Poco fa la Stazione Spaziale Internazionale ha sorvolato il Canada e ho notato subito quella struttura circolare chiara nella zona centrale dell’immagine. È il Manicouagan Crater, in Quebec: un cratere di cento chilometri di diametro, formato circa 214 milioni di anni fa da un asteroide di circa 5 chilometri di diametro.
Tranquilli: neanche stavolta la fine del mondo è in arrivo. Mi sto rassegnando al fatto che da qui alla fine di dicembre 2012 ci sarà un fiume di articoli catastrofisti costruiti sul nulla. Stavolta, però, c’è una differenza interessante. Ho l’impressione che abbiano toppato anche gli esperti citati dai giornali.
Mi riferisco alla storia della notte artica che in Groenlandia s’è conclusa con due giorni d’anticipo, mandando a catafascio (almeno in apparenza) le previsioni degli astronomi e spingendo i soliti menagramo a dire che si tratta di una conferma dello spostamento dell’asse terrestre, esattamente come previsto dai seguaci delle (finte) profezie Maya. Ho fatto un’indagine per Wired (ripubblicata qui) ed è venuta fuori una storia molto interessante che arriva fino alla fine del Cinquecento. A volte anche le baggianate cataclismiche possono essere uno spunto per scoprire un fenomeno intrigante e reale.
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Questa è un’immagine tratta dal simulatore di SolarSystemScope.com: mostra il cielo di Marte così come lo vede il veicolo robotico Curiosity in queste ore, mentre sta passando la cometa Siding Spring a soli 130.000 chilometri di distanza. Speriamo che le fotocamere di Curiosity possano riprendere delle immagini: intanto godetevi queste immagini prese da Terra e fate un giro sul simulatore, è veramente bello: potete anche usare l’embed qui sotto.
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Questa bellissima foto, segnalatami da @Astropratica, non è un inganno della prospettiva: la cometa Siding Spring, cerchiata sulla sinistra, sta davvero cadendo verso il pianeta Marte (il cerchio luminoso a destra) e domani passerà a soli 130.000 chilometri dalla sua superficie. Sarà insomma a circa un terzo della distanza che separa la Terra dalla Luna.
Dalla Terra Siding Spring sarà invisibile a occhio nudo, ma nel cielo di Marte dovrebbe produrre uno spettacolo eccezionale, che potrebbe includere una breve pioggia di meteore costituite dai granelli di polvere cometaria che precipiteranno nell’atmosfera marziana.
A godersi questo spettacolo c’è una folta squadra di fotografi: non umani, purtroppo, ma robotici. Le nostre sonde spaziali in orbita intorno a Marte saranno talmente vicine alla cometa che è stato deciso di cambiare le loro orbite in modo che siano sul lato opposto del pianeta durante la fase di passaggio più ravvicinato di Siding Spring, domani 19 ottobre alle 18:27 GMT (20:27 ora dell’Europa centrale), per evitare che un impatto con i granelli di polvere della cometa ad altissima velocità (circa 200.000 chilometri l’ora, cioè 57 chilometri al secondo) possa danneggiarle o distruggerle. I robot che sono sulla superficie verranno protetti dall’atmosfera marziana.
Le sonde studieranno la cometa e anche la nube di gas e polvere che la circonda, insieme alla sua coda, e misureranno il modo in cui questi componenti della cometa interagiranno con l’atmosfera marziana.
Siding Spring è al suo primo viaggio nel sistema solare interno: proviene dalla Nube di Oort, una zona lontanissima dal Sole dove dimorano miliardi di comete, e da circa un milione di anni sta precipitando verso il Sole. Si tratta di un corpo celeste antichissimo che è rimasto invariato sin dagli albori del nostro sistema solare: poterlo studiare così da vicino è come aprire un fossile.
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Stanno arrivando le prime segnalazioni di una o più meteore sopra Chelyabinsk, in Russia. L’evento è stato ripreso da numerosissimi testimoni intorno alle 9:30 del mattino locali e ha prodotto una scia atmosferica estremamente vistosa, seguita da un boato talmente potente da spaccare i vetri delle finestre e causare alcuni feriti.
Si può escludere ragionevolmente l’ipotesi di un falso per via dell’esistenza di video multipli, ripresi da più angolazioni e da osservatori separati e indipendenti. Inoltre non sembra esserci alcun nesso con l’asteroide DA14 previsto per oggi: l’anticipo è eccessivo e la traiettoria è troppo differente.
In questo video si sente il boato a circa 13 secondi dall’inizio:
In questo il boato è a circa 30 secondi:
Se volete farvi un’idea di quanto fosse luminosa la fase iniziale dell’attraversamento dell’atmosfera da parte della meteora, guardate questi due video a circa 50 secondi nel primo e a 10 secondi nel secondo:
Un altro video da un’auto (ora rimosso) è spettacolare: benedetti siano i russi con le loro dashcam onnipresenti). Prime foto e notizie dei danni, con altri video: Gazeta.ru, LiveJournal (foto bellissime), The Verge.
Eumetsat ha pubblicato una sequenza di immagini, catturate dal satellite Meteosat-9, che mostrano la scia dallo spazio. Una di queste immagini è mostrata qui accanto: con un po’ di pazienza dovrebbe essere possibile sovrapporla a Google Maps (usando come riferimento la linea di confine nell’angolo in basso a destra) e determinare con precisione la direzione della traiettoria (aggiornamento: l’ho fatto).
Per quanto riguarda la meteora, si tratta probabilmente di un oggetto naturale di dimensioni modeste (circa un metro, secondo le prime stime) che si è frammentato (causando le scie multiple parallele) disintegrandosi prima di arrivare al suolo. È improbabile che ci sia un cratere e mi aspetto che comincino presto a circolare i primi video fasulli e le prime esche degli spammer e dei disseminatori di virus, per cui attenzione ai link che cliccate.
Il botto non è dovuto all’impatto al suolo, ma all’onda di pressione prodotta dall’attraversamento dell’atmosfera a velocità supersonica.
È estremamente improbabile che si tratti di un satellite artificiale perché i satelliti non hanno una velocità e una massa sufficienti a produrre scie così grandi e boati così potenti.
Se vi state chiedendo come sia possibile che si senta il botto così tanto tempo dopo che si è formata la scia, il fenomeno è dovuto al tempo che ci mette il suono ad arrivare a terra: il boato è stato generato ad alta quota (probabilmente 10 chilometri o più) e il suono si propaga, in condizioni medie, a circa 343 metri al secondo. Dettagli su questo fenomeno sono su Amsmeteors.org.
Secondo la NASA la meteora russa e l’asteroide 2012DA14 non sono correlati perché le loro traiettorie sono opposte (da nord a sud e da sud a nord), la meteora sarebbe la più grande mai segnalata dopo l’evento di Tunguska (stima di 15 metri).
È possibile che alcuni frammenti siano caduti in un lago ghiacciato: alcune foto sono qui, ma per ora mancano conferme.
Le bufale e stupidaggini giornalistiche riguardanti questo fenomeno sono in un articolo separato.
Segnalo brevemente un po’ di informazioni su una polemica scoppiata pochi giorni fa: Kate Mulgrew, l’attrice che ha interpretato il capitano Janeway in Star Trek Voyager, ha prestato la propria voce a un documentario, The Principle, che sostiene che la Terra è al centro dell’Universo.
Una cretinata assoluta, insomma, sostenuta soltanto dai fondamentalisti cristianoidi più estremisti e retrogradi come sotterfugio per parlare di creazionismo. Oltretutto il produttore del documentario, Robert Sungenis, è un negazionista dell’Olocausto.
Kate Mulgrew ha postato sulla propria pagina Facebook un chiarimento nel quale si dissocia completamente dal geocentrismo e dalle altre tesi di Sungenis e sottolinea di essere una voce in affitto (capita a volte un attore recita cose che non condivide) e soprattutto di essere stata male informata. La stessa sorte, nello stesso documentario, è toccata al fisico Lawrence Krauss e ad altri scienziati: le sue frasi sono state prese da altri documentari, tolte dal contesto e manipolate.
“I understand there has been some controversy about my participation in a documentary called THE PRINCIPLE. Let me assure everyone that I completely agree with the eminent physicist Lawrence Krauss, who was himself misrepresented in the film, and who has written a succinct rebuttal in SLATE. I am not a geocentrist, nor am I in any way a proponent of geocentrism. More importantly, I do not subscribe to anything Robert Sungenis has written regarding science and history and, had I known of his involvement, would most certainly have avoided this documentary. I was a voice for hire, and a misinformed one, at that. I apologize for any confusion that my voice on this trailer may have caused. Kate Mulgrew”
Alessandro Della Bella ha pubblicato questo fantastico video in time-lapse nel quale si vede il passaggio ravvicinato (a soli 27.700 chilometri) dell’asteroide 2012DA14 pochi giorni fa.
Il video va visto a tutto schermo e in HD per poter individuare bene il puntino luminoso dell’asteroide. La bellezza particolare di questo video sta nell’abbinamento tra le stelle il panorama delle montagne: non è il solito video astronomico di un puntino tra tanti puntini, ma la presenza delle luci della città (Bellinzona) e del panorama rende l’evento molto più concreto e vicino anche emotivamente oltre che astronomicamente. Meraviglioso.
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Oggi verrà fatta saltare in aria la cima del Cerro Armazones, una montagna alta 3000 metri in Cile, per fare spazio a quello che diventerà il più grande telescopio ottico del mondo, lo European Extremely Large Telescope, un colosso che avrà uno specchio del diametro complessivo di 39 metri. Sarà 15 volte più sensibile del telescopio spaziale Hubble e permetterà di osservare dettagli dei pianeti di altri sistemi solari e indagare ancora più in profondità l’evoluzione del cosmo.
È difficile rendersi conto delle dimensioni colossali di questo strumento scientifico: ci saranno circa 2700 tonnellate di struttura da muovere con precisione millimetrica e specchi con ottiche adattive, la cui forma verrà fatta variare rapidissimamente per compensare la turbolenza atmosferica.
Questo disegno rende un po’ l’idea appena ci si accorge che i puntini alla base della cupola sono automobili.
Prevengo la domanda: no, L’EELT non è in grado di osservare in dettaglio i resti delle missioni umane sulla Luna. Per quello ci vorrà la generazione ancora successiva di telescopi terrestri, con specchi di diametro superiore ai 50 metri.
Aggiornamento (19:50): più che un botto, una pernacchietta
L’avevano presentata come una visione spettacolare, ma ecco com’è stata invece l’esplosione:
Scusatemi se vi ho fatto perdere tempo. L’ho perso anch’io. Spero che il telescopio, quando sarà costruito, offrirà visioni più entusiasmanti.
L’universo non è più grande di quanto immaginiamo. È più grande di quanto possiamo immaginare
Questa fotografia all’infrarosso della zona centrale della nostra galassia, la Via Lattea, non è offuscata da pulviscolo bianco. Quei puntini non sono rumore digitale del sensore. Sono stelle. Per essere precisi, quest’immagine contiene circa un milione di stelle. Proviene dall’Astronomy Picture of the Day. Cliccatevi sopra per ingrandirla e godervela tutta.
Vi siete ripresi dallo stupore? Bene, allora siete pronti per questa:
No, non sono altre stelle. Ciascuno di quei puntini è un’intera galassia. Di almeno cento miliardi di stelle.
E la cosa più meravigliosa è che noi, piccoli e fugaci ammassi di cellule vagamente coordinate, siamo in grado di comprendere tutto questo: ogni giorno, quando non siamo troppo presi a pestarci fra noi, scopriamo qualche nuovo dettaglio di quest’infinito. La vita intelligente, ha scritto qualcuno, è il modo in cui l’Universo contempla la propria bellezza.
L’11 settembre scorso: la Luna è stata colpita da una meteora a circa 61.000 km/h e l’impatto è stato registrato in video da due telescopi in Spagna. Spettacolare. Secondo Discover, che fornisce dettagli tecnici, il bagliore sarebbe stato visibile a occhio nudo da chiunque avesse guardato la Luna al momento giusto. Non è il primo impatto lunare che viene catturato in video, ma è sicuramente il più luminoso.
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