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Antibufala Classic: la foto del turista in cima al World Trade Center

Antibufala Classic: la foto del turista in cima al World Trade Center

Ripubblico qui un’indagine antibufala ormai storica, risalente al 7 giugno 2003, perché oggi mi è arrivata la segnalazione che ancor oggi, a distanza di sette anni dai tragici eventi dell’11 settembre 2001, questa storia continua a far inquietare gli utenti di Internet con nuove mutazioni (descritte in fondo all’articolo, nell’aggiornamento).

Il testo dell’appello

In realtà più che di un testo si tratta di una fotografia che ritrae un giovane in cima al World Trade Center. La foto è datata 11 settembre 2001, e sullo sfondo si vede un jet che si avvicina….

La foto ha fatto naturalmente il giro del mondo, ed è stata smentita da tutti i siti antibufala più famosi, ma c’è ancora qualcuno che ci casca, per cui vale la pena di riassumere qui i motivi per i quali l’immagine è soltanto uno scherzo di dubbio gusto.

Perché è una bufala

E’ un fotomontaggio, dichiarato come tale dal suo autore.

Anche senza sapere della smentita del suo autore, gli indizi della bufala sono numerosi:

  • La data è vistosamente aggiunta digitalmente: non ha la sfocatura tipica di tutte le fotocamere con datario incorporato.
  • L’aereo è anch’esso vistosamente aggiunto digitalmente: prima di tutto perché le direzioni delle ombre sull’aereo non coincidono con quelle nel resto della foto, e poi perché un aereo che si avvicina a centinaia di chilometri l’ora, ripreso a distanza così ravvicinata, dovrebbe risultare mosso.

Se per caso questi indizi interni non vi bastassero, Snopes.com ne ha altri, che riassumo qui:

  • L’11 settembre 2001 era una giornata calda e soleggiata: l’abbigliamento molto pesante del turista è quindi completamente stonato.
  • L’aereo è raffigurato come se arrivasse da nord e quindi dovrebbe essere quello che colpì la torre nord del World Trade Center, il cui tetto però non era accessibile al pubblico. Soltanto l’altra torre aveva il tetto visitabile (lo so, ci sono stato).
  • A settembre 2001, gli orari di apertura ai visitatori del tetto erano dalle 9.30 alle 21.30. Il primo aereo colpì il WTC alle 8:46, ossia prima che ci potessero essere visitatori sul tetto.
  • L’aereo mostrato nella foto è un Boeing 757 della American Airlines, ma l’unico aereo della American Airlines ad aver colpito il WTC fu un Boeing 767, modello ben diverso e riconoscibile dalla fusoliera assai più larga.

Questi sono gli indizi interni ottenibili confrontando la foto con i fatti facilmente reperibili su Internet. Ma c’è di più.

Un articolo della rivista Wired di novembre 2001 ha rivelato in parte l’identità della persona ritratta nella foto, che ha ammesso che si tratta di un fotomontaggio creato per scherzo e diffusosi involontariamente oltre la cerchia degli amici ai quali era destinato.

L’autore della foto, un ungherese di nome Peter (ha chiesto l’anonimato per il cognome), ha inviato alla redazione di Wired l’originale della foto e altre sue immagini riprese al World Trade Center, dalle quali si nota il fatto accennato prima che solo una delle due torri era visitabile fin sul tetto e si vede chiaramente la differenza fra il datario vero di una fotocamera e quello simulato nella foto-bufala.

Come segnalato da un lettore del Servizio Antibufala (paolo.sqf), il fotomontaggio è diventato abbastanza famoso da dar vita a tutta una serie di imitazioni, in cui il malcapitato turista viene inserito nelle situazioni storiche più improbabili. Sono addirittura nati dei siti che collezionano questi fotomontaggi: uno dei più celebri è Touristofdeath.com.

Aggiornamenti

La foto dalla quale è tratta l’immagine del Boeing 757 è questa presso Airliners.net:

A febbraio 2009, a distanza di sette anni, la leggenda circola ancora sotto forma di presentazione Powerpoint di nome fotoincreible.pps, che recita:

FOTO INCREIBLE – ¿RECUERDAS LA TORRES GEMELAS? – LA QUE VERAS A CONTINUACION ES UNA FOTO INCREIBLE – FOTO INCREIBLE: Leer el texto antes de ver la foto. Prestar atencion en la fecha (esquina inferior derecha). Esta foto fue encontrada en un rollo de una cámara fotográfica entra los destrozos del World Trade Center y fue recogida por el FBI para la investigación. Fue puesta recientemente a disposición del público en Internet, aún se desconoce su nombre y obviamente está dado como desaparecido por su familia.

Piccolo test di blog mobile dalla prima europea di Bourne Ultimatum

Piccolo test di blog mobile dalla prima europea di Bourne Ultimatum

Aggiornamento (2007/08/05)

Mi sto esercitando un po’ con le funzioni di blogging mobile del cellulare Sony
Ericsson K810i, visto che probabilmente mi capiteranno occasioni in cui un po’
di fotoblogging in tempo reale potrebbe rivelarsi molto utile.

Sono davvero molto comode la funzione “Invia al blog” integrata, con la quale ho
composto il post qui sopra, e quella di fotografia panoramica (il software cuce
automaticamente tre foto scattate in sequenza, come qui sopra; lo so, la foto è
leggermente mossa, era in luce ambiente). Più che un cellulare UMTS con
fotocamera, è una fotocamera che fa anche da telefono: autofocus, flash,
correzione foto, scatto multiplo.

Il film è molto spettacolare e chiude bene la trilogia di Bourne. Complimenti a
Paul Greengrass, il regista: chissà cos’avrebbe pensato, lui che ha fatto
United 93, la storia di uno dei voli
dirottati l’11 settembre, se avesse saputo che il suo film è stato
immediatamente preceduto dall’apparizione di Dario Fo, che sta contribuendo a un
film che dice che l’11 settembre è invece una balla. Le ironie della vita.

Azione e divertimento a parte, ha fatto faville l’impianto del Festival, con uno
schermo enorme, un’immagine incredibilmente stabile (ho dovuto chiedere e poi
controllare con il binocolo che fosse pellicola e non un proiettore digitale) e
un audio con i controfiocchi. Il tutto è ancora più sorprendente se si considera
che è un impianto mobile.

Grazie a Lorenzo che mi ha procurato i pass e dato l’occasione di scoprire
Locarno.

Il complottismo sull’11 settembre, 19 anni dopo

Il 10 settembre scorso sono stato ospite della Rete Uno della radio svizzera nel programma Millevoci, condotto da Nicola Colotti, per un’oretta di discussione sui cospirazionismi e in particolare sugli attentati dell’11 settembre 2001. Al telefono
è stata ospite Marina Montesano, professoressa ordinaria* di Storia Medievale al Dipartimento di Civiltà antiche e moderne dell’Università di Messina e autrice del libro Mistero americano dedicato alle tesi di complotto intorno a questi attentati che hanno cambiato la storia.

A distanza di tanti anni, si comincia a perdere il ricordo di come erano realmente le cose negli Stati Uniti prima di quell’11 settembre, e quindi prosperano dubbi e teorie basate su come stanno le cose oggi. Soprattutto, il tempo consente di fare pacatamente il punto: ci sono novità delle tesi alternative? Spoiler: no. E ce ne sono nella ricostruzione tecnica dei fatti? Spoiler: sì, e anche in quella politica (esempio). Ci sono tre terabyte di dati che pochissimi conoscono.

Se vi interessa, c’è lo streaming video della trasmissione qui (inframmezzata da radiogiornale e allerte traffico):

Se vi interessa saperne di più, il blog Undicisettembre.info è a vostra disposizione. Vi consiglio di leggerne almeno le risposte alle domande più frequenti prima di chiedere qualcosa nei commenti.

Per i complottisti assatanati che si scateneranno come sempre nei commenti: lasciate perdere, verrete cestinati. Non ho tempo per i vostri deliri. I fatti tecnici sono ormai accertati. Se preferite credere a un video visto su YouTube, è vostro diritto. Come è mio diritto non perdere tempo con voi. Fatevi una vita.

*Per chi è perplesso sul mio uso di “professoressa ordinaria”: mi attengo alle linee guida per il linguaggio di genere pubblicate presso Unive.it. 

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Programma complottista lancia sondaggio: votate, votate, votate

Programma complottista lancia sondaggio: votate, votate, votate

L’articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale. Ultimo aggiornamento: 2009/04/04.

Rebus, il programma di Maurizio Decollanz trasmesso da Odeon TV che ha ospitato a più riprese scie chimiche, complottismo undicisettembrino, signoraggio, fine del mondo nel 2012 e altre fantasie di cospirazione, rifiutando sistematicamente ogni dialogo con i tecnici (lo so per esperienza diretta), ha indetto un sondaggio per sapere se la trasmissione è gradita.

Al momento in cui scrivo i giudizi sono quelli mostrati qui sopra. Se aggiungete la vostra opinione, può darsi che il risultato del sondaggio venga recepito come un suggerimento per un approccio più rigoroso e paritetico alle tematiche affrontate, al quale io e i miei colleghi d’indagine saremmo sempre ben lieti di dare una mano. Non chiediamo censura, per l’amor del cielo: chiediamo semplicemente spazio alla pari e un faccia a faccia tecnico con chi sostiene queste teorie.

Decollanz si chiede “come è possibile tanta acredine in assenza di puntate in onda?” e sospetta “un dono paranormale” da parte di un “manipolo di ascoltatori” che anticiperebbero i contenuti delle puntate future, ma forse non ha considerato che i telespettatori non hanno dimenticato le puntate già trasmesse, come questa. Per non parlare del fatto che il blog stesso della trasmissione elenca gli argomenti che verranno trattati: Zeitgeist il 13 aprile, assassinio di JFK e signoraggio bancario il 20 aprile, e la promessa di tornare a parlare di scie chimiche. Non ci vuole mica la chiaroveggenza, basta saper leggere.

Comunque sia, sarà interessante esaminare l’evolversi del sondaggio e le reazioni dei suoi promotori.

Due ore dopo

“Eccellente” al 18%, “apprezzo moltissimo” al 5%, “apprezzo moderatamente” a zero; “non apprezzo affato” [sic] al 2% ed “è vergognosa” al 72%. A prescindere dai giudizi, il numero totale dei voti s’è quasi triplicato (713). Tutto questo in due ore da quando ho segnalato l’esistenza del sondaggio, che era già online da almeno 24 ore.

Come dice l’amico Riccardo: e se saltasse fuori che l’anticomplottismo fa più audience del complottismo?

Mezzanotte

“Eccellente” al 13%, “apprezzo moltissimo” al 3%, “apprezzo moderatamente” a zero, “non apprezzo affato” [sic] al 3% ed “è vergognosa” al 78%. 1259 voti complessivi. Comincia ad essere difficile considerare i vergognisti come un “affezionato manipolo”.

Questa potrebbe diventare l’iniziativa di debutto della Happy Skeptic Society, concepita alla Deepcon con l’aiuto di un buon bicchiere di Teroldego (grazie Stefano!) e l’ispirazione del simpaticissimo Anthony Simcoe di Farscape.

Cheers, mate!

2009/04/01 11:00

Nonostante la chiamata alle armi del leader degli sciachimisti, il divertimento continua e anzi aumenta, perché l’esiguità del seguito di questa teoria delle “scie chimiche” diventa ineludibilmente evidente. Per non parlare della totale latitanza dei sostenitori delle altre teorie presentate da Rebus.

2009/04/02 01:30

Direi che a questo punto l’esperimento è riuscito e può terminare. Non solo si è visto che persino un blogghettino di campagna come questo riesce a mobilitare, senza ricorrere a trucchetti, più di una trasmissione procomplottista come Rebus, segno che anche l’anticomplottismo e la scienza possono fare audience; ma i tifosi dei complotti dietro ogni angolo hanno dato il meglio di sé, esattamente come da copione.

Qualcuno ha tentato di cancellare la mia pagina in Wikipedia; inoltre quando ho postato sul gruppo Rebus di Facebook una educata, pacata proposta di dialogo pubblico fra me e il conduttore di Rebus, è stata bollata come “irrilevante” e nascosta:

Questa è l’apertura al dialogo di questi signori. Coloro che si lamentano delle censure ufficiali sono i primi a censurare. Coloro che si lamentano dei complotti sono i primi a sospettare brogli nel loro stesso sondaggio. Coloro che si dichiarano vittime di una persecuzione sono i primi a perseguitare e aggredire chi osa mettere in dubbio le loro confuse verità.

“La Verità ci muove. Qualunque essa sia”, dice lo slogan di Rebus. Qualunque essa sia, purché sia quella che vogliono loro. Bravi, vi siete resi ridicoli da soli.

2009/04/04

Il mio messaggio sul gruppo Rebus di Facebook è stato ripristinato. Il blog di Rebus insinua sospetti sulla regolarità del sondaggio. Ognuna delle circa 3000 persone che hanno partecipato, con le varie opinioni, potrebbe mandare una mail per confermare che tutto è stato regolare, ma immagino che una campagna di mail verrebbe interpretata come una “violenza”, stando a quanto scrive Decollanz nella discussione su Facebook.

Questo è il dato del sondaggio alle 22.34 del 3 aprile. E’ l’ultimo dato di cui terrò traccia: per quanto mi riguarda la questione è chiusa.

Maurizio Decollanz, il conduttore di Rebus, ha pubblicato questo messaggio, che riporto sia come testo sia come cattura della schermata perché ha davvero dell’incredibile.

[…] Ma qualche parola voglio anche riferirla al sig. Paolo:

Ho letto ciò che ha scritto sul suo Blog su di me. Ho letto i commenti e il modo con cui lei li ha moderati e li modera. Sarò sincero: sono rimasto esterrefatto dalla violenza velata e meno velata. Una violenza inaudita che colpisce alla cieca e si concentra poi sulla sfera personale. Ebbene tutto questo è vergognoso.
No, è peggio. Molto peggio.
Vede, da tempo ricevo minacce per le tematiche scomode che ho affrontato, affronto e continuerò ad affrontare. Non solo in Rebus. La sua iniziativa può essere interpretata come un chiaro incitamento alla violenza. Forse per lei è un gioco, ma gli esiti di questo gioco potrebbero essere… lasciamo perdere.
Alla luce di quanto ho letto, comunque, mi corre l’obbligo informare le Autorità competenti in modo che sia chiara ed evidente la sua eventuale corresponsabilità in atti violenti. Di qualunque natura essi siano.
Ma, soprattutto, sia chiara la sua responsabilità morale come mandante e fomentatore.

E in questa sede ha anche il coraggio di camuffarsi da moderato. E’ incredibile. Sta dibattendo in questa sede da due giorni e sul suo Blog lo stato del suo articolo è fermo alla falsa denuncia di aver visto oscurati i suoi interventi. Incredibile. Ci sarebbero gli estremi per querelare lei e almeno due dei commentatori al suo articolo. Le cui identità, eventualmente, verranno svelate da un magistrato.

Vede Paolo, se era un gioco, ora si lasci guidare dalla coscienza. Se invece è tutto frutto di un cinico calcolo, allora si prepari all’eventualità di doverne rendere conto davanti a un giudice.

Questo è il mondo reale, e a differenza delle vostre “litigate” sul web protetti da nomignoli e pseudonimi, in questo caso ci sono nomi, cognomi e sedi. Se non se ne era reso conto cerchi di riparare. Perché le responsabilità che si sta assumendo sono molto pesanti.

In ultima analisi, voglio ringraziare di cuore tutti i sostenitori di REBUS. E sono veramente tanti. Dopo il mio invito sul Blog a scrivermi per manifestare le ragioni del dissenso, ho ricevuto una manciata di mail di protesta mentre il resto sono di solidarietà e apprezzamento. Ne ho tratto le debite deduzioni.

Maurizio Decollanz

Ed ecco la schermata catturata, per i più increduli:

Ho risposto come segue:

Sig. Decollanz,

Lei parla di “violenza velata e meno velata”. Di “incitamento alla violenza”. La prego di citarmi qualche esempio di questa presunta violenza e di questo presunto incitamento. Queste sono accuse gravissime e vanno circostanziate.

Lei ha ospitato più volte nel suo programma una persona, Rosario Marcianò, che accusa apertamente piloti civili italiani, meteorologi, chimici e giornalisti, facendo nomi e cognomi, di complicità in genocidio. Lei ho la lasciato parlare senza mai offrire ai suoi spettatori un contraddittorio e senza dare un diritto di replica alle persone accusate di crimini inauditi.

Il confronto fra questi due fatti sarebbe quasi ironico, se non fosse per la gravità di quello che lei attribuisce a me. “Mandante e fomentatore”, nientemeno.

Ritiene che ci siano gli estremi per querelare qualcuno? E’ naturalmente suo diritto. Però non so se l’autorità giudicante riuscirà a contenere le risate quando lei spiegherà che ha presentato come serio ricercatore una persona che afferma che le scie degli aeroplani ci faranno diventare tutti “androidi subumani”. E non solo: gli ha lasciato ampio spazio per accusare i nostri piloti, i nostri militari e i nostri meteorologi di strage e avvelenamento di massa.

Speravo in un confronto serio e civile, ma lei sta alzando il tono con parole decisamente fuori luogo.

Con rammarico

Paolo Attivissimo

Prendo atto anche della risposta di Decollanz:

Bene Paolo, ha avuto modo di esprimere una replica a nome suo e di tutti quelli che da lei si sentono rappresentati.
Ho letto con attenzione. Quello che dovrà finire in un’aula di tribunale ci finirà.
Chi ha commesso errori ne pagherà le conseguenze. Chiunque esso sia.
La discussione è chiusa.
mdec

Scommetto una teglia di focaccia che non ci sarà nessun seguito in tribunale. I precedenti parlano abbastanza chiaro: Decollanz ha già scritto in passato di volermi denunciare all’Ordine dei Giornalisti italiano (per averlo messo educatamente in guardia contro il personaggio Marcianò, nientemeno), ma poi non è successo nulla.

11/9, dossier completo sulla “terza torre”

11/9, dossier completo sulla “terza torre”

Questo articolo vi arriva grazie alle gentili donazioni di “otreblig7” e “gastardo”.

Visto l’avvicinarsi della ricorrenza degli attentati dell’11 settembre e il conseguente risveglio del circo mediatico, rompo momentaneamente il “silenzio stampa” che mi ero autoimposto sul tema delle ipotesi di complotto intorno a questi attentati per segnalare che ho pubblicato un’indagine su crollo del WTC 7, il terzo grattacielo a crollare durante gli attentati. Secondo i complottisti, è stato demolito con l’esplosivo per nascondere chissà quali misteri.

Vi trovate numerose foto pressoché inedite e video che mostrano inequivocabilmente che l’edificio è stato investito da una valanga di macerie provenienti da una delle torri, producendo squarci e incendi che ne hanno minato la struttura.

Trovate anche le testimonianze tradotte dei pompieri, che chiariscono che il crollo era ampiamente previsto sin dalle prime ore del pomeriggio.

Anche il famoso (o famigerato) “pull it” di Larry Silverstein, che secondo le ipotesi di complotto sarebbe una curiosa video-confessione della demolizione, trova una spiegazione meno arzigogolata.

Se vi interessa, il dossier è qui. Vista la natura molto controversa dell’argomento, prima di fare commenti a questo articolo, vi invito a leggere per intero il dossier, dato che probabilmente contiene le risposte a gran parte delle vostre domande. Se volete approfondire l’argomento, l’indice del mio materiale è presso Undicisettembre.info e il blog che tengo insieme ad altri ricercatori è presso Undicisettembre.blogspot.com.

Osama, nuova foto, nuovo fake [UPD 22:25]

Osama, nuova foto, nuovo fake [UPD 22:25]

L’articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Questa è la foto che campeggia in questo articolo de L’Unità e questo del Corriere della Sera, entrambi con la data di oggi (3 maggio 2011).

L’articolo de L’Unità scrive in proposito quanto segue: “una nuova presunta foto che ritrarrebbe Osama bin Laden morto pochi minuti dopo il raid condotto dalle forze statunitensi in Pakistan è stata pubblicata online da un sito web, mentre il link viene rilanciato su Twitter dagli hacker di Anonymous. L’autenticità dell’immagine non è verificabile. ISi tratta di un’immagine notturna in cui il leader di al Qaida giace a terra con una ferita sopra l’occhio destro. Il corpo sembra sorretto da un soldato Usa. In Italia è stata rilanciata dall’Ansa. Ma la ferita sulla testa di Osama Bin Laden sembra contraddire le ricostruzioni del blitz, è a destra mentre doveva essere a sinistra”.

Il lancio dell’ANSA è questo. Però è inutile nascondersi dietro alla foglia di fico del solito “la pubblico perché fa audience, tanto dico che non è verificabile”. Santo cielo, gente, e fatela verificare una buona volta. Gli esperti ci sono. Pagateli.

In attesa che ANSA, Corriere o L’Unità aprano il portafogli, i lettori di questo blog hanno già fatto un lavoro egregio. Gratis. Guardate infatti quest’immagine, segnalatami da Gian_Ibanez, e ditemi se non notate qualche bizzarra somiglianza:

Confrontiamo:

La fonte di quest’immagine è Liveleak. Che ne dite, riusciamo a scoprire anche da che film è tratto questo nuovo fake?

22:25. Risolto: la fonte è il film Black Hawk Down. Lo spiegone è già su Repubblica, che cita Vanity Fair italiano come scopritore: una correttezza rara e apprezzata. Finché i mastini del copyright non intervengono, potete vedere la scena del film a 12:47 qui su Youtube.

—-

2020/01/09. Rivisitando questo articolo in occasione di un altro scivolone giornalistico-bellico, mi rammarico di non aver catturato degli screenshot degli articoli originali di Unità, Corriere e ANSA, che sono stati prontamente corretti per cancellare le tracce delle figuracce. Anche Archive.org ne conserva solo copie risalenti ai giorni successivi, quando erano stati riscritti (Unità su Archive.org; Corriere su Archive.org).

Undicisettembre.info: intervista all’ex detective di New York Michael Greene, soccorritore al World Trade Center

Su Undicisettembre, il blog/sito dedicato a smontare i miti e i complottismi riguardanti i dirottamenti e gli attentati dell’11 settembre 2001, trovate un’intervista all’ex detective di New York Michael Greene, che intervenne sulla scena del World Trade Center dopo i due schianti e visse da vicino i crolli delle due torri.

Il suo resoconto contiene alcune descrizioni piuttosto impressionanti e non è consigliato alle persone sensibili, ma rappresenta la durissima realtà di quel giorno. L’originale inglese è qui.

Il complottismo, dopo tutti questi anni, è solo un trastullo penoso per ciarlatani e ottusi. Chi c’era sa come andarono le cose.

Il Delirio del Giorno: punteggiatura, questa sconosciuta

Ultimo aggiornamento: 2018/05/17 15:00. 

Riporto integralmente, senza punteggiatura aggiunta, un commento arrivato il 15 maggio scorso:

stati uniti d’America si sono sempre vantati di essere il paese che ha investito miliardi di dollari per la sicurezza nazionale è tu con queste foto mi vuoi far credere che al pentagono sia caduto un aereo con foto che provano solo di un foro di diametro 5 metri con dimesioni di un aereo altezza piu’ apertura alare maggiori ,inoltre voglio vedere chi possa essere cosi un bravo pilota a sorvolare a raso terra a quelle velocità con ripida discesa e rapida virata per non parlare poi delle torri gemelle studiare un pò di fisica sarebbe meglio vai a vedere di altri incidenti aerei che sono caduti su edifici confronta ciò che è rimasto poi ne trai le conclusioni eviva la sicurezza falle nella sicurezza telecamere sequestrate per non far vedere nulla e nascondere la verità STUDIare effetto venturi capire cosa succede a pochi metri dal suolo alla velocita di 700-800 KM-ORARI un aereo la verità di quel famoso 11 settembre era nei nostri occhi ma si voleva credere solo cio che dicevano i mas media e il governo americano convincerci che erano dei martiri io questo lo chiamo INGANNO GLOBALE è gli americani in queste cose sono molto bravi come attori ripercorrendo la storia di ciò che hanno fatto non c’è da stupirsi per capire ciò che è successo bisogna conoscere bene la fisica gli effetti del fuoco il potere di calore che ha il cherosene ,non fonde putrelle d’acciaio è sopratutto in brevissimo tempo mi fermo qui tanto questo non cambiera la vostra idea ma nemmeno io questa è la mia linea di fatti che i miei occhi hanno potuto vedere con la conoscenza sia nel mondo aeronautico che nella fisica poi ognuno è libero di credere ciò che vuole almeno in questo c’è ancora la libertà

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11 settembre, anche Pino Scaccia inciampa nel “dossier di architetti e ingegneri”

11 settembre, anche Pino Scaccia inciampa nel “dossier di architetti e ingegneri”

L’articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale del 2015/11/26. Ultimo aggiornamento: 2018/05/09 23:00.

Pino Scaccia, firma celebre del giornalismo italiano, ha segnalato su Facebook* un “dossier di architetti e ingegneri” che ha realizzato una “sconvolgente contro-inchiesta sull’11 settembre”. Scaccia dice che “non è complottismo, ma solo analisi tecniche” e aggiunge che “già il governo americano aveva ammesso la presenza di dinamite sotto le Torri Gemelle crollate”.

*2015/11/26 16:10. Il post di Scaccia è stato rimosso. Ne rimane lo screenshot mostrato qui accanto.

Vista così, sembra una storia interessante e credibile. Ma basta fare qualche verifica per capire che Pino Scaccia si è fatto sedurre da una fregatura elegantemente confezionata.

Prima di tutto, Scaccia afferma che il governo USA avrebbe “ammesso la presenza di dinamite sotto le Torri gemelle”, ma è una bufala. Nessuno dei governi che si sono succeduti in questi quattordici anni dagli attentati dell’11 settembre 2001 ha mai dichiarato una cosa del genere: se Scaccia è in grado di presentare le fonti di questa presunta dichiarazione, lo faccia. L’onere della prova è suo, come sempre quando si fa un’affermazione straordinaria, e l’ho contattato privatamente per chiedergli di documentare quello che dice.* **

*2015/11/26 16:10. Scaccia mi ha risposto cordialmente e ha detto che sta cercando le fonti e me le fornirà.

 **2018/05/09 23:00. Per completezza, segnalo che le fonti promesse non mi sono mai arrivate. L’ultimo messaggio di Scaccia è del 26/11/2015 e dice che purtroppo non è ancora riuscito a trovarle.
 

La presunta ammissione governativa citata da Scaccia è una bufala anche per una ragione molto pratica: il crollo delle Torri Gemelle iniziò dall’alto, specificamente dai piani colpiti dagli aerei dirottati, per cui mettere la dinamite sotto le Torri sarebbe stata una cazzata monumentale.

In quanto al “dossier di architetti e ingegneri”, me lo sono procurato (dettagli qui sotto) e me lo sono letto: è un documento ben confezionato, dall’aria seria e credibile e con l’apparente garanzia di un gruppo di esperti tecnici. Copertina seria, titolo non sensazionalista. Ma non è un documento tecnico.

Una vera “analisi tecnica” verrebbe sottoposta al vaglio di esperti esterni, come si fa con ogni pubblicazione scientifica. Se questi architetti e ingegneri avessero davvero qualcosa di tecnicamente credibile in mano, lo pubblicherebbero su una rivista scientifica, come hanno fatto in questi anni i loro colleghi (che però confermano in massa la ricostruzione non complottista). Invece il loro “dossier” è un libretto patinato di 50 pagine, messo in vendita a 11 dollari e 99 cent. Come mai?

E come mai il sito di questi serissimi “architetti e ingegneri” vende tazze, magliette e gadget vari legati all’11 settembre? Non pare l’atteggiamento di gente seria e professionale.

E infine siamo sicuri che questi siano davvero architetti e ingegneri? Mi ci ero iscritto anch’io e mi avevano accettato senza chiedermi alcuna conferma delle credenziali.

Non è così che si fa scienza. Non è vendendo magliette, cappellini e tazzine dedicate a una tragedia con tremila morti che si trova la verità. Confido che Pino Scaccia saprà andare oltre le patinate apparenze iniziali e farà piazza pulita di questi ciarlatani.

E giusto per chiarire perché non uso con leggerezza il termine ciarlatani: questo è il modo in cui Richard Gage, fondatore e direttore dell’associazione, dimostra “scientificamente” le proprie tesi: con due scatole di cartone. Credibilissimo.

Non so voi, ma io prima di dare per buono quello che dice un tipo del genere ci penserei un attimo. Se volete, le ricerche del gruppo Undicisettembre su questi architetti e ingegneri e sulle loro tesi sono a vostra disposizione. Date loro un’occhiata e poi fatevi un’idea.

2018/05/09 23:00 – Come mi sono procurato il libretto senza dare soldi ai ciarlatani

Aggiorno questo articolo a tre anni di distanza perché vorrei tenere traccia di come sono riuscito a trovare il libretto nonostante la mancanza di aiuto da Pino Scaccia e senza dare soldi ai complottisti.

Per prima cosa ho fatto il punto degli indizi che avevo a disposizione per reperire questo libretto. Scaccia parlava di un dossier fatto da “architetti e ingegneri” e ne dava il titolo come “Oltre la disinformazione”. Avendo studiato le tesi di complotto sull’11/9, sapevo dell’esistenza negli Stati Uniti di un’associazione complottista formata da alcuni architetti e ingegneri (“ingegneri” nel senso anglosassone del termine engineer, che non implica una laurea in ingegneria) e ho ipotizzato che il libretto fosse opera loro.

Così ho provato a immaginare quale potesse essere il suo titolo originale: Beyond Misinformation?

Ho fatto una ricerca in Google ed è emersa una pagina del sito dell’associazione che ospitava e vendeva proprio un libretto con questo titolo:


Il libretto, però, era disponibile soltanto a pagamento, e l’idea di dare soldi a dei ciarlatani non mi entusiasmava. Anche se avessi voluto pagare, avrei dovuto attendere la spedizione postale della pubblicazione. I tempi sarebbero stati lunghi, mentre a me serviva sapere il più presto possibile cosa c’era scritto nel libretto.

Così ho fatto una ricerca mirata in Google per vedere se per caso c’era da qualche parte una copia digitale in formato PDF, con la sintassi “beyond misinformation” filetype:pdf. Bingo!

Il primo risultato era un link a un PDF scaricabile:

L’ho scaricato, l’ho letto, ho capito che era la solita incoerente compilation di teorie complottiste senza alcun elemento nuovo, e ho scritto l’articolo che trovate qui sopra. Ho risparmiato una dozzina di dollari e ho chiuso subito il caso.

A fine dicembre 2015 il libretto è stato reso scaricabile gratuitamente anche dal sito dell’associazione (link intenzionalmente alterato), come testimonia questa copia archiviata presso Archive.is.

L’archivio CIA su Osama bin Laden

L’archivio CIA su Osama bin Laden

Ultimo aggiornamento: 2017/11/03 11:40.

L’1/11 la CIA ha messo online circa 321 gigabyte di dati che dichiara di aver recuperato dalla residenza di Osama bin Laden ad Abbottabad, in Pakistan, nell’incursione del 2 maggio 2011 che portò all’uccisione di bin Laden stesso. Non è il primo rilascio di materiale di questo genere: un primo lotto era stato reso pubblico nel 2015.

L’archivio di circa 470.000 file è scaricabile qui ed è filtrato per togliere materiali protetti da copyright, malware, pornografia, doppioni e informazioni ritenute tuttora sensibili. C’è anche il diario di bin Laden (ANSA parla di “giornale”, ignorando che journal in inglese significa diario). Maggiori dettagli sul contenuto dell’archivio sono nel comunicato stampa della CIA.

È decisamente presto per poter fare qualunque valutazione approfondita sul contenuto di questo enorme dossier di materiale eterogeneo: per ora emergono soltanto alcune considerazioni secondarie, come il fatto che tra i film trovati sui vari dispositivi elettronici nella residenza c’erano alcuni documentari su bin Laden e che alcuni video sotto copyright sono sfuggiti al filtro della CIA.

L’elenco dei video include anche quello che dal nome sembrerebbe essere il documentario complottista Loose Change 2, che sosteneva che bin Laden non era l’artefice dei catastrofici attentati dell’11 settembre 2001. C’è anche chi nota una collezione di videogiochi erotici vintage. Questo non vuol dire che Osama bin Laden fosse cultore di alcunché: i file erano a disposizione dei residenti nel compound.

Va detto, inoltre, che la provenienza e l’autenticità di tutto questo materiale non sono verificabili. Tuttavia gli esperti possono ora consultarlo per valutarne la coerenza interna.

2017/11/03 11:40. L’archivio è stato rimosso: restano solo il comunicato stampa e il PDF del diario di bin Laden, che però è in un formato corrotto. Visitando la pagina che ospitava i link per lo scaricamento compare solo la dicitura “The Abbottabad files are temporarily unavailable pending resolution of a technical issue. We are working to make the material available again as soon as possible.” Staremo a vedere. Intanto c’è chi ha iniziato a pubblicare su Twitter le immagini presenti nell’archivio.