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Autori di NeoOffice a Milano domani HELP!!

Autori di NeoOffice a Milano domani HELP!!

Domani ci sarà a Milano un incontro aperto al pubblico con Patrick Luby e Ed Peterlin, gli sviluppatori di NeoOffice: una variante libera e gratuita, supportata dalle donazioni, di OpenOffice.org per il mondo Mac. Uso NeoOffice da anni con molta soddisfazione per tutto il mio lavoro di scrittura, e devo dire che se il computer è abbastanza vivace da reggerne il peso non trascurabile, NeoOffice è assai più usabile e meglio integrato in OS X di quanto lo siano le alternative OpenOffice.org X11 o OpenOffice.org Aqua (beta).

Sono stato invitato anche in veste di interprete e ci sarò, insieme ad Antonio Dini, Lucio Bragagnolo e Fabrizio Venerandi, a partire dalle 18, ma l’evento inizia molto prima, alle 11, e si terrà a Milano presso @Work, in via Carducci, angolo Galleria Borella 3 (fermate MM Cadorna e Sant’Ambrogio). L’ingresso è libero e gratuito.

Il programma completo è disponibile qui (in inglese). E’ possibile partecipare anche virtualmente tramite lo stream video in diretta gestito da FreeSMUG, che ha organizzato l’evento.

HELP!!!

Mi si è appena guastata l’auto con la quale contavo di andare a Milano da Lugano, e se uso i mezzi pubblici (treno) ho dei limiti di orario piuttosto pesanti. C’è per caso qualche anima pia ticinese automunita che ha voglia di fare il viaggio insieme? Se c’è, che mi mandi un e-mail al volo, grazie!

Disponibile subito LibreOffice 7.5

Disponibile subito LibreOffice 7.5

Ricevo e ripubblico con piacere l’annuncio ufficiale del rilascio della
versione 7.5 di LibreOffice, che ho appena scaricato e installato (dopo aver fatto una donazione alla Document Foundation). Uso LibreOffice sin dalle sue primissime versioni per quasi tutto il mio lavoro. Funziona, garantisce l’indipendenza dei miei documenti, e provarlo non costa nulla.

Berlino, 2 febbraio 2023 – LibreOffice 7.5 Community, la nuova major release
della suite per ufficio per la produttività desktop libera e open source,
supportata da volontari, è immediatamente disponibile all’indirizzo
https://www.libreoffice.org/download
per Windows (processori Intel/AMD e ARM), macOS (processori Apple e Intel), e
Linux.

Le novità più significative

GENERALI

  • Importanti miglioramenti al supporto del dark mode
  • Nuove icone per le applicazioni e i tipi MIME, più colorate
    e vivaci.
  • Lo Start Centre può filtrare i documenti per tipo
  • È stata implementata una versione migliore dell’interfaccia
    utente Single Toolbar
  • Esportazione PDF migliorata con diverse correzioni e nuove
    opzioni e funzionalità
  • Supporto per l’embedding dei font su macOS
  • Miglioramenti alla finestra di dialogo Font Features con
    diverse nuove opzioni
  • Aggiunta di un cursore di zoom in basso a destra nell’editor
    delle macro

WRITER

  • I segnalibri sono stati notevolmente migliorati e sono anche
    molto più visibili
  • Gli oggetti possono essere definiti come decorativi, per una
    migliore accessibilità
  • Sono state aggiunte nuove tipologie di controlli di
    contenuto, che migliorano anche la qualità dei moduli PDF
  • Nel menu Strumenti è stata aggiunta una nuova opzione di
    controllo automatico dell’accessibilità
  • È disponibile una prima versione di traduzione automatica,
    basata sulle API di DeepL translate
  • Diversi miglioramenti al controllo ortografico

CALC

  • Le tabelle di dati sono ora supportate nei grafici
  • Il Function Wizard adesso consente di effettuare la ricerca
    per descrizioni
  • Sono stati aggiunti i formati numerici “compitati”
  • Le condizioni di formattazione condizionale sono ora
    insensibili alle maiuscole e alle minuscole
  • Comportamento corretto quando si inseriscono numeri con un
    singolo prefisso (‘)

IMPRESS & DRAW

  • Nuovo set di stili di tabella predefiniti e creazione di
    stili di tabella
  • Gli stili delle tabelle possono essere personalizzati,
    salvati come elementi master ed esportati
  • Gli oggetti possono essere trascinati e rilasciati nel
    navigatore
  • È ora possibile ritagliare i video inseriti nella
    diapositiva e riprodurli ugualmente
  • La console del presentatore può essere eseguita anche come
    finestra normale invece che a schermo intero.

Un video che riassume le principali novità di LibreOffice 7.5 Community è
disponibile su YouTube:
https://www.youtube.com/watch?v=ZlAmjIwUvs4
e PeerTube: https://peertube.opencloud.lu/w/of24ezgA4ytWDpHWevGPiF

Una descrizione di tutte le nuove funzionalità è disponibile nelle Note di
rilascio [1].

Interoperabilità con Microsoft Office

Basato sulle specifiche caratteristiche della piattaforma tecnologica
LibreOffice per la produttività personale su desktop, dispositivi mobili e
cloud, LibreOffice 7.5 offre un gran numero di miglioramenti e nuove
funzionalità rivolte agli utenti che condividono documenti con MS Office o che
stanno migrando da MS Office. Questi utenti dovrebbero controllare
regolarmente le nuove versioni di LibreOffice, poiché i progressi sono così
rapidi che ogni nuova versione migliora sensibilmente la precedente.

LibreOffice offre il più alto livello di compatibilità nel segmento di mercato
delle suite per ufficio, con il supporto nativo per l’OpenDocument Format
(ODF) – che batte i formati proprietari per sicurezza e robustezza – e il
supporto per i file MS Office, oltre ai filtri per un gran numero di formati
di documenti legacy, per restituire la proprietà e il controllo dei contenuti
agli utenti.

I file Microsoft sono ancora basati sul formato proprietario deprecato da ISO
nel 2008 e non sullo standard approvato dalla stessa ISO, per cui sono
artificialmente e inutilmente complessi (anche se tutto questo viene nascosto
all’utente). Questo causa problemi di gestione a LibreOffice, che utilizza per
default un vero formato standard aperto (OpenDocument Format).

Chi ha contribuito a rilascio di LibreOffice 7.5

Le nuove funzionalità di LibreOffice 7.5 Community sono state sviluppate da
144 membri della comunità: il 63% dei commit di codice proviene dai 47
sviluppatori impiegati da tre aziende che fanno parte dell’Advisory Board di
TDF – Collabora, Red Hat e allotropia – o da altre organizzazioni, il 12% dai
6 sviluppatori di The Document Foundation, e il restante 25% da 91 volontari
indipendenti.

Inoltre, 112 volontari – in rappresentanza di centinaia di traduttori
volontari – hanno fornito localizzazioni in 158 lingue. LibreOffice 7.5
Community viene rilasciato in 120 versioni linguistiche diverse, più di ogni
altro software libero o proprietario, e come tale può essere utilizzato nella
lingua madre (L1) da oltre 5,4 miliardi di persone nel mondo. Inoltre, oltre
2,3 miliardi di persone parlano una di queste 120 lingue come seconda lingua
(L2).

LibreOffice per le imprese

Per le implementazioni di livello aziendale, TDF raccomanda la famiglia di
applicazioni LibreOffice Enterprise fornite dalle aziende dell’ecosistema –
per desktop, mobile e cloud – con un gran numero di specifiche funzionalità a
valore aggiunto e altri vantaggi come gli SLA (Service Level Agreement):
https://www.libreoffice.org/download/libreoffice-in-business/.

Ogni riga di codice sviluppata dalle aziende dell’ecosistema per i propri
clienti enterprise viene condivisa con la comunità sul repository principale
del codice sorgente, e contribuisce a migliorare la piattaforma LibreOffice
Technology.

I prodotti basati sulla tecnologia LibreOffice sono disponibili per i
principali sistemi operativi desktop (Windows, macOS, Linux e Chrome OS), per
le piattaforme mobili (Android e iOS) e per il cloud.

Migrazioni a LibreOffice

La Document Foundation ha sviluppato un Protocollo di migrazione per
supportare le imprese che passano dalle suite per ufficio proprietarie a
LibreOffice, che si basa sulla distribuzione di una versione LTS della
famiglia LibreOffice Enterprise, oltre alla consulenza e alla formazione per
la migrazione fornita da professionisti certificati che offrono
soluzioni a valore aggiunto in linea con le offerte proprietarie. Riferimento:
https://www.libreoffice.org/get-help/professional-support/.

Infatti, LibreOffice – grazie alla maturità del codice sorgente, al ricco set
di funzionalità, al forte supporto per gli standard aperti, all’eccellente
compatibilità e alle opzioni LTS di partner certificati – è la soluzione
ideale per le aziende che vogliono riprendere il controllo dei propri dati e
liberarsi dal vendor lock-in.

Disponibilità di LibreOffice 7.5 Community

LibreOffice 7.5 Community è disponibile all’indirizzo:
https://www.libreoffice.org/download/. I requisiti minimi per i sistemi
operativi proprietari sono Microsoft Windows 7 SP1 e Apple macOS 10.12. I
prodotti basati sulla tecnologia LibreOffice per Android e iOS sono elencati
qui: https://www.libreoffice.org/download/android-and-ios/.

Per gli utenti che non hanno bisogno delle funzioni più recenti e preferiscono
una versione che è stata sottoposta a un maggior numero di test e di
correzioni di bug, The Document Foundation mantiene la famiglia LibreOffice
7.4 family, che include alcuni mesi di backporting delle correzioni. La
versione corrente è  LibreOffice 7.4.5.

La Document Foundation non fornisce supporto tecnico agli utenti, anche se
questi possono ottenerlo dai volontari delle mailing list degli utenti e dal
sito web Ask LibreOffice: https://ask.libreoffice.org

Gli utenti di LibreOffice, i sostenitori del software libero e i membri della
comunità possono sostenere The Document Foundation con una donazione su
https://www.libreoffice.org/donate.

[1] Note di Rilascio:
https://wiki.documentfoundation.org/ReleaseNotes/7.5

Press Kit

Link: https://nextcloud.documentfoundation.org/s/C9aDx4rka6HeDb6

Microsoft diventa compatibile con OpenDocument

Microsoft diventa compatibile con OpenDocument


Questo articolo vi arriva grazie alle gentili
donazioni
di “mueslig****” e “p.fiazza”.

Il formato OpenDocument, reso
popolare dalla suite gratuita
OpenOffice.org e recentemente
diventato standard ISO
(26300), è ora gestibile anche con Microsoft Word XP, 2003 e 2007. Grazie a un
add-in gratuito, scaricabile presso
Sourceforge.net,
gli utenti di queste versioni di Word possono infatti leggere e creare file
scritti in questo formato. Gli utenti di altre versioni possono usare un
convertitore autonomo reperibile presso lo stesso sito.

E’ un grande passo avanti verso l’adozione di un formato universalmente
utilizzabile a prescindere dal programma e dal sistema operativo utilizzato.
Questo, a sua volta, facilita l’adozione di sistemi operativi liberi e, in
ultima analisi, farà risparmiare un bel po’ di soldi agli utenti privati, alle
aziende e alle pubbliche amministrazioni, come per esempio in
Francia
e in
Belgio.

OpenDocument è il punto di partenza fondamentale di questo grande cambiamento.
Guardate come ne parla un ente solitamente posato come l’UNI:

La norma tecnica
UNI CEI ISO/IEC 26300, pubblicata in questi giorni come adozione nazionale della norma ISO/IEC
26300, rappresenta il capitolo finale di un lungo percorso che ha portato per
la prima volta alla definizione, in ambito normativo, di uno standard
universale per i documenti elettronici, svincolandoli dalla applicazione che
li ha generati: si tratta del
formato OpenDocument (ODF).

Ad oggi la gran parte dei
documenti che siamo soliti gestire con il computer sono generati da software
commerciali, ognuno dei quali possiede un proprio formato proprietario. Ciò
comporta che, per poter leggere o modificare tali file, l’utente debba avere a
disposizione lo stesso programma (ed in alcuni casi anche la stessa versione)
utilizzato dall’estensore del documento oppure un programma che faccia da
filtro per la visualizzazione.

Viceversa, il supporto a OpenDocument offerto da Microsoft consente agli
utenti di Microsoft Office di restare fedeli alla loro suite ma gestire i file
OpenDocument, frenando quindi la fuga degli utenti (a volte obbligata da norme
legali o da esigenze di risparmio) e consentendo a Office di competere alla
pari, sulla forza dei propri meriti (che sono indubbi), anziché dominare il
mercato grazie a un formato segreto che lega gli utenti.

Parlando schiettamente, OpenOffice.org (che supporta nativamente OpenDocument)
è molto più pesante di Microsoft Office, e ci sono molte circostanze nelle
quali preferirei usare Word per scrivere i miei testi o PowerPoint per creare
presentazioni perché hanno un’interfaccia più efficiente e girano veloci anche
su computer modesti come quelli che ho io. Ora lo potrò fare (sì, ho una
licenza per Microsoft Office, e anche sul Mac).

Il supporto OpenDocument di Microsoft verrà esteso gradatamente anche alle
presentazioni e agli spreadsheet, consentendo agli utenti Powerpoint ed Excel
di preparare documenti leggibili anche con altri programmi, come Abiword,
Koffice o il già citato OpenOffice.org, oltre che con le applicazioni via Web
come Google Docs and Spreadsheets o
Editgrid.

C’è chi si preoccupa che questa sia una mossa di Microsoft per sabotare il
formato OpenDocument fornendo un supporto incompleto o inadeguato che faccia
fare brutta figura a questo formato; ma il software di conversione è open
source
, per cui è facilmente correggibile e migliorabile. Per il momento, per
Microsoft questa è una mossa coraggiosa e lodevole.

A sua volta, anche OpenOffice.org si appresta ad integrare un traduttore dal
formato OpenDocument al formato Open XML di Microsoft Office, per cui sarà
possibile salvare in un formato Microsoft senza usare software Microsoft.
Anche questo è un passo verso l’eliminazione delle barriere informatiche.

Zio Bill abbraccia il formato OpenDocument: addio ai formati proprietari?

Questo articolo vi arriva grazie alla
donazione
straordinaria di “liciapar”.

Microsoft offrirà una serie di programmi gratuiti che
consentiranno anche a Word, Excel e Powerpoint di usare il formato libero e
aperto OpenDocument
, recentemente diventato
standard ISO/IEC 26300
e noto a molti come il formato utilizzato dalla suite libera e gratuita
OpenOffice.org e da altri programmi
come AbiWord e Kword. Il primo di questi programmi è già disponibile da un
paio di giorni.

E’ un bel cambio di rotta per Microsoft, che fino all’altroieri osteggiava il
formato OpenDocument per ragioni di bottega: zio Bill ha sempre temuto che
usare un formato standard avrebbe ridotto la dipendenza degli utenti dai
programmi Microsoft. Forse le pressioni esercitate da governi come quello del
Massachusetts (che ha detto chiaramente a Microsoft
“o supporti OpenDocument, o qui nessuno userà più MS Office”) e del Belgio (che ha da poco avviato la migrazione a OpenDocument) e le
imminenti sanzioni UE hanno indotto Gates a più miti e moderni consigli.

Dal punto di vista degli utenti, questo è un grande risultato, perché consente
finalmente la condivisione universale di documenti senza il problema di sapere
se tutti i destinatari hanno e usano lo stesso programma e la stessa versione
del programma (le magagne di compatibilità fra versioni differenti di Word ed
Excel, o fra loro edizioni in lingue differenti, sono ben note).

In sostanza, entro breve tempo si potranno inviare a chiunque documenti
editabili scritti, per esempio, con
OpenOffice.org, senza obbligare il
destinatario a scaricare, imparare e usare OpenOffice.org (o un altro
programma che gestisca il formato OpenDocument) ma invitandolo semplicemente a
scaricare un piccolo plug-in per
Microsoft Office.

In questo modo, chi vuole restare fedele a Microsoft Office può farlo; chi
invece preferisce avere la garanzia di poter leggere i propri documenti
elettronici oggi, domani e fra vent’anni senza dover sottostare a
licenze-capestro decise da un fornitore unico e ai conseguenti esborsi può
usare software meno costoso e altrettanto efficace (perlomeno per le
situazioni più comuni), senza più preoccuparsi della compatibilità.

Per fare un paragone col mondo reale, è come se finalmente ci fossimo tutti
messi d’accordo per parlare un’unica lingua franca. E l’uso di una “lingua
franca” in informatica ha un precedente particolarmente illustre, che avete
davanti agli occhi: è proprio l’adozione di uno standard aperto e libero che
ha consentito la nascita di Internet, basata appunto su protocolli che
chiunque può usare e permettono a computer differenti di comunicare tra loro.

Prima di questi protocolli, la marca X di computer parlava soltanto con quella
medesima marca e gli utenti delle nascenti reti telematiche (CompuServe,
Prodigy, Genie, AOL… ve le ricordate?) potevano comunicare soltanto con
altri utenti della stessa rete. Tanti ghetti chiusi, tante isole separate da
oceani di incompatibilità. Poi è arrivato il buon senso ed è nata Internet,
con il successo travolgente e la creazione di nuovi mercati e nuove occasioni
di lavoro e di cultura che tutti ben conosciamo. Tutto grazie al concetto del
software libero e degli standard aperti.

L’abbraccio di Microsoft, tuttavia, non è del tutto privo di riserve:
OpenDocument non diventa il formato predefinito di Word, Excel e Powerpoint,
ma semplicemente un’opzione in più da aggiungere manualmente a questi
programmi. Gli utenti dovranno quindi superare la naturale inerzia e decidere
quale formato adottare.

Come indicato da
Betanews, uno dei programmi gratuiti di conversione sponsorizzati da Microsoft è già
disponibile
come versione alpha su Sourceforge (per Windows NT/2000/XP) e converte dal
formato OpenXML delle versioni più recenti di Microsoft Office al formato
OpenDocument e viceversa.

Niente conversione dei famosi (e famigerati) .DOC binari, per ora: verrà aggiunta in seguito tramite un aggiornamento dei vecchi MS Office che
permetterà loro di salvare in OpenXML, dal quale si potrà poi salvare in
OpenDocument. Macchinoso, vero? E’ chiaro, insomma, che chi sperava in un
semplice
“Salva come OpenDocument”
all’interno di Microsoft Office resterà deluso.

I convertitori per Excel e Powerpoint arriveranno nei primi mesi del 2007.
Sono coinvolti nel progetto di Microsoft la società francese
Clever Age, l’indiana
Aztecsoft e la tedesca
Dialogika.

C’è una celebre frase attribuita a Gandhi:
“Dapprima ti ignorano. Poi ti deridono. Poi ti combattono. E poi
vinci”
. Si sente nell’aria profumo di vittoria. E il bello è che stavolta nessuno
deve perdere.

È uscito LibreOffice 7.4, compatibilità migliorata e tanti altri affinamenti per la suite gratuita e libera

È uscito LibreOffice 7.4, compatibilità migliorata e tanti altri affinamenti per la suite gratuita e libera

Ultimo aggiornamento: 2022/08/26 23:30. Questo articolo è disponibile anche
in
versione podcast audio.

Microsoft Office e Google Docs sono i dominatori praticamente incontrastati
nel mercato delle cosiddette suite per ufficio, ossia le applicazioni
per la scrittura di testi, la creazione di fogli di calcolo e la produzione di
presentazioni. Ma questi dominatori hanno ANCHE alcune limitazioni che in certi casi
possono essere un problema.

Per esempio, Microsoft Office richiede una licenza, che va pagata e
soprattutto gestita quando si passa da un computer a un altro, e non è
disponibile per Linux se non in versione online tramite browser. Google Docs,
invece, è usabile solo quando si è connessi a Internet, se non si fanno
acrobazie preventive, e comunque implica la possibilità che Google legga quello che si scrive (“Accediamo ai tuoi contenuti privati soltanto se abbiamo la tua
autorizzazione o se siamo obbligati per legge”
,
dice Google), con ovvie implicazioni di riservatezza personale e professionale.

Una soluzione a questi problemi è LibreOffice, una suite libera e gratuita
realizzata dalla Document Foundation, che pochi giorni fa ha rilasciato la sua
nuova versione 7.4 Community. LibreOffice permette di creare testi, fogli di
calcolo, presentazioni e database salvandoli nel formato standard aperto
OpenDocument ed è in grado di leggere e scrivere nei formati Microsoft Office.

LibreOffice è da sempre gratuito, anche se accetta
donazioni, ed è
open source per consentire la massima trasparenza e flessibilità. Evita
i costi e le complicazioni delle licenze commerciali, è disponibile in oltre
120 lingue, compreso naturalmente l’italiano, e su tutti i principali sistemi
operativi e da oltre vent’anni viene sviluppato da una vasta comunità
internazionale di informatici appassionati.

Io lo uso quotidianamente ormai da un paio di decenni per tutti i miei
documenti digitali, compresi quelli di lavoro, e trovo imbattibile la sua
semplicità di uso e di installazione: fa tutto quello che mi serve su tutti i
computer che uso e non mi assilla con scadenze e rinnovi di licenze. La
compatibilità con i documenti Microsoft Office non è perfetta, specialmente
per le formattazioni più complesse, ma in molti casi è assolutamente
accettabile, e se si usa il suo formato normale, ossia OpenDocument, che è
uno standard ISO, si ha la garanzia di poter leggere i propri documenti anche a
grandissima distanza di tempo.

Se volete provarlo, LibreOffice è disponibile subito presso
www.libreoffice.org/download
in versioni per Windows, macOS e Linux. Ha un altro vantaggio importante rispetto alla concorrenza:
funziona anche su sistemi operativi molto vecchi (da Microsoft Windows 7 SP1
in su e da macOS 10.12 in su) e offre anche alcuni
prodotti per Android e iOS. La versione per macOS è disponibile sia per computer dotati dei recenti
processori Apple Silicon, sia per quelli con processori tradizionali di Intel.

Insomma, se vi serve scrivere testi o creare fogli di calcolo o presentazioni
e non volete spendere o complicarvi la vita, mantenendo il controllo e la
riservatezza dei vostri documenti digitali senza dipendere da nessuno,
LibreOffice può essere una buona soluzione. Provarla non costa nulla.

Le novità più significative di questa major release sono le seguenti,
tratte dal comunicato stampa:

GENERALI
    • Supporto per immagini WebP e file EMZ/WMZ
    • Pagine di aiuto per la libreria di scripting ScriptForge
    • Campo di ricerca per l’Extension Manager
    • Miglioramenti delle prestazioni e della compatibilità

WRITER
    • Migliore tracciamento delle modifiche nell’area delle note a
piè di pagina
    • Gli elenchi modificati mostrano i numeri originali nel
tracciamento delle modifiche
    • Nuove impostazioni tipografiche per la sillabazione

CALC
    • Supporto per 16.384 colonne nei fogli di calcolo
    • Funzioni extra nel widget AutoSum a discesa
    • Nuova voce di menu per la ricerca dei nomi dei fogli

IMPRESS
    • Nuovo supporto per i temi dei documenti

Questo video riassume le principali novità di LibreOffice 7.4 Community (è
disponibile anche su
PeerTube):

Le
note di rilascio
descrivono in dettaglio tutte le novità.

Per chi stesse valutando di installare LibreOffice in azienda come sostituto o
complemento della suite Microsoft, segnalo queste note importanti della
Document Foundation:

Per le implementazioni di livello aziendale, TDF raccomanda la famiglia di
applicazioni LibreOffice Enterprise fornite dalle aziende dell’ecosistema –
per desktop, mobile e cloud – con un gran numero di specifiche funzionalità
a valore aggiunto e altri vantaggi come gli SLA (Service Level Agreement):
https://www.libreoffice.org/download/libreoffice-in-business/.

Nonostante questa raccomandazione, un numero crescente di imprese utilizza
la versione supportata dai volontari, invece di quella ottimizzata per le
proprie esigenze e supportata dalle aziende dell’ecosistema. Nel tempo,
questo rappresenta un problema per la sostenibilità del progetto
LibreOffice, perché ne rallenta l’evoluzione. Infatti, ogni riga di codice
sviluppata dalle aziende dell’ecosistema per i clienti aziendali viene
condivisa con la comunità sul repository del codice master e migliora la
piattaforma tecnologica LibreOffice.

I prodotti basati sulla tecnologia LibreOffice sono disponibili per i
principali sistemi operativi desktop (Windows, macOS, Linux e Chrome OS),
per le piattaforme mobili (Android e iOS) e per il cloud. Il rallentamento
dello sviluppo della piattaforma danneggia gli utenti e il progetto
LibreOffice – nel lungo periodo – potrebbe essere al di sotto delle
aspettative degli utenti e delle sue possibilità.

Migrazioni a LibreOffice

La Document Foundation ha sviluppato un Protocollo di migrazione per
supportare le imprese che passano dalle suite per ufficio proprietarie a
LibreOffice, che si basa sulla distribuzione di una versione LTS della
famiglia LibreOffice Enterprise, oltre alla consulenza e alla formazione per
la migrazione fornita da professionisti certificati che offrono soluzioni a
valore aggiunto in linea con le offerte proprietarie. Riferimento:
https://www.libreoffice.org/get-help/professional-support/.

Infatti, LibreOffice – grazie alla sua base di codice matura, al ricco set
di funzionalità, al forte supporto per gli standard aperti, all’eccellente
compatibilità e alle opzioni LTS di partner certificati – è la soluzione
ideale per le aziende che vogliono riprendere il controllo dei propri dati e
liberarsi dal vendor lock-in.

Le informazioni e il press kit per la stampa sono
qui.

Arriva LibreOffice 7.3, maggiore interoperabilità e transizione facilitata dalle applicazioni Microsoft Office

È arrivata ed è pronta da scaricare LibreOffice 7.3 Community, la nuova
release della popolare suite libera e gratuita per scrivere, gestire
spreadsheet e creare presentazioni e grafica. La trovate presso
www.libreoffice.org/download in versioni per Windows, macOS (Intel/Apple Silicon) e Linux, anche
in italiano.

Uso da più di un decennio questa suite al posto di Microsoft Office per tutti
i miei documenti e per quasi tutti i documenti che scambio con i clienti, e mi
trovo molto bene: mi ha risparmiato anni di tribolazioni con licenze varie e
mi ha dato il pieno controllo dei miei documenti su tutti i sistemi operativi
che uso, dandomi maggiore libertà e flessibilità. E se siete, come me, fra
quelli che odiano i ribbon dell’interfaccia Microsoft, LibreOffice 7.3
ha sia la classica interfaccia a menu e barre di pulsanti, sia il
ribbon.

La nuova versione, dice il comunicato stampa,
“offre numerosi miglioramenti mirati agli utenti che migrano da Microsoft
Office verso LibreOffice o scambiano documenti fra le due suite”
migliorando il tracciamento dei cambiamenti, l’apertura dei DOCX e XLSX/XLSM
molto grandi e i filtri di importazione ed esportazione. Per tutti i dettagli
e tutte le novità, consultate le
note complete di rilascio
in italiano.

LibreOffice supporta nativamente il formato aperto OpenDocument Format (ODF) e
include filtri per molti formati proprietari o legacy, allo scopo di
permettere agli utenti di riprendere il controllo e la proprietà dei propri
documenti. Chicca per trekker: fra le lingue riconosciute c’è anche il
Klingon.

La Document Foundation, che gestisce e coordina lo sviluppo di LibreOffice,
offre un protocollo di migrazione e un servizio di consulenza e formazione per
aiutare le aziende nel passaggio dalle suite proprietarie, con i relativi
costi di licenza, a LibreOffice. Trovate maggiori informazioni
qui.

Riporto qui sotto il comunicato stampa:

LibreOffice 7.3 Community è il migliore di sempre per le funzioni di
interoperabilità

Oltre al gran numero di contributi al codice sorgente concentrati
sull’interoperabilità con i formati di file proprietari di Microsoft, ci
sono altre novità dedicate agli utenti che migrano da Office, per
semplificare la transizione

Berlino, 2 febbraio 2022 – LibreOffice 7.3 Community, la nuova major release
della suite open source per ufficio, supportata da una comunità di
volontari, è disponibile su
https://www.libreoffice.org/download. Basata sulla piattaforma LibreOffice Technology per la produttività
personale su desktop, mobile e cloud, fornisce miglioramenti e nuove
funzionalità indirizzate agli utenti che migrano da Microsoft Office a
LibreOffice, o scambiano documenti tra le due suite per ufficio.

Ci sono tre diversi tipi di miglioramenti dell’interoperabilità:

• Sviluppo di nuove funzionalità, come la nuova gestione del tracciamento
delle modifiche nelle tabelle e nel testo che viene spostato, che hanno un
impatto positivo sull’interoperabilità con i documenti di Microsoft Office.

• Miglioramento delle prestazioni per l’apertura di grandi file DOCX e
XLSX/XLSM, e della velocità di rendering di alcuni documenti complessi e
quando viene utilizzato il back-end Skia introdotto con LibreOffice 7.1.

• Miglioramento dei filtri di importazione/esportazione: DOC/DOCX (migliora
l’importazione di elenchi/numerazioni); DOCX (i collegamenti ipertestuali
relativi alle forme vengono importati/esportati; viene corretta la gestione
delle autorizzazioni per la modifica; e vengono tracciate le modifiche allo
stile dei paragrafi); XLSX (viene corretta la riduzione dell’altezza delle
righe per i file XLSX, e la gestione delle autorizzazioni per la modifica;
migliora il supporto dei grafici XLSX); e PPTX (vengono corrette le
interazioni e i collegamenti ipertestuali su immagini e forme, e
l’importazione ed esportazione errata dei piè di pagina nelle diapositive
PPTX; vengono gestite le ombre trasparenti per le tabelle).

Inoltre, l’Help di LibreOffice è stato migliorato per supportare tutti gli
utenti, con una particolare attenzione per chi arriva da Microsoft Office: i
risultati della ricerca – che ora usano FlexSearch, invece di Fuzzysort, per
l’indicizzazione – adesso sono focalizzati sul modulo corrente; le pagine
relative alle funzioni Calc sono state riviste per accuratezza e completezza
e collegate alle pagine wiki di Calc Function; e le pagine per la libreria
di script ScriptForge sono state aggiornate.

Le librerie ScriptForge, che semplificano lo sviluppo di macro, sono state
ampliate con l’aggiunta di un nuovo servizio Chart, per definire grafici
memorizzati nei fogli Calc; un nuovo servizio PopupMenu, per descrivere il
menu da visualizzare dopo un evento del mouse; un’ampia opzione per la
gestione delle stampanti, con una lista di font e stampanti; e una funzione
per l’esportazione di documenti PDF con la gestione completa delle opzioni
del formato. Tutti i servizi sono disponibili con sintassi e comportamento
identici per Python e Basic.

LibreOffice offre il più alto livello di compatibilità nel segmento di
mercato delle suite per ufficio, a partire dal supporto nativo per
OpenDocument Format (ODF) – che supera i formati proprietari in termini di
sicurezza e robustezza – fino all’eccellente supporto per i file DOCX, XLSX
e PPTX. Inoltre, LibreOffice fornisce filtri per un gran numero di formati
di documenti legacy, per restituire la proprietà e il controllo di questi
ultimi agli utenti.

I file Microsoft sono ancora basati sul formato proprietario deprecato da
ISO nel 2008, e non sullo standard approvato sempre da ISO, per cui
nascondono una grande quantità di complessità artificiali. Questo può
causare problemi di gestione con LibreOffice, che per default utilizza un
vero formato standard aperto (OpenDocument Format).

LibreOffice 7.3 è disponibile nativamente per Apple Silicon, una famiglia di
processori progettata da Apple e basata sull’architettura ARM. L’opzione è
stata aggiunta a quelle predefinite disponibili nella pagina di download.

Un video che riassume le principali novità di LibreOffice 7.3 Community è
disponibile su YouTube:
https://www.youtube.com/watch?v=Raw0LIxyoRU
e PeerTube:
https://peertube.opencloud.lu/w/iTavJYSS9YYvnW43anFLeC. Una descrizione di tutte le nuove caratteristiche è disponibile nelle
Release Notes [1]

Chi ha contribuito a LibreOffice 7.3 Community

Le nuove caratteristiche di LibreOffice 7.3 Community sono state sviluppate
da 147 sviluppatori: il 69% dei contributi proviene dai 49 hacker impiegati
dalle tre aziende che siedono nell’Advisory Board TDF – Collabora, Red Hat e
allotropia – e da altre aziende e organizzazioni (inclusa The Document
Foundation), e il 31% da 98 volontari.

Inoltre, 641 volontari hanno fornito localizzazioni in 155 lingue.
LibreOffice 7.3 Community è rilasciato in 120 versioni linguistiche, più di
qualsiasi altro software open source o proprietario, e come tale può essere
usato nella lingua madre (L1) da oltre 5,4 miliardi di persone nel mondo.
Inoltre, oltre 2,3 miliardi di persone parlano una di queste 120 lingue come
seconda lingua (L2).

LibreOffice per le Aziende

Per l’installazione nelle aziende, TDF raccomanda una delle applicazioni
LibreOffice Enterprise offerte dai partner dell’ecosistema – per desktop,
mobile e cloud – con un gran numero di funzionalità a valore aggiunto.
Queste includono opzioni di supporto a lungo termine, assistenza
professionale, sviluppi personalizzati e altri benefici come gli SLA
(Service Level Agreements):
https://www.libreoffice.org/download/libreoffice-in-business/.

Nonostante questa raccomandazione, un numero significativo di aziende
utilizza la versione supportata dai volontari, invece della versione
ottimizzata per le esigenze delle aziende stesse e supportata
dall’ecosistema LibreOffice.

Nel tempo, questo può rappresentare un problema per la sostenibilità di
LibreOffice, perché rischia di rallentare l’evoluzione del progetto.
Infatti, il codice sviluppato dalle aziende dell’ecosistema per i clienti
aziendali viene sempre condiviso con la comunità sul repository del codice
master, e migliora la piattaforma LibreOffice Technology.

I prodotti basati sul LibreOffice Technology sono disponibili per i
principali sistemi operativi desktop (Windows, macOS, Linux e Chrome OS),
per le piattaforme mobili (Android e iOS), e per il cloud. Un rallentamento
dello sviluppo di questa piattaforma può danneggiare gli utenti a tutti i
livelli, e si può tradurre – nel lungo periodo – a una stagnazione del
progetto LibreOffice.

Migrazioni a LibreOffice

The Document Foundation ha sviluppato un Protocollo di Migrazione per
aiutare le aziende che passano dalle suite per ufficio proprietarie a
LibreOffice, che si basa sulla distribuzione di una versione LTS dalla
famiglia LibreOffice Enterprise, e sui servizi di consulenza e formazione
forniti da professionisti certificati, che offrono ai CIO e ai manager IT
soluzioni a valore aggiunto in linea con le offerte proprietarie.
Riferimento:
https://www.libreoffice.org/get-help/professional-support/.

Infatti, LibreOffice – grazie alla maturità del suo codice sorgente, alla
ricchezza delle funzionalità, al forte supporto per gli standard aperti,
all’eccellente compatibilità e alle opzioni di supporto a lungo termine da
parte di partner certificati – è la soluzione ideale per le aziende che
vogliono riprendere il controllo dei loro dati e liberarsi dal vendor
lock-in.

Disponibilità di LibreOffice 7.3 Community

LibreOffice 7.3 Community è immediatamente disponibile dal seguente link:
https://www.libreoffice.org/download/. I requisiti minimi per i sistemi operativi proprietari sono Microsoft
Windows 7 SP1 e Apple macOS 10.12.

I prodotti basati su LibreOffice Technology per Android e iOS sono elencati
qui:
https://www.libreoffice.org/download/android-and-ios/, mentre per i diversi App Store e ChromeOS sono elencati qui:
https://www.libreoffice.org/download/libreoffice-from-microsoft-and-mac-app-stores/.

Per gli utenti che hanno come obiettivo principale la produttività, e
preferiscono una versione che è stata testata più a lungo, The Document
Foundation mantiene la famiglia LibreOffice 7.2, la cui versione attuale è
LibreOffice 7.2.5.

The Document Foundation non fornisce supporto tecnico agli utenti, anche se
possono ottenerlo dai volontari attraverso le mailing list utenti e sul sito
web Ask LibreOffice:
https://ask.libreoffice.org.

Gli utenti LibreOffice, i sostenitori del software open source e i membri
della comunità del software libero possono sostenere The Document Foundation
con una donazione su
https://www.libreoffice.org/donate.

LibreOffice 7.3 è basato sulle librerie di conversione dei formati legacy
dei documenti sviluppate dal Document Liberation Project:
https://www.documentliberation.org 

[1] Note di rilascio:
https://wiki.documentfoundation.org/ReleaseNotes/7.3

 

Arriva LibreOffice 5.0, più efficiente e leggero

Arriva LibreOffice 5.0, più efficiente e leggero

Questo articolo vi arriva gratuitamente e senza pubblicità grazie alle
gentili
donazioni di
“filippover*” e “maxpoli*”. Se vi piace, potete incoraggiarmi a
scrivere ancora (anche con un
microabbonamento).

È disponibile per lo
scaricamento libero qui
la nuova versione di LibreOffice, la suite di produttività (testi, fogli di
calcolo, presentazioni e database) open source, libera, gratuita
(sostenuta dalle
donazioni) e conforme allo standard ISO 26300 (OpenDocument). Ci sono versioni per Windows, Mac OS e Linux, naturalmente anche in
italiano. Per Android c’è un
lettore di documenti
(qui su Google Play) con funzioni
sperimentali
di editing; è disponibile inoltre un’app Android e iOS
per il telecomando delle presentazioni.

Cito dall’annuncio ufficiale alcune delle novità (l’elenco completo è
qui in
italiano):
“LibreOffice 5.0 offre un’interfaccia utente significativamente migliore, con
una gestione più razionale dello spazio su schermo e un aspetto più pulito.
Inoltre, fornisce un’interoperabilità avanzata con le suite per ufficio come
Microsoft Office e Apple iWork, grazie ai nuovi filtri migliori nella gestione
dei formati non standard. […] LibreOffice 5 contiene numerosi miglioramenti
ai filtri di importazione ed esportazione, per una maggiore fedeltà nella
conversione dei documenti. Inoltre, è possibile aggiungere la marca temporale
standard ai file PDF generati con LibreOffice.”

Anche il codice è stato ripulito massicciamente, per cui l’uso di LibreOffice
incide meno sul processore e quindi allunga l’autonomia dei dispositivi a
batteria.

Io uso LibreOffice da anni per tutti i miei libri e per i miei spreadsheet e mi
trovo molto bene, tanto che sui miei computer non ho Microsoft Office. Ho
installato la 5 sopra la 4 e ha ereditato tutte le impostazioni personalizzate.
Nella versione standard di LibreOffice gli aggiornamenti non sono automatici (si
riceve una notifica, ma poi bisogna scaricare e installare manualmente);
tuttavia se volete questo genere di automatismo c’è
LibreOffice Vanilla
nell’App Store di Apple.

Provate LibreOffice: non costa nulla. Però se vi piace, alimentate il suo
sviluppo con una donazione, in modo da garantire che i documenti che create
siano sempre accessibili senza dover dipendere dagli umori e dai capricci di
licenza di una qualunque società commerciale.

LibreOffice 4.1.1 disponibile, ma occhio alla versione Mac

LibreOffice 4.1.1 disponibile, ma occhio alla versione Mac

Uso da tempo un mix di NeoOffice e LibreOffice per quasi tutta la mia produzione scritta e sono da anni un fautore del software libero e dei formati aperti, per cui ho letto con piacere la notizia della disponibilità della versione 4.1.1. di LibreOffice per Windows, Mac OS X e Linux (anche in italiano).

Con ancora più piacere ho letto l’annuncio che la regione
autonoma di Valencia in Spagna ha migrato a LibreOffice 120.000 PC e risparmiato un milione e mezzo di euro l’anno, per i prossimi cinque anni, perché non dovrà acquistare licenze software proprietarie.

Ma mi devo associare alla raccomandazione di The Document Foundation: in ambiente di lavoro, perlomeno per chi usa Mac, è meglio restare alla versione 4.0.5 di LibreOffice, perché la 4.1.0 e la 4.1.1 hanno un baco che le rende quasi inutilizzabili per chi scrive molto: i caratteri vanno a spasso sullo schermo mentre si scrive e il cursore di testo perde il posizionamento, rendendo impossibile l’editing.

È un baco riconosciuto, che però non mi risulta sia stato corretto nelle nuove release (non è fra quelli risolti nei log di modifica (uno e due). Alla fine ho dovuto reinstallare la 4.0.5.2 dalla disperazione, per cui segnalo qui il problema nella speranza di evitare ad altri la perdita di tempo che ho subìto io. Per fortuna, essendo software libero, non ho dovuto fare salti mortali con codici di licenza e altre turpitudini.

Il formato OpenDocument diventa standard ISO

Questo articolo vi arriva grazie alle gentili donazioni di “angelogr” e “pingu”.

OpenDocument, il formato usato da OpenOffice.org, NeoOffice, AbiWord, Kword e altri programmi per creare testi, fogli di calcolo e presentazioni, è da oggi uno standard ISO.

Restano alcune formalità burocratiche, ma il grosso è fatto. Il formato OpenDocument (ODF) acquisisce la sigla ISO/IEC 26300, e questo lo rende molto più appetibile per istituzioni e governi che di queste benedizioni formali fanno spesso una ragion d’essere o un requisito essenziale.

OpenDocument è utilizzabile liberamente e gratuitamente da chiunque e per qualsiasi scopo, senza licenze e senza vincoli: le sue specifiche sono pubblicate qui. Chi scrive i propri documenti elettronici in questo formato standard evita di essere costretto a usare uno specifico programma per leggerli: è vero padrone dei propri dati.

Chi invece preferisce usare un formato non documentato è obbligato a usare il programma che usa quel formato ed è quindi schiavo di chi vende quel programma. Se domani il venditore decide che la licenza del programma costa il doppio, l’utente non ha scelta, se non vuole prima o poi perdere l’accesso ai propri dati.

Anche OpenXML, il formato proposto da Microsoft come alternativa ai formati binari non documentati della sua suite Office, è in procinto di essere esaminato dall’ISO/IEC come possibile standard, ma è più indietro nell’iter.

Per usare sin da subito il formato OpenDocument, potete scegliere uno dei vari programmi citati sopra, sia a pagamento, sia gratuiti.

Bug crasha Neo/OpenOffice aprendo file ODT commentati di LibreOffice

Bug crasha Neo/OpenOffice aprendo file ODT commentati di LibreOffice

L’articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

English Abstract

NeoOffice crashes when it opens an ODT file written with LibreOffice if the file contains a comment in a footnote. Comments placed in main text of document don’t cause crashes. Workaround: delete the comment from the footnote and/or place it elsewhere.

Appunto tecnico per chi usa NeoOffice e/o LibreOffice: non basta salvare in uno standard ISO come il formato OpenDocument per avere la garanzia di leggibilità. Serve anche che le applicazioni sappiano leggere correttamente i file.

Mi sono imbattuto oggi, durante un lavoro, in un antipatico bug di NeoOffice/OpenOffice: se un file scritto con LibreOffice contiene dei commenti di lavorazione (non note a piè pagina, ma commenti a lato, non visibili in stampa, come quello in giallo che vedete qui accanto), non può essere aperto da NeoOffice/OpenOffice. Li fa crashare entrambi miseramente, sia sotto Windows che sotto OS X.

Rimuovendo i commenti il problema si risolve. Non è un problema di formato OpenDocument 1.0, 1.1 o 1.2 (extended o meno): il crash avviene a prescindere dalla versione di OpenDocument in cui è scritto il file.

Io ho notato che il crash mi succede quando c’è un commento in una nota a piè pagina; i commenti nel corpo del testo non causano problemi. Se volete cimentarvi, ho preparato dei file dimostrativi:

Il bug, a quanto pare, è di NeoOffice/OpenOffice, ma non mi interessa dare colpe. Preferisco segnarmi come risolvere il problema. Già che si sono, lo segnalo qui, così se capita a qualcun altro può evitare di tribolare se invoca San Google.

In sintesi: se aprire un file .ODT vi fa crashare NeoOffice o OpenOffice, provate ad aprire il file con LibreOffice (oppure chiedete a chi l’ha scritto di aprirlo per voi), togliere tutti i commenti e salvarlo.