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debunking

Bufale e fake news sul coronavirus, ne parliamo alla TV svizzera

Ieri sera è andato in onda uno speciale della Radiotelevisione Svizzera dedicato alla situazione della pandemia in corso, particolarmente per quanto riguarda il Canton Ticino.

La puntata è ovviamente dedicata soprattutto al personale sanitario, che è in prima linea in questa lotta, ma ho partecipato anch’io insieme al collega e amico debunker David Puente (da 1:15:20) per quel che riguarda la disinformazione sul coronavirus che viene veicolata dagli utenti via Internet, anche qui in Svizzera. L’avvocato Gianluca Padlina spiega quali possono essere le conseguenze legali della diffusione di notizie false.

Il mio spettinatissimo intervento è stato registrato a metà marzo: è per questo che mi vedete in un video ripreso in esterni da un operatore invece che in un collegamento in video streaming. C’è anche una piccola clip di mie raccomandazioni.

Antibufala: la foto del Fantasma Appeso

Antibufala: la foto del Fantasma Appeso

La foto qui accanto è una delle più famose foto di presunti fantasmi. Secondo la storia che l’accompagna, risale agli anni Cinquanta del secolo scorso e proviene dal Texas, dove la famiglia Cooper aveva acquistato una casa molto vecchia e aveva iniziato ad abitarvi.

La foto, dice il racconto, sarebbe stata scattata la prima sera che la famiglia trascorse nella casa e mostra due bambini con la loro mamma e nonna vicino al tavolo di cucina.

Tutti sorridono nell’immagine, ma quando la foto fu sviluppata (all’epoca la fotografia era chimica, non digitale) la famiglia Cooper si accorse con orrore che si vedeva nell’angolo dell’immagine un corpo sottosopra, come se stesse cadendo o fosse appeso a testa in giù. Era il fantasma di un occupante precedente della casa?

Secondo l’indagine di Metabunk le cose stanno un po’ diversamente. Non c’è nessuna traccia di questa foto su Internet prima del 2009, e l’analisi della foto indica che si tratta di un fotomontaggio nel quale il “fantasma” è stato creato usando un’immagine rovesciata di una ballerina con le braccia alzate.

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Ma la chicca di questa indagine è che Metabunk è stata contattata da uno dei bambini ritratti nella foto. Si chiama Robert Copper, non Cooper, e ha dimostrato la propria identità fornendo altre foto di famiglia, scattate addirittura nella medesima stanza. Senza fantasma, ovviamente.

Robert ha detto di aver saputo con stupore del mito intorno a questa foto da suo fratello maggiore (l’altro bambino nella foto) e ha precisato che l’immagine risale al 1959. Mistero risolto, insomma.

Non mandate ai debunker presunte bufale sul coronavirus da indagare: cestinatele e basta

Non mandate ai debunker presunte bufale sul coronavirus da indagare: cestinatele e basta

Avrete forse notato che a parte qualche tweet, finora non ho scritto nulla a proposito dei tanti video e audio, circolanti soprattutto su WhatsApp, che parlano di allarmi e catastrofi per il coronavirus. No, non mi paga Big Pharma o l’industria dei fabbricanti di mascherine per stare zitto: la ragione è molto più semplice.

Prima di tutto, i colleghi antibufala stanno già facendo un lavoro egregio nello sbufalare questo materiale, e io ho ben poco da aggiungere. Ma anche loro sono sovraccarichi, perché l’industria delle fake news, dei mitomani, della propaganda e degli sciacalli sta lavorando a pieno ritmo per ottenere visibilità o fare soldi sulle paure. In particolare, i mitomani sono in fregola.

La seconda ragione del mio relativo silenzio è che in moltissime segnalazioni non ci sono fonti, non ci sono nomi, non ci sono riferimenti: in altre parole, non c’è nulla che si possa usare per indagare. Un audio WhatsApp in cui una persona senza nome dice che un tizio che lavora in un ministero imprecisato gli ha detto qualcosa non è indagabile da un debunker. Lo possono fare soltanto le autorità che hanno accesso al tracciamento di quell’audio, e anche così è una faticaccia.

Ma anche se ci fossero appigli per un’indagine, cosa ne ricaveremmo, se non un blando appagamento intellettuale? Se scopriamo che le immagini di presunte sepolture di massa in Cina sono in realtà tratte da un film catastrofico, cosa abbiamo ottenuto? I mercanti del nulla partoriranno un’altra notizia falsa, e si dovrà ricominciare da capo.

Per cui è inutile mandare a me, o ai miei colleghi debunker, l’ennesima segnalazione di allarmi sul coronavirus. Se lo fate pubblicamente, è peggio che inutile: è dannoso. Regalate visibilità a queste cialtronate e a questi sciacallaggi.

Per battere questa piaga delle fake news non dobbiamo diffonderle, neanche per denunciarle. Dobbiamo usare contro le fake news gli stessi metodi che usiamo per bloccare le infezioni: non corriamo dal medico a dire “Dottore, guardi, che cos’ho, sarà il coronavirus?” spandendo così il contagio. Serve la quarantena volontaria. Serve la prevenzione.

Ho quindi un solo consiglio: scegliete il silenzio. Scegliete di non diffondere notizie incontrollate. Scegliete di non farvi fregare dai ciarlatani, dai seminatori di panico, dai complottisti e dagli imbecilli. Non fatevi ingannare dalle foto di articoli di testate giornalistiche: ne circolano parecchie falsificate intenzionalmente. Ascoltate gli esperti e cestinate qualunque “notizia” che non provenga da una fonte esperta e attendibile.

E per chi dice “ma questo video anonimo che ho trovato chissà dove su Internet potrebbe rivelare qualcosa di importante”, ricordate la regola di fondo del buon giornalismo: tutto quello che viene affermato senza prove può essere liquidato senza indagine. Non sta a noi debunker smentire: spetta a chi fa l’affermazione portarne le prove. Niente prove? niente fonti? Allora niente clic, niente inoltri, niente condivisioni, niente commenti.

Il coronavirus muore se lo isoli. Allo stesso modo, le fake news muoiono se le isoliamo. Postate gattini, non cazzate.

“Luna? Sì, ci siamo andati!” edizione 2020: il PDF stampabile è pronto per i donatori

“Luna? Sì, ci siamo andati!” edizione 2020: il PDF stampabile è pronto per i donatori

Come avevo preannunciato a Natale scorso, l’edizione 2020 del mio libro di debunking spaziale “Luna? Sì, ci siamo andati!” è stata impaginata ed è ora disponibile per lo scaricamento in formato PDF per tutti i donatori. Sarà disponibile anche per i non donatori dal 10 marzo prossimo.

Se siete donatori, dovreste aver già ricevuto una mia mail con le istruzioni di scaricamento. Se non l’avete ricevuta, scrivetemi e avvisatemi.

Se avete già acquistato una precedente versione cartacea o digitale, siete già donatori: mandatemi via mail una foto della vostra copia del libro (o del vostro e-reader che mostra una pagina del libro) e vi manderò subito il link per lo scaricamento.

Se non siete donatori e proprio non riuscite ad aspettare un altro mese, potete diventare donatori seguendo questo link (importante: non usate altri link, altrimenti non saprò che la donazione è per il libro!).

Questa versione PDF rispecchia il contenuto sfogliabile online nell’apposito sito ed è impaginata in formato A4 per valorizzare al massimo le grandi immagini e consentirvi di stamparlo agevolmente.

Il libro è cresciuto parecchio rispetto alle edizioni precedenti e ora è composto da 605 pagine. Include anche codici QR che consentono di vedere facilmente i video citati nel testo se si usa un telefonino o un tablet in grado di leggere i codici QR.

Come sempre, il PDF non è protetto da sistemi anticopia (DRM) ed è fruibile su qualunque dispositivo e copiabile liberamente secondo la licenza Creative Commons inclusa nel testo.

Se trovate nel libro refusi, errori, passaggi non chiari o se avete suggerimenti, segnalatemeli: ne terrò conto per la prossima edizione.

A tutti i donatori, grazie!

AGGIORNAMENTO: ANNULLATO. Ci vediamo a Cinisello (MI) il 6 marzo per imparare i trucchi del mestiere di debunker?

AGGIORNAMENTO: ANNULLATO. Ci vediamo a Cinisello (MI) il 6 marzo per imparare i trucchi del mestiere di debunker?

2020/02/23: A seguito dell’ordinanza della Regione Lombardia legata al contenimento della diffusione del coronavirus, l’incontro è rinviato a data da definirsi.

Il 6 marzo alle 19 sarò ospite del CICAP Lombardia a Cinisello Balsamo (MI), al Cofò Cafè (via Martinelli 23), per parlare di come si fanno oggi le indagini antibufala: tecniche e regole pratiche per districarsi fra fake news, clickbait e altre magagne dell’informazione online e offline.

Se vi interessa, trovate tutti i dettagli presso bit.ly/DetectiveAntibufala o sul sito www.cicap.org/lombardia.

L’incontro è stato organizzato per raccogliere fondi per sostenere l’attività del CICAP e per questo l‘accesso è libero ma con consumazione obbligatoria, come indicato nella locandina qui accanto.

Il mio corso online di giornalismo digitale a prezzo ribassato fino al 23 febbraio

Per San Valentino, Suisse Vague/Lezionidalfuturo.com, l’editore del mio corso online di giornalismo digitale, offre una riduzione di costo: da oggi e fino al 23 febbraio il corso costa 149 franchi svizzeri (circa 133 euro).

Nel corso, che dura in tutto 85 minuti ed è composto da sei lezioni, spiego tutte le tecniche che uso quotidianamente come giornalista e come debunker.

Il video qui sotto è l’introduzione: il link al corso vero e proprio è questo.

Parte del costo arriva a me, per cui partecipare è anche un modo per contribuire al mio sostentamento e consentirmi di continuare a offrire informazioni gratuite e senza pubblicità come quelle di questo blog. Visto che questo corso sta andando bene e l’editore è soddisfatto, ne sto preparando uno sulle cosiddette fake news. Buona visione!

Il mio corso online di giornalismo digitale a prezzo ribassato fino al 2 giugno

Ricordate il corso online di giornalismo digitale che ho realizzato con Suisse Vague/Lezionidalfuturo.com? Fino al 2 giugno costa meno: 149 franchi svizzeri (circa 133 euro).

Il corso spiega tutte le tecniche che uso quotidianamente come giornalista e come debunker ed è composto da sei lezioni, per un totale di circa 85 minuti.

Il video seguente è l’introduzione al corso: il link al corso vero e proprio è qui.

Non è gratuito, perché creare un corso e fare un video, ahimè, costa e richiede tempo. Parte del costo arriva a me, per cui partecipare è anche un modo per contribuire al mio sostentamento e consentirmi di continuare a offrire informazioni gratuite e senza pubblicità come quelle di questo blog.

Antibufala: le foto di “armi a energia diretta satellitare” che causano incendi nei boschi

Antibufala: le foto di “armi a energia diretta satellitare” che causano incendi nei boschi

Ultimo aggiornamento: 2019/09/07 20:55.

Circola nei social network un post che mostra immagini a prima vista inquietanti di quelli che sembrano essere raggi luminosi che provengono dal cielo e provocano incendi nei boschi. Il testo parla di “armi a energia diretta satellitare”, di “tecnologia usurpata a Tesla per i soliti scopi di potere”, e se la prende con Piero Angela. La didascalia delle immagini dice “Ecco come provocano i grandi incendi nel pianeta, altro che la favoletta del caldo torrido”.

Non si sa bene se chi ha scritto questo post l’abbia fatto per satira o perché crede veramente ai raggi incendiari spaziali, ma in ogni caso il sito di debunking Bufale un tanto al chilo ha pubblicato il testo integrale del post e ha indagato sull’origine delle immagini.

Non vi sorprenderà sapere che nessuna delle foto mostrate rappresenta armi spaziali incendiarie. Però è interessante capire quale sia la vera natura di quello che si vede nelle immagini.

BUTAC ha scoperto che la prima delle tre foto, quella a sinistra, mostra il decollo di un razzo Falcon 9 dalla base militare di Vandenberg, in California, a maggio del 2018. La foto originale è la seconda di questo articolo di Ars Technica, scattata con un tempo di posa lungo che trasforma il bagliore dei motori in una scia (come si nota dall’aspetto sfumato delle onde dell’oceano).

Credit: SpaceX.

Una foto scattata con un tempo di posa normale dallo stesso punto di vista durante lo stesso lancio conferma che si tratta del decollo di un razzo:

Credit: SpaceX.

La foto in alto a destra nostra un cosiddetto light pillar, o colonna di luce: un fenomeno atmosferico che si produce quando l’aria contiene cristalli di ghiaccio in sospensione, che agiscono da minuscoli specchi: quelli situati otticamente sopra l’asse che unisce l’osservatore a un oggetto luminoso riflettono la sua luce. In questo caso, si tratta di una foto scattata in Ohio durante una fiammata controllata di una raffineria a gennaio del 2018, secondo The Black Vault.

Per la foto in basso a destra, invece, né io né BUTAC siamo riusciti a trovare con certezza la fonte esatta, ma a mio parere potrebbe essere questo tweet, che parla di un incendio boschivo in California, a maggio del 2018.

Come si può notare osservando la foto originale, mostrata qui sotto, il “raggio” si affievolisce proprio nella parte più vicina all’incendio, cosa piuttosto bizzarra se si trattasse di un raggio incendiario, ma perfettamente plausibile se si tratta invece semplicemente di un riflesso del sole nell’obiettivo (un fenomeno frequente, come descritto in questo video). Per coincidenza, l’obiettivo è orientato in modo da incrociare il fumo. Infatti la direzione delle ombre nella foto indica che il sole si trova, fuori dall’inquadratura, in alto a destra, ossia nella stessa zona verso la quale è direzionato il raggio:

Volete sapere come si indagano i misteri? Non è un mistero, con il CICAP

Volete sapere come si indagano i misteri? Non è un mistero, con il CICAP

Sono aperte le iscrizioni al Corso per Indagatori di Misteri del CICAP, che quest’anno si terrà a Bologna fra gennaio e giugno durante sette fine settimana. Io sarò uno dei docenti della sessione del 22-23 febbraio.

I posti sono limitati, proprio per consentire la massima interazione e partecipazione dei corsisti. Se vi interessa sapere come si fa un’indagine da debunker e andare un po’ dietro le quinte del CICAP, insomma, non rinviate.

Per maggiori informazioni e per iscrivervi, visitate www.cicap.org/corso.

Questo è il programma dettagliato del Corso di quest’anno:

I FERRI DEL MISTERO ESSENZIALI PER UN’INDAGINE

Da trent’anni il CICAP si occupa di indagare presunti misteri. Per farlo in maniera efficace sono necessarie numerose competenze, che attingono ad ambiti diversi. In questa lezione potrete iniziare a riempire la vostra “cassetta degli attrezzi” con gli strumenti del metodo scientifico e del metodo critico, imparando ad applicare allo studio dei fenomeni paranormali e pseudoscientifici le tecniche normalmente adoperate nel campo della ricerca scientifica. In questa lezione, inoltre, vedremo che cosa ci spinge a continuare a indagare i misteri e che cosa abbiamo imparato nel corso di questi trent’anni.

SULLA SCENA DEL MISTERO

Nonostante decenni di indagini e ancora nessuna prova, i grandi classici del mistero non tramontano mai: cerchi nel grano, fantasmi, voci dall’aldilà, UFO e così via. Durante questa lezione sarete catapultati sulla “scena del mistero”: dall’intervista a eventuali testimoni, all’uso di strumenti e apparecchiature apposite, all’organizzazione di un esperimento e la valutazione dei risultati ottenuti. Accanto al paranormale classico, oggi trovano ampio spazio le teorie del complotto. Come riconoscere gli elementi chiave che caratterizzano leggende urbane e teorie del complotto? In questa lezione vedremo anche secondo quali dinamiche si diffondono, quali danni possono provocare nella società e com’è possibile arginarle con un rigoroso lavoro di ricerca e divulgazione.

QUANDO ANCHE LA MENTE E LA SCIENZA CI INGANNANO

Percezione alterata, disattenzione selettiva e meccanismi della memoria possono spiegare alcune tipologie di fenomeni misteriosi. In altri casi, invece, sono proprio la chimica e la fisica a prendersi gioco di noi, creando fenomeni che non ci aspettiamo. O a essere chiamati in causa per fornire una ipotetica spiegazione scientifica a un fenomeno misterioso. In questa lezione, spazierete dall’uso improprio della meccanica quantistica alle testimonianze di esperienze pre-morte, imparando come affrontare l’indagine di questa tipologia di misteri.

PSEUDOSCIENZE DELLA VITA, DALLA BIOLOGIA ALLA MEDICINA

Le scienze della vita affrontano oggi una controparte popolare che rifiuta il naturalismo scientifico e propone una visione spirituale dei processi biologici. Un esempio è dato dalla medicina alternativa, molto diffusa negli ultimi decenni: omeopatia, pranoterapia, agopuntura, fiori di Bach, iridologia, naturopatia… Ma come si fa a capire se funzionano davvero? I corsisti verranno introdotti nel complesso tema dell’efficacia della medicina, scoprendo come si mette alla prova statisticamente la validità di una cura, qual è il ruolo dell’effetto placebo e come il corpo si cura da solo anche senza farmaci. Un altro esempio è la resistenza che incontra ancora oggi la teoria dell’evoluzione, che rimane inaccettabile per chi ritiene che la specie umana non possa essere ridotta a una specie come le altre. L’opposizione al darwinismo si è manifestata prima nel creazionismo e più recentemente nell’intelligent design: analizzare come sono nate queste teorie e come, ironicamente, si sono evolute nel tempo, ci permetterà di capire meglio che cosa rende scientifica una teoria e come fare informazione nel modo più efficace.

L’OSSESSIONE DEL NATURALE

In molti ambiti, dalla salute all’alimentazione, negli ultimi anni si è diffusa sempre più l’idea che ciò che è “naturale” sia automaticamente più sano e più buono. Al contrario, invece, gli OGM e la chimica sono stati demonizzati. Sono tanti gli equivoci e i pregiudizi da contrastare sul tema, spesso diffusi anche tra i più scettici! Scopriremo che la contrapposizione tra “naturale” e “chimico” o “artificiale” non è un buon modo per affrontare il tema e che ci sono modi migliori per perseguire uno stile di vita più sano e rispettoso dell’ambiente, e distingueremo tra ciò che deve essere affrontato dalla scienza e ciò che invece è oggetto della discussione politica.

LO SPIRITO CRITICO NELL’EPOCA DELLA POST-VERITÀ

Dov’è finito lo spirito critico? Attraverso strumenti tratti dalle neuroscienze e da filosofia e comunicazione della scienza analizzeremo le cause profonde della diffusione della mentalità antiscientifica e ci chiederemo che cosa può fare il CICAP per contrastarle. Scopriremo che non è solo l’ignoranza ad alimentare l’irrazionalità e che anche gli scienziati hanno le loro responsabilità: non basta diffondere informazioni corrette per aumentare la fiducia nella scienza, serve una strategia più sofisticata.

COME ESSERE INCISIVI E RAGGIUNGERE L’OBIETTIVO

Diffondere i risultati del proprio lavoro è tanto importante quanto svolgerlo in modo corretto. Qual è il modo migliore per comunicare temi controversi o delicati senza correre il rischio di essere controproducenti o di urtare la sensibilità altrui? La lezione metterà a fuoco gli obiettivi della nostra comunicazione, quali sono gli aspetti più importanti che vogliamo evidenziare e a quale pubblico ci rivolgiamo, dando strumenti utili in tutti i campi: dalla costruzione di una presentazione, alla prossemica, all’organizzazione di stand. In questa lezione verranno messe alla prova e affinate le competenze metodologiche e comunicative acquisite durante il corso.

Ci vediamo oggi a Pisa all’Internet Festival?

Ci vediamo oggi a Pisa all’Internet Festival?

Stamattina dalle 11 e oggi pomeriggio dalle 15 Pisa, al Teatro Verdi, l’Internet Festival presenterà una sessione dedicata a “Bufale, post verità e democrazia”, condotta da Martina Pennisi, alla quale parteciperanno Alessandro Dal Lago, Massimiliano Panarari, Vesselin Popov, Dino Amenduni, Annamaria Testa, Graham Brookie, Mattia Pappalardo, Davide Bennato, Andrea Michielotto e il sottoscritto. Ciascuno di noi avrà mezz’ora per presentare la propria relazione. Se vi va, venite a trovarci.

2019/09/22: Con colpevolissimo ritardo mi accorgo di non aver pubblicato il video del mio intervento. Eccolo.