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Fontana digitale genera immagini nell’acqua

Ipnotica fontana giapponese crea immagini con le gocce d’acqua

Mark’s Technology News segnala questa fantastica fontana computerizzata situata nel megacentro commerciale Canal City di Hakata, in Giappone, che genera immagini astratte, scritte e disegni mediante il calcolo preciso dei tempi di rilascio e caduta delle gocce d’acqua da una fila di ugelli collocati in alto.

Dopo le fontane di Cocacola e Mentos, quelle di Postit!

280.951 PostIt. EepyBird. Non occorre dire altro

Ricordate i due matti che crearono un video spettacolare di una serie di fontane realizzate con i getti delle bottiglie di Coca-Cola e caramelle Mentos? Be’, ci riprovano stavolta con i Post-it. Ne incollano insieme quasi trecentomila per questo video incredibilmente professionale e ben fatto: mi viene il coccolone soltanto a pensare quanto lavoro e quanti tentativi ci sono voluti per ottenere certe riprese. Se lavorate in un ufficio, sarà molto difficile resistere alla tentazione di emularli.

E’ per cose come queste che esiste Internet: per liberare il bambino e il geek che c’è in noi e condividerne la gioia dell’esperimento con tutti, senza dipendere da un editore o da un direttore dei programmi.

“Arcobaleno rovescio” sopra il Maniero Digitale oggi

“Arcobaleno rovescio” sopra il Maniero Digitale oggi

Arcobaleno rovesciato a Grancia (Lugano) colto al volo oggi pomeriggio

Grazie allo spirito d’osservazione di mia figlia Lisa, vi posso offrire queste foto scattate poche ore fa (poco dopo le 16) dal sottoscritto di un arco circumzenitale, o “arcobaleno rovesciato” come lo ha definito Repubblica in uno dei suoi soliti articoli allarmistico-catastrofisti di recente, secondo il quale sarebbe stato “un effetto dei mutamenti climatici” e sarebbe osservabile “sempre in zone molto più fredde”. Come no. Oggi eravamo in giro in maglioncino, mica facevamo a cazzotti con gli orsi polari.

Per la precisione, le foto sono state scattate a Grancia (appena fuori Lugano), in questo punto, noto ai nativi come il distributore della Pina, alle 16.14.

Come potete vedere, il sole è basso sull’orizzonte e l’arco è intorno allo zenit (donde il nome), con la convessità rivolta verso il sole. L’oggetto allungato sulla destra è l’insegna del succitato distributore di benzina, che essendo verticale indica piuttosto chiaramente la direzione dell’inquadratura.

Una splendida dimostrazione non solo delle cantonate meteorologiche sciorinate da certi giornalisti, ma anche del fatto che se avessimo più tempo per osservare lo splendore il cielo invece di rincorrere i problemi quotidiani, queste meraviglie sarebbero molto più conosciute e non spaventerebbero nessuno.

Guerre Stellari fatto con l’origami

Guerre Stellari fatto con l’origami

Origami stellare

Siete stanchi di cercare invano di fare colpo sui vostri nipotini facendo le barchette di carta? Aggiornatevi. Happy Magpie ha le istruzioni per creare tutti i principali veicoli e droidi di Star Wars usando un foglio di carta e la sublime arte dell’origami. Buon divertimento.

Quiz lunare: la bandiera che non ci dovrebbe essere

Quiz lunare: la bandiera che non ci dovrebbe essere

Quiz: nelle foto dello sbarco sulla Luna, che ci fa un riflesso della bandiera prima che la bandiera sia piantata?

Sto sfogliando le scansioni ad altissima risoluzione delle fotografie dell’Apollo 11 e ho trovato uno spunto interessante per riflettere su come sia facile creare un mistero e come invece scoprirne la reale spiegazione richieda molto tempo e molta ricerca.

Nelle fotografie della missione di Armstrong e Aldrin c’è un dettaglio molto curioso. Nei primi momenti dell’unica escursione lunare dell’Apollo 11, mentre Aldrin sta scendendo lungo la scaletta per raggiungere Armstrong, che è già sulla superficie lunare e lo sta fotografando, c’è un’immagine che mostra qualcosa di curioso.

Su uno degli elementi tubolari delle zampe del modulo lunare si nota un riflesso che ha le classiche strisce bianche e rosse e il riquadro scuro della bandiera statunitense.

C’è un problema: a quel punto dell’escursione la bandiera non è stata ancora piantata. Come si spiega quest’anomalia?

La sfida a trovare la spiegazione è aperta, naturalmente, anche e soprattutto ai lunacomplottisti, che si ritengono abilissimi segugi, più astuti di tutti i tecnici di settore. Se qualcuno avvisa i diversamente furbi di Luogocomune, mi fa una cortesia: io sono stato bandito. Cronometrate il tempo che ci mettete a trovare la soluzione. Buon divertimento.

 La foto che mostra l’anomalia (cerchiata in giallo). L’immagine è ingrandibile cliccandovi sopra.

Dettaglio della foto precedente. L’immagine è ingrandibile cliccandovi sopra.
Avete Shining?

Avete Shining?

Lunacomplotti: Kubrick lasciò un indizio in Shining?

Quiz veloce: qualcuno ha una copia di Shining di Stanley Kubrick e mi può confermare se questo fotogramma è reale o un falso? Se è reale, a che punto del film è? Si vede in altri momenti del film?

Come probabilmente sapete, il regista Stanley Kubrick è accusato da molti lunacomplottisti di essere l’autore delle riprese del finto sbarco sulla Luna. C’è una tesi particolarmente delirante, pubblicata qui, secondo la quale Shining sarebbe disseminato di indizi che confessano il suo misfatto, un po’ come i dischi dei Beatles conterrebbero indizi che rivelano che Paul McCartney è morto ed è stato sostituito da un sosia.

La tesi non sta in piedi, naturalmente, ma se quest’immagine fosse vera e ci fosse davvero un maglioncino con la scritta Apollo 11 in Shining, sarebbe una chicca molto divertente.

Aggiornamento


Siete velocissimi come sempre! Sì, il fotogramma è autentico e compare a circa 41 minuti dall’inizio; ce ne sono anche altri. Tutti i dettagli sono nei commenti qui sotto. Grazie!

Diciottenne inglese cerca di cogliere Google Earth in fallo, fallisce

Cosa non si fa per finire su Google Earth

Il diciottenne Rory McInnes ha dipinto sul tetto della lussuosa villa dei genitori nel Berkshire un fallo di venti metri, a quanto pare nella speranza di finire su Google Earth.

L’impresa è fallita, e il giovincello (attualmente in viaggio in Brasile) dovrà presto armarsi di olio di gomito per rimuovere la sua bravata, rimasta ignota per un anno e poi colta dagli aerei ed elicotteri di passaggio, per finire sul Sun e sul Telegraph oltre che in vari giornali e blog di tutto il mondo (Herald Sun australiano, Gizmodo), con supremo dispiacere dei suoi genitori.

Naturalmente si è scatenata la caccia alla casa, che in Google Earth non reca ancora la virile icona. Se vi interessa, le coordinate sono qui (Google Earth) e qui (Google Maps) su The Register.

Esiste realmente lo sfondo standard di Windows XP?

Esiste realmente lo sfondo standard di Windows XP?

Bliss, lo sfondo di XP dal vero

Avete presente lo sfondo di default di XP, vero? Quella dolce collinetta verde, illuminata da chiazze di sole che giocano con le ombre delle nubi di un cielo incredibilmente azzurro, e una montagna in lontananza?

So che probabilmente non è in cima alla lista delle cose che dovete sapere assolutamente per raggiungere il nirvana informatico, ma è comunque una chicca piacevole: esiste realmente. Ma non è in Svizzera e non è stata fotografata da Bill Gates in persona durante una vacanza, come vuole una leggenda metropolitana.

La collinetta si trova nella Contea di Sonoma a sud est della Sonoma Valley, in California, a queste coordinate in Google Maps. La fotografia originale, intitolata Bliss, fu scattata dal fotografo professionista Charles O’Rear alla fine degli anni ’90. Ecco come appare ora in Google Maps:

La collinetta era normalmente sfruttata come vigneto, come lo è oggi, ma negli anni ’90 fu colpita dalla fillossera e fu quindi lasciata a prato verdissimo: perfetta, insieme al cielo, per i colori aziendali verde e azzurro scelti per Windows XP da Microsoft. In altre parole, una delle immagini più viste e diffuse al mondo fu resa possibile da un parassita. Simbolico?

Maggiori dettagli sulla storia di questo sfondo popolarissimo presso Goldinsenneby.com, che pubblica quest’altra immagine della medesima collina:

Salta il Disinformatico domani; sabato ci si vede in Deepcon?

Salta il Disinformatico domani; sabato ci si vede in Deepcon?

Fantascienza, 11 settembre, spazio e scienza, in attesa di Conficker

L’articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

L’appuntamento radiofonico del Disinformatico di domattina salta perché sono in partenza per la Deepcon 1o – Italcon 35 – Eurocon 2009, uno dei raduni ai quali cerco di non mancare mai, per ritrovare gli amici e per conoscere in carne e ossa gli attori e i realizzatori delle varie serie e gli scrittori di fantascienza.

Quest’anno gli attori ospiti sono Anthony Simcoe (Farscape), Max Grodenchik (Deep Space Nine) e Marina Sirtis (Star Trek: the Next Generation, Stargate e altre serie e film); sul versante tecnico ci sono Lolita Fatjo, Larry Nemecek e Janet Nemecek. Andrea Salsi, del CICAP, presenterà una conferenza su UFO, rapimenti alieni e “capelli d’angelo”. Ci sarà anche lo scrittore Bruce Sterling insieme a molti altri nomi noti del panorama letterario italiano e internazionale. Il programma completo, ghiottissimo in tutti i sensi (la mitica Eatcon va vissuta per crederci), è qui su DS1.it. Io presenterò una conferenza sui lunacomplotti domenica mattina.

Per gli appassionati di aviazione, segnalo sul blog Undicisettembre un articolo che traccia, lasciando da parte i complottismi, la storia dei caccia e dei piloti che si levarono in volo come prima linea di difesa quel giorno.

La Stazione Spaziale è diventata da poco uno degli oggetti più luminosi in cielo (preparatevi alla raffica di avvistamenti di “UFO” che produrrà) grazie all’aggiunta di quattro enormi nuovi pannelli solari altamente riflettenti; dopo dieci anni di lavoro, ha quasi raggiunto la sua configurazione definitiva. Una bella immagine della serie completa di pannelli è all’inizio di quest’articolo ed è tratta dal sito Nasa.gov. Proviene da un video ripreso dagli astronauti dello Shuttle, che si è sganciato dalla Stazione e si appresta a rientrare: ma gli astrofili da terra hanno già scattato immagini notevoli della più grande struttura mai costruita nello spazio. Qui sotto ne vedete un esempio di Ralf Vandeberg, tratto da qui:

La foto è stata scattata con un semplice telescopio newtoniano da 25 cm, con tracciamento manuale, e include lo Shuttle attraccato.

E se vi sembra che questo sia un bel modo di assistere alle missioni spaziali, che ne dite di gettarvi con il paracadute e la tuta planante nelle vicinanze della zona di lancio dello Shuttle, all’esatto momento del decollo? Il video è qui.

Nel frattempo sono stati recuperati circa 50 frammenti del primo asteroide la cui collisione con la Terra è stata prevista e registrata: 2008 TC3, un oggetto roccioso piuttosto fragile, grande come un’automobile, disintegratosi sopra il deserto del Sudan a ottobre scorso. Lo segnala la BBC con due articoli: uno e due. The Register e la Nasa hanno foto dei meteoriti recuperati. Non perdetevi la “scia chimica” della meteora.

Che fate il primo d’aprile? Attenti agli scherzi, ma questa che sto per dirvi non è una burla: il primo d’aprile è la data prevista di attivazione di Conficker, uno dei worm/virus più efficienti e sofisticati degli ultimi anni. Ha ormai infettato vari milioni di computer e nessuno sa di preciso cosa farà. Se vi interessano la sua storia e i dettagli dei rischi potenziali, date un’occhiata a questo articolo su Gizmodo e a questo su Slashdot. Anche The Register riassume bene la situazione e segnala l’analisi di Symantec e quella, dettagliatissima, di SRI.

E visto che chi ha un Mac non può partecipare alla grande festa di zombificazione del primo d’aprile, Sophos ha un bel video in cui dimostra un trojan (cavallo di Troia) per Mac, camuffato da programma per la TV in alta definizione. Non sfrutta una vulnerabilità di Mac OS X, ma la vulnerabilità psicologica dell’utente. E occhio se visitate con un PC Windows il sito-trappola citato da Sophos: c’è altro malware apposta per voi.

Prime immagini dallo spazio pochi anni dopo la II GM

Prime immagini dallo spazio pochi anni dopo la II GM

Foto dallo spazio negli anni Quaranta

Quasi un decennio prima dello Sputnik, i ricercatori statunitensi riuscirono a riportare dallo spazio, a oltre 100 km di quota, queste straordinarie immagini della Terra come nessuno l’aveva mai vista. Come è possibile che già pochi anni dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale ci fossero missili in grado di raggiungere lo spazio, fare foto e riportarle a terra? Se v’intriga la cosa, date un’occhiata all’articolo completo di Complotti Lunari.