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Catastrofi a scelta: Apophis, l’asteroide che distruggerà la Terra

Catastrofi a scelta: Apophis, l’asteroide che distruggerà la Terra

Asteroide in rotta di collisione nel 2029?

Una collina volante, un macigno di 350 metri di diametro, sfiorerà la Terra venerdì 13 aprile 2029 e forse si schianterà: questo è l’annuncio drammatico che circola in Rete. Sempre che il mondo non finisca prima nel 2012, s’intende. I catastrofisti esultano: in un modo o nell’altro, siamo spacciati.

Ci sarebbe da aprire un lungo discorso sul perché certa gente goda nel credere che moriremo tutti a una data prestabilita in un’ecatombe immane e spettacolare, e sul perché altra gente si prodighi a diffondere queste dicerie dementi, ma lasciamo stare. Il modo migliore per sbugiardare questi menagramo è guardare i fatti.

La storia inizia nel giugno 2004. Due astronomi professionisti, David Tholen e Roy Tucker, annunciano la scoperta di un oggetto celeste che si muove rispetto alle stelle fisse, e lo fanno prima ancora di averne calcolato con precisione traiettoria e dimensioni (con buona pace di chi crede alla congiura del silenzio degli astronomi a proposito di Nibiru, il pianeta che sarebbe in rotta verso la Terra). Quando i colleghi confermano l’avvistamento dell’oggetto e ne calcolano la traiettoria, salta fuori che secondo i primi calcoli le probabilità d’impatto con la Terra sono le più alte mai stimate per un asteroide. La notizia, supportata da un primo rapporto della NASA (sempre alla faccia della congiura del silenzio), suscita enorme clamore: uno schianto causerebbe oltre dieci milioni di morti.

A Tholen e Tucker spetta il diritto di battezzare l’asteroide, catalogato formalmente come 2004 MN4: scelgono il nome Apophis, che è il nome greco del maligno e serpentiforme dio egizio dell’oscurità e della distruzione, Apep. Bambi non suonava bene. Fra l’altro, i due astronomi sono, a quanto pare, fan della serie di fantascienza Stargate SG-1, nella quale c’era un alieno di nome Apophis che mirava a distruggere la Terra.

Quello che i catastrofisti non dicono è che dopo questi calcoli preliminari, i rilevamenti della traiettoria di Apophis sono stati affinati dal lavoro collettivo degli astronomi di tutto il mondo e quindi si è scoperto che le probabilità di impatto nel 2029 sono in realtà zero: quello del 13 aprile 2029 sarà soltanto un passaggio ravvicinato e Apophis mancherà la Terra di almeno 29.000 chilometri, come mostrato nel grafico qui sotto, tratto da Wikipedia, che dà un’idea delle distanze in gioco rispetto alle dimensioni del nostro pianeta. La riga bianca indica il margine d’incertezza dei calcoli.

E’ comunque un passaggio abbastanza ravvicinato, se consideriamo che i satelliti geostazionari per telecomunicazioni (quelli verso i quali sono puntate le parabole per ricevere la TV) sono alla stessa distanza dalla Terra. La NASA ha già chiarito che il rischio d’impatto di Apophis con uno di questi satelliti artificiali è insignificante, quindi non rischiate di vedervi interrompere la partita della squadra del cuore.

Il 13 aprile 2029, insomma, non succederà nulla: Apophis sarà soltanto un fioco puntino che si sposta lentamente nel cielo e sarà a malapena visibile ad occhio nudo. L’unica cosa di cui meravigliarsi sarà la precisione con la quale gli astronomi riescono a fare previsioni di questo genere: il tracciamento di Apophis viene mantenuto tuttora e viene aggiornato in questa pagina della NASA. Ma tutto questo non metterà a tacere i catastrofisti, perché il passaggio ravvicinato del 2029 altererà la traiettoria in un modo che per ora non è calcolabile con precisione sufficiente, per cui un possibile impatto successivo durante i passaggi ravvicinati del 2036, del 2037 e del 2069 non può essere ancora escluso del tutto, ma già ora è una probabilità estremamente modesta.

Antibufala: tra 100 anni la Terra in “fornace galattica”

Antibufala: tra 100 anni la Terra in “fornace galattica”

Panico! Il sistema solare corre verso una fornace galattica!

Questo articolo vi arriva grazie alle gentili donazioni di “ines” e “sylvy75” ed è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

L’unica cosa galattica di questa storia è la sua stupidità. Secondo l’ANSA, ripresa da Virgilio Notizie, Yahoo Notizie e l’Unità, fra un paio di secoli o anche prima il nostro Sistema Solare entrerà – cito testualmente – in “una zona della Via Lattea che è una ‘fornace'” ed è “un’area ad alto rischio per la pioggia di radiazioni cosmiche”. Saremmo, insomma, “sull’orlo di una gigantesca regione… composta di gas rarefatto, turbolento e incandescente, dove le temperature raggiungono milioni di gradi”. Pare di capire che se non ce la faranno i Maya nel 2012, saremo fritti lo stesso, noi o i nostri pronipoti.

Non c’è nulla di vero in questa collezione di fesserie, pubblicate irresponsabilmente senza pensare alle paure che nascono in chi legge notizie del genere diffuse da fonti che si presumono essere autorevoli e che si autenticano citando in modo piuttosto ingannevole anche il direttore dell’osservatorio di Arcetri, Francesco Palla.

Tutto nasce da una lettera (una sorta di mini-articolo) pubblicata nella rivista Astrophysical Journal Letters (impact factor 6,405, secondo INASP; gli amici esperti mi dicono che è un buon livello di attendibilità nel settore). Gli autori, che sono astrofisici statunitensi e polacchi, dicono che forse (un forse scomparso disinvoltamente dalle notizie pubblicate dalle testate generaliste) il nostro Sistema Solare si sta dirigendo verso la nube di gas espulsi da un’antica stella esplosa, una supernova. Così risulterebbe, perlomeno, da una possibile interpretazione dei dati che arrivano dalle sonde spaziali automatiche. Ne parla in dettaglio Science Daily del 24 maggio scorso; un preprint (versione preliminare) della lettera è disponibile su Arxiv.org.

È vero che una nube del genere può avere temperature di milioni di gradi, ma questo non vuol dire che finiremo inceneriti fra un secolo e cotti a puntino molto prima. Lo spiega bene Amedeo Balbi su Ilpost.it: in questo contesto tecnico, la temperatura indica semplicemente la velocità media delle particelle della nube. Per cuocerci, invece, servirebbe il calore. Nel linguaggio di tutti i giorni tendiamo a usare temperatura e calore come sinonimi, ma non è corretto.

La temperatura alta della nube significa che le sue particelle si muovono molto velocemente. Ma se le particelle sono poche, non riescono a scaldare nulla. Infatti la nube interstellare è incredibilmente tenue (un atomo per centimetro cubo, contro 10 miliardi di miliardi in un centimetro cubo dell’aria che respiriamo), “l’effetto di tutto questo, sulla Terra, è praticamente inesistente” spiega Balbi. “Siamo protetti dal ben più denso flusso di particelle emesso dal Sole (il vento solare), che crea uno schermo (l’eliosfera) che si estende molto oltre l’orbita dei pianeti. In effetti, l’articolo originale dice, correttamente, che la Terra si trova già immersa in una bolla di gas interstellare a 6000 gradi: e non mi sembra che nessuno abbia mai sofferto per questo.”

Per quanto riguarda la paventata “pioggia di radiazioni cosmiche”, nessun problema: Marco Cagnotti su Stukhtra spiega che il campo magnetico della Terra è perfettamente in grado di “proteggere il nostro pianeta da ben altro”. L’unico disagio potrebbe porsi per i futuri astronauti interplanetari, che uscendo dal campo magnetico terrestre dovranno munirsi di protezioni maggiori.

Ancora una volta, insomma, i media generalisti si dimostrano molto ghiotti di catastrofismo irresponsabile diffuso da incompetenti.

Antibufala: cercasi leopardo smarrito

Antibufala: cercasi leopardo smarrito

“Ho perso Leo”: smarrito un leopardo. O una bufala?

C’è chi mette gli annunci per ritrovare il chihuahua o il micetto scappato, e c’è chi mette appelli su Internet per annunciare di aver smarrito il proprio leopardo. Questa è, perlomeno, la curiosa storia proposta dal sito Hopersoleo.

Lo sconsolato proprietario dice di averlo perso il 28 marzo scorso. “L’ultima volta è stato visto mentre saltava il cancello del vicino alto quasi 4 metri”, dice il sito.

Ma stranamente il sito non fornisce indicazioni sul luogo dello smarrimento o su come contattare il proprietario, né nel sito principale né in quelli collegati su Myspace, Facebook e altri siti molto popolari.

Stando ai commenti su Hopersoleo e alle segnalazioni che mi arrivano, all’appello è associato anche un volantinaggio cartaceo che sta interessando numerose città italiane, destando ovviamente curiosità e apprensione.

Tuttavia i lettori del Disinformatico hanno iniziato ben presto a fiutare non un leopardo, ma una bufala: Daniele, da Napoli, ha notato per esempio che i volantini sono su costosa carta patinata e che alcune delle foto di “Leo” non ritraggono un leopardo, ma un ghepardo.

L’arcano è stato svelato da Mattia di Wavegroup.it in questo articolo. Mattia ha infatti notato un particolare rivelatore: la mappa sulla quale segnalare gli avvistamenti di Leo, presso hopersoleo.wordpress.com, linka una pagina su hopersoleo.com. E Hopersoleo.com, come rivela un rapido controllo con Whois, è intestato a un’agenzia creativa di Roma, la Xister srl. In altre parole, si tratta di una campagna pubblicitaria fatta per far conoscere l’agenzia attraverso il marketing virale. Non c’è nessun leopardo in libertà: niente panico.

Un marketing virale decisamente efficace, che ha saputo giocare con la curiosità e la paura della gente, e originale, visto che è riuscito ad uscire dai confini del Web, dove di solito si svolgono queste campagne, e arrivare nelle strade (sotto forma di volantini) e sui giornali (come testimonia per esempio questo articolo del Corriere della Sera).

Antibufala: attenti agli “euro” turchi!

Antibufala: attenti agli “euro” turchi!

Attenzione alle monete turche, sembrano euro!

Questo articolo vi arriva grazie alle gentili donazioni di “valeriodiste****”, “toni” e “renatoweb”. L’articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Sta circolando dai primi di dicembre 2005 un allarme per la possibile truffa perpetrata scambiando una moneta turca con quella da due euro grazie alla loro asserita somiglianza. Eccovi un esempio del testo dell’appello.

Mamma li turchi!!!

No seriamente, fate attenzione

…se è vero, watch out…

Dal 1° gennaio 2005, la Turchia ha una nuova moneta, la “nuova lira turca” (Yeni Turk Lirasi), che sostituisce la vecchia lira super svalutata, alla quale sono stati tolti non meno di sei zeri.

Guardando la nuova moneta da 1 lira, salta subito all’occhio che assomiglia stranamente alla moneta da 2 euro. Se confrontiamo queste due monete, notiamo che hanno esattamente lo stesso aspetto (un anello di nickel che circonda la parte centrale in rame) e quasi la stesssa dimensione.

Allo stesso modo, sull’altro lato è raffigurato, come molti euro, una testa (si tratta qui di Ataturk, come gli euro ci mostrano il re di Spagna, il re del Belgio, Dante, ecc.). L’unica differenza è il numero: al posto del 2 dei due euro, c’è un 1. Oltretutto, si può notare che questo 1 è graficamente molto simile all’1 di un euro.

Questa moneta da una lira turca è quindi una abile imitazione, giuridicamente inattaccabile, della moneta da due euro.

Vale 0,4 euro.

Per il momento, siate prudenti e controllate che vi diano monete da 2 euro e non monete da una lira turca, poichè hanno cominciato a circolare.

L’appello è solitamente accompagnato da un allegato costituito da un’immagine che mette a confronto lira turca e moneta da due euro.

Talvolta l’appello si “autentica” includendo un rimando alla voce dedicata alla nuova lira turca nell’enciclopedia libera e gratuita Wikipedia.

Vediamo una per una le affermazioni contenute nell’appello.

  • È vero che la Turchia ha introdotto dal primo gennaio 2005 una nuova valuta che toglie sei zeri a quella vecchia, come spiega in inglese il sito ufficiale.
  • È vero che vi sono state segnalazioni di tentativi di usare, al posto delle euromonete, monete (non necessariamente turche) che vi somigliano (una mi è giunta da un lettore, “annypan”, per esempio), ma questa non è in sé una novità: errori e truffe di questo genere esistono da sempre, principalmente ai danni di distributori automatici.
  • È inesatto che la nuova lira turca vale 0,4 euro: attualmente (21 dicembre 2005) vale 0,62 euro. È comunque vero che la lira turca vale meno dell’euromoneta alla quale assomiglia.
  • Sono vere le immagini mostrate nell’appello: le monete hanno effettivamente l’aspetto presentato.

È invece discutibile, anche se non del tutto infondato, il tema principale dell’appello: la pretesa somiglianza fra la moneta da due euro e quella da una nuova lira turca. Le due monete hanno infatti differenze visive non proprio trascurabili:

  • Le proporzioni dell’anello esterno e del disco interno sono diverse: l’anello esterno del 2 euro è più snello di quello della lira turca.
  • Sulla moneta da due euro c’è scritto un “2” molto grande e c’è anche scritto “EURO”, mentre sulla lira turca c’è scritto “1” e non c’è ovviamente alcun accenno all’euro. Sulla lira turca c’è una chiara scritta “Yeni Türk Lirasi”, insieme alla falce di luna e la stella, simbolo della Turchia: due dettagli che dovrebbero risaltare non poco.

È però plausibile che una persona molto distratta o che ci vede molto poco possa non notare queste differenze. Tuttavia, se non nota differenze di questo tipo, non occorre certo tirare in ballo la lira turca per truffarla, perché non è in grado di distinguere neppure le euromonete e le possono rifilare qualsiasi cosa al posto del resto esatto.

È invece improbabile l’ipotesi proposta da alcune varianti dell’appello, secondo le quali la nuova lira turca potrebbe ingannare i distributori automatici. Infatti le dimensioni e il peso della lira turca sono sufficientemente differenti da quelle della moneta da due euro. La differenza è forse difficile da percepire per una persona (sto comunque cercando di procurarmi un campione di lira turca), ma non per i sensori di cui sono dotati normalmente i distributori automatici. Un lettore che lavora in banca (“simone.san****”) mi fornisce gentilmente i dati tecnici delle due monete, tratti dai siti della Banca Centrale Europea e da un sito governativo turco:

2 euro lira turca
Diametro: 25,75 mm 26,15 mm
Spessore: 2,20 mm 1,95 mm
Peso: 8,50 g 8,3 g

Se vi interessa, grazie anche alle indagini dei lettori posso segnalarvi anche un elenco completo di immagini di tutte le banconote e monete turche (nuove e vecchie).

In conclusione: l’allarme ha un minimo di verità, ma non va limitato alla lira turca, perché chi si fa raggirare dalla lira turca è raggirabile anche da monete simili di altri paesi o da monete false molto grossolane, e quindi deve fare attenzione in generale a tutte le monete che gli vengono date.

Questa, però, è una raccomandazione che vale per tutti noi, che troppo spesso ritiriamo il resto senza controllarlo: l’appello non fa altro che ribadire il concetto in una forma che “funziona” (ossia induce fortemente a inoltrarlo a tutti) perché fa leva emotivamente sulla diffidenza verso gli stranieri.

Fra l’altro, la lira turca non è l’unico sosia delle euromonete: c’è anche il baht tailandese, come segnalato da vari lettori. La pubblicazione svizzera L’inchiesta di gennaio 2006 ha diffuso un articolo nel quale racconta che una moneta da 10 baht è stata rifilata da un negozio italiano a un turista svizzero al posto di una moneta da due euro.

Dieci baht valgono circa venti eurocent. Secondo L’inchiesta le due monete hanno “stessi colori, stesse dimensioni, stesso peso”. Attenzione, quindi, non soltanto alla lira turca.

pete.ivan@hotmail.com, allarme bufala

pete.ivan@hotmail.com, allarme bufala

Antibufala: il “video di Bush” che vi infetta il computer

Segnalo l’ennesima variante del Bufalovirus mittensis: un falso allarme per un presunto mittente untore.

Di a tutti i tuoi contatti della tua lista, di non accettare il contatto pete.ivan@hotmail.com non è un video di Bush, è un hacker: formatta il computer, ti cancella i contatti e ti toglie la password alla posta elettronica. ATTENZIONE, se i tuoi contatti lo accettano, pure tu lo prenderai, così invia il messaggio urgentemente a tutti, questo è di molta importanza, semplicemente copia e incolla. URGENTISIMOOOOOOOOOOOO !!!PER FAVORE, FAI CIRCOLARE QUESTO AVVISO AI TUOI AMICI, FAMILIARI, CONTATTI!!!E’ preferibile ricevere questo messaggio 25 volte che ricevere il virus e aprirlo.

Invito, anche se è inviato da un amico, non aprirlo e spegni subito il computer. E’ il peggior virus annunciato dalla CNN. ‘Un nuovo virus è stato scoperto recentemente ed è stato classificato da Microsoft come il virus più distruttivo che sia esistito. Questo virus distrugge semplicemente il Settore Zero del Hard Disk, dove le informazioni vitali della sua funzione vengono conservate.INVIA QUESTA E-MAIL A CHI CONOSCI. COPIA QUESTO TESTO E INVIALO A TUTTI I TUOI AMICI.RICORDA: SE LO INVII A LORO, CI BENEFICI A TUTTI. URGENTISIMOOOOOOOOOOOO

I dettagli sono nell’indagine antibufala generale sull’argomento, ma ripeto in sintesi: sono anni (in alcuni casi, almeno da dicembre 1994) che ogni tanto storie di questo tipo fanno capolino. La solfa è sempre la stessa: si tratta di messaggi che annunciano l’arrivo di un pericolosissimo virus riconoscibile dal titolo del messaggio o dal suo mittente.

A volte vengono citati nomi di aziende (Microsoft, IBM, CNN, AOL) per conferire apparente autorevolezza all’appello, e cambia il titolo che l’e-mail pericolosissimo dovrebbe avere, ma il principio è sempre lo stesso. Questi appelli sono l’equivalente Internet del grido “al lupo, al lupo”. Pertanto ignorateli e avvisate chi ve li manda che si tratta di bufale.

  • Non è dal titolo o dal mittente che si capisce se un e-mail è pericoloso o meno. Un e-mail infetto può avere qualunque titolo e qualunque mittente (anche quello citato nell’appello). Quindi appelli come questi sono del tutto inutili e fuorvianti, perché fanno pensare che soltanto e-mail con quel titolo o quel mittente siano pericolosi, creando una falsa sensazione di sicurezza.
  • In realtà tutti i messaggi che ricevete vanno considerati a rischio, a prescindere dal titolo e dal mittente, e anche se provengono (apparentemente) da persone che conoscete.
  • La difesa contro i virus non si basa sul nome del messaggio o sul suo mittente, ma su tecniche un po’ meno superficiali. Per esempio, bisogna tenere costantemente aggiornato il proprio antivirus, eseguire sistematicamente gli aggiornamenti di sicurezza del proprio sistema operativo, usare programmi privi di vulnerabilità e non aprire mai gli allegati di qualsiasi provenienza (anche “fidata”) senza controllarli prima con un antivirus aggiornato (meglio comunque non aprirli se non sono strettamente indispensabili).
  • Questi allarmi sono falsi anche se li ricevete da persone di cui vi fidate. Ve li stanno mandando semplicemente perché a loro volta si sono fidati di chi li ha mandati a loro, e così via. Il fatto che siano “firmati” da qualcuno che conoscete non è affatto una garanzia di affidabilità.
  • Gli avvertimenti veri a proposito di virus includono sempre un riferimento a una pagina di documentazione di un sito di produttori di antivirus e offrono dettagli precisi sul funzionamento del virus (ad esempio quali sistemi operativi ne sono colpiti, come agisce).
  • Gli avvertimenti veri non contengono frasi ad effetto ma prive di qualsiasi significato tecnico come “virus di nuovissima generazione” o “qualcuno vi toglierà l’e-mail”.
  • Gli avvertimenti falsi, invece, non riportano mai una data, in modo da non scadere mai.
  • I tempi di reazione delle società produttrici di antivirus sono incredibilmente ristretti: quando esce un nuovo virus, l’aggiornamento dell’antivirus e la documentazione del virus sono disponibili sui loro siti nel giro di poche ore. Pertanto, se questi siti non parlano del virus citato nell’appello, l’appello è falso.


Vignetta di Moise, pubblicata inizialmente su AFNews,
ripubblicata qui per gentile concessione dell’autore.
Appello per bambino leucemico, paziente guarito

Appello per bambino leucemico, paziente guarito

Riccardo sta bene!

Ricordate il caso dell’appello via mail e SMS per Riccardo, il bambino malato di leucemia, per il quale si chiedeva di donare sangue del gruppo B+ presso vari ospedali, inizialmente il Meyer di Firenze e poi altri in giro per l’Italia e anche in Svizzera man mano che il passaparola storpiava il contenuto iniziale del messaggio? C’è un piacevole aggiornamento.

Come raccontato nell’indagine apposita, l’appello era partito nei primi mesi del 2007 e il bambino esisteva realmente ed era realmente malato. La richiesta non era dunque una bufala in senso stretto, ma non era stata diramata dall’ospedale dove era ricoverato il bambino perché non c’era alcuna carenza di sangue. Nel corso di più di due anni, la sua circolazione frenetica ha intasato di telefonate di richieste d’informazioni e di code di donatori improvvisati non soltanto l’ospedale Meyer che realmente ospitava Riccardo, ma anche i vari ospedali man mano citati dalle varianti dell’appello, causando disagi a non finire.

La raccomandazione che faccio sempre è di controllare prima di inoltrare qualunque appello di questo genere: il Servizio Antibufala, i suoi omologhi e San Google sono qui per questo. Ma oggi posso fare questa raccomandazione per un motivo in più: perché la verifica, in questo caso, vi permette anche di sapere che la vicenda di Riccardo ha avuto un esito felice.

Ricevo e pubblico con piacere questa segnalazione dell’ufficio stampa dell’Ospedale Meyer, quello che realmente ha ospitato il bambino:

Volevo chiederti se riesci, quando aggiorni il tuo sito, ad aggiungere nel caso del bambino leucemico per cui tanti chiedevano sangue B positivo, che è scaduto. Il bambino è da tempo a casa, sta bene. Purtroppo ogni tanto quella catena riemerge ma con l’attenzione che c’è, si propaga meno e riusciamo a bloccarla sul nascere.

È una splendida notizia: purtroppo non impedirà all’appello di continuare a circolare inutilmente, ma rispetto ai tanti casi di appelli medici di cui non si sa l’esito, è un gran bel passo avanti. Poter dire che l’appello è scaduto perché il bambino sta bene è molto più semplice ed efficace che spiegare che gli inoltri causano disagi e confusione.

Astronauta lunare crede agli alieni: i lunacomplottisti vanno in loop infinito

Astronauta lunare crede agli alieni: i lunacomplottisti vanno in loop infinito

Astronauta lunare: gli UFO esistono e gli alieni ci hanno visitato

L’articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Edgar Mitchell, uno dei due astronauti che camminarono sulla Luna durante la missione Apollo 14, ha dichiarato di essere “stato informato che siamo stati visitati su questo pianeta e che il fenomeno UFO è reale”. Non solo: dice anche che l’incidente di Roswell è autentico e che da sessant’anni i governi tengono segreta tutta la faccenda delle visite aliene.

La notizia esplode ovunque in Rete: Slashdot, The Inquirer, News.com.au, Telegraph, BoingBoing, giusto per citare alcuni siti. L’origine della storia è Kerrang, dove trovate l’audio dell’intervista telefonica a Mitchell.

I lunacomplottisti esultano, perché naturalmente credono agli UFO e possono dire “Vedi? Esistono, l’ha detto persino un astronauta”.

Ma esultano soltanto per un istante. Perché poi si accorgono che quell’astronauta è una delle persone che loro accusano da quarant’anni di essere uno dei bugiardi traditori che hanno falsificato le missioni lunari, per cui assolutamente non gli possono credere. Oops.

Dai, Ed, che scherzo da prete.

Appena smetto di ridere vi racconto tutta la storia di Ed Mitchell.

2008/07/25: La trascrizione delle parole di Mitchell

Ecco una stesura veloce del testo integrale delle dichiarazioni dell’astronauta Edgar Mitchell. La trascrizione è stata realizzata con Dragon Naturally Speaking (io ripetevo le parole dette dagli interlocutori) e poi riveduta a mano un paio di volte. Se trovate refusi o decifrate le parole incomprensibili, avvisatemi via mail o nei commenti.

INTERVISTATORE: Do you believe in life on other planets?

MITCHELL: Oh yes, there’s not much question at all, but there’s life throughout the universe. We’re not alone in the universe at all.

I: You’re convinced that we’re not alone in the universe?

M: Oh, I… know for sure we’re not alone in the universe. Now, have we been able to identify for sure where the other planets are? No, we have not. Certainly not in our solar system. But they’ve identified quite a number of planets, now, that very likely could be life-bearing planets, and… I happen to be privileged to know… to have… be in on the fact that we have been visited on this planet and the UFO phenomenon is real, although it’s been covered up by our governments for quite a long time.

I: Wow! Hang on a minute. But this is big. So… I’m… Whoa… This is… All of this is quite a shock to me.

M: Well, I’m sorry, you haven’t been reading the papers recently, they’re starting to open up quite a bit.

I: So you’re telling me… whoa, this is a lot of information to take on board. Hang on a minute. I mean, listen, I’ve heard like, you know, crazy UFO nuts tell me this kind of thing before. I’ve never had Dr. Ed Mitchell, you know, the sixth man to walk on the moon, a respected scientist in his own right, uh, announce to me that we’ve been… visited by… aliens from… other planets and that they… they definitely are out there, there’s no debating it.

M: Well, that’s [incomprensibile] talked to me, I would have told you about it before.

I: So… So you… you believe in all of… you believe the whole idea…

M: Well, no, there’s more nonsense out there about this that there is real knowledge, but there is… it is a real phenomenon, and there’s quite a few of us… it’s been well covered up by all of our governments for the last 60 years or so, but slowly it leaks out and some of us are privileged to have been briefed on some of it. I happen to have grown up in the… I don’t even know you… whether you know this place, Roswell, New Mexico, where presumably the Roswell incident of 1947 took place, and I’m quite knowledgeable [incomprensibile] there, since I grew up there, but I’ve also been in military circles and intelligence circles that knows beneath the surface of what has been, uh… public knowledge, that yes, we have been visited.

I: So… and… and.. you’re serious? You’re not going to go, “You know, I was just pulling your leg about that, it’s not true”?

M: [incomprensibile]

I: I’m just… I was wondering if I’m… I’ve just stumbled upon… astronaut humour, and in a couple of minutes you’re going to go, “I was only pulling your leg”.

M: No, I won’t… won’t do that.

I: Wow, so… wow! So.. what… so… I mean, so you’ve been briefed on the fact that there are… we’ve been visited.

M: Well, I haven’t… briefed is one word for it. I have been involved in… in… much of this work. It’s not my main work, it’s not my main interest. But I have been deeply involved in certain committees and certain research programs with very credible scientists and intelligence people that do know the real inside story, and I’m… I’m not hesitant to talk about it.

I: What is the real inside story?

M: Well, I’ve just been telling you, we have been visited.

I: Are they… I mean, are we in regular contact, or was it a one-off crash, or…?

M: Well, no, there’s been quite a few… there’s quite a bit of contact going on, I can’t tell you because I don’t know all the extent of it, I don’t know all the inside details because that isn’t my really main interest, but the fact that we have been visited, the Roswell crash was real and a numbers… number of other contacts have been real and ongoing. Uh, it’s pretty well known for… to those of us who have… been briefed and been close to the subject matter.

I: So why is it being covered up then? Why is it that it’s not mainstream?

M: Well, the reason for that goes back to the main incidents that really started taking place after World War II, when in the United States at least, I can’t speak for European governments or the South American governments, all of them have recently started opening their files, and most… I mean, it’s been opened, this is starting to open up, and read the Internet or look at… look at some of the press, the international press, you get, start to get stories coming out now. But…

I: I’ve… I’ve… I’ve had people on the show telling me that we’re mount–…that… that governments are mounting up towards disclosure, towards saying that this is the case. Do you think it’ll be the case that there will be an actual disclosure on this, maybe this year, that the governments will come out?

M: I don’t know whether it will be this year in the United States, but certainly we ‘ve already had it in the last few years from the Belgian government, the French government, the Brazilian government, the Mexican government, they’ve opened their files and admitted that they had the files.

I: Okay, right, let me get my head together. Okay, listen, here’s what I now. I’ve had people on the show talking about the fact that the Catholic Church has said, belief in life on other planets doesn’t compromise your Catholicism.

M: Of course, that just happened recently in association with a major release, I believe, of the British government…some of the British government files, they weren’t their deepest files, but some files were released.

I: Yep, what’s happening is at the moment, over the next four years, all the UFO files here in the UK are being released. Do you think it’s the case we are ramping up towards maybe the UK admitting?

M: Well, I can’t say how fast it’s going to happen, but certainly the public awareness of it… uh… is increasing, public acceptance is increasing. The amount of… misinformation… covert and actual attempts to cover up, seem to be decreasing. I think we’re headed toward… real disclosure in some very serious organisations, uh, moving in that direction.

I: What do you… you’ve had a long time to think about this. What you think the impact will be on the world when it’s finally mainstream news that there are alien beings that live outside this planet?

M: Well, I think at this point it’s probably “Ho-hum, so what’s new?” I think that certainly in the United States well over 70% of the people now accept this as fact although they may not… they do not know… all the correct story, they do know that there has been, or accept the fact, there has been visitation, UFOs in the skies all the time that are very likely alien craft. Now, not all of them are, I suspect some of them are home-grown. I suspect that in the last 60 years or so, that there has been some, uh, back-engineering and the creation of this type of equipment that is not nearly as sophisticated, yet, as what the apparent visitors have.

I: So… as part of this… I mean, as part of you knowing about this and also going public with it, are you worried for your own safety with this kind of stuff or are you convinced that [incomprensibile]?

M: Oh, I think that those days are gone. There used to be a concern among the people on the inside, but I don’t think they’re knocking anybody off for that any more or, uh, doing drastic things to them.

I: What do you think the intent of the aliens is? Is it hostile or peaceful?

M: No no no, it’s not hostile, it’s pretty obvious that if it were hostile, we would’ve been gone by now.

I: Really?

M: We could have been. We had no defense, if that’s what their real intent was.

I: And what… are we talking… What do they look like, are we talking, like, you know, the traditional sort of…?

M: You’ve seen some of the pictures, uh… the pictures that I know of, some of them are… uh… are these little.. little people look strange… that look strange to us. As far as I know from my… from my, uh, contacts that have had contact, that looks… is pretty accurate.

I: Wow! Do you think other people who are involved in the moon landings know about this?

M: Some of them do. But again, it’s like other people, if you’re interested enough to dig into it and want to know about it, you can know about it.

I: Because… uh, listen, I don’t want… I know you’re a busy guy and I know there’s other people…

M: Yeah, this phone that… is not leaving me alone, this other phone is ringing all the time, and… I’m by myself here at the moment.

I: I’ve… This has been… easily one of the most significant conversations in my life. Unbelievable. Uh, Uh… just… I want to thank you for joining us, and, uh, Doctor Ed Mitchell, that’s inc… Listen, you’re a friend of the show, if you want to accept that friendship and… and wow, what an incredible conversation. Listen man, thanks for joining [troncato dalla fine della registrazione, presumo “us”]

2008/07/29

In sintesi, Mitchell non dice di aver avuto contatti diretti con alieni o veicoli alieni, ma di averne saputo attraverso le parole di altri. La sua accusa ai governi di aver cospirato per tenere segreta la verità è basata soltanto su vaghe dicerie. Quello che colpisce è che Mitchell annuncia una delle notizie più importanti della storia (il contatto con altre civiltà) e poi la liquida dicendo che “non è il mio interesse principale”. Come sarebbe a dire? Cos’altro ci può mai essere di più “principale” e di più interessante rispetto a una notizia del genere?

Mitchell non ha prove e non fa nomi di testimoni né indica circostanze precise (salvo dire che l’incidente di Roswell del 1947 è “autentico”). Un po’ poco, per un’affermazione così straordinaria.

Le dichiarazioni di Mitchell vanno calate nel contesto. Mitchell, come notano i commenti qui sotto, è ben conosciuto da tempo per le sue affermazioni riguardanti i poteri paranormali: condusse privatamente degli esperimenti di telepatia durante la sua missione nel 1971. La cosa non deve stupire, perché era un periodo nel quale la parapsicologia era in auge. Qui trovate un articolo del 2003 che racconta in dettaglio gli esperimenti e i rapporti di Mitchell con il presunto sensitivo Uri Geller e offre vari esempi delle concezioni mistiche decisamente originali di Mitchell.

Già nel 1973 aveva fondato l’Institute of Noetic Sciences per indagare sui fenomeni paranormali, e afferma (senza prove) di essere stato guarito dal cancro ai reni da un guaritore fra il 2003 e il 2004.

In altre parole: Mitchell è stato un grande astronauta che ha sempre albergato idee trascendentali piuttosto estreme. E’ perfettamente plausibile che un’esperienza intensissima come il viaggio nello spazio per sbarcare sul suolo di un altro corpo celeste abbia stimolato ulteriormente queste idee: chi non sarebbe spinto a pensieri mistici di fronte alla visione di tutto il nostro pianeta tanto lontano da poterlo coprire con il proprio pollice?

Non siamo dunque di fronte a uno scettico che presenta dei fatti concreti, ma a una persona con decenni di inclinazioni mistiche che presenta delle dicerie. Di conseguenza è d’obbligo molta cautela prima di prendere per buone certe affermazioni.

Quest’episodio, con le reazioni istintive che ha provocato in molti, è un caso classico della fallacia del cosiddetto “principio d’autorità”: ci viene naturale fidarci delle persone che hanno ricoperto ruoli importanti e autorevoli, anche quando parlano di cose che stanno al di fuori della loro sfera di competenza. Mitchell è stato un astronauta quarant’anni fa: ha imparato a fare cose tecniche assolutamente straordinarie, come pilotare il modulo lunare. Ma questo non gli conferisce competenze o autorevolezza in altri settori, come la parapsicologia, verso i quali anzi chi ha una preparazione scientifica è particolarmente vulnerabile: il caso dei fisici Russell Targ e Harold Puthoff, gabbati dai giochi di prestigio di Uri Geller negli anni Settanta del secolo scorso, fece storia in questo senso.

Antibufala: spot MTV “bandito” sull’Undici Settembre, la soluzione

Risolto il caso della pubblicità di MTV

Adoro quando succedono queste cose: sono la dimostrazione di uno dei miei concetti internettiani prediletti, il cosiddetto “motore di ricerca umano”. Google e soci sono una gran bella cosa, ma comportano il rischio che ci si dimentichi che fra i nostri amici e colleghi molto spesso c’è una serie vastissima di competenze e conoscenze alle quali potremmo rivolgerci per saperne di più su tanti argomenti, molto più efficacemente che tramite Google.

Un esempio di efficacia di questo motore di ricerca umano viene dall’indagine che ho avviato qualche tempo fa su un appello che circola sotto forma di presentazione PowerPoint e dice di essere una serie di immagini tratte da uno spot di MTV, che sarebbe stato bandito dal governo USA perché toccava un argomento politicamente sconveniente come l’11 settembre, paragonandolo ad altre tragedie che affliggono il mondo e per le quali non ci si mobilita altrettanto efficacemente.

Ero arrivato a un punto morto: poi una lettrice ha scoperto, grazie ai propri contatti di lavoro, quale agenzia pubblicitaria aveva preparato lo spot e mi ha così permesso di contattarla per sapere come stanno le cose. L’indagine completa è dunque qui e contiene una correzione alle mie prime impressioni.

Sangue per bambino malato, l’ospedale Meyer ancora subissato: basta!

Sangue per bambino malato, l’ospedale Meyer ancora subissato: basta!

L’ospedale Meyer continua a essere paralizzato dall’SMS per il bambino leucemico bisognoso di sangue B+, rinnova l’appello a non diffonderlo

Questo articolo vi arriva grazie alle gentili donazioni di “mirabailibero” e “pierodarin”, ed è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Ricevo dall’ospedale Meyer e pubblico volentieri un aggiornamento importante a proposito dell’appello per il bambino malato che avrebbe bisogno di sangue, già discusso qualche tempo fa in questo blog: l’appello continua a imperversare, ma non va diffuso perché è fasullo e contiene spesso dati inesatti.

Grazia Colombara, dell’Ufficio Rapporti con l’Utenza dell’Ospedale Meyer di Firenze, che è l’ospedale dove era effettivamente ricoverato il bambino, mi ha scritto dicendo che

“stanno ricominciando a girare gli sms e le mail sul bisogno di sangue che il nostro Ospedale avrebbe per un bambino affetto da leucemia; ancora una volta si ribadisce che non c’è alcuna emergenza sangue e si richiede a quanti avessero ricevuto il messaggio di aiutarci diffondendo il messaggio opposto e cioè che l’Ospedale Meyer non ha alcuna emergenza sangue, di non telefonare perché il grande afflusso di telefonate blocca l’accesso delle vere emergenze. Grazie.”

L’appello, per chi se lo fosse perso, era inizialmente questo, datato marzo 2007:

C’è un bimbo di 17 mesi che necessita di sangue del gruppo B positivo a causa di una forma di leucemia fulminante. Telefonare al Mayer (055/56621) per Riccardo Capaccioli.


Un’altra variante era questa:

Oggetto: I: Necessità di sangue B+

C’è un bambino di 17 mesi ricoverato al Mayer con una leucemia fulminante. I medici stanno cercando di cronicizzarla e se ci riescono, ha buone speranze di cavarsela. Purtroppo ha bisogno frequente di trasfusioni e a questo punto della malattia ha bisogno proprio del suo che è B+. Se qualcuno di voi ha questo gruppo sanguigno o conosce qualcuno che lo ha, lo prego di mettersi in contatto con il Mayer dalle 8 alle 10 del mattino facendo riferimento al nome del bambino: Riccardo Capaccioli.

Questo non è il copia incolla di una catena, il bambino è il figlio dell’amica di una mia collega.

Ciao e grazie a tutti.

Nel mio primo articolo avevo omesso per privacy il numero di telefono dell’ospedale e il nome del minore, ma a questo punto ritengo prevalga sulla privacy l’interesse pubblico: infatti aumentano gli ospedali coinvolti dall’appello, e non solo in Italia, perché qualcuno, nell’inoltrarlo, ha alterato i numeri di telefono e le coordinate dell’istituto. Il nome del bambino e il numero di telefono (con relative varianti) sono chiaramente fra le parole-chiave che verrebbero cercate su Internet da chiunque si prendesse la briga di verificare prima di inoltrare, per cui li pubblico allo scopo di facilitare il reperimento di notizie sull’appello.

Nuove varianti

Nelle varianti attualmente in circolazione, il nome dell’ospedale (Meyer, non Mayer) è sparito del tutto e il numero di telefono è stato alterato in modo da avere il prefisso di Roma:

“giralo x favore bimbo di 17 mesi necessita sangue gruppo b+ per forma di leucemia fulminante. Tel 065526621 X riccardo capaccioli. Fai girare. E’ urgente. Grazie”

Un’altra versione circolante tira in ballo il Gaslini e altera ancora il numero di telefono; inoltre il bambino diventa un adulto da contattare:

Comunicazione da persona conosciuta che lavora al Gaslini.
Bimbo di 17 mesi necessita di sangue gruppo B positivo per una forma di leucemia fulminante. Telefonare al num. 5556621 Sig. Riccardo Capaccioli. Gira questo messaggio con urgenza. GRAZIE.

In altre versioni il numero è 055/58621, e ho segnalazioni del medesimo appello anche nella Svizzera italiana. Non telefonate a nessuno di questi numeri: come già segnalato nella pagina apposita del sito dell’Ospedale Meyer di Firenze,

…l’Ospedale Pediatrico Meyer precisa che non esiste una situazione di urgenza, nè di emergenza e di non aver mai comunicato alcun appello. Il Centro Sangue del Meyer ha abbondanti scorte di sangue per questo bambino. Anzi in tutta la Toscana assistono a un fenomeno di sovrabbondanza di questo tipo di sangue.

Ringraziamo i tantissimi cittadini che si sono rivolti e anche oggi si rivolgono a noi e alla rete di raccolta di sangue. L’Ospedale pediatrico Meyer fa appello alla collaborazione di tutti, invitando i cittadini a non intasare i centralini dell’Ospedale, nè i numeri del Centro Sangue di Firenze. Il rischio è che chi ha veramente necessità non possa contattare l’Ospedale, nè i servizi interni. Il Meyer ribadisce che non c’è emergenza sangue di tipo B+.

Ancora una volta si dimostra il perverso meccanismo del passaparola che rende così dannose le catene di Sant’Antonio: man mano che passa di casella in casella e da un cellulare all’altro, il testo dell’appello immancabilmente si altera, si trasforma e perde dettagli importanti per strada, oltre a perpetuarsi ben oltre la durata dell’evento che l’aveva scatenato.

La raccomandazione, quindi, è sempre la solita: non inoltrate se non potete verificare. Per verificare, di solito basta immettere i dati dell’appello in Google. Ma se non trovate niente, non inoltrate lo stesso: non cadete nel dubbio del “male non fa”. Ne fa, intasando i centralini e spesso anche i telefoni di privati cittadini il cui numero viene erroneamente indicato nell’appello.

***

Con questo articolo riprendo dopo una lunga pausa forzata. Vorrei dirvi che ero in missione segreta per la CIA nell’ambito della mia sorpresa di settembre, come sospettano i complottisti di ogni sorta (sciachimisti, lunari, schiettisti e undicisettembrini), ma la realtà è molto più banale: influenza. Ah, già, ma non dicevano così anche per i leader sovietici?

Aggiornamento (2007/10/09)

E’ comparsa un’ennesima variante: i dettagli sono qui.

Torna l’allarme fasullo per Red Bull

Preoccupati dall’e-mail anti-Red Bull?

Ha ripreso a circolare l’appello che mette in guardia contro i presunti pericoli delle bibite contenenti taurina, caffeina e glucuronolattone, per cui vale la pena di segnalare l’indagine antibufala già fatta a suo tempo, che ho aggiornato per l’occasione.