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Antibufala: i video di UFO rilasciati dal Pentagono

Antibufala: i video di UFO rilasciati dal Pentagono

Ha fatto molto clamore nei media generalisti la notizia che il Pentagono, o più propriamente il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti, ha pubblicato ufficialmente dei video di oggetti non identificati, registrati nel 2004 e nel 2015 da piloti della Marina statunitense. I video circolavano già in forma non ufficiale da anni e ne avevo già parlato in questo articolo e nel suo seguito.

La dichiarazione originale del Dipartimento della Difesa è disponibile qui e le versioni pubblicate ufficialmente sono disponibili a questi link sul sito della Marina USA:

Nella dichiarazione, il Dipartimento della Difesa spiega che i video sono stati rilasciati in forma ufficiale “per chiarire eventuali equivoci da parte del pubblico sulla questione se i video che circolavano fossero autentici o se ci fosse altro nei video. I fenomeni aerei osservati nei video rimangono caratterizzati come ‘non identificati’.”

Chiarito che sono autentici, che cosa mostrano? Sapendo che sono stati ripresi con telecamere a infrarossi (sensibili al calore) e in luce visibile (nel caso di alcuni secondi del video del 2004) da aerei militari in volo, l’analisi tecnica indica che si tratta con tutta probabilità soltanto di aerei distanti o di un pallone aerostatico.

Gli oggetti, infatti, non hanno alcun comportamento reale insolito: gli effetti di movimento e di rotazione e gli aloni sono infatti degli artefatti prodotti dall’elaborazione digitale dei video, dal movimento dell’aereo che sta effettuando la ripresa (parallasse) e dalla compensazione automatica della rotazione della testa girevole della telecamera, come spiega bene Mick West di Metabunk in questi due video:

Se siete perplessi su come il movimento dell’aereo possa creare un’illusione così forte di movimento dell’oggetto, guardate quest’altro video di Mick West: ha appeso una pallina a un albero e lo ha ripreso mentre gli passava accanto. Nella ripresa normale non si nota nulla di insolito, ma quando West zooma si ottiene un’illusione di movimento molto forte dell’oggetto, perché la mancanza di altri oggetti nell’inquadratura ci impedisce di capire se ci stiamo muovendo noi o se si sta muovendo l’oggetto.

West spiega bene anche il suo approccio: “Le visite aliene sono sempre una possibile spiegazione per qualunque video di oggetti volanti non identificati, ma questi video non mostrano alcun indizio di tecnologia avanzata, per cui purtroppo le spiegazioni reali, benché interessanti da indagare, sono probabilmente piuttosto noiose.”



Fonti aggiuntive: RSI, SyfyWire.

Antibufala: l’articolo che dice che il conducente "deve tassativamente essere seduto davanti, dal lato del volante" è umorismo

Antibufala: l’articolo che dice che il conducente “deve tassativamente essere seduto davanti, dal lato del volante” è umorismo

Sta circolando un tweet di Giorgio Gori, sindaco di Bergamo, che mostra una foto di un brano di un articolo nel quale si legge che “[…] il limite è di due persone per auto distanziati [sic] di almeno un metro. Di fatto, uno seduto davanti e uno dietro. Se c’è solo il conducente, deve tassativamente essere seduto davanti, dal lato del volante.”

Il contesto della frase, che si può dedurre facilmente, è quello delle nuove disposizioni per la gestione degli spostamenti durante la pandemia da coronavirus. La frase gira così, senza autore e senza indicarne la provenienza.

In realtà proviene da un articolo pubblicato a pagina 23 de Il Secolo XIX di oggi (3 maggio 2020) e la precisazione apparentemente demenziale sul conducente non è intesa seriamente: è una battuta dell’autore dell’articolo, Enrico Musso, docente universitario ed esperto di mobilità.

Infatti il resto dell’articolo contiene altre battute di questo genere, ma se si legge solo il brano in questione è facile pensare che sia scritto seriamente (come è capitato anche a me prima di avere accesso all’articolo completo), visto quello che riescono a scrivere alcuni legislatori e burocrati.

Musso ha inserito alcune battute (poche) in un testo altrimenti serissimo, con un titolo serissimo (Le sedici regole per muoversi bene in città
«Tragitti più lunghi, scegliete il mezzo giusto»
) e su un tema serissimo, e questo ha creato l’equivoco. Intercalare frasi come “Il monopattino e la Fiat Multipla sono considerati veicoli”, “un sidecar: chi non ne ha uno?”, “accompagnare l’iguana dal veterinario o la suocera dal geriatra (o viceversa)”, “una innovazione già in uso all’estero dall’Ottocento: la coda alle fermate”, “evitiamo di metterci le dita negli occhi, e anche di farcele mettere da un altro passeggero” in un testo di istruzioni anti-pandemia che per il resto è completamente serio è una forma di umorismo forse un po’ troppo ermetico per momenti difficili come questi.

L’autore, Enrico Musso, si è scusato pubblicamente per l’involontario equivoco:

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Antibufala: Il premio Nobel Montagnier, il coronavirus e il 5G

Antibufala: Il premio Nobel Montagnier, il coronavirus e il 5G

Rispondo a una domanda di un ascoltatore della scorsa puntata del Disinformatico radiofonico (a 8:00): corre voce che il premio Nobel per la medicina Luc Montagnier abbia messo in relazione il nuovo coronavirus con l’HIV e il 5G in un’intervista che circola su Youtube.

Il Post riassume bene la vicenda: in effetti Montagnier ha davvero affermato che il virus SARS-CoV-2 sarebbe stato fabbricato in laboratorio partendo da quello dell’AIDS, forse nel tentativo di creare un vaccino contro l’HIV. Lo ha dichiarato in una intervista al sito Pourquoidocteur.fr e lo ha ribadito in diretta alla tv francese Cnews. Lo spezzone della dichiarazione televisiva è stato pubblicato online e tradotto anche in italiano, con un altissimo numero di visualizzazioni.

Ma in realtà le argomentazioni di Montagnier non reggono ai fatti accertati da tutti gli altri ricercatori, che escludono la fabbricazione in laboratorio perché lascerebbe segni tecnici facilmente rilevabili dagli esperti.

La rigorosissima rivista scientifica Nature ha pubblicato l’articolo The proximal origin of SARS-CoV-2, che scrive con rara chiarezza che “le nostre analisi mostrano chiaramente che SARS-CoV-2 non è un costrutto di laboratorio o un virus intenzionalmente manipolato” (“Our analyses clearly show that SARS-CoV-2 is not a laboratory construct or a purposefully manipulated virus”).

ScienceAlert spiega anche che le ricerche permettono di verificare che non si tratta neppure di un virus naturale sfuggito a un laboratorio.

Anche il recente rapporto dell’intelligence statunitense conferma che tutto indica che il virus non è di origine artificiale e non è stato modificato geneticamente.

Emma Hodcroft, epidemiologa molecolare presso l’Università di Basilea, spiega con un esempio le presunte somiglianze fra HIV e coronavirus evidenziate da uno studio successivamente ritirato dagli stessi autori: se si prende una copia dell’Odissea di Omero e si nota che contiene la parola il, e poi si apre un altro libro e si nota che anche qui c’è la parola il, non vuol dire che un libro è derivato dall’altro. 

Montagnier ha messo in relazione il 5G con il coronavirus soltanto perché “la città di Wuhan era molto avanti nell’implementazione di antenne 5G”, ma in realtà non c’è nessun rapporto fra le installazioni di antenne 5G e la diffusione del virus; anzi, la situazione svizzera (dove il coronavirus è più presente nelle aree meno servite dal 5G) ribalterebbe la presunta correlazione. E qualunque scienziato sa che correlazione non implica causalità: altrimenti dovremmo sostenere che le importazioni di petrolio greggio dalla Norvegia influenzano gli incidenti fatali ferroviari.

Ma come è possibile che un premio Nobel per la medicina sostenga delle tesi prive di qualunque fatto a supporto? Purtroppo un Nobel non è una patente di infallibilità eterna in tutti i campi della conoscenza. Per esempio, il Nobel per la fisica Brian Josephson è diventato complottista; Kary Mullis, premio Nobel per la chimica, sosteneva il negazionismo dell’HIV; Linus Pauling, Nobel per la chimica, credeva che la vitamina C curasse il cancro; la lista è imbarazzantemente lunga. Gli esseri umani sbagliano, e non è la prima volta che Montagnier presenta teorie senza fondamento nel campo dei vaccini, del morbo di Parkinson e a proposito della presunta memoria dell’acqua.

Termina oggi l’Odissea nello spazio. Quella vera, di Apollo 13, di 50 anni fa

Termina oggi l’Odissea nello spazio. Quella vera, di Apollo 13, di 50 anni fa

Secondo Comingsoon.it, Apollo 13 di Ron Howard (1995) è un film di fantascienza. No: la storia che racconta, quella di tre astronauti che hanno un drammatico guasto a bordo durante un viaggio verso la Luna, è reale ed è basata molto fedelmente sulla vicenda effettivamente accaduta esattamente cinquant’anni fa. Il terzo volo di sbarco sulla Luna andò ben diversamente da come era stato previsto.

Se volete rivivere questo dramma reale in dettaglio, con tutte le voci, i video, i filmati e le conversazioni di bordo e dei tecnici che disperatamente cercavano di riportare a casa sani e salvi i tre protagonisti della missione, potete seguire il sito Apolloinrealtime.org. In italiano potete leggere tutta la storia presso Apollo 13 Timeline. Il finale, che non vi spoilero, è previsto per le 20 di oggi, ora italiana (le 18 GMT).

Antibufala: la Cina ha costretto l’Italia a ricomprarsi i dispositivi di protezione che l’Italia le aveva donato!!

Antibufala: la Cina ha costretto l’Italia a ricomprarsi i dispositivi di protezione che l’Italia le aveva donato!!

Ultimo aggiornamento: 2020/04/06 16:20.

Roberto Burioni, su Twitter, ha chiesto pubblicamente lumi su una storia apparsa su The Spectator negli Stati Uniti; questi sono i miei rapidi appunti d’indagine.

Burioni ha successivamente rimosso il tweet di richiesta, che riporto qui sotto per chiarezza e completezza:

L’articolo in questione di The Spectator è archiviato qui su Archive.org. Ho risposto così alla richiesta di Burioni:

Screenshot dall’articolo:

In traduzione:

Dopo che il COVID-19 è arrivato in Italia, decimando la significativa popolazione anziana del paese, la Cina ha detto al mondo che avrebbe donato dispositivi di protezione (DPI) per aiutare l’Italia a fermare la sua diffusione. Alcune notizie hanno poi indicato che la Cina aveva in realtà venduto, non donato, i DPI all’Italia. Un alto funzionario dell’amministrazione Trump dice a The Spectator che le cose stanno molto peggio: la Cina ha obbligato l’Italia a ricomprarsi la fornitura di DPI che [l’Italia] aveva dato alla Cina durante l’epidemia iniziale di coronavirus.

“Prima che il virus colpisse l’Europa, l’Italia ha inviato tonnellate di DPI alla Cina per aiutare la Cina a proteggere la propria popolazione” ha spiegato il funzionario dell’amministrazione. “Poi la Cina ha rispedito i DPI italiani in Italia — alcuni, neanche tutti — e glieli ha fatti pagare.”

Gli antisemitismi ai quali mi riferisco sono questi (ammessi dalla stessa Athey). Mi rifiuto di metterli per iscritto:

Per chi non lo sapesse, Tucker Carlson è un conduttore di Fox News, canale statunitense che ha negato a lungo l’esistenza del pericolo di pandemia, assecondando il negazionismo del presidente Trump, per poi fare uno spettacolare voltafaccia quando i morti hanno cominciato, tragicamente, a salire di numero.

Ovviamente non le ho chiesto di rivelare il nome del funzionario. La risposta di Amber Athey è stata questa:

Screenshot:

Screenshot:

Screenshot:

Screenshot:

Screenshot:

Fine delle comunicazioni.

In sintesi: Athey ha detto che le è stato riferito che se ne è parlato nei media esteri (notizie di terza mano, insomma), ma che non è stata in grado di trovare queste fonti. Poi ha polemizzato sulle cose che ho segnalato a proposito del suo sito e dei suoi tweet passati, chiarendo che all’epoca dei tweet antisemiti aveva 17 anni (come se questo fosse una scusa) ed era il 2012 (quindi oggi ne ha 25, cosa che indica un’esperienza giornalistica non proprio di lungo corso), mi ha accusato di dire “bugie” su di lei e su The Spectator, ma alla fine resta un fatto di fondo: The Spectator non ha portato nessuna prova di questa tesi.

Secondo Enrico Mingori su TPI.it, inoltre, il governo italiano avrebbe smentito la tesi con una nota diffusa oggi (5 aprile), nella quale Palazzo Chigi userebbe le parole “bufala senza precedenti”. Non ho ancora trovato una fonte diretta per questa nota.

Anche Bufale un tanto al chilo si è occupato della vicenda.

2020/04/06 16:20. Athey ha rimosso i suoi tweet. Ne ho però gli screenshot, che ho aggiunto a questo articolo.

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Antibufala: il volantino che invita a “lasciare le abitazioni ospitanti”

Antibufala: il volantino che invita a “lasciare le abitazioni ospitanti”

Mi sono arrivate moltissime segnalazioni (ma una sola foto, sempre la stessa) di un presunto foglio affisso all’esterno di abitazioni e apparentemente intestato al Ministero dell’Interno italiano che inviterebbe “gli eventuali non residenti di questo edificio a lasciare le abitazioni ospitanti, per rientrare nel loro domicilio di residenza”, con minaccia di controllo e di denuncia con rischio di “ammenda fino a 206 euro, arresto fino a 3 mesi, reclusione da 3 a 12 anni nei casi più gravi”.

Il Sole 24 Ore dice (mostrando la stessa foto) che il foglio sarebbe stato trovato affisso “negli spazi condominiali di alcune zone di Napoli. Secondo la Questura
si tratta a ttti
[sic] gli effetti di un tentativo di truffa, dal momento che
non è stato predisposto alcun documento di questo tipo. La Questura
ricorda di non aprire la porta di casa a persone sconosciute e, in caso
di dubbi, si invita a contattare subito i numeri di emergenza delle forze dell’ordine.”

Altre testate mostrano altre immagini e riportano le dichiarazioni di varie Questure, secondo le quali il foglio è falso. Il sito della Polizia di Stato italiana e la sua pagina Facebook raccomandano a chiunque si imbatta in questi volantini “di segnalarne la
presenza alle Forze di polizia e di non seguire le indicazioni in essi
contenute”
.

L’indicazione “Allegato A” in alto a destra dovrebbe essere un indizio piuttosto evidente che qualcosa non quadra: allegato a cosa? Manca inoltre una data, che di solito è presente nelle comunicazioni reali.

Le motivazioni dell’affissione non sono chiare: c’è chi parla di truffa o di tentativo dei ladri di vuotare le case, ma ce li vedete i ladri che si organizzano e stampano volantini tutti uguali?

In ogni caso, il foglio è falso e l’allarme può essere cestinato.

Se qualche commentatore è competente in diritto, può guardare gli estremi delle leggi indicate nel foglio e vedere se sono pertinenti o meno.

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Antibufala: il “protocollo per l’ingresso in casa” del GEOS

Antibufala: il “protocollo per l’ingresso in casa” del GEOS

Sta circolando in varie lingue un presunto “protocollo per l’ingresso in casa – Azioni contro Covid-19” che elenca una lunga serie di cose da fare ogni volta si torna a casa. È ingannevole e potenzialmente pericoloso. Seguite solo le raccomandazioni sanitarie diffuse dalle autorità, non quelle fatte circolare da amici e conoscenti.

Il “protocollo” (ne trovate un esempio italiano qui) elenca raccomandazioni probabilmente eccessive e potenzialmente pericolose, come “disinfetta le zampe del tuo animale domestico se è uscito”. Considerato per esempio che gli animali tendono a leccarsi le zampe, impregnargliele di disinfettante a casaccio non è una buona idea. La raccomandazione delle autorità spagnole è invece di pulire i cuscinetti delle zampe e la coda con gel disinfettante (del tipo che evapora subito).

Il sito antibufala spagnolo Maldita.es spiega che il “protocollo” viene spacciato per un documento del Grupo Especial de Operaciones (GEO) della polizia spagnola, ma in realtà le sue immagini provengono da un documento della Fundación de Voluntarios de Salvamento y Rescate GEOS boliviana (pagina Facebook qui). Non si tratta di raccomandazioni dirette delle autorità sanitarie: la GEOS ha dichiarato che “le immagini sono state realizzate dal gruppo relazioni pubbliche della nostra istituzione sulla base delle raccomandazioni e dei consigli giorno per giorno” (las imágenes la realizó el.
Equipo de relaciones públicas de nuestra institución en base a
recomendaciones y consejos de día día”
).
Inoltre la terza pagina è riservata alle persone che convivono con persone a rischio: non riguarda tutte le persone.

Pensateci un momento: in materia sanitaria, ha più senso seguire le istruzioni dirette delle autorità sanitarie o quelle indirette di un gruppo di volontari che si occupano di soccorsi, tradotte da chissà chi?

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Antibufala: pass gratuito per Netflix durante l’isolamento!

Antibufala: pass gratuito per Netflix durante l’isolamento!

Sta circolando in varie lingue e soprattutto tramite il passaparola su Whatsapp un messaggio che annuncia che Netflix ha deciso di dare accesso gratuito alla propria piattaforma durante il periodo di isolamento dovuto al coronavirus.

La versione italiana dice “A causa della pandemia di CoronaVirus in tutto il mondo, Netflix offre un pass gratuito per la sua piattaforma durante il periodo di isolamento. Esegui sul sito perché finirà rapidamente!”

Per attivare questo accesso, dice il messaggio, bisogna visitare il sito indicato (netflix-usa[punto]net), rispondere a un breve questionario e poi condividere l’invito con dieci amici o gruppi su WhatsApp.

Ma non è vero nulla: è solo una trappola, creata per vedere quanta gente ci casca o per sottrarre dati personali.

L’inganno è reso ancora più efficace dal fatto che un altro sito di streaming video, ma dedicato agli adulti, ha offerto il proprio servizio premium gratuitamente agli utenti italiani.

Se avete cliccato sul messaggio ma non avete immesso dati personali, dovreste essere al sicuro. Se avete ricevuto il messaggio ma non l’avete cliccato, cancellatelo ma avvisate chi ve l’ha mandato che si tratta di una trappola e chiedete di non mandarvi più questo genere di messaggi. Se invece l’avete mandato ai vostri amici, contattateli avvisando che avete sbagliato.

Fonte aggiuntiva: Hot for Security.

Antibufala: la puntata di TGR Leonardo del 2015 che parla del coronavirus creato in Cina

Ultimo aggiornamento: 2020/03/26 17:40.

Mi stanno arrivando parecchie segnalazioni di un video su YouTube, attribuito al programma TGR Leonardo di Raitre, in cui si parla di una sperimentazione sul coronavirus fatta in Cina per modificare un coronavirus animale e renderlo contagioso per gli esseri umani [2020/03/06 15:00 Il video è stato rimosso, ma il suo contenuto è linkato qui sotto].

Il video non è alterato: proviene da questa puntata del 16/11/2015, specificamente al minuto 4:55. Ma non c’entra nulla con l’attuale pandemia da coronavirus.

Questo è quello che viene detto testualmente nel servizio:

CONDUTTORE: È un esperimento, certo, ma preoccupa, preoccupa tanti scienziati. Un gruppo di ricercatori cinesi innesta una proteina presa dai pipistrelli sul virus della SARS, la polmonite acuta, ricavato da topi, e ne esce un supervirus che potrebbe colpire l’uomo. Resta chiuso nei laboratori, ovvio; serve solo per motivi di studio. Ma vale la pena correre il rischio? Creare una minaccia così grande solo per poterla esaminare? Maurizio Menicucci.

MENICUCCI: Vecchio quanto la scienza il dibattito sui rischi della ricerca. In fondo è il mito di Icaro, che cade per avere sfiorato il sole con le ali di cera progettate dal padre Dedalo. Lo rilancia un esperimento realizzato in Cina, dove un gruppo di studiosi è riuscito a sviluppare una chimera, un organismo modificato, innestando la proteina superficiale di un coronavirus, trovato nei pipistrelli della specie piuttosto comune detta ‘naso a ferro di cavallo’, su un virus che provoca la SARS, la polmonite acuta, anche se in forma non mortale, nei topi.

Si sospettava che la proteina potesse rendere l’ibrido adatto a colpire l’uomo, e l’esperimento lo ha confermato. È proprio questa molecola, detta SHCO14, che permette al coronavirus di attaccarsi alle nostre cellule respiratorie, scatenando la sindrome. Secondo i ricercatori, inoltre, l’organismo, quello originale e a maggior ragione quello ingegnerizzato, può contagiare l’uomo direttamente dai pipistrelli, senza passare per una specie intermedia come il topo, ed è appunto questa eventualità a sollevare molte polemiche.

Proprio un anno fa, il governo USA aveva sospeso i finanziamenti alle ricerche che puntavano a rendere i virus più contagiosi, ma la moratoria non aveva fermato il lavoro dei cinesi sulla SARS, che era già in fase avanzata e si riteneva non così pericoloso. Secondo una parte del mondo scientifico, infatti, non lo è: le probabilità che il virus passi alla nostra specie sarebbero irrilevanti, rispetto ai benefici.

Un ragionamento che molti altri esperti bocciano: primo perché il rapporto tra rischi e beneficio è difficile da valutare e poi perché, specie di questi tempi, è più prudente non mettere in circolazione organismi che possano sfuggire, o essere sottratti, al controllo dei laboratori.

Questo video è collegato all’attuale pandemia? No. Secondo gli esperti il coronavirus del COVID-19 è una variante nuova, biologica, “naturale” nel senso che non è stata ingegnerizzata, e che quindi questa sperimentazione del 2015, per quanto discutibile, non può aver causato la pandemia di oggi. Le ricerche hanno dimostrato che fra il virus di questa ricerca del 2015 e l’attuale virus del COVID-19 ci sono oltre 5000 nucleotidi di differenza.

La denominazione esatta, della proteina, fra l’altro, è SHC014, non SHCO14 (zero, non O).

Il TG3 di oggi alle 19 ne parla da 31:51 con queste parole: “Va chiarito che quel virus non ha nulla a che fare con l’attuale COVID-19. Il servizio è tratto da una pubblicazione della rivista Nature, spiega il direttore della testata regionale RAI Alessandro Casarin. Lo abbiamo chiarito anche in questo telegiornale il 19 marzo con un servizio in cui si dava conto della ricerca di Nature che spiegava come il COVID-19 non sia stato creato in laboratorio, e anche virologi come Pregliasco e Burioni dicono ‘Il virus di oggi è naturale, non c’entra niente con quello di cui si parlava cinque anni fa’.”

La pubblicazione su Nature citata nel servizio del 2015 dovrebbe essere A SARS-like cluster of circulating bat coronaviruses shows potential for human emergence, in Nature Medicine, volume 21, pagg. 1508–1513 (2015), doi.org/10.1038/nm.3985, insieme a Engineered bat virus stirs debate over risky research: Lab-made coronavirus related to SARS can infect human cells in Nature News (2015), doi:10.1038/nature.2015.18787.

La ricerca su Nature che documenta che il virus odierno è di origine naturale è invece The proximal origin of SARS-CoV-2, in Nature Medicine (2020), https://doi.org/10.1038/s41591-020-0820-9.

Caso chiuso, insomma: i complottisti si trovino un’altra gruccia per i loro zoppicanti e tediosi deliri. Ringrazio i tanti lettori che hanno contribuito con le loro segnalazioni: siete troppi per citarvi uno per uno.

2020/03/26 17:40

TGR Leonardo ha pubblicato una nuova puntata, con intervista a uno dei partecipanti alla ricerca citata nel 2015, chiarendo ulteriormente che quella ricerca non c‘entra nulla con l’attuale pandemia e che il “supervirus” era in realtà incapace di sopravvivere fuori dal laboratorio.

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Faccia a faccia con uno sciachimista / 1

Faccia a faccia con uno sciachimista / 1

L’articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale. Gli eventi dell’incontro descritti sono reali e sono avvenuti il 28 febbraio 2009 a Barbengo, vicino a Lugano. Questo non è un racconto di fantasia.

Ieri pomeriggio ho intervistato un sostenitore della teoria della cospirazione delle “scie chimiche”, noto in Rete come Vibravito, per conoscere di prima mano psicologia, idee e comportamenti di un credente in un complotto. Avevo già avuto esperienze dirette con i complottisti dell’11 settembre e con quelli lunari: mi mancava uno sciachimista. La mia curiosità, infatti, era vedere se risultava confermato o meno un modello generale del pensiero cospirazionista che progressivamente si sta delineando.

Vorrei dare un resoconto dettagliato, ma la cosa potrebbe richiedere un po’ di tempo. Aggiornerò quindi progressivamente questo articolo.

Preliminari

Riassumo l’antefatto per chi non avesse seguito l’intera vicenda che ha portato all’incontro e che si svolge nell’arco degli oltre 700 commenti a questo mio articolo precedente sulle presunte “scie chimiche”.

Lo sciachimista, Vibravito, mi accusa di essere uno dei “cospiratori infami (o insulsi disinformatori prezzolati)”, di avere un “conto numerato in una banca di Lugano” sul quale gli organizzatori delle irrorazioni fatte con le scie chimiche depositerebbero “laute somme di denaro”, e altre espressioni colorite.

Visto che mi interessa conoscere di persona uno sciachimista in un contesto privato, ossia al di fuori delle situazioni pubbliche come le conferenze, nelle quali non c’è tempo di sedersi a tu per tu e discutere, lo invito a venire da me a ripetermi in faccia queste ed altre accuse che configurano i reati di diffamazione o ingiuria (articoli 594 e 595 del Codice Penale italiano).

Vibravito accetta l’invito e propone luogo, data e ora. Dato che teme che io raduni “compagnia e supporto”, la trattativa avviene via mail privata. Io accetto subito luogo, ora e data proposti da Vibravito; non accetto, invece, quando lui chiede di cambiarli due giorni prima dell’incontro. Ho già pianificato il weekend con la mia famiglia, sono venuto incontro alla proposta di Vibravito senza esitazioni, ma c’è un limite a quanto sono disposto a farmi scombussolare il fine settimana mio e dei miei cari.

Concordiamo che per reciproca garanzia l’incontro verrà registrato da entrambi: Vibravito chiede solo audio, niente video.

Il luogo dell’incontro è l’Osteria degli Amici a Barbengo, a poca distanza da casa mia, sabato 28 febbraio alle 17. Gli avventori del locale che dovessero leggere queste pagine possono ora capire chi erano i due individui che discutevano in modo così strano al tavolino all’aperto.

Vibravito arriva puntuale alle 17 e inizia la discussione. Posso dare subito atto a Vibravito di aver ripetuto le sue accuse di fronte a me e di averne anche aggiunte altre. Ma questo non è importante, perché non era questo lo scopo fondamentale dell’incontro. Non so quale fosse per Vibravito, ma per me era intervistare uno sciachimista. E in questo senso è stata un’intervista estremamente illuminante.

Il meteorologo morituro

Vibravito fa partire il proprio registratore (usa la sua fotocamera digitale come registratore, puntandola verso la strada, non verso di noi) e io il mio. Ha portato anche un orologio radiocontrollato per certificare l’ora (si vede che per lui è importante). Legge da appunti scritti a mano le parole di accusa nei miei confronti “disinformatore prezzolato” e gli chiedo di chiarire cosa significa. “Prezzolato è che… qualcosa ti danno”. Si affretta a dire che questa è una sua “opinione”. Gli chiedo se ne ha delle prove. Risponde di no.

Chiaramente Vibravito non ha ben chiaro il concetto che una “opinione” ingiuriosa espressa in pubblico è comunque ingiuria o diffamazione. Io non posso andare in giro a dire “Il signor Rossi è cornuto” o “Il signor Bianchi prende soldi sottobanco” e difendermi dicendo che è una mia “opinione”.

Vibravito obietta che lui è stato insultato per primo definendolo (a suo dire) “contaballe”, “falsificatore”, “maleducato”. Gli rispondo che c’è una differenza fondamentale fra l’insulto, che è un’accusa infondata che si rivolge a una persona in assenza di prove, come lui ha appena fatto e confermato, e quello che viene detto di lui: non sono insulti, sono constatazioni, basate sui suoi comportamenti. La sua maleducazione di interrompere continuamente, sia durante la conferenza di Novi Ligure sia durante l’intervista sia durante le conferenze sulla meteorologia alle quali partecipa (come questa in cui molesta Luca Mercalli), è documentata. Il suo riferire le storielle di Straker è raccontar balle.

Quali sono le prove dell’esistenza delle scie chimiche? “Basta osservare quello che c’è in cielo”, dice Vibravito. Quando gli chiedo come mai, allora, i meteorologi di tutto il mondo danno torto a chi crede a questa teoria, lui afferma che non è vero, che c’è qualche meteorologo che fa “voce fuori dal coro”. Chi? “Quello tedesco”, dice, ma non se ne ricorda il nome. A suo dire, questo meteorologo avrebbe parlato pubblicamente di nubi create da aerei militari.

Secondo i commenti qui sotto, si tratta probabilmente di Karsten Brandt e l’episodio è quello mostrato in questo video, oppure si tratta di Gunther Tiersch; in entrambi i casi, la traduzione italiana è stata manipolata per farlo parlare di scie chimiche; basta chiedere a un madrelingua tedesco.

Gli rispondo che la traduzione corretta di quello che ha detto il meteorologo ha semmai a che fare con il chaff rilasciato durante un’esercitazione: attività comunissima, come si vede nell’immagine qui accanto, presente su Wikipedia alla voce Radar jamming e prodotta dall’Istituto Meteorologico Olandese, nella quale la mezzaluna che si estende sopra l’Olanda è proprio frutto di una di queste esercitazioni. In entrambi i video, quello di Brandt e quello di Tiersch, infatti, si parla di Düppel, che è il termine usato in tedesco per indicare il chaff; basta guardare in Wikipedia.

Vibravito non ha mai sentito parlare di chaff e non sa cosa sia. Glielo spiego pazientemente. È totalmente incredulo: le sue espressioni sono eloquentissime. È un chiaro esempio di come i sostenitori della teoria sciachimista arrivano a conclusioni grossolanamente errate perché non conoscono la materia di cui parlano con tanta apparente certezza.

È chiaro che i ragionamenti anche solo vagamente tecnici non possono dare grandi risultati, perché per quel che ne sa Vibravito potrei essermi inventato il termine chaff sui due piedi. Esploro un altro approccio, quello logico. Se questo meteorologo è andato in televisione a dire che le scie chimiche supersegretissime esistono, come mai è ancora vivo? Vibravito sostiene che “chi sta provando a parlare viene – anche dal tuo staff, diciamo – bombardato psicologicamente”. Io avrei, dunque, uno “staff”. Alla mia obiezione all’uso di questo termine, corregge il tiro: “collaboratori”. Cambia poco: nella sua visione del mondo, io avrei ai miei comandi un esercito di agenti pronti a fare bombardamento psicologico agli sciachimisti. Su questa questione si agita e interrompe ripetutamente.

Vibravito: “C’è gente che osserva e che nota cose strane.”

Io: “Sì, ma sono strane perché non conosce la materia.”

Vibravito: “No, no, questo discorso del non conoscere la materia è relativo.”

Emerge insomma ancora una volta la pretesa di cogliere la verità per intuizione, senza dover essere preparati sulla materia. Anzi, essere preparati è pericoloso: è sintomo di lavaggio del cervello e di collusione con il nemico. Un modo di pensare comune a tante credenze parapsicologiche, nelle quali chi ha studiato fa parte della “scienza ufficiale”, è legato mani e piedi dal “sistema” e quindi è inaffidabile. Solo i dilettanti hanno la purezza necessaria per cogliere la Verità.

Vibravito sostiene poi che il meteorologo canterino non viene fatto fuori perché la cosa desterebbe troppe attenzioni. Io gli obietto che però un incidente d’auto passerebbe inosservato, e lui risponde “Ah, staremo a vedere, è passato solo un mese…” Il povero meteorologo tedesco starà facendo gesti scaramantici a iosa. “Magari se farà altre dichiarazioni… al momento gli avranno detto ‘stai calmo’… se poi continua a esporsi può darsi che ne paga le conseguenze”.

Nella sua visione del mondo, quindi, la cospirazione delle scie chimiche si spinge anche a minacciare prima, e a uccidere poi, chi osa parlare pubblicamente dell’argomento. Ma quando gli chiedo allora come mai, secondo lui, sono ancora vivi altri personaggi che ne parlano pubblicamente in TV oltre che su Internet, come “Straker” (Rosario Marcianò), la sua giustificazione è che “hanno raggiunto una buona visibilità”. Marcianò non viene eliminato, insomma, perché è ormai troppo famoso. Mentre il meteorologo tedesco che è in TV ogni sera non se lo fila nessuno e quindi è liquidabile senza problemi.

Questa è la logica del cospirazionismo: una forma di bispensiero orwelliano, ossia la capacità di sostenere contemporaneamente due idee che si negano a vicenda senza accorgersi, né tanto meno curarsi, della contraddizione insanabile.

I libri riscritti

Il secondo quarto d’ora dell’intervista inizia con Vibravito che si irrita non poco perché io accenno al fatto che se esistesse questa supercospirazione onnipotente, sarebbe un gioco da ragazzi far sparire Straker e il suo blog. Lui obietta che resterebbero comunque i ricordi delle persone, e io faccio notare che i ricordi spesso sono confusi. “Ah! Ecco! I ricordi confusi che piacciono a te, come quelli delle scie chimiche! Bello questo modo… questo modo di parlare! Mi piace questo ‘ricordi confusi’. Ovviamente noi sciachimisti abbiamo tutti i ricordi confusi” (purtroppo la trascrizione non rende efficacemente il tono della voce).

Gli ricordo che lui stesso ha fornito un ottimo esempio di ricordi confusi. Il libro Clouds of the World, datato 1972, che il chimico Simone Angioni gli aveva mostrato alla conferenza di Novi Ligure, documenta chiaramente, e anche fotograficamente, l’esistenza di scie di condensazione persistenti ben prima degli anni Novanta, come si può vedere qui sotto in questo video fornitomi da Angioni.

Il video non ha una traccia audio per ridurne le dimensioni.
L’audio originale non conteneva nulla di significativo.

Ricordo a Vibravito che lui e altri sciachimisti hanno affermato che queste scie persistenti non esistevano prima di quell’epoca. Il libro documenta che hanno torto e che quindi evidentemente i loro ricordi sono confusi.

“Il libro è stato manipolato” si giustifica Vibravito, aggiungendo di averlo “dimostrato” nel suo blog.

Dunque io, secondo Vibravito, farei parte di una megacospirazione così sofisticata da poter addirittura stanare tutte le copie di un libro esistenti in giro per il mondo e falsificarle sistematicamente, ma nel contempo così cialtrona da sbagliare il codice ISBN del libro e lasciare vistosi segni dell’alterazione. Siamo quindi in piena Sindrome del Cospiratore Pasticcione: la credenza autocontraddittoria che i cospiratori siano al tempo stesso abilissimi, potentissimi, sofisticatissimi ed incredibilmente dilettanteschi nelle loro manipolazioni.

Siamo di fronte ai classici meccanismi di difesa della visione paranoica: quando emerge un fatto che mette a repentaglio l’integrità della visione, invece di porsi il dubbio di essersi sbagliati si inventa un’ulteriore cospirazione che isoli e neutralizzi il fatto pericoloso. E in questo modo la cospirazione, e il numero degli organizzatori e persecutori, aumenta sempre più, a dismisura.

Tanto per dare un’idea di quanto Vibravito debba ritenere vasta la macchinazione, grazie al lettore Justfrank segnalo anche un altro libro, Come osservare il Cielo, di Colin A. Ronan, Storm Dunlop e Brian Jones, edito dall’Istituto Geografico De Agostini nel 1987 come traduzione del testo inglese The Skywatcher’s Handbook del 1985. Anche questo libro parla già di scie persistenti. Falsificato anche questo?


Pagine 88-89 di Come osservare il cielo (1987). La didascalia recita inequivocabilmente:
“Sopra, le scie di vapore segnano spesso il passaggio di un jet. La persistenza delle scie indica che probabilmente è in arrivo una depressione.”

A questo punto chiedo a Vibravito: “Fammi capire: tu sei venuto qua [Vibravito interrompe] sei venuto qua a parlare con una persona che ritieni essere un ‘disinformatore prezzolato’, che fa parte di un’organizzazione che è in grado di sostituire [Vibravito interrompe di nuovo] – aspetta, fammi finire – che è in grado di sostituire libri in tutte le biblioteche del mondo e in grado di far volare aeroplani invisibili, avere alle sue dipendenze migliaia di cospiratori omertosi [Vibravito interrompe ancora] – no, aspetta, aspetta, questa è la premessa – e tu vieni qua, come dire, in bocca al leone? Non ti sembra di correre un rischio?

“Correrò questo rischio. Qual è il problema?” risponde Vibravito. Ancora una volta, un atteggiamento duale: Vibravito pensa che io sia parte di una megacospirazione assassina, ma non si pone il dubbio che i miei agenti possano, per esempio, averlo attirato in una trappola per avvelenargli l’acqua minerale o mettergli una microspia nell’auto (sono solo esempi ipotetici, sia chiaro).

A questo punto la conversazione passa all’idea-perno di Vibravito: quella che si vede in cielo, dice, “non è condensa; semplice condensa non è”. Tutto il resto viene dopo. Gli chiedo come fa a sapere che non è condensa: “Basta osservarla”.

P: “Sei un esperto di condensa?”

V: [pausa mentre cerca le parole] “Cosa vuol dire ‘esperto di condensa’? Ci sono gli esperti di condensa?”

P: “Un chimico, per esempio, è una persona esperta nel comportamento dei materiali quando condensano…”

V: “Se questo chimico non è in buona fede, io non è che mi fidi tanto di quel che dice…”

P: “OK. Tutti i chimici del mondo, pensi che siano in malafede?”

V: “Non tutti i chimici del mondo sono stati interpellati… tutti quelli che sono stati interpellati sono stati messi bene in evidenza, no?”

P: “Ne conosci qualcuno che sostiene la tesi che quella non è condensa?”

V: “Ci sono stati. Eh, Fenu, ingegneri aeronautici, ci sono stati, poi stranamente hanno taciuto.”

P: “Un ingegnere aeronautico non è un chimico.” [Fenu, come notato nei commenti qui sotto, è nome ricorrente nelle citazioni degli sciachimisti, ma non si sa bene chi sia: l’unico ingegnere con questo nome di cui si abbia traccia documentata non di parte è un ingegnere civile edile, e non risultano altri Luigi Fenu ingegneri aeronautici o aerospaziali].

V: “Meteorologi?”

P: “Ne conosci qualcuno?”

V: “Allora, questo discorso qui su chi… i dottori che dicono… a me non m’importa chi ha le competenze per dire cosa. A me importa quello che vedo io. Io so benissimo che quelle strisce nel cielo non sono condensa. Adesso ci sono le spiegazioni che mi sono state date da quelli del Cicap non mi hanno convinto, quindi io non credo che quella è semplice condensa. Quando darete delle spiegazioni plausibili e reali allora magari comincerò… però fino ad adesso le spiegazioni che sono state date sono zero assoluto. Ci sono molte contraddizioni in quello che affermano”.

Vibravito, quindi, non si fida degli esperti e ritiene di essere lui sufficientemente esperto da saper distinguere a occhio nudo una scia di condensazione da una scia chimica. È autorità di se stesso.

“Ma… dato che appunto non sei un esperto…” inizio io, ma Vibravito, visibilmente agitato, interrompe ancora una volta: Allora questo discorso dell’esperto, per piacere, basta! Perché siamo tutti ignoranti, voi del Cicap siete gli unici intelligenti. Però c’è tanta gente che osserva…” Di nuovo, insomma, un concetto centrale dei cospirazionismi: non servono gli esperti, basta la saggezza del popolo, che è suprema.

Intermezzo: Vibravito si autoelimina dal Web

Non ho ancora terminato questo resoconto dell’intervista, e già è arrivata la reazione sorprendente di Vibravito: dice che si autocancellerà dalla Rete. Potete trovare il suo annuncio ancora per qualche giorno qui nel suo blog; resterà archiviato qui.

Vibravito è convinto che io gli abbia teso un “tranello” e che la “mente lucida e cinica del re dei debunkers ha saputo ordire una provocazione coi fiocchi”. Dice: “A distanza di qualche giorno, a mente fredda, devo ammettere che sono stato un vero pollo.” Francamente non capisco perché: è stata un’occasione di confronto. Io ho conosciuto meglio la sua visione del mondo, lui ha conosciuto meglio la mia. Non c’era nessun tranello: ha avuto l’occasione di ripetermi in faccia le sue accuse e in più, visto che ormai la strada fino a Lugano l’aveva fatta, l’occasione di farmi domande anche personali, alle quali ho risposto (dettagli in seguito).

Ma la cosa più significativa è la sua decisione di autosospendersi: “A causa di quanto esposto prima, ho deciso di abbandonare questo tipo di blog-avventura. Il presente sarà il mio ultimo articolo” dice, e aggiunge più avanti: “giovedì 5 marzo cancellerò il presente e tutti i vecchi articoli tranne quello intitolato: Scie Chimiche: ne hanno parlato, […] Anche i video presenti nel mio canale YouTube saranno cancellati alla stessa data.” Specifica anche che non dà il proprio consenso alla pubblicazione della registrazione audio dell’incontro, fatta con il consenso mio e suo. Pertanto non chiedetemela: non verrà pubblicata.

Vibravito sottolinea anche che non si autocensura sotto minaccia di “ripercussioni penali” da parte di “chi ben immaginate”, ma di propria sponte. Non manca la reazione di Straker, come qui:

Il punto cruciale è uno solo: dall’altra parte non ci sono essere umani civili con cui è possibile scambiare opinioni, ma vermi venduti e foraggiati da frange occulte dello Stato. Sulla base di questo presupposto è chiaro che qualsiasi confronto è non solo impossibile, ma da evitare. Qualcuno ha voglia di interloquire con un micchio [sic] di tafani?

È abbastanza chiaro, da queste melliflue parole, che le (peraltro sensate) proposte di mediazione fatte da Vibravito durante il nostro incontro, per arrivare a un mio faccia a faccia con Straker nel quale avrei visto dimostrare l’esistenza del mitico telemetro acchiappa-aerei, sono inutili. Vibravito non era convinto di quello che gli ho detto nell’incontro, ossia che era Straker a non voler vedere nessun debunker o scettico e che quindi qualunque viaggio a Sanremo per vederlo sarebbe stato inutile. Ora ne ha la conferma direttamente da Straker.

Dal suo tono, Straker sembra convinto che io abbia soggiogato psichicamente Vibravito con la sola imposizione dei miei impianti bioplasmatici in un’oretta al bar, e che dopo quest’episodio abbia addirittura il terrore d’incontrarmi (“da evitare”) perché sono foraggiato “da frange occulte dello Stato”. La paranoia è proprio una brutta compagna di vita. Manco riesco a farmi ridare le ritenute d’acconto dal Fisco, figuriamoci se da quelle parti arriva addirittura foraggio.

Il resoconto dell’incontro prosegue nella seconda parte.