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Sembra reale, ma è grafica digitale (e ci cascano in molti): i “fuochi d’artificio olimpici”

Sembra reale, ma è grafica digitale (e ci cascano in molti): i “fuochi d’artificio olimpici”

Il 19 agosto scorso Il Messaggero ha pubblicato un articolo, ora rimosso ma archiviato su Archive.is, che mostra un video descritto come “lo spettacolo dei fuochi d’artificio per le Olimpiadi”.

Stando all’articolo, “erano stati approntati per l’apertura dei Giochi Olimpici, lo spettacolo a sorpresa ha illuminato lo stesso il cielo nonostante l’assenza degli atleti. Il tutto condito con la traccia musicale del “Guglielmo Tell”, del nostro Giocchino Rossini. Il Giappone ha deciso di condividere questo spettacolo con il mondo per l’impossibilità di far arrivare integri i fuochi fino al 2021”.

La stessa notizia è stata pubblicata da altri siti di news (Cagliaripad, Gulf News) e condivisa da molti utenti, ma è tutto falso, come ha segnalato Bufale.net grazie alle ricerche di Boomlive. In realtà il video è una simulazione digitale, fatta con il software FWSim, e risale a cinque anni fa. La si trova su Youtube con il titolo FWsim Mount Fuji Synchronized Fireworks Show2.

Il video presentato dal Messaggero e il video di cinque anni fa su Youtube. Credit: Bufale.net.

Ecco la simulazione del 2015 spacciata per evento reale di quest’anno:

Il servizio antibufala di AFP ha sbufalato la falsa notizia, indicando che era stata presa di peso, e senza alcuna verifica, da un post su Facebook del 13 agosto 2020, che ora è segnato come “informazione falsa”. Solo in quel post, il video è stato visto oltre 1,3 milioni di volte. La stessa bufala è stata pubblicata in vari altri account su Facebook e Youtube (1, 2, 3, 4, 5).

Nella bufala è inciampato anche Luca Zaia, presidente della Regione Veneto:

Come è finita sui giornali? Evidentemente per mancanza di controlli e verifiche: nelle redazioni si pesca a casaccio da Internet invece di affidarsi alle fonti giornalistiche attendibili.

Per capire che un video del genere è falso basta osservarne i dettagli: i fuochi sono troppo perfetti e regolari, senza le sbavature e imprecisioni di quelli reali, e soprattutto non fanno fumo. Se poi si sa usare Internet, basta fare un fermo immagine e cercare quell’immagine su Google o Tineye.com per trovare tanti altri video che hanno esattamente la stessa inquadratura e la stessa illuminazione della riva.

Abitate in Russia? Ho una missione per voi (aggiornamento: compiuta!)

Vi ricordate di Valentin, il sedicente russo che moriva di freddo a Kaluga e chiedeva aiuto, ma si rivelò essere un truffatore più volte condannato? La sua storia epica, risalente al 2003, è raccontata qui. Grazie ai lettori, era stato possibile andare nella via dove diceva di abitare ed esplorarla ben prima che esistesse Google Street View.

Ora ho per le mani un caso analogo: non posso dire di più, per il momento, ma se abitate a Mosca o potete andarci, o conoscete qualcuno che ci può andare per fotografare o fare un video di una specifica via nei prossimi giorni, senza fermarsi o esporsi in alcun modo, scrivetemi a paolo.attivissimo@gmail.com e vi spiegherò i dettagli.

Prima che me lo chiediate: no, non è sufficiente usare Street View.

Grazie!

2019/10/06

Missione compiuta! Un intrepido MiD (agente dei Men in Disinformatico) si è recato sul posto, e con sprezzo del pericolo ha portato a compimento l’ardita incursione.

Pubblicherò i risultati non appena verrà conclusa l’indagine, che sto svolgendo in coordinamento con altri che per ora non posso specificare.

2020/07/27

Ora posso preannunciare di cosa si trattava: lo spiegone è qui.

Allarme per i cibi avvelenati dai termovalorizzatori: “garantisce” Beppe Grillo?

L’articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale. Ultimo aggiornamento: 2007/08/05.

Circola grosso modo da fine giugno 2007 un appello decisamente inquietante che riguarda alcuni alimenti che sarebbero contaminati da sostanze emesse dai termovalorizzatori.

leggere con attenzione…. da BEPPE GRILLO

E’ stato fatto un recente studio da due scienziati modenesi in collaborazione con Beppe Grillo, in cui si dimostra che vi sono prodotti alimentari regolarmente venduti in Italia e nel mondo, che contengono particelle di metalli pesanti altamente cancerogene, provenienti dal fumo di “termovalorizzatori”, che altro non sono se non INCENERITORI DI RIFIUTI.

Come testimonia Grillo nel suo ultimo spettacolo, queste micro particelle sono molto più pericolose delle macroparticelle dei gas di scarico delle auto, (le quali si depositano nei polmoni e comportano tosse e asma) perchè entrano nel nostro sangue e si annidano negli organi rimanendovi per sempre e provocando purtoppo gravi forme di cancro.

E’ necessario quindi che chiunque legga questa email, comunichi a tutti i suoi amici, parenti,conoscenti che ci sono delle aziende che ci stanno avvelenando consapevolemente.

ECCO LE MARCHE E I PRODOTTI RISULTATI POSITIVI ALLE ANALISI SULLA PRESENZA
DI METALLI PESANTI:

PANE PANEM
CORNETTO SANSON
BISCOTTO MARACHELLA SANSON
OMOGENEIZZATI PLASMON AL MANZO
OMOGENEIZZATI PLASMON AL PROSCIUTTO E VITELLO
CACAO IN POLVERE LINDT
TORTELLINI FINI
HAMBURGER MC DONALDS
MOZZARELLA GRANAROLO
CHEWING GUM DAYGUM PROTEX PERFETTI
INTEGRATORI FORMULA 1 E 2 HERBALIFE
PANDORO MOTTA
SALATINI TINY ROLD (USA)
BISCOTTI OFFELLE BISTEFANI
BISCOTTI GALLETTI MULINO BIANCO BARILLA
BISCOTTI MACINE MULINO BIANCO BARILLA
BISCOTTI GRANETTI MULINO BIANCO BARILLA
NASTRINE MULINO BIANCO BARILLA
BAULETTO COOP
PLUMCAKE GIORLETTO BISCOTTI
BISCOTTI RINGO PAVESI
PANE CARASAU I GRANAI DI QUI SARDEGNA
PANE CIABATTA ESSELUNGA
PANE MORBIDO MULINO BIANCO BARILLA
PANEANGELI CAMEO

NESSUNA DI QUESTE AZIENDE HA AVUTO LA DIGNITA’ DI RISPONDERE ALLE LETTERE CHE GLI HANNO INVIATO I DUE RICERCATORI , AI QUALI TRA L’ALTRO STANNO CERCANDO DI SEQUESTRARE I MICROSCOPI DI PROPRIETà DELL’UNIVERSITA’.

FORSE MOLTI DI VOI GIA’ SAPEVANO TUTTO QUESTO, MA NON AVENDONE LA CERTEZZA HO VOLUTO INFORMARVI LO STESSO.

COMUNICATE QUESTE INFORMAZIONI A PIU’ PERSONE POSSIBILE.

USIAMO IL WEB IN MANIERA PIU’ INTELLIGENTE

SE NON CI CREDETE VISITATE IL SITO: http://www.beppegrillo.it/

E’ SCRITTO TUTTO ANCHE LI’.

PS: UN ALTRO SITO INTERESSANTE è http://www.worstpills.org/

Gli ingredienti per sospettare che si tratti di una bufala ci sarebbero tutti: l’accenno alla cospirazione delle grandi industrie, la paura per l’avvelenamento dei cibi, la controversia sullo smaltimento dei rifiuti, due ricercatori rigorosamente anonimi perseguitati con tanto di sequestro dei microscopi (e da quando le analisi chimiche si fanno con il microscopio?), l’invito a diffondere il più possibile l’appello, e una lista inquietante di alimenti avvelenati, cara a tanti appelli analoghi.

Non manca neppure un riferimento apparentemente autorevole, in questo caso al sito Beppe Grillo, che però porta soltanto genericamente al sito ma non a una pagina che fornisca maggiori dettagli.

Infine c’è anche un rimando a un sito che non c’entra assolutamente nulla, Worstpills.org, che parla di medicinali pericolosi (non di inquinamento).

Tuttavia le informazioni che ho raccolto fin qui indicano che non si tratta della solita elencazione allarmista di prodotti già vista in altre occasioni. La questione delle nanoparticelle è estremamente controversa e merita di essere approfondita prima di definirla autentica o bufala.

Sto raccogliendo ulteriori informazioni e prendendo contatti con gli interessati, ma visto che si preannuncia un caso che scotta, comincio per ora semplicemente ad accennarne qui e a invitarvi a parlarne nei commenti. So che fra voi ci sono numerosi esperti di settore che possono fornire chiarimenti preziosi sulla faccenda, e qui ci vuole un lavoro di squadra.

Aggiornamento (2007/08/02)

Con il permesso del dottor Stefano Montanari, uno degli “scienziati modenesi” citati nell’appello (l’altro è la dottoressa Gatti), cito queste sue parole da una comunicazione privata, scritte dopo che gli ho segnalato il testo dell’appello, dal quale prende fortemente le distanze: “Leggo tutto questo con sgomento. Spero di poter chiarire tutto domani nell’intervista e spero pure che chi, con tutta evidenza, non sa e non capisce nulla di queste cose non pretenda di addentrarvisi.”

L’intervista a cui Montanari si riferisce è quella che ho realizzato stamattina e che verrà pubblicata integralmente qui. Nella prossima puntata del Disinformatico radiofonico, inoltre, ci sarà un intervento in diretta di Montanari. L’intento, sia chiaro, non è quello di fare le pulci alle sue ricerche, ma di verificare quanto l’appello sia rispondente o meno alle risultanze di Montanari.

Montanari stesso ha pubblicato nel proprio blog un intervento nel quale denuncia le falsità dell’appello. Un esempio:

si parla di lettere che noi avremmo indirizzato ai produttori di questi alimenti senza aver ricevuto risposta. Falso: mai abbiamo scritto e, dunque, la non risposta è ovvia. Mi è stato pure riportato che circolerebbe la voce secondo cui alcune ditte di prodotti alimentari si sarebbero prodigate per farci togliere il microscopio elettronico di cui ci servivamo. Ancora una volta, la cosa è falsa ed è addirittura ridicola.

Già a questo punto, insomma, l’appello circolante in Rete (ben diverso dalle ricerche di Montanari) comincia a essere classificabile come bufala disinformante. Maggiori dettagli a breve.

Aggiornamento (2007/08/03)

Come notato dai commenti, l’appello sembra proprio derivare da questa pagina del blog di Beppe Grillo, datata dicembre 2005, che contiene un elenco di prodotti nei quali sono stati rilevati metalli sotto forma di nanoparticelle. In una pagina successiva, di marzo 2006, vengono citati Stefano Montanari (laureato in farmacia e ricercatore da 35 anni) e Antonietta Gatti (fisico e bioingegnere) in merito alla pericolosità delle nanoparticelle e viene raccontata la questione del microscopio sottratto alla loro indagine, che si rivela essere un microscopio decisamente sofisticato e costoso (concetto del tutto assente nell’appello).

I due “scienziati modenesi” dell’appello sarebbero quindi, al di là del ragionevole dubbio, proprio Gatti e Montanari, e così ho intervistato Stefano Montanari via Skype per chiedergli quanto ci sia di vero nell’appello in circolazione e per valutare di conseguenza se sia da diffondere o meno. L’intervista integrale al dottor Montanari è scaricabile qui (34 minuti, 31 MB, MP3).

Consiglio di ascoltarla tutta, vista la varietà e l’importanza delle questioni toccate, ben oltre la semplice verifica antibufala (il bello di Internet è che non ci sono palinsesti da rispettare o tempi da cui farsi strangolare, per cui abbiamo spaziato parecchio). Dice Montanari che “all’origine di tutto c’è una cosa quasi giusta, poi si è estrapolato e si sono dette delle cose che assolutamente non corrispondono al vero, ma proprio minimamente”.

Per quanto riguarda gli aspetti citati nell’appello, va sottolineato che secondo Montanari gli inceneritori sono una delle fonti di nanoparticelle, ma non l’unica come sembra affermare l’appello, perché queste particelle possono essere presenti negli alimenti testati anche a seguito di processi di normale lavorazione (il metallo della macina finisce inevitabilmente nella farina, per esempio) o anche perché aggiunte intenzionalmente e dichiaratamente dai produttori, o perché prodotte dal traffico, dai cementifici, dalle acciaierie e da “tantissime altre fonti di inquinamento”. Gli inceneritori, secondo Montanari, sarebbero però la fonte meno giustificabile e necessaria.

L’elenco presentato dall’appello, inoltre, non è una lista nera tassativa: sul sito di Montanari e Gatti, Nanodiagnostics.it, è presente una lista più corretta, nella quale sono stati elencati anche i prodotti che sono risultati esenti da nanoparticelle, e Montanari chiarisce che l’assenza di un prodotto dalla “lista nera” non ne garantisce assolutamente l’assenza di inquinamento da nanoparticelle:

“non volevamo accusare il prodotto. Io qui mi ritrovo davanti una sfilza di prodotti messi all’indice… è un’idiozia. Noi abbiamo guardato semplicemente una confezione, e in quella confezione c’erano degli inquinanti. Ma può darsi benissimo che prendendo un’altra confezione dello stesso prodotto non ci sia niente, perché molto spesso questo inquinamento è assolutamente casuale… Dare un elenco di prodotti da mettere all’indice non ha nessun significato scientifico”

In merito alle lettere che i due ricercatori avrebbero inviato, stando perlomeno all’appello, Montanari chiarisce che

“la lettera non esiste… non abbiamo mai scritto niente a nessuna industria. Mai. Mai, perché non abbiamo mai messo sotto accusa nessuno. L’unico ente che abbiamo messo sotto accusa è lo Stato, cioè chi legifera, chi non fa leggi per controllare questo tipo di inquinamento.”

Per quanto riguarda il microscopio sottratto:

“che queste ditte stiano cercando di sequestrare il microscopio è altrettanto falso. Nessuna ditta ha mai cercato di sequestrarci il microscopio. Il microscopio ci è stato tolto, ormai già dal giugno del 2006, è rimasto imballato per nove mesi all’Università di Modena, è stato riassemblato, rimontato, diciamo così, di nuovo a spese nostre, perché noi adesso con quel microscopio portiamo avanti un altro progetto europeo. Quel microscopio era stato semplicemente tolto perché dava fastidio non all’industria alimentare ma dava fastidio a qualche personaggio all’interno dell’Università che non gradiva le nostre ricerche.”

Ulteriori chiarimenti vengono da alcuni e-mail che mi ha mandato e che cito con il suo permesso: il microscopio non è affatto di proprietà dell’Università come afferma l’appello.

Il microscopio di cui ci era stata tolta la disponibilità è stato acquistato pagandolo per 2/3 con denaro comunitario e per 120.000 Euro, cioè quanto restava, da noi. Poi, per un giochetto burocratico, il microscopio è finito nell’inventario del CNR, ma nessuna Università, men che meno quella di Modena che ci ha sempre ostacolato in ogni modo, può accampare il minimo diritto. Dunque, un’altra bufala.

Sempre a proposito del microscopio:

D’altro canto, nessuna Università ha mai avanzato pretese di proprietà perché non ne avrebbe avuto ragione. Si tratta delle solite voci inventate dai maestri di pensiero che imperversano in rete.

Un’altra delle idiozie che saltarono fuori e che continuano a circolare in ambito Meetup di Beppe Grillo è quella secondo cui noi non avremmo bisogno del microscopio per fare le nostre ricerche, potendo usare quello disponibile al Centro Grandi Strumenti dell’Università.

Se chi propala questa voce avesse la minima idea di come si svolge il nostro lavoro, saprebbe che occorrono un laboratorio chimico con tanto di cappa ed un laboratorio biologico, pure con cappa, in questo caso a flusso laminare, per preparare i campioni, e, in aggiunta, occorre qualche apparecchio specifico come due diversi tipi di microtomo.

Poiché, poi, noi controlliamo anche campioni un po’ particolari, occorre anche un ambiente dedicato (anche qui ci vuole una cappa un po’ speciale) proprio per quei campioni. Il tutto deve essere vicinissimo al microscopio e questo non è disponibile al Centro Grandi Strumenti.

Inoltre, non ci sarebbe possibile usare un microscopio in affitto, essendo questo disponibile solo per poche ore e su prenotazione ed essendo questo molto spesso tarato male.

L’ipotesi della cospirazione dei grandi poteri, inoltre, va messa drasticamente da parte, perché Montanari sottolinea che l’iniziativa di indagare le nanopatologie è partita proprio dall’Unione Europea, che ora sta finanziando un’ulteriore ricerca. Alcune informazioni in merito sono pubblicate da un sito, Dipna.eu, segnalato da Montanari, che sottolinea la partecipazione di varie università europee all’indagine.

“L’Unione Europea ci ha sempre favorito su questo. Chi ci ha sfavorito, anzi, chi sta cercando di bloccare questa ricerca, e lo sta facendo con tutte le sue forze, che ormai sono allo stremo, sono alcune università italiane, sono alcuni personaggi italiani che lucrano sugli inceneritori, che lucrano su certe forme di inquinamento da cui ricavano illegalmente del denaro… E’ vero che c’è una cospirazione nei nostri confronti, ma non assolutamente da parte della Comunità Europea.”

In sostanza, l’unico aspetto valido dell’appello è usare “il web in maniera più intelligente”, dove però “intelligente” non significa prendere pari pari un appello arrivato da chissà dove e cliccare su Inoltra a tutti, ma usare le fonti disponibili in Rete per saperne realmente di più.

Mi aiutate con la trascrizione?

Grazie in gran parte al contributo di vari lettori del Disinformatico, è quasi completata la trascrizione integrale dell’intervista: mancano i minuti da 20 compreso al 27 escluso. Chi vuol dare una mano, si scelga un pezzo da trascrivere (anche un paio di minuti) e lo annunci nei commenti; poi mi mandi via mail la trascrizione, grazie!

Trascrizione ultimata, grazie! (2007/08/05)

Grazie allo splendido lavoro di squadra di Sblendorio, John_Wayne, Markogts, Exodus68, Ipsedigit e Dario T., la trascrizione integrale dell’intervista a Stefano Montanari di Nanodiagnostics.it è disponibile qui come PDF.

Ho pubblicato una bufala. Scusatemi tutti

Ho pubblicato una bufala. Scusatemi tutti

Ultimo aggiornamento: 2017/01/30 12:30.

Ho fatto uno sbaglio. Queste sono le mie scuse pubbliche e la mia cronologia dei fatti, per chi si perdesse nella tweetstorm che è nata dal mio errore.

Poche ore fa ho segnalato su Twitter un video nel quale il giornalista Marcello Foa, l’8 novembre 2016 (prima dell’insediamento di Trump), prevedeva che il neopresidente sarebbe stato “rassicurante” e “moderato”. Specificamente, Foa diceva fra le altre cose: “quando tu sei nella stanza dei bottoni, quando ti rendi conto di quanto potere hai e ti rendi conto che governare comunque un grande paese democratico come gli Stati Uniti significa rispettare i check and balances, il rapporto col Congresso, di solito l’effetto è calmante, è moderatore. Per diversi mesi Donald Trump probabilmente tenterà alcune riforme, ma risulterà più moderato e più rassicurante di quanto non sia stato in campagna elettorale, dove, come sappiamo, si tende a esagerare.”

Il video è questo:

La previsione di Foa mi è sembrata piuttosto divertente, visti gli eventi non particolarmente rassicuranti e moderati di questi primi giorni di presidenza Trump, e l’ho quindi segnalata con un  tweet. La questione, nelle mie intenzioni, sarebbe dovuta finire così: giusto una chicca passeggera.

Questo mio primo tweet, però, conteneva un errore (non incorporava il link alla notizia della BBC) e quindi l’ho subito cancellato, copiaincollandone il testo in un nuovo tweet, ossia questo:

Il tweet corretto viene visualizzato da Tweetdeck così:

La notizia della BBC che linko è questa: la condanna per incostituzionalità, da parte di ben sedici attorney general (impropriamente tradotti come “procuratori generali”), dell’ordine di Trump di vietare l’ingresso negli Stati Uniti a chiunque sia originario di, o proveniente da, Iran, Iraq, Siria, Libia, Somalia, Sudan e Yemen, ad eccezione delle minoranze religione perseguitate (Trump ha citato specificamente i cristiani in Siria e l’intento anti-musulmano è stato ammesso da Rudolph Giuliani, “zar” della sicurezza informatica di Trump). L’ordine ha anche causato grandi manifestazioni pubbliche e condanne da parte di vari governi.

Per me, dicevo, la questione era conclusa: una segnalazione di una previsione ben poco azzeccata da parte di un rappresentante di spicco del giornalismo. Ma poi mi è arrivata la segnalazione che il video non sembrava esserci più:

Sorpreso, ho cliccato sul mio tweet (la versione che avevo corretto) e ho visto questo:

Ne ho dedotto (sbagliando) che effettivamente il video era stato rimosso dopo che ne avevo parlato, come capita spesso quando segnalo qualcosa. Così ho postato alcuni tweet di commento:

Ho presentato Foa per chi non lo conoscesse:

Poi ho formulato un’ipotesi sulla base dei dati che avevo e delle mie esperienze passate (Marcello Foa ha già pubblicato un paio di bufale):

Ma poco dopo mi è arrivata in privato una segnalazione che il video risultava invece ancora online, e così sono andato a ricontrollare, scoprendo che nel copiaincollare il mio tweet iniziale il link era stato troncato: da https://www.youtube.com/watch?v=Hwo0tppisxw era diventato https://www.youtube.com/watch?v=Hwo0tp. Le ultime tre lettere erano state troncate.

Non avevo motivo di sospettare un errore di copiaincolla, anche perché mi era arrivato almeno un tweet nel quale un mio lettore diceva di aver visto il video correttamente:

Marcello Foa ha risposto così:

Sotto il tweet che ho appena citato e negli screenshot qui sotto c’è la tweetstorm di cui parlavo all’inizio di quest’articolo.

In sintesi, Foa ha chiesto le mie scuse; io ho pubblicato ripetute rettifiche nei vari subtweet e poi ho pubblicato la correzione e le scuse:

Prima o poi un errore mi doveva capitare, e oggi mi è capitato. A titolo di ulteriore ammenda, offro e pubblico la trascrizione completa del video di Marcello Foa.

Il dollaro crolla, le borse crolleranno, è uno scenario che abbiamo già visto altre volte, lo abbiamo visto con la Brexit. Dobbiamo dedurne che Trump sarà un cattivo presidente? No, la storia insegna che le oscillazioni dei mercati finanziari vanno prese per quelle che sono: movimenti a corto termine. Quel che per noi è importante è di capire quale sarà il programma di Donald Trump e quale sarà la sua squadra. Allora per quel che riguarda il programma in politica estera, paradossalmente Donald Trump è più rassicurante oppure meno pericoloso di quanto sarebbe stata Hillary Clinton se fosse stata eletta alla Casa Bianca.

Perché dico questo? Perché Donald Trump propone una distensione con la Russia e vede un ruolo dell’America meno aggressivo, meno destabilizzante di quanto sia stato fino ad oggi, e questo per noi europei è perlomeno un’aspettativa che è senz’altro positiva. Noi abbiamo bisogno di stabilità e di distensione con il nostro più grande vicino, che è la Russia.

Per quel che riguarda la sua squadra, questa è la incognita principale. Oggi non sappiamo con certezza chi sono gli uomini dietro Trump. Non sappiamo neanche se lui si sia costruito una squadra con sé. Questo sarà il grande tema dei prossimi due mesi, ovvero dal tempo… il tempo che ci separa dal giorno in cui Donald Trump verrà insediato ufficialmente alla Casa Bianca. Dobbiamo essere preoccupati? Beh, in una certa misura sì: quando non si sa qual è la squadra ovviamente c’è da farsi qualche domanda.

Però tradizionalmente, quando personaggi eccentrici e fuori dagli schemi, imprevedibili, come Donald Trump arrivano al potere di solito l’effetto è opposto a quello che la maggior parte dei media – che peraltro sono i grandi sconfitti di queste elezioni perché non hanno previsto nulla ancora una volta – ha sulla… rispetto a quanto ci si aspetta.

In cosa intendo? Intendo il fatto che quando tu sei nella stanza dei bottoni, quando ti rendi conto di quanto potere hai e ti rendi conto che governare comunque un grande paese democratico come gli Stati Uniti significa rispettare i check and balances, il rapporto col Congresso, di solito l’effetto è calmante, è moderatore. Per diversi mesi Donald Trump probabilmente tenterà alcune riforme, ma risulterà più moderato e più rassicurante di quanto non sia stato in campagna elettorale, dove, come sappiamo, si tende a esagerare. Per cui io direi aspettiamo e vediamo, è troppo presto per dire che Trump sarà un pessimo presidente, così come era stato troppo presto affermare otto anni fa che Obama sarebbe stato un grande presidente. Lasciamoci sorprendere.

Secondo SkyTG24 ci sarà un’eclissi di Luna il 27 luglio. È falso

Secondo SkyTG24 ci sarà un’eclissi di Luna il 27 luglio. È falso

SkyTG24 ha pubblicato un articolo (copia su Archive.is) nel quale scrive che ci sarà un’eclissi di Luna il 27 luglio. È una balla.

Scrive SkyTG24 (evidenziazioni mie):

Il passaggio della cometa Neowise, proveniente dalle regioni più remote del nostro Sistema solare costituisce un fatto storico. È infatti dal 1997 che un evento astronomico di questo genere non è visibile a occhio nudo. Ma non sarà l’unico fenomeno astronomico spettacolare del mese di luglio 2020. Nella notte tra il 27 e il 28 luglio, infatti, è attesa la “Luna di Sangue”, l’eclissi totale di luna più lunga del secolo. Inoltre, venerdì 31 gli astronomi potranno osservare Marte da un punto privilegiato.

Poi si contraddice, dicendo che sarà invece un’eclissi solare (evidenziazioni mie):

Il 27 luglio l’eclissi solare più lunga del secolo. L’ultimo giorno del mese si verificherà il passaggio di Marte più ravvicinato degli ultimi 15 anni

È probabilmente la ricopiatura di una notizia vecchia, viste le citazioni del passaggio ravvicinato di Marte. Di certo è una notizia scritta a cervello spento. Non perdete tempo a leggere notizie tecniche sulle testate generaliste: non hanno la minima idea di cosa scrivono.

Ho avvisato Skytg24 pubblicamente:

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Antibufala: I complotti di Bill Gates con microchip e piani di pandemia

Antibufala: I complotti di Bill Gates con microchip e piani di pandemia

Credit: BBC.

Intanto che il mondo scientifico corre per cercare di realizzare un vaccino contro la pandemia, su Internet c’è gente che semina tesi di complotto sul vaccino ancora prima che sia pronto.

La BBC raduna alcune delle tesi più diffuse: per esempio, c’è chi sostiene che la pandemia sia una copertura per nascondere un piano diabolico di Bill Gates, cofondatore di Microsoft, che vorrebbe impiantare dei microchip tracciabili in tutte le persone con la scusa della vaccinazione.

Prove a sostegno? Zero. Nessuna. Ma tesi del genere sono state ripetute dal capo del partito comunista russo e da Roger Stone, ex consigliere di Donald Trump. Secondo un sondaggio, il 28% degli americani sostiene questa tesi.

Tutta la storia è nata, a quanto pare, da un’interpretazione a capocchia di una dichiarazione di Bill Gates risalente a marzo scorso. In un’intervista, Gates ha detto che “prima o poi potremo avere tutti dei certificati digitali” da usare per indicare chi è guarito, chi è stato testato e chi è stato vaccinato. Non ha mai parlato di microchip, ma evidentemente chi non sa cos’è un certificato digitale (è un file, non un oggetto materiale) ha capito una cosa per l’altra e ha diffuso la falsa notizia.

Un’altra frase attribuita falsamente a Bill Gates è che avrebbe ammesso che il vaccino indubbiamente ucciderà 700.000 persone: almeno così sostiene un tweet che ha avuto oltre 45.000 condivisioni (retweet) e like e contiene un video del complottista Alex Jones, vecchia conoscenza di questo blog. Ma in realtà la dichiarazione di Gates chiariva che è importante preoccuparsi di eventuali effetti collaterali: “Se abbiamo un effetto collaterale ogni 10.000 persone… ne soffriranno 700.000 persone”.

La BBC nota che le tesi di complotto su Bill Gates sono arrivate anche nel Parlamento italiano, dove una parlamentare indipendente ha chiesto che l’informatico venga sottoposto al Tribunale Penale Internazionale per “crimini contro l’umanità”. Anche considerando Windows Vista, mi pare un po’ eccessivo.

Antibufala: la Casa Bianca e il video delle cataste di mattoni

Antibufala: la Casa Bianca e il video delle cataste di mattoni

Si dice spesso che le notizie false e la disinformazione sono “colpa di Internet” e che bisogna affidarsi alle fonti autorevoli e ufficiali, ma stavolta è proprio la Casa Bianca ad aver pubblicato una bufala.

L’account ufficiale della Casa Bianca ha infatti pubblicato, e poi cancellato, un tweet che sosteneva di dimostrare con foto e spezzoni video che ci fosse un piano per piazzare cataste di mattoni in punti strategici delle città americane in modo da fornire armi da lancio ai partecipanti violenti alle manifestazioni contro la brutalità della polizia statunitense che stanno avvenendo in questi giorni.

Ma le immagini nel tweet della Casa Bianca sono state sbufalate da Gizmodo in dettaglio e dalla BBC con l’aiuto delle autorità locali, che hanno confermato che le cataste di mattoni non c’entrano nulla con le proteste ma sono legate a lavori di cantiere e si trovano comunque lontano dai luoghi dove le proteste pacifiche sono state turbate dalle violenze.

Se vedete sui social network immagini che sostengono queste tesi, avvisate chi le ha pubblicate che sta diffondendo un allarme privo di fondamento. Magari lo sta facendo in buona fede, ma comunque finisce per soffiare sul fuoco.

Antibufala: Aiuto, c’è un topo nello spazio!

Antibufala: Aiuto, c’è un topo nello spazio!

Mi stanno arrivando segnalazioni secondo le quali numerosi diversamente furbi, laureatisi in propulsione aerospaziale all’Università Missilistica di YouTube, dicono di aver “scoperto” un topolino che corre lungo il motore di un razzo di SpaceX mentre si trova nel vuoto dello spazio.

Questi supremi intelletti social pensano che questa sia la prova di una messinscena. Certo, perché se vuoi ingannare il mondo intero, lasci disinvoltamente che si veda un topolino a passeggio nei tuoi finti video spaziali. Evidentemente gli ottusangoli proiettano sugli altri i propri limiti cognitivi.

Dice per esempio il Kandinsky Fabio:

Stasera vi racconto il top delle fake, che supera di gran lunga anche il ginovirus.
Avrete sicuramente sentito che Elon Musk con la sua navicella ha mandato due uomini sull’ISS in collaborazione con la NASA.
Non contento ci ha fatto vedere anche il video della missione che io ho nominato “missione mikymouse”
Si… è proprio un topo che esce dal domopak e che viaggia a 300km di altitudine.
Capite qual è il livello di presa per il culo?
Capite che stanno giocando con le vostre “credenze”?

Il “topo” sarebbe la macchiolina grigia indistinta accanto al grande tubo trasversale, al centro dell’immagine. Come facciano questi eccentrici a vederci un topo è incomprensibile. Si vede lontano un miglio che è una donnola albina sporca di fuliggine che ha in bocca i suoi piccoli e uno stuzzicadenti, dai.

In realtà basta conoscere un minimo la tecnologia dei motori usati da SpaceX (o avere l’umiltà di chiedere a chi la conosce) per capire che si tratta semplicemente di ossigeno liquido sfiatato dal razzo e ghiacciatosi istantaneamente. Lo si vede spesso nelle dirette dei lanci di SpaceX: forma a volte fiocchi anche piuttosto vistosi. Si muove perché è spostato dai vortici che si formano sopra il motore. Quando arriva a contatto con le parti calde del motore, evapora. Tutto qui. Questo video di Mick West lo documenta molto bene.

West ha raccolto in questo articolo numerosissimi esempi del fenomeno e creato questa GIF animata, riferita alla missione CRS-19 di SpaceX, partita a dicembre 2019:

Gli unici topi coinvolti in questa vicenda sono quelli che hanno fatto il nido nella teca cranica disabitata degli incompetenti arroganti che pensano di sapere tutto e danno del cretino agli altri.

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Antibufala: la NASA ha scoperto un universo parallelo!

Antibufala: la NASA ha scoperto un universo parallelo!

Se avete letto in giro su Internet che la NASA ha scoperto “un universo parallelo in cui il tempo va all’indietro” e magari state pensando di trasferirvi là per tornare giovani, frenate il vostro entusiasmo: una scoperta c’è, ed effettivamente l’ha fatta la NASA, ma non è affatto così semplice e sensazionale.

Tutto nasce da una singola fonte, un articolo (paywallato) sul sito della rivista New Scientist, che parla di una scoperta fatta dall’ANtarctic Impulsive Transient Antenna (ANITA): una schiera di antenne radio piazzate su un pallone che vola a 37.000 metri sopra l’Antartide, dove può captare le particelle che arrivano costantemente dallo spazio.

Fra queste particelle ci sono anche i neutrini, che normalmente trapassano gli oggetti senza lasciare alcuna traccia (circa 100.000 miliardi attraversano un corpo umano ogni secondo). Ogni tanto, però, interagiscono con la materia, e se lo fanno con molta energia generano onde radio che ANITA può rilevare.

Alcune di queste interazioni, osservate anni fa (le prime discussioni risalgono al 2016), non sono spiegabili con la fisica attualmente conosciuta: questi neutrini estremamente energetici sembrano infatti provenire da una direzione per la quale avrebbero dovuto trapassare impunemente tutta la Terra, cosa inattesa a questi livelli energetici (dovrebbero interagire durante l’attraversamento).

Di conseguenza, una delle tante ipotesi proposte per spiegarle è che questi neutrini provengano da un universo parallelo in cui il tempo scorre al contrario. Ma ci sono altre spiegazioni concorrenti molto meno spettacolari, compreso l’errore strumentale e fenomeni legati al ghiaccio antartico. Due cose comunque sono certe: scoprire fenomeni che contraddicono le nostre attuali conoscenze è sempre molto promettente, e c’è ancora tanta fisica da scoprire. La parte difficile è capire in quale direzione cercarla.

Fonte aggiuntiva: Cnet.

Antibufala: “Plandemic” e la dottoressa Mikovits

Versione breve: È una stronzata.

Versione lunga: È una gigantesca stronzata.

In dettaglio: Lo so, lo so, mi sono ripromesso di non dedicare tempo alle tesi di complotto intorno al coronavirus. Ma mi sono arrivate parecchie richieste e segnalazioni di un video di 26 minuti intitolato Plandemic, in cui una dottoressa, Judy Mikovits, afferma di essere la vittima di una colossale cospirazione mondiale, che include tutti, da Bill Gates al dottor Anthony Fauci, per nascondere la verità sul nuovo coronavirus e su come curarlo che lei e solo lei avrebbe scoperto. Così raduno qui un po’ di informazioni di debunking.

Il video contiene affermazioni sanitarie false e pericolosissime, come per esempio la tesi (falsa) che portare una mascherina aumenterebbe la mortalità: una balla letale che ha spinto Youtube e Facebook a bandire il video.

Giusto per dare un altro esempio della mitomania e delle falsità dette da Mikovits, a circa 12:30 in Plandemic la dottoressa dice che nel 1999 lavorava per i militari statunitensi per “insegnare a Ebola come infettare le cellule umane senza ucciderle” perché “Ebola non era in grado di infettare cellule umane prima che lo portassimo nei laboratori e glielo insegnassimo”. Peccato che la prima epidemia di Ebola sia avvenuta nel 1976.

In inglese potete consultare queste fonti:

In italiano c’è il debunking di Butac: se ne trovate altri, segnalatemeli nei commenti.

In estrema sintesi: se davvero ci fosse un complotto dei poteri fortissimissimi per insabbiare la “verità” presentata da Judy Mikovits, la dottoressa sarebbe morta da un pezzo in circostanze misteriose. È quello che succede quasi sempre a chi davvero scopre verità scomode. Invece lei è a spasso e il suo libro, quello che quei poteri fortissimissimi vorrebbero secondo lei insabbiare, è in libera vendita su Amazon.

2020/05/09 20:55

Le tesi della Mikovits sono state riprese da OAN, il canale TV al quale Donald Trump sembra accordare udienza molto spesso, come ha notato John Oliver.

Siamo messi bene.

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