Internet italiana bloccata da virus, dice il TG5
Questo articolo vi arriva grazie alle gentili
donazioni
di “frac” e “marco”. L’articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione
iniziale.
Il TG5 di stasera ha riportato una notizia informatica decisamente curiosa.
Potete rivedere il servizio di Lella Confalonieri
qui, ma vi trascrivo il testo qui sotto. Il titolo un tantinello allarmistico è
“Internet: epidemia”.
Avete presente le autostrade durante i periodi di vacanza? Tante macchine
tutte in fila e nessuno che si muove di un centimetro? Ebbene, questa è la
situazione che si sta verificando in questi giorni nella grande autostrada
della rete Internet italiana. Collegamenti impossibili, posta elettronica
difficile da inviare. Insomma, tutti fermi. Un fenomeno solo italiano, a
quanto pare, dovuto a file cattivi che stanno infestando i computer nostrani.
Spyware, programmi che si infiltrano e spiano le abitudini, malaware [sic] che
provocano danni, o adware che ci inondano di pubblicità non desiderata. Sono
parenti dei virus più aggressivi, e l’infezione si trasmette proprio navigando
in Rete. Scaricando programmi che sembrano innocui, si installano sul computer
anche quelli dannosi, e così i programmi da una sola postazione riescono a
moltiplicare all’infinito gli accessi alla Rete, e il sistema va in tilt. Il
problema è così sentito che Telecom, gestore di importanti server italiani, ha
istituito un numero, 19122, che fornisce soluzioni tecniche adeguate, che poi
sono sempre le stesse: un buon antivirus, da lanciare di tanto in tanto,
giusto per fare un po’ di pulizia.
In altre parole, il TG5 dice che c’è un problema dovuto a
“file cattivi” (complimenti per la
terminologia rigorosa e non ambigua), però non dice quali sono, non dice quali
sistemi operativi sono colpiti, fornisce indicazioni contraddittorie sul
metodo d’infezione (ci si infetta già soltanto navigando in Rete o bisogna
anche scaricare dei
“programmi che sembrano innocui”?), e
non dice nulla di sensato sulle contromisure da prendere: anzi, fornisce anche
un consiglio irresponsabile come usare l’antivirus solo
“di tanto in tanto”. Un po’ come dire
“la cintura di sicurezza? basta usarla di tanto in tanto”. Il preservativo per i rapporti a rischio? Idem, è sufficiente usarlo solo
“di tanto in tanto”.
Saranno contenti gli addetti al
call center di Telecom, che si
troveranno inondati di chiamate grazie a un servizio di telegiornale che
semina soltanto panico insensato senza fornire alcuna indicazione utile, ma
anzi rifilando ad altri il pacco di spiegare agli utenti cosa fare.
Sto cercando di capire cosa può aver scatenato questa crisi di
Paneraite. Dalla Svizzera, purtroppo, non posso chiamare il 19122. Questo
articolo di Punto Informatico
sembra gettare un po’ di luce sulla questione: sarebbero sovraccarichi i
server DNS di vari provider italiani, a causa dei numerosissimi computer
infettati che stanno diffondendo spam. Può darsi che c’entri l’ondata di
tentativi d’infezione lanciata nei giorni scorsi con la falsa
e-mail di diffida dell’avvocato.
Il rimedio, sempre stando all’articolo di Punto Informatico, consiste almeno
in parte in una modifica delle impostazioni del DNS nel proprio computer, che
Alice.it dovrebbe pubblicare a breve nell’ambito di
istruzioni per mitigare il problema.
Se sapete qualcosa, scrivetemi o lasciate un commento.
Aggiornamento (22:40)
Stando alle informazioni scovate da un lettore (grazie Maurizio), il TG5 ha
tralasciato di specificare un dato importante: il servizio al numero 19122 è
attivo soltanto dalle 8 alle 18.30, per cui è inutile chiamarlo adesso.
Maurizio segnala anche che
Repubblica ha pubblicato un
articolo
insolitamente accurato (visti i precedenti bufalini della testata, ma la mano
felice di Alessandro Longo fa la differenza) che spiega come modificare le
impostazioni di DNS (per gli utenti Windows; quelli Mac e Linux si devono
arrangiare) e dal quale il TG5 ha pescato a piene mani espressioni come
“file cattivi” e paragoni
autostradali, omettendo invece la sostanza: cambiando i settaggi del DNS,
Internet riprende a funzionare. Se poi usate Windows, dovete inoltre
controllare le condizioni del vostro computer usando non solo un antivirus, ma
anche un antispyware, per eliminare eventuali infezioni.
Aggiornamento (2006/12/13 10:30)
I commenti qui sotto segnalano delle informazioni tecniche pubblicate da
Telecom Italia presso www.helpadsl.it: si
parla di
“notevole diffusione di spyware o adware il cui effetto si manifesta nella
possibile difficoltà di connessione e nel saltuario sovraccarico dei sistemi
DNS dei vari Internet Service Provider.”
La soluzione è il cambio delle impostazioni di DNS descritto sul sito,
seguendo le istruzioni fornite per Windows, Mac OS e Linux. I DNS indicati,
tuttavia, sono presumibilmente riservati ai clienti Telecom: gli altri possono
appoggiarsi agli OpenDNS citati da Repubblica.








