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Paranormalisti, avete due anni di tempo: Randi ritirerà l’offerta da un milione di dollari fra due anni

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Da ormai dieci anni, il grande prestigiatore e cacciatore di ciarlatani James Randi offre un milione di dollari a chiunque riesca, in condizioni debitamente controllate e concordate con il candidato, a dimostrare un potere o un fenomeno paranormale qualsiasi.

Non è un’offerta campata per aria: i soldi sono effettivamente depositati e vincolati. Di recente, però, Randi ha annunciato che l’offerta terminerà fra due anni. Ma visto che i più famosi sensitivi hanno accuratamente evitato di dimostrare i propri presunti poteri sottoponendosi al test, e che nessuno dei candidati che ci hanno provato è riuscito a superare le fasi preliminari, che si svolgono secondo regole concordate appunto con il presunto sensitivo, Randi ritiene che sia ormai improduttivo tenere vincolati quei soldi, utilizzabili per attività d’indagine più efficaci.

Se ritenete di avere poteri paranormali, insomma, datevi da fare entro il 6 marzo 2010; la selezione dei candidati avviene in quasi tutti i paesi, Italia compresa. Se vi interessano i dettagli, contattatemi via mail.

Come dice Randi, “i professionisti del settore sospireranno di sollievo perché non dovranno più rispondere a chi chiede perché non si candidano a ritirare il premio… Dieci anni sono un tempo sufficiente. Le centinaia di domande di partecipazione compilate grossolanamente, e le innumerevoli ore di telefonate, di scambi di e-mail, di discussioni faccia a faccia che abbiamo dovuto sopportare, saranno cosa passata”.

Se volete un bell’esempio del genere di ciarlatani con i quali Randi ha avuto a che fare in questi anni, non perdetevi questa scenetta con James Hydrick, il “sensitivo” che fece scalpore con il suo presunto potere di spostare gli oggetti con il pensiero. In realtà lo faceva soffiando abilmente, come Randi dimostrò disponendo dei leggerissimi truciolini di polistirolo intorno agli oggetti. I poteri di Hydrick svanirono istantaneamente.

Antibufala: la foto del Fantasma Appeso

Antibufala: la foto del Fantasma Appeso

La foto qui accanto è una delle più famose foto di presunti fantasmi. Secondo la storia che l’accompagna, risale agli anni Cinquanta del secolo scorso e proviene dal Texas, dove la famiglia Cooper aveva acquistato una casa molto vecchia e aveva iniziato ad abitarvi.

La foto, dice il racconto, sarebbe stata scattata la prima sera che la famiglia trascorse nella casa e mostra due bambini con la loro mamma e nonna vicino al tavolo di cucina.

Tutti sorridono nell’immagine, ma quando la foto fu sviluppata (all’epoca la fotografia era chimica, non digitale) la famiglia Cooper si accorse con orrore che si vedeva nell’angolo dell’immagine un corpo sottosopra, come se stesse cadendo o fosse appeso a testa in giù. Era il fantasma di un occupante precedente della casa?

Secondo l’indagine di Metabunk le cose stanno un po’ diversamente. Non c’è nessuna traccia di questa foto su Internet prima del 2009, e l’analisi della foto indica che si tratta di un fotomontaggio nel quale il “fantasma” è stato creato usando un’immagine rovesciata di una ballerina con le braccia alzate.

dancehep.jpg

Ma la chicca di questa indagine è che Metabunk è stata contattata da uno dei bambini ritratti nella foto. Si chiama Robert Copper, non Cooper, e ha dimostrato la propria identità fornendo altre foto di famiglia, scattate addirittura nella medesima stanza. Senza fantasma, ovviamente.

Robert ha detto di aver saputo con stupore del mito intorno a questa foto da suo fratello maggiore (l’altro bambino nella foto) e ha precisato che l’immagine risale al 1959. Mistero risolto, insomma.

Coincidenze elettriche

Capita spesso, quando si parla di complotti e di fenomeni misteriosi, di sentir dire “non può essere una coincidenza, è troppo improbabile!”. Ma le coincidenze càpitano e possono essere davvero bizzarre. Ve ne racconto una che mi è successa personalmente.

Pochi giorni fa stavo andando a Roma per una missione segreta (che verrà rivelata a gennaio) e mi sono permesso di fare un piccolo scherzo postando questo tweet senza immagini:

Formalmente era tutto vero: stavo davvero andando a Roma, ci stavo davvero andando con la mia prima Tesla, che era davvero arrivata prima del previsto ed era esattamente il modello descritto nel tweet. Ma c’era un, uhm, piccolo particolare che avevo omesso e che ho rivelato qualche minuto dopo, quando si era accumulato già qualche commento di sorpresa dei lettori:

I lettori hanno commentato lo scherzo, ci siamo divertiti con una sciocchezzuola, e la cosa doveva finire lì.

Ma all’arrivo a Roma ho dovuto fare un breve tratto a piedi, e lungo quel tratto ho trovato una Tesla vera, parcheggiata davanti a un albergo: non solo era una delle poche Tesla in giro per Roma, ma era oltretutto proprio blu come il mio modellino. Non ho resistito, e così ho postato questo tweet per seminare stupore e confusione (e ci sono riuscito, visto che alcuni m’hanno sgridato per aver parcheggiato sulle strisce pedonali):

Anche il testo di quest’ultimo tweet era letteralmente vero: ero davvero arrivato a Roma (dove faceva un freddo cane, da cui sciarpa e cappottone), ma col Frecciarossa. Avevo insomma usato un mezzo di trasporto elettrico, ma non quello che mostravo nella foto.

Ora lasciate da parte il mio discutibile momento di trolleggio e provate a chiedervi quali sono le probabilità di percorrere una singola via di Roma e di incontrare, in quel preciso momento, una Tesla (auto già di per sé rara), in una città dove ce ne sono pochissime, e di incontrare un esemplare dello stesso tipo e dello stesso colore del mio modellino. La prossima volta che qualcuno vi parla di coincidenze impossibili, provate a citargli questa.

Auguri di buone feste.

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La CIA mette online 12 milioni di pagine di documenti, con UFO e telepatia militare

La CIA mette online 12 milioni di pagine di documenti, con UFO e telepatia militare

Avvistamenti ufologici, esperimenti di telepatia militare e molte altre chicche che farebbero invidia a una puntata di X-Files ma in realtà sono dati di fatto, perlomeno se possiamo fidarci di quello che dice la CIA: sì, la Central Intelligence Agency.

L’agenzia americana prediletta dai complottisti ha infatti messo online circa 12 milioni di pagine dell’archivio CREST (CIA Records Search Tool), che erano già consultabili dal pubblico ma soltanto recandosi nel Maryland. contiene un po’ di tutto ma soprattutto offre una collezione di circa 930.000 documenti che rivelano per esempio come la CIA considerava internamente gli avvenimenti del mondo (non solo in campo paranormale e ufologico).

Se non volete perdervi in questo mare di documenti vintage, Wired segnala alcune delle chicche migliori: la sezione Secret Writing, dedicata ai metodi di comunicazione segreta d’epoca, come la ricetta dell’inchiostro segreto tedesco; un catalogo di foto ufologiche (purtroppo riprodotte in pessima qualità) e un esempio di analisi di foto; e l’incredibile Progetto Stargate, che raccoglie documenti sugli esperimenti militari per tentare di usare i (presunti) poteri paranormali come arma.

Su quest’ultimo tema ci sono molti testi che citano Albert Stubblebine (cercabile come MG Stubblebine), il militare convinto di poter attraversare i muri con la forza del pensiero raccontato nel film L’uomo che fissa le capre (ne ho scritto qui), anche in relazione al rapimento in Italia del generale statunitense Dozier nel 1981. Segnalo anche un’analisi storica redatta dalla CIA sulla parapsicologia sovietica e il rapporto di un esperimento di “visione a distanza” datato 1989.

Se uno scettico vive un’esperienza paranormale

Se uno scettico vive un’esperienza paranormale

L’articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale. Ultimo aggiornamento: 2017/01/03 1:55.

Ho aspettato due anni a scrivere l’articolo che trovate nel numero 557 di Le Scienze disponibile in edicola e online: l’argomento mi toccava troppo da vicino. Dopo la perdita di una persona molto cara ho avuto quella che molti chiamerebbero senza esitazioni un’esperienza paranormale: i miei sensi, in particolare la vista, mi hanno fatto percepire ancora la sua presenza.

L’esperienza è stata emotivamente intensissima e mi ha fatto indagare e conoscere un aspetto della mente umana che ignoravo e che descrivo nell’articolo: l’idionecrofania (in inglese, idionecrophany). Cosa più importante, mi ha insegnato con forza che è giusto essere scettici e investigare, ma che bisogna capire che le esperienze paranormali, per chi le vive, sono potenti e reali e vanno trattate con rispetto e non con scherno. Lo considero l’ultimo regalo di un amico. Di nuovo grazie, Alberto.

2017/01/03 1:55

Speravo di ottenere il permesso di pubblicare qui questo articolo, ma non l’ho ancora ricevuto, per cui comincio a pubblicare la bibliografia di riferimento che ho usato.

Macdonald, W.L. (1992). Idionecrophanies: The social construction of perceived contact with the dead. Journal for the Scientific Study of Religion, 31, 215-223.

Rees, W.D. (1971). The hallucinations of widowhood. British Medical Journal, 4, 37-41 (http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC1799198/)

Wells, L.A. (1983). Hallucinations associated with pathologic grief reaction. Journal of Psychiatric Treatment and Evaluation, 5, 259-261.

Jan Dirk Blom. A Dictionary of Hallucinations. Springer (2009).

Baethge C. Grief hallucinations: true or pseudo? Serious or not? An inquiry into psychopathological and clinical features of a common phenomenon. Psychopathology. 2002 Sep-Oct;35(5):296-302. (http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/12457021).

A Grimby. Bereavement among elderly people: grief reactions, post-bereavement hallucinations and quality of life. Acta Psychiatrica Scandinavica, Volume 87, Issue 1, pages 72–80, January 1993 (http://onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1111/j.1600-0447.1993.tb03332.x/abstract)

V. Bell, Ghost Stories: Visits from the Deceased. Scientific American, 2 December 2008 (http://www.scientificamerican.com/article/ghost-stories-visits-from-the-deceased/)

“Repubblica” e le nuove frontiere del patetico: la storia della donna con gli occhi a raggi X

“Repubblica” e le nuove frontiere del patetico: la storia della donna con gli occhi a raggi X

L’articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale. Ultimo aggiornamento: 2010/05/16.

Nicola Lombardozzi di Repubblica e chi sta sopra di lui nella redazione della testata hanno deciso di regalarci un’altra perla di giornalismo con un articolo, pubblicato il 7 maggio scorso, su tale Julia Vorobjova, una donna russa che, secondo Lombardozzi, è “dotata non si sa come di poteri eccezionali che le consentono di vedere e prevedere le malattie degli altri guardando dentro i loro corpi come fosse una macchina per le radiografie”.

Segue una lunga lista (“naturalmente non ufficiale”, che strano) di personaggi illustri che “di certo” sarebbero stati curati o diagnosticati dalla Vorobjova: per esempio Breznev, Andropov, Eltsin, Gorbaciov, Mitterrand e anche Papa Wojtyla, che “fu monitorato dagli occhi magici di Julia che diede, dicono, preziosi consigli allo staff medico del Vaticano”. Più attori, cantanti, scrittori e cosmonauti. Ma oggi la signora ha settant’anni, è malata ed è “povera e sola e nessuno si ricorda di lei”. Sta “in una povera stanza di Donetsk, nel grigiore dell’Ucraina povera delle miniere di carbone”.

Leggete il resto dell’articolo di Repubblica per trovare e gustare tutti gli altri pittoreschi dettagli della storia, compresa la genesi dei poteri straordinari della signora: operatrice di gru nel 1978, si becca una scarica da 380 volt e sembra morta, ma quando il suo corpo viene “offerto dai parenti agli studenti di medicina”, che le asportano un alluce, la signora risorge, presumibilmente lamentandosi della pedicure un po’ drastica. Da quel giorno “Julia vede all’interno dei corpi” e gli “scienziati sospettosi” che la esaminano sono costretti a ricredersi. La signora va al servizio del KGB in un reparto segretissimo. Eccetera, eccetera. Manca solo il morso di un ragno radioattivo.

Repubblica presenta le straordinarie facoltà della Vorobjova come se fossero un dato di fatto inoppugnabile. Seriamente Lombardozzi crede che esista gente che ha la vista a raggi X come Superman? Nessuno in redazione s’è chiesto come mai, dopo tutti i VIP che ha curato, la signora non ha neanche un amico influente e grato che le dia una mano? Eppure è tanto famosa e riverita che è “cittadina onoraria della città stellare di Mosca”. E soprattutto, perché Repubblica ritiene che questa storia sia meritevole d’essere pubblicata?

Ma la cosa più interessante è la fonte di questa “notizia”, che ho scoperto grazie alle ricerche dei lettori del Disinformatico (in particolare Ephraim). La foto che secondo Lombardozzi è di “qualche anno fa” è in realtà probabilmente del 1975: qui accanto ne vedete una più recente.

Per ora tengo per me la fonte (se la sapete, non pubblicatela nei commenti), perché voglio vedere se Repubblica, che so benissimo che tiene d’occhio questo blog, ha il coraggio di ammettere da dove il suo corrispondente ha pescato quest’accozzaglia di fesserie, che insultano non solo i lettori ma anche tutti i medici che si fanno anni di studi e ricerche. Per farsi poi battere da un’operaia russa fulminata.

Queste sono le redazioni che vorrebbero farci pagare per le notizie online. Ricordiamocelo, la prossima volta che qualche testa pensante strapagata tira fuori ancora la storia di Internet che uccide i giornali. Non è omicidio, cari colleghi: è suicidio. Causato da eccessivo rigurgito di scemenze.

Aggiornamento 2010/05/16. Il seguito dell’indagine è in questo articolo.

Scienziati del mistero a Bari, per reagire ai deliri dell'antiscienza

Scienziati del mistero a Bari, per reagire ai deliri dell’antiscienza

L’articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Se in Italia c’è chi propina la Madonna del Cellulare, c’è chi sta peggio. Uno dei principali esponenti religiosi iraniani ha detto pubblicamente che i terremoti sono causati dalle donne promiscue e da quelle che vestono in modo non modesto.

 “Molte donne che non si vestono in modo modesto conducono i ragazzi alla perdizione e diffondono l’adulterio nella società, e questo aumenta i terremoti… Cosa possiamo fare per evitare di essere sepolti sotto le macerie? Non c’è altra soluzione che rifugiarsi nella religione e adattare le nostre vite ai codici morali dell’Islam”, ha dichiarato Hojatoleslam Kazem Sediqi, che conduce le preghiere del venerdì a Teheran. Le sue parole sono state riportate dai media iraniani.

Per consolarci di queste sessiste vette d’imbecillità suprema posso proporre una dose d’antidoto: Marco Morocutti, del CICAP, sarà a Bari questo venerdì (23 aprile) alle 16, all’Aula 4 del Palazzo delle Aule, Campus Universitario, via Orabona 4, con una conferenza intitolata Scienziati del Mistero: appunti di sopravvivenza all’avanzata dell’antiscienza, organizzata dal gruppo Puglia del CICAP. Morocutti ha partecipato alle indagini sul caso di Canneto di Caronia, sulle voci dall’aldilà e su vari altri fenomeni apparentemente misteriosi. Conosco Marco: il divertimento intelligente è assicurato.

Maggiori informazioni sull’incontro sono disponibili nella locandina che riporto qui sopra.

Antibufala: il masso fluttuante di Al-Hassa

Antibufala: il masso fluttuante di Al-Hassa

Questo articolo era stato pubblicato inizialmente su Wired.it, dove ora non è più disponibile, per cui lo ripubblico qui.

Ad Al-Hassa, in Arabia Saudita, una volta l’anno, durante il mese di aprile, si compirebbe il prodigio che vedete nella foto qui accanto: “una pietra enorme… rimane sollevata ad 11 cm dal suolo… e rimane sospesa in aria per circa 30 minuti”.

Le leggende locali raccontano che nell’aprile del 1989 un mujaheddin si nascose dietro questa pietra ma fu ucciso. Da allora la sua anima fa levitare il masso. “Sembra che tutt’ora sia possibile scorgere le macchie di sangue fresco sulla roccia” e che “queste chiazze, quando la roccia si solleva da terra, diventino più scure, più fresche e umide.” Così almeno scrive Roberta Puddu su 2012magazine, e lo stesso fanno tanti altri blogger traendo ispirazione da Marco Frico di Express News.

La storia circola in tutto il mondo, indicando talvolta luoghi diversi (la pietra si troverebbe in Palestina o a Gerusalemme) e c’è chi la vede come una prova della potenza divina. Il fenomeno viene descritto come “incredibile e inspiegabile” e “un vero mistero”, senza porsi il più semplice dei dubbi: e se fosse un banale fotoritocco?

È sorprendente come nell’era di Photoshop ci sia ancora così tanta gente disposta a credere ciecamente a qualunque fotografia, scattata chissà dove da chissà chi e trovata su Internet, anche se mostra fenomeni che sfidano il buon senso e la fisica. Ma ci sono anche persone che considerano offensive ed empie queste “prove” del divino. È il caso di Al-Habib.info, che fa un buon debunking di quest’immagine sulla base del buon senso: “se fluttuasse e fosse all’aperto, vicino a un villaggio (notate l’auto, i cavi elettrici e la casa), sicuramente orde di persone e di troupe radio e televisive e media di tutti i generi ne avrebbero pubblicato le immagini e la storia. [Il masso] dovrebbe avere un blog tutto suo. Invece abbiamo solo quest’unica immagine e vaghi commenti su dove si trovi.”

Infatti si tratta di un fotoritocco di una pietra che in realtà poggia al suolo nel pieno rispetto della legge di gravità. Al-Habib.info ha trovato altre immagini del masso, come quella qui accanto o questa e questa su Flickr, che ne mostrano i sottili supporti naturali, probabilmente scolpiti dall’erosione.

Una ricerca per immagini simili rivela versioni ad alta risoluzione dell’immagine della pietra “fluttuante”, che mostrano chiaramente i segni di un fotoritocco molto grossolano e senza sfumature per eliminare i supporti.

Come per l’ufologia e il paranormale, di fronte a queste dimostrazioni di quanto sia facile e diffusa la frode fotografica, sarebbe ora di stabilire una regola semplice: una foto non è una prova. Ma per molti la voglia di credere è più forte del buon senso.

Umberto Eco nuovo membro onorario CICAP; domani a Milano s’indaga sull’occulto

Umberto Eco nuovo membro onorario CICAP; domani a Milano s’indaga sull’occulto

L’articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale. Ultimo aggiornamento: 2009/05/01.

L’ufficio stampa del CICAP (il comitato d’indagine sulle affermazioni riguardanti il paranormale e le pseudoscienze fondato quasi vent’anni fa da Piero Angela) mi segnala due notizie interessanti.

La prima è che Umberto Eco, da sempre vicino alle posizioni di cauto (e gioviale) scetticismo del CICAP, ha aderito formalmente al Comitato come membro onorario. Scrive in proposito Eco:

Ritengo che l’attività del CICAP sia un atto civile e morale necessario. Purtroppo come tutti gli atti civili e morali necessari, cioè predicare il bene, la non violenza… è una gran perdita di tempo, è destinato alla sconfitta perché c’è il male nel mondo e così via.

Allora bisogna smettere? No, perché anche a rischio di essere retorico, la verità, la giustizia vanno sempre proclamate e sfortunati quei paesi in cui facendo male non c’è neanche qualcuno che dice che è male farlo. Però credo che una funzione si possa avere: non di convincere il credulo, ma almeno di indurre le sedi responsabili, i quotidiani, i settimanali, la Rai di non incrementare la credulità e di non favorire quelli che io chiamo i “mercanti dell’assoluto”, coloro cioè che sulla credulità ci campano.

Questo non risolve, non risolverebbe, non risolverà completamente il problema ma almeno può mantenerlo entro dei limiti. Voglio dire, alla fine il credulo vuole essere credulo: continui, è suo diritto sancito da tutte le costituzioni ma almeno non si dirà che c’è qualcuno che per fare audience e per fare copie specula sulla sua credulità.

Parole sante. Oltre a Eco, nel CICAP entrano come nuovi garanti scientifici il medico e chirurgo Umberto Veronesi e il genetista Edoardo Boncinelli: “Non si può essere cittadini di uno Stato moderno e più in generale del mondo se non si coltiva e non si propaganda una giusta valutazione della scienza e della razionalità” osserva Boncinelli. “Personalmente non ho nulla contro l’irrazionalità – non è possibile espellerla dal mondo – ma odio la falsa razionalità, un atteggiamento argomentativo che si proclama razionale ma che razionale non è”.

La seconda è che domani a Milano, alle 21.30, presso Villa Pallavicini (via privata Meucci, 3), ci sarà l’incontro Indagini nell’occulto, in cui Luigi Garlaschelli, chimico dell’Università di Pavia e responsabile delle sperimentazioni CICAP, racconterà alcune sue indagini su miracoli, pseudoscienze, poltergeist, fachiri e rabdomanti. A differenza di altri convegni organizzati da ufologi e catastrofisti assortiti, quest’incontro è a ingresso gratuito. Tutti i dettagli sono nel comunicato stampa.

Post eventum (2009/05/01)

Date un’occhiata al blog del Peyote, dove trovate un miniresoconto della serata e il video di come Garlaschelli dimostra poteri veri da fachiro conficcandosi un chiodo di una decina di centimetri dritto nel cranio attraverso il naso. Da non perdere.

Antibufala: globi misteriosi nelle fotografie digitali

Antibufala: globi misteriosi nelle fotografie digitali

La curiosità di un lettore, eDog, mi offre l’occasione per raccontare un fenomeno che intriga molti su Internet: la comparsa di misteriosi globi luminosi nelle fotografie scattate nei luoghi poco illuminati. C’è chi sospetta che siano manifestazioni di fantasmi, tanto da chiamarle ghost globes o orbs, anche perché hanno una caratteristica effettivamente intrigante: non sono visibili a occhio nudo.

Questa è la foto scattata di notte alla Luna da eDog:

E questa è una foto piena di “fantasmi”, tratta da questo album intitolato inquietantemente “Graduation – Funeral”:

Cosa sono? Anime dei defunti che si affollano per accogliere fra loro il nuovo arrivato a un funerale? Spettri che infestano le case? È una bella storia, sicuramente efficace da raccontare, ma non corrisponde alla realtà.

Infatti tutte le foto che mostrano questi globi misteriosi sono scattate usando il flash: sarà un caso? No, anzi: è proprio la luce potente del flash che illumina le particelle di polvere che sono sempre sospese nell’aria (particolarmente nelle soffitte polverose) e che si trovano vicine all’obiettivo.

La vicinanza all’obiettivo non permette alla fotocamera di metterle a fuoco, per cui risultano appunto come globi sfocati fortemente illuminati dal flash. Lo stesso effetto può manifestarsi nelle foto scattate sotto la pioggia o con foschia intensa, per via dei riflessi delle goccioline d’acqua.

Ma come mai questo fenomeno sembra molto più vistoso nelle foto digitali? Per una ragione ottica: soprattutto nelle fotocamere economiche e ultracompatte rese possibili dall’uso della tecnologia digitale al posto delle pellicole, il flash è molto vicino all’obiettivo e quindi è più probabile che la sua luce venga riflessa verso l’obiettivo dalle particelle o goccioline sospese. In realtà anche le fotocamere a pellicola ultracompatte soffrono dello stesso problema, ma in misura minore grazie alla maggiore distanza fra flash e obiettivo.

Dubbiosi? Fate un esperimento molto semplice: andate in una stanza poco illuminata e fate qualche foto con il flash attivato. Se ottenete pochi fantasmi, provate a sbattere qualche cuscino o a smuovere in altro modo la polvere depositata in giro, e fate altre foto. Otterrete molti più globi luminosi. Se a questo punto preferite credere che sbattere i cuscini evochi lo spettro dei defunti, ovviamente, non c’è problema.

Fonte: Paranormal Encyclopedia.