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Antibufala: Libero e la frase “rubata” a Nancy Pelosi "Biden presidente qualsiasi sia il risultato finale"

Antibufala: Libero e la frase “rubata” a Nancy Pelosi “Biden presidente qualsiasi sia il risultato finale”

Pubblico qui i dettagli dell’indagine che ho svolto per la puntata di “Fake – la fabbrica delle notizie” di ieri (5 novembre).

 

COSA HANNO SCRITTO I MEDIA: Libero ha titolato “Nancy Pelosi: “Biden presidente qualsiasi sia il risultato finale” (31 ottobre 2020). La frase rubata scatena il caso: ha ragione Trump, voto truccato?”. Il Giornale, Mariangela Garofano: “È bufera sulla Pelosi: “Biden vincerà comunque”” (31 ottobre 2020).

LA NOTIZIA: Libero ha scritto che Nancy Pelosi, speaker democratica, avrebbe detto “durante una conferenza stampa a Capitol Hill” che “Biden sarà presidente qualsiasi sia il risultato finale”. Secondo Libero, questa frase avrebbe “scatenato numerose polemiche negli Stati Uniti” e ”lo sgomento di molti”. Questa frase sarebbe stata vista come “un’ammissione che i democratici trufferanno le elezioni in tutti i modi pur di vincere”. Così ha scritto Libero. Ma Nancy Pelosi non ha affatto detto quello che le viene attribuito da Libero e la frase non è affatto “rubata”.

Il Giornale scrive che “La politica italoamericana ha infatti affermato che Joe Biden diventerà presidente degli Stati uniti “qualsiasi sia il risultato delle elezioni”” e che “la maggior parte dei repubblicani ha definito la sua dichiarazione “un’ammissione che i democratici trufferanno le elezioni in tutti i modi pur di vincere”” e che gli “elettori americani [..] ora si chiedono se l’asso nella manica dei Dem sia truccare le imminenti elezioni.”. Non è vero.

LO SPIEGONE: La dichiarazione originale di Nancy Pelosi ha un significato completamente diverso ed è questa: “I feel very confident that Joe Biden will be elected President on Tuesday, whatever the end count is, but on the election that occurs on Tuesday, he will be elected.”

In italiano si traduce così: “Ho molta fiducia che Joe Biden verrà eletto presidente [già] martedì, qualunque sia il conteggio finale [non “il risultato”, il conteggio], ma nell’elezione di martedì verrà eletto”.

In altre parole, nella dichiarazione originale non c’è nessuna certezza perentoria da parte di Nancy Pelosi, ma solo una fiducia, una speranza, nel fatto che la vittoria di Biden sarà già matematicamente chiara ed evidente martedì, ancora prima che sia completato lo spoglio dei voti nei giorni successivi. Tradurre “risultato” al posto di “conteggio” (come hanno fatto sia il Giornale, sia Libero) non solo è sbagliato, ma travisa completamente il senso della frase da “non sappiamo se vincerà di tanto o di poco, ma siamo fiduciosi che Biden vincerà” a “se anche dovesse perdere ai voti, lo metteremo lo stesso alla Casa Bianca”.

Va detto che nel testo del suo articolo, Libero traduce cosi: “Sono molto sicura che Joe Biden verrà eletto presidente martedì – ha detto la dem ai giornalisti -. Qualsiasi sia il conteggio finale dei voti. Il 20 gennaio si insedierà come presidente degli Stati Uniti”. È una parziale correzione rispetto al titolo, ma arriva troppo tardi e il
danno è già fatto. Soprattutto per i tanti lettori che si fermano al titolo.

Inoltre è falso che la frase sia stata “rubata”, come titola Libero, perché è stata fatta davanti a tutti, in una conferenza stampa, il 29
ottobre 2020, ed è stata pure pubblicata negli atti ufficiali.

Infine la frase del Giornale “la
maggior parte dei repubblicani ha definito la sua dichiarazione “un’ammissione che i democratici trufferanno le elezioni in tutti i modi pur di vincere””
è un’invenzione di (mal)sana pianta, dato che la giornalista non ha interpellato certo “la maggior parte dei repubblicani” e non presenta sondaggi sulla questione.

TIMBRO: MALinformazione, per la distorsione intenzionale delle parole di Pelosi e per averle descritte falsamente come “rubate”, allo scopo di insinuare che “ha ragione Trump, voto truccato” e che i democratici intendono truffare le elezioni.

LE FONTI: Testo della conferenza stampa del 29 ottobre 2020; video della dichiarazione; reazione indignata di Lou Dobbs su Fox News; info e video su Politico.com.

James Randi, 1928-2020

James Randi, 1928-2020

“Voglio essere cremato, e voglio che le mie ceneri vengano soffiate negli occhi di Uri Geller”.

Grazie, maestro.

Credit: @r_montagnoni.

 

A cena con James Randi

A cena con James Randi

James Randi. Still the Amazing
Credit: Paolo Attivissimo. Ripubblicabile citando la fonte.

Ieri sera il CICAP ha organizzato una serata davvero magica con James Randi, che a 83 anni ha dimostrato un’energia e un talento stupefacenti. Praticamente potrebbe intascarsi il milione di dollari messo in palio dalla sua Educational Foundation per chiunque riesca a riprodurre un fenomeno paranormale, perché il fenomeno è lui: un misto di Yoda e Gandalf.

Come tutti i presenti, l’ho visto slegarsi dalle corde in un batter d’occhio con una scioltezza e una verve ironica da professionista assoluto. Ho avuto il privilegio di stare vicinissimo a lui durante la sua presentazione e pur conoscendo le tecniche usate non sono riuscito a vedere nulla. Geniale.

Ma Randi non è solo un grande illusionista: è da decenni un debunker supremo (come Houdini prima di lui, ha dedicato gran parte della propria vita a smascherare ciarlatani) e ha ricordato, nelle parole che ha rivolto al pubblico, che le associazioni scettiche combattono contro cialtroni che guadagnano milioni truffando consapevolmente la gente, stuprandola cinicamente nella mente, nella salute e nel portafogli, per usare l’espressione di Randi, che ha mostrato al pubblico alcune delle tecniche usate per smascherare telepredicatori e guaritori e indovinare disegni in busta chiusa come e meglio di Uri Geller. E ha ricordato come lui stesso è sopravvissuto al cancro non grazie all’omeopatia, alle preghiere o alle pseudomedicine, ma grazie alla scienza medica.

My daughter Lisa and Randi's Million Dollar Challenge
Mia figlia Lisa con una copia del Premio Randi.
Credit: Paolo Attivissimo.
Ripubblicabile citando la fonte.

Durante la cena ho chiacchierato con Randi e il suo accompagnatore, D.J. Grothe, presidente della James Randi Educational Foundation, e insieme al CICAP abbiamo gettato le basi per cose molto, molto interessanti di cui potrò darvi dettagli prossimamente.

Intanto, sensitivi, fatevi sotto: c’è un milione di dollari che vi aspetta se riuscite a dimostrare un singolo potere paranormale qualunque in condizioni concordate e controllate. Non c’è bisogno di andare in America davanti a Randi. Un milione, subito. Cosa aspettate? Di cosa avete paura?

“Luna? Sì, ci siamo andati!” edizione 2020: il PDF stampabile è ora gratis per tutti

“Luna? Sì, ci siamo andati!” edizione 2020: il PDF stampabile è ora gratis per tutti

Dopo un mese di anteprima riservata ai donatori, l’edizione 2020 impaginata del mio libro di debunking spaziale “Luna? Sì, ci siamo andati!” è ora disponibile per lo scaricamento gratuito in formato PDF per tutti.

I link per scaricarlo sono questi (se non funzionano, ritentate più tardi, ci potrebbe essere un po’ di ressa):

Il libro è gratuito e liberamente stampabile per uso personale (non per rivenderlo).

Se volete diventare donatori ed essere citati nella prossima edizione, seguite questo link per fare una donazione, specificando come volete essere citati. Importante: non usate altri link, altrimenti non saprò che la donazione è per il libro.

Questa versione PDF rispecchia il contenuto sfogliabile online nell’apposito sito allo stato di fine gennaio 2020 ed è impaginata in formato A4 per valorizzare al massimo le grandi immagini e consentirvi di stamparlo agevolmente.

Il libro è cresciuto parecchio rispetto alle edizioni precedenti e ora è composto da 605 pagine. Include anche codici QR che consentono di vedere facilmente i video citati nel testo se si usa un telefonino o un tablet in grado di leggere i codici QR.

Come sempre, il PDF non è protetto da sistemi anticopia (DRM) ed è fruibile su qualunque dispositivo e copiabile liberamente secondo la licenza Creative Commons inclusa nel testo.

Prima che mi chiediate perché non ho fatto un EPUB: faccio già fatica a tenere sincronizzate quattro versioni (quella italiana online, quella italiana PDF, quella inglese online e quella inglese PDF in lavorazione), aggiungerne un’altra sarebbe un delirio. Ma potete prendere l’HTML del sito e generarvi il vostro EPUB.

Se trovate nel libro refusi, errori, passaggi non chiari o se avete suggerimenti, segnalatemeli: ne terrò conto per la prossima edizione.

A tutti i donatori, grazie!
 

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Antibufala: Wayfair vende mobili che contengono bambini!

Antibufala: Wayfair vende mobili che contengono bambini!

Pensavo di aver raccontato la tesi di complotto più bislacca di tutta la mia carriera di debunker la settimana scorsa, parlando di Wind of Change commissionata dalla CIA (no), ma la realtà, o perlomeno quella che i complottisti considerano realtà, non finisce mai di stupire.

Questa settimana è il turno del presunto complotto Wayfair: quello secondo il quale ci sarebbe un negozio di mobili online statunitense, Wayfair, i cui mobili avrebbero tutti nomi di bambini e prezzi stranamente elevati, e che questo significherebbe che al loro interno ci sarebbero nascosti dei bambini rapiti.

La diceria è stata diffusa su Reddit dai seguaci della comunità denominata QAnon, molti dei quali, spiega la specialista Marianna Spring della BBC, “credono a una tesi di complotto dell’estrema destra [statunitense] secondo la quale esisterebbe una cospirazione segreta da parte di un cosiddetto ‘stato sommerso’ contro il presidente Trump e i suoi sostenitori”.

Perché ovviamente se ci fosse una tratta segreta di bambini, verrebbe pubblicizzata tramite un mobilificio online con tanto di nomi dei bambini sui mobili. Non fa una grinza.

L‘azienda ha rimosso temporanemente i prodotti in questione dal proprio sito e sta dando loro nomi nuovi e una descrizione più dettagliata che spiega le ragioni dei loro prezzi, ma non è finita: gli attivisti di QAnon sono tornati alla carica dicendo che immettendo nel motore di ricerca russo Yandex i numeri di riferimento (SKU) di certi mobili della Wayfair comparivano immagini di giovani donne. Ma questo succede immettendo in Yandex qualunque sequenza di numeri a caso. Yandex ha comunque cambiato il funzionamento del proprio sistema in modo da eliminare quest’effetto.

Se state pensando che tutto questo sia il delirio di pochi svitati, tenete presente che la vicenda ha generato 4 milioni e mezzo di interazioni su Instagram e 12.000 post su Facebook, con quasi un milione di engagement. Il paese in cui è diventata più popolare dopo gli Stati Uniti è la Turchia.

Domani pomeriggio (23/6 17:30) ci troviamo online per un tè con scienza e biscottini?

Domani pomeriggio (23/6 17:30) ci troviamo online per un tè con scienza e biscottini?

Martedì 23 giugno (domani) alle 17:30 sarò ospite di Cookies and Physics su Youtube e Facebook: un’oretta di chiacchiere con Lorenzo Pizzuti, cosmologo e ricercatore all’Osservatorio Astronomico della Regione Autonoma Valle d’Aosta, e Matteo Benedetto, astrofisico presso lo stesso Osservatorio.

La chiacchierata è organizzata in collaborazione con Melody On Time e sarà dedicata ai complottismi e agli ingredienti che portano alla loro nascita e diffusione. Io porto tè (English Breakfast) e biscottini (Digestive al cioccolato fondente).

Se i volti nella locandina vi sono familiari (a parte il mio, intendo), avete riconosciuto i due conduttori della serie di video di debunking “Allunaggio: guida scientifica anti-complotto”, che ho segnalato qui e che sta proseguendo con nuove puntate: ecco quelle uscite finora.

Video: “Allunaggio: guida scientifica anti-complotto”, le prime due puntate

Video: “Allunaggio: guida scientifica anti-complotto”, le prime due puntate

Ogni tanto qualche lunacomplottista mi rimbrotta chiedendomi quali siano le mie credenziali accademiche, per parlare di spazio e astronautica con autorevolezza. Io rispondo sempre che io non sono nessuno: ma quello che dico è quello che dicono gli esperti del settore.

Ora il debunking delle tesi di complotto sugli allunaggi lo fanno un cosmologo e un astrofisico. Così cade anche questa obiezione degli ottusangoli.

“Allunaggio: guida scientifica anti-complotto” è una collaborazione tra Melody On Time e l’Osservatorio Astronomico della Regione Autonoma Valle d’Aosta. In video ci sono l’astrofisico Matteo Benedetto e il cosmologo Lorenzo Pizzuti, con la supervisione del ricercatore Andrea Bernagozzi.

Queste sono le prime due puntate. Se vi piacciono, mettete loro un like e iscrivetevi al canale YouTube.

Antibufala: “Plandemic” e la dottoressa Mikovits

Versione breve: È una stronzata.

Versione lunga: È una gigantesca stronzata.

In dettaglio: Lo so, lo so, mi sono ripromesso di non dedicare tempo alle tesi di complotto intorno al coronavirus. Ma mi sono arrivate parecchie richieste e segnalazioni di un video di 26 minuti intitolato Plandemic, in cui una dottoressa, Judy Mikovits, afferma di essere la vittima di una colossale cospirazione mondiale, che include tutti, da Bill Gates al dottor Anthony Fauci, per nascondere la verità sul nuovo coronavirus e su come curarlo che lei e solo lei avrebbe scoperto. Così raduno qui un po’ di informazioni di debunking.

Il video contiene affermazioni sanitarie false e pericolosissime, come per esempio la tesi (falsa) che portare una mascherina aumenterebbe la mortalità: una balla letale che ha spinto Youtube e Facebook a bandire il video.

Giusto per dare un altro esempio della mitomania e delle falsità dette da Mikovits, a circa 12:30 in Plandemic la dottoressa dice che nel 1999 lavorava per i militari statunitensi per “insegnare a Ebola come infettare le cellule umane senza ucciderle” perché “Ebola non era in grado di infettare cellule umane prima che lo portassimo nei laboratori e glielo insegnassimo”. Peccato che la prima epidemia di Ebola sia avvenuta nel 1976.

In inglese potete consultare queste fonti:

In italiano c’è il debunking di Butac: se ne trovate altri, segnalatemeli nei commenti.

In estrema sintesi: se davvero ci fosse un complotto dei poteri fortissimissimi per insabbiare la “verità” presentata da Judy Mikovits, la dottoressa sarebbe morta da un pezzo in circostanze misteriose. È quello che succede quasi sempre a chi davvero scopre verità scomode. Invece lei è a spasso e il suo libro, quello che quei poteri fortissimissimi vorrebbero secondo lei insabbiare, è in libera vendita su Amazon.

2020/05/09 20:55

Le tesi della Mikovits sono state riprese da OAN, il canale TV al quale Donald Trump sembra accordare udienza molto spesso, come ha notato John Oliver.

Siamo messi bene.

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Avvisare che una notizia è falsa riduce la sua credibilità. Anche nei social network

Avvisare che una notizia è falsa riduce la sua credibilità. Anche nei social network

Facebook ha pubblicato i risultati della sua attività di contrasto alla disinformazione, basata sulla collaborazione con oltre 60 organizzazioni di verifica delle notizie in una cinquantina di lingue.

Il social network, seguendo le indicazioni di questi fact-checker, rimuove molte delle notizie false più pericolose, quelle che possono causare danni diretti alla salute, come presunte terapie che in realtà rischiano di causare avvelenamenti.

Ma rimuovere completamente un contenuto comporta sempre il rischio di essere accusati di censura, per cui Facebook affianca a questa azione drastica anche una semplice avvertenza sovrapposta alle notizie controverse o che potrebbero indurre in inganno.

Secondo il social network, che ovviamente rileva tutte le attività degli utenti all’interno della propria app, quando le persone vedono gli avvisi che segnalano che quello che stanno per leggere è ritenuto falso o ingannevole, nel 95% dei casi si fermano e non leggono la pseudonotizia.

A marzo di quest’anno, per esempio, Facebook ha mostrato queste avvertenze su circa 40 milioni di post falsi o ingannevoli riguardanti la pandemia, basandosi su circa 4000 articoli preparati dai fact-checker, e ha portato gli utenti alle pagine antibufala dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. È sicuramente un buon inizio. Resta ora da trovare il modo di aiutare quel 5% rimanente.

The Spectator claims “China forced Italy to buy back the PPE supply that it gave to China” - with no evidence

The Spectator claims “China forced Italy to buy back the PPE supply that it gave to China” – with no evidence

Latest update: 2020/04/07 00:40.

On April 5, 2020, prominent Italian virologist Roberto Burioni noted on Twitter that an article by Amber Athey on The Spectator (archived here on Archive.org) was claiming in its headline that “Italy gave China PPE to help with coronavirus — then China made them buy it back” and included statements such as the following:

After COVID-19 made its way to Italy, decimating the country’s significant elderly population, China told the world it would donate Personal Protective Equipment (PPE) to help Italy stop its spread. Reports later indicated that China had actually sold, not donated, the PPE to Italy. A senior Trump administration official tells The Spectator that it is much worse than that: China forced Italy to buy back the PPE supply that it gave to China during the initial coronavirus outbreak.
‘Before the virus hit Europe, Italy sent tons of PPE to China to help China protect its own population,’ the administration official explained. ‘China then has sent Italian PPE back to Italy — some of it, not even all of it … and charged them for it.’

I answered his tweet (in Italian, below) by noting that The Spectator had published conspiracy theories such as “coronavirus was created in a lab” with pro-Trump, anti-media tones. I also recommended to be doubtful of the story unless it received strong corroboration.

I also noted that Athey’s article used the classic method of surrounding the (unproven) allegation with links to apparently related news items from reliable sources. 

I then remarked that the source of the core claim was an unspecified “senior Trump administration official” and that no other corroborating evidence was provided. I then noted that Amber Athey had made some very questionable anti-Semitic tweets.

The anti-Semitic tweets I’m referring to are these (as acknowledged by Athey). Due to their content, I refuse to transcribe them and I will only include them as a screenshot:

I also noted that Athey has been a contributor to Tucker Carlson’s The Daily Caller:

Tucker Carlson is one of the faces of Fox News, which for a long time denied that the pandemic could be a danger, went along with President Trump’s denialism and then made a spectacular about-face when the number of the dead tragically began to rise. Here’s an example.

I suggested that Athey could be contacted via her Twitter account, which I did:

Naturally I didn’t ask her to reveal the name of her source. Amber Athey replied as follows (and later deleted her tweets):

Screenshot:

Screenshot:

Screenshot:

Screenshot:

Screenshot:

I haven’t heard from her since.

In summary: Athey stated that she was told that the story had been told in “foreign media” (i.e., her article is based on third-hand news), but that she was unable to find these foreign media sources. She then alleged that I had written “lies” about her and The Spectator (I didn’t).

But ultimately there is only one basic fact: to date, The Spectator has no hard evidence to back up its allegation.

You can read this article for free and without being pestered by ads thanks to donations from readers. If you liked it, you can encourage me to write more by making a donation via Paypal (paypal.me/disinformatico) or Bitcoin (3AN7DscEZN1x6CLR57e1fSA1LC3yQ387Pv).