Vai al contenuto

“Mistero” affonda le scie chimiche

A volte basta uno sguardo

Ieri sera, a Mistero (Italia 1), fra una piramide friulana e un cerchio nel grano, Raz Degan ha presentato un servizio sul presunto fenomeno delle “scie chimiche” (i dettagli della bufala sono qui).

Guardate l’impagabile espressione di Raz mentre ascolta i deliri di uno sciachimista: le parole non servono.

Dev’essere dura per chi s’è impegnato per anni per far conoscere al mondo il terribile pericolo che incombe e poi trovarsi ficcato fra una scemenza e l’altra come un hamburger flaccido dentro un panino stantio di McDonald’s. E con un conduttore che guarda in macchina e sembra che si chieda quanto tempo ci sta mettendo ad arrivare l’ambulanza con due gentili ma risoluti infermieri.

Grazie, dunque, agli autori di Mistero: con quello sguardo hanno liquidato lo sciachimismo meglio di mille pagine di risposte di meteorologi, chimici e piloti.

Anzi, per dirla tutta: grazie al Raz.

Scie chimiche, faccia a faccia l’1/10 a San Mauro Pascoli [UPD 2010/09/28]

Scie chimiche, faccia a faccia l’1/10 a San Mauro Pascoli [UPD 2010/09/28]

L’incubo di Rosario. Doppio. O triplo

L’articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Quando ho visto quest’opera di Chris Jordan, nella fantastica doppia galleria di immagini che rappresentano l’America attraverso alcune sue cifre inquietanti e surreali, non ho saputo trattenere un sorriso.


Sembra un cielo leggermente velato…


Ma ingrandendo si vede un’intricata ragnatela di linee…


Sono aerei che rilasciano fantastilioni di scie che velano il cielo!

L’opera, Jet Trails, rappresenta undicimila scie di aerei, pari al numero di voli commerciali negli Stati Uniti ogni otto ore, secondo i dati di Jordan. Devono essere fatti così gli incubi di chi non ha niente di meglio da fare che ossessionarsi per il passaggio degli aerei che rilasciano scie di condensazione (o “scie chimiche”, come le chiamano gli intenditori).

L’altro incubo è anche peggiore: finalmente sta per avvenire un faccia a faccia alla pari fra i sostenitori dell’esistenza delle “scie chimiche” e chi, con dati ed esperti, smonta le loro fantasie menagramo. Il chimico Simone Angioni, esperto scopritore delle fallacie e falsità delle teorie sulle “scie chimiche”, e il biologo Giorgio Pattera, sostenitore nonostante tutto dell’esistenza di queste scie venefiche, si confronteranno il primo ottobre alle 21 a Villa Torlonia, Sala Archi, a San Mauro Pascoli, in Emilia-Romagna. Non solo: il faccia a faccia è organizzato dal parlamentare Sandro Brandolini, che ha già sottoscritto ben tre interrogazioni parlamentari sulla presunta questione delle “scie chimiche”.

Se siete meteorologi, piloti, manutentori di motori d’aereo, controllori di volo, chimici o comunque esperti nei settori coinvolti nelle teorie delle “scie chimiche” e volete contribuire a far cessare questo spreco di tempo e di denaro pubblico, venite all’incontro. Le vostre testimonianze saranno preziose per far capire ai presenti, politici o meno, che tutta la storia delle “scie chimiche” è un abbaglio clamoroso che rischia di essere un autogol per chi l’ha sostenuto politicamente. Perché se un politico o una giunta comunale prende una cantonata del genere, come ci si può fidare di loro per qualunque altra scelta che riguardi l’ambiente o la tecnologia?

C’è in realtà anche un terzo incubo, il peggiore di tutti. Quello di essere stati, per un attimo fuggente, leader del movimento sostenitore delle “scie chimiche”, con tanto di apparizioni televisive, e trovarsi oggi ignorati dai media, esclusi dai dibattiti e respinti persino dagli ex compagni di lotta, nel disinteresse generale. Le luci della ribalta scottano soprattutto quando si spengono. Goodbye, Rosario.

21:30. Ho ricevuto conferma che saranno permesse le riprese video.

Aggiornamento 2010/09/28

Maggiori dettagli sul confronto sono sul sito del CICAP qui. Vi regalo questo video in timelapse (accelerato 125 volte rispetto alla realtà), che ho girato stamattina dal Maniero Digitale. Sono circa due ore e mezza di tempo reale condensate in un minuto e 13 secondi.

A circa 36 secondi si può osservare bene la genesi e l’evoluzione di una scia di condensazione: segue le correnti in quota e si sfrangia a pettine, cosa che alcuni sciachimisti trovano sospetta. Ma perché mai i presunti poteri occulti che stanno dietro il complotto delle “scie chimiche” dovrebbero irrorare proprio sopra casa mia?

Com’è andata la manifestazione contro le scie chimiche? [UPD 2010/11/22]

Com’è andata la manifestazione contro le scie chimiche? [UPD 2010/11/22]

Roma, prima “manifestazione contro le scie chimiche”, chi l’ha vista?

Per sabato 20 era stata annunciata dai soliti siti la “prima manifestazione contro le scie chimiche”, organizzata da un “Comitato nazionale di orientamento sulle scie chimiche”, alle 14 in Piazza Santi Apostoli a Roma. Qualcuno l’ha vista? A giudicare dai commenti sulla pagina di Facebook associata alla manifestazione, non sembra essere stata un’adunata oceanica.

Commento migliore dalla medesima pagina del Libro delle Facce: “Ho letto su un sito che uno scienziato californiano ha trovato tracce rilevanti di sperma nelle scie chimiche”. Ecco perché in questi giorni le nuvole sono gravide di pioggia.

Aggiornamento (2010/11/22): ho trovato una descrizione e un video della manifestazione. Non perdetevi lo striscione dei “cripto-ufologi”, quelli che “sono sicuri dell’interferenza aliena in queste operazioni ma preferiscono non palesare la loro convinzione”. Chissà perché. Lo so che con questa segnalazione regalo pubblicità al “movimento”, ma credo che sia importante far sapere a quali livelli di ridicolo si arriva quando si abbraccia l’antiscienza e si segue il gregge dei diversamente furbi invece di studiare e usare il proprio cervello. Sciachimismo: se lo conosci, lo eviti.

Missi(l)one impossibile

Autore del video del “missile” avvistato da Los Angeles: l’ho ripreso per dieci minuti

La storia della scia che pochi giorni fa ha gettato nel panico i media statunitensi, che hanno iniziato subito a blaterare di allarmi nucleari, di missili intercontinentali lanciati da sommergibili e di armi segrete lanciate per prova o per sbaglio, viene lucidamente fatta a pezzi da Jon Stewart sul Daily Show.

Tutte quelle teste parlanti ben pagate, e neanche una che si sia fatta la semplice domanda fatta da Jon Stewart: il fatto che l’operatore TV che ha ripreso il “missile” dica di averlo videoregistrato per una decina di minuti non suggerisce niente? Perlomeno che sarebbe il missile più lento della storia della missilistica? O, facendo uno sforzo, che magari è semplicemente una scia di un aereo in avvicinamento? Povera scienza.

Scie chimiche sopra il Maniero Digitale!

Scie chimiche sopra il Maniero Digitale!

Domandina per gli sciachimisti: se io faccio parte del complotto, perché ci sono così tante scie chimiche sopra casa mia?

L’articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Oggi è stata una splendida giornata di sole a Lugano, e così ho colto l’occasione per provare Gawker, un comodo programma per la cattura di fotogrammi temporizzati (time-lapse) tramite webcam per il Mac. Ho fatto anche un piccolo esperimento che non mi risulta sia ancora stato fatto dai sostenitori della teoria delle “scie chimiche”, ossia riprendere un’intera giornata di cielo e osservarla accelerata per vedere l’evoluzione delle scie di condensa prodotte dagli aerei di passaggio.

Questo video spiccio e sporco, accelerato di 100 volte rispetto alla realtà, permette di apprezzare la persistenza delle scie di condensa quando le condizioni in quota sono favorevoli e di notare come il vento le trasporti senza alterarne molto la linearità e senza disperderle granché, cosa che renderebbe assurda e impraticabile qualunque presunta irrorazione “mirata”.

Si nota anche una scia interrotta, che testimonia la non omogeneità delle condizioni dell’atmosfera, e si vedono scie traverse (rispetto alla maggioranza, che si estende parallela all’orizzonte in direzione nord-sud), che secondo certi sciachimisti non possono esistere.

Quello che colpisce di più, nella parte centrale del video, è il vero e proprio plotone di scie parallele che avanza verso la webcam: un fenomeno difficile da rilevare a velocità normale. Mi chiedo se è questa l’origine delle scie parallele che caratterizzano le foto degli sciachimisti: gli aerei non procederebbero per file parallele a formare una presunta griglia, ma volerebbero grosso modo lungo la stessa rotta in tempi differenti e sarebbe il vento a spostare progressivamente le scie.

Il video (ne ho una versione a risoluzione migliore, 640×480) ha l’indicazione del tempo ed è ripreso da un punto geografico conosciuto (casa mia, a queste coordinate) e in una direzione conosciuta (il monte a destra è il San Salvatore). Questo permetterebbe di sapere quali aerei di linea passavano durante la ripresa e di correlare le scie con i voli corrispondenti: un’altra cosa che gli sciachimisti evitano sistematicamente di fare.

Questa è la direzione di ripresa (immagine cliccabile per ingrandirla):

E questa è una mappa delle rotte della zona, risalente al 2008 (immagine cliccabile per ingrandirla):

Come faccio a sapere che sono scie di condensa e non scie chimiche? Semplice: gli sciachimisti dicono che io faccio parte del complotto (con tanto di “impianti bioplasmatici” che proiettano “l’ologramma umano”), quindi è ovvio che sopra casa mia non ci devono essere irrorazioni chimiche.

Le cose che non colsi - 20090805

Le cose che non colsi – 20090805

Borse spaziali, creazionisti evasori fiscali, foto stellari, proposte lunari, robot corridori e altre chicche

Questo articolo vi arriva grazie alle gentili donazioni di “casabogogna” e “gianni.sa****” ed è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Ricordate la borsa degli attrezzi da 100.000 dollari persa a novembre 2008 da un’astronauta mentre lavorava all’esterno della Stazione Spaziale Internazionale e rimasta visibile da Terra anche con un telescopio amatoriale? Lo spettacolo è finito. La borsa è rientrata nell’atmosfera ieri, secondo Space.com, e s’è disintegrata. L’area di rientro dovrebbe essere stata la zona del Pacifico a ovest del Messico, sempre secondo Space.com.

Il lunacomplottista Mazzucco (quello di undicisettembrina fama, quello che cura il cancro con il bicarbonato) mi ha proposto di partecipare al suo documentario pro-complotto. Se lo scorda: non faccio i compitini a nessuno, men che meno a chi m’insulta. I dettagli sono su Complotti Lunari.

A proposito di lunacomplottisti, a dimostrazione che si tratta di persone dolci, gentili ed equilibrate, Bart Sibrel (quello che molestò l’astronauta Buzz Aldrin fino a prendersi un cazzotto memorabile) è stato arrestato per vandalismo. Ha accusato una donna di non volergli cedere il posto in un parcheggio e per ripicca, dopo aver trovato un altro posto per la propria auto, s’è messo a saltare di peso sul cofano dell’automobile della malcapitata, causando 1400 dollari di danni. Sibrel si definisce “giornalista investigativo”, ma in realtà lavora come tassista. Ne parlano Bad Astronomy e NewsChannel5.com (con immagini, video e verbale).

Avete presente HAARP, la stazione sperimentale militare in Alaska che secondo la mitologia dei complottisti (in particolare degli sciachimisti) servirebbe un po’ a tutto, dal radiocomando degli uragani al controllo mentale alla ricrescita dei capelli di Berlusconi? Ebbene, è talmente inaccessibile e top secret che un giornalista di Wired ha preso l’auto, ha seguito le indicazioni stradali ed è andato a visitarla. Le foto e il racconto sono qui su Wired in inglese. Alcune delle didascalie sono ridicolmente stupide (quella dell’MSDS come documento riservato o quella della “cupola ottica”, nota anche agli esperti come “osservatorio”), ma le immagini meritano.

Sapevate che esiste un parco a tema dedicato al creazionismo? E’ il Dinosaur Adventure Land di Pensacola, in Florida, sostenuto da siti come Drdino.com che contengono perle come “Dio ha creato il cielo e la terra, inclusa tutta la vita, mediante un atto diretto in sei giorni letterali di ventiquattro ore, circa 6000 anni fa”. Il parco a tema vende anche simpatici poster con la cronologia creazionista, con tanto di Diluvio Universale nel 2400 AC. Ma è emerso che il suo fondatore e ministro religioso Kent Hovind sta scontando dieci anni di galera per evasione fiscale: deve quasi mezzo milione di dollari di tasse. Lui, bontà sua, s’è difeso dicendo che lavorava per conto di Dio (in perfetto stile Blues Brothers) e che pertanto i suoi ministri non erano soggetti a fisco e contributi e lui era nullatenente a reddito zero. Ora un giudice federale ha dato il via libera al sequestro e allo smembramento del parco tramite asta per recuperare il credito di tasse, riferisce il Pensacola News Journal. Spicciatevi, dunque, se volete i gadget creazionisti: non si sa esattamente in che modo la situazione del parco si evolverà.

Foto di Betelgeuse mostrano dettagli. Di solito le stelle sono semplici puntini senza dettagli anche nelle immagini dei più potenti telescopi. Ma il Very Large Telescope dell’ESO è riuscito per la prima volta a rivelare che ci sono immense bolle di gas che vengono scagliate dalla stella supergigante Betelgeuse, grande 1000 volte il nostro Sole, situata nella costellazione di Orione. Gli sbuffi di materia espulsa dalla stella si estendono su distanze pari a quella fra il Sole e il pianeta Nettuno. La risoluzione ottenuta grazie alle ottiche adattive e alla tecnica del lucky imaging è pari a 37 milliarcosecondi: sufficiente a distinguere una palla da tennis a 400 chilometri di distanza. Prima che lo chiediate: no, non basta per vedere da Terra i veicoli lasciati sulla Luna dagli astronauti. Per quello ci vuole una risoluzione di 6 milliarcosecondi o ancora più fine.

Blu-Ray? Meglio China Blue. Meglio ancora, conviene aspettare. Kathleen Turner non c’entra nulla: stando a questo articolo di ZDNet, il formato cinese China Blue Hi-Definition, derivato dall’HD-DVD di Toshiba, costa molto meno del Blu-Ray sia come dischi, sia come royalty da pagare a Sony, e stravende in Cina. Nulla vieta che questo hardware arrivi presto anche da noi. Sempre che non sia del tutto obsoleta l’idea di distribuire film su dischi.

Toyota presenta il robot corridore. Sarah Connor non deve preoccuparsi, almeno per ora, perché la “corsa” di questo robot raggiunge una velocità massima di sette chilometri l’ora ed è possibile soltanto su superfici senza ostacoli o asperità, ma è comunque un altro passo avanti nella locomozione robotica, perché il robot stacca entrambi i piedi da terra a ogni passo di corsa. Ed è anche in grado di riprendere l’equilibrio quando viene spinto.

Tastiere Mac infette. Non dagli avanzi del panino al paté di pangolino che avete trangugiato sei mesi fa davanti al computer e ora stanno dando vita a un ecosistema indipendente, ma da un hacking decisamente originale. Engadget mostra che si può alterare il firmware delle tastiere esterne Apple (sì, le tastiere Apple hanno un proprio firmware) e iniettarvi del codice ostile che permette di prendere il comando del computer al quale viene collegata la tastiera e di installare un keylogger nella tastiera stessa. E non c’è antivirus che tenga.

Sciachimisti contro Report, esilarante

La Gabanelli e il matto

Il 18 aprile scorso, Milena Gabanelli ha letto durante Report (Raitre) una delirante lettera delle tante arrivate in redazione in seguito al servizio sui corsi antibufala del Cicap. Da non perdere.

Per chi non può visualizzare video in una pagina Web, ecco il link al video su Youtube.

So benissimo chi ha avviato la campagna di lettere con donazione di carta igienica a Report, ma seguo e consiglio di seguire l’approccio della Gabanelli: citare il delirio ma non regalare pubblicità a chi l’ha scritto dicendone il nome. Vale anche per i commenti a questo post.

Un altro giorno, un’altra megafalla di Internet

Un altro giorno, un’altra megafalla di Internet

Virus informatici nello spazio, intercettazioni devastanti su Internet, e qualche altra cosuccia di poco conto

Alla recente DEFCON, due ricercatori hanno presentato un modo per intercettare il traffico di Internet, alterare i dati scambiati fra utenti e siti, e assumere identità fasulle in modo praticamente invisibile usando il BGP (Border Gateway Protocol). Non faccio finta di capire i dettagli: la presentazione in PDF è qui e lo spiegone di Wired è qui. In estrema sintesi, Internet fu concepita per un ambiente accademico, in cui tutti si potevano fidare di tutti e le identità di ciascuno erano note. Poi è stata data in pasto al mondo, senza protezioni. E’ inevitabile che vulnerabilità devastanti come questa ci siano e continuino ad emergere.

Nel frattempo, non c’è scampo dai virus informatici neppure nello spazio. La NASA ha confermato che un virus si è insediato sui laptop a bordo della Stazione Spaziale Internazionale. Secondo SpaceRef, si tratterebbe di W32.Gammima.AG, noto per la sua tendenza a rubare le password e le credenziali per i giochi online. Più di un laptop a bordo ha subìto l’infezione. I laptop, stando alla NASA, non gestiscono funzioni vitali della stazione. Questo ai tempi delle missioni Apollo non sarebbe successo: provateci voi a infettare un regolo calcolatore o un computer la cui memoria è più piccola del numero di byte che compone un virus.

Restando in tema di spazio: non occorre tirare in ballo UFO e lunacomplotti per evocare misteri nell’esplorazione del cosmo. Spesso vengo criticato perché smonto tutte le teorie fantasiose e i grandi misteri, rovinando quelli che alcuni chiamano “il poetico fascino dell’ignoto” e io chiamo “ignoranza imbecille”. Ma come dico spesso, la scienza offre misteri reali in abbondanza: perché ricorrere alla pseudoscienza? Date un’occhiata al fenomeno delle nubi nottilucenti:

La foto è stata scattata dalla Stazione Spaziale Internazionale mentre i suoi abitanti si trovavano a circa 340 km di quota sopra la Mongolia il 22 luglio scorso. Trovate un’altra foto magnifica qui; fa parte della collezione di foto di nubi nottilucenti di Space Weather. Sì, lo so: adesso passerete un’ora a scegliere quale usare come nuovo sfondo del desktop.

Quelle tenui nubi che vedete sono a circa 80 km di quota: stanno più in alto del 99,999% della nostra atmosfera, secondo le cifre della NASA. A quella quota, il cielo è nero come nello spazio: è dove si manifestano meteore e aurore.

Prima che arrivi l’orda cafona di sciachimisti (dovreste leggere certi insulti incoerenti che mi arrivano, vero Dave Fox?), il fenomeno è noto sin dalla fine del diciannovesimo secolo: fu notato dopo l’eruzione del vulcano Krakatoa nel 1883. La novità è che in origine le nubi nottilucenti erano situate a latitudini oltre i 50° e bisognava andare in Scandinavia, Siberia o Scozia per vederle. Di recente, invece, sono state avvistate anche da latitudini più basse. La migrazione sembra coincidere con la Rivoluzione Industriale, ma è ancora tutta da dimostrare.

Come mai queste nubi sono, appunto, nottilucenti? Si tratta di cristalli di ghiaccio finissimi, dai 40 ai 100 nanometri: una taglia che consente loro di disperdere le frequenze blu della luce solare. La ricerca spaziale ha inoltre individuato cristalli ancora più fini, che non riflettono la luce ma contribuiscono al quadro atmosferico generale.

Questo è quello che si sa, ma la NASA si chiede (come ce lo chiediamo noi, immagino) che diavolo ci fa del ghiaccio in uno strato rarefatto dell’atmosfera che è cento milioni di volte più arido dell’aria del deserto sahariano.

I Giacobbo del mondo prendano nota, così eviteranno di riciclare le solite menate di piramidi e autopsie aliene.

Nel frattempo, se vi state chiedendo come mai il Disinformatico radiofonico è in pausa e questo blog pubblica trafiletti anziché articoli estesi, vi posso rivelare che sono stato colto da impegni un pochino più pressanti.


Il video completo è qui (grazie Rodri!). Attenzione al tatuaggio alla fine.

“Arcobaleno rovescio” sopra il Maniero Digitale oggi

“Arcobaleno rovescio” sopra il Maniero Digitale oggi

Arcobaleno rovesciato a Grancia (Lugano) colto al volo oggi pomeriggio

Grazie allo spirito d’osservazione di mia figlia Lisa, vi posso offrire queste foto scattate poche ore fa (poco dopo le 16) dal sottoscritto di un arco circumzenitale, o “arcobaleno rovesciato” come lo ha definito Repubblica in uno dei suoi soliti articoli allarmistico-catastrofisti di recente, secondo il quale sarebbe stato “un effetto dei mutamenti climatici” e sarebbe osservabile “sempre in zone molto più fredde”. Come no. Oggi eravamo in giro in maglioncino, mica facevamo a cazzotti con gli orsi polari.

Per la precisione, le foto sono state scattate a Grancia (appena fuori Lugano), in questo punto, noto ai nativi come il distributore della Pina, alle 16.14.

Come potete vedere, il sole è basso sull’orizzonte e l’arco è intorno allo zenit (donde il nome), con la convessità rivolta verso il sole. L’oggetto allungato sulla destra è l’insegna del succitato distributore di benzina, che essendo verticale indica piuttosto chiaramente la direzione dell’inquadratura.

Una splendida dimostrazione non solo delle cantonate meteorologiche sciorinate da certi giornalisti, ma anche del fatto che se avessimo più tempo per osservare lo splendore il cielo invece di rincorrere i problemi quotidiani, queste meraviglie sarebbero molto più conosciute e non spaventerebbero nessuno.

Scie chimiche, rispondono i meteorologi

Scie chimiche, rispondono i meteorologi

Convegno di meteorologia per la vita quotidiana, si parlerà (anche) di “scie chimiche”

Sabato 27 giugno si terrà a Pettenasco, vicino al Lago d’Orta, il convegno “La meteorologia nella vita quotidiana”. Fra i temi che verranno discussi insieme ai meteorologi presenti ci sarà quello delle presunte “scie chimiche”. Le accuse e i deliri menagramo degli sciachimisti hanno stufato, e i meteorologi scendono in campo. Ne vedremo delle belle, e sicuramente strada facendo impareremo come funziona realmente quel sottile velo d’atmosfera che ci protegge.

L’incontro si svolgerà dalle 9 alle 13 all’hotel La Sibilla Cusiana, in via Provinciale 48 (telefono (+39) 0323 888030, mail info chiocciola lasibillacusiana.com). Ecco i relatori e i rispettivi temi:

  • Mario Giuliacci (Centro Epson Meteo) – “Clima e tempo: effetti sul corpo e sulla psiche”
  • Flavio Galbiati (Centro Epson Meteo) – “La storia del clima e la storia dell’uomo”
  • Giovanni Tesauro e Alessandro Ceppi (Associazione MeteoNetwork)– “Presentazione dei lavori realizzati nell’ambito del corso di Meteorologia svolto nelle scuole”
  • Pierluigi Randi (Epson Meteo Regional Center-MeteoCenter) – “Meteorologia e presunte scie chimiche”
  • Gianluca Bertoni (Meteo Varese, Associazione MeteoNetwork) – “Le modificazioni indotte sulle correnti dalle catene montuose: sbarramento ed effetto favonico”
  • Marco Mancini (Politecnico di Milano) – “Meteorologia, Idrologia e Ingegneria nella gestione della risorsa idrica”

Parteciperà anche Piernando Binaghi, che si occupa del servizio meteo per la RSI (Radiotelevisione Svizzera di lingua italiana).

A proposito di velo sottile, date un’occhiata a questo spezzone di un documentario della BBC di prossima uscita, nel quale James May, il conduttore, vola su un aereo-spia U-2 a 21 chilometri di quota: il doppio delle quote degli aerei di linea e ancora più in alto di quanto volasse il Concorde. Sopra di loro ci sono soltanto gli astronauti della Stazione Spaziale Internazionale. In effetti è quasi come stare nello spazio, e lo si vede sia dalle tute, sia dalla vista che si gode dai finestrini. Questo sì che è fare documentari.