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Svelato il più grande segreto della NASA; raduno Star Trek

Svelato il più grande segreto della NASA; raduno Star Trek

Finalmente spiegato in dettaglio come funzionano i gabinetti a bordo della Stazione Spaziale Internazionale. Come si fa quando non c’è la gravità a far scendere quello che deve scendere? Ci vuole un gabinetto speciale, con funzioni aspiranti (e relativi adattatori per maschietti e femminucce), e bisogna imparare a usarlo leggendo attentamente le procedure e facendo prove a terra, sia con un esemplare funzionante sia con un simulatore.

Il simulatore, in particolare, è molto, molto importante, perché spiega un concetto fondamentale dell’evacuazione siderale: l’allineamento preciso è indispensabile. Il foro del water della Stazione è molto più piccolo di quello di un gabinetto normale, perché è dotato di un sistema aspirante e un foro grande produrrebbe un effetto ventosa molto rischioso. Di conseguenza, la parte anatomica va collocata con precisione in modo da combaciare con il foro, altrimenti i risultati possono essere poco piacevoli.

Per aiutare gli astronauti ad imparare questo vero e proprio rendezvous orbitale si usa appunto un simulatore, che è dotato – non sto scherzando – di una telecamera che guarda in su e permette all’astronauta di sapere se l’allineamento è corretto, grazie all’immagine delle sue terga che gli viene presentata su un monitor che gli sta di fronte. Naturalmente è piuttosto importante non confondersi fra simulatore e gabinetto vero.

Andare nello spazio dev’essere un’esperienza davvero ridimensionante. Credo sia difficile darsi delle arie dopo aver visto il mondo intero scorrere sotto i propri occhi, il sottile velo dell’atmosfera che ci protegge, l’avvicendarsi di alba e tramonto ogni novanta minuti e il centro del proprio deretano sul monitor.

A proposito di astronauti: Umberto Guidoni sarà ospite della Sticcon, un raduno italiano dei fan di Star Trek e di tutta la fantascienza che si terrà dal 20 al 23 maggio a Bellaria (Rimini). Ci sarò anch’io, nel ruolo di fan e interprete per gli attori ospiti: Kate Mulgrew (il capitano Janeway di Star Trek: Voyager) e Sukie Plakson (K’ehleyr e altri ruoli in Star Trek: The Next Generation e Enterprise).

Ci saranno anche varie conferenze scientifiche, una delle quali sarà opera mia: l’esplorazione dei dubbi sugli sbarchi lunari e delle teorie di complotto, con le relative risposte. Presenterò il mio libro “Luna? Sì, ci siamo andati!”, che sarà disponibile in edizione interamente a colori. Se vi interessano i dettagli della Sticcon, li trovate qui. Chi non avesse tempo o voglia di iscriversi alla manifestazione può comunque avere il libro: basta che mi contatti via mail e passi dal Centro Congressi di Bellaria durante il raduno.

Dibattito sull’11/9 a Milano: dopo nove anni, finalmente un faccia a faccia con i sostenitori delle teorie alternative

Dibattito sull’11/9 a Milano: dopo nove anni, finalmente un faccia a faccia con i sostenitori delle teorie alternative

L’articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale. Ultimo
aggiornamento: 2010/09/23.

Nota: prima di proporre domande sull’11/9 nei commenti, siete invitati
a consultare le FAQ di
Undicisettembre.info per
controllare se i vostri dubbi non abbiano già ricevuto una risposta.

Credit: Rodri.

Il confronto di ieri pomeriggio con Tom Bosco sulle teorie alternative
riguardanti gli attentati dell’11 settembre 2001 è, credo, perfettamente
riassunto da questa foto. Un confronto sereno, senza incazzature di nessuno
(tranne una singola persona del pubblico che è stata subito zittita dal
pubblico stesso ancor prima che dagli organizzatori), gestito con rigore dai
responsabili del David Icke Meetup alla Libreria Esoterica di Milano, nel
quale per la prima volta si sono trovati a confrontarsi un “complottista” (Tom
Bosco, di Nexus Italia) e un “debunker” (il sottoscritto, in rappresentanza
del Gruppo Undicisettembre).

Bosco ha esposto le sue considerazioni per 45 minuti e io ho presentato le mie
per altrettanti. Poi c’è stato uno spazio di rispettiva replica e infine un
amplissimo spazio per le domande del pubblico, decisamente numeroso (la sala da
140 posti era stracolma). E come si vede appunto dalla foto, quest’ultima parte
è stata rilassata e molto informale: più una chiacchierata fra persone con
opinioni differenti che un dibattito formale. Gli organizzatori mi hanno anche
portato un po’ di focaccia.

Del resto, ormai l’11 settembre è storia: recente, ma storia. C’è un’intera
generazione di adolescenti che non ne ha il minimo ricordo in termini di
cronaca. Lo si può osservare con un certo distacco, se si riesce a non pensare
ai suoi orrori e a focalizzarsi sui suoi aspetti tecnici e investigativi. I suoi
protagonisti politici (Bush, Cheney, Rumsfeld) sono stati sconfitti sia dal
disastro delle guerre in Afghanistan e in Iraq, sia dagli elettori americani. Le
conseguenze totalitarie dell’11/9 che venivano paventate dai sostenitori delle
teorie alternative – quelle che avrebbero motivato una macchinazione così
colossale con migliaia di partecipanti – non si sono verificate. Non si è
formato il superstato americano fascista che doveva eliminare i cittadini
americani oppositori (da tumulare in
500.000 bare di plastica
gestite dalla FEMA in
campi di concentramento
dopo esecuzioni con
35.000 ghigliottine, come annunciavano anche i nostrani
Comedonchisciotte,
Pino Cabras
e StampaLibera). La Pax
Americana, il Nuovo Ordine Mondiale, non si sono visti: abbiamo invece lo Stesso
Caos di Sempre. E questo mina alla base le tesi alternative.

Certo, abbiamo avuto una serie di leggi liberticide, di abusi e di violazioni
oscene delle libertà individuali, negli Stati Uniti e altrove, fatte passare con
la giustificazione della lotta al terrorismo. Ma di questo i “complottisti” non
si sono occupati, troppo presi a teorizzare Torri Gemelle minate di nascosto e
missili travestiti da aerei al Pentagono. Anzi, le loro tesi fantastiche e
incoerenti hanno fatto il gioco dell’avversario, distraendo l’opinione pubblica
e ostacolando il dibattito politico: ogni volta che qualcuno protestava contro
il Patriot Act e le altre porcate, era facile zittirlo dicendo
“Lei sarà mica un complottista?” fra le risate del pubblico.

Questa è stata, insomma, l’atmosfera dell’incontro di ieri, che è
il primo in nove anni. Nessun sostenitore delle tesi alternative, in
tutti questi anni, aveva mai voluto un dibattito alla pari. Tante volte erano
stati invitati Giulietto Chiesa, Maurizio Blondet e Massimo Mazzucco, ma in ogni
occasione era stato opposto uno sdegnoso rifiuto (qui ne trovate un paio di esempi). Anche quando a Lugano era stato organizzato un
incontro, nel 2008, con esperti qualificati (l’ex capo dei servizi di sicurezza
svizzeri, un pilota di linea, un ingegnere civile), nessuno dei sostenitori
delle tesi alternative aveva voluto partecipare.

Vi racconterò man mano i dettagli dell’incontro, ma credo che questo sia il
risultato più importante: finalmente, dopo nove anni, c’è stato un faccia a
faccia.

Gli antefatti

L’incontro è nato quasi per caso. Qualche giorno fa ho ricevuto una mail dal
David Icke Meetup nel quale si annunciava un convegno, presso la Libreria
Esoterica di via dell’Unione a Milano, che avrebbe affrontato il tema dell’11
settembre in occasione dell’anniversario degli attentati. Ho risposto che
ringraziavo per l’invito, ma che assistere come pubblico sinceramente non mi
interessava; come relatore, invece, avrei partecipato volentieri.

La mia risposta era più che altro una battuta, visto che in nove anni mai
nessuno aveva accettato il dibattito alla pari, ma sono stato piacevolmente
preso in parola. Mi è stato offerto un tempo pari a quello di Tom Bosco per
presentare una relazione e uno spazio per la replica e per le domande e risposte
del pubblico, ed è stato confermato il permesso di riprendere l’incontro a
condizione che non venisse ripreso il pubblico (salvo coloro che di volta in
volta ponevano le domande). Così ho accettato l’invito e ripreso in mano i
cinquecento giga di documenti sull’11 settembre accumulati in questi anni grazie
al lavoro dei miei colleghi del
Gruppo Undicisettembre. Dati che,
confesso, ormai ho lasciato un po’ in disparte perché mi sto occupando di altri
argomenti molto meno macabri e per questo mi scuso per le imprecisioni in quello
che ho detto.

A proposito di argomenti meno macabri: durante un pranzo veloce in compagnia di
amici (che ringrazio ancora per l’ospitalità) ho saputo che il mitico Vibravito,
sostenitore delle
“scie chimiche” e
protagonista di un
epico incontro-intervista, è stato incluso nella
lista dei disinformatori
(schermata qui accanto),
“individui che, nascosti da nickname, sono attivi 24 su 24 in azioni di
stalking, discredito, diffamazione, difffusione

[sic] di dati personali, reato di favoreggiamento (art. 378 c.p.). Il tutto al riparo da qualsivoglia problema legale poiché coperti da
frange occulte dello Stato.”

La lista include anche uno degli organizzatori dell’incontro di oggi. Che
magnifico esempio di paranoia che si avvolge su se stessa fino a strozzarsi.
Tutti fanno parte del complotto.

Di questo passo, fuori dal complotto ci sarà una sola persona al mondo. O
meglio, una persona sola.

Aggiornamento 2010/09/23. Vibravito è stato rimosso dalla
lista dei “disinformatori”, ma di questo grande momento serbo commosso ricordo
in questa schermata (qui
trovate anche il freeze della pagina, gentilmente fornito da Biolca):

Problemi tecnici

L’allestimento dell’incontro è stato perseguitato da una serie di problemi
tecnici. Per motivi sconosciuti, il mio Mac emetteva disturbi che entravano nei
radiomicrofoni. Ho spento Wifi e Bluetooth, ma invano. Poi ci siamo accorti che
il mio laptop disturbava solo quando era collegato all’alimentazione elettrica,
per cui è stato necessario usare solo l’alimentazione a batterie.

Per evitare il rischio che mi morisse la batteria durante la mia presentazione,
ho dovuto quindi lasciarlo in standby mentre Bosco parlava, invece di riordinare
i file sequenzialmente per rispondere alle sue tesi in modo lineare, e non ho
potuto raccogliere al volo tanti dati che in realtà avevo a portata di disco.
Inoltre il laptop non era davanti a me, ma spostato di lato (come quello usato
da Bosco; li vedete nella foto a inizio articolo), per cui non era facile per
nessuno dei due gestire la presentazione.

Per lo stesso problema di rischio interferenze non ho usato i miei
radiomicrofoni, per cui l’audio nella videoregistrazione (che sto riversando per
la pubblicazione) è un po’ sporco. Di meglio, in quelle condizioni, non si
poteva fare.

Invocate le attenuanti generiche, procedo con il racconto.

Preliminari

Prima del dibattito vero e proprio, gli organizzatori hanno presentato uno
spezzone di September Clues, un video circolante su Youtube che afferma
che le dirette televisive degli attacchi alle Torri Gemelle furono falsificate
usando sofisticatissimi trucchi (che però l’autore del video è stato così bravo
da smascherare). Includo qui un
link alla registrazione di
questa parte dell’incontro per completezza, anche se è abbastanza noiosa e
aggiunge poco (a parte qualche ulteriore artefatto di compressione) al video
originale.

Il dibattito vero e proprio

Credit: Rodri.

Tom Bosco ha fatto una presentazione che uno dei miei colleghi del gruppo
Undicisettembre ha eloquentemente definito “paleocomplottismo”: tesi
vecchie di anni, senza alcun accenno alle idee più recenti circolanti
sull’argomento. Io ho preso appunti su un paio di fogli e li ho usati poi come
canovaccio per la mia relazione, rispondendo alle affermazioni fatte da Bosco
con dati tecnici e un po’ di logica.

La relazione di Bosco ha messo insieme una serie di affermazioni che sembrano
evocare grandi enigmi ma si spiegano molto facilmente se si presentano tutti i
fatti e si contraddicono a vicenda. Per esempio, Bosco ha parlato di rumori di
esplosioni alle Torri Gemelle e poi ha riferito delle ipotesi sull’uso della
termite per demolire le Torri. Ma la termite non produce esplosioni. Poi ha
parlato di automobili misteriosamente incendiatesi a isolati di distanza dalle
Torri: ma è un effetto che non è riconducibile né ad esplosivi né alla termite.
Allora le Torri Gemelle sono state demolite con l’esplosivo, con la termite o
con una terza tecnica imprecisata? Non viene chiarito. Alla fine, dalla lunga
serie di affermazioni fatte da Bosco non è emersa una spiegazione alternativa
dell’11 settembre, ma solo un misto incoerente di ipotesi senza un filo logico e
spesso in diretto contrasto fra loro.

Ho iniziato a caricare su Youtube alcuni spezzoni (uno, due,
tre) delle mie riprese
e di quelle fornite da uno spettatore, ma ho pochissimo tempo per proseguire e
vedo che Vibravito ha pubblicato una buona registrazione, per cui lascio perdere
e linko direttamente i suoi video, elencando i punti salienti affrontati.

  • 01,
    02,
    03,
    04: Relazione di
    Tom Bosco.
    01: mancata intercettazione; Osama bin Laden non ricercato dall’FBI
    per l’11/9; secondo aereo al WTC scuro e senza finestrini; libri di Meyssan;
    rottami assenti sul prato del Pentagono; fori troppo piccoli;
    “tre ali” dell’edificio attraversate dall’aereo al Pentagono.
    02: aereo “vaporizzato” al Pentagono; libro “Il complotto” di
    Dasquié e Guisnel; documentari Fahrenheit 9/11 e
    In Plane Site; libri di Blondet; Luogocomune; esplosioni nelle Torri
    nelle dirette TV; crollo WTC7 non citato nel rapporto della Commissione
    11/9; annuncio BBC anticipato del crollo del WTC7; kerosene che avrebbe fuso
    le travi; crollo a velocità di caduta libera in circa 10 secondi; William
    Rodriguez eroe in disgrazia.
    03: Rodriguez non compare nel rapporto della Commissione; elenco di
    “testimoni dell’11 settembre morti in circostanze misteriose”; sbuffi
    di esplosioni al WTC; energia insufficiente per sparare i detriti; 
    “polverizzazione” dei detriti in “nanoparticelle”; sbuffi di
    esplosioni; donna visibile nella breccia d’impatto al WTC; crollo del WTC7;
    tre edifici su tre crollano con la stessa dinamica; architetti e ingegneri
    pro-complotto; altre associazioni di pompieri, piloti, avvocati, militari
    pro-complotto; richiesta di riapertura delle indagini.
    04: aerei al WTC non manovrabili oltre i 660 km/h; Jesse Ventura,
    Charlie Sheen e altri pro-complotto; Cossiga pro-complotto; immagini di
    acciaio che fonde a fontana nel WTC fusa dalla termite; 6 settimane dopo i
    crolli c’erano ancora zone calde sotto le macerie, con foto di materiale
    “fuso”; la termite brucia per settimane; foto della colonna tagliata in
    diagonale “dovrebbe aver già chiuso ogni discussione”; travi piegate
    impossibili; acciaio portato via in tutta fretta; meteorite (“blocco di cemento ed acciaio fusi insieme”); schedario integro; auto incendiate intorno al WTC e a chilometri di
    distanza.
  • 05: Conclusione di
    Bosco e inizio della mia relazione.
    Bosco: ancora le auto bruciate; lamiera ossidata improvvisamente; travi
    portanti delle Torri che “sembrano quasi dissolversi per aria”; Kurt
    Sonnenfeld, fotografo FEMA ora perseguitato dice di avere prove filmate
    contro la “versione ufficiale”.
    Mia relazione: i documenti su cui lavorare (otto inchieste, oltre 12.000
    pagine, indagini giornalistiche); è sbagliato parlare di “versione
    ufficiale”; il Rapporto della Commissione è “un bigino” rispetto ai
    rapporti ufficiali; riforma delle norme edilizie in seguito all’11/9.
  • 06,
    07,
    08,
    09: Proseguimento
    della mia relazione.
    06:

    Letteratura tecnica di specialisti strutturali italiani che lavorano sulla
    base dei dati dell’11/9; Richard Gage, leader degli architetti e ingegneri
    pro-complotto, ha progettato al massimo una palestra; video degli impatti e
    dell’avvicinamento degli aerei; Tom Bosco pubblicò la teoria del “pod”, oggi
    scomparsa; la “versione ufficiale” non ha mai parlato di fusione
    dell’acciaio al WTC; esempi di strutture in acciaio crollate per incendio e
    Windsor Tower di Madrid; incidente al grattacielo Pirelli; l’obbligo di
    protezione antincendio dimostra che l’acciaio è vulnerabile agli incendi;
    grafico di temperatura e video di un incendio domestico.
    07: immagini del cedimento dei solai e delle facciate al WTC e
    spiegazione della dinamica dei crolli; tempi di crollo reali documentati dai
    video; foto che dimostrano che il crollo non fu in caduta libera; colonne
    centrali ancora in piedi dopo il crollo; spiegazione della colonna tagliata
    in diagonale; la termite non è usata nelle demolizioni e non taglia
    istantaneamente; rumore di una vera demolizione controllata, assente nei
    video dei crolli; impossibilità fisica di collocare esplosivi sulle colonne
    delle facciate, che erano a vista.
    08: Jones e la termite applicata a pennello; limitarsi a guardare un
    video su Youtube non è un metodo d’indagine seria; dirette integrali
    disponibili su Archive.org; intercettazione e schema di dirottamento
    standard pre-11/9; spegnimento dei transponder sugli aerei dirottati; il
    volo Delta 1989;
    confronto
    con aereo della Helios caduto in Grecia con F-16 che lo cercavano; l’aereo
    di Payne Stewart disperso per
    oltre un’ora; Osama bin Laden non ricercato dall’FBI per l’11/9 per ragioni puramente
    procedurali, e l’FBI conferma che
    non ha dubbi in proposito; piloti USA hanno taglia di 2 milioni di dollari;
    bin Laden è ricercato per l’11/9
    dal sito Rewards for Justice del Dipartimento di Stato USA; geografia
    del Pentagono, che è sorvolabile; lampioni abbattuti su una fascia larga 26
    metri; testimoni al Pentagono; manipolazione di Mazzucco delle dichiarazioni
    di Mike Walter.
    09: immagini dei rottami sul prato del Pentagono; libro
    Firefight scritto dai pompieri; immagini dei cadaveri all’interno del
    Pentagono; a cosa sarebbe servito tutto questo complotto; intemperanza di un
    membro del pubblico; come si fa a garantire un’omertà collettiva perfetta;
    mancanza di uno scenario coerente nelle ipotesi alternative; se vogliamo
    riaprire le indagini, a chi le facciamo fare?; Steven Jones e il meteorite
    “fuso”, che però contiene carta; acciaio non portato via in tutta fretta, ma
    in realtà ancora all’Hangar 17 dell’aeroporto JFK; carrello a discesa
    automatica secondo Meyssan (Bosco conferma che “è una cazzata”).
  • 10: conclusione
    della mia relazione. Replica di Bosco e inizio della mia replica.
  • 11: conclusione
    della mia replica e inizio delle domande del pubblico.
  • 12,
    13,
    14,
    15,
    16,
    17,
    18,
    19,
    20,
    21: domande del
    pubblico a Bosco e a me.
    13: Il video del “sosia” di Osama bin Laden (discussione); membro del
    pubblico: “io ho perso un sacco di amici per questa storia”; non
    vogliamo farci fregare né dai governi né dai complottisti contaballe; sono
    diventato complottista; video del “sosia” di bin Laden; Se c’è questa
    cospirazione per ammazzare chi osa rivelare troppo, perché Mazzucco e i
    complottisti sono ancora vivi?; perché si inventano queste cose (Meyssan e i
    suoi guadagni sui libri); numero “troppo basso” di vittime.
    14: Scelta dell’orario degli attentati per massima copertura
    mediatica; differenza fra carico statico e carico dinamico e loro
    comportamento; confronto fra valanghe e ritardo di un secondo per piano
    durante il crollo; Intervento dell’amministratore del forum Nexus, contento
    di aver visto un confronto aperto, chiede se è possibile che vengano fatti
    altri confronti su altri temi, piena apertura da parte mia, plauso dal
    pubblico; mia segnalazione delle vere zone grigie dell’11/9 (per esempio i
    dischi rigidi contenenti dati finanziari e transazioni insolite recuperati
    ma mai più discussi, salubrità dell’aria dopo i crolli, aggiornamento norme
    edilizie sulla sicurezza degli edifici e dei grattacieli); domanda a Bosco
    di uno spettatore perplesso su inconsistenze delle teorie alternative;
    sei-sette dirottatori sarebbero ancora vivi e avrebbero fatto denuncia al
    governo.
    15: Il volo UA93 sarebbe atterrato altrove; intervento di uno
    spettatore sulla continua presenza di complotti e sulle transazioni
    finanziarie avvenute prima dei crolli; il moderatore parla delle grosse
    operazioni “short” al ribasso effettuate, io rispondo citando le indagini
    dell’FBI in proposito; sottolineo la strategia di sviare l’attenzione del
    pubblico con complotti insensati per farne altri indisturbati; rispondo alla
    tesi dei dirottatori ancora vivi (allora perché non vengono intervistati?);
    intervento di uno spettatore sulla psicologia del complotto e su chi
    dovrebbe fare una nuova indagine.
    16: Spiegazione della tesi del Project for a New American Century
    (parla di innovazione tecnologica nelle forze armate); bilancio delle cose
    coerenti nella spiegazione comunemente accettata e nelle spiegazioni
    alternative; intervento del moderatore a dire che i politici in America sono
    cambiati, ma i banchieri sono gli stessi; intervento riguardante la
    trasmissione RAI in cui tre piloti Alitalia dissero che le manovre furono
    difficili; Bosco sottolinea l’incapacità dei dirottatori di fare le manovre;
    accenno all’effetto suolo; rispondo sottolineando che Mazzucco ha accelerato
    circa 10 volte l’animazione dell’NTSB che ricostruisce la manovra dell’aereo
    sul Pentagono per farla sembrare impossibile; Bosco dice che c’è una collina
    vicino al Pentagono e uno spettatore risponde che ha personalmente misurato
    la collinetta, ridimensionandone l’importanza.
    17: Sottolineo che la massima sollecitazione dell’aereo sul Pentagono
    era entro i limiti strutturali (circa 2 g), quindi la manovra non era
    impossibile; uno spettatore precisa che i dirottatori presero certificazioni
    per pilotare gli aerei; l’effetto suolo sugli aerei di linea è
    controllabile; giustificazione sulle automobili incendiate; accenno al
    deposito di munizioni del WTC-5, in cui vi era un poligono di tiro, come
    possibile causa dei rumori interpretati come esplosioni.
    18: Intervento di uno spettatore: i trucchi nell’illusionismo non
    visibili; chi ha guadagnato sull’11 settembre; testimoni sui complotti in
    Italia: Ustica, Moro eccetera. Dico che il paragone non regge, perché
    “[Ustica] è avvenuta senza testimoni […] Ristrettissimo numero di
    persone che ha visto”
    , nell’11 settembre invece ci sono moltissimi testimoni; si dice che Bush
    fu preavvisato, io preciso che se il Presidential Daily Briefing parla di
    terroristi in ingresso, allora tutte le altre teorie non hanno senso; i
    complotti semplici sono quelli che possono riuscire; intervento di una
    persona che si dichiara testimone di Ustica (Guglielmo Sinigaglia).
    19: Seguito dell’intervento di Sinigaglia; dico che l’11/9 è comunque
    avvenuto in mezzo civili, non in una zona ristretta e controllata; segnalo
    che la “dimostrazione” di Richard Gage (AE911Truth) sull’impossibilità del
    crollo delle Torri Gemelle viene fatta con scatole di cartone; dibattito
    sull’uso di termini come “debunker”, “complottista” e altre etichette.
    20: Uno spettatore cita Frank de Martini, che diceva che le Torri
    Gemelle non potevano crollare, lo definisce progettista del WTC, e dice che
    solo in dodici video su quaranta si vede il secondo aereo sulle Twin Towers;
    rispondo che de Martini era costruttore/esecutore, non progettista, ed è
    morto nel crollo ed avvisava che le Torri stavano cedendo; presenza di
    testimoni che parlano dell’arrivo del primo e del secondo aereo; la
    giornalista della BBC che annunciò in anticipo il crollo del WTC7.
    21: Uno spettatore cita i famigliari delle vittime ancora alla
    ricerca di risposte, senza che il governo aiuti a trovare risposte; rispondo
    spiegando che i meccanismi psicologici dei famigliari delle vittime cercano
    grandi spiegazioni per grandi tragedie e che i rapporti tecnici da 12 mila
    pagine sono una risposta alle domande poste; intervento conclusivo di una
    spettatrice che dice che la figlia ha fotografato il secondo aereo che si
    schiantava (a dibattito terminato vengono mostrate le foto della
    spettatrice, in cui però non si vede alcun aereo).

Ringrazio Claudio F. per l’aiuto nella catalogazione. Un’altra serie di video è
pubblicata su Youtube da
0MikYkiM0. Ines Bee ha
pubblicato su Flickr una serie di
foto del dibattito.

Tom Bosco ha pubblicato un suo
resoconto
dell’incontro. Consiglio di leggerlo, per farsi un’idea dell’approccio di Bosco,
e segnalo solo una inesattezza che mi viene attribuita: nella mia relazione non
ho affatto detto che
“è tutto lì, nel sacro testo, il Rapporto della Commissione sui fatti dell’11
settembre”
. Al contrario, ho detto chiaramente che il Rapporto è soltanto un bigino
riassuntivo rispetto al monumentale lavoro di documentazione tecnica delle otto
inchieste.

Se poi Bosco preferisce fidarsi di un approccio “olistico” (qualunque cosa sia)
e dei discorsi di un teologo (Griffin) invece che degli esperti (compresi quelli
italiani), è una sua scelta. Io, se devo farmi operare, vado da un chirurgo, non
da un teologo. Se devo sapere come cadono i grattacieli, vado da uno
strutturista o da un vigile del fuoco, non da un fotografo.

Noto inoltre che Bosco non menziona la sua ammissione, durante il dibattito, che
Thierry Meyssan, considerato uno dei massimi sostenitori delle teorie
alternative e da lui citato, ha scritto una scemenza monumentale nel suo libro
quando ha affermato che il carrello degli aerei di linea scende automaticamente
e quindi al Pentagono dovrebbero esserci i solchi nel prato (i dettagli della
bufala e dei suoi sostenitori
sono qui).

Né menziona che la foto della colonna del WTC tagliata, esibita da lui come
prova schiacciante della demolizione controllata, si è rivelata essere in realtà
un’immagine di una colonna tagliata dai soccorritori
dopo il crollo.

Bosco glissa anche sulle sue affermazioni di presunti misteri intorno alle auto
bruciate che si trovavano a chilometri di distanza dalle Torri e sul fatto che
gli ho fatto notare che quelle auto distrutte erano state portate lì dai
soccorritori per sgomberarle dall’area del WTC. Lo si nota dal fatto che erano
accatastate alla rinfusa anziché parcheggiate.

Non dice nulla sul fatto di aver pubblicato, anni fa su Nexus (dove è tuttora
presente, in forma monca), la teoria del “pod” appeso sotto uno degli aerei che colpirono le
Torri Gemelle, “pod” che si rivelò essere semplicemente il
vano del carrello. Scrisse Bosco:
“Ora, fate caso alla pancia del velivolo: si nota benissimo una sorta di
“pod”, un congegno di qualche genere che in un aereo di linea non dovrebbe
assolutamente esserci.”

E meno male che dice di essere un pilota d’aereo.

Alla fine, comunque, è inutile porre la questione in termini di
“i miei esperti sono più esperti dei tuoi” o (come fa Bosco) di
“gli esperti possono sbagliare”: la fisica non guarda in faccia nessuno e
i dubbi si risolvono con una prova pratica.
Avete una tesi? Dite che gli esperti si sbagliano? Dimostratelo. Non si
chiede altro.

Meno chiacchiere, più fatti.

Per esempio, se i sostenitori delle teorie alternative dicono che le Torri
Gemelle sono state demolite tagliandone le colonne con la termite, facciano una
cosa molto semplice:
facciano una dimostrazione di taglio di una colonna con la termite.
Dimostrino che è possibile tagliare in pochi istanti una colonna verticale
d’acciaio usando la termite. Anche una putrellina, tanto per cominciare. Finora
non hanno fatto neanche questo.
National Geographic lo ha fatto, e la colonna non s’è tagliata.

Con le sole chiacchiere non si va lontano, e infatti il complottismo, nove anni
dopo, è ancora fermo al punto di partenza.

Aggiornamento 2010/09/16

Qualche reazione in giro per la Rete: il
resoconto di Quarantadue,
che era all’incontro; la segnalazione su
Militariforum; il commento su
Science Backstage; la recensione di
In direzione ostinata; il commento di Mazzucco pubblicato su
Luogocomune
e riportato su
Comedonchisciotte, con effetti di paranoia interna ai complottisti davvero eloquenti.

Una noticina: Mazzucco dice
“nè mi risulta che Attivissimo mi abbia mai invitato ad un pubblico
confronto”
. Verissimo. Mica sta a me invitarlo. Evidentemente non si ricorda degli inviti
che ha ricevuto in questi anni da organizzatori di convegni ai quali ero
invitato anch’io. Pazienza. Se lui vuole perdere tempo in polemiche su chi è
stato invitato e chi no, invece di indagare sull’11/9 e portare finalmente delle
prove schiaccianti delle sue tesi anziché le solite bufale, faccia pure.

Il video della sessione sul complottismo al Festival del Giornalismo

Il video della sessione sul complottismo al Festival del Giornalismo

Se vi può interessare, ecco il video (purtroppo non integrale) della sessione “Le teorie del complotto: come e perché si formano e come smontarle” con Andrea Boda, Gaia Giorgio Fedi e il sottoscritto al Festival del Giornalismo di Perugia. C’è uno spazio per la discussione anche qui sul sito di Andrea. Buona visione.

Piccola correzione: la nave-spia che cito si chiamava Glomar Explorer, non Glomar Challenger come ho detto (andavo a memoria e mi sono sbagliato). La storia avvincente di questo complotto reale, che coinvolge anche una figura enigmatica come Howard Hughes, è delineata su Wikipedia in inglese. Grazie ad Alex per aver snidato il mio errore.

I complottismi distraggono dalle cospirazioni reali

Sull’International Business Times è
uscita un’intervista
in italiano al sottoscritto, a firma di Alessandro Martorana, nella quale
parlo di complottismi, complottisti e debunker e dei danni sociali causati dal
cospirazionismo che spinge a sprecare risorse a rincorrere complotti
inesistenti intanto che quelli reali avvengono sotto il naso dei complottisti
e instilla paure idiote nei confronti di rimedi fondamentali come le
vaccinazioni.

Chiarisco, a titolo preventivo viste le polemiche passate, che l’intervista è
una trascrizione sostanzialmente testuale di quello che ho detto
telefonicamente e via Skype all’intervistatore. Le mie dichiarazioni sono
state fatte a voce, di getto, non per iscritto, e vanno lette tenendo presente
questo fatto. Mi tocca dirlo, altrimenti c’è gente che s’attacca a queste cose
per accusarmi di usare un italiano scritto scadente e impreciso. Buona
lettura.

 

2022/01/14: Dai commenti mi arriva la segnalazione che l’intervista non
è più disponibile sull’IBT. Tuttavia ne esiste una
copia archiviata presso Archive.org, che riporto qui sotto escludendo le immagini (che trovate su Archive.org).


“Scie chimiche e teorie del complotto distraggono dai problemi reali”,
intervista a Paolo Attivissimo

Di Alessandro Martorana | 27.11.2013 10:51 CET

Paolo Attivissimo è un nome che, nella comunità italiana
di internet, è molto ben conosciuto, come testimoniato dai tre Macchianera
Awards vinti nel
2008,
2009 e
2013 con
il suo blog “Il Disinformatico” come Miglior Sito Tecnico-Divulgativo. Giornalista, consulente
informatico e divulgatore scientifico, il blogger italo-britannico (è
infatti nato a York, ma risiede in Svizzera)
è molto conosciuto in rete per la sua attività di debunker ossia, come lui stesso si definisce sul suo sito,
cacciatore di bufale.

IBTimes Italia ha avuto l’opportunità di intervistare Attivissimo sul tema
delle teorie del complotto e sulla loro enorme diffusione, una questione che
avevamo già affrontato nei giorni scorsi in occasione del 50° anniversario
dell’omicidio di John Kennedy, un evento che ha generato una serie quasi
infinita di “conspiracy theory”.

Partiamo proprio dalla basi: ci può dare una definizione di “Teoria del
complotto”?

Una teoria del complotto è una ricostruzione di un evento basata su una
selezione scorretta dei fatti, o addirittura su fatti che non sono tali,
cioè fasulli. La differenza tra una tesi di complotto e una ricostruzione da
detective, per così dire, di un evento, è l’approccio: il cospirazionista
parte da una tesi preconcetta, poi sceglie i fatti che gli fanno comodo, che
confermano la sua idea preconcetta. Mentre il ricercatore, che vuole capire
come sono andate le cose, prima raccoglie tutti i fatti, e poi su quelli
cerca di costruire una tesi che soddisfi tutti i fatti conosciuti, e non
soltanto un sottoinsieme.

Qual è invece la definizione di “debunker”? Le va bene come definizione
di ciò di cui si occupa?

Si, va benissimo: “debunker” per alcuni è un termine denigratorio, ma la
cosa non mi turba affatto. Il debunker è semplicemente qualcuno che cerca di
fare chiarezza su un singolo, specifico aspetto di una tesi di complotto. Ad
esempio, il lavoro del debunker è proprio quello di andare a prendere
un’affermazione fatta dai sostenitori delle tesi di complotto e vedere se
quella affermazione è valida, se ci sono dei riscontri sulla base dei fatti,
se c’è un riscontro logico, se ci sono delle perizie o qualche altro dato
tecnico che ci permette di confermare o smentire quello che è stato asserito
dai sostenitori delle tesi alternative.

Faccio giusto un esempio: se qualcuno mi viene a dire che il buco nel
Pentagono dell’11 settembre è troppo piccolo, si dice: “Bene, questa è
l’affermazione, andiamo a vedere se è vera”. Ci può passare un aereo di
linea da quel buco? Secondo i cospirazionisti il buco è largo 5 o 6 metri.
Poi si vanno a vedere le fotografie della breccia prima del crollo della
facciata, ed emerge che la breccia è larga circa 35 metri, vale a dire
l’equivalente di un aereo di linea come il Boeing 757. Si tratta di questo:
si fa un controllo delle affermazioni. Lo si fa sia per le tesi
cospirazioniste sia per le ricostruzioni ufficiali, per carità. Si fa
imparzialmente dovunque ci sia un sospetto che ci sia qualcosa di mal
spiegato o interpretato scorrettamente.

Alcuni cospirazionisti sostengono che il metodo dei debunker non sia
scientificamente valido, perché partono dalle conclusioni di una teoria
per confutarne le basi. Lei cosa ne pensa?

Trovo che questa interpretazione del lavoro del debunker sia scorretta, nel
senso che in realtà non si parte da una tesi preconcetta. Il compito del
debunker non è quello di difendere una tesi preconcetta, che sia ufficiale o
di altro genere. È semplicemente quello di verificare le affermazioni fatte
dai sostenitori delle teorie alternative ed anche dalle fonti ufficiali, per
vedere se sono coerenti e se soddisfano tutte le conoscenze tecniche che
abbiamo. Il debunker è semplicemente uno che verifica quello che gli altri
hanno detto.

Perché le teorie del complotto hanno tutto questo successo e raccolgono
tanti proseliti?

Credo sia perché sono delle narrazioni affascinanti: sono gialli, dei
drammi. Oltretutto appagano alcuni bisogni psicologici comunissimi e
perfettamente umani. Uno di questi bisogni è la necessità, il desiderio di
trovare ordine nelle cose. Vale a dire che io posso scegliere se pensare che
i terremoti capitano per caso e non ci posso fare nulla, quindi avere un
senso di impotenza, oppure che i terremoti sono causati da un’installazione
americana in Alaska, e quindi avere la sensazione che ci sia un ordine nel
mondo: non è colpa mia se sul lavoro vado male e viene promosso il mio
collega; è perché il mio collega fa parte della massoneria, o degli
Illuminati, o dei rettiliani. Il cospirazionismo è gratificante perché dà
ordine al caos.

Noi, umanamente, tendiamo di solito ad avere paura di ciò che è disordinato.
Un altro fenomeno, un’altra leva molto diffusa a supporto della popolarità
delle tesi alternative è che sono grandi storie che corrispondono a grandi
fenomeni. Mi spiego: tendenzialmente, quando succede qualcosa di grande, di
simbolico, di catastrofico, che cambia la storia, ci sembra squilibrato
pensare che possa essere stato causato da un fenomeno così piccolo. Per
esempio: la morte di John Lennon, ucciso per strada, ha cambiato per molti
la storia. È stato uno shock planetario, e pensare che sia stato fatto da un
semplice squilibrato sembra strano, sembra implausibile, e allora si va
spesso a cercare la dietrologia.

Quindi esistono delle teorie anche sulla morte di John Lennon?

Le tesi di complotto esistono su qualunque fenomeno, la fantasia in questo
senso non conosce limiti.

E cosa si dice? Che Mark Chapman (l’assassino di Lennon) fosse un agente
della CIA o qualcosa del genere?

Tutto è possibile, tutto è già stato teorizzato. Quindi presumo esista anche
questa tesi in rete. C’è sempre qualcuno che vuole ricamare su questi
avvenimenti.

Anche per lucrarci?

No, questa è una cosa che tengo a mettere in chiaro. La maggior parte dei
sostenitori delle tesi alternative, quelli che ci credono, non lo fa per i
soldi. Anzi: di solito ci rimette soldi, lavoro, reputazione, perché insegue
queste visioni un po’ bizzarre. Altra cosa succede invece per i leader del
cospirazionismo, ad esempio Alex Jones, un conduttore radiofonico americano
che su queste tesi alternative e sulla paranoia che le circonda ha costruito
un impero economico con gadget, cappellini e paccottiglia varia che viene
venduta. La tazza con le Torri Gemelle che prendono fuoco è un esempio del
kitsch che circonda certo cospirazionismo.

Lei molto spesso parla di una pericolosità sociale delle teorie del
complotto, cosa intende?

Intendo che creano delle angosce per fenomeni che in realtà non hanno nessun
aspetto di pericolosità, e distraggono dai fenomeni che in realtà sono
davvero pericolosi. Faccio un esempio: proprio in questi giorni si sta
parlando tantissimo di mobilitazione per le scie chimiche, che farebbero
chissà quali danni ecologici, avvelenerebbero la popolazione, favorirebbero
il controllo mentale. E questo distrae da problemi ben più concreti come
l’inquinamento prodotto, ad esempio, dalle automobili, dagli impianti di
riscaldamento, dalle nostre scelte di vita quotidiana. Distrae da tante
questioni che potrebbero essere affrontate più seriamente.

Causano danni sociali, come per esempio questa tesi che circola da tempo
secondo la quale i vaccini causerebbero l’autismo. Questo sta spingendo
molti genitori a non vaccinare i figli, col risultato che malattie che
avevamo sostanzialmente debellato adesso stanno ricomparendo, e stanno
causando morti assolutamente inutili. Quindi è in questo senso che si va
seriamente a costituire un pericolo sociale.

Poi ci sono anche queste trasmissioni di fandonie spacciate per programmi di
divulgazione scientifica, come per esempio Voyager, nelle quali ti
raccontano le cose più strampalate presentandole come se fossero reali,
quando basterebbe sentire, invece del solito individuo mascherato, un
archeologo, un paleontologo, un biologo, per smentire subito queste tutta
questa fantasia su Atlantide, le visite degli alieni nell’antichità, le
pietre scolpite con i dinosauri e quant’altro.

Purtroppo, da parte di una buona parte del giornalismo non c’è nessun
interesse a voler fare chiarezza. Si fa poca fatica a costruire un
servizio televisivo sul nulla, e invece si fa tanta fatica a fare indagini
che smentiscano o che diano dei dati concreti. per cui il cospirazionismo
prospera anche con il favore e la complicità di un certo giornalismo
sensazionalista.

È mai capitata una teoria del complotto che almeno inizialmente l’ha
fatta vacillare? Che le ha fatto pensare: “Mah, forse è vero”?

Senz’altro. Per l’11 settembre io sono stato cospirazionista della prima
ora: Thierry Meyssan, uno dei leader del cospirazionismo, ha scritto un
libro sull’11 settembre tradotto in una trentina di lingue, con il quale ha
guadagnato più di un milione di euro, nel quale sosteneva che le foto
dimostravano che l’aereo al Pentagono non c’era. Quando queste foto hanno
cominciato a circolare su internet io le ho viste, e per un attimo mi si è
accesa la scintilla del dubbio, perché guardandole sembrava una tesi
perfettamente coerente e plausibile. Ho pensato: “Metti che questa volta
qualcuno ha scoperto davvero un inghippo”.

E cosa le ha fatto cambiare idea?

Dopo il primo quarto d’ora di perplessità, invece di star lì a dire “Si, è
sicuramente un complotto”, quindi partire da una tesi preconcetta, ho detto:
“Aspettiamo un momento, cerchiamo di avere tutti i dati che ci servono per
arrivare ad una conclusione”. E allora con l’aiuto di colleghi e di
fotografi professionisti ho chiesto in giro se ci fossero altre fotografie
del Pentagono subito dopo l’impatto, e puntualmente nel giro di un quarto
d’ora sono emerse. Peraltro erano già disponibili su internet, e hanno
permesso di capire che Thierry Meyssan aveva semplicemente selezionato ad
arte le immagini che corrispondevano alla sua tesi, quelle dove sembrava che
la breccia fosse piccola. Perché la breccia più grossa era, guarda caso,
coperta dal getto di un idrante. Ecco, su queste basi si costruiscono le
tesi di complotto: si fabbricano mostrando solo i dati che fanno comodo, e
nascondendo o facendo finta di non conoscere gli altri.

Ci vediamo a Bolzano domani per parlare di Luna e spazio?

Ci vediamo a Bolzano domani per parlare di Luna e spazio?

Domani pomeriggio alle 16 sarò al Planetarium di S. Valentino in Campo (Bolzano) per una conferenza dedicata alle missioni umane sulla Luna e alle tesi di complotto nate intorno a queste imprese storiche.

Porterò con me un po’ di penne USB contenenti la versione più aggiornata del mio documentario Moonscape, che copre il primo sbarco sulla Luna usando immagini interamente restaurate: le penne includono anche tutte le foto di quel primo sbarco, in versione ad altissima risoluzione. Avrò con me anche delle copie del mio libro Luna? Sì, ci siamo andati! e della sua versione inglese Moon Hoax: Debunked! 

Visto il numero limitato di posti, è indispensabile prenotarsi (0471-610020; info@planetarium.bz.it). Per tutti i dettagli, consultate il sito del Planetarium e il comunicato stampa della Provincia di Bolzano.

Ci vediamo a Castelvetro di Modena domani (11/11) e a Modena sabato (12/11)?

Ci vediamo a Castelvetro di Modena domani (11/11) e a Modena sabato (12/11)?

Domani sera (11 novembre) alle 21 sarò a Castelvetro di Modena, alla Sala Consiliare in Piazza Roma 5, per una conferenza dedicata alle missioni lunari Apollo: sarà una buona occasione per chi vuole levarsi dubbi e per chi i dubbi se li è già tolti ma magari vuole scoprire qualche chicca poco conosciuta, come per esempio i veri complotti lunari.

Porterò con me un po’ di oggetti spaziali e qualche copia del mio libro Luna? Sì, ci siamo andati! e del mio documentario libero Moonscape (entrambi scaricabili gratuitamente).

L’incontro è organizzato da Gianluca Atti e ha il patrocinio del Comune di Castelvetro. L’ingresso è libero.

Il giorno successivo (sabato 12) sarò a Modena, alla Biblioteca Delfini, per parlare di bufale e complotti a partire dalle 18. Prima della conferenza, alle 16, ci sarà una proiezione di una sintesi di Moonscape. Se siete da quelle parti e vi va di venire, ci facciamo due buone chiacchiere.

Fonti aggiuntive: Modena2000.it.

Diretta YouTube: “Missioni lunari: tra cinema e realtà”

Scusate, arrivo di corsa e all’ultimo minuto da un vortice di appuntamenti ed eventi, per cui non ho fatto in tempo a preavvisare: questa è la diretta di stasera in cui chiacchieriamo di missioni spaziali e cospirazionismi. Buona visione.

[VIDEO RIMOSSO]

2026/02/22. Ho visto solo ora che il video è stato rimosso. Il suo URL era questo: https://www.youtube.com/embed/AiOLwZz23ko?si=IsOfCGtbKkZNZqAi. Se qualcuno sa che fine ha fatto o se è disponibile altrove, me lo segnali per favore nei commenti.

11 settembre, 22 anni dopo: intervista per il Corriere del Ticino; intervista a ex agente FBI

11 settembre, 22 anni dopo: intervista per il Corriere del Ticino; intervista a ex agente FBI

Il Corriere del Ticino mi ha intervistato in video per la ricorrenza
degli attentati dell’11 settembre 2001. Trovate l’articolo e il video
qui; il video è anche su YouTube ed embeddato qui sotto.

Intanto continua la pubblicazione, su Undicisettembre.info, delle interviste
realizzate da Leonardo Salvaggio a chi quel giorno non era rintanato dietro un
monitor a sentenziare e teorizzare, ma era sul posto, ha visto e sa come sono
andate realmente le cose. Per la ricorrenza è stata pubblicata l’intervista all’ex agente dell’FBI Matthew Hoke, che intervenne sulla scena dello schianto del volo United 93 a Shanksville.

Rosario Marcianò, sostenitore delle “scie chimiche”, condannato in Cassazione per le sue falsità su Valeria Solesin

Dodici mesi di carcere e divieto di accesso a Internet e social: Rosario Marcianò, sostenitore per anni della tesi delirante delle “scie chimiche” e vecchia conoscenza di chi segue questo blog, è stato condannato anche in Cassazione per le sue teorie ancora più deliranti e atroci su Valeria Solesin, una delle vittime dell’attentato al Bataclan avvenuto a Parigi a novembre del 2015. Marcianò sosteneva, senza la benché minima prova, che Valeria Solesin fosse sopravvissuta o addirittura inesistente.

La famiglia della vittima, giustamente, lo ha portato in tribunale.

Trovate tutti i dettagli nell’articolo di Open

Questa condanna è doverosa e spero che sia di monito a tutti gli altri disseminatori di odio che appestano Internet: credono di agire impunemente, ma i loro comportamenti hanno delle conseguenze. E prima o poi quelle conseguenze arrivano e chiedono il conto. Tardi, forse, ma lo chiedono.

Per Rosario Marcianò ho solo pena. Sconta già da tempo una condanna ben peggiore del carcere: quella di essere costretto a vivere in un mondo di paranoia in cui tutti, persino io, complottano costantemente per rovinarlo. Quelli che invece non mi fanno pena, ma tanta rabbia, sono quei giornalisti irresponsabili che per anni hanno dato spazio, vetrina e visibilità a Marcianò e alle sue imbecillità. E lo hanno fatto ripetutamente, nonostante fossero stati informati più volte della falsità delle tesi di Marcianò.

Sì, Maurizio Decollanz, Fabio Volo, Roberto Giacobbo: mi riferisco a voi.