesima pagina della Wikipedia:

Grosso modo fra il 1967 e il 1978, una notevole quantità di materiale archiviato dalla BBC su nastro video e pellicola fu distrutto o cancellato per fare spazio a nuovi programmi. La ragione principale fu che gli accordi con il sindacato degli attori e con altre organizzazioni commerciali limitavano il numero di repliche dei programmi: ne era concessa solitamente soltanto una, da effettuarsi entro un limite di tempo, in genere due anni.

Queste norme derivavano dal timore dei sindacati che se le emittenti avessero riempito di repliche i propri palinsesti, sarebbe calata la produzione di programmi nuovi, causando disoccupazione fra attori e addetti ai lavori. Questo ebbe l’effetto involontario di far distruggere molti programmi dopo che erano scaduti i loro diritti di replica, perché erano ritenuti inutili per le emittenti.

Il resto dell’articolo della Wikipedia è un viaggio affascinante nelle vicissitudini del recupero delle puntate mancanti di Doctor Who, alcune delle quali sono riemerse in posti impensabili come il Bahrein o Hong Kong. Purtroppo l’articolo è in inglese e mi manca il tempo di tradurlo integralmente.

Amici e lettori mi segnalano anche il caso di un altro telefilm-culto, Spazio: 1999. La RAI ha perso completamente il doppiaggio italiano dell’episodio L’ultimo tramonto. L’audio è stato recuperato e ripubblicato in DVD soltanto grazie alla registrazione artigianale fatta da un fan all’epoca della messa in onda dell’episodio da parte di matrigna RAI, quasi trent’anni fa.

Le stesse fonti mi segnalano che

anni fa in una trasmissione radiofonica raccontarono che ad esempio molti master delle puntate mitiche dell’altrettanto mitica e storica trasmissione radiofonica ‘Alto Gradimento’ [di Arbore e Boncompagni] sono finiti al macero.

In altre parole, non solo i pirati sono custodi della cultura, ma il diritto d’autore così com’è ora uccide la cultura, vietandone la conservazione.

Cari legislatori, siete ancora convinti di sapere chi sono i bravi e chi sono i cattivi?

Sulla Stazione Spaziale c’è un videoproiettore HD. E stasera ci guardano “Gravity”, ambientato sulla Stazione

Poco fa l’astronauta Scott Kelly ha pubblicato su Twitter questa foto:

A meno che si tratti di una battuta (Kelly ha un senso dell’umorismo molto particolare), sulla Stazione hanno da poco un videoproiettore HD, che usano per le videoconferenze e per il software tecnico ma anche, stasera, per vedersi un film. E che film guardano, gli spiritosi? Gravity, ambientato in parte anche sulla Stazione stessa.

L’immagine di Gravity scelta da Kelly non è casuale: è Sandra Bullock (no, non è Samantha Cristoforetti, anche se la somiglianza è notevole) che fluttua nella Stazione, e il corridoio che ha intorno è una replica di quello dove gli astronauti stanno proiettando il film.

Stasera, insomma, a 400 chilometri di quota e a 28.000 chilometri l’ora, c’è chi si guarda un film ambientato sulla Stazione Spaziale… sulla Stazione Spaziale. Un po’ come guardare Titanic su un transatlantico, Lo squalo mentre si è a mollo in mare, Doctor Who dentro un TARDIS, Il Gladiatore dentro il Colosseo o L’aereo più pazzo del mondo durante un volo in aeroplano. Decisamente meta.

Qualcuno, lassù, si sta divertendo.

Kate Vernon (Battlestar Galactica, Star Trek) alla Deepcon di Fiuggi il 19-22 marzo

Kate Vernon (Battlestar Galactica, Star Trek) alla Deepcon di Fiuggi il 19-22 marzo

La sedicesima Deepcon, convention annuale di fantascienza, si svolgerà presso il Centro Congressi Ambasciatori di Fiuggi dal 19 al 22 marzo 2015.

Il primo ospite confermato è l’attrice Kate Vernon (nelle foto), nota tra gli appassionati in particolare per il ruolo di Ellen Tigh in Battlestar Galactica e del capitano Sonya Alexander in Axanar (Star Trek), attualmente in produzione.

Il secondo ospite confermato è l’artista Giuseppe Festino, maestro della fantascienza made in Italy: alla Deepcon sarà possibile ammirare una sua mostra. Tutti i dettagli per prenotarsi e per saperne di più sono su Deepcon.it.

Karen Gillan (Amy di Doctor Who, Nebula in Guardiani della Galassia) in Italia il 2-3 maggio

Karen Gillan (Amy di Doctor Who, Nebula in Guardiani della Galassia) in Italia il 2-3 maggio

Karen Gillan, nota ai fan di Doctor Who come Amy Pond (compagna del Dottore dal 2010 al 2013) e a chi ha visto Guardiani della Galassia come una poco riconoscibile Nebula, sarà in Italia il 2-3 maggio.

La Gillan sarà ospite della Sticcon, il raduno annuale dedicato a Star Trek, alla fantascienza e al fantastico che si terrà a Bellaria dal 29 aprile al 3 maggio.

L’annuncio è stato dato via Twitter poco fa dallo Star Trek Italian Club, accompagnato dall’immagine che vedete qui sotto.

Si tratta della prima anticipazione della Sticcon, alla quale parteciperò anch’io, come consueto, sia come fan sia come traduttore per gli ospiti. Troverete prossimamente dettagli e istruzioni per prenotarsi presso Sticcon.it.

Samantha Cristoforetti: perché si va nello spazio?

Godetevi questa mini-conferenza di Samantha Cristoforetti alla Maker Faire di Roma. È in inglese (e in un gran bell’inglese, fra l’altro), ma l’entusiasmo incontenibile e l’emozione per il privilegio di partire verso lo spazio tra ormai meno di un mese credo traspaiano anche a chi non parla questa lingua.

Menzione onorevole, inoltre, per le abbondanti citazioni di Star Trek e della Guida Galattica per Autostoppisti. Non so se il governo italiano se n’è reso conto, ma sta mandando nello spazio una vera geek. Buona visione.

Dietro le quinte di “Orphan Black” (SPOILER)

Va a gusti, ma Orphan Black è per me una delle serie televisive attuali più avvincenti, divertenti e intelligenti. Fra l’altro, il lavoro che Tatiana Maslany fa per creare i vari personaggi è incredibile e la tecnica che c’è dietro è quasi da fantascienza.

ATTENZIONE – SPOILER:

Se non siete a pari con la serie (che ha concluso da poco la seconda stagione), i video qui sotto rivelano alcuni dettagli molto importanti.

Chicca: c’è anche il video di Cynthia Grant (che interpreta Charlotte) che fa la parodia della stessa scena.