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Miniguida per usare Instagram e vivere felici

Miniguida per usare Instagram e vivere felici

Con un miliardo di account creati dalla sua nascita nel 2010 e circa 100 milioni di foto condivise ogni giorno dai suoi utenti, Instagram è ormai uno dei social network fondamentali. Naked Security di Sophos ha pubblicato una miniguida per usarlo e vivere felici che riassumo qui nei suoi punti salienti. Se vi interessa la versione completa, è qui in inglese.

Occhio al furto di account. Gli account Instagram fanno gola ai criminali e ai molestatori, che s’inventano mille modi per rubarli e saccheggiarne i contenuti o semplicemente toglierli ai legittimi utenti. Questo è un reato che vedo avvenire sempre più spesso, soprattutto a danno degli utenti più giovani. La trappola è solitamente un messaggio che chiede alla vittima di cliccare su un link che la porta a una pagina web che finge di essere quella di richiesta password di Instagram ma è in realtà gestita dai truffatori. Un altro trucco frequente è la finta segnalazione di violazione di copyright, come quelle mostrate qui sotto.

Finte offerte di sponsorizzazione. I truffatori fingono di essere un marchio famoso e offrono agli utenti di diventare influencer pagati per promuovere il loro brand. Poi chiedono le coordinate bancarie sulle quali pagare i compensi e le usano per le loro altre attività criminose.

Truffe sentimentali. Un classico: il finto corteggiatore (o corteggiatrice) costruisce un rapporto di lunga durata con la vittima, adulandola anche per mesi, e ne conquista la fiducia per poi chiederle denaro con la scusa di doversi tirare fuori da un guaio. Non è vero nulla, ma la vittima ci crede e manda i soldi, che non rivedrà più.

Offerte allettanti. I truffatori fingono di offrire un prodotto esclusivo a prezzo stracciato a pochi fortunati, ma per riceverlo bisogna pagare delle “spese di spedizione”. Il prodotto non arriva e i soldi pagati non tornano.

Investimenti sicuri. I criminali si mostrano come persone di grande successo materiale e dicono di aver fatto fortuna con un “sistema” che sono disposti a rivelare a chi manda loro un piccolo anticipo. Chi abbocca riceve spesso dei finti “estratti conto” che fanno sembrare che il “sistema” stia rendendo bene. Così la vittima manda altri soldi da “investire” e magari coinvolge anche parenti e amici. Un bel giorno il truffatore svanisce e con lui spariscono anche tutti i soldi.

Naked Security ha quattro consigli di base per vivere serenamente su Instagram:

  1. Password robuste e differenti. Non usate su Instagram una password che usate altrove. Se temete di aver dato la vostra password a un sito ingannevole, cambiatela subito, prima che lo facciano i criminali. Valutate la possibilità di usare un password manager.
  2. Condivisione limitata. Anche se oggi è considerato normale condividere pubblicamente su Instagram gran parte della propria vita, non è obbligatorio raccontare tutto a tutti. Chiedetevi chi o cosa c’è anche sullo sfondo delle foto prima di pubblicarle.
  3. Siate vigili. Se un account o un messaggio vi insospettisce, non interagite, non rispondete e non cliccate sui link che vi manda. Se una cosa sembra troppo bella per essere vera, presumete che non sia vera.
  4. Rendete privato il vostro account. Se non avete ambizioni di diventare influencer e invece usate Instagram per restare i contatto con gli amici, impostate il vostro account in modo che sia privato. Solo chi vi segue potrà vedere le vostre foto. Controllate periodicamente l’elenco di questi follower e bloccate chiunque non riconoscete e chiunque non volete più fra coloro che hanno accesso ai fatti vostri. Per rendere privato un account è sufficiente andare nelle Impostazioni e poi scegliere Privacy e attivare il selettore Account privato.
Falsi allarmi virus appaiono sugli smartphone: la truffa del Calendar spam

Falsi allarmi virus appaiono sugli smartphone: la truffa del Calendar spam

Uno studente di Modena, dove sono stato a far lezione
qualche tempo fa, mi segnala una tecnica molto particolare usata dai truffatori online per
tentare di ingannarlo: un allarme che è comparso sul suo iPhone e lo avvisa che
il dispositivo “è gravemente danneggiato da (4)”. Quattro cosa, non si
sa.

L’avviso prosegue dicendo che
“Senza una protezione adeguata, la tua identità e altri dati importanti
possono essere facilmente sottratti. L’applicazione consigliata da iOS
evitare

[sic]
che ciò accada in modo efficace. Clicca qui sotto per avvalerti della
necessaria protezione.”

Viene inoltre fornito un link da seguire:

h**p://load03[.]biz/?cc=a922a578-4872-45eb-a7e4-2fc71777bc40&sid=8k5zel

che non visualizza nulla in Browserling.com (emulando Android o Windows 7), ma
il sito Load03[.]biz è
segnalato come
diffusore di truffe basate su falsi allarmi antivirus.

Infatti questo avviso è in realtà un innocuo evento del Calendario,
confezionato in modo da sembrare un allarme. I truffatori iniettano l’evento
nel Calendario della vittima sfruttando la funzione di invito, che consente di
aggiungere eventi a un Calendario altrui semplicemente conoscendone
l’indirizzo di mail.

Gli utenti non particolarmente esperti, presi dall’ansia, spesso non si
accorgono che si tratta semplicemente di un evento del Calendario e cadono
nella trappola.

L’allarme va ignorato, nel senso che non bisogna seguire le sue istruzioni, ma
è meglio eliminarlo cancellando il calendario-truffa che lo contiene. Niente
paura, non occorre cancellare il vostro calendario, ma soltanto quello
al quale il truffatore vi ha iscritto: nell’esempio qui sopra, il calendario
Events (nome scelto intenzionalmente per confondere la vittima).

Per prevenire il ripetersi di questo genere di attacco si può andare nelle
impostazioni del Calendario (accedendo a iCloud con un browser, se necessario) e chiedere che gli inviti arrivino come mail
invece che come notifiche in-app.

Diossido di cloro (tossico) usato come “rimedio” fai da te. Questa follia arriva anche in Svizzera

Diossido di cloro (tossico) usato come “rimedio” fai da te. Questa follia arriva anche in Svizzera

Posso finalmente togliere in parte l’embargo su un’inchiesta alla quale ho
partecipato: la diffusione dell’uso folle di
diossido di cloro
(una sostanza velenosa, simile alla candeggina), ingerita o fatta ingerire o
somministrata tramite clisteri anche a bambini e neonati da genitori che credono
che questa “terapia” possa curare l’autismo, il cancro o il Covid.

Questa pseudoterapia, già diffusa in altri paesi e oggetto di
allarmi come quello della FDA statunitense, è arrivata recentemente anche in Svizzera, in larga parte a causa della
propaganda di una persona, Andreas Kalcker, che dalla Svizzera, senza alcuna
preparazione medica formale, va in giro per il mondo a fare “seminari” nei
quali insegna a preparare questa sostanza tossica che ha già
causato
numerose
morti. C’è anche Kerri Rivera, che organizza anche gruppi Telegram a pagamento,
come quello mostrato qui sotto (ora chiuso), per promuovere il diossido di
cloro.

Le immagini dei danni all’intestino delle povere vittime (spesso bambini che
non hanno alcuna colpa o alcun modo di sfuggire alle “cure” dei loro genitori)
sono raccapriccianti e ve le risparmio (se proprio ci tenete, sono qui), ma i sostenitori di queste
ciarlatanerie interpretano le scie di sangue e i brandelli di tessuto che si
vedono come “vermi” che confermerebbero l’efficacia del metodo basato sull’uso di
questa sostanza, chiamata spesso CDS, Soluzione Minerale Miracolosa,
Miracle Mineral Solution o MMS o con altri nomi ancora.

Gli ingredienti necessari per preparare il biossido di cloro vengono venduti
da vari ciarlatani a prezzi altissimi, anche su Amazon, e anche i “corsi” sono
a caro prezzo, come questo a 350 euro a persona in Austria. E ovviamente le
parole dell’ex presidente Trump che suggeriva di iniettare disinfettante hanno
contribuito non poco alla diffusione di questa teoria, molto diffusa fra i
complottisti di Qanon.

Qui da me, in Canton Ticino, la Radiotelevisione Svizzera (RSI) segnala in
questo articolo di approfondimento
che si è verificato un caso di uso di questa sostanza, e che
“il ministero pubblico ha aperto un incarto proprio in relazione a un caso
di “somministrazione di sostanze illegali (diossido di cloro)”. Le autorità
precisano che si tratta di caso singolo, e che “gli accertamenti sono nati a
seguito di una segnalazione e si sono tradotti anche in un intervento della
polizia cantonale nei mesi scorsi.”
 

Swissmedic, l’autorità svizzera di controllo sui farmaci, ha già diffuso un
avviso
per il diossido di cloro e cita gli allarmi pubblicati dalle autorità
tedesche,
austriache,
francesi,
statunitensi
e
italiane
(anche
qui). Ne ha parlato anche la
Fondazione Veronesi. Il CICAP ha già pubblicato un’inchiesta su Kalcker. Ma l’idea tossica continua a circolare, come dimostra la cronaca.

L’articolo della Radiotelevisione Svizzera include video di spiegazione dei
pericoli dell’uso del diossido di cloro. I colleghi della RSI hanno dedicato
un servizio audio alla questione stasera in
Cronache della Svizzera italiana
(da 4:00 a 6:50) e un servizio al Telegiornale delle 20 di stasera (da 13:19 a
18:30).

La debunker irlandese
Fiona O’Leary ha
seguito in dettaglio la vicenda (trovate
qui
un suo ampio dossier sugli spacciatori di questa “terapia”) ed effettua da
tempo un monitoraggio approfondito dei gruppi social che diffondono questa
pseudomedicina tossica. In Italia queste teorie sono state diffuse da siti
come Nexus, Altrogiornale e altri, e non mancano i negozi italiani che vendono
gli ingredienti di questa truffa (non cito i link per non regalare loro
pubblicità).

Questo è un programma della TV irlandese di alcuni anni fa dedicato alla truffa del diossido di cloro, con riprese nascoste dei “seminari” e interviste ai sostenitori della “terapia”.

La NBC racconta le origini di quest’idea letale: risalgono a una ventina d’anni fa, quando Jim Humble, tanto per cambiare una persona senza alcuna preparazione medica, si autonominò arcivescovo di una nuova religione dedicata al diossido di cloro.

Siamo insomma nel campo della follia pura. Gente che assume e fa assumere veleno, su suggerimento di ciarlatani, pensando di curare “vermi” e “parassiti” che causerebbero le malattie.

C‘è ancora molto da dire di questa vicenda, ma essendoci dei risvolti
giudiziari per ora non posso aggiungere altro.

Mi richiamano i truffatori della finta “assistenza Microsoft”. Stavolta ci gioco un po’

Mi richiamano i truffatori della finta “assistenza Microsoft”. Stavolta ci gioco un po’

Ieri (15 dicembre) intorno a mezzogiorno e mezzo mi è arrivata una nuova telefonata di una delle tante bande di truffatori che fingono di offrire assistenza informatica spacciandosi per Microsoft, mentre sono in realtà interessati a prendere il controllo dei dispositivi delle vittime per poi commettere reati o a chiedere soldi per questa finta assistenza.

Una volta tanto mi sono trovato ad avere un po’ di tempo libero (ero in pausa pranzo) e un registratore a portata di mano, per cui ho colto l’occasione per trasformare il tentativo di truffa in una forma di intrattenimento invece di mandarli a quel paese e riagganciare come faccio di solito. Qui sotto potete ascoltare la registrazione.

Il numero dal quale risultava apparentemente provenire la chiamata è del Regno Unito (prefisso 0044), ma sospetto che sia stato alterato (caller ID spoofing), dato che il prefisso (0)1390 mi risulta non assegnato. Il numero completo è 0044 1390 651 362.

Per chi non avesse tempo di ascoltare gli otto minuti e spiccioli di registrazione o avesse difficoltà con l’accento inglese degli interlocutori, questo è un sunto di quello che succede: lascio che Truffatrice A spieghi tutta la storia (falsa) secondo la quale lei chiama dal “servizio assistenza Windows” e mi avvisa che il mio computer starebbe diffondendo virus via Internet, poi mi fingo un po’ duro d’udito (e di comprendonio) e gioco sull’ambiguità del significato inglese di Windows per far sembrare che io creda che mi stiano offrendo di installare finestre nuove e che io sia già contento di quelle che ho (1:50).

La cosa va avanti per un po’, con la Truffatrice A che tenta in tutti i modi di spiegare e si esaspera al punto (2:30) che mi passa alla Truffatrice B (3:10), che tenta di rispiegare tutta la manfrina. Ripeto la mia risposta che ho già i doppi vetri (double glazing). Lei dice che sta a Paddington, Londra, e che lavorano per Windows (per finestre, insomma), per cui chiedo se allora possono venire a pulire le mie finestre. “No, no, sir”, dice la Truffatrice B sempre più in crisi.

Lei mi dice che il mio Windows non funziona bene e mi chiede di andare al mio computer. Ma io obietto che le mie finestre funzionano benissimo: faccio anche sentire il rumore delle mie finestre di casa che si aprono e chiudono (5:30).

Io faccio ancora il tontolone e quando mi spiegano che le mie “finestre” sono infette obietto che non è possibile, le maniglie sono pulitissime (5:50) e lei quasi sbrocca. Finalmente (a 6:23) fingo di capire che si tratta di computer, non di finestre di casa… e chiedo se il suo computer ha un problema. A momenti lei strilla negli ultrasuoni. Poi rispiega tutta la questione dei problemi di infezione riguardanti il mio computer.

Io rispondo che però ho fatto la vaccinazione antinfluenzale, e quindi come posso prendermi un’infezione (7:10)? Pausa.

Poi riprende la spiegazione. Io le chiedo come si fa ad accendere il computer… e poi rivelo chi sono realmente e che so che loro sono truffatori, ringraziandoli per l’intrattenimento offerto a me (e ora anche a voi).

Colgo l’allegra occasione per ricordare che questi sono professionisti della truffa, organizzati in call center gestiti da capibanda, e che sono colpevoli di raggiri che causano danni per milioni in tutto il mondo e prendono di mira le persone particolarmente vulnerabili. Se vi state chiedendo come mai questi criminali abbiano pazientato così a lungo con me che fingevo di essere analfabeta informatico, è probabilmente perché speravano di avere a che fare con una persona facilmente ingannabile.

Siate prudenti e approfittate di questa vicenda per parlarne con le persone che conoscete e che pensate che potrebbero cascarci. La prevenzione è tutto, in questi casi.

Valgono le solite raccomandazioni:

  • Ricordate che Microsoft non vi chiamerà mai per offrire assistenza
    tecnica non richiesta; è il cliente che deve chiamare se ha bisogno.
  • Diffidate di qualunque telefonata inattesa o di qualunque messaggio
    pop-up inaspettato che compaia sul vostro schermo di computer, tablet o
    telefonini.
  • Non telefonate a eventuali numeri che compaiono negli avvisi e non
    cliccate su inviti a scaricare software o effettuare scansioni del
    vostro dispositivo.
  • Non cedete mai il controllo del vostro computer a terzi se non siete
    in grado di confermare che si tratta di legittimi rappresentanti di
    un’azienda informatica di cui siete già clienti.
  • Se avete il minimo dubbio, prendete nota del nome e del numero della
    persona che vi ha contattato e segnalatelo alle autorità locali.

Ricordo infine che Microsoft ha una pagina apposita in italiano nella quale segnalare i dettagli di queste truffe:

https://www.microsoft.com/it-it/concern/scam

Mi ha chiamato uno dei truffatori della finta "assistenza Microsoft". L'ho registrata

Mi ha chiamato uno dei truffatori della finta “assistenza Microsoft”. L’ho registrata

Il prode “John” di “Microsoft” mi ha telefonato oggi per avvisarmi che il mio computer era infetto. L’ho registrato. Notate che dopo aver “pescato” la vittima, il truffatore passa la chiamata a un socio. C’è una gerarchia anche fra i truffatori.

Il numero comparso sul mio display era 0045 396 93 320. 0045 è il prefisso della Danimarca, ma l’accento non era particolarmente danese. Sospetto uno spoofing del numero del chiamante.

Nessun gattino è stato maltrattato per realizzare questo video; il gattino ha il solo scopo di compensare lo squallore di questa gente meschina che è disposta a fregare chiunque. Il miagolio a 1:38 è del mio gatto Ciuffo. Buon divertimento.

Truffatori telefonici smascherati attraverso le loro telecamere di sorveglianza

Truffatori telefonici smascherati attraverso le loro telecamere di sorveglianza

Avete presente i truffatori che telefonano fingendo di essere tecnici del servizio di assistenza Microsoft, vi dicono che avete il computer infetto e si offrono di aiutarvi gratuitamente, ma in realtà vi fanno fare cose che infettano il vostro PC? Un informatico, Jim Browning, è riuscito a entrare nei computer di questi criminali e persino nelle telecamere che sorvegliano i loro call center.

Browning è riuscito a registrare in video i truffatori mentre cercano di raggirare le vittime e a scaricare circa 70.000 registrazioni di telefonate truffa.

Il materiale raccolto dall’informatico è stato selezionato e pubblicato su Youtube e dalla BBC ed è uno spaccato molto rivelatore di come funzionano queste vere e proprie centrali del crimine. Non si tratta di individui singoli, ma di bande ben organizzate, molte delle quali hanno sede in India. I guadagni illeciti sono ingenti: solo il gruppo osservato da Browning ha incassato oltre 3 milioni di dollari in un anno.

In uno dei video, si vede come i criminali si approfittano senza pietà di una ragazza di tredici anni vittima della loro truffa.

Browning ha pubblicato tutti i dati dei truffatori, ha localizzato il call center ed è anche riuscito a ottenere delle immagini aeree dell’edificio, situato a Gurugram, a sud-ovest di Delhi. Tutti questi dati hanno permesso alla polizia locale di irrompere nella sede ed eseguire una serie di arresti.

Se ricevete una chiamata da qualcuno che dice di offrire assistenza tecnica, riagganciate. Non eseguite le sue istruzioni. Se lo avete fatto, contattate un servizio reale di assistenza informatica.

OggiTreviso, testata giornalistica, pubblicizza e promuove un sito truffa

OggiTreviso, testata giornalistica, pubblicizza e promuove un sito truffa

Ultimo aggiornamento: 2020/11/24 1:00.

OggiTreviso ha avuto la simpatica idea di ospitare un “pubbliredazionale” (quella sottile forma di prostituzione giornalistica per cui fai finta che una pubblicità sia un articolo) che linka un sito truffa.

Una copia permanente dell’articolo è presso Archive.is/txHUG.

Il sito-truffa in questione (Bitcoin Up) è documentato qui su Bitcoin.com.

Ho provato a telefonare in redazione: nessuna risposta. Ho mandato una mail. Vediamo se serve.

Dal sito di Oggitreviso.it
cito: “OggiTreviso | Quotidiano on line iscritto al n. 87/2008 del
registro stampa del Tribunale di Treviso del 15/02/2008 | Direttore:
Ingrid Feltrin Jefwa”
.

Faccio notare le dimensioni lillipuziane dell’unica parola che fa capire, dopo aver letto tutto il pezzo, che non si tratta di un articolo ma di una pubblicità mascherata. Però le fake news e la disinformazione, signora mia, son colpa di Internet e dei gruppi chiusi su Telegram, vero?

2020/11/23 11:50

Questa è la mail che ho inviato ieri alle 12:24 a redazione@oggitreviso.it:

Oggetto: Sito truffa in vostro pubbliredazionale

Buongiorno,

sono un giornalista informatico. Vi segnalo che state pubblicizzando un
sito truffaldino in questo vostro pubbliredazionale:

https://www.oggitreviso.it/bitcoin-valore-aggiunto-anche-principianti-delle-criptovalute-242129

Le indicazioni di truffa:

https://news.bitcoin.com/the-tell-tale-signs-of-a-scam-crypto-website/

Vi invito a rimuovere l’articolo per non essere visti come complici di
truffa.

Cordiali saluti

Paolo Attivissimo

Stamattina ho ricevuto dalla redazione di OggiTreviso una mail che ringrazia della segnalazione ma parla di denigrazione da parte mia e mi intima di rimuovere “immediatamente” questo mio articolo.

Mi sono rifiutato, non solo per diritto di cronaca, ma soprattutto perché il pubbliredazionale contenente il link al sito truffa e la sua promozione è ancora al suo posto in questo momento (copia permanente delle 10:44 UTC) e quindi persiste il pericolo di portare i lettori a un sito truffaldino, con l’aggravante che i lettori tenderanno a fidarsi di quanto pubblicato da una testata giornalistica.

2020/11/24 1:00

L’articolo risulta ora rimosso. Al suo posto compare un semplice “Pagina 403”.

 

Questo articolo vi arriva gratuitamente e senza pubblicità grazie alle donazioni dei lettori. Se vi è piaciuto, potete incoraggiarmi a scrivere ancora facendo una donazione anche voi, tramite Paypal (paypal.me/disinformatico), Bitcoin (3AN7DscEZN1x6CLR57e1fSA1LC3yQ387Pv) o altri metodi.

Power Balance: perché dicono che il braccialetto magico non funziona? Spenna i polli magnificamente

Power Balance: perché dicono che il braccialetto magico non funziona? Spenna i polli magnificamente

Questo articolo vi arriva grazie alle gentili donazioni di “lancioalo” e “suppah” ed è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

L’Autorità garante della concorrenza in Italia ha “avviato un’istruttoria per una ‘possibile pratica commerciale scorretta’ nei confronti delle società che distribuiscono il prodotto che promette ‘forza ed equilibrio'”, ha annunciato l’ANSA.

Le due società, Power Balance Italy e Sport Town, “attribuiscono ai colorati braccialetti di silicone e di neoprene […] effetti positivi sull’equilibrio, sulla forza, sulla flessibilità e sulla resistenza fisica di chi li indossa.” Ora hanno quindici giorni di tempo per documentare scientificamente che quello che dicono è vero e dimostrare che i braccialetti non hanno controindicazioni.

Ma mi permetto di dissentire. Il braccialetto Power Balance funziona. Semplicemente, le due società hanno sbagliato classificazione merceologica: dovevano collocarlo fra gli strumenti per la rimozione del piumaggio dei volatili. Perché in questo senso non c’è alcun dubbio sulla sua efficacia. Basta vedere quanto se ne parla, quanto vende e con quale ostinazione viene indossato e difeso da quelli che l’hanno comprato. Sportivi compresi.

Siamo di fronte all’ennesima trovata geniale per fregare i gonzi che non hanno ancora capito cos’è l’effetto placebo: se credo che un gingillo o una frase propiziatoria mi faranno tenere meglio l’equilibrio o mi daranno più forza, avrò più fiducia in me stesso e quindi tenderò ad avere risultati leggermente migliori o a ignorare con più facilità i miei fallimenti. Ma se sono un brocco resterò un brocco; se sono un campione, resterò campione. Tutto qui. Del resto, nota giustamente Walter Santilli, ordinario di fisiatria all’Università ‘La Sapienza’ di Roma, “[s]e il braccialetto fosse in grado di alterare i risultati sportivi, si dovrebbe muovere l’antidoping”.

Power Balance e affini non sono altro che la riproposizione in termini moderni dei talismani e degli amuleti. Cambia solo la terminologia: un tempo la fattucchiera diceva “Lo spirito contenuto in questo talismano risponderà al tuo prana ed entrerà in armonia con esso”, oggi PowerBalance.com scrive che “L’ologramma nel Power Balance è progettato per rispondere al campo energetico naturale del corpo ed entrare in risonanza con esso”.

Non c’è nessun principio scientifico che permetta al braccialetto di funzionare: ologrammi, campi energetici e risonanze sono solo paroloni per stupire gli ignoranti. Quelli che rifiutano la scienza ma che al tempo stesso si fanno abbagliare e sfilare soldi da chi usa disinvoltamente la sua terminologia.

Un altro bel risultato della cultura dell’antiscienza. Se in televisione si rifilano cialtronate come Voyager o Mistero e l’informazione scientifica viene relegata nell’angolino (anche nelle scuole), queste sono le conseguenze: una popolazione più facile da abbindolare. C’è chi abbindola vendendo braccialetti magici e c’è chi abbindola vendendo cosmetici-patacca, cure anticancro (leggete l’articolo di MedBunker in proposito) o promesse elettorali. I meccanismi sono sempre gli stessi: il modo migliore per difendersene è conoscerli.

Conoscerli, per esempio, significa rendersi conto del potere assolutamente reale della persuasione. Guardate questo video di molti anni fa, in cui James Randi mostra che il cristallo magico che dona forza (vi ricorda qualcosa?) è indistinguibile dal veleno per topi in quanto a efficacia.

Qualcuno si starà magari chiedendo come mai la “dimostrazione” del Power Balance solitamente proposta sembra funzionare. La dimostrazione è questa: il sagace dimostratore del braccialetto (che spesso appartiene a una catena di marketing multilivello ed è quindi venditore tutt’altro che disinteressato) chiede allo scettico di mettersi in piedi a gambe unite, con le braccia a novanta gradi rispetto al corpo (vi ricorda qualcosa?), e poi gli chiede di alzare una gamba. Il dimostratore preme sul braccio corrispondente e fa perdere l’equilibrio allo scettico. Poi fa indossare il braccialetto e ripete l’esperimento: miracolosamente lo scettico non perde l’equilibrio.

Lascio a voi decidere se è più plausibile che un ologramma (come quelli che avete sulle carte di credito o sulle eurobanconote) possa “rispondere al campo energetico naturale del corpo ed entrare in risonanza con esso” o che la seconda volta il vostro corpo sappia cosa aspettarsi e quindi reagisca con la forza necessaria a mantenere l’equilibrio. E magari il “dimostratore” bari un po’, consciamente o inconsciamente, per far funzionare l’esperimento.

Se avete ancora dei dubbi, fate una cosa molto semplice: invertite l’ordine delle prove. Prima con il braccialetto, poi senza. Oppure togliete dal braccialetto l’ologramma che gli conferisce i suoi presunti poteri e non ditelo alla cavia (e soprattutto al “dimostratore”). È quello che è stato fatto in Australia, come potete vedere qui:

L’aspetto più ironico di tutta la faccenda è che chi rifiuta la scienza (che non va messa sul piedistallo, ma è e rimane la migliore rappresentazione che abbiamo della realtà) dice di farlo perché non vuole farsi fregare dalle multinazionali e dai governi, e poi si fa fregare dai venditori di braccialetti, cristalli, amuleti e Biowashball (a proposito, che fine hanno fatto tutti quelli che giuravano sulla sua efficacia?). Venditori che sono organizzati in multinazionali, proprio come il presunto “nemico”.

Per tutti coloro che ci vogliono credere a tutti i costi, ho una domanda molto semplice: se davvero questo oggetto ha poteri così intensi da modificare il vostro corpo in aspetti fondamentali come forza ed equilibrio, come potete essere sicuri che non abbia effetti collaterali? Magari vi stia sfrucugliando le cellule cerebrali o portando all’impotenza.

Evviva i diversamente furbi, vero motore dell’economia mondiale: sempre pronti a mettere mano al portafogli in cambio di prodotti inutili.

Un sensitivo straordinario ieri sera alla TV svizzera

Un sensitivo straordinario ieri sera alla TV svizzera

Pubblicazione iniziale: 2016/10/22 12:36. Ultimo aggiornamento: 2016/10/27 23:55.

Ieri sera è andata in onda alla Radiotelevisione Svizzera di lingua italiana una puntata del programma Patti Chiari che ha presentato un sensitivo davvero notevole. La RSI ha chiesto ad alcuni volontari di metterlo alla prova nel rivelare cosa riusciva a sentire su di loro, senza averli mai visti o incontrati prima, e i volontari ne sono usciti scossi. Alcuni erano addirittura spaventati dalla precisione della chiaroveggenza del sensitivo.

Il sensitivo compare nei primi quattro minuti e mezzo di questo video, che ha richiesto almeno due giorni di lavoro soltanto per le riprese. Se volete godervelo per bene, non leggete il resto di questo articolo prima di averlo guardato. Buona visione.

L’idea del video è di Eleonora Terzi e Paolo Thoeni e l’ispirazione è, come alcuni commentatori hanno intuito, un famoso video di un altro santone, mescolata con le tecniche di cold reading e di affabulazione che insegnano i mentalisti nei corsi organizzati dal CICAP e con le tecnologie usate da alcuni televangelisti americani e smascherate tempo fa da James Randi e Piero Angela.

Il “santone” è l’incontenibile Claudio Moneta, che ha creato il personaggio e le sue peculiarità dal nulla (gli avevamo dato soltanto una tenue falsariga): ha improvvisato tutto sul momento e ha gestito magistralmente anche gli imprevisti personali e tecnici. Sì, i capelli sono una parrucca.

Il video è una sintesi di una giornata intera di riprese; in TV non c’è tempo di mostrarne più di qualche minuto, ma posso dirvi che in alcuni casi ci siamo spinti molto più in là nelle informazioni personali, scoprendo (e a volte dichiarando) indirizzi riservati, località frequentate, orientamenti sessuali e altro ancora. In molti casi, quando abbiamo visto che i volontari erano particolarmente agitati o scossi da queste “rivelazioni”, ci siamo trattenuti. Le reazioni delle persone non sono simulate o recitate: sono tutte genuine e spontanee.

Come spiegato nel video, volutamente ho lavorato con le mani legate: non ho violato account e non ho fatto social engineering e mi sono posto il limite di un’ora di ricerca per ciascuna persona. Tutto quello che mi è stato dato è il nome del volontario (o volontaria), una sua foto, un suo indirizzo di mail e (in alcuni casi) un numero di telefonino. Il video pubblicitario del santone social al quale ci siamo ispirati, invece, ha simulato le rivelazioni oppure ha usato tecniche illegali (altrimenti non avrebbe potuto avere accesso ai conti correnti o alle carte di credito dei soggetti).

Ringrazio Tukler, che mi ha indicato come fare l’embedding del video (l’opzione sul sito della RSI era un po’ nascosta) dopo la pubblicazione iniziale di questo articolo. La puntata completa di Patti Chiari è visibile qui.