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Heartbleed, alcuni milioni di cellulari e tablet Android sono vulnerabili; (quasi) tutto OK per Apple

Heartbleed, alcuni milioni di cellulari e tablet Android sono vulnerabili; (quasi) tutto OK per Apple

L’articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

La falla di sicurezza denominata Heartbleed non è soltanto un problema per i gestori di siti: riguarda anche gli smartphone Android e alcuni dispositivi Apple.

Secondo Google, la versione 4.1.1 di Android, nota come Jelly Bean, è vulnerabile a questa falla di sicurezza di cui tanto si parla da qualche giorno. Sempre Google indica che sono attivi circa un miliardo di dispositivi Android e che circa un terzo di essi ha la versione 4.1.x di Android, per cui si può stimare ragionevolmente che i dispositivi Android vulnerabili siano alcuni milioni.

Google, responsabile di Android, ha già distribuito ai produttori di smartphone la correzione: spetta ora a questi ultimi distribuirla agli utenti. Nel frattempo potete verificare facilmente se siete vulnerabili a Heartbleed usando l’app Heartbleed Detector/ Security Scanner (in italiano Heartbleed Sicurezza Scanner). Controllate bene il nome e l’icona prima di installarla (la vedete qui sotto), perché ci sono parecchie imitazioni fasulle.

L’app comunica soltanto in inglese, ma è comunque abbastanza chiara: se dice “Everything is OK”, va tutto bene, anche se dice che il dispositivo è “affected”. La versione vulnerabile di OpenSSL può infatti essere presente ma con la funzione difettosa disattivata, e in questo caso non comporta rischi.

Per quanto riguarda i Mac, gli iPhone, gli iPod touch e gli iPad, invece, tutto a posto: Apple ha dichiarato che iOS e OS X non hanno mai usato la libreria OpenSSL che è al centro della falla Heartbleed. Ci sono invece problemi per i prodotti Apple Airport Extreme e AirPort Time Capsule, che in alcune versioni usano la libreria OpenSSL difettosa che sta alla base di Heartbleed. I loro utenti farebbero bene a scaricare e installare l’aggiornamento del firmware 7.7.3, per evitare accessi non autorizzati e altri problemi.

Disinformatico radio, il podcast di oggi

Il podcast della puntata di stamattina del Disinformatico radiofonico è pronto da scaricare. Prima che me lo chiediate: non c’è un podcast della settimana scorsa (1 marzo) perché la trasmissione ha saltato una settimana.

In questa puntata ho parlato di questi argomenti (i link portano ai rispettivi articoli con i dettagli) e anche di Dita Von Teese che ha presentato il primo vestito stampato con una stampante 3D:

Aggiornamento: Sembra che quello indossato dalla Von Teese non sia il primo vestito stampato con stampante 3D in assoluto. C’erano già questi, se si possono chiamare “vestiti”. Resta comunque una demo interessante (anche senza la Von Teese in questione).

Android si Siri-izza un po’ con l’update di Google Search (ma soltanto in inglese USA)

Android si Siri-izza un po’ con l’update di Google Search (ma soltanto in inglese USA)

Durante la puntata del Disinformatico di venerdì scorso ho provato ad aggiornare in tempo reale sul mio telefonino Android l’app di ricerca di Google, dato che correva voce che consentisse di dialogare a voce e comandare il dispositivo in modo interattivo (in altre parole, come Siri su iPhone), ma l’esperimento è fallito miseramente.

Ho scoperto perché: avevo settato l’inglese USA come lingua d’interfaccia del telefonino ma non avevo fatto la stessa cosa per la lingua della ricerca vocale. Se volete sapere come si fa e provare (finalmente?) l’ebbrezza di mandare un SMS usando soltanto la voce su un cellulare Android, leggete queste mie istruzioni.

Android, come scoprire il PIN di uno smartphone tramite la sua telecamerina

Android, come scoprire il PIN di uno smartphone tramite la sua telecamerina

Ross Anderson, prolifico ricercatore di falle nella sicurezza nei nostri dispositivi, ha trovato una maniera per dedurre il PIN di un utente Android anche su telefonini e tablet che usano la virtualizzazione e/o due sistemi operativi (uno trusted e l’altro untrusted) per aumentare la sicurezza. Usa la telecamerina frontale e il microfono, che sono periferiche solitamente non soggette a restrizioni trusted/untrusted. Geniale.

Cosa più importante, emerge che è possibile attivare la telecamerina frontale senza accenderne la spia luminosa. Il link alla ricerca di Anderson e i dettagli sono in questo mio articolo per la Radiotelevisione Svizzera.

Localizzare un Android smarrito o rubato

Localizzare un Android smarrito o rubato

Nell’immagine qui accanto vedete un mio test di Android Device Manager, la soluzione di Google per localizzare dispositivi Android dispersi o rubati. Ero negli studi della Radiotelevisione Svizzera stamattina, per la diretta del Disinformatico radiofonico, per cui non posso dire che il test sia stato coronato da pieno successo, visto che la posizione indicata è piuttosto imprecisa.

Comunque sia, Android Device Manager è gratuito e permette non solo di localizzare lo smartphone ma anche di farlo squillare (anche se la suoneria è disattivata) e di cancellarne i dati a distanza (opzione utile in caso di furto o smarrimento definitivo). Le istruzioni sono qui.

Disinformatico radio, la puntata di ieri

Come consueto, ieri (venerdì) ho condotto una puntata del Disinformatico radiofonico per la Rete Tre della RSI. Il podcast è scaricabile qui. I temi e i relativi articoli di supporto sono i seguenti:

Disinformatico radio, il podcast di venerdì

Scusatemi, sono stato un po’ offline, preso da esercitazioni d’ingestione di focaccia a Spotorno (concluse con grande successo). Segnalo con colpevole ritardo la disponibilità del podcast della puntata di venerdì scorso del Disinformatico radiofonico che ho realizzato per la Rete Tre della RSI.

Questi sono i temi che ho affrontato:

Podcast del Disinformatico di stamattina

È disponibile per lo scaricamento il podcast della puntata del Disinformatico radiofonico che ho condotto con Fabrizio Casati stamattina sulla Rete Tre della RSI. Questi i temi e i rispettivi articoli di accompagnamento:

Allarme per “La vita è bella”, il PowerPoint che distrugge i computer!
Viber sblocca i telefoni Android senza permesso (aggiornamento: è disponibile la versione nuova di Viber che corregge la falla; ho aggiornato l’articolo)
Antivirus per smartphone, serve veramente?
Quali sono le password peggiori?
Come verificare se la password su Twitter è sicura

Podcast del Disinformatico radiofonico

Potete scaricare da qui il podcast della puntata di venerdì scorso del Disinformatico che ho condotto per la Rete Tre della RSI, parlando di Linux Ubuntu per smartphone e tablet, Internet Explorer 8 vulnerabile, soluzioni concrete per comandare il computer con gesti e sguardi, e un metodo per passare facilmente una password Wifi complessa a un ospite Android. La parola di Internet della settimana è data poisoning: la ragione per la quale, per esempio, nelle mappe ci sono vie inesistenti nella realtà.