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lunacomplottismo

Spazio, il tormentone complottista delle fasce di Van Allen sbugiardato già 50 anni fa

Spazio, il tormentone complottista delle fasce di Van Allen sbugiardato già 50 anni fa

I biscottini sono per ammansire i lunacomplottisti
che arriveranno inevitabilmente anche qui.

Secondo tanti lunacomplottisti, le fasce di Van Allen sarebbero una barriera mortale e invalicabile che renderebbe impossibili i viaggi verso la Luna e quindi dimostrerebbe che gli allunaggi furono una messinscena. Molti di questi aspiranti geni non sanno neanche come si scrive correttamente il nome di queste fasce e le chiamano fasce di Van Halen, confondendole con il celeberrimo gruppo rock, e già questo rivela il calibro della loro sapienza, ma lasciamo stare.

Un altro errore ricorrente di questi lunacomplottisti è dimenticare che prima degli allunaggi ci furono due altre missioni con equipaggi che attraversarono queste fasce: Apollo 8 e Apollo 10. Il cinquantenario di Apollo 8 è ormai imminente e per ricordarla e riscoprirla ho chiesto l’aiuto dell’amico e collezionista di cose spaziali Gianluca Atti per creare Apollo 8 Timeline: una cronologia della missione, raccontata in tempo reale, corredata dalle immagini dell’epoca e dalle scansioni dei giornali e delle riviste italiane di quegli anni.

Nell’articolo di oggi, che presenta un servizio pubblicato dal settimanale Epoca, c’è proprio la risposta ai lunacomplottisti, data prima ancora che le fasce di Van Allen diventassero uno dei loro ottusi tormentoni. Il rischio era già noto, valutato e risolto ancor prima degli allunaggi, appunto con la missione Apollo 8. Sono cinquant’anni che la risposta è davanti al naso dei complottisti e ancora non l’hanno capita. Ecco come Franco Bertarelli descrive la questione su Epoca:

Le fasce di Van Allen: una specie di ponte minato

Il secondo punto critico, così drammaticamente esaltato da Bernard Lovell [sir Bernard Lovell, nessuna parentela con l’astronauta Jim Lovell di Apollo 8, era un notissimo astronomo britannico che all’epoca dirigeva l’osservatorio radioastronomico di Jodrell Bank ed è considerato il fondatore della radioastronomia], è quello delle pericolose radiazioni cui gli astronauti sarebbero esposti durante il viaggio di andata e ritorno, quando dovranno, per forza, traversare le cosiddette fasce di Van Allen.

Si tratta, come mostra il disegno schematico pubblicato in queste pagine, di due cinture fortemente radioattive che circondano la Terra, una più bassa (a circa 3200 chilometri) e l’altra più alta (a circa 16 mila chilometri), dentro le quali il campo magnetico terrestre ha catturato — e mantiene — particelle cosmiche provenienti dal Sole ed anche dalle Stelle. Sarà come traversare un oceano tempestoso, come varcare un ponte minato: ma — ce lo conferma anche il professor Kaminski [Heinz Kaminski, ingegnere chimico e ricercatore spaziale tedesco, fondatore dell’osservatorio di Bochum che captò i segnali radio delle sonde sovietiche e degli astronauti Apollo] — si tratta di affrontare un pericolo conosciuto, protetti da mezzi di difesa (scudi antiradiazioni) di ben studiata efficacia.

Certo, nessun uomo ha mai traversato le fasce di Van Allen: ma gli esperimenti compiuti recentemente con gli esseri viventi posti a bordo della sonda sovietica Zond 5, lanciata intorno alla Luna il 15 settembre e recuperata intatta nell’oceano Indiano, non sono tali da giustificare il pessimismo del radioastronomo inglese. Le tartarughe, i moscerini e i microrganismi racchiusi nei contenitori biologici della Zond non hanno riportato guai seri, se si eccettua qualche disturbo al fegato e alla milza delle tartarughe, ed una loro piuttosto strana perdita di peso.

Soprattutto su questo punto, la tesi del professor Kaminski sembra ineccepibile: poiché la quantità e la natura delle radiazioni nocive che gli astronauti dell’Apollo 8 dovranno affrontare è nota, diventa ingiurioso per la scienza americana supporre che non siano stati approntati ineccepibili sistemi di difesa.

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Islam e pseudoscienze a Lugano-Paradiso il 4 novembre alle 17:30

Islam e pseudoscienze a Lugano-Paradiso il 4 novembre alle 17:30

Domenica 4 novembre alle 17:30 si terrà a Lugano una conferenza su un tema poco conosciuto e molto intrigante: la pseudoscienza e le bufale nella cultura islamica.

Il relatore, Stefano Bigliardi, è Assistant Professor all’Università Al Akhwayn di Ifrane, in Marocco, ed è autore del libro La mezzaluna e la Luna dimezzata, che esplora in dettaglio questo tema, smontando miti e pregiudizi e al tempo stesso schiudendo un mondo che è per molti linguisticamente e culturalmente quasi inaccessibile. Anch’io lo conosco poco: l’ho incontrato raramente, per esempio con Harun Yahya/Adnan Oktar, che nel 2010 tappezzò Lugano e Milano di poster creazionisti. Bigliardi ha incontrato Yahya e ci saprà raccontare questo personaggio davvero particolare.

La conferenza è organizzata dal CICAP Ticino e dai Liberi pensatori (Libero-pensiero.ch). Per esplorare i temi della serata potete leggere questa intervista a Stefano Bigliardi su La Regione del 6 marzo scorso.

Avrò il piacere di moderare la serata, che si terrà alla Sala Multiuso di Lugano-Paradiso, in via delle Scuole 21. L’ingresso è libero.

Per chi viene dall’Italia e desidera evitare di pagare la “vignetta” autostradale (40 franchi, valida fino a fine gennaio 2019), Lugano-Paradiso è raggiungibile semplicemente impostando il navigatore in modo che eviti le autostrade. Per chi arriva lungo l’autostrada italiana A9, l’ultima uscita utile in territorio italiano è Como Lago; da lì si attraversa la frontiera con la Svizzera e si procede lungo le strade cantonali, per le quali non è richiesta la vignetta. Qui su Viamichelin.it trovate un esempio di itinerario senza vignetta partendo da Milano.

Per maggiori informazioni potete scrivere a ticino@cicap.org.

“Luna? Sì, ci siamo andati!” diventa un sito: edizione 2018 massicciamente aggiornata

“Luna? Sì, ci siamo andati!” diventa un sito: edizione 2018 massicciamente aggiornata

Ultimo aggiornamento: 2018/02/04 23:50.

Dopo una lunga pausa ho rimesso mano al mio libro di risposte alle tesi di complotto intorno agli sbarchi sulla Luna e l’ho trasformato da testo cartaceo, EPUB e PDF in un sito (tinyurl.com/luna2018). I primi tre cinque sei capitoli sono già online in forma completa; gli altri seguiranno man mano.

So che a molti dispiacerà che non ci sia più un’edizione cartacea, ma mi sono dovuto arrendere al fatto che tenere aggiornato un testo cartaceo così ricco di illustrazioni e reimpaginarlo a ogni minima modifica era un incubo che mi paralizzava; per non parlare dei costi e della logistica di stampare e portare in giro chili di carta. Anche la versione EPUB stava diventando ingestibile per lentezza e dimensioni.

Con la versione attuale, invece:

  • posso includere immagini a colori e in altissima risoluzione;
  • posso incorporare anche video e animazioni;
  • posso aggiornare, linkare e correggere al volo qualunque parte del testo, ripubblicandola istantaneamente (infatti mi sto divertendo tantissimo ad aggiungere finalmente tutte le chicche che avevo accumulato negli appunti);
  • posso offrire un’edizione fruibile anche sugli schermi piccoli dei telefonini e facile da linkare per rispondere alle singole obiezioni dei lunacomplottisti;
  • posso includere un pratico motore di ricerca interno che consente di trovare le informazioni con molta facilità.

Se qualcuno vuole sviluppare un’app, generare un EPUB o un PDF partendo dal mio testo, è libero di farlo, purché rispetti le condizioni di licenza Creative Commons che trovate nel sito.

Se conoscete già le versioni precedenti di Luna?, troverete già ora molte foto in più, molti link aggiunti e un paio di sezioni aggiuntive. I prossimi capitoli saranno ancora più ricchi e rinnovati, pronti per affrontare l’inevitabile ondata di baggianate della stampa generalista e dei lunacomplottisti che arriverà nel 2019, intorno al cinquantesimo anniversario del primo sbarco sulla Luna.

Buona lettura!

2017/12/31 15:30. Ho completato anche il quarto capitolo.

2018/01/23 14:00. Ho completato il quinto capitolo.

2018/02/04 23:50. Ho completato il sesto capitolo.

2018/10/07: Ho terminato di aggiornare tutto il testo.

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Se siete fra i donatori che sostengono “Luna? Sì, ci siamo andati!”, c’è una novità per voi

Se siete fra i donatori che sostengono “Luna? Sì, ci siamo andati!”, c’è una novità per voi

Come probabilmente sapete, il mio libro di debunking dedicato al complottismo lunare, intitolato spoilerosamente Luna? Sì, ci siamo andati!, da qualche mese è disponibile gratuitamente in versione aggiornata sotto forma di sito, sfogliabile anche tramite smartphone, al link breve Tinyurl.com/luna2018.

Ho scelto questa formula perché la carta è bella ma costa e soprattutto pesa: non posso più permettermi di viaggiare in treno con dieci o venti chili di libri al seguito.

Se qualcuno ha un modo automatico per convertire il sito in un libro stampabile o in un PDF, sono tutt’orecchi.

Il sito sta avendo un buon riscontro: da dicembre 2017 è stato sfogliato oltre 290.000 volte, stando alle statistiche di Blogger.com; le sue pagine più sfogliate sono la spiegazione della tecnologia fotografica dell’epoca, come discutere con i lunacomplottisti, la spiegazione del perché le ombre non sono parallele nelle foto e le principali conferme della realtà degli allunaggi.

Luna? oggi è sostenuto esclusivamente dalle donazioni dei lettori, che mi permettono di dedicare tempo all’aggiornamento e alla manutenzione del libro. Visto che si avvicina il cinquantenario del primo allunaggio, mi sa che ci sarà un rigurgito del complottismo lunare e quindi ci sarà bisogno di consultare spesso “Luna!”. Sono contento che ora sia a disposizione di tutti senza neppure doverlo scaricare ma semplicemente cercando in Google.

Ho aggiunto al libro una pagina pubblica con l’elenco dei donatori, in forma anonimizzata. Lo segnalo anche qui nella speranza di raggiungere i donatori del passato che nel frattempo hanno cambiato indirizzo di mail.

Se siete già donatori e volete apparire in questo elenco col vostro nome e cognome, con il nome della vostra ditta, con un nickname o non volete apparire del tutto, ditemelo senza problemi: aggiornerò e correggerò l’elenco. Basta che mi diciate due cose:

  • come comparite nell’elenco attualmente
  • come vorreste comparirvi

Ovviamente se per caso non siete donatori ma vi piacerebbe comparire in questo elenco per vantarvi con gli amici, siete sempre in tempo a fare una donazione (basta l’equivalente di una fetta di pizza) dicendomi se e come volete comparire. Luna? è anche aperto a sponsorizzazioni.

Se Luna? vi è piaciuto, segnalatelo ai vostri amici: è gratis proprio per poter mettere a disposizione di tutti le informazioni utili a capire come si è svolta realmente una delle più grandi avventure della storia. Usate il link breve che ho già citato: Tinyurl.com/luna2018.

Grazie ancora a tutti, e ad astra!

Lettera aperta di un complottista convertito dal debunking

Lettera aperta di un complottista convertito dal debunking

Ultimo aggiornamento: 2018/08/20 13.55.

Nel numero di settembre della rivista bimestrale Spazio Magazine c’è una bella lettera aperta che il direttore della rivista, l’amico Luigi Pizzimenti, ha ricevuto da un ex complottista. È anche una bella risposta a quelli che dicono che il debunking non serve a niente, “fa più danni che altro” e non fa cambiare idea a nessuno. La pubblico qui sotto integralmente.

Sono passati 49 anni da quando l’uomo ha messo piede per la prima volta sulla Luna, da quel piccolo passo del lontano 20 luglio 1969, fino all’ultima missione Apolo 17 del 1972, solo 12 uomini hanno avuto l’opportunità di camminare sul nostro satellite, e ancora oggi c’è chi stenta a credere che ciò sia successo davvero.

Per lo più si tratta di ragazzi, troppo giovani per aver vissuto in prima persona gli anni d’oro dell’esplorazione spaziale e poco esperti dunque sull’argomento; persone che acquisiscono le loro conoscenze tramite video su YouTube, realizzati talvolta da altre persone prive di qualunque titolo ed esperienza in materia di ingegneria aerospaziale.

Fino a qualche anno fa, anche io ero uno di questi; non solo negavo a prescindere gli sbarchi lunari, ma mi battevo in prima persona per dimostrare la messa in scena.

Nel 2012 pubblicai un video su YouTube dal titolo “L’uomo che non andò mai sulla Luna”, e fu subito un successo, che neanche io mi aspettavo, migliaia di visualizzazioni e centinaia di commenti per la maggior parte a favore del complotto.

In questo video proponevo un esperimento: dopo essermi costruito a mano un modello di un astronauta, cercavo di riprodurre in un piccolo set le foto più famose delle missioni Apollo, ottenendo risultati anche abbastanza soddisfacenti, portando quindi le “prove” del fatto che se potevo replicare quelle fotografie io, con quel poco che avevo a disposizione, chissà che cosa avrebbe potuto fare la NASA con tutti quei miliardi di dollari di budget che possiede.

Ancora oggi per me riguardare quel video (non più disponibile su YouTube) fa un certo effetto, ma c’era solo una cosa che non mi convinceva del tutto.

Col passare del tempo, crescendo, la mia passione per lo spazio e in particolare per le missioni lunari si era fatta sempre più forte, e non riuscivo a capire come mai fra tutti gli scienziati che ammiravo non ce ne fosse nemmeno uno che sospettasse neanche un pochino che lo sbarco sulla Luna non fosse mai avvenuto. Tutti pagati? E da chi? E che dire dunque di tutti quegli astronauti non soltanto della NASA, ma di tutte le agenzie spaziali del mondo così sicuri del fatto che siamo realmente stati sulla Luna? Dopotutto, chi ero io per sostenere che si sbagliassero?

Decisi che era arrivato il momento di approfondire seriamente la questione.

Iniziai ad informarmi solo tramite fonti autorevoli, cercando di mettere da parte per un attimo le idee complottiste che giravano per la mia mente e mi si aprì letteralmente un mondo.

Purtroppo la maggior parte delle persone, non soltanto complottisti, è abituata a vedere gli sbarchi sulla Luna come un insieme di quattro o cinque fotografie famose e qualche spezzone di video, niente più.

E’ normale dunque, se ci si limita a questo, porsi qualche dubbio.

Io sono sempre stato abbastanza dubbioso ad esempio, ma ero così dubbioso da arrivare a mettere in dubbio anche i miei stessi dubbi, e se non fosse per il mio innato scetticismo, oggi probabilmente non sarei qui a raccontarvi la mia storia.

Oggi ho 23 anni e di cose ne sono cambiate parecchie da quando ne avevo 15 o 16; nel frattempo sono diventato socio del CICAP, associazione che mi ha dato la possibilità di conoscere scienziati e di parlare con chi le missioni Apollo le ha vissute direttamente, come Piero Angela, fondatore del CICAP, che all’epoca si trovava proprio negli Stati Uniti per seguire in prima persona le missioni Apollo 7, 8, 9, 10, 11 e 12 o Paolo Attivissimo, che sui complotti lunari ha scritto un libro dal titolo “Luna? Sì, ci siamo andati” che vi consiglio vivamente di leggere, dato che è probabilmente il libro che più di qualunque altro, mi ha aperto la mente sugli sbarchi lunari, mostrando prove tecniche, scientifiche, fotografiche e smontando una ad una le tesi di complotto, che è quello che cerco di fare anche io oggi, ogni volta che mi capita di parlare con qualche “lunacomplottista” per citare Attivissimo.

Non siamo andati sulla Luna per scattare qualche foto o per girare qualche breve filmato, basta pensare che solo le foto scattate dalla missione Apollo 11 sono più di 1400, semplicemente le poche fotografie che tutti conoscono sono quelle venute meglio e per questo pubblicate, ma comunque l’archivio con tutte le foto e i video originali della missione è sempre stato disponibile a chiunque ne facesse richiesta.

Le missioni lunari hanno rappresentato con molta probabilità, l’unica cosa buona che l’umanità abbia fatto nel secolo scorso, e forse l’unico motivo per cui valga davvero la pena di ricordare il ‘900, secolo che ha visto due guerre mondiali nel giro di pochissimi anni di distanza l’una dall’altra.

Direi che per i complottisti è ora di smetterla di vivere sulle spalle di chi ha fatto la storia rischiando la vita, e di chi la vita l’ha persa nel tentativo di raggiungere quell’obbiettivo così lontano che ancora oggi ci sembra irraggiungibile, quella Luna che tutti possiamo ammirare e contemplare ogni sera, con la consapevolezza che là da qualche parte le impronte degli astronauti che vi hanno camminato sono rimaste come bloccate nel tempo, in attesa del nostro ritorno.

Sam Louis

Per chi osserva che una rondine non fa primavera e che si possono trovare episodi aneddotici di guarigione anche per l’omeopatia, ricordo che questa non è l’unica rondine e che è sbagliato confrontare un “metodo” che non ha nessuna spiegazione logica di funzionamento con uno che ce l’ha. Resta il fatto che questa persona, come tante altre, sarebbe rimasta convinta delle proprie idee complottiste se non fosse stata esposta al debunking.

Ricordo inoltre, ancora una volta, che il debunking non si fa per i convinti; si fa per i dubbiosi. Non si fa debunking per gli estremizzati delle echo chamber. Si fa per tutto il resto del pianeta, che non è Facebook. Non si fa per quelli che si prendono la briga di fare video e blog di diffusione delle tesi complottiste; si fa per quelli che non hanno ancora deciso da che parte stare e che, se vengono esposti solo alle tesi di complotto, finiranno per abbracciarle.

A questo proposito, a me restano delle domande di fondo: se davvero “il debunking fa più danni che altro”, che facciamo? Ci arrendiamo al rincoglionimento generale? Dobbiamo lasciare il campo ai deliri complottisti di ogni sorta? Se qualcuno dice che il ponte Morandi è stato minato, non dobbiamo dire “No, ecco i fatti”, perché tanto il debunking non funziona? Devo smettere? Qualcuno ha delle proposte alternative?

Ne ho discusso brevemente su Twitter con Walter Quattrociocchi, uno degli autori dello studio citato da Repubblica, ma sembra che di alternative non ne siano ancora state trovate. Riassumo qui la nostra conversazione: se mi sono perso qualche pezzo importante, ditemelo.

QC: Bizzarro come questo tema ritorni di moda 😉 bit.ly/2vQshzW [nota: è “tornato di moda ” probabilmente per via di questo mio sfogo] Al di là del bel pezzo di @SimoneCosimi credo che @disinformatico conosca molto bene le mie ricerche e come la penso sui “Tuttologi”. Possono non piacere i risultati, ma ognuno ha il suo confirmation bias.

PA: Conosco il tuo lavoro, Walter, e sai come la penso: attivissimo.blogspot.com/2017/07/debunk… Non è questione di risultati che non piacciono: è che se davvero il debunking non serve, allora che facciamo? Ci arrendiamo al rincoglionimento generale? C’è qualche proposta alternativa?

QC: E’ materia complicata. Ignoriamo risultati scientifici? O portiamo da quelli per capire come essere efficaci? Polarizzare non aiuta, la figura del tuttologo è estremamente pericolosa. Stiamo studiando.

PA: Questa è appunto la mia domanda: i vostri studi hanno trovato un approccio migliore? Perché se c’è, ditecelo, che lo adottiamo senza problemi. Ma ditecelo presto, che qui c’è bisogno urgente 🙂

QC: “Ditecelo” a chi? A chi ti riferisci? Se ci sono risultati sono fruibili da tutti.

PA: Mi riferisco agli autori del paper. Sto appunto chiedendo: se “il debunking fa più danni che altro”, adesso che facciamo? Devo smettere? Avete delle proposte alternative? Per dire, Fabiana Zollo, prima autrice della ricerca, diceva: “… l’uso di un approccio più aperto e morbido, che promuova una cultura dell’umiltà con l’obiettivo di abbattere i muri e le barriere tra le tribù della rete, rappresenterebbe un primo passo” [fonte]. OK. Come si fa?

QC: E’ materia complicata. Ci stiamo lavorando. Ammettere che è cambiato il paradigma è già un passo importante. Rivendicare autorità (?) dove non sono riconosciute è solo altra benzina sul fuoco ed una pericolosa fallacia logica.

PA: Puoi tradurre l’ultima frase? Confesso che non l’ho capita.

QC: Traduzione: Chi decide quale è il blog che dice la “verità”? Chi è in grado di verificare ogni cosa? Ogni fonte (anche tu dici che non riesci a stare dietro a repubblica)? Come fai ad essere sicuro che le tue risposte sono sempre quelle giuste? Risposta: Ognuno ha il suo blog.

PA: 1. “Chi decide quale è il blog che dice la “verità”?” Se Repubblica scrive di un aereo che va dieci volte più veloce della luce (caso reale) [fonte], la verità è molto chiara. Non c’è da decidere. Di casi chiari come questi ce ne sono tanti. 2. “Chi è in grado di verificare ogni cosa?” Nessuno singolarmente. Ma nessuno ha questa pretesa. Però collettivamente, perché no? Si può perlomeno ridurre il numero di cose non verificate. 3. “Come fai ad essere sicuro che le tue risposte sono sempre quelle giuste?” Potrei fare la stessa domanda a te. Come fai a essere sicuro che il tuo paper ha ragione? 🙂 Non ho la pretesa che le mie risposte siano sempre giuste. 4. “Ognuno ha il suo blog.” Detto così, sembra che tutti i blog abbiano pari dignità e che ognuno abbia la propria verità. Le scie chimiche di [nome rimosso per non regalare visibilità] e il blog di Katharine Hayhoe non sono pari. Ma forse ho capito male.

QC: Stiamo mescolando i piani. Per pubblicare un lavoro su una rivista scientifica occorre passare per il peer-review (che ha le sue falle). Perchè alcuni risultati scientifici li accetti e altri no? Che verifiche si fanno rispetto ai contenuti dei blog?

PA: Scusami, forse c’è un equivoco: non sto mettendo in discussione le conclusioni del paper. Sto chiedendo “E adesso che facciamo?”. Non è una domanda retorica: è una richiesta concreta.

QC: E’ un work in progress, la risposta concreta che abbiamo per ora, che però mi sembra non piacerti troppo, è di evitare la polarizzazione. Lo dico da un po’, perchè questa non si può prendere in considerazione? Invece di rivendicare maggioranze silenti che non ci sono?

PA: In cosa consiste “evitare la polarizzazione”? La prendo in considerazione volentieri. Potresti fare qualche esempio concreto?

QC: Vuol dire evitare di darci giù con le etichette, con gli slogan “il debunking è LA soluzione” “Repubblica BUUUH”, “chi non fa debunking è complottaro/tonto”. Esempio concreto è qui ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/30033116

PA: Mi hai mai visto fare deliri del genere? 🙂 L’esempio concreto che citi fa una proposta interessante. Però non fa il passo successivo: dimostrare che funziona.

[non c’è stata risposta da Quattrociocchi a questo filone di conversazione]

Un altro caso di conversione è qui.

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Ci vediamo il 23 sera a Macerata?

Ci vediamo il 23 sera a Macerata?

Il 23 giugno, come preannunciato nel mio calendario pubblico, sarò a Macerata per il Festival dell’Astronomia. Alle 22.15 sarò in piazza Cesare Battisti per parlare di tesi di complotto intorno agli sbarchi sulla Luna. L’appuntamento era pianificato da tempo, ma queste tesi sono diventate ancor più di attualità dopo le recenti dichiarazioni di Carlo Sibilia, sottosegretario dell’Interno del governo italiano, secondo il quale gli allunaggi sarebbero stati una “farsa” e sarebbero un evento “controverso”.

Sarà un’occasione non solo per chiarire dubbi ma anche per mostrare immagini rare e raccontare aspetti poco conosciuti, curiosi, divertenti ed emozionanti delle missioni spaziali storiche.

Porterò con me le ultime copie cartacee del mio libro sull’argomento, Luna? Sì, ci siamo andati!

Per maggiori informazioni, visitate il sito del Festival, Galassica.it, dove trovate il programma completo.

Antibufala: Apollo 20, missione segreta per recuperare un'astronave sulla Luna

Antibufala: Apollo 20, missione segreta per recuperare un’astronave sulla Luna

La storia è stata recentemente ripescata dalla trasmissione Mistero (Italia 1) e segnalata da Flavio Vanetti sul Corriere della Sera: vi sarebbe stata una missione Apollo segreta, denominata Apollo 20, svolta congiuntamente da astronauti statunitensi e cosmonauti sovietici per recuperare un’astronave extraterrestre scoperta sulla Luna.

Si tratta in realtà di una bufala classica, alla quale la redazione di Mistero ha abboccato alla grande senza fare alcun controllo sulla sensatezza o veridicità delle asserzioni dei personaggi intervistati, e che anche gli ufologi hanno sbugiardato da tempo. I dettagli, se volete, sono sul blog Complotti Lunari grazie al contributo di Hammer e Trystero.

UFO e astronauti, come discutere con un lunacomplottista, segreti lunari: aggiornamento di “Luna? Sì, ci siamo andati!”

UFO e astronauti, come discutere con un lunacomplottista, segreti lunari: aggiornamento di “Luna? Sì, ci siamo andati!”

Ultimo aggiornamento: 2018/04/23 1:00.

Finito! Ho completato il caricamento online delle versioni aggiornate dei capitoli 11, 12, 13, 14, 15 e 16 di Luna? Sì, ci siamo andati, il mio libro gratuito di risposte alle tesi di complotto intorno agli sbarchi sulla Luna. Il libro è ora finito e completamente disponibile online nella sua nuova veste adatta anche per tablet e smartphone.

Nel Capitolo 11, UFO e allunaggi, mi occupo delle tesi che sostengono che gli astronauti lunari abbiano incontrato gli alieni sulla Luna. Le trovo spassose, perché se hanno incontrato gli extraterrestri sulla Luna, vuol dire che sulla Luna ci sono andati davvero, e quindi è meraviglioso prendere questi sostenitori e metterli contro quelli che negano le missioni lunari.

Ho colto l’occasione per parlare anche della recente “notizia” secondo la quale quattro astronauti Apollo sarebbero stati sottoposti alla “macchina della verità” per confermare che hanno visto degli UFO.

Nel Capitolo 12, Come discutere con i lunacomplottisti, spiego appunto alcune tecniche e alcune domande specifiche da fare ai sostenitori delle tesi di complotto per evitare di impantanarsi in discussioni estenuanti e spesso inconcludenti.

Nel tredicesimo capitolo, I veri segreti della Luna, accenno alcune delle storie poco conosciute delle missioni lunari, che prima o poi riuscirò (spero) a raccogliere in un libro apposito.

Nel quattordicesimo, In ricordo dei caduti, presento le foto e le storie degli uomini e delle donne che sono morti nel corso dell’esplorazione spaziale.

Il Capitolo 15, Per saperne di più, è un elenco di fonti fotografiche, bibliografiche e videografiche sul cospirazionismo lunare e sulle missioni Apollo.

Il Capitolo 16, Luna in cifre, riassume gli aspetti di ciascuna missione ed elenca i dati e le informazioni tecniche sui vari veicoli e strumenti utilizzati.

Luna? Sì, ci siamo andati ha superato da poco le 200.000 visualizzazioni ed è interamente gratuito, sostenuto solo dalle vostre gentili donazioni.

Buona lettura!

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Pronti dieci capitoli di debunking dei complotti lunari: intervisto l’astronauta Terry Virts

Pronti dieci capitoli di debunking dei complotti lunari: intervisto l’astronauta Terry Virts

Ultimo aggiornamento: 2018/04/15 11:05. 

Sono pronte le versioni aggiornate del nono e decimo capitolo di Luna? Sì, ci siamo andati, il mio libro gratuito di risposte alle tesi di complotto intorno agli sbarchi sulla Luna.

Nel nono capitolo c’è anche una mia brevissima intervista di chiarimento all’astronauta statunitense Terry Virts, coinvolto suo malgrado in una di queste tesi. Nel decimo, invece, mi occupo dei metacomplotti, ossia delle tesi di complotto che giustificano i presunti errori della presunta messinscena e tentano di rispondere alla domanda “ma se ci sono così tanti errori, chi ha fatto la cospirazione era un cretino?”

Il libro è stato già sfogliato da circa 182.000 visitatori da dicembre scorso; il dubbio più letto continua a essere quello sul presunto mistero delle ombre non parallele. Ma mi fa piacere che al secondo posto ci sia una sezione non complottista e puramente descrittiva: quella dedicata alla tecnologia fotografica Apollo.

Il testo, estesamente aggiornato, è stato reimpaginato per renderlo più leggibile anche sugli schermi piccoli dei telefonini. Buona lettura.

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E con questo fanno otto capitoli pronti per togliersi i dubbi sugli sbarchi lunari

E con questo fanno otto capitoli pronti per togliersi i dubbi sugli sbarchi lunari

Complice la piovosissima giornata al Maniero Digitale, ho finito di aggiornare massicciamente l’ottavo capitolo della versione ampliata e aggiornata di Luna? Sì, ci siamo andati, il mio libro gratuito di risposte alle tesi di complotto intorno agli sbarchi sulla Luna.

Questo capitolo si concentra sulle presunte impossibilità fisiche delle missioni lunari sostenute dai lunacomplottisti, prima fra tutti la questione delle fasce di Van Allen (vero e proprio tormentone complottista) e include anche vari video esplicativi.

Il libro è stato già sfogliato da circa 152.000 visitatori da dicembre scorso; il dubbio più letto riguarda il presunto mistero delle ombre parallele.

Non c’è ancora stata nessuna risposta, da parte dei lunacomplottisti, alla mia proposta di recensire American Moon, il nuovo video che sostiene le loro tesi, se viene fatta una donazione a Medici Senza Frontiere. A volte il silenzio spiega più di mille parole.

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