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Sette capitoli pronti del mio libro gratuito di risposte ai lunacomplottismi

Sette capitoli pronti del mio libro gratuito di risposte ai lunacomplottismi

Ho chiuso poco fa anche il settimo capitolo della versione estesamente ampliata e aggiornata di Luna? Sì, ci siamo andati, il mio libro gratuito di risposte alle tesi di complotto intorno agli sbarchi sulla Luna.

Questo capitolo copre e sbufala le presunte anomalie tecnologiche presentate dai lunacomplottisti ed è un’occasione per (ri)scoprire molti dettagli poco conosciuti delle missioni Apollo.

Il libro è stato già sfogliato da circa 134.000 visitatori da dicembre scorso.

Nessuna risposta, da parte dei lunacomplottisti, alla mia proposta di recensire American Moon, il nuovo video che sostiene le loro tesi, se viene fatta una donazione a Medici Senza Frontiere. Si vede che per questa gente la difesa della Verità è meno importante della difesa del portafogli.

Questo articolo vi arriva gratuitamente e senza pubblicità grazie alle donazioni dei lettori. Se vi è piaciuto, potete incoraggiarmi a scrivere ancora facendo una donazione anche voi, tramite Paypal (paypal.me/disinformatico), Bitcoin (3AN7DscEZN1x6CLR57e1fSA1LC3yQ387Pv) o altri metodi.

Chiuso un altro capitolo del mio libro di risposte ai lunacomplottismi

Chiuso un altro capitolo del mio libro di risposte ai lunacomplottismi

E con questo, che ho finito ieri sera, sono sei i capitoli messi online, liberamente e gratuitamente leggibili, della versione estesamente ampliata e aggiornata di Luna? Sì, ci siamo andati, il mio libro di risposte alle tesi di complotto intorno agli sbarchi sulla Luna, che trovate presso tinyurl.com/luna2018.

I capitoli aggiornati disponibili coprono ora la storia delle missioni spaziali, le tecnologie fotografiche e cinematografiche dell’epoca Apollo e le risposte alle principali tesi di complotto basate su fotografie, video e filmati.

Da quando ho iniziato a pubblicarlo man mano, a partire dal 30 dicembre scorso, il progetto ha avuto oltre 90.000 visitatori. Niente male per un libro già in circolazione da alcuni anni.

La maggior parte di questi visitatori ha usato telefonini o tablet, per cui l’idea di riconfezionare il libro in maniera immediatamente fruibile da questi dispositivi sembra essere stata azzeccata.

Grazie a tutti, fra l’altro, per le correzioni dei refusi che avete snidato e per le donazioni a sostegno del progetto. Ecco un po’ di statistiche commemorative 🙂

Piccola parentesi: grazie anche a tutti quelli che mi hanno segnalato il nuovo video lunacomplottista di un noto sostenitore italiano di qualunque tesi di cospirazione. Ne sono al corrente e so che sono citato ripetutamente, ma non ho intenzione di buttar via quasi tre ore della mia vita a guardare questa sua ennesima diarrea mentale per recensirla: da quel che ho visto, è la stessa brodaglia di sempre, ma annacquata. Ci sono errori esilaranti persino nel trailer.

Lo scopo del personaggio che l’ha realizzato è da tempo quello di provocarmi per farmi parlare di lui e regalargli visibilità, ma non ho alcuna intenzione di prestarmi al suo giochetto squallido. Mi occupo di tesi di complotto, non di complottisti singoli. Se questa roba non finisce in pasto a qualche canale TV che la diffonde per sensazionalismo, la lascerò ad ammuffire come merita. Ora voglio dedicarmi a scrivere un libro per ciascuna delle missioni Apollo con equipaggio, in tempo per i rispettivi cinquantenari.

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Per tutti quelli che mi chiedono di debunkare “American Moon”

Per tutti quelli che mi chiedono di debunkare “American Moon”

Mi sono arrivate numerose richieste di rispondere alle asserzioni lunacomplottiste contenute nel nuovo parto videografico di Massimo “bicarbonato cura il cancro” Mazzucco, American Moon: uno sproloquio interminabile (tre ore e venti) stracolmo delle solite panzane, dei soliti trucchetti di montaggio selettivo e delle solite citazioni interpretate ad arte del repertorio complottista.

Personalmente credo che la risposta alle sue tesi sia già stata data abbondantemente:

  • Nessun addetto ai lavori, di nessun paese al mondo, ha il minimo dubbio che le missioni lunari furono reali. Se incontrate un ingegnere aerospaziale o un astronauta dell’ESA, della NASA o di Roskosmos, chiedeteglielo.
  • Gli unici che sostengono le teorie di complotto lunare sono gli ignoranti e i ciarlatani. Voi da che parte volete stare?
  • Abbiamo le immagini dei resti dei veicoli lasciati sulla Luna, fotografati dalle sonde orbitanti.
  • I russi non hanno sbugiardato i rivali americani, ma anzi hanno confermato e si sono pure congratulati.
  • Anche gli scienziati italiani osservarono e ascoltarono direttamente le missioni sulla Luna, ricevendone i segnali radio dalla Luna, senza intermediari. Tutti bugiardi? Tutti collusi?

Ma soprattutto, dobbiamo essere andati sulla Luna perché era impossibile falsificare i dati tecnici, i segnali radio, i reperti, le foto, i video e le riprese su pellicola 16mm con la tecnologia degli effetti speciali degli anni Sessanta. Quindi qualunque “prova” presentata dai lunacomplottisti deve per forza essere falsa.

Se volete i dettagli delle prove più schiaccianti del fatto che ci siamo andati oltre ogni ragionevole dubbio, sono qui.

Se comunque ci tenete lo stesso che io prepari una risposta al “documentario” in questione che smonti le apparenti “prove” che presenta, vi faccio una proposta:

  1. Mandatemi una copia del “documentario”.
  2. Fate una donazione di 50 euro a Medici Senza Frontiere (se proprio devo spalare letame, almeno facciamo in modo che ne venga fuori qualcosa di buono).
  3. Mandatemi via mail copia della ricevuta della donazione. 
  4. Per ogni donazione di 50 euro fatta a MSF risponderò a una delle argomentazioni di American Moon. Scegliete voi quale, indicando il minutaggio (in altre parole, a che punto del video è) e trascrivendo le asserzioni fatte.

Fino a quel momento, non ho altro da aggiungere sull’argomento e non voglio perdere altro tempo su questa fuffa.

Il Dark Web, L’Unità e lo sbarco sulla Luna

Il Dark Web, L’Unità e lo sbarco sulla Luna

Ultimo aggiornamento: 2018/02/12 9:40.

Sembra difficile trovare tre cose più dissimili, ma in realtà il Dark Web, il quotidiano comunista L’Unità e lo sbarco sulla Luna del 1969 sono legati da una storia. Se avete sentito che il Dark Web è soltanto un covo di ladri, pedofili e truffatori, ho una piccola smentita da proporvi e una richiesta da sottoporvi.

Oggi un lettore, Giuliano47, ha segnalato in un commento a questo articolo che aveva trovato su L’Unità del 22 luglio 1969, a pagina 5, un articolo che segnalava il fatto che le comunicazioni radio dell’allunaggio furono ascoltate in diretta tramite il radiotelescopio di Arcetri, fornendo una prova decisamente robusta del fatto che lo sbarco avvenne realmente: infatti un radiotelescopio è altamente direzionale e quindi se riceve segnali quando è puntato verso la Luna e questi segnali si spostano insieme a questo corpo celeste vuol dire che arrivano dalla Luna.

Giuliano ha citato un brano dell’articolo, intitolato “Attraverso i sassi lunari studieremo il sistema solare”, ma sarebbe bello avere l’immagine dell’originale stampato e la sua trascrizione completa. Questo è il brano citato:

“Siamo riusciti ad avvicinare telefonicamente il prof. Righini verso le 13. Si era alzato da poco dopo una notte insonne passata nello “Studio 3″ della televisione romana per seguire le varie fasi dell’allunaggio del Lem dell’Apollo 11, mentre i suoi collaboratori seguivano con il potente radio-telescopio del colle di Arcetri – che aveva visto quattro secoli fa innalzarsi verso il cielo il telescopio di Galileo – i drammatici momenti dell’allunaggio”

Il lettore segnala che l’archivio online de L’Unità è introvabile, ma una ricerca in Google fa emergere che in realtà esiste ancora, in forma non ufficiale, sul Dark Web qui.

Così ho lanciato Tor, ho raggiunto l’archivio, ho recuperato l’intero numero del 22 luglio 1969 e ne ho estratto l’articolo in questione:

Alcune parti sono quasi illeggibili: riuscite a decifrarle? In alternativa, avete modo di recuperare una copia dell’articolo dagli archivi cartacei di qualche biblioteca? Mi basterebbe una foto che permetta di leggere il testo.

Aggiornamento (2018/02/01 13:30): La foto è arrivata! Trascrivo il testo appena possibile. Intanto ecco l’immagine (grazie a Dario Palumbo per la foto e a Simone C* per l’aiuto nella decifrazione):

2018/02/10 18:40. Ecco la trascrizione completa dell’articolo. Ho evidenzato in grassetto la parte più interessante per il lunacomplottismo.

Primi commenti scientifici ai “messaggi” degli astronauti

Attraverso i sassi lunari studieremo il sistema solare

A colloquio con il professor Righini, direttore dell’Osservatorio astrofisico di Arcetri, e con il professor Califano, ordinario di chimica fisica all’Università di Firenze

Dalla nostra redazione

FIRENZE, 21

Aldrin, l’astronauta americano che ha messo per secondo il piede sulla Luna stamani alle 5,16, dopo pochi passi ha esclamato: “Nel camminare si avverte una lieve tendenza a spostarsi all’indietro per la soffice trama della superficie”. Subito dopo ha aggiunto: “Le rocce lunari presentano una superficie polverosa, ma oltre che polverose sono anche scivolose”. Più tardi i due, mentre eseguivano i lavori del prelievo dei campioni lunari, hanno comunicato al centro di Houston che la superficie del nostro satellite appariva come gommosa. Questa ultima indicazione ha preso di contropiede sia gli scienziati della NASA, sia i fisici e i chimici di tutto il mondo, che fino ad oggi, sulla base delle rilevazioni ottenute con le strumentazioni terrestri, si erano fatti un concetto un po’ diverso sulla composizione della superficie selenica.

Per saperne qualcosa abbiamo interpellato il prof. Guglielmo Righini, direttore dell’Osservatorio Astrofisico di Arcetri, e il prof. Salvatore Califano, ordinario di chimica fisica all’Università.

Siamo riusciti ad avvicinare telefonicamente il prof. Righini verso le 13. Si era alzato da poco dopo una notte insonne passata nello “Studio 3” della televisione romana per seguire le varie fasi dell’allunaggio del Lem dell’Apollo 11, mentre i suoi collaboratori seguivano con il potente radio-telescopio del colle di Arcetri – che aveva visto quattro secoli fa innalzarsi verso il cielo il telescopio di Galileo – i drammatici momenti dell’allunaggio.

Il prof. Righini ci ha infatti spiegato che ad Arcetri i fisici fiorentini hanno seguito fin dal primo istante l’impresa spaziale americana, tenendosi permanentemente in contatto indiretto con la capsula spaziale e ascoltando le conversazioni degli astronauti quando queste avvenivano su una particolare lunghezza d’onda su cui era sintonizzato l’apparecchio di Arcetri e quando, prima dell’allunaggio, la capsula americana ruotava intorno alla faccia visibile della Luna.

“La ricognizione fatta sul suolo lunare — ha affermato il prof. Righini — ha permesso di escludere la esistenza di un esteso strato di polvere, derivante dalla disgregazione delle rocce per effetto delle escursioni termiche della superficie del nostro satellite. Il fatto che gli astronauti abbiano riferito che la superficie sembrava gommosa e scivolosa si può spiegare con l’assenza di atmosfera che esalta l’adesione tra le superfici solide. Di solito in ambiente atmosferico ogni oggetto è avvolto da un velo d’aria che agisce come un lubrificante tra le superfici di contatto. Sulla Luna manca questo velo fluido intorno agli oggetti e pertanto l’adesione è maggiore. Anche l’effetto riscontrato dall’astronauta che ha estratto la ‘carota’ (Aldrin, con una specie di trapano pochi centimetri di suolo lunare n.d.r.), che gli è apparsa come umida, si può spiegare nello stesso modo. Tutto il mondo scientifico attende con giustificata ansia i risultati delle analisi che potranno essere fatte sui campioni del suolo lunare, questo perché essi ci potranno dire qualcosa di nuovo sulla storia passata e recente della Luna e quindi fornire nuovi elementi per una migliore comprensione della fisica del sistema solare. Inoltre ciò servirà a chiarire altri problemi: mi riferisco alla fisica dei solidi, che è ancora poco conosciuta specialmente nelle particolari condizioni della superficie lunare. Questi prelievi di campioni possono quindi contribuire anche allo studio generale della fisica dei solidi. Vorrei aggiungere ancora una osservazione sulla gommosità: questa può essere considerata anche una risultanza della minore densità della Luna rispetto alla Terra (3,4 grammi per centimetro cubo, contro i 5,4 della Terra) che ha contribuito a diminuire ulteriormente la forza gravitazionale della Luna nei confronti dei corpi degli astronauti”.
Con il professor Califano abbiamo parlato alcuni minuti dopo l’allunaggio nel Mare della Tranquillità del sovietico “Lunik 15”. L’illustre chimico ha accolto la notizia con straordinario entusiasmo. “In questo modo potremmo saperne di più, potremmo conoscere di più… è un grande giorno!” ha esclamato. Poi, un occhio al televisore e un orecchio incollato al telefono abbiamo ripreso la conversazione con il Professor Califano. Ecco come lo studioso di chimica fisica ha spiegato l’”effetto gomma”

“Esso è dovuto alla mancanza di assorbimento di gas a causa del vuoto, al contrario di quanto avviene sulla terra dove la presenza dei gas tra suolo e piede facilitano [sic] lo scorrimento. Sulla luna ciò non avviene in quanto non esistono gas e quindi ci troviamo in condizioni di ‘vuoto spinto al massimo’. Dalle precedenti rilevazioni confrontate con le indicazioni fornite dagli astronauti si può ora concludere che il suolo lunare è formato dai silicati semplici — combinazioni tra silicio o potassio ed altro con ossigeno — e che all’interno della crosta lunare è possibile che vi sia un certo quantitativo di acqua, sotto forma di acqua di cristallizzazione, che lentamente raggiunge la superficie lunare (questo spiega ‘l’argillosità’ della carota estratta da Aldrin) ma che si disperde rapidamente nello spazio.

Una breve pausa e poi il professor Califano ha proseguito: “Poiché sulla Luna non ci sono stati episodi di ossidazione prolungati — in quanto l’atmosfera se c’è stata, c’è stata per poche migliaia di anni — di conseguenza non vi è stata la possibilità che si formassero grossi aggregati di ossidi che danno consistenza alla roccia, e ciò spiega la scarsa densità lunare. Inoltre quanto è stato registrato (ma affermazioni più precise si potranno fare solo al momento in cui saranno esaminati i campioni di suolo lunare) può far escludere una delle ipotesi della genesi della luna, quella cioè che si tratti di una massa staccatasi dalla terra, in quanto ci consta che sulla luna non vi sono tracce di materie ferrose, mentre si fa sempre più consistente l’ipotesi che la Luna sia il risultato di una scissione di uno dei satelliti più lontani dal sole (per esempio Uranio [sic]) e questo spiega la sua diversa composizione rispetto a quella dei pianeti più interni o che addirittura sia stata catturata all’esterno del sistema solare”.

Carlo Degl’Innocenti

La prossima volta che qualcuno vi dice che il Dark Web contiene solo criminali, potrete citare questo controesempio.

Fra l’altro, ripescando dagli archivi del Disinformatico ho visto che Gianni Comoretto aveva commentato quasi dieci anni fa che “qui ad Arcetri abbiamo ancora conservato i nastri originali con la voce di Armstrong, ricevuta con l’antenna che era una volta disegnata nei biglietti da 2000 lire.”

Sarebbe bellissimo avere almeno una foto di quei nastri. Una copia del loro audio sarebbe un tesoro, oltre che una bella prova da mostrare ai dubbiosi. Non ai lunacomplottisti: sarebbe inutile.

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Antibufala: l’astronauta Neil Armstrong confessa la messinscena lunare!

Antibufala: l’astronauta Neil Armstrong confessa la messinscena lunare!

Ha fatto immediatamente il giro del mondo la notizia, pubblicata il 31 agosto scorso e riportata da numerosi siti come NASAwatch.com, 20minutes.fr, FinanzaOnline.com e Bad Astronomy (il sito dello scettico e debunker maximo Phil Plait), che Neil Armstrong, noto a tutti come il primo uomo sulla Luna, ha “annunciato in un conferenza stampa che è convinto che il suo storico primo passo sulla Luna fu parte di una complessa messinscena organizzata dal governo degli Stati Uniti”.

Comprensibile lo stupore di molti lettori di questo blog, che hanno letto la notizia e l’hanno segnalata. Anche se le mie posizioni di sostenitore della realtà degli sbarchi lunari sono ben note, la deontologia professionale mi impone di riferire quanto è accaduto. Leggete fino in fondo.

Pubblico qui la traduzione dei brani principali dell’articolo per chiarire che la notizia non scaturisce da un malinteso dovuto alla poca dimestichezza di qualche redattore distratto e poco padrone della lingua inglese.

“Armstrong dice di essere stato costretto a riconsiderare ogni dettaglio del viaggio monumentale dopo aver visionato alcuni video su Youtube molto convincenti e dopo aver letto vari articoli nel sito Web Omissioncontrol.org del complottista Ralph Coleman” dice l’articolo.

L’astronauta, visibilmente emozionato, ha detto ai giornalisti riuniti in casa sua che “Sono bastati alcuni paragrafi scritti di corsa da questo appassionato negatore della cosiddetta ‘massima conquista tecnologica’ dell’umanità per rendermi conto che avevo interpretato una vita di menzogne. Mi è diventato dolorosamente evidente che il 20 luglio 1969 il modulo lunare pilotato dal mio equipaggio in realtà non viaggiò per 250.000 miglia nell’arco di otto giorni, non sbarcò sulla Luna e non svolse vari esperimenti, aprendo le porte a una nuova era dell’umanità. Invece tutto fu ripreso su un set cinematografico, probabilmente nel Nuovo Messico. Questa è l’unica interpretazione logica delle numerose contraddizioni presenti nelle riprese sgranate e vecchie di quarant’anni.”

Secondo l’articolo, “Sebbene Armstrong abbia detto che avrebbe giurato di aver percepito gli effetti dell’assenza di peso mentre volava fuori dall’atmosfera della Terra e attraverso lo spazio, è ora convinto che i suoi ricordi devono essere sbagliati. Ha anche ammesso di provare imbarazzo per non essersi accorto dello sventolio della bandiera americana che lui e Buzz Aldrin piantarono sulla superficie, e attribuisce la sua scarsa presenza di spirito all’ingombro della tuta spaziale e all’emozione di viaggiare verso la ‘Luna’”.

“Quello sventolio non è possibile nel vuoto dello spazio” prosegue l’articolo, riportando le parole di Armstrong, “deve essersi trattato dello spiffero di un condotto dell’aria condizionata, che io non ho notato perché dentro i caschi non si sente un bel niente”.

Il sito che ha pubblicato la notizia riferisce inoltre che “Armstrong ha spiegato che probabilmente era così concentrato sul pilotaggio del modulo lunare che non s’è accorto che una delle rocce lunari visibile nelle immagini dell’allunaggio sembra avere incisa la lettera ‘C’. Un Armstrong emozionato ha detto che l’unica spiegazione possibile di questo dettaglio è che la roccia provenisse in realtà dal reparto scenografie della NASA.”

Dice Armstrong nell’articolo: “Si sono dimenticati di girarla… Quei bastardi bugiardi della NASA si sono presi la briga di falsificare lo sbarco sulla Luna, ma si sono dimenticati di voltare un piccolo sasso finto. E adesso tutta questa porcata gli è esplosa in faccia”.

Ma è tutta una burla. L’articolo, intitolato “Complottista convince Neil Armstrong che lo sbarco sulla Luna fu simulato”, è stato scritto e pubblicato da The Onion: un sito che fa satira pubblicando finte notizie che imitano lo stile dei siti informativi reali. E ogni tanto qualcuno con scarso senso di realtà e altrettanto scarso senso dell’umorismo abbocca, come è successo per esempio a due giornali del Bangladesh, il New Nation e il Daily Manab Zamin, che hanno pubblicato questa parodia pensando che fosse autentica, secondo quanto riferito dalla BBC.

Aggiornamento: LRO fotografa l’Apollo 12, Chandrayaan l’Apollo 15

Il team che gestisce la sonda automatica Lunar Reconnaissance Orbiter ha pubblicato poche ore fa la prima foto del sito di allunaggio dell’Apollo 12: i dettagli sono qui su Complotti Lunari. Anche qui, come nelle altre foto, si vedono persino le tracce delle orme degli astronauti.

Intanto la sonda indiana Chandrayaan ha fotografato il sito dell’Apollo 15. Le immagini non sono state ancora pubblicate, per quel che mi risulta, ma l’annuncio è stato dato dall’ente spaziale indiano. Ne parlo sempre su Complotti Lunari.

Antibufala: scoperta la foto di un uomo che si aggira sulla Luna senza tuta? No

Antibufala: scoperta la foto di un uomo che si aggira sulla Luna senza tuta? No

Ultimo aggiornamento: 2017/11/24 11:50.

Pochi giorni fa, il 18 novembre scorso, il tabloid britannico The Mirror ha pubblicato sul proprio sito Web l’annuncio della scoperta di una “foto scioccante che sembra mostrare un uomo che cammina sulla ‘Luna’ senza una tuta spaziale durante la missione statunitense Apollo 17… sono emerse immagini fresche che suggeriscono che anche la sesta e ultima missione… fu falsificata. […] Un’analisi ravvicinata di una presunta immagine della celebre spedizione che è emersa questa settimana suggerisce che l’intera impresa fu filmata su un set di Hollywood.”

La fonte di questa scoperta è, secondo il Mirror, un utente di Youtube che si fa chiamare Streetcap1, che afferma che “sembra un uomo, nei primi anni Settanta, capelli lunghi, che indossa una sorta di panciotto”.

In realtà esaminando la foto originale ad alta risoluzione si scopre che la persona misteriosa indossa eccome la tuta: è semplicemente Harrison Schmitt, l’altro dei due astronauti della missione Apollo 17 che si trovavano sulla Luna.

Non solo: la presunta “scoperta” è vecchia di almeno sette anni ed era già stata sbufalata all’epoca.

Se vi interessano i dettagli della questione, li ho raccolti su Complotti Lunari insieme all‘analisi tecnica approfondita e alle fonti di riferimento.

Il Mirror, insomma, si è basato esclusivamente sulle congetture di un anonimo utente di Youtube (che grazie alla visibilità datagli è arrivato ad avere quasi due milioni di visualizzazioni di questo video in pochi giorni), non ha fatto alcuna verifica, non ha interpellato nessun esperto e soprattutto non si è procurato la versione originale della foto, che è negli archivi pubblici della NASA, consultabili via Internet. Non ha chiesto lumi a Harrison Schmitt, che è ancora vivo e disponibile. E non ha neanche cercato online per vedere se per caso la tesi fosse stata già presentata.

Purtroppo la presunta notizia è stata subito rilanciata da molte altre testate giornalistiche in tutto il mondo (per esempio Newsweek; Fox News (anche su Twitter); Blitz Quotidiano; Corriere Adriatico; Maxim; IB Times; Newsline; Mirage News; Russia Today; Dunyanews Pakistan), molte delle quali, come il Mirror, non hanno svolto il proprio compito giornalistico di verifica, preferendo invece pubblicare una panzana che sicuramente attirerà molti clic che si trasformeranno in introiti pubblicitari. Il lunacomplottismo, insomma, prospera anche per colpa dei giornalisti che non fanno il proprio dovere e campano sul sensazionalismo.

Un ruolo non trascurabile in questa persistenza di tesi già ampiamente smentite dai fatti e dagli esperti è quello dei motori di ricerca come Google, che promuovono ciecamente una storia antiscientifica come questa soltanto perché contiene parole legate alla scienza, senza valutarne il senso. Nel giorno dell’uscita mediatica di questa tesi, infatti, Google l’ha messa nella categoria Science fra le prime tre storie del giorno.

Video: chiacchiere lunari con Link4universe (AstroCaffè)

Video: chiacchiere lunari con Link4universe (AstroCaffè)

Mi viene chiesto spesso come mai non faccio video per Youtube: semplicemente me ne manca il tempo. Però se capita l’occasione di fare due chiacchiere informali in video con un amico come Adrian Fartade su un argomento come le missioni spaziali, lo faccio volentieri. Per cui eccovi una puntata del suo Astrocaffè: verso la fine l’audio va fuori sincronismo perché il telefonino usato per le riprese si è surriscaldato e poi è schiattato.

Ci vediamo oggi alle 18 a Bolzano per parlare di Luna e complotti?

Stasera alle 18 sarò a Bolzano, all’Aula Magna in via Firenze 51, per una conferenza sul cospirazionismo lunare e sulla disinformazione in generale, organizzata dal MUA (Movimento Universitario Altoatesino). L’ingresso è libero. Maggiori dettagli sono qui su Upad.it.

Elon Musk: due persone voleranno intorno alla Luna entro il 2018

Elon Musk: due persone voleranno intorno alla Luna entro il 2018

Questo articolo vi arriva gratuitamente e senza pubblicità grazie alle donazioni dei lettori. Se vi piace, potete farne una anche voi per incoraggiarmi a scrivere ancora. Ultimo aggiornamento: 2017/03/03 17:30.

2017/02/27 22:40. Stando alle prime fonti giornalistiche, poco fa (alle 22 ora italiana) Elon Musk ha annunciato che due privati cittadini hanno pagato per effettuare una missione intorno alla Luna nel 2018 (NPR). Saranno a bordo di un veicolo spaziale Dragon 2 lanciato da un vettore Falcon Heavy. La missione sarà circumlunare (senza allunaggio). I nomi dei due astronauti non sono stati resi noti; Musk non ha voluto identificarli e ha detto soltanto che si conoscono a vicenda. Non è stato dichiarato il prezzo. Non si sa se sono uomini o donne. La missione durerà circa una settimana.

Se tutto avverrà secondo i piani, il ritorno alla Luna avverrà a cinquant’anni tondi dal primo volo umano intorno alla Luna nel 1968: la missione Apollo 8.

Ai lunacomplottisti stanno sanguinando le orecchie :-). Ho salvato un paio di loro perle qui e qui.

Il comunicato stampa ufficiale in inglese è qui. Lo sto traducendo. Tornate qui per leggerlo.

23:30. La traduzione è pronta.

Traduzione italiana del comunicato di SpaceX

(usatela pure, ma citatemi come traduttore; se trovate errori, segnalatemeli)

La Terra vista dalla Luna.

Siamo emozionati nell’annunciare che SpaceX è stata contattata per portare due privati cittadini a volare intorno alla Luna verso la fine dell’anno prossimo. Hanno già versato un acconto significativo per effettuare una missione lunare. Come gli astronauti Apollo che li hanno preceduti, queste persone viaggeranno nello spazio portando con sé le speranze e i sogni di tutta l’umanità, spinte dallo spirito umano universale di esplorare. Prevediamo di effettuare esami sulle condizioni di salute e di forma fisica e iniziare l’addestramento più avanti quest’anno. Anche altri equipaggi [SpaceX usa l’espressione “flight team” invece del normale “crew”] hanno espresso forte interesse e ci aspettiamo che altri ancora ne seguiranno. Ulteriori informazioni sugli equipaggi verranno rese pubbliche quando gli equipaggi stessi ne approveranno la pubblicazione e quando saranno stati confermati i risultati degli esami riguardanti salute e forma fisica.

Cosa più importante, vorremmo ringraziare la NASA, senza la quale questo non sarebbe possibile. Il programma Commercial Crew della NASA, che ha fornito la maggior parte dei finanziamenti per lo sviluppo della Dragon 2, è un facilitatore essenziale di questa missione. Inoltre verrà utilizzato il razzo Falcon Heavy, sviluppato con fondi propri di SpaceX. Il Falcon Heavy effettuerà il primo volo di collaudo quest’estate e, una volta che avrà avuto successo, sarà il veicolo più potente a raggiungere l’orbita dopo il razzo lunare Saturn V. Con una spinta al decollo di 2.267.000 kg, il Falcon Heavy ha due terzi della spinta di un Saturn V e più del doppio della spinta del lanciatore più grande attualmente in uso.

Più in là quest’anno, nell’ambito del programma Commercial Crew della NASA, lanceremo il nostro veicolo spaziale Crew Dragon (Dragon Version 2) verso la Stazione Spaziale Internazionale. Questa prima missione dimostrativa avverrà in modalità automatica, senza persone a bordo. Una missione successiva, con equipaggio, è prevista per il secondo trimestre del 2018. SpaceX ha attualmente un contratto per effettuare in media quattro missioni Dragon 2 dirette alla Stazione ogni anno: tre per trasporto cargo e una per il trasporto di un equipaggio [qui SpaceX usa “crew”]. Effettuando anche missioni con equipaggi privati, cosa che la NASA ha incoraggiato, scendono i costi a lungo termine per il governo e si acquisisce esperienza sull’affidabilità dei voli, fornendo benefici sia alle missioni governative, sia a quelle private.

Quando le missioni operative della Crew Dragon saranno operative per conto della NASA, SpaceX lancerà la missione privata in un viaggio per circumnavigare la Luna e tornare sulla Terra. Il decollo avverrà dalla storica rampa 39A del Kennedy Space Center vicino a Cape Canaveral – la stessa rampa di lancio usata dal programma Apollo per le sue missioni lunari. Questo offre l’occasione a degli esseri umani di tornare nello spazio profondo per la prima volta in 45 anni; viaggeranno più velocemente e più lontano nel Sistema Solare di chiunque li abbia preceduti.

Progettato dall’inizio per trasportare persone, il veicolo spaziale Dragon ha già una lunga storia di volo. Queste missioni si fonderanno su questa storia, estendendola alle attività delle missioni spaziali nello spazio profondo: una tappa importante mentre lavoriamo per raggiungere il nostro obiettivo finale di portare esseri umani su Marte.

2017/02/28 00:05 Prime considerazioni a caldo

La descrizione molto sommaria della missione (una settimana di durata, una distanza maggiore di quella raggiunta dalle missioni precedenti) sembra indicare che si tratterà di un volo che non entrerà in orbita intorno alla Luna, come fece Apollo 8 nel 1968, ma si limiterà (si fa per dire) ad effettuare un’orbita terrestre ellittica estremamente allungata, di circa 400.000 km, che si estenderà oltre l’orbita della Luna. Lanciando nel momento giusto e raggiungendo la velocità di 40.000 km/h (contro i 28.000 necessari per l’orbita terrestre della Stazione Spaziale Internazionale), la Luna si troverà all’estremo opposto di quest’orbita ellittica, per cui la Dragon girerà intorno al nostro satellite, probabilmente a notevole distanza (qualche centinaio di km) per evitare che un errore di traiettoria la porti a centrare la Luna.

Questa traiettoria (free return trajectory) semplifica enormemente la missione e ne riduce drasticamente i rischi: non occorre un motore che freni per entrare in orbita lunare e si riaccenda per lasciare l’orbita e tornare verso la Terra. Una volta lanciata in direzione della Luna, la Dragon tornerà automaticamente a casa seguendo le leggi inesorabili di Newton [00:10: l’esperto Alan Boyle ha confermato questa mia congettura].

Gli astronauti vedranno con i propri occhi la faccia nascosta della Luna (e presumibilmente ci manderanno immagini eccezionali in UHD 4K).

Noi, da Terra, potremo osservare il volo della Dragon attraverso i telescopi degli osservatori astronomici e ascoltare le comunicazioni radio provenienti dalla capsula rivolgendoci a radioamatori e a osservatori radioastronomici.

L’obiettivo annunciato da Elon Musk è particolarmente ambizioso e ottimista: il Falcon Heavy non ha ancora volato (anche se è composto da tre Falcon 9, sui quali c’è parecchia esperienza) e lo stesso vale per la capsula Dragon per equipaggi. SpaceX non ha mai portato nello spazio un equipaggio: dovrebbe farlo all’inizio del 2018. Per volare intorno alla Luna entro la fine del 2018, tutto deve andare secondo i piani: sarà dura, ma non si sa mai. E ci sono anche ostacoli normativi.

Inoltre SpaceX non ha esperienza di comunicazioni e navigazione nello spazio profondo, anche se per queste cose può contare sull’enorme esperienza della NASA.

La distinzione fra flight team e crew presente nel testo inglese non è un indizio che i due privati cittadini saranno accompagnati da astronauti professionisti (come avevo ipotizzato inizialmente), ma del fatto che il veicolo sarà autonomo e i due saranno passeggeri (è emerso che Musk ha precisato questo fatto in una teleconferenza). Questo ridurrebbe moltissimo la loro necessità di addestramento.

Il Falcon Heavy avrà la particolarità spettacolare di far rientrare pressoché contemporaneamente tre primi stadi, facendoli atterrare verticalmente sulle zampe come già fanno con discreta affidabilità i Falcon 9 singoli (prima rientrano i due laterali, poi quello centrale). La configurazione di lancio sarà grosso modo quella mostrata nel disegno qui sopra.

Una cosa che manca sorprendentemente, nel piano sommario di SpaceX, è un volo di prova senza equipaggio che faccia rientrare la capsula nell’atmosfera a velocità pari a quella che raggiungerà tornando dalla Luna (circa 40.000 km/h), in modo da dimostrare che lo scudo termico è in grado di reggere il calore maggiore (dovuto alla maggiore velocità) e che i sistemi di manovra di bordo sono sufficientemente precisi.

Un altro dettaglio da chiarire è se il rientro si concluderà con un ammaraggio oppure con un atterraggio sulla terraferma: (la Dragon è concepita per entrambe le modalità. In teoria la Dragon è anche in grado di atterrare sulla terraferma senza paracadute, usando solo i motori di frenata, ma credo che farlo in un volo del genere sarebbe mettere troppa carne al fuoco (si spera non letteralmente).

Chi sono le due persone che hanno versato l’anticipo per il volo, e quanto avranno pagato? Se usiamo come riferimento le proposte di volo circumlunare di Space Adventures, che usavano una Soyuz modificata usa e getta al prezzo di circa 150 milioni di dollari a testa, potremmo stimare una cifra analoga e probabilmente leggermente inferiore. Musk ha detto che è “paragonabile” al costo di un volo verso la Stazione Spaziale o poco più (al momento, con le Soyuz, circa 52 milioni di dollari a testa). Quanta gente in buona forma fisica (non sovrappeso, non troppo avanti con gli anni) ha una somma del genere da spendere ed ha una passione per i viaggi eccezionali? Non molta, mi sa. E le restrizioni di sicurezza, oltre che le convenienze politiche, mi fanno pensare che si tratterà probabilmente di cittadini statunitensi.

L’annuncio di oggi ha anche un’altra conseguenza importantissima: ruba completamente la scena al progetto SLS (il razzo vettore gigante della NASA, in lentissima lavorazione da anni), che proprio in questi giorni è oggetto di discussione per mettere a bordo un equipaggio al volo di debutto per girare intorno alla Luna, su richiesta del Congresso statunitense. L’SLS è paurosamente più complesso e costoso del Falcon Heavy (il rapporto è circa 10 a 1, in buona parte per motivi politici che descrivo sotto), e se Elon Musk può portare degli americani di nuovo intorno alla Luna per un decimo del costo di una missione SLS, a che serve questo razzo gigante della NASA (a parte far arrivare soldi governativi a pioggia agli stati nei quali viene costruito)?

Non solo: come nota The Register, anche se uno slittamento delle date di lancio è quasi inevitabile, visti i precedenti (SpaceX è famosa per le sue scadenze mancate, e i lanci spaziali sono dannatamente difficili per tutti), il semplice fatto di dare l’annuncio mette in difficoltà i concorrenti commerciali di SpaceX, ossia Virgin Galactic e Blue Origin: rispetto a un volo intorno alla Luna, fare un saltino suborbitale fa quasi sorridere. Il turismo spaziale è roba da élite, e chi ha milioni da spendere vuole soltanto il massimo, per cui c’è il rischio che Musk, se ha successo, soffi i clienti agli altri. Del resto, entrare nei libri di storia come primo turista lunare privato e prima persona a visitare la Luna in quasi cinquant’anni è uno status symbol molto speciale.

2017/02/28 1:25. La prima reazione della NASA all’annuncio di SpaceX è stata un po’ freddina. Su Ars Technica c’è un’analisi molto approfondita di questa reazione. In sintesi, la NASA dice fra le righe: “Cara SpaceX, ti abbiamo sostenuto, dato 3 miliardi di dollari (la maggior parte dei tuoi ricavi recenti) per i servizi con equipaggi, e siamo disperatamente stanchi di affidarci alla Russia per portare i nostri astronauti alla Stazione. Per favore, puoi concentrarti sul nostro contratto? Tipo subito?”

2017/02/28 9:45. Ho aggiunto qualche altra considerazione tecnica e corretto un paio di refusi (grazie a chi me li ha segnalati). A tutti quelli che mi chiedono se ci andrei: sì, e senza batter ciglio, persino se dovessi accettare come compagno di viaggio Roberto Giacobbo. A tutti quelli che propongono semiseriamente di avviare una colletta per mandarmi: grazie, sono lusingato, e sicuramente c’è gente che pagherebbe per mandarmici senza ritorno, ma ci sono modi più umanitari di spendere cifre del genere.

Per chi chiede le ragioni della sproporzione di costi fra SLS/Orion (2 miliardi di dollari a volo) e Falcon Heavy/Dragon (90 milioni di dollari):

– SLS, nella sua configurazione ottimale, è molto più grande di Falcon Heavy: porterà da 70 a 130 tonnellate di carico in orbita terrestre. Un Falcon Heavy potrà portare in orbita bassa non più di 54 tonnellate.
– SpaceX costruisce tutto sotto un unico tetto, mentre la NASA dissemina la costruzione dei vari componenti in fabbriche situate in vari stati, in modo da ottenere un più ampio consenso elettorale e politico per il programma spaziale (lo spazio porta posti di lavoro, finanziamenti, indotto, eccetera), e quindi affronta costi elevati per trasporto, coordinamento, trasferte del personale;
– SpaceX ha scelto un’architettura modulare con componenti già progettati, collaudati e realizzati (tre Falcon 9 uniti), mentre la NASA usa un veicolo che ha componenti interamente fatti su misura ex novo e tutti da collaudare;
– SpaceX conta di riutilizzare il proprio vettore per lanci multipli, mentre quello della NASA è “usa e getta”;
– SpaceX prevede di avere una cadenza di lancio annuale molto serrata già dal 2017-18, mentre la NASA pianifica di effettuare un lancio ogni uno o due anni a partire dal 2022: questo significa che su ogni lancio dell’SLS gravano vari anni di stipendi di tutti i tecnici coinvolti nelle attività di sviluppo e volo del vettore (Ars Technica ha un’ottima analisi dei costi).
– La NASA usa il progetto SLS per finanziare molta ricerca di base (sulla lavorazione dei materiali, sulle tecnologie di collaudo, e altro ancora); SpaceX è innovativa ma fa sviluppo solo se finalizzato al veicolo specifico;
– E per finire, diciamola tutta: la NASA è una grande burocrazia governativa che deve compiacere il Congresso e i suoi mutevoli umori, mentre SpaceX è un’azienda privata che fa sostanzialmente quello che vuole purché sia nei limiti della legge.

2017/02/28 18:25. Ho aggiunto i commenti di Ars Technica in risposta al comunicato della NASA.

2017/02/28 22:55. Sulla base di un suggerimento nei commenti, ho aggiunto la precisazione che il rientro dei tre stadi iniziali del Falcon Heavy è in realtà leggermente sfasato (prima rientrano i due esterni, poi quello centrale).

2017/03/03 17:30. La Planetary Society ha pubblicato un ottimo articolo che riassume il caos comunicativo che ha circondato l’annuncio e spiega perché è molto improbabile che SpaceX riesca a mantenere la promessa, perlomeno entro le date annunciate: non è una critica a SpaceX, ma una constatazione basata sulla tecnologia e sulla burocrazia dei voli spaziali.

http://www.planetary.org/blogs/jason-davis/2017/20170302-spacex-tourists-2018.html

Ci vediamo domani al Planetario di Lecco per parlare di Luna e complotti?

Ci vediamo domani al Planetario di Lecco per parlare di Luna e complotti?

Domani sera (venerdì 9) alle 21 sarò ospite del Planetario di Lecco (corso Matteotti 32 a Lecco) per una conferenza dedicata agli sbarchi sulla Luna e alle tesi di complotto che li accompagnano. Smonterò le principali presunte “prove” di queste tesi come spunto per raccontare le vere cospirazioni che vi furono intorno alle missioni lunari e per mostrare immagini rare e restaurate di quei viaggi straordinari.

La conferenza includerà anche un reperto che finora è stato visto soltanto una volta, dai partecipanti alla conferenza che ho tenuto a Castelvetro di Modena: la versione restaurata e stabilizzata del famoso cazzotto dell’astronauta lunare Buzz Aldrin al complottista Bart Sibrel. Potremo analizzare queste immagini e decidere se sono autentiche o se Sibrel ha simulato tutto in uno studio cinematografico.

L’ingresso è libero: per maggiori informazioni contattate il Planetario.

Porterò con me alcuni modelli e oggetti spaziali d’epoca; avrò anche alcune copie del mio libro Luna? Sì, ci siamo andati! e del mio documentario Moonscape.