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Trading online fasullo, illusione completa

Trading online fasullo, illusione completa

Il
romance scam
è una truffa classica, basata sul corteggiamento e sulla seduzione via Internet.
Il truffatore finge di essere una persona disinteressatamente innamorata e
intrattiene con la vittima una comunicazione che dura mesi prima che scatti la
trappola: una richiesta di denaro per un’emergenza (inventata), che la vittima
accetta perché ormai “conosce” il suo ingannatore e se ne fida.

Ma c’è anche un’altra categoria di truffatori che usa la stessa tecnica del
corteggiamento lento: quella delle false offerte di trading online.
Sophos Labs ha pubblicato un rapporto,
Fake Android and iOS apps disguise as trading and cryptocurrency
apps
, che descrive questa tecnica in dettaglio.

I truffatori costruiscono un sito di falsa compravendita di valute
tradizionali o di criptovalute, creano una falsa app che somiglia molto a
quella di una società reale del settore, e poi selezionano le potenziali
vittime attraverso i loro profili sui social network, scegliendo quelle più
vulnerabili, e le corteggiano a lungo, esattamente come fanno i truffatori del
romance scam.

Questi criminali riescono poi a far firmare digitalmente le loro app fasulle
usando aziende terze, in modo che possano essere installate sugli iPhone
eludendo i controlli di sicurezza di Apple. Però non mettono queste app
nell’App Store, dove desterebbero troppe attenzioni e ulteriori controlli. Convincono le loro vittime a installarle senza passare dall’App Store,
usando invece l’installazione mediante le tecniche di
provisioning adoperate normalmente dalle aziende per gestire gli smartphone dei propri
dipendenti. 

I truffatori giustificano questa forma insolita di installazione dicendo che
si tratta di un’app “speciale”, riservata ai clienti più esclusivi e
selezionati. Propongono alla vittima un piccolo investimento iniziale, con la
promessa di un guadagno notevole: se la vittima cade nella trappola e manda i
soldi, i truffatori se li intascano ma fanno credere alla vittima, tramite
l’app, che il suo investimento sta andando benissimo e fruttando denaro a
palate. Spesso propongono di aumentare la somma investita, per aumentare
ulteriormente i rendimenti. Ma è tutta un’illusione.

Mi è capitato di assistere vittime di questo raggiro: ci mettono molto tempo a
rendersi conto che è tutta una messinscena e hanno perso tutto il denaro che
hanno inviato. Non ci vogliono credere: faticano ad accettare di essere stati
ingannati. Continuano a obiettare che hanno un estratto conto in mano, nel
loro telefonino, e che quindi non può trattarsi di una truffa. E non è facile
convincerli che l’app è falsa, l’estratto conto è finto, la “banca” non esiste
e che l’unica cosa da fare è rassegnarsi alla perdita dei soldi e iniziare la
procedura di denuncia. Cosa che fanno molto raramente, per non soffrire ancora
più a lungo.

Per evitare queste trappole valgono tre consigli fondamentali:

  • Se una proposta sembra troppo bella per essere vera, probabilmente non è
    vera. Lo so che nel mondo delle criptovalute possono capitare rendimenti (ma
    anche tracolli) vertiginosi, ma normalmente non capitano tutti i giorni.
  • Verificate che chi fa la proposta di investimento sia credibile: chiedete a
    una persona esperta del settore se ne ha mai sentito parlare, e specificate
    con precisione il nome del proponente (spesso i truffatori usano nomi molto
    simili a quelli di banche o società finanziarie reali).
  • Non installate mai app che non sono nello store ufficiale, a meno che siano
    state fornite dal vostro datore di lavoro. Non abboccate a scuse del tipo
    “sei un cliente speciale, ti stiamo dando un’anteprima” o altre bugie
    analoghe.

Fonte aggiuntiva:
Sophos.

“Muore a 84 anni Carla Frozi, ballerina espressa italiana”: un perfetto esempio di sham news

“Muore a 84 anni Carla Frozi, ballerina espressa italiana”: un perfetto esempio di sham news

Ultimo aggiornamento: 2021/05/30 12:00.

Mi è stato
segnalato via Twitter
un sito, Ufficiospettacoli punto it, che ha pubblicato un “articolo”
sulla notizia della morte di Carla Fracci stracolmo di errori allucinanti, a
partire da quel Frozi al posto di Fracci nel titolo, per non
parlare del “ballerina espressa”.

Il resto dell’“articolo” è della stessa qualità, come potrete notare da questo
brano:

[…] in Italia veniva chiamata la “Dose of Dance”, riferendosi alla migliore
attrice italiana del XX secolo, Eleonora Doose.

Ha continuato:
“C’è una forte corrente isterica nella sua recitazione, così che la sua
morbidezza, la sua bellezza essenziale, a volte possono essere lacerate dalla
scena di emozioni inaspettatamente vulcaniche”.

Mikhail
Parishnikov, che ha ballato con lui negli anni ’70, ha detto in un’intervista
telefonica, la sig. Frassey ha detto che cambierà sottilmente la descrizione
di un personaggio dalla performance alla performance. “Non l’ha mai fatto,
motivo per cui era davvero viva e piena sul palco”, ha detto. Ha fatto il suo
debutto professionale al Detro Alla Scala nel 1955, molto prima che diventasse
un nome familiare in Italia, dove Gandhi ha portato il balletto italiano dopo
decenni di declino. Orgoglioso di essere il primo ballerino italiano […]

Carla Frozi nasce il 20 agosto 1936 a Milano, figlia di Luigi
Fracci, tramista, e Santina Rocca, operaia della Innocent Machinery.

Non pubblico il link all’articolo originale: ne trovate una copia qui su
Archive.is.

Stavolta non si tratta di giornalismo spazzatura, ma di sham news: un
sito che non è una testata giornalistica ed esiste solo per pubblicare
contenuti farlocchi che però attirano lettori e visualizzano pubblicità, sulle
quali il gestore del sito incassa una commissione. Per questo motivo questi
siti non vanno visitati e non vanno pubblicizzati o citati linkandoli
espressamente, neanche per segnalarli con indignazione: così facendo si
farebbe il loro gioco. 

In questo caso, il contenuto sembra essere stato prelevato dal
New York Times
(grazie
Giovanni
per la segnalazione) e tradotto cinofallicamente da qualcuno che ha dettato il
testo. Questo spiegherebbe le storpiature dei cognomi, come Duse/Doose,
Parishnikov/Baryshnikov, Frozi/Frassey/Fracci, e l’incredibile
Innocent Machinery e Gandhi che avrebbe risollevato le sorti del
balletto in Italia (in originale
“where she brought luster to Italian ballet after it had languished for
decades”
).

Il nome di dominio Ufficiospettacoli punto it è intestato ad Auctionity
e ha un recapito francese, secondo i dati di Register.it:

AUCTIONITY
22, Alle Alan Turing

63000 – Clermont-Ferrand (63) fr

fr
+33.972386880
domaines@domraider.com

Jan 6, 2021 3:00:05 PM CET

Jan 6, 2021 3:00:05 PM CET

Il sito prende soldi dalle commissioni pubblicitarie di Amazon e altri siti di
pubblicità, come nota anche il banner che compare nel sito stesso:

L’intero sito è una collezione di articoli-fuffa “scritti” allo stesso modo e
con lo stesso scopo:

La “privacy policy” (pseudolink) del sito rimanda all’indirizzo di mail
powerhayden58@gmail.com, non a una mail aziendale.

La foto del sedicente “Santino Toscano”, autore dell’articolo su “Carla
Frozi”, compare un po’ ovunque su Internet, come rivela una ricerca in Tineye,
e quindi è probabilmente falsa:


Insomma, è il classico sito-spazzatura, con un nome apparentemente
credibile e con contenuti generati alla carlona in modo semiautomatico per
attirare attenzioni col clickbait e produrre guadagni con le
visualizzazioni.

Il fenomeno viene definito a volte sham news, ed è ampiamente
documentato (BBC,
CNBC) come una branca particolare delle fake news: nella
sham news la notizia è vera (a parte le storpiature) e non viene
pubblicata con l’intento di fare disinformazione. Il suo unico scopo è
ottenere visualizzazioni e quindi incassi pubblicitari ragguardevoli.

I siti di sham news sono una piaga di Internet, resa possibile
dall’inadeguatezza dei controlli operati dalle agenzie di pubblicità. Questi
siti rubano il contenuto altrui, diffondono informazioni a volte false o
distorte, e inoltre spesso frodano gli inserzionisti, perché
in molti casi sono costruiti per non essere visti da nessuno (e quindi
la qualità è irrilevante). 

Lo documenta bene la
BBC nel caso del
sito Laredotribune punto com, che a prima vista sembra essere un
normale sito di notizie di una città in Texas, con articoli sugli eventi del
luogo e informazioni sulla muraglia al confine voluta da Donald Trump. 

Ma le notizie non hanno una data di pubblicazione, non ci sono i contatti
della redazione e il sito è lento a causa delle tante pubblicità che
visualizza. Eppure ha 3,7 milioni di page view in un trimestre.
Impressionante, visto che Laredo ha circa 270.000 abitanti. Impressionante e
truffaldino.

Infatti i lettori sono fasulli: sono bot, programmi automatici che
fingono di essere lettori del sito in modo da generare incassi pubblicitari. E
in questa truffa incappano anche marche famose, che si affidano ciecamente ai
grandi gestori di pubblicità, come Amazon e Google, che non controllano
adeguatamente dove finisce la pubblicità pagata dai loro inserzionisti e sulla
quale incassano una commissione (nel caso di Laredotribune punto com,
Google ha dichiarato alla BBC che il sito non viola neppure le sue regole).

Insomma, articoli falsi pubblicati su siti falsi da falsi giornalisti e lette
da falsi lettori per generare incassi veri per i gestori dei siti e degli
spazi pubblicitari. Fregandosene delle conseguenze. Questi sono gli
inquinatori abusivi di Internet: l’equivalente digitale di chi getta nel fiume
i liquami industriali per risparmiare sullo smaltimento.

In generale, se volete segnalare a qualcuno siti come questi, consiglio di non
linkarli direttamente ma di farne una copia permanente su
Archive.is
e far girare il link a quella copia, così il sito non incassa dalle
visualizzazioni.

Truffatori scavalcano le difese informatiche nella maniera più semplice

Anche nelle mie caselle di mail, come in quelle di molti altri utenti, sta arrivando una raffica di messaggi che avvisano di fatture da pagare per prodotti informatici, tipicamente antivirus ma non solo.

Ecco un esempio:

Da: Billing Department amelia hil (ameliahil6987@gmail.com)

Oggetto: AQBR1421GG5#BILL

Hello Prime Customer,

Your yearly Support for NORTON SECURITY has been successfully renewed & restored.

*The debited sum will be reflected within next 24 to 48 hrs on your account record. *

*__PRODUCT INFORMATION_*

……………………………………………………………………………………………………..

Invoice No. : AQBR1421GG5

Product Name : NORTON SECURITY

…………………………………………………………………………………………………………

Order Date : 26TH AUG 2021

Expiration Date : 1 Years From The Date Of Purchase

………………………………………………………………………………………………………..

Amount : $246.027 USD

Payment Method : AUTO RENEW

………………………………………………………………………………………………

* If you wish to claim a REFUND then please feel free to Contact our Billing Department as soon as Possible.*

You can Reach us on +1 – (888) – (353) – (3213)

Regards,

Amelia Hil

Billing Department

La mail è abbastanza chiaramente fraudolenta (basta guardare il mittente, che non è aziendale), ma stranamente non contiene i soliti link da cliccare “per avere maggiori informazioni” che portano a siti-trappola. Include soltanto un numero di telefono da chiamare per chiedere un rimborso o annullamento dell’addebito. Cosa non facile, visto che si tratta di un numero statunitense e bisogna comunicare in inglese.

Il sito Scampulse spiega la tecnica di frode usata dagli autori di questi messaggi: chi chiama il numero viene messo in contatto con un truffatore che si finge impiegato del servizio clienti dell’azienda in questione e poi chiede le coordinate bancarie della vittima con il pretesto di usarle per effettuare il rimborso.

Il truffatore a volte si offre di aiutare la vittima nel procedimento online di rimborso invitandola a installare Anydesk o altre applicazioni di controllo remoto, che il truffatore userà poi per prendere il controllo del computer della vittima e spillarle soldi.

La spavalderia di questi truffatori non conosce limiti e purtroppo fa leva efficacemente sullo stato di ansia e confusione della vittima. In un caso segnalato da Scampulse, per esempio, il truffatore ha detto alla vittima che per procedere al rimborso di 600 dollari in due rate era necessario che la vittima gli desse un accesso al computer. La vittima l’ha dato, malauguratamente, ma contrariamente a quello che ci si potrebbe aspettare ha visto che gli era apparentemente arrivato un rimborso (non un addebito) di 2600 dollari. 

A quel punto il truffatore (che continuava a spacciarsi per un impiegato del servizio clienti) ha finto di avere una crisi di panico e ha detto alla vittima che aveva digitato 2600 al posto di 260 (la prima rata del rimborso) e che questo errore rischiava di costargli il posto di lavoro. Così ha chiesto alla vittima di aiutarlo mandandogli la differenza (duemila dollari) tramite carte regalo digitali, e la vittima per onestà l’ha fatto, visto che aveva ricevuto (in apparenza) più del dovuto, e così ci ha rimesso 2000 dollari e in più si è trovata con il computer violato.

La cosa più semplice da fare, se si riceve una mail di questo genere, è semplicemente cestinarla, senza telefonare (neppure per curiosità), e parlarne a parenti e amici che, non conoscendo queste truffe, potrebbero cascarvi.

BitcoinUp, occhio alle trappole

BitcoinUp, occhio alle trappole

Mi è arrivata una segnalazione (grazie Lorenza) di un messaggio molto sospetto che sta circolando: una notifica che arriva sugli smartphone e secondo la quale il politico italiano Matteo Salvini sarebbe stato ospite di un programma di una rete televisiva italiana (“la trasmissione di
Floris”
, presumo si riferisca a “Dimartedì” su La7, condotto da Giovanni Floris) e avrebbe parlato dei miracoli di questa app basata sui Bitcoin.

Sempre secondo la notifica, il conduttore della trasmissione si sarebbe iscritto all’app come dimostrazione in diretta.

Non mi risulta che sia successo nulla del genere: la notifica fa probabilmente parte dei tanti tentativi di speculare sull’interesse per i bitcoin. 

Alcuni di questi tentativi sconfinano nella truffa e nell’abuso, usando appunto nomi di programmi televisivi o di celebrità senza il loro consenso o addirittura inventando finte pagine di giornale che magnificano le opportunità di guadagno dei loro servizi, come questa falsa pagina di Repubblica che parla di Maria de Filippi, il cui ultimo investimento avrebbe “lasciato gli esperti a bocca aperta e spaventato le banche” (copia permanente su Archive.is):

Di questa tendenza parla anche Marco Cavicchioli in questo video, con molti esempi di finte pagine di giornali che sembrano promuovere servizi legati alle criptovalute.

Finte notizie come queste purtroppo approdano anche su testate giornalistiche reali, come ho raccontato il mese scorso, causando ancora più confusione nei lettori, che si fidano di quello che vedono scritto.

La notifica ricevuta dalla lettrice parla specificamente di un’app denominata BitcoinUp, il cui sito fa promesse mirabolanti (“i nostri algoritmi
di trading stanno generando risultati folli per i nostri clienti […] guadagna potenzialmente fino a $ 1500 il primo
giorno di negoziazione […]”
), ed è interessante leggere quali sono le conseguenze per chi si iscrive a BitcoinUp, secondo il racconto di Lorenza: ha scaricato d’impulso l’app e vi ha inserito nome, cognome e numero di telefono.

“Da
lì sono tempestata di chiamate con prefissi da Romania, Inghilterra,
Svizzera, Germania o Austria, li sto bloccando ma mi arrivano sempre
chiamate con numeri diversi. Ad una ho risposto e hanno riappeso.”

Ora Lorenza non vuole essere più contattata, ma ormai il suo numero è nelle rubriche di altri partecipanti a BitcoinUp.

Posso solo ripetere per l’ennesima volta le raccomandazioni classiche: non bisogna credere a tutto quello che si legge, anche se sarebbe legittimo aspettarsi dalle testate giornalistiche un minimo di controllo in più, e qualunque offerta che vi sembri troppo bella per essere vera probabilmente non è vera. 

Purtroppo le ristrettezze economiche aumentano il desiderio di trovare vie d’uscita, e il valore crescente dei bitcoin attira speculatori e imbroglioni in cerca di vittime vulnerabili. Siate prudenti, e non date i vostri dati al primo che passa.

Piccola storia sui diversamente furbi che comprano i “green pass” falsi

Ultimo aggiornamento: 2021/08/09 9:20.

Matteo Flora ha pubblicato poco fa su Twitter questo suo resoconto dedicato alla vicenda dei “green pass” falsi offerti in vendita online. Leggete l’originale e condividetelo, visto che potrebbe educare qualcuno: lo riporto qui ripulendo alcuni refusi. Il link in fondo porta a uno dei gruppi Telegram citati.

I #GREENPASS FALSI? UNA DOPPIA FRODE! 

Può una truffa essere talmente bella da configurarsi come Arte?
La risposta è sì, e la migliore è quella ai danni dei #NoVax che ha visto la luce nelle scorse ore. 

Come forse sapete i “#NoGreenPass” hanno acquistato a caro prezzo (150€-350€), su gruppi #Telegram
che avete visto su tutti i quotidiani, dei documenti falsi nonostante
fosse palese che i pass NON POTEVANO essere contraffatti.  

Ora si sono aggregati in gruppi di “utenti delusi” quando hanno scoperto
che il FOTTUTO GENIO dietro ai gruppi non può e non vuole (ovviamente)
consegnarli. Scoperto l’inghippo, vogliono indietro i soldi, altrimenti
minacciano di denunciare chi glieli ha venduti.

Ma qui viene il bello: i truffatori ora hanno detto ai clienti che hanno
pagato (con codice fiscale e carta d’identità) che O PAGANO un
riscatto di 350€ in Bitcoin OPPURE diffonderanno i documenti online e
faranno avere i nominativi dei clienti alla Polizia.

È tutto così bello da fare quasi piangere. E non so chi tu sia, impavido
truffatore, ma passa che ti stendo di birre e pacche sulle spalle.

#Darwin vince. Sempre. 😀

go.mgpf.it/3irYKVW

La vicenda ha un seguito:

2021/08/09 9:20

La Polizia Postale ha avviato una retata con perquisizioni e sequestri nei confronti degli amministratori di 32 canali Telegram sui quali venivano asseritamente offerti certificati Covid digitali falsi. “Alcuni di questi canali, come «Green Pass ITA» o «Green Pass Italia Acquisto», contavano migliaia di iscritti (oltre 17mila il primo e 35mila il secondo)” (Open).

Un’altra chiamata dai truffatori del finto “servizio assistenza Microsoft”

Un’altra chiamata dai truffatori del finto “servizio assistenza Microsoft”

Stamattina ho ricevuto l’ennesima chiamata da un truffatore che si è spacciato esplicitamente per un rappresentante di Microsoft e ha cercato di intortarmi dicendo che il mio computer aveva dei problemi. L’ho fatta breve e l’ho avvisato che la chiamata veniva registrata e che ero un giornalista e sapevo che si trattava di un truffatore. Ha insistito lo stesso.

La chiamata proveniva (almeno in apparenza) dal numero britannico 0044 7902542748. La registrazione è qui sotto:

Valgono le solite raccomandazioni:

  • Ricordate che Microsoft non vi chiamerà mai per offrire assistenza
    tecnica non richiesta; è il cliente che deve chiamare se ha bisogno.
  • Diffidate di qualunque telefonata inattesa o di qualunque messaggio
    pop-up inaspettato che compaia sul vostro schermo di computer, tablet o
    telefonini.
  • Non telefonate a eventuali numeri che compaiono negli avvisi e non
    cliccate su inviti a scaricare software o effettuare scansioni del
    vostro dispositivo.
  • Non cedete mai il controllo del vostro computer a terzi se non siete
    in grado di confermare che si tratta di legittimi rappresentanti di
    un’azienda informatica di cui siete già clienti.
  • Se avete il minimo dubbio, prendete nota del nome e del numero della
    persona che vi ha contattato e segnalatelo alle autorità locali.

Ricordo infine che Microsoft ha una pagina apposita, disponibile anche in italiano, nella quale segnalare i dettagli di queste truffe:

https://www.microsoft.com/it-it/concern/scam

Ma attenzione: i captcha della pagina sono un incubo da risolvere. Ho appunto segnalato questo caso a Microsoft, ma alla fine ho dovuto rinunciare perché non riuscivo a decifrare i vari captcha. Tipo questo: due parole separate? Una sola? In che ordine? Questo genere di complicazione fa passare la voglia.

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Come perdere 600.000 dollari grazie a un’app nell’App Store di Apple

Come perdere 600.000 dollari grazie a un’app nell’App Store di Apple

Questo è il vero Trezor.

Secondo quanto riportato dal
Washington Post, un proprietario di criptovalute, Phillipe Christodoulou, afferma di aver
perso circa 600.000 dollari per colpa di un’app presente nel blindatissimo App
Store di Apple.

L’utente ha cercato nello store di Apple un’app per
Trezor, un dispositivo speciale che
custodisce criptovalute (un wallet hardware). Ha trovato l’app, con
tanto di recensioni a cinque stelle, e l’ha scaricata e installata. Poi ha
immesso le proprie credenziali nell’app. In meno di un secondo ha perso 17,1
bitcoin, che all’epoca dei fatti valevano circa 600.000 dollari. Anche altri
utenti hanno lamentato furti analoghi.

L’app, infatti, era una truffa, creata da criminali informatici che hanno
abusato del nome Trezor per rendersi visibili e ingannare gli utenti di questo
dispositivo. Trezor, infatti, non ha un’app ufficiale.

Christodoulou, però, non se la prende soltanto con i ladri informatici:
incolpa Apple di aver contribuito a ingannarlo dandogli un falso senso di
fiducia. Apple, infatti, presenta il suo App Store come un luogo sicuro e
affidabile, nel quale ogni app viene controllata prima di essere messa a
disposizione degli utenti.

L’utente ha segnalato il caso all’FBI e fa notare che Apple incassa dal 15 al
30% sulle vendite delle app e dice che questa commissione serve a finanziare i
controlli. Ma i controlli sono evidentemente meno robusti di quello che viene
dichiarato negli slogan. Apple ha rimosso l’app truffaldina, ma è ricomparsa
subito nello Store.

I controlli vengono aggirati con una tecnica semplice: il creatore dell’app
pubblica nello Store una versione innocua dell’app, che supera le verifiche, e
poi la sostituisce con un’altra versione che contiene la trappola. In questo
caso, inoltre, i truffatori avevano usato apertamente il nome Trezor e
il logo dell’azienda. Apple non se n‘è accorta.

Per evitare questo genere di danno, anche se non siete titolari di grandi
cifre in criptovalute, è sempre consigliabile andare sul sito ufficiale del
produttore di un dispositivo o di un’app e usare il link allo Store
appositamente fornito, invece di cercare alla cieca sullo Store.

 

Fonte aggiuntiva:
Cointelegraph.

Raffica di tentativi di truffa: la finta assistenza Microsoft e il ricatto che arriva dal proprio indirizzo di mail

Raffica di tentativi di truffa: la finta assistenza Microsoft e il ricatto che arriva dal proprio indirizzo di mail

Il Canton Ticino sembra essere preso particolarmente di mira dai truffatori in
questi giorni.

È tornata alla grande la classica truffa telefonica della finta assistenza
Microsoft: la vittima riceve una telefonata da qualcuno che, in inglese, dice
di far parte del servizio di assistenza Microsoft e la avvisa che il suo
computer è infetto. Non è vero, e non si tratta di un tecnico di Microsoft ma
di un truffatore. 

Se la vittima segue le sue istruzioni, il truffatore prenderà il controllo del
suo computer, simulerà problemi inesistenti e solitamente chiederà soldi per
risolverli.

Ne ho parlato tante volte, ma c’è sempre qualcuno che si affaccia
all’informatica per la prima volta, non sa di questa truffa e quindi ci casca
o perlomeno si spaventa, per cui vale la pena di ricordare che la cosa
migliore da fare è chiudere la comunicazione senza seguire le istruzioni di
uno sconosciuto al telefono.

Le chiamate, segnalatemi da numerosi lettori, sembravano provenire da numeri
di telefono esteri: una di quelle che ho ricevuto io proveniva apparentemente
dal numero austriaco 0043 675 000372; altre indicavano come origine un
prefisso 0049 (Germania).

 

Non è l’unica truffa informatica che sta girando: in Canton Ticino molte
persone
segnalano
ai giornali di aver
ricevuto
una mail in tedesco che intima di pagare una cifra in bitcoin altrimenti il
computer verrà infettato. La mail dice inoltre che chi l’ha scritta ha le
prove che la vittima è entrata in siti pornografici. Questo è un esempio:

Da: [nomeutente]@bluemail.ch
A: [nomeutente]@bluemail.ch
Inviati:
Giovedi, 22 Apr, 2021 a 18:32
Oggetto: [nomeutente], 48 Stunden zu
zahlen

Grüß Gott!

Iсh hаbе beоbасhtet Ihr Gerät im Nеtz sеit lаngеr
Zеit und hаbе еs gеknаckt.
Es wаr einfаch für miсh, wеil ich mich dаmit
schon lаnge beschäftigе.

Wann Siе bеsuсhten die pоrnografischе Websеite iсh hаbе angesteсkt Ihr
Computer mit dem Virus, der sichertе mir vоllständigen Zugаng zu Ihr Gerät,
inklusivе diе Kamera, das Mikrofоn, diе Anrufе, die Messenger, zu all dem wаs
gesсhieht am Bildsсhirm, zum Telefоnbuсh, zu Passwоrtеn aller sоzialer
Netzwerken und weiterеs.

Um das Handеln meinеs Virus zu vеrstесken, ich habe gеbastelt ein
sоndеr-Drivеr, updatеd alle еinige Stundеn und daher vоllständig
unnаchwеisbar.

Iсh habe hеrunterladen dаs Vidеo аus Ihrеm Bildschirm und Ihrer Kamеrа
und habe geschnittеn еin Video аuf dem in einem Teil des Bildschirms Siе
masturbiеren und der andеre Teil zeigt ein Pоrno-Video diе Sie gleiсhzеitig
schаuten.

Iсh kаnn sсhiсken jederzeit аllerlеi Daten аus Ihrem Gerät ins Internеt
odеr аn alle jеne, diе stehen аn Ihrer Kоntaktlistе, an dеn Mеssеngеrn оdеr in
sozialen Nеtzwеrken.

Außerdem, ich kann bеreitstellen dеn Zugang zu Ihrеn Mеssengern,
sоzialеn Netzwerken odеr zum E-Mail jеdem bеliеbigеn Mеnsсhеn.

Wenn Siе dies vеrmеiden wollen tun Siе folgеndes.

Überwеisen Sie auf meine Bitсоin-Gеldbörse 1000$.

Adressе mеinеr Bitcоin-Gеldbörse: 1Ba7tJhvpBcTyysXbp6kdQqyNw1pS791Cb

Siе haben 48 Stunden zur Überweisung. Andernfаlls iсh werdе аllеs
Obеnstеhendе dürchfuhren.
Dеr Zeitgеbеr hat gestartеt automаtisсh sofort
nаchdеm Siе den Brief еröffnet hаttеn.
Diе Mеldung über Eröffnung diеsеs
Briefs bеkоmmе ich auсh autоmаtisсh.

Wеnn Siе wissen niсht wie mаn dаs Gеld übеrweist und was ist Bitcoin,
schreiben Siе diе Anfrаgе in Goоgle „Bitcoin kaufen“.

Sоfоrt naсh Erhаlt dеr nоtwеndigen Summе das Systеm wird mich
аutomatisch bеnасhrichtigen und wird anbiеtеn aus mеinen Sеrvеrn аlle von
Ihnеn еrhаltenе Daten zu löschen.

Und ich werdе dаs Lösсhen bestätigеn.

Bеschwerdеn Sie siсh nirgеndwо – meinе Geldbörse kann niсht nachgefolgt
werden und der E-Mail аus dem dеr Briеf wurde gеschiсkt wird еrstellt
autоmatisch und es ist sinnlos miсh еtwas zu sсhreiben.
Solltеn Siе
diеsen Brief irgеndjemandеm tеilеn wollеn, dаs System wird diе Anfrage аuf die
Sеrver аutomatisch schiсken und diеse werden Ihrе Datеn in sоzialen Nеtzwеrkеn
veröffеntlichеn. Außеrdеm, dеr Wесhsel von Pаsswortеn in sоziаlеn Netzwеrken,
von E-Mail und аm Gerät wird Siе nicht hеlfen, wеil аllе Datеn sind bеreits
herunterladen am Clustеr mеinеr Server.

Iсh wünsche Sie viel Glüсk und tun Sie keinen Blödsinn.

Si tratta di un bluff, ma chi lo riceve rimane scosso dal fatto che la mail
proviene dal suo stesso indirizzo di posta. In realtà falsificare il mittente
è un vecchio trucco dei truffatori e non vuol dire affatto che i criminali
sono entrati nella casella di mail della vittima. È sufficiente cancellare la
mail senza rispondere e seguire le
raccomandazioni
della Polizia Cantonale pubblicate da varie
testate.

Fra l’altro, possiamo
vedere
come stanno andando gli affari del truffatore guardando i movimenti del
wallet citato: finora decisamente maluccio, visto che contiene zero
transazioni.

La TV svizzera cerca testimonianze di reati informatici, dal bullismo al sexting alle truffe

La TV svizzera cerca testimonianze di reati informatici, dal bullismo al sexting alle truffe

Il programma Patti Chiari della Radiotelevisione Svizzera di lingua
italiana sta cercando testimonianze di persone (studenti, ma anche adulti) che
sono state vittime di cyberbullismo e di altri reati online (adescamenti,
cybertruffe, reati finanziari, pornografia vietata, sexting, eccetera) per un
servizio dedicato a queste tematiche.

È disponibile la tutela dell’anonimato per chi la desidera.

Se potete dare una mano, perché siete vittime o conoscete vittime di queste
situazioni, leggete la
pagina apposita di Patti Chiari
e il
post su Facebook
della trasmissione. Non mandate le vostre testimonianze o segnalazioni a me, per favore: contattate direttamente la redazione del programma.