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Se la sensitiva si chiama Baba Vanga, le profezie-bufala arrivano a badilate?

Se la sensitiva si chiama Baba Vanga, le profezie-bufala arrivano a badilate?

È approdata su varie testate la notizia di una profezia drammatica, fatta dalla sensitiva bulgara Baba Vanga: “Nel 2016 la guerra. Nel 2043 il Califfato a Roma”. Si dice inoltre che Baba Vanga abbia avuto, nel corso della propria carriera, una precisione straordinaria nel fare profezie, con un margine d’errore dichiarato del 15%.

Ma è vero? Lo spiega molto bene Bufale un Tanto al Chilo: andando a leggere le sue profezie originali, raccolte fino al 1996 (anno della sua morte), invece di fidarsi delle versioni rimaneggiate che circolano oggi, emerge che ha fatto un bel po’ di previsioni completamente sbagliate.

Per esempio, nel 2008 le veniva attribuita la profezia della Terza Guerra Mondiale nucleare e chimica nel novembre del 2010, seguita da una moria di piante e animali nell’emisfero settentrionale, seguita poi da una guerra dei musulmani contro gli europei sopravvissuti. Profezie che, a quanto risulta da un primo, superficiale controllo, non si sono avverate, con tanti saluti alla presunta precisione della sensitiva.

Ma come mai di colpo si parla nelle testate italofone di una sensitiva morta quasi vent’anni fa? Colpa dell’incontenibile abitudine di alcuni giornalisti di fare copiaincolla dalle pagine del Daily Mail britannico, che pochi giorni fa ha riesumato le presunte profezie di Baba Vanga, copiandole a sua volta da un sito australiano, per fare l’ennesimo titolo sensazionalista attiraclic che specula sulle ansie da terrorismo.

Spiegato il trucco della levitazione

Spiegato il trucco della levitazione

Questo articolo è stato aggiornato e corretto dopo la pubblicazione iniziale.

Un grande gioco di prestigio si distingue non per la raffinatezza dei macchinari, ma per l’abilità dell’esecutore nell’ottenere un effetto emozionante e spettacolare con mezzi ridottissimi e giocando soprattutto sulla manipolazione psicologica dello spettatore. In questo senso ci sono molti punti di contatto fra illusionismo e social engineering informatico.

Il trucco della “levitazione”, reso celebre recentemente da David Blaine, è un classico esempio di questo concetto. L’effetto consiste nel presentarsi per strada, all’aperto, di fronte allo spettatore, poi voltarsi e… sollevare entrambi i piedi da terra, librando l’intero corpo nell’aria per alcuni centimetri.

Fili invisibili? Campi elettromagnetici? Macché. Se volete conoscere una versione straordinariamente semplice ma efficace di quest’illusione, guardate questo filmato.

Aggiornamento. Il filmato originale è stato rimosso. Ecco una versione alternativa:

Per saperne di più, potete leggere la pagina apposita della Wikipedia inglese dedicata una delle soluzioni per ottenere quest’effetto, nota come Balducci levitation dal nome di Ed Balducci, che per primo la descrisse. Un’altra versione è descritta qui (in inglese).

Il fallimento dell’astrologia, edizione 2011

Il fallimento dell’astrologia, edizione 2011

Le pulci alle previsioni degli astrologi per il 2011. Ancora una volta, fallimento totale di questi cialtroni

IMG_1980L’articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Ogni anno il CICAP fa quello che ogni credente nell’astrologia o in qualunque arte divinatoria dovrebbe fare: prendere le previsioni fatte da questi sedicenti profeti per l’anno che si sta concludendo e vedere chi ci ha azzeccato e chi no.

La faccio breve: è un fallimento totale. Prendo qualche esempio dal comunicato stampa del CICAP che mi è arrivato stamattina e che trovate qui sul sito del CICAP.

“Segnali di ripresa rispetto al 2011”, “la ripresa economica si intravede… da giugno a dicembre”, “annata di tendenziale espansione per USA, Cina e India nel primo semestre, e per Germania ed Europa in generale nel secondo semestre”, “a partire dalla primavera l’economia conoscerà un netto miglioramento” (Astra e Almanacco di Barbanera).

L’astrologo Antonio Alessi ha addirittura “inviato una lettera al governo per avvisare di un grosso sisma sottomarino, con conseguente devastante tsunami, per il 10 giugno”. Il sisma e lo tsunami non ci sono stati.

“Secondo l’interprete di Nostradamus Manfed Dimde, citato in un libro di Carlo Patrian del 1995, il 2011 avrebbe visto lo scoppio della terza guerra mondiale”. La terza guerra mondiale non s’è vista.

Idem per gli extraterrestri: il CICAP segnala che “Brezsny, il celebrato astrologo dell’Internazionale, intervistato da Riccardo Staglianò sul Venerdì di Repubblica prevedeva «novità sul fronte delle intelligenze extraterrestri». A meno che non siano state insabbiate dai Men in Black, non ce ne sono state.”

Teodora Stefanova (Canale 5), che a quanto pare si fa mandare le soffiate da un alieno di nome Unilsan, aveva previsto che il 2011 sarebbe stato “l’anno della rinascita di Berlusconi, grazie all’alleanza con Casini e Rutelli a maggio. Il PdL avrebbe cambiato nome, Saviano e Montezemolo sarebbero entrati in politica, sarebbe iniziata la costruzione del ponte sullo stretto di Messina, sarebbero stati risolti tutti i problemi a L’Aquila e la “monnezza” sarebbe sparita entro gennaio 2011 dalle strade di Napoli.” Come no.

Certo, qualcuno ha anche azzeccato qualche vaga previsione, ma il trucchetto è semplice: basta farne tante e prima o poi qualcuna, per casualità, coincide con la realtà. È il Principio dello Scoiattolo Cieco: a furia di cercare, prima o poi persino uno scoiattolo cieco troverà una ghianda.

La mia domanda è sempre la stessa: di fronte a questi ripetuti fallimenti, ha senso che i giornali e la TV incoraggino queste corbellerie? Ha senso che si paghino profumatamente dei cialtroni per apparire in televisione e spaventare la gente con annunci catastrofici? Secondo me, ha senso solo se si vuole rincoglionire il paese per rendere più facile fregarlo.

Mah. Ridiamoci sopra e cogliamo l’occasione per capire meglio come funziona il nostro cervello, in modo da evitare queste trappole: il CICAP ha pubblicato uno speciale online sull’astrologia e ha usato la scienza per realizzare l’unico oroscopo che funziona davvero. Provare per credere. Più seriamente, su Queryonline trovate un magnifico articolo di Stefano Bagnasco che spiega come si dimostra sperimentalmente l’inefficacia dell’astrologia e come non incappare in errori quando si fa demistificazione sull’argomento.

Quiz: un fantasma nel parcheggio?

Quiz: un fantasma nel parcheggio?

Questo articolo vi arriva grazie alla gentile donazione di “piccolopescer*”.

Oggi intorno a mezzogiorno ho fatto questa foto con il mio cellulare dalla mia auto. La pubblico qui tale e quale, così come l’ha salvata la sincronizzazione automatica su Dropbox che uso.

Guardate il riflesso nel finestrino dell’auto.

Secondo voi cos’è? Vediamo se riuscite a indovinare. Buon divertimento.

Aggiornamento (2013/02/20): La soluzione è ora nei commenti. Complimenti a chi ha indovinato e grazie a chi ha proposto spiegazioni alternative sbagliate per aver illustrato come la mente lavora in condizioni d’insufficienza di dati e quando c’è chi cerca di confonderla. Aver sbagliato non è sintomo di stupidità: è perfettamente umano. Questi processi mentali sono innati e automatici, e lo scopo del quiz, oltre al divertimento, era proprio metterli in evidenza per conoscerli meglio.

Corsi CICAP stasera in TV [UPD 23:50]

Stasera Superquark (Raiuno 21.20) trasmetterà un servizio dedicato al CICAP e registrato durante il Corso per investigatori del paranormale tenutosi a Padova, al quale ho avuto il piacere di partecipare a proposito di lunacomplottismo. I dettagli sono qui.

Aggiornamento: I lettori mi dicono che Superquark non ha trasmesso il servizio. Chiedo scusa dell’informazione errata. La fonte era un comunicato dell’ufficio stampa del CICAP stesso. Si direbbe che il CICAP proprio non riesca a prevedere correttamente il futuro 🙂

Siamo tutti un po’ fachiri stasera a Raitre

Test del CICAP: quanto è facile fare il fachiro

Molta gente millanta anche su Internet di avere straordinari poteri che consentono imprese fisicamente incredibili. La realtà è ben diversa: persino l’ossuto sottoscritto riesce a sdraiarsi su un letto di chiodi senza trasformarsi in uno scolapasta.

Stasera alle 21 gli amici Massimo Polidoro e Luigi Garlaschelli parteciperanno a “Terzo Pianeta”, il programma di Mario Tozzi, per occuparsi di questo tema girando per Torino e mostrando vari filmati. Un buon antidoto al vannamarchismo.

Come barano i medium: Rosemary Altea

Come barano i medium: Rosemary Altea

La “medium” Rosemary Altea colta a barare: che squallore approfittarsi di chi ha perso una persona cara

Massimo Polidoro ha pubblicato una chiara presa di posizione del CICAP sulla sedicente medium Rosemary Altea e ha incluso nell’articolo un video che mostra i trucchi usati dalla donna per sembrare credibile.

Come fa Altea a sapere che l’uomo con la camicia azzurra ha perso la madre? Glielo ha chiesto prima fuori onda.

E quando la “medium” sbaglia a descrivere la personalità della madre e si accorge che il figlio non conferma la descrizione, la ribalta con la disinvoltura di una vera professionista: “per qualche motivo lei è nervosa… [nessuna reazione del figlio]… e questo proprio non è da lei [reazione positiva del figlio]… lei in realtà è chiacchierona”. Geniale.

C’è di peggio: come mai la medium sa che la coppia ha perso una figlia ed è anche in grado di precisare che si è suicidata? La coppia aveva parlato, prima dello spettacolo, con l’agente di Rosemary Altea, che oltretutto ha piazzato nel pubblico amici e conoscenti. Anche la seconda coppia di genitori era amica dell’agente di Altea.

Con premesse di questo genere è facile essere sensitivi. Non fatevi fregare. Leggete i dettagli nell’articolo di Polidoro, pubblicato anche sul settimanale Oggi.

Debutto del CICAP Ticino

Debutto del CICAP Ticino

Il CICAP Ticino è appena nato e già rompe. Gli specchi

L’articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale. 

Saletta piena per il debutto di ieri, venerdì 17, del CICAP Ticino. Insieme a Marco Morocutti, del CICAP italiano, abbiamo parlato delle varie attività dell’associazione fondata da Piero Angela e sfatato alcuni miti che la circondano nelle sue indagini sulle affermazioni che riguardano il paranormale e l’insolito.

Ci siamo anche divertiti ad effettuare alcune dimostrazioni pratiche. Alcuni soci del CICAP Ticino, me compreso, hanno ingerito un’overdose (un intero flacone) di sonnifero omeopatico della Boiron, ma sorprendentemente non ci siamo addormentati, nonostante il farmacista ci avesse detto che bastavano due pilloline, quattro per i casi di insonnia peggiori (e già qui la contraddizione dei principi omeopatici del “minore è la dose, più il rimedio è potente” è diventata lampante).

Abbiamo anche piegato cucchiai semplicemente sfiorandoli, esattamente come fanno alcuni sensitivi, ma noi abbiamo usato la scienza. Come? Venite ai prossimi incontri e lo scoprirete, come hanno fatto i presenti.

Scienza divertente, senz’altro, ma nel presentare i metodi e le proposte d’indagine e di collaborazione scientifica del CICAP Ticino non abbiamo dimenticato i guai gravi che possono derivare dall’uso scorretto dei rimedi alternativi, citando il terribile caso di Clara Palomba, morta di diabete perché i genitori le tolsero l’insulina su consiglio di una “curatrice” alternativa.

Le domande del pubblico sono state tantissime, tant’è vero che abbiamo sforato rispetto all’orario di chiusura previsto dell’incontro e il rinfresco è sostanzialmente saltato (e di questo ci scusiamo). Ci sono stati interventi di persone che hanno vissuto eventi apparentemente paranormali che hanno offerto lo spunto per chiarire che il CICAP Ticino non ha le risposte per tutto, ma può proporre un metodo per escludere i fenomeni che hanno un’origine normale ma insolita. E magari scoprire qualcosa di nuovo e reale mentre smaschera ciarlatani e venditori di fumo.

Per la Giornata Anti-Superstizione abbiamo addobbato la saletta con ombrelli aperti, versato del sale, fatto passare i presenti sotto una scala e rotto uno specchio (la martellatrice è mia figlia Lisa). Non è successo nulla, nonostante fosse appunto venerdì 17.

Altre foto del debutto sono su Flickr grazie a Ines Bee.

Bene! Questo è stato il debutto: adesso si comincia a lavorare e investigare sulle segnalazioni locali, dall’ufologia al paranormale passando per i cospirazionismi e le angosce da catastrofi annunciate (2012 e simili). Chi volesse saperne di più o iscriversi al CICAP Ticino può farlo contattandoci via mail a ticino@cicap.org.

Il “mistero” dei Teschi di Cristallo

Il “mistero” dei Teschi di Cristallo

I teschi di cristallo hanno un potere magico? Sì, quello di imbrogliare

Il mito dei Teschi di Cristallo Maya è stato riportato alla ribalta dal quarto film della saga di Indiana Jones e dal delirio collettivo intorno alle presunte profezie Maya sulla fine del mondo nel 2012, ma è da decenni uno dei capisaldi della cultura new age e del paranormale. Peccato che sia, per dirla senza troppi giri di parole, una fregatura.

Recentemente National Geographic ha messo alla prova le principali asserzioni che riguardano il più famoso di questi teschi, quello che l’esploratore Frederick Albert Mitchell-Hedges (morto nel 1959) diceva di aver scoperto nelle rovine di un tempio Maya da lui trovato a Lubaantun, in quello che oggi è il Belize, nel 1927 ma descritto soltanto molti anni più tardi.

Il teschio in questione è leggermente più piccolo di un cranio umano ed è ricavato da un blocco unico di cinque chili di quarzo ialino o cristallo di rocca lavorato con straordinaria finezza e perfezione, tanto che secondo i sostenitori delle sua origine paranormale sarebbe impossibile crearne un duplicato.

Secondo la prima edizione dell’autobiografia di Mitchell-Hedges (Danger My Ally, 1954), il teschio di cristallo, da lui denominato Teschio del Destino, avrebbe almeno 3600 anni e sarebbe stato usato dai sacerdoti Maya, che con i suoi poteri sarebbero stati in grado di uccidere con la sola forza del pensiero. A suo dire, sarebbe stato fabbricato a mano dai Maya lavorandolo per abrasione con la sabbia, con infinita pazienza, ininterrottamente per circa trecento anni.

Alcuni sensitivi dicono che guardando il teschio negli occhi hanno visioni olografiche del futuro e affermano che ridere in faccia al teschio porti a morte certa. Negli anni Settanta iniziò a circolare l’asserzione che radunando i tredici teschi di cristallo in un unico luogo sarebbero accaduti eventi portentosi o calamità planetarie. Con l’approssimarsi della data fatidica del 2012 queste profezie hanno riacquistato popolarità e suscitato inquietudini.

Una storia affascinante, ma i fatti la smentiscono inesorabilmente. National Geographic, per il documentario The Truth Behind the Crystal Skulls (2011), ha commissionato la fabbricazione di un teschio identico a un artigiano cinese, che in undici giorni di lavoro è riuscito perfettamente nell’impresa.

Blocchi unici di quarzo ialino delle giuste dimensioni si trovano e si possono lavorare con mezzi più che normali, con buona pace di chi dice che sarebbe impossibile creare un teschio di cristallo persino con la tecnologia odierna. Basta avere un bel po’ di soldi, perché blocchi del genere sono molto costosi (alcune migliaia di dollari) e la loro lavorazione è altrettanto impegnativa e delicata.

Inoltre nella cultura Maya, ben documentata dagli archeologi, non c’è alcun riferimento a oggetti di questo genere. C’è da aggiungere, poi, che il teschio di Mitchell-Hedges ha vari dettagli anatomici tipici di un cranio europeo, ben diverso da quelli degli abitanti dell’America latina precolombiana. Perché i Maya avrebbero dovuto scolpire pazientemente un teschio europeo?

Cosa più importante, il presunto teschio Maya ha segni di lavorazione meccanica moderna che non hanno nulla di insolito, scoperti dall’esame dell’archeologo Norman Hammond e confermati da Jane Walsh del museo Smithsonian. Tutto punta, insomma, verso una fabbricazione con mezzi tecnologici contemporanei sul modello di un cranio europeo.

Come avviene spesso nel mondo del paranormale, la figlia di Mitchell-Hedges, Anna, ha rifiutato di permettere ulteriori esami scientifici dell’oggetto fino alla propria morte nel 2007. Ora il teschio è custodito dal marito di Anna, Bill Hormann.

Anche le modalità della sua scoperta hanno dettagli imbarazzanti. La figlia di Mitchell-Hedges ha sempre affermato di aver trovato lei stessa il teschio a Lubaantun nel 1927, ma una verifica negli archivi ha rivelato che lei non era affatto lì. Gatta ci cova.

Il teschio di cristallo conferì ad Anna Mitchell-Hedges notevole popolarità, tanto da organizzare esposizioni a pagamento dal 1967 in poi e un tour internazionale intorno al 1990, e ha alimentato una vastissima produzione letteraria di pseudoarcheologia mistica.

Ma i fatti restano quelli che sono, e ce n’è uno che, insieme agli altri, condanna senza appello tutta la leggenda dei teschi: un catalogo del 1943 della casa d’aste Sotheby’s, che offre un teschio di cristallo identico a quello “scoperto” da Mitchell-Hedges. L’acquirente? Frederick Albert Mitchell-Hedges stesso.

E che dire degli altri teschi analoghi esposti nei musei del mondo? Non sono una prova della loro autenticità? No: quelli al British Museum londinese, al Musée du quai Branly parigino e allo Smithsonian di Washington sono presentati etichettandoli chiaramente come falsi. Per esempio, il British Museum dice che il teschio è “Probabilmente europeo, 19° secolo d.C.” e che “sono state riscontrate tracce di una ruota da gioielliere”. Una mola moderna, insomma: altro che Maya che vanno avanti a sabbiare per secoli.

L’unica cosa davvero portentosa di tutta questa faccenda, insomma, è la disonestà di questi imbroglioni e l’ingenuità di chi vuole credere a tutti i costi senza mai dubitare.

Questo articolo vi arriva grazie alla gentile donazione di “stefano.pa*” ed è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Fissare le capre e ucciderle? Cominciamo dai criceti

Fissare le capre e ucciderle? Cominciamo dai criceti

Il vero uomo che fissa le capre

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La storia raccontata nel film L’uomo che fissa le capre, sugli schermi dei cinema in questi giorni, è talmente demenziale e assurda che molti penseranno che si tratti di un parto dell’allegra fantasia di George Clooney. Ma in realtà il film si basa su una storia vera, e non c’è di che star tranquilli.

Non tanto per le capre: per carità, quelle non corrono alcun pericolo. Ma per noi, perché la vicenda rivela le follie di certi governanti e militari ai quali sono affidate, che ci piaccia o no, le sorti del mondo.

Prendete per esempio il generale Hopgood, il personaggio che nel film vuole attraversare i muri con il pensiero. Esiste veramente. Si chiama Albert Stubblebine ed è un ex major general dell’esercito degli Stati Uniti. La sua vicenda e le sue credenze a dir poco eccentriche (dalla levitazione alla telepatia alla presenza di macchine aliene su Marte) sono documentate dalla sua frequentissima partecipazione a programmi americani come l’Alex Jones Show, popolato da persone che sostengono per esempio che il governo USA stia cospirando per l’uccisione in massa dei propri cittadini (ci sarebbero campi di sterminio già pronti, costruiti dalla FEMA).

E fin qui pazienza, direte voi. Ha le proprie credenze, frequenta degli svitati, che male fa? Il problema è che Stubblebine intraprese gli esperimenti sull’attraversamento dei muri con l’avallo delle autorità militari. Membri delle forze speciali furono realmente chiamati a fissare capre con l’intento di ucciderle con lo sguardo, perché fra i militari c’era chi pensava che la cosa potesse funzionare ed essere applicata in guerra per far fuori il nemico e attraversare impunemente le sue difese. E Stubblebine, pur avendo queste idee, fu mantenuto a capo dello United States Army Intelligence and Security Command, che si occupava di spionaggio, controspionaggio e intercettazioni.

Lo spezzone che potete vedere qui sotto è tratto dal documentario The Men Who Stare at Goats, di Jon Ronson, e mostra Albert Stubblebine che spiega la sua teoria di come si attraversano i muri: gli atomi sono per lo più spazio vuoto, per cui basta allineare gli spazi vuoti degli atomi del corpo con quelli del muro, e il gioco è fatto. Questo viene detto da un ex militare laureato in ingegneria chimica.

Stubblebine, fra l’altro, è uno degli esperti di Giulietto Chiesa nel video “Zero”, che sostiene varie tesi di complotto intorno agli attentati dell’11 settembre, come raccontato in dettaglio nel blog Undicisettembre.info. Il mondo è piccolo.

L’altra persona nel video è Guy Savelli, che afferma di aver condotto esperimenti militari per uccidere delle capre con il pensiero e mostra una videocassetta di questi test. Poi spiega di aver ucciso recentemente il proprio criceto con lo sguardo, e ne mostra un video.

La realtà, insomma, supera la fantasia ancora una volta. Divertiamoci con l’ultima fatica cinematografica prodotta da Clooney, ma ricordiamoci che chi mette in posti chiave gente che fissa le capre è chi ha in mano il bottone nucleare.

Michael Shermer presenta un bel commento al film su Skepticblog, dando alcune cifre: l’esercito USA spese 20 milioni di dollari nel programma Star Gate per colmare il presunto “divario paranormale” rispetto all’Unione Sovietica. E secondo Wired, le forze armate statunitensi spendono tuttora milioni in Reiki, meditazione trascendentale e “bioenergia”. Il consiglio di Shermer, che condivido, è di non fermarsi alla fantasia del film ma scoprire l’incredibile ma ben documentata realtà del documentario di Jon Ronson. Se non riuscite a procurarvelo, leggete il suo libro, inizialmente presentato in italiano con il titolo Capre di guerra e oggi ripubblicato con lo stesso titolo del film.

Il manuale operativo del First Earth Battalion (chiamato New Earth Army nel film), ossia il gruppo di soldati paranormali propugnato da Stubblebine e colleghi, è scaricabile. Da non perdere. Gli anni Settanta erano l’epoca del mettere i fiori nei cannoni, ma di fronte a certi sprechi sarebbe interessante sapere cosa c’era invece nelle canne.