Vai al contenuto
Firefox, come scegliere fra visualizzare i PDF e scaricarli

Firefox, come scegliere fra visualizzare i PDF e scaricarli

Firefox normalmente visualizza direttamente i documenti PDF, ma questo può
essere un problema se si tratta di documenti molto grandi, la memoria
disponibile è poca e la connessione è lenta. Si può ovviare a questo problema
come segue:

  • andando nelle preferenze (clic sui tre trattini a destra)
  • scegliendo Impostazioni dal menu a tendina che compare
  • scorrendo giù fino alla sezione File e applicazioni
  • digitando pdf nella casella di ricerca Applicazioni
  • cliccando sulla freccia rivolta in basso accanto a PDF
  • scegliendo dal menu a tendina Chiedi sempre

In questo modo Firefox chiederà ogni volta cosa deve fare con un link che
porta a un PDF. Si può anche chiedergli di scaricarli direttamente scegliendo
Salva file.

Il difetto di scegliere Salva file è che quando si clicca su un link a un PDF
trovato da Google o su un social network, lo scarica e basta ed è difficile procurarsi il link, per
esempio per indicarlo a qualcun altro, perché il link fornito da Google è alterato da Google e quello sui social network è spesso abbreviato e dipende dal social network invece di essere quello diretto. Usate quindi con cautela quest’opzione.

 

Consentire i download “insicuri” in Firefox

Consentire i download “insicuri” in Firefox

Da qualche tempo (specificamente dalla versione 93, ottobre 2021) Firefox “protegge” l’utente contro quelli che ritiene scaricamenti di file “insicuri” (l’annuncio ufficiale è qui). 

Apprezzo le intenzioni, ma per me (e immagino anche per molti altri) è una scocciatura, perché blocca anche lo scaricamento dei file MP3 da siti https che usano http per il download. Me ne sono accorto quando ho provato a scaricare una puntata del mio podcast dal sito della RSI (per esempio da questo link, che non è quello presente nella pagina web RSI ma è quello che mi arriva nel feed RSS, che leggo tramite Feedly).

Il guaio è che Firefox non avvisa che lo scaricamento non è stato fatto. Per accorgersene bisogna andare nell’elenco dei download, e solo allora compare l’avviso “File not downloaded: Potential security risk” che vedete nello screenshot qui sopra.

Per disattivare questo “aiuto”, Techradar consiglia di digitare about:config nella casella dell’URL di Firefox, cliccare sul pulsante di accettazione del rischio, cercare block_download_insecure e impostarlo a false. Non occorre riavviare Firefox.

ATTENZIONE: Questa modifica ovviamente riduce la protezione offerta dal browser e può portare a situazioni pericolose, quindi usatela con giudizio.

Cercare nelle schede aperte del browser

Cercare nelle schede aperte del browser

Se siete come me e avete decine di schede aperte nel vostro browser, per cui non sapete più dove si trova la scheda che siete sicuri di aver aperto come promemoria tre mesi fa ma ormai è sepolta da tutte le altre, c’è un rimedio semplice: la ricerca di testo all’interno delle schede.

In Google Chrome è sufficiente digitare nella omnibox (la casella in cui si immettono sia indirizzi, sia parole da cercare) una parola presente nella descrizione della scheda: questo fa comparire un elenco a discesa che include non solo i risultati di ricerca in Google ma anche quelli della ricerca nelle schede aperte, con un pulsante che indica chiaramente come passare a quella scheda. Se questa procedura non funziona, andate nelle impostazioni dell’omnibox e abilitate i suggerimenti dalle schede nell’omnibox.

In Firefox c’è un sistema più selettivo che mostra solo i risultati della ricerca nelle schede aperte: si digita nella casella degli indirizzi il simbolo di percentuale (%) seguito da uno spazio e poi dalla parola chiave che si vuole cercare.

La ricerca è limitata, a quanto mi risulta, al testo contenuto negli URL o nella descrizione (title HTML) della pagina presente nella scheda, ma è decisamente meglio di niente e funziona bene se vi ricordate il nome del sito di cui state cercando la scheda. In alternativa, trovate in alto a destra nelle finestre di Firefox una freccia rivolta in basso che fa esattamente la stessa cosa quando vi cliccate sopra e scegliete Cerca scheda.

Firefox e Chrome mi bloccano i video di Youtube. Safari no. Idee?

Firefox e Chrome mi bloccano i video di Youtube. Safari no. Idee?

Ultimo aggiornamento: 2019/08/01 00:10.

Da parecchi giorni sul mio Mac Firefox e Chrome mi bloccano tutti i video di Youtube, compresi quelli senza alcuna restrizione geografica o di altro genere, come questo. Mi compare la dicitura Video non disponibile. Questo video è sottoposto a limitazioni. Prova a effettuare l’accesso con il tuo Account Google Apps.

Safari, sempre sullo stesso Mac, li visualizza senza alcun problema. Anche Chrome funziona se uso la modalità Incognito; Firefox, invece, non funziona neanche in una finestra anonima. Gli altri computer del Maniero (in particolare il mio PC Linux principale) visualizzano tutti i video (compreso questo) perfettamente.

Ho cercato informazioni online e il problema sembra essere abbastanza diffuso, ma nessuno sa fornire una soluzione. Avete idee?

2019/07/23 22:00 – Ho disinstallato F-Secure SAFE, l’antivirus che uso abitualmente sui miei Mac, e tutto è tornato a posto. Può darsi che qualche sua estensione protettiva per browser abbia causato questo malfunzionamento. Riprovo a installare, vediamo che succede.

2019/07/23 22:25 – Reinstallando la versione aggiornata di SAFE, funziona ancora tutto. Provando a installare la Browsing protection extension per Firefox, i video continuano a essere correttamente visibili. Mi arrendo al mistero; la cosa importante è che ora funziona. Grazie a tutti per i tanti suggerimenti.

2019/08/01 00:10 – La stessa cosa mi è capitata su un altro Mac: ho rimosso F-Secure SAFE, ma non è cambiato nulla. Ma quando ho rimosso la Browsing Protection Extension da Firefox tutto è andato a posto.

Questo articolo vi arriva gratuitamente e senza pubblicità grazie alle donazioni dei lettori. Se vi è piaciuto, potete incoraggiarmi a scrivere ancora facendo una donazione anche voi, tramite Paypal (paypal.me/disinformatico), Bitcoin (3AN7DscEZN1x6CLR57e1fSA1LC3yQ387Pv) o altri metodi.

Come disabilitare i video che partono da soli nei siti Web

Come disabilitare i video che partono da soli nei siti Web


I siti che contengono video che partono automaticamente, spesso a volume altissimo e per rifilarci pubblicità stupide e insistenti, sono uno dei tormenti della navigazione in Rete. Per fortuna esistono delle contromisure, segnalate per esempio in questo articolo di Kirkville.com.

Per esempio, se usate il browser Chrome (su Mac o Windows) potete installare il plugin gratuito Disable HTML5 Autoplay, che come dice il nome molto intuitivo blocca l’autoplay dei video e dell’audio in formato HTML5. Se usate Firefox, provate FlashStopper (Mac, Windows e Linux), anche se alcune recensioni indicano che a volte non funziona con le versioni più recenti di Firefox. C’è anche una soluzione per il browser Opera.

Se invece usate Safari su Mac è necessaria una procedura un po’ più complicata: bisogna chiudere Safari, aprire il Terminale e dare questo comando:

defaults write com.apple.Safari IncludeInternalDebugMenu 1

Riavviando Safari compare un nuovo menu, Debug, dal quale potete scegliere Media Flags e poi Disallow Inline Video (le voci di menu sono in inglese anche nella versione italiana).

Aggiornate Firefox e Tor: hanno una falla che consente il tracciamento

Aggiornate Firefox e Tor: hanno una falla che consente il tracciamento

Se usate Firefox oppure Tor, il browser noto per le sue funzioni di anonimizzazione, vi conviene aggiornarli appena possibile: sono state infatti rilasciate delle nuove versioni che correggono una falla che consente di tracciare e identificare gli utenti. La cosa è piuttosto imbarazzante, specialmente per chi usa Tor con il preciso intento di non farsi tracciare e identificare.

La versione aggiornata e corretta di Tor è la 6.0.7; quella di Firefox è la 50.0.2.

In dettaglio, la falla consente a un aggressore (o a un sorvegliante) di ricevere l’indirizzo IP e il MAC address della vittima e funziona se la vittima usa Firefox o Tor non aggiornati su un computer dotato di Windows. Le versioni Mac OS e Linux di Firefox e Tor non sembrano avere la stessa vulnerabilità in forma sfruttabile, secondo i dati raccolti finora.

Un aspetto interessante di questa falla è che probabilmente è stata scoperta dall’FBI, che l’ha usata per alcuni anni per rintracciare gli utenti di alcuni siti altamente illegali, ma ora il software che consente di sfruttarla è stato reso pubblico ed è utilizzabile da qualunque malintenzionato, con possibilità di ricatto notevoli, visto che molti utenti adoperano Tor proprio per navigare in modo anonimo.

Se siete utenti Tor, fra l’altro, vale la pena di cogliere l’occasione per impostarlo a un livello di sicurezza più alto: lanciatelo, aggiornatelo, cliccate sull’icona della cipolla e scegliete le impostazioni di sicurezza, portando il loro livello almeno a medio-alto.

Fonti: Ars Technica, Mozilla.orgTorproject.org.

Navigazione privata più privata con Firefox 42

Navigazione privata più privata con Firefox 42

L’articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale. Ultimo aggiornamento: 2015/11/07 11:30.

La versione 42 di Firefox (per Windows, Mac e Linux), rilasciata pochi giorni fa, piacerà ai fan della Guida Galattica per Autostoppisti per ragioni numerologiche ma piacerà a molti per via delle sue nuove funzioni di protezione dai ficcanaso e dalle pubblicità. Se già usate Firefox, basta lanciarlo e riavviarlo per aggiornarlo automaticamente. Fatto questo, potete attivare la Navigazione anonima (cliccando sulle tre righe orizzontali in alto a destra e scegliendo Finestra anonima oppure scegliendo dal menu File la voce Nuova finestra anonima).

Come in passato, quando si naviga in modalità anonima il browser non ricorda i siti visitati o le parole cercate, non salva cookie e non scrive file temporanei, ma ora vengono bloccate anche le pubblicità e i pulsanti di condivisione dei social network, che fanno tracciamento degli utenti. Il risultato è una navigazione non solo meno tracciata, ma anche più leggera, perché non vengono scaricate le pubblicità traccianti, che spesso rallentano i siti e a volte li rendono inutilizzabili. Questa Protezione antitracciamento è disattivabile a richiesta per la sessione in corso o per un sito specifico cliccando sull’icona dello scudo a destra della barra dell’indirizzo.

L’aggiornamento risolve anche vari problemi di sicurezza delle versioni precedenti e aggiunge un pratico indicatore che segnala visivamente quale scheda sta riproducendo contenuti audio e permette di zittirla con un semplice clic: una grande comodità per chi naviga aprendo tante schede e poi non sa più da quale viene l’audio indesiderato.

Come sempre, va ricordato che la navigazione anonima non lascia tracce sul computer dell’utente, per cui è utile per esempio per fare visite o ricerche che non volete che poi compaiano durante una navigazione di lavoro o in famiglia o per non trovarsi bombardati di pubblicità di viaggi dopo aver acquistato un biglietto aereo, ma il vostro fornitore d’accesso a Internet sa che siti state visitando e in molti casi ne conserva il ricordo, per cui si tratta di un anonimato relativo. Se volete di più, servono altre soluzioni, ma questa è un’altra storia.

Firefox: trafugati dati riservati sulle sue falle, indispensabile aggiornarsi

Firefox: trafugati dati riservati sulle sue falle, indispensabile aggiornarsi

Questo articolo vi arriva gratuitamente e senza pubblicità grazie alla gentile donazione di “arianna.bo*”. Se vi piace, potete incoraggiarmi a scrivere ancora (anche con un microabbonamento).

Se usate Firefox aggiornato siete a posto, ma se ne state ancora usando versioni vecchie avete un grosso problema: qualcuno ha avuto accesso all’elenco riservato delle sue falle di sicurezza irrisolte e l’ha sfruttato per creare attacchi informatici. Per un anno intero. Ed è successo perché uno dei manutentori è stato così ingenuo da usare altrove la stessa password che usava per accedere a quest’elenco delicatissimo e se l’è fatta fregare.

L’annuncio, con PDF esplicativo, non mena il can per l’aia: Bugzilla, il sistema informatico utilizzato da Mozilla (la comunità degli sviluppatori di Firefox) per gestire le informazioni sui problemi di sicurezza del popolarissimo browser, è stato violato. L’aggressore è riuscito a procurarsi un accesso all’account di un utente privilegiato di Bugzilla e ha potuto quindi consultare tutte le informazioni riservate sulle falle irrisolte in Firefox e altri software sviluppati da Mozilla. In barba alle regole basilari della sicurezza, l’utente aveva infatti riutilizzato la propria password di Bugzilla su un altro sito (non identificato nell’annuncio), che è stato violato, saccheggiandone le password.

In effetti è un metodo geniale per procurarsi tecniche d’attacco: invece di studiare il software e cercarne faticosamente le falle, basta entrare nell’account di uno sviluppatore di quel software e leggere la documentazione che descrive con precisione le vulnerabilità ancora aperte. E per entrare nell’account dello sviluppatore basta sfruttarne le imprudenze banali.

L’aggressore ha avuto accesso ai dati riservati sicuramente da settembre 2014, ma ci sono indizi che suggeriscono che l’intrusione fosse già in corso da settembre 2013. L’intruso ha consultato ben 185 falle riservate di Firefox, 53 delle quali riguardavano vulnerabilità gravi: di queste, dieci non erano state corrette pubblicamente al momento in cui sono state viste dall’aggressore. Mozilla ritiene che almeno una di queste dieci sia stata sfruttata dall’aggressore per attacchi informatici. Ne aveva parlato ai primi di agosto, senza dire nulla della violazione, annunciando che c’era una pubblicità su un sito russo che attaccava gli utenti di Firefox usando quella falla e ne rubava file sensibili per mandarli a un server situato a quanto pare in Ucraina.

Tutte le falle carpite dall’aggressore sono state risolte con la versione di Firefox 40.0.3, pubblicata il 27 agosto scorso. Se state usando questa versione, questa fuga di dati non ha effetto sulla vostra sicurezza. Se state usando versioni precedenti, datevi una mossa e aggiornatevi.

Adesso che i buoi sono scappati, Bugzilla ha imposto l’uso dell’autenticazione a due fattori per tutti gli sviluppatori e sta limitando l’accesso ai dati più sensibili. Un po’ come mettere finalmente una serratura alla porta di casa dopo che sono passati i ladri e hanno trovato la porta aperta. Complimenti vivissimi.

Fonti aggiuntive: Ars TechnicaThe Register.

Flash vecchio bloccato automaticamente in Firefox e Chrome; aggiornatelo

Flash vecchio bloccato automaticamente in Firefox e Chrome; aggiornatelo

L’articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale. Ultimo aggiornamento ore 16:55.

Se vi trovate con Flash bloccato anche se avete quella che vi sembra essere la versione più recente, è perché la vostra versione (la 18.0.0.203) è stata bloccata automaticamente in Firefox poche ore fa.

Aggiornamento (12:00): sul sito di Adobe è disponibile ora la versione 18.0.0.209 di Flash per i principali sistemi operativi.

Aggiornamento (16:55): La versione 209 è scaricabile anche da questa pagina di Adobe

Se le vostre impostazioni di aggiornamento automatico non hanno ancora reagito, occorre forzarli manualmente scaricando e installando l’aggiornamento. Un fenomeno analogo si sta verificando, stando alle segnalazioni di molti utenti, anche in Google Chrome, che prossimamente introdurrà il “blocco intelligente” degli elementi Flash.

Il primo tipo di blocco è dovuto alle vulnerabilità rivelate dalla fuga di dati da HackingTeam e insieme al secondo è una mazzata per gli inserzionisti pubblicitari che insistono a usare Flash per inserire le pubblicità nei siti e per tutti quelli che hanno costruito siti-vetrina in Flash.

Adobe dice che si sta adoperando per turare le falle del proprio prodotto e che oggi dovrebbe essere pronto un aggiornamento che elimina le vulnerabilità CVE-2015-5122 e 5123, ma dopo oltre una dozzina di aggiornamenti soltanto quest’anno si moltiplicano gli inviti ad abbandonare definitivamente questa tecnologia, sfruttatissima dai criminali informatici anche grazie alla sua onnipresenza.

Già lo aveva fatto Steve Jobs nel 2010; ora uno di questi inviti a mollare Flash viene da Alex Stamos, capo della sicurezza di Facebook, che propone di fissare una data entro la quale tutti i browser bloccheranno Flash. Sembra che quel giorno sia arrivato con un certo anticipo o che questo sia il primo rintocco della campana a morto per questo prodotto colabrodo di Adobe.

Fonti aggiuntive: Ars Technica.

Aggiornamenti per Firefox, Mac OS, iOS, Adobe

Aggiornamenti per Firefox, Mac OS, iOS, Adobe

Firefox è stato aggiornato alla versione 37.0.1 per risolvere una falla di sicurezza sull’autenticazione dei siti: se ne avete una versione precedente, scaricate quella aggiornata. Il procedimento è solitamente automatico andando alla voce di menu Informazioni su Firefox, ma potete sempre andare manualmente al sito getfirefox.com.

C’è un aggiornamento importante per i possessori di iCosi (iPhone, iPad, iPod touch): iOS passa alla versione 8.3, che oltre a includere delle iconcine emoji aggiornate (funzione di cui tutti sentivamo il bisogno pressante) elimina alcuni problemi di sicurezza e di gestione dello scaricamento delle app. Per aggiornarsi basta andare in Impostazioni – Generali – Aggiornamento software mentre si è connessi a Internet.

Apple ha aggiornato anche MacOS, che arriva così alla versione 10.10.3 risolvendo vari difetti (alcuni non banali), aggiungendo l’app Foto per la gestione delle fotografie e introducendo fra le altre cose una maniera più semplice di fare la verifica in due passaggi (app Impostazioni, voce Account), importantissima per ridurre i furti di password degli account Google. L’aggiornamento si lancia, come consueto, cliccando sulla mela in alto a sinistra e poi su Informazioni su questo Mac – Aggiornamenti.


Come se non bastasse, Adobe ha aggiornato anche Reader, la propria popolarissima app di lettura di documenti in formato PDF: adesso si chiama Acrobat Reader DC

Fonti aggiuntive: Naked Security, Macitynet.it, Adobe.