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fantascienza

Doctor Who + bobine di Tesla = nerdgasmo

Il tema di Doctor Who suonato a 500.000 volt

Due bobine di Tesla da 500.000 volt suonano il tema di Doctor Who e permettono a un ballerino di scagliare veri fulmini di quattro metri dalle mani.

Nome della band: Arc Attack.

Guerre Stellari all’epoca del muto

Prima che George Lucas li rifacesse, i film di Guerre Stellari erano così

Bei tempi. Quando gli uomini erano uomini, le donne erano donne, i film erano muti e le piccole creature pelose di Alfa Centauri erano piccole creature pelose di Alfa Centauri.

E Han sparava per primo. Al pianista.

Star Wars rap

Star Wars rap

Ma quanto tempo ci vuole per fare un video del genere?

Megaschermo, coreografie, costumi, testi riscritti e adattati in modo geniale, Darth Vader che fa il rap, truppe d’assalto che ballano, piloti ribelli che fanno la breakdance: ma dove lo trovano il tempo e il denaro per fare queste cose e procurarsi tutto questo materiale?

Il video completo, Galactic Empire State of Mind, è qui su Collegehumor.com insieme alla trascrizione dei testi (pieni di chicche da veri fan come “Now Han Solo’s a coffee table / There’s nothing Luke can do [Vader: Should’ve joined me, bro!] / He’s on Dagobah / With some dyslexic Jedi dude”). Grazie a tutti quello che me l’hanno segnalato.

Star Wars in Concert

Star Wars in Concert

Non sottovalutare il potere di un’orchestra sinfonica dal vivo

L’articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Ieri c’era ad Assago Star Wars in Concert: la musica di Guerre Stellari suonata dal vivo da un’orchestra sinfonica e da un grande coro, accompagnata dalle immagini dei film e dalla narrazione di Anthony Daniels (C3PO), presente in carne e ossa. E noi (io, la mia famiglia e gli amici – uno è qui su Fantascienza.com) c’eravamo. Indimenticabile. Ecco qualche foto scattata con la mia fotocamera a carbonella. Abbiate pietà: sono solo grucce per i miei ricordi, ma le vorrei condividere.

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Sì, quello seduto è Anthony Daniels.
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Uno dei magnifici costumi in mostra.

Unica nota davvero stonata in un allestimento che per il resto è stato sfavillante: le traduzioni italiane dei dialoghi, presentate come sottotitoli, erano assolutamente patetiche. Chiunque abbia tradotto, e chiunque abbia affidato l’incarico di traduzione, andrebbe denunciato per danni. Non è possibile che qualcuno traduca “You were right about me” (le parole di Vader morente a suo figlio) come “Eravate corretto circa me”. O che ci fossero sillabe iniziali tagliate ed errori di battitura a iosa. Contattare, che so, un fan di Guerre Stellari, o chiedere una manina a Guerrestellari.it, proprio non si poteva?

Il paradosso del concerto è che ha messo in luce quanto siano in realtà montati male i film originali, che nella trilogia più recente sono visivamente fastosi ma stracolmi di dialoghi triti e cliché. Tolti quelli, e sostituiti dalla poderosa, commovente musica di John Williams, i film ne escono con un’impronta epica, decisamente più adulta e meno adolescenziale, molto più adatta alla grandiosità delle immagini; la tragica storia d’amore fra Amidala e Anakin si trasforma da una scena tagliata di Twilight in una semplice, intensa, elegante spiegazione dell’ossessione d’amore che porterà Anakin alla follia e a perdere tutto quello che desiderava.

Per questo molti fan hanno rimontato interamente i film e li distribuiscono online (cercate “Phantom Edit” e da lì troverete tutti gli altri). Speriamo che George Lucas, prima di rimettere mano ancora una volta alla sua gallina dalle uova d’oro per le versioni Blu-Ray e 3D, prenda appunti. Uno per tutti: Episodio III deve finire quando Ian McDiarmid invoca “Rise!” e si vede per la prima volta Darth Vader. Non serve altro. Davvero. Tutta la passeggiata alla Frankenstein va rimossa. Non è mai esistita. Insieme a Jar-Jar che pesta un pezzo di poodoo.

Altre foto sono su Flickr. Il sito del concerto è Starwarsinconcert.com.

L’Ultima Cena, versione Galactica

L’Ultima Cena, versione Galactica

No, non è un fotomontaggio: qui i messaggi nascosti ci sono sul serio

Una foto del cast di Galactica, una delle migliori serie di fantascienza degli ultimi anni, richiama una certa opera pittorica piuttosto famosa… Coincidenza?

Assolutamente no. La foto è tratta da Entertainment Weekly, dove la foto serve per illustrare alcuni indizi sullo sviluppo della serie. Una versione ad alta risoluzione è qui. Stavolta, insomma, a differenza di altre occasioni, il messaggio nascosto c’è davvero.

Un brano dell’ultimo romanzo di Arthur Clarke

The Last Theorem, romanzo postumo di Arthur C. Clarke

Ne trovate un brano in anteprima, in inglese, qui sul Telegraph. Il libro è stato scritto da Clarke con Frederik Pohl; a differenza di altri romanzi postumi, questo ha fatto in tempo ad essere riveduto e approvato dall’autore. Esce il 5 di agosto.

Stando a Wikipedia, il libro parla di un giovane matematico dello Sri Lanka che trova una dimostrazione breve dell’ultimo teorema di Fermat e viene assunto dalla CIA per via delle applicazioni di questa scoperta in campo crittografico, Ma ci sono di mezzo anche alieni e una delle idee predilette di Clarke: l’ascensore spaziale.

13 settembre 1999: dieci anni senza Luna

13 settembre 1999: dieci anni senza Luna

Dieci anni fa, la Luna uscì dalla propria orbita

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Per tutti gli appassionati di fantascienza vintage, oggi è il decennale della data che campeggiava in ogni sigla del celeberrimo telefilm Spazio 1999.

Il 13 settembre 1999, secondo la cronologia del telefilm, le scorie nucleari accumulate sulla Luna, usata come discarica atomica, subirono una reazione inattesa che produsse una gigantesca esplosione. La violenza fu tale che la Luna fu scagliata fuori dalla propria orbita e, spinta poi da altre forze sconosciute, vagò per lo spazio con il proprio carico di naufraghi hi-tech, creando la premessa per le avventure della serie.

Massacrata in Italia da una traduzione e da un doppiaggio atroci e soporiferi, la serie vantava la partecipazione di attori come Martin Landau (il comandante Koenig), Barbara Bain (la dottoressa Russell), Barry Morse (lo scienziato Victor Bergman), Nick Tate (il pilota Alan Carter), ospiti d’eccezione come Christopher Lee e uno sforzo tecnico straordinario per l’epoca pre-digitale in quanto a scenografie ed effetti speciali televisivi. Santo cielo, su base Alpha le ricetrasmittenti portatili (i comunicatori, insomma, qui chiamati commlock) avevano il video, mica come quelli di Star Trek.

Se ve lo siete perso, vi regalo l’epilogo della serie, realizzato dai fan con la partecipazione di Zienia Merton (Sandra Benes nel telefilm), che collega la fine e l’inizio della storia in modo geniale: il video è l’ultimo messaggio inviato da base Alpha, dopo vent’anni di odissea nello spazio: le risorse scarseggiano, i sistemi cominciano a deteriorarsi, e si decide di abbandonare la base per raggiungere un pianeta abitabile. Sandra Benes è l’ultima persona a lasciare la base, e manda questo messaggio a chiunque sia in ascolto, terrestri compresi, che nulla sanno del destino della Luna e dei suoi abitanti. Sandra ricorda i compagni di viaggio perduti strada facendo, e conclude chiedendo a nome di tutti i membri di base Alpha di non essere dimenticati.

SPOILER (non leggete se non volete sapere il finale): il messaggio verrà codificato da un dispositivo speciale, realizzato dall’aliena Maya, che dovrebbe riuscire a farlo arrivare sulla Terra, nonostante le distanze immense, attraverso lo spazio e il tempo. Il segnale risultante è quello che nella prima puntata della serie sembrava essere la prima trasmissione di vita extraterrestre: quello del pianeta Meta.

Nel 2007, Nick Tate è stato in Italia, e io ho avuto l’esperienza surreale di averlo in auto con me e la mia famiglia per quattro ore, per accompagnarlo all’aeroporto. La chiacchierata fu assolutamente epica, ma ahimè non la posso condividere perché molto personale. Prima di partire ci ha regalato questa bella immagine: altre sono pubblicate qui.

Incontri fantascientifici

Incontri fantascientifici

Mira Furlan (Delenn) e John Billingsley (Phlox) in Italia

Segnalo brevemente due appuntamenti italiani con attori cari a chi segue la fantascienza.

Sabato 12 settembre, l’associazione Deep Space One, in collaborazione con l’Associazione Culturale “Nino Manfredi” di Frosinone e con Green Video, presenta un incontro con Mira Furlan, interprete dell’Ambasciatrice Delenn nella serie Babylon 5 e della scienziata Danielle Rousseau nella serie Lost: ci sarà una sessione autografi. L’incontro si terrà a partire dalle 19 presso il negozio Green Video, Via Pier Vettori 6-14/A, a Roma. L’ingresso è gratuito.

Domenica 27 settembre, John Billingsley, interprete del Dottor Phlox in Star Trek: Enterprise, sarà a Bologna, presso Ultimo Avamposto. L’ingresso è a pagamento: maggiori dettagli sono disponibili in questa pagina dello Star Trek Italian Club.

Io sarò presente come fan e come traduttore per l’ospite.

Star Trek e Apollo stasera!

Star Trek e Apollo stasera!

Sono precettato per Star Trek, mi perdo l’eredità dell’Apollo, chi mi aiuta?

Questa sera sono bloccato dalla proiezione del nuovo film di Star Trek: per recensirlo per la RSI (Radio svizzera di lingua italiana) in uno speciale che andrà in onda su Rete Tre lunedì. Per chi fosse interessato, il ritrovo è alle 20 al cinema Cinestar di Lugano.

In un dilemma che in confronto La Scelta di Sophie si risolveva tirando una monetina, mi tocca perdermi la conferenza “L’eredità dell’Apollo e il futuro umano nello spazio” di Luciano Anselmo, ricercatore presso il Laboratorio di Dinamica del Volo Spaziale dell’ISTI/CNR di Pisa. L’evento è organizzato in collaborazione con la Società Ticinese di Scienze Naturali: ricostruirà l’avventura scientifica e tecnologica che condusse alla conquista della Luna e presenterà i progetti per la colonizzazione umana dello spazio, sia vicino sia profondo, con le loro difficoltà, limiti e ricadute sociali.

La conferenza si tiene infatti questa sera a Bellinzona, alle 20.30, alla Sala conferenze di BancaStato. Dettagli e info sono su www.astroticino.ch o telefonicamente al numero svizzero 091 756 23 76.

Se qualche anima pia ci potesse andare e videoregistrarla (ho il permesso degli organizzatori, dite picciottescamente che vi mando io) e metterlo su Youtube o mandarmelo così lo metto online io, gliene sarei veramente grato. Naturalmente pago io la torta alla panna da tirare in faccia al primo del pubblico che si alza e dice che non siamo mai andati sulla Luna.

Post eventum

Funziona. E’ L’Ira di Khan per la generazione dei teenager di oggi. Ritmo forsennato, azione fino all’inverosimile, una storia epica, dinamica vivace dei personaggi, ma poco spazio per le riflessioni sul destino dell’umanità e sui drammi morali che hanno sempre costituito il sottofondo che separa Star Trek da quasi tutta l’altra fantascienza. E’ anche vero che sul grande schermo ci vogliono storie spettacolari ed epiche; per la costruzione dei personaggi e per le talvolta soporifere riflessioni sociali care alla narrazione Trek (azzeccatissima la parodia di The Onion) ci vogliono i tempi più rilassati del piccolo schermo. E probabilmente ci saranno.

Non è insomma lo Star Trek dei miei tempi, e questo c’era scritto anche nei trailer, ma è comunque estremamente godibile come film d’azione fantascientifica anche per i fan della serie, grazie alle numerosissime chicche e allusioni alle storie precedenti, alcune delle quali hanno strappato grida di entusiasmo ai fan presenti. La divisa rossa che indica il personaggio che di lì a poco farà una brutta fine è un classico, e non perdetevi la battuta di Scotty sui suoi primi esperimenti di teletrasporto: se la capite e ridete, siete veri Trekker.

C’è una storia d’amore che forse stupirà e lascerà perplessi i duri e puri, la sala macchine dell’Enterprise è fatta davvero in economia e il doppiaggio di Spock anziano sembra fatto da uno a cui sta per cascare fuori la dentiera, ma a parte qualche scivolata qua e là il film tiene inchiodati e avvinti per i suoi 126 minuti. Alla fine, sulle note della musica della sigla classica scritta da Alexander Courage, è partito l’applauso dei tanti fan vintage presenti in sala. Buon segno.

Dopo sette anni d’astinenza manco fossimo afflitti dal pon farr, e dopo il disastro imbarazzante di Nemesis, questo è un buon inizio: o meglio, una buona ripartenza per una delle serie più longeve e redditizie della storia del cinema e della TV.

Una chicca finale: se usate Google Calendar e avete segnato che andrete a vedere Star Trek, troverete automaticamente la conversione delle date gregoriane in date stellari aggiunta al calendario. Dettagli e info sono qui. Il Grande Fratello vi guarda.

Salta il Disinformatico domani; sabato ci si vede in Deepcon?

Salta il Disinformatico domani; sabato ci si vede in Deepcon?

Fantascienza, 11 settembre, spazio e scienza, in attesa di Conficker

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L’appuntamento radiofonico del Disinformatico di domattina salta perché sono in partenza per la Deepcon 1o – Italcon 35 – Eurocon 2009, uno dei raduni ai quali cerco di non mancare mai, per ritrovare gli amici e per conoscere in carne e ossa gli attori e i realizzatori delle varie serie e gli scrittori di fantascienza.

Quest’anno gli attori ospiti sono Anthony Simcoe (Farscape), Max Grodenchik (Deep Space Nine) e Marina Sirtis (Star Trek: the Next Generation, Stargate e altre serie e film); sul versante tecnico ci sono Lolita Fatjo, Larry Nemecek e Janet Nemecek. Andrea Salsi, del CICAP, presenterà una conferenza su UFO, rapimenti alieni e “capelli d’angelo”. Ci sarà anche lo scrittore Bruce Sterling insieme a molti altri nomi noti del panorama letterario italiano e internazionale. Il programma completo, ghiottissimo in tutti i sensi (la mitica Eatcon va vissuta per crederci), è qui su DS1.it. Io presenterò una conferenza sui lunacomplotti domenica mattina.

Per gli appassionati di aviazione, segnalo sul blog Undicisettembre un articolo che traccia, lasciando da parte i complottismi, la storia dei caccia e dei piloti che si levarono in volo come prima linea di difesa quel giorno.

La Stazione Spaziale è diventata da poco uno degli oggetti più luminosi in cielo (preparatevi alla raffica di avvistamenti di “UFO” che produrrà) grazie all’aggiunta di quattro enormi nuovi pannelli solari altamente riflettenti; dopo dieci anni di lavoro, ha quasi raggiunto la sua configurazione definitiva. Una bella immagine della serie completa di pannelli è all’inizio di quest’articolo ed è tratta dal sito Nasa.gov. Proviene da un video ripreso dagli astronauti dello Shuttle, che si è sganciato dalla Stazione e si appresta a rientrare: ma gli astrofili da terra hanno già scattato immagini notevoli della più grande struttura mai costruita nello spazio. Qui sotto ne vedete un esempio di Ralf Vandeberg, tratto da qui:

La foto è stata scattata con un semplice telescopio newtoniano da 25 cm, con tracciamento manuale, e include lo Shuttle attraccato.

E se vi sembra che questo sia un bel modo di assistere alle missioni spaziali, che ne dite di gettarvi con il paracadute e la tuta planante nelle vicinanze della zona di lancio dello Shuttle, all’esatto momento del decollo? Il video è qui.

Nel frattempo sono stati recuperati circa 50 frammenti del primo asteroide la cui collisione con la Terra è stata prevista e registrata: 2008 TC3, un oggetto roccioso piuttosto fragile, grande come un’automobile, disintegratosi sopra il deserto del Sudan a ottobre scorso. Lo segnala la BBC con due articoli: uno e due. The Register e la Nasa hanno foto dei meteoriti recuperati. Non perdetevi la “scia chimica” della meteora.

Che fate il primo d’aprile? Attenti agli scherzi, ma questa che sto per dirvi non è una burla: il primo d’aprile è la data prevista di attivazione di Conficker, uno dei worm/virus più efficienti e sofisticati degli ultimi anni. Ha ormai infettato vari milioni di computer e nessuno sa di preciso cosa farà. Se vi interessano la sua storia e i dettagli dei rischi potenziali, date un’occhiata a questo articolo su Gizmodo e a questo su Slashdot. Anche The Register riassume bene la situazione e segnala l’analisi di Symantec e quella, dettagliatissima, di SRI.

E visto che chi ha un Mac non può partecipare alla grande festa di zombificazione del primo d’aprile, Sophos ha un bel video in cui dimostra un trojan (cavallo di Troia) per Mac, camuffato da programma per la TV in alta definizione. Non sfrutta una vulnerabilità di Mac OS X, ma la vulnerabilità psicologica dell’utente. E occhio se visitate con un PC Windows il sito-trappola citato da Sophos: c’è altro malware apposta per voi.