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Antibufala: è pericoloso rispondere al telefonino mentre è in carica o a batteria quasi esaurita!

Antibufala: è pericoloso rispondere al telefonino mentre è in carica o a batteria quasi esaurita!

L’articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Un lettore e ascoltatore del Disinformatico, Andrea, segnala che sta circolando in Rete un nuovo allarme riguardante i telefonini e scritto in un italiano claudicante: “Oggi un altro bambino è morto perchè ha risposto ad una chiamata mentre il telefono era ancora in carica. Quel tempo aveva una vibrazione improvvisa del suo cuore e poi bruciato la mano. Quindi per favore non rispondere alle chiamate o non chiamate durante il caricamento del telefono cellulare. Quando la batteria del telefono è l’ultima barra non effettuare una chiamata o rispondere alle chiamate in arrivo, perché la radiazione è 1.000 volte più forte. Questo può accadere a qualsiasi marca di telefoni cellulari per favore passare tali informazioni a tutti coloro che se ne frega e non dimenticate di condividere per la vostra sicurezza”.

Dovrebbe bastare lo stile sconclusionato per liquidare come bufala un appello del genere, ma caso mai non fosse sufficiente arriva anche la smentita dettagliata del sito antibufala Snopes.com: l’appello è vecchio di anni (è una variante di quello che girava nel 2008), non c’è nessun pericolo maggiore nel rispondere a una telefonata mentre il cellulare è in carica rispetto a quando non lo è, e non è affatto vero che “la radiazione è 1000 volte più forte” quando la batteria è quasi esaurita.

Al tempo stesso, è vero che le batterie dei telefonini, specialmente quelle non originali che spesso non hanno dispositivi di sicurezza integrati, possono talvolta surriscaldarsi, scoppiare e prendere fuoco, ferendo le persone che stanno nelle vicinanze: Snopes cita alcuni casi realmente avvenuti. È quindi meglio usare batterie originali e fare in modo che il telefonino sia ben ventilato durante la carica, che genera calore. Metterlo sotto il cuscino per ascoltare la musica di notte, come fanno molti mentre lo caricano, non è una buona idea, perché il cuscino impedisce la dispersione del calore prodotto dalla carica.

Allarme: bambini-esca per rapine e stupri, uova sul parabrezza

Questo articolo vi arriva grazie alla gentile donazione di “mvadurro”.

È arrivata una gragnola di segnalazioni di questo nuovo allarme a proposito di bambolotti piazzati come esche nelle auto abbandonate e di uova lanciate contro il parabrezza. Si tratterebbe di espedienti usati dai criminali per far fermare le vittime.

Ecco un esempio di testo dell’appello:

RICEVO E VI GIRO…
Una sera, mentre percorrevo una via secondaria per tornare a casa, ho notato, sul seggiolino di un’auto ferma a bordo della strada, un bambino coperto da un panno.
Non so spiegare perchè – e la ragione poco importa – ma non mi sono fermata…
Quando sono arrivata a casa, ho telefonato alla polizia che mi ha assicurato che sarebbe andata a vedere Nel contempo, però, ecco quello di cui la polizia mi ha informata:
le bande di malviventi, i Rom e i ladri stanno escogitando vari stratagemmi perchè gli automobilisti (soprattutto donne) fermino il proprio veicolo e ne scendano (in zone isolate).
Il metodo praticato da certe bande consiste nel posizionare una macchina lungo la strada con un falso bebè seduto dentro, aspettando che una donna si fermi per andare a vedere quello che lei crede essere un bimbo abbandonato.
Da notare che la macchina è solitamente messa vicino a un bosco e ad un campo con l’erba alta: la persona che ha la malaugurata idea di fermarsi sarà trascinata nel bosco, violentata, picchiata e derubata…
Non fermatevi mai, ma chiamate il 113 appena possibile, raccontando quello che avete visto e dove l’avete visto, MA CONTINUATE LA VOSTRA STRADA!
Altro espediente:
Se, mentre state guidando, vi ‘arrivano’ delle uova sul parabrezza, non fermatevi, ma soprattutto non azionate il lavavetri, perchè le uova miste all’acqua diventano collose e vi oscurerebbero il parabrezza fino a più del 90%! Sareste allora costretti a fermarvi al bordo della strada, diventando potenziali vittime di criminali.
Ecco qualcuna delle nuove tecniche utilizzate dalle gang.
Informate i vostri amici, per favore.


In alcuni casi, l’appello circola con l’indicazione che si tratterebbe di una “INFORMATIVA DELLA POLIZIA / CARABINIERI” o con l’apparente garanzia della Questura di Milano.

Di fonti precise non ce ne sono: nessuna indicazione del luogo o della data in cui sarebbe avvenuto quanto descritto e nessuna precisazione su quale caserma di polizia sia stata contattata. C’è soltanto un allarme generico che rischia di creare un falso senso di sicurezza distraendo dai pericoli reali, come nota BeingStuart.com, che ha notato la straordinaria somiglianza di quest’allarme a quello già segnalato come bufala nel 2009 da UrbanLegends.about.com e proveniente dagli Stati Uniti, dove è stato smentito da varie forze di polizia. Si tratta, insomma, di una storia inventata all’estero e semplicemente adattata da mano ignota introducendo dettagli locali e una spruzzatina di razzismo (i Rom, assenti nell’appello americano).

La prima parte dell’appello, quella che parla di finti bambini-esca, ha dei grossi problemi di plausibilità: come fa un automobilista, mentre passa, a notare un bambino dentro un’auto ferma sul ciglio della strada, soprattutto se il bambino è coperto da un panno?

La seconda è una vera e propria panzana: come nota il sito antibufala Snopes.com, le uova miste all’acqua non diventano affatto collose e vengono facilmente rimosse dai tergicristalli, come ben sanno le forze di polizia le cui auto talvolta sono state oggetto di lancio di uova. Hoax-Slayer.com ha addirittura effettuato degli esperimenti per verificare il grado di oscuramento, con risultati molto chiari: nessun effetto significativo sulla visibilità. Basta un colpo di tergicristalli; inoltre l’uso del lavavetri è vantaggioso, anziché deleterio come afferma l’appello.

In sintesi, non si capisce quale sia l’utilità di questo allarme, che anzi può rivelarsi pericoloso se induce le persone a non azionare il tergicristallo e il lavavetri se si trovano con il parabrezza imbrattato mentre stanno guidando. Ma come al solito prevale la trita logica del “non so se è vero, ma nel dubbio io inoltro”. E così un’altra bufala gode di vita eterna.

Antibufala Classic: ritorna la presentazione PowerPoint letale “La vita è meravigliosa”

Antibufala Classic: ritorna la presentazione PowerPoint letale “La vita è meravigliosa”

Questo articolo vi arriva grazie alla gentile donazione di “memb*”.

Questo gatto è addestrato a graffiare chi allega
PowerPoint inutili alle mail. Giuro.

C’è in giro una nuova variante di una bufala classica: la presentazione PowerPoint che ti distrugge il computer. Eccola:

Fatela girare.Grazie.
Circola attualmente una presentazione di Power Point col titolo: “La vita è meravigliosa”, l “Das Leben ist wunderschön”, “Life is beautiful”, “La vida es bella”.Non bisogna aprirla per nessun motivo. Eliminarla subito. Se si apre questa mail compare il testo: “Adesso è troppo tardi, la tua vita non è più così bella”..”It is too late now, your life is no longer beautiful”, “Jetzt ist es zu spät, dein Leben ist nicht mehr wunderschön”,”Ahora es tarde, su vida no es mas bella”..Dopo di ci&ograv e; spariscono tutti i dati dal PC e la persona che ha inviato questa mail ha l’accesso a tutte le informazioni, mail, password ed Utente.Questo è il più nuovo virus che circolerà da sabato sera. Non esiste nessun programma anti-virus in grado di debellarlo.Un Hacker di nome “padrone della vita”, “Life Owner” lo ha creato e ora vuole distruggere quanti più computers è possibile.Distribuite questa informazione al maggior numero possibile di utenti e il più velocemente possibile !!!

La storiella del “padrone della vita” e del suo PowerPoint ammazza-PC gira almeno dal 2002. Era ed è tuttora una bufala. Non è dal nome che si riconosce un allegato infettante, e se il vostro computer è così vulnerabile che lo si può infettare con una presentazione PowerPoint, buttatelo via e cambiatelo. Se il vostro responsabile della sicurezza informatica basa le proprie strategie di difesa sul nome di un allegato e su una catena di Sant’Antonio, buttate via anche lui.

Quest’appello non serve a niente se non a seminare paure inutili, per cui quando lo ricevete, cestinatelo senza inoltrarlo. Non pensate “metti che sia vero”, “nel dubbio io inoltro” o altre idee pigre come queste. Magari la prossima volta, prima di inoltrarlo, provate a fare una ricerchina su Google e troverete gli spiegoni che avvisano che si tratta di una bufala. È grazie a questa pigrizia mentale che il falso allarme gira da undici anni e rompe l’anima a tutti.

Se vi interessano i dettagli, l’indagine antibufala completa è qui. Da sei anni.

Podcast del Disinformatico di stamattina

È disponibile per lo scaricamento il podcast della puntata del Disinformatico radiofonico che ho condotto con Fabrizio Casati stamattina sulla Rete Tre della RSI. Questi i temi e i rispettivi articoli di accompagnamento:

Allarme per “La vita è bella”, il PowerPoint che distrugge i computer!
Viber sblocca i telefoni Android senza permesso (aggiornamento: è disponibile la versione nuova di Viber che corregge la falla; ho aggiornato l’articolo)
Antivirus per smartphone, serve veramente?
Quali sono le password peggiori?
Come verificare se la password su Twitter è sicura

Antibufala: astronauti colti a parlare di problemi di gabinetto fluttuanti

Antibufala: astronauti colti a parlare di problemi di gabinetto fluttuanti

Questo articolo vi arriva grazie alla gentile donazione di “manuela.coc*”.

Lega Nerd ha pubblicato oggi un articolo nel quale viene citato uno spezzone decisamente insolito delle conversazioni degli astronauti John Young, Gene Cernan e Tom Stafford durante la missione Apollo 10, la prova generale dell’allunaggio, avvenuta fra il 18 e il 26 maggio 1969. Lo spezzone ha suscitato una certa ilarità mista a incredulità, perché gli astronauti stanno discutendo su chi dei tre sia l’autore di una cacca che fluttua in cabina. Ecco un brano dell’austero dibattito:

STAFFORD: Oh – Who did it? (Chi l’ha fatta?)
YOUNG: Who did what? (Chi ha fatto cosa?)
CERNAN: What? (Che cosa?)
STAFFORD: Who did it? (Chi l’ha fatta?) (Laughter) (Risate)
CERNAN: Where did that come from? (Quello da dove arriva?)
STAFFORD: Give me a napkin quick. There’s a turd floating through the air. (Svelti, datemi un fazzoletto, c’è una cacca che fluttua nell’aria)

Il resto, con la traduzione, è nell’articolo di Lega Nerd.

Una volta tanto non è un pesce d’aprile o una bufala: è un dialogo realmente accaduto, documentato dalla NASA qui, a pagina 414 della trascrizione ufficiale delle conversazioni, durante il sesto giorno di viaggio. E non è l’unico del suo genere: a pagina 364 sembra che gli astronauti abbiano lasciato delle feci nel modulo lunare prima di sganciarlo, ottenendo il discutibile primato della “prima cacca in orbita intorno al Sole” (il modulo fu infatti abbandonato in modo che si inserisse in un’orbita solare). L’argomento si ripropone anche a pagina 419, con un altro UFO (unidentified fecal object) di cui disquisiscono in termini di adesività e consistenza.

Come è possibile che questa storia emerga soltanto ora, dopo più di quattro decenni? Lega Nerd spiega che le trascrizioni audio sono state declassificate “da poco”, ma non è esatto: in realtà la declassificazione avvenne non più di 12 anni dopo la missione (quindi nel 1981) e le trascrizioni sono disponibili su Internet da vari anni (lo so perché le ho collezionate anni fa). Su Archive.org c’è anche l’audio. Fra l’altro, gli affari di gabinetto di Apollo 10 erano già citati online a gennaio dell’anno scorso su Tumblr e nell’esilarante libro Packing for Mars di Mary Roach (2010).

La ragione per cui s’è parlato solo di recente di questo aneddoto (con un picco intorno al primo di aprile che ha alimentato il sospetto che fosse una bufala) è che la conversazione non fu ascoltata via radio da Terra e quindi non arrivò alle orecchie dei giornalisti: la discussione fa infatti parte delle registrazioni dell’audio di bordo, non delle registrazioni delle comunicazioni radio.

Queste conversazioni di bordo venivano registrate su bobine (i dettagli sono sul blog del progetto Moonscape) che venivano poi trascritte con calma dopo il termine della missione. Per via della loro schiettezza, inizialmente erano classificate “confidential” e quindi non venivano divulgate. Ci vuole la pazienza di un appassionato per sfogliare centinaia di pagine di conversazioni tecniche e snidare chicche come questa.

Proprio perché erano registrazioni destinate a restare riservate, gli astronauti si lasciavano andare con un candore che contrasta fortemente con la formalità e l’ufficialità delle comunicazioni radio pubbliche; nei dialoghi di bordo il turpiloquio e le battute salaci abbondano.

Ma come mai c’erano feci fluttuanti in cabina? Senza entrare eccessivamente nei particolari, nei veicoli usati per le missioni lunari non c’era un gabinetto, per cui gli astronauti dovevano arrangiarsi per una dozzina di giorni usando dei sacchetti dall’imboccatura adesiva che venivano applicati, come dire, nel posto giusto al momento giusto. Non c’era privacy e non era un’operazione comoda o facile, per cui gli incidenti erano frequenti. Sullo Shuttle e sulla Stazione Spaziale Internazionale c’è un vero e proprio gabinetto, che funziona tramite aspirazione ma comunque richiede una certa precisione di allineamento. Ma questa è un’altra storia.

Antibufala: allarme per il piombo nei rossetti

Antibufala: allarme per il piombo nei rossetti

Screenshot dell’appello (2013)

Questo articolo vi arriva grazie alle gentili donazioni di “pierbelli_rebo” e “bettetini” ed è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Da qualche mese persistono segnalazioni di un allarme riguardante il contenuto di piombo di specifiche marche di rossetti. L’allarme è corredato da nomi e cognomi di esperti che ne garantirebbero l’autenticità e dalla descrizione di un metodo per verificare la pericolosità del proprio rossetto che sembra funzionare. In realtà si tratta di una bufala d’importazione: l’originale americano risale almeno al 2003.

Ecco il testo:

FATE ATTENZIONE!!!!!!!!!!!!!
FATELA GIRARE , ANCHE PER CHI NON USA PRATICAMENTE MAI IL ROSSETTO!

L’articolo scritto dal dott. Nahid Neman del reparto di senologia oncologica dell’ospedale Mount Sinai di Toronto.

Soggetto: ROSSETTO

Di recente la ditta produttrice del rossetto ‘ RED EARTH’ ha diminuito i prezzi da $ 67 a $ 9.90. Conteneva piombo. Il piombo causa il cancro. Le marche di rossetto che contengono piombo sono:

– CHRISTIAN DIOR
– LANCOME
– CLINIQUE
– Y.S.L.
– ESTEE LAUDER
– SHISEIDO
– CHANEL (lip conditioner)
– MARKET AMERICA-MOTNES
– LIPSTICK

Più è alto il contenuto di piombo, più aumenta il rischio di cancro.
Si è trovato il più alto contenuto di piombo nel rossetto di Y..S.L.
Fate attenzione ai rossetti che durano (sulle labbra) più a lungo. Se il vostro rossetto dura molto è perchè contiene più piombo.

Ecco un test che potete fare da sole:

1. Mettete del rossetto sulla mano.
2. Usate un anello d’oro da strofinare sul rossetto.
3. Se il colore del rossetto diventa nero saprete che contiene piombo.

Questi dati vengono fatti conoscere al Centro Medico dell’Esercito Walter Reed.

I carcinogeni Dioxin causano il cancro, specie il cancro della mammella!!!!!

Talvolta l’appello è accompagnato da “firmatari” prestigiosi, come “IBM Italia S.p.A.”, ma si tratta soltanto di garanti apparenti, ossia di testo che viene aggiunto automaticamente in coda ai messaggi spediti dal luogo di lavoro. Un garante di questo genere non significa che l’azienda garantisce il contenuto del messaggio: significa semplicemente che qualche incauto dipendente ha ricevuto l’appello, ci ha creduto e lo ha inoltrato dal proprio posto di lavoro.

Veniamo ai fatti, descritti con chiarezza dalla sezione Urban Legends di About.com e da Snopes.com:

  • Non esiste nessun “Nahid Neman del reparto di senologia oncologica dell’ospedale Mount Sinai di Toronto”.
  • Non c’è nulla riguardo a quest’appello presso il Walter Reed Army Medical Center.
  • Il piombo non ha il cancro fra i suoi effetti principali, come nota la US Environmental Protection Agency: causa semmai crescita ridotta, iperattività, calo dell’udito e danni cerebrali.
  • Vi sono effettivamente tracce di piombo in alcuni coloranti utilizzati nei rossetti, ma si tratta di quantità minuscole (nel caso peggiore verificato, 0,65 parti per milione), al di sotto dei livelli ritenuti pericolosi, secondo la risposta della American Cancer Society a quest’allarme; in proporzione, si tratta di livelli insignificanti rispetto alle altre fonti di inquinamento da piombo con le quali veniamo a contatto.
  • Vi sono fonti di piombo ben più significative e probabili, come le vecchie vernici, il kajal e certi digestivi d’importazione parallela, le vecchie tubature dell’acqua, la ceramica, le lattine saldate con il piombo usate per alimenti importati da alcuni paesi esteri; potete consultare l’elenco stilato dall’FDA (Food and Drug Administration).
  • Come nota sempre la FDA, i prodotti cosmetici di dubbia provenienza, per esempio provenienti da paesi dove i controlli sono meno severi, possono contenere piombo in quantità potenzialmente pericolose.
  • L’effetto di lunga durata dei rossetti non dipende dall’eventuale presenza di piombo.

Chiariti i termini di base della faccenda, resta un problema: come mai il “test” proposto dall’appello funziona, perlomeno in alcuni casi? La spiegazione è semplice: molti metalli (per esempio oro, argento e rame), se strofinati contro una superficie, lasciano segni scuri, un po’ come fa una matita. Farlo sullo sfondo rossiccio di uno strato di rossetto esalta il contrasto rispetto a farlo sulla pelle (perlomeno per chi ha la pelle chiara) e fa sembrare questi segni ancora più scuri; lo stesso effetto si manifesta facendo lo stesso “test” su qualunque superficie scura. Tutto qui. Passare un anello d’oro su un rossetto non rivela affatto la quantità di piombo presente nel rossetto.

2013/4/06

Sta circolando una nuova variante, che pubblico qui per completezza e per consentire a chi ne cerca le parole su Google di trovare quest’indagine:

Ho fatto la prova del piombo contenuto su 3 rossetti e una matita,
Risultato impressionante i rossetti piu persistenti KIKO e DIOR sono diventati neri mentre quello meno persistente DEBORAH e la matita non contiengono piombo. Ora Dior e Kiko si trovano nel bidone dei rifiuti farmaceutici.

Maggiore è il contenuto di piombo, maggiore è il rischio di provocare il cancro. Dopo aver fatto un test su rossetti, le labbra hanno presentato il livelo massimo di piombo sul prodotto AVON. I rossetti che presentano queste caratteristiche nocive sono quelli “persistenti”. Se il vostro rossetto è persistente, è dovuto ad alti livelli di piombo.
Fate questa prova:
1. Mettete un poco di rossetto sulla mano;
2. Passate un anello d’oro su questo rossetto;
3. Se il colore del rossetto tende al nero, contiene piombo.
Si prega di inviare queste informazioni a tutti i vostri amici.

PROTEGGIAMO LE NOSTRE AMATE DONNE… CONDIVIDETE!

Torna l’allarme-bufala per il piombo nei rossetti

Torna l’allarme-bufala per il piombo nei rossetti

Questo articolo vi arriva grazie alla gentile donazione di “distegi” e “valerauso”.

Screenshot dell’appello (2013)

Ha ripreso a circolare, grazie a pagine Facebook incaute come questa, un appello-bufala che ha già più di dieci anni sulle spalle (l’originale risale al 2003):

Ho fatto la prova del piombo contenuto su 3 rossetti e una matita,
Risultato impressionante i rossetti piu persistenti KIKO e DIOR sono diventati neri mentre quello meno persistente DEBORAH e la matita non contiengono piombo. Ora Dior e Kiko si trovano nel bidone dei rifiuti farmaceutici.

Maggiore è il contenuto di piombo, maggiore è il rischio di provocare il cancro. Dopo aver fatto un test su rossetti, le labbra hanno presentato il livelo massimo di piombo sul prodotto AVON. I rossetti che presentano queste caratteristiche nocive sono quelli “persistenti”. Se il vostro rossetto è persistente, è dovuto ad alti livelli di piombo.
Fate questa prova:
1. Mettete un poco di rossetto sulla mano;
2. Passate un anello d’oro su questo rossetto;
3. Se il colore del rossetto tende al nero, contiene piombo.
Si prega di inviare queste informazioni a tutti i vostri amici.

PROTEGGIAMO LE NOSTRE AMATE DONNE… CONDIVIDETE!

L’indagine dettagliata è su Antibufala.info dal 2008, ma la riassumo qui per chi ha fretta:

  • il piombo non causa il cancro;
  • il piombo non è l’ingrediente che produce la persistenza dei rossetti;
  • il “test” proposto non rivela affatto l’eventuale presenza di piombo.
La dichiarazione sessista attribuita a Papa Francesco

La dichiarazione sessista attribuita a Papa Francesco

Questo articolo vi arriva grazie alla gentile donazione di “fabio.avit*” e ai contributi di Alessandra Mer*, Remo Pon* e motogio ed è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

“Le donne sono naturalmente inadatte agli incarichi politici. L’ordine naturale e i fatti ci insegnano che l’uomo è l’essere politico per eccellenza, le Scritture ci mostrano che la donna da sempre è il supporto dell’uomo che pensa e realizza, ma niente più di questo”. Questa è la frase attribuita al neoeletto Papa Francesco, l’argentino Jorge Mario Bergoglio. Ma è veramente sua?

Questa citazione viene ripresa e diffusa anche se manca, per ora, una conferma della sua autenticità. La serietà professionale e il buon senso imporrebbero di verificare un’affermazione così grave prima di pubblicarla e diffonderla. Le redazioni che la citano, invece di limitarsi a riportarla o dire che circola in Rete (LiberoQuotidiano, TgCom), potrebbero adoperarsi per scoprire come stanno i fatti. Ma finora nessuna testata giornalistica italofona, a quanto mi risulta, ha svolto indagini approfondite (aggiornamento: l’ha fatto Giornalettismo). Vediamo cosa riusciamo a fare noi?

Questo articolo è un punto di partenza intorno al quale radunare gli sforzi d’indagine su questa specifica affermazione e non si occuperà di altre asserzioni riguardanti Papa Francesco. Vi chiedo quindi sin da subito di restare in tema nei commenti.

La fonte più vecchia di questa citazione è, come mi ha segnalato il lettore motogio, un post su Yahoo Answers en Español del 2007 che riprende un altro post di Yahoo Answers Argentina datato 5 luglio 2007, nel quale viene riportato il testo completo originale della presunta citazione:

Buenos Aires, 4 de junio (Télam).- El arzobispo de Buenos Aires, cardenal Jorge Bergoglio, afirmó que “las mujeres son naturalmente ineptas para ejercer cargos políticos”, refiriéndose a la candidatura presidencial de la Senadora Cristina Fernández de Kirchner.

“El orden natural y los hechos nos enseñan que el hombre es el ser político por excelencia; las Escrituras nos demuestran que la mujer siempre es el apoyo del hombre pensador y hacedor, pero nada más que eso”.

En sus polémicas declaraciones, el arzobispo de Buenos Aires agregó que “hay que tener memoria; tuvimos una mujer como Presidente de la Nación y todos sabemos qué pasó”, refiriéndose a la ex presidente Estela María Martínez de Perón.

Las organizaciones de derechos humanos y movimientos feministas no hicieron esperar su respuesta.

Questo post su Yahoo Answers cita una fonte (“Télam”) in modo generico. Télam è un’agenzia di stampa argentina: ma nel suo sito non c’è traccia delle parole attribuite al Papa dal post.

Più in generale, a parte questo post su Yahoo Answers non c’è in tutta Internet nessuna citazione della frase “las mujeres son naturalmente ineptas para ejercer cargos políticos” prima del 13 marzo 2013. Sembra molto sospetto che una notizia del genere, contenente una dichiarazione così esplosiva da parte dell’arcivescovo di Buenos Aires, non sia stata ripresa da nessuno in Argentina e in tutto il resto del mondo: né da un giornale, né da un blog. Eppure altre dichiarazioni di Bergoglio sulla Kirchner dello stesso periodo (11 giugno 2007) furono riprese eccome, per esempio da Lavanguardia.

Le citazioni della frase controversa iniziano a comparire il 13 marzo 2013, in occasione dell’elezione di Bergoglio, senza però riportare dettagli sull’origine della frase o sulle circostanze nelle quali sarebbe stata scritta o pronunciata. Anche chi indica una fonte, come VaticanCrimes, cita il post su Yahoo attribuendolo all’agenzia Télam ma senza linkare l’ipotetico originale.

Per il momento, quindi, tutto sembra indicare che la frase sia una bufala. Spetta a chi l’ha spacciata per buona dimostrare che è vera, indicando la fonte precisa e l’occasione esatta nella quale Bergoglio l’avrebbe espressa. Nel frattempo la correttezza impone di non farla circolare, a prescindere dalle simpatie o antipatie personali.

Fonti aggiuntive: Outono.net, Snopes.com, Lanacion.cl, Diariocritico.com, Univision.com.

Aggiornamenti

2013-03-17 15:15-15:30. I lettori mi segnalano che l’UAAR (citata nell’immagine a inizio articolo) ha pubblicato una rettifica (anche su Facebook) e segnalano la smentita di Infocatolica e l’indagine di Giornalettismo.

2013-03-18. Dai commenti è emerso che l’articolo del TGCom è stato corretto senza dichiararlo. Inizialmente (come si vede ancora nella cache di Google, catturata qui accanto) era intitolato “Papa Francesco: “Donne inette per la politica”” e poi è diventato “Francesco: tante luci, qualche ombra”. La frase incriminata veniva riportata senza dubbi e senza “si dice”: quello che ora è “In Rete circola una dichiarazione mai smentita datata 2007” prima era “Dall’armadio rispunta anche una dichiarazione del 2007” e l’attuale “il cardinal Bergoglio avrebbe sottolineato” era inizialmente “il cardinal Bergoglio sottolineò”. Per carità, sbagliare è comprensibile, ma non ammetterlo e nascondere l’errore è disonesto.

La “suora-fantasma” sul campanile a Palermo

La “suora-fantasma” sul campanile a Palermo

Questo articolo vi arriva grazie alla gentile donazione di “gpanzica” e alle segnalazioni di @andrea_massaro, @giorgio79 e @r73lio

A Palermo, sul campanile della chiesa di Santa Maria della Mercede, è stata vista ripetutamente la figura spettrale di una suora che si affaccia in gesto di preghiera (foto qui accanto). Il fenomeno si ripete verso sera da circa tre settimane e ha attirato molti curiosi e fedeli e naturalmente l’attenzione della stampa locale (SiciliaInformazioni).

Se ne occupa anche LiveSicilia, con ben nove minuti di video che riescono a evitare la considerazione più semplice: ma non si può puntare sul campanile un buon teleobiettivo e vedere meglio cos’è questa presunta figura? Magari inquadrandola da angolazioni differenti? E viste le dimensioni della cella campanaria, non è un po’ troppo gigante quella suora-fantasma?

Finalmente arriva Roberto Villino, che in un minuto e quarantatré secondi smonta tutta la faccenda.

I credenti non s’offendano. Qui non si tratta di essere credenti, ma di essere creduli: a mio avviso, venerando un banale gioco di luci sminuiscono la propria fede.

Antibufala: il trucchetto contro il cancro alla tiroide

Antibufala: il trucchetto contro il cancro alla tiroide

Questo articolo vi arriva grazie alla gentile donazione di “accademias”.

Da far circolare fra donne e uomini che le informino

Ho da poco ricevuto una mail da un’amica belga che mi racconta di aver recentemente assistito ad una trasmissione televisiva, il dr. Oz show, nella quale quest’ultimo, parlando di un tipo di cancro che si sta diffondendo molto rapidamente tra le donne, il cancro della tiroide, ha affermato che questa crescita così rapida potrebbe essere dovuta alle radiografie dentali e alle mammografie. Ha dimostrato che il grembiule utilizzato nello studio del dentista per le radiografie è munito di un colletto che può essere alzato e posto intorno al collo. La maggior parte dei dentisti non si preoccupa di farlo, io non l’ho nemmeno mai visto. Esiste ugualmente una protezione per la tiroide che può essere utilizzata durante le mammografie. Casualmente la mia amica doveva fare la sua mammografia annuale alcuni giorni dopo. Mi racconta che, pur sentendosi un po’ ridicola, ha ugualmente domandato quanto ci fosse di vero in quello che aveva ascoltato alla televisione e il tecnico che le stava facendo la mammografia, ha estratto una protezione da un cassetto. Ad una sua domanda sul motivo per cui questa protezione non fosse usata d’ufficio, le è stato risposto che è prevista la richiesta da parte del paziente. Ma come si può richiedere una cosa di cui non si è al corrente? Se la mia amica non avesse assistito a quella trasmissione, non l’avrebbe mai saputo. E nemmeno io, e probabilmente nemmeno voi.
Bisogna far circolare questa informazione tra le nostre figlie, nipoti, madri e amiche.
Io lo sto facendo, se credete, fatelo anche voi.

Quest’appello risale almeno al 2011 ed è contrario ai fatti e potenzialmente pericoloso, per cui non è opportuno diffonderlo così com’è.

Ad aprile 2011, quando ha iniziato a circolare la versione originale inglese dell’appello, l’American College of Radiology e la Society of Breast Imaging hanno pubblicato una smentita, basata su ricerche come questa pubblicata sulla rivista specialistica Radiology, che spiegava che il rischio di cancro alla tiroide dovuto alle radiografie dentali e alle mammografie è praticamente nullo, perché la dose di radiazioni che colpisce la tiroide durante questi esami equivale a circa 30 minuti di radiazioni ambientali naturali.

L’uso sconsiderato di queste protezioni, per contro, potrebbe nascondere all’esame radiografico eventuali sintomi di malattia presenti nelle zone coperte dalla protezione tiroidea, per esempio nella parte superiore dei polmoni.

C’è anche il rischio che le persone, spaventate dal falso allarme diffuso da questa bufala, si rifiutino di fare prevenzione medica tramite mammografie periodiche e quindi aumentino il proprio rischio di malattia invece di diminuirlo.

I dettagli dell’appello sono descritti in inglese presso Snopes.com. Come accade spesso nelle bufale diffuse dal passaparola, questa storia fa leva sul pregiudizio diffuso che i medici siano tutti stupidi (tranne quando appaiono in televisione), sul pensiero magico di allontanare le malattie usando un semplice rituale in realtà inefficace e sul desiderio, purtroppo mal riposto, di aiutare gli altri con poca fatica inoltrando una mail.