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Per Repubblica.it i PCB cancerogeni sono i circuiti stampati

Per Repubblica.it i PCB cancerogeni sono i circuiti stampati

Questa, secondo Repubblica.it, sarebbe un’immagine dei “policlorobifenili, o PCB (composto sintetico ampiamente utilizzato per le apparecchiature elettroniche in passato e vietato alla fine del 1970 in molti paesi)”. L’immagine fa parte di una galleria dedicata alle sostanze e abitudini cancerogene.

Non ci vogliono molti neuroni accesi per capire che quell’immagine mostra un circuito stampato e non un composto, men che meno un policlorobifenile. Ma come può accadere un errore ridicolo del genere? Proviamo a fare un’ipotesi, suggerita da chi mi ha segnalato la perla (franco.mad*).

C’è da fare una galleria di foto? Serve una foto dei policlorobifenili o PCB? Nessun problema: si va su Google, si digita la parola chiave che descrive l’oggetto della foto e si prende una delle immagini proposte, e vai così che vai bene. Piccolo problema: se si immette PCB in Google viene fuori che è anche la sigla di printed circuit board, ossia “circuito stampato”. E se il neurone non è acceso, si prende la foto del circuito stampato e si pubblica quella per parlare di policlorobifenili.

Infatti questo è quello che viene fuori in Google Immagini digitando “PCB”: notate la terza immagine.

Nelle redazioni dei giornali oggi si lavora così. E così adesso ci sarà chi, grazie a Repubblica, penserà che i circuiti stampati sono cancerogeni. Complimenti.

Antibufala: Elvir, il “bambino magnetico”

Antibufala: Elvir, il “bambino magnetico”

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Sembra proprio una gara a chi arriva prima a toccare il fondo. Sia il Corriere, sia Repubblica hanno pubblicato oggi la bufala del “bambino magnetico”.

Secondo il Corriere, un ragazzino bosniaco, Elvir Silayciya, ha un corpo che “esercita un particolare effetto sui metalli: li attira proprio come una calamita”.

Peccato che, come mostrano le foto di Repubblica, i poteri “magnetici” di Elvir abbiano effetto anche sulla plastica dei telefonini, che non mi risulta sia particolarmente magnetica (certo, all’interno dei telefonini ci sono alcune parti metalliche che potrebbero essere attratte, ma in tal caso Elvir avrebbe un campo magnetico personale talmente intenso che sarebbe difficile staccargli di dosso le monete).

Peccato, soprattutto, che il trucchetto del “magnetismo” sia stato sbufalato anni fa: basta avere una pelle leggermente sudaticcia e gli oggetti che hanno una superficie piatta e liscia aderiscono a sufficienza da non cadere, specialmente se sono su una porzione di pelle non verticale, come ha ben dimostrato anche Luigi Garlaschelli del CICAP.

Per far sparire i “poteri” di questi ciarlatani basta un velo di borotalco sulla pelle. Ma perché mai un giornalista dovrebbe perdere tempo a informare correttamente il lettore?

Cosa non si fa pur di raccattare qualche clic in più: al diavolo la reputazione e la professionalità. Chissenefrega della deontologia. Complimenti vivissimi a Corriere e Repubblica.




Correzione: nella prima stesura di questo articolo avevo scritto che in alcune foto il ragazzo aveva addosso delle euromonete (che in alcuni tagli sono in effetti magnetiche). A un esame più attento risulta che non si tratta di euromonete ma di altra valuta la cui composizione e le cui caratteristiche magnetiche non mi sono note. Questo, comunque, non cambia il concetto di fondo. 

Antibufala: foto di Cindy Crawford senza ritocco sul prossimo numero di Marie Claire

Antibufala: foto di Cindy Crawford senza ritocco sul prossimo numero di Marie Claire

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Sta cominciando a circolare una fotografia, mostrata qui accanto, che viene descritta come un’immagine non fotoritoccata della celeberrima modella Cindy Crawford.

La foto è stata pubblicata da Repubblica, che ha scritto che “Cindy ha accettato di posare per un servizio di Marie Claire US in cui posa in lingerie senza l’uso di photoshop. Le immagini mostrano le smagliature tipiche dell’età ed è uno dei pilastri della nuova campagna che vuole mostrare star e modelle senza ritocchi per combattere l’immagine stereotipata della bellezza femminile. Le foto non ritoccate appariranno sul numero di aprile del magazine ma un primo scatto è uscito sui social.” Non è vero.

Infatti Marie Claire ha smentito, spiegando che la fotografia è “reale, onesta e splendida” ma:

non verrà affatto pubblicata nel numero di aprile

non fa affatto parte di una nuova campagna di immagini senza ritocchi

non è affatto una scelta intenzionale della Crawford: è un’immagine che risale al 2013 ed è stata trafugata (leaked), ossia diffusa senza il consenso della modella, del fotografo e della rivista.

Tutto il contrario di quel che scrive Repubblica, insomma.

Il punto di partenza della bufala pubblicata da Repubblica sembra essere questo popolarissimo tweet del 13 febbraio scorso, pubblicato da Charlene White, conduttrice del telegiornale della rete televisiva britannica ITV. Nel tweet la White dichiara appunto che la foto proviene dal servizio fotografico che la rivista Marie Claire dedicherà alla Crawford nel numero di aprile 2015, usando soltanto foto non ritoccate. Repubblica cita proprio questo tweet, senza però leggerne i commenti, che avvisano che la notizia è falsa.

Marie Claire spiega che la foto è in realtà uno scarto di un servizio fotografico pubblicato nel numero di dicembre 2013 dell’edizione di Marie Claire per l’area del Messico e dell’America Latina. Su Youtube c’è anche il video, datato 2013, abbinato al servizio fotografico.

Pubblicare foto senza le consuete bordate plastificanti di Photoshop sarebbe un bel gesto di realismo, che contribuirebbe non poco a smontare il mito della perfezione estetica reso ossessivamente popolare dall’abuso del fotoritocco nelle riviste di moda, ma purtroppo non è così. Anzi, mentre Marie Claire annuncia orgogliosa che l’immagine trafugata è “onesta e splendida”, le foto della Crawford pubblicate dalla rivista nel 2013 sono invece massicciamente ritoccate, come si vede qui sotto.

A sinistra, la plastica di Photoshop; a destra, la realtà genuina.

Non illudiamoci: visti i soldi in gioco, il mercato della moda non ha nessuna intenzione di rinunciare al fotoritocco per vendere meglio le proprie illusioni, nonostante tutti i proclami. Se poi qualcuno crede che quello che vede sui giornali sia l’aspetto da Barbie che deve avere una donna, o se qualcuno si rovina la vita (o la perde) per cercare di assomigliare a un modello che non esiste, a chi vende queste costosissime bugie tossiche non interessa.

2015/02/15 20:35

I lettori mi segnalano che la bufala è stata presentata anche da TG5 e da Studio Aperto.

2015/03/02

Cindy Crawford,
presumibilmente
senza ritocco, 2007

Il sito TMZ ha annunciato ieri che il fotografo John Russo, autore del servizio fotografico dal quale proviene la foto, ha inviato tramite i propri legali una diffida all’editore del Telegraph britannico, affermando che la foto in questione è stata “rubata o altrimenti reperita illegalmente” e “intenzionalmente modificata”. Russo dice inoltre che la foto in circolazione “non rappresenta la foto effettiva genuina scattata” da lui.

A suo dire, insomma, la foto non è autentica ma è un suo scatto della Crawford che è stato rubato e poi manipolato da ignoti. Ringrazio @robertomilazzi per la segnalazione.

Quest’affermazione stride con il fatto che Marie Claire dice che la foto è “onesta”. Non hanno controllato loro prima di scrivere che era onesta, oppure Russo sta cercando di contenere il danno all’immagine della modella? Difficile a dirsi, per ora: restano comunque validi i punti antibufala elencati qui sopra.

A titolo di confronto, inoltre, si può considerare questa foto candid della Crawford, risalente al 2007 e mostrata qui accanto.

Repubblica parla dell’ISIS. Usando come fonte Lercio.it

Repubblica parla dell’ISIS. Usando come fonte Lercio.it

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Non faccio commenti: sarebbero inutili. Bastano i fatti per mostrare come si lavora male e come si pubblica qualunque cosa senza uno straccio di verifica nelle redazioni dei giornali, ossia in quei posti dove in teoria ci dovrebbero essere un direttore responsabile, un codice deontologico e un Ordine dei Giornalisti a vigilare: per parlare di un argomento serio e delicatissimo come il terrorismo dell’ISIS, Repubblica ha usato come fonte il sito satirico Lercio.it.

Il 16 febbraio Repubblica pubblica un articolo a firma di Mario Basile, Orrore Isis, decapitato con la maglia del Napoli, che mostra un’immagine che sembra ritrarre un uomo poco prima di essere ucciso da un gruppo di uomini armati. L’uomo indossa appunto una maglia del Napoli (scrivo “sembra” per scrupolo: non ho verificato l’origine dell’immagine perché esula dal tema di questo articolo, ma è probabilmente autentica).

Repubblica descrive l’immagine e poi la commenta in questo modo (evidenziazioni mie): “Il gesto, alla luce delle ultime minacce dirette all’Italia da parte dell’Isis, ha messo molti in allarme ma non si tratta di un ulteriore messaggio intimidatorio diretto al nostro paese. Solo un caso, dunque, che la vittima indossasse la maglia del Napoli, particolare probabilmente dovuto al fatto che in quelle zone lavorano diverse associazioni umanitarie, tra cui la onlus Dribbla la Povertà, che distribuiscono le divise delle squadre più famose al mondo. (mario basile)”.

Screenshot dell’articolo di Repubblica, dalla cache di Google:

Repubblica.it, dalla cache di Google alle 16:21:13 GMT.

La rassicurazione di Mario Basile viene subito ripresa da altri siti d’informazione, come Ilroma.net, La Stampa del Mezzogiorno (che cita come fonte Repubblica) e molti altri.

Screenshot di Ilroma.net
Screenshot di La Stampa del Mezzogiorno

Ma la Onlus “Dribbla la povertà” è un’invenzione del sito satirico Lercio.it risalente a un anno fa (in questo articolo).

Repubblica ha modificato il testo dell’articolo, che ora recita: “Solo un caso, dunque, che la vittima indossasse la maglia del Napoli, particolare probabilmente dovuto al fatto che in quelle zone lavorano diverse associazioni umanitarie che distribuiscono le divise delle squadre più famose al mondo. La diffusione delle immagini, alcune particolarmente crude (che noi non vi mostreremo) hanno inevitabilmente animato il dibattito sul tema terrorismo. E alcuni hanno anche avanzato l’ipotesi che si trattasse di un fake. (mario basile)”.

Nessuna rettifica, nessuna parola di scuse. Nessuna spiegazione di come l’inesistente Onlus “Dribbla la povertà” inventata da Lercio.it sia finita nell’articolo di Mario Basile. L’errore madornale viene semplicemente cancellato: non è mai esistito e Repubblica non ha mai sbagliato. Su La Stampa del Mezzogiorno, i commenti dei lettori segnalano la bufala, e nessuno rettifica. Orwell, silenziosamente, si rivolta inquieto nella tomba.

Fonti aggiuntive: LercioNewspedia, Nextquotidiano.

I media italiani annunciano blitz egiziano in Libia: 155 combattenti ISIS uccisi, 55 catturati. Fonte: un sogno postato online

I media italiani annunciano blitz egiziano in Libia: 155 combattenti ISIS uccisi, 55 catturati. Fonte: un sogno postato online

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I media italiani annunciano un importante raid egiziano contro l’ISIS, fornendone dettagli e cifre:

Blitz egiziano via terra a Derna: “uccisi 155 miliziani” […] Incursione via terra a Derna – In Libia l’Egitto continua ad attaccare e forze speciali egiziane hanno compiuto un’incursione terrestre a Derna, la città dichiaratasi Califfato dell’Isis nell’Est del paese. Il bilancio dell’incursione sarebbe di “155 combattenti dell’Isis uccisi e 55 catturati”. Lo riferiscono numerosi media egiziani citando le informazioni diffuse da Moustafa Bakry, un influente editorialista. Per il momento l’Esercito egiziano non conferma. (Sky TG 24)

“155 miliziani uccisi in blitz Egitto a Derna” – Intanto continuano le azioni dei militari egiziani. Secondo quanto precisato da Moustafa Bakry, un influente editorialista, è di “155 combattenti dell’Isis uccisi e 55 catturati” il bilancio del blitz via terra delle forze egiziane a Derna. Per il momento l’Esercito egiziano non conferma. Il blitz “è stato condotto da truppe elitrasportate”. (Tiscali.it)

I commandos delle forze speciali uccidono “155 miliziani” nella roccaforte dell’Isis […] L’attacco di terra in Libia è già arrivato. Un blitz nella tana del lupo dell’Isis, a Derna, capoluogo in terra libica del califfato. Condotto ieri all’alba dalle forze speciali egiziane, la «task force 999», un’unità speciale per operazioni all’estero. Un raid perfetto, secondo fonti del Cairo: condotto «da 30 militari», con 155 miliziani dello Stato islamico uccisi, altri 55 catturati, nessun soldato egiziano ferito. (La Stampa)

[…] le forze egiziane hanno compiuto anche un’incursione via terra, fino a Derna. Secondo alcune fonti, avrebbero ucciso 155 combattenti dell’Isis e ne avrebbero catturati altri 55. (il Giornale)

Forze speciali egiziane hanno compiuto un’incursione terrestre a Derna, la città dichiaratasi Califfato nell’est del paese. E’ di “155 combattenti dell’Is uccisi e 55 catturati” il bilancio del blitz via terra delle forze egiziane. (Repubblica)

[…] forze speciali egiziane elitrasportate hanno compiuto un’incursione terrestre a Derna, la città dichiaratasi Califfato dell’Isis nell’est del Paese. Lo riferiscono fonti libiche ed egiziane concordanti. Martedì media egiziani e uno saudita avevano riferito che, dopo i raid aerei, l’Egitto stava prendendo in considerazione attacchi di terra. In particolare era stata evocata la task force 999, un’unità speciale per operazioni internazionali tra le dieci migliori al mondo, da inviare in coordinamento con le forze di sicurezza libiche. Si è poi appreso che è di «155 combattenti dell’Isis uccisi e 55 catturati» il bilancio del blitz via terra delle forze egiziane a Derna. Lo riferiscono numerosi media egiziani citando le informazioni diffuse da Moustafa Bakry, un influente editorialista. Per il momento l’Esercito egiziano non conferma. (Il Secolo d’Italia)

Il bilancio sarebbe di “155 combattenti dell’Isis uccisi e 55 catturati”, secondo quanto riferiscono numerosi media egiziani, citando le informazioni diffuse da Moustafa Barky, un influente editorialista. Per il momento l’Esercito egiziano non conferma. (Avvenire).

Dopo i raid aerei di lunedì e martedì, le forze egiziane hanno compiuto anche un’incursione via terra, fino a Derna, e secondo alcune fonti “hanno ucciso 155 combattenti dell’Isis e ne hanno catturati altri 55”. (ANSA)

Ma il giornalista Daniele Raineri del Foglio si è chiesto come mai nessun canale d’informazione al di fuori di quelli italiani parlasse della notizia di un raid così significativo (e in effetti anch’io non ne trovo traccia altrove):

DanieleRaineri
Checking on Arabic channels: Al Masriya, Al Arabiya, Al Jazeera, BBC Arabic, Tunis 7, Canal Algerie. Nothing. International media: zero
19/02/15 08:03

Raineri ha scoperto l’origine della notizia: un sogno. Sì, un sogno.

DanieleRaineri
The case gets even better. It was a “patriotic dream”, made by controversial Egyptian commentator Mohammed Bakri: http://t.co/jVgWWmGdHC
19/02/15 08:06

Sarà forse per questo che l’esercito egiziano non conferma?

Questo è quello che ha scritto Mostafa Bakri, come segnalato da Raineri:

Google Translate concorda con Raineri nel tradurre il post dicendo che si tratta di un sogno (se qualcuno che legge quest’articolo sa tradurre meglio, me lo scriva nei commenti): in sintesi, Bakri (che si chiama Mostafa, non Mohamed: Raineri si è corretto) immagina che il portavoce militare abbia annunciato un raid effettuato all’alba a Derna, uccidendo “155 terroristi e catturando 55 degli assassini […] Ho aspettato che il portavoce militare mi spiegasse quel sogno”.

Se qualcuna delle testate giornalistiche che ha pubblicato la notizia ha voglia di smentire Raineri, di fornire fonti meno oniriche o di spiegare come ha fatto un sogno a diventare un dato di fatto, siamo tutt’orecchi.

Aggiornamento (2015/02/19 22:40). Il Post ha pubblicato un articolo che compila anche le fonti cartacee che hanno pubblicato la “notizia” e segnala un tweet di scuse di Raffaella Menichini di Repubblica e la difesa della veridicità della notizia da parte del direttore dell’ANSA.

Repubblica e il “messaggio alieno” nell’atmosfera terrestre

Repubblica e il “messaggio alieno” nell’atmosfera terrestre

Non c’è nessun “messaggio alieno” nell’atmosfera della Terra, checché ne dica un articolo di Repubblica che ipotizza “un suono che arriva dal futuro”, “la conferma dell’esistenza di una quinta dimensione” e persino “l’Interstellar di Nolan che si avvera” pur di rendere sensazionale una notizia scientifica. E come al solito, non manca il solito ritornello: “la Nasa non sa spiegare”.

In realtà persino l’articolo di LiveScience citato ma massacrato da Repubblica dice chiaramente che gli infrasuoni atmosferici (di questo si tratta) vengono studiati da una cinquantina d’anni e sono ben noti. Venivano addirittura usati per captare gli echi dei test nucleari sovietici. Non sono certo messaggi alieni o indicatori di quinte dimensioni: sono indicatori di fenomeni molto concreti e molto terrestri. E la NASA li sa spiegare eccome.

Guarda caso la stessa notizia è stata data dal Daily Mail, nota fucina di sensazionalismi e panzane assortite, citando proprio LiveScience (che invece ha documentato il fenomeno correttamente, senza spettacolarizzarlo inutilmente). Viene il dubbio che l’articolista di Repubblica abbia semplicemente scopiazzato dal Daily Mail, come è purtroppo triste consuetudine di molta stampa italiana, invece di attingere alla fonte originale.

Per Huffington Post e Repubblica, il Sole è un pianeta

Per Huffington Post e Repubblica, il Sole è un pianeta

Stando all’Huffington Post, ripreso senza batter ciglio da Repubblica come vedete qui accanto, il Sole è un pianeta.

No, Huffington e Repubblica, il Sole non si sta spegnendo e soprattutto non è un pianeta. È una stella. Una differenza che s’impara alle scuole elementari. Quelle che chi scrive queste scemenze acchiappaclic dovrebbe tornare a frequentare.

L’articolo conferma una delle regole del giornalismo-trash: se un titolo contiene un punto interrogativo, la risposta è quasi sempre No. Quindi il Sole non si sta spegnendo. In compenso si stanno spegnendo i neuroni del giornalisti.

Il resto dell’articolo, il cui titolo è stato ora corretto dopo gli sberleffi dei lettori, è una costellazione di cretinate partorite da un incompetente, evidentemente bisognoso di creare catastrofi dove non ce ne sono. Vergogna.

Repubblica sbaglia, i lettori correggono, Repubblica nasconde tutto. Come al solito

Repubblica sbaglia, i lettori correggono, Repubblica nasconde tutto. Come al solito

Questo articolo vi arriva gratuitamente e senza pubblicità grazie alla gentile donazione di Marco, che vi invita ad ascoltare e diffondere questa canzone. Se l’articolo vi piace, potete incoraggiarmi a scrivere ancora.

Repubblica cita una celebre frase di Steve Jobs e ne sbaglia completamente la traduzione: “Stay hungry, stay foolish” viene reso come “Rimanete affamati. Rimanete sciocchi”. Screenshot di stamattina alle 9:45:

I lettori, nei commenti, segnalano la castroneria di traduzione (che persino Google Translate invece azzecca): si traduce “Rimanete affamati, rimanete folli” (oppure “rimanete affamati, rimanete incoscienti/temerari”), altrimenti la frase non ha nemmeno senso logico: perché Jobs dovrebbe chiedere alla gente di rimanere sciocca?

Le prime segnalazioni dell’errore risalgono a 12 ore fa; ne trovate altre nella copia cache di Google.

Che fa Repubblica? Corregge? Chiede scusa? No. Cancella tutto, e lo fa soltanto dopo che ho segnalato su Twitter lo strafalcione epico:

disinformatico
Per @repubblicait “stay hungry, stay foolish” di Steve Jobs vuol dire “Rimanete affamati, rimanete sciocchi” https://t.co/9eMxJgIKOh
25/01/15 09:46

Screenshot della stessa pagina Facebook poco fa (10:28):

Forse è solo una coincidenza, ma è interessante notare che i commenti su Facebook segnalano l’erroraccio già dodici ore ma la correzione arriva soltanto dopo un tweet che raggiunge 154.000 follower e rende molto pubblica la castroneria.

Chissà se questa “notizia” verrebbe cassata o no dall’imminente filtro antibufale di Facebook.

Cari giornalisti dei media tradizionali, piantatela di dare la colpa della disinformazione e dell’incultura a Internet e ai social network e di avere la puzza sotto il naso. Se continuate a fare le primedonne che cancellano gli errori e fanno finta di niente, invece di essere corretti e trasparenti e pubblicare una rettifica, siete voi che diffondete disinformazione e incultura. Quando il lettore viene messo di fronte alle prove che sbagliate e poi non vi correggete ma nascondete lo sbaglio, gli viene spontaneo il dubbio: ma se Repubblica sbaglia anche queste cose elementari, come faccio a fidarmi delle altre cose che pubblica? E quindi cosa la leggo e la compro a fare?

Basterebbe così poco: mica si chiede di essere infallibili. Si chiede solo di postare una correzione trasparente. E magari di indagare su cosa (o chi) ha permesso un errore del genere e capire come non ripeterlo più.

Notate la risposta pubblica di Alessio Balbi (“journalist | head of audience development at Gruppo Espresso and @repubblicait | manager @3nz_it”) alle mie richieste di chiarimento:

alessiobalbi
@disinformatico @repubblicait grazie della segnalazione, errore nostro. citazione rimossa (le foto non si possono correggere) sorry
25/01/15 10:44

disinformatico
.@alessiobalbi I vostri lettori su FB avevano segnalato l’erroraccio già 12 ore fa @repubblicait http://t.co/vLiCFv0UD5
25/01/15 10:58

disinformatico
.@alessiobalbi Non è bello che interveniate solo quando la brutta figura viene diffusa. E foto non correggibili, ma post sì @repubblicait
25/01/15 11:00

disinformatico
.@alessiobalbi Sarebbe interessante una spiegazione di come quell’errore è arrivato ad essere pubblicato. @repubblicait
25/01/15 11:01

alessiobalbi
@disinformatico non siamo stati impeccabili. ammesso l’errore e chiesto scusa personalmente. Per me il processo finisce qui. Buon lavoro
25/01/15 11:09

È un vero peccato, ed è eloquente, che le critiche costruttive vengano viste come un“processo”. Mi viene quasi da chiedere scusa se ho osato segnalare l’errore.

Ma poi scoppio a ridere.

Antibufala: l’isola di detriti “grande come il Texas”

Antibufala: l’isola di detriti “grande come il Texas”


Repubblica, l’AGI e altre testate hanno pubblicato la notizia allarmante di un’isola di detriti “compatta e grande come il Texas” che starebbe per colpire la costa degli Stati Uniti.

È una stupidaggine epica che mi ispira un’idea per migliorare di colpo la qualità del giornalismo italiano: smettere di copiare dal Daily Mail, che troppo spesso è la fonte originale di queste panzane.

Purtroppo nelle redazioni di alcuni giornali si scambia il copia-e-incolla per giornalismo. No, mi spiace: il giornalismo non consiste nel fidarsi di quello che dicono altri giornali o agenzie di cui non si conosce nemmeno la reputazione o l’attendibilità: consiste nel fare ricerca, andare alla fonte originale e dare la notizia in mano a chi sa almeno leggere un grafico in inglese. Se vi interessano i dettagli, sono qui.

Per ANSA e Repubblica l’elio è infiammabile

Per ANSA e Repubblica l’elio è infiammabile

Questo articolo vi arriva grazie alla gentile donazione di “fabiopi” e alle segnalazioni di Claudio Par*, Giovanni e “classvoice” ed è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

 Stando ai giornalisti di Repubblica e all’ANSA, l’elio è un gas infiammabile. Scrivono infatti che stamattina una mongolfiera è precipitata a Luxor, in Egitto, causando la morte di numerosi occupanti, perché “l’elio contenuto nella bombola per creare il flusso di aria calda è fuoriuscito e si è incendiato”.

Sì, scrivono proprio così. Repubblica lo scrive qui; l’ANSA lo riporta qui. Solo che l’elio non è infiammabile. Se lo fosse, i palloncini che si regalano ai bambini sarebbero delle bombe incendiarie. Ma questa riflessione evidentemente non è passata per la testa di chi ha scritto questa baggianata. E a nessuno dei giornalisti che l’ha scritta o copiaincollata è venuto il dubbio che questa dichiarazione (attribuita apparentemente al pilota) fosse una cretinata macroscopica.

Il bruciatore delle mongolfiere va solitamente a propano, non a elio. E l’elio è piuttosto ben conosciuto come gas nobile e (appunto) per nulla infiammabile, almeno per chi non dormiva durante le lezioncine di chimica del liceo.

Screenshot da Repubblica

Screenshot da ANSA

E questo, secondo alcuni, sarebbe giornalismo.

Aggiornamento (13:20): ANSA ha rimosso la frase in questione, senza pubblicare alcuna rettifica o avvisare dell’aggiornamento della notizia. Ma io ho catturato la schermata. Trasparenza, questa sconosciuta. E qualcuno spieghi a queste egregie redazioni che Honk Kong non esiste.

Aggiornamento (16:00): anche Tio.ch abbocca alla bufala dell’elio infiammabile: merito del copiaincolla selvaggio che alcuni spacciano ancora per giornalismo. Pochi minuti dopo il mio tweet, Tio ha corretto l’articolo.