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Twitter, cronologia commutabile

In breve: in Twitter si può scegliere se vedere tutti i tweet, in ordine cronologico, oppure secondo un algoritmo di popolarità che molti utenti trovano piuttosto bislacco e irritante.

Per l’app iOS, si può commutare fra una modalità e l’altra toccando l’icona della stellina luccicante in alto a destra nella schermata Home.

Per l’app Android, scegliete Impostazioni e privacy – Preferenze contenuti – Cronologia, poi attivate o disattivate Mostrami i migliori tweet per primi.



Fonti: Buzzfeed, Gizmodo, Buzzfeed.

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Giuseppe Vatinno e l’uso dei nuovi media

Giuseppe Vatinno e l’uso dei nuovi media

Questo articolo vi arriva grazie alla gentile donazione di “massimo.soff*”. L’articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale. Ultimo aggiornamento: 2018/10/14 21:00.

Il deputato Giuseppe Vatinno ha già dato interessanti dimostrazioni della competenza dei politici nell’uso dei nuovi media, come ha raccontato Giornalettismo qui, qui e qui, dispensando su Twitter e Facebook insulti come “faccia da ca.zo” e “cybercoglionazzo” a chi ha osato criticarlo per aver firmato (insieme a Francesco Barbato) una interrogazione parlamentare sugli extraterrestri basata su premesse che meritano assolutamente di essere lette per il loro surrealismo. Perché con tutti i problemi che ha l’Italia, è giusto che i deputati si preoccupino dei rapporti con gli UFO.

Non pago di quest’elargizione di insulti, ha anche risposto così a un utente di Twitter, @paolobertotti (Photobuster): “Godo molto nel non essere stato eletto e che lei mi paghi lo stipendio. Sono al ristorante a mangiare alla faccia sua” (link). Una maniera davvero singolare di accattivarsi le simpatie dei contribuenti. Persone poco sensibili al sottile umorismo del deputato potrebbero scambiarla per una manifestazione della più squallida arroganza del potere.

Oggi il deputato Vatinno se l’è presa anche con me, in un fiume di tweet pubblici che riporto testualmente prima che ne perda il filo (il suo account Twitter pubblico è, come dire, piuttosto prolifico). Tutto inizia con una richiesta di un mio lettore di commentare l’interrogazione:

dcavedon
Alla Camera dei Deputati “Indagini sul fenomeno ufologico”, mi piacerebbe sentire il parere di @disinformatico http://t.co/mwcEYTZu #UFO
12.01.13 13:03

Rispondo così:

disinformatico
@dcavedon Te lo dico non appena smetto di ridere 🙂
12.01.13 14:42

Tutto qui. Ma sono già stato chiamato in causa da Vatinno:

GiuseppeVatinno
@PaoloBertotti @disinformatico Bertotti, ma tu la mattina ti fai la barbetta con il rasoio di Occam?
12.01.13 13:49

Non voglio fare polemica e la battuta a mio parere è decisamente infantile, per cui la faccio breve:

disinformatico
@GiuseppeVatinno @paolobertotti Chiunque si abbassi ad attacchi personali invece di criticare le idee ha perso in partenza la discussione
12.01.13 16:38

A questo punto parte il torrente di tweet di Vatinno:

GiuseppeVatinno
@disinformatico @GiuseppeVatinno @PaoloBertotti Attacchi personali? È il fotomontaggio di Bertotti che neppure conoscevo? Senza parole
12.01.13 16:41

GiuseppeVatinno
@disinformatico Perchè non ti rilassi attivissimo? Rischi di passare per uno scientista; la Scienza li studia i fenomeni.Tu li neghi
12.01.13 23:10

GiuseppeVatinno
@disinformatico Tu hai una posizione apriori; neghi ogni possibilità prima di averla esaminata;sei un torquemada dello scientismo
12.01.13 23:10

GiuseppeVatinno
@disinformatico La tua vita intrisa di materialismo deve essere ben triste povero attivissimo.pensa un po’ di più alla fantasia.Ti farà bene
12.01.13 23:11

GiuseppeVatinno
@disinformatico Sei stato tu attivissimo?
12.01.13 23:12

Non so a cosa si stia riferendo.

GiuseppeVatinno
@disinformatico @elegantbear78 Ma perchè non parli normale attivissimo?
12.01.13 23:12

GiuseppeVatinno
@disinformatico Ma che fai scadi nell’attacco personale attivissimo? Non eri contro?Ah la coerenza…
12.01.13 23:13

GiuseppeVatinno
@disinformatico Sempre un signore eh attivissimo?
12.01.13 23:13

GiuseppeVatinno
@disinformatico @RandagiaMente @sydbarrett76 Molto democratico, attivissimo.Come al solito vuoi stroncare, estirpare, ma rilassati!
12.01.13 23:14

GiuseppeVatinno
@disinformatico @matteorossini @il4fili @UAAR_it Sei un Gran Democratico attivissimo! Sei proprio un bel censore eh?
12.01.13 23:14

GiuseppeVatinno
@disinformatico @diegodemartin Che fico che sei attivissimo
12.01.13 23:15

GiuseppeVatinno
@disinformatico @carlobis quello che non ti piace è pseudoscienza eh attivissimo?
12.01.13 23:16

GiuseppeVatinno
@disinformatico Per te basta il monodimensionale attivissimo
12.01.13 23:18

GiuseppeVatinno
@disinformatico Attivissimo ma tu sei fissato con gli alieni!
12.01.13 23:19

GiuseppeVatinno
@disinformatico E’ la tua mente chiusa come il nulla, attivissimo
12.01.13 23:19

Il bello di tutta questa pioggia di tweet è che Vatinno sta parlando da solo, perché io non ho replicato né avuto altra comunicazione con lui, per cui non ho attaccato, censurato, stroncato o estirpato lui o altri. Non solo: le conversazioni associate a quei tweet sono per me inaccessibili (dal mio account Twitter, i loro link portano al messaggio “Spiacente, non sei autorizzato a vedere questo stato”). Non potrei parteciparvi neanche se volessi.

Grazie alle verifiche dei lettori, dopo la pubblicazione iniziale di questo articolo è emerso che Vatinno sta rispondendo a dei miei vecchi tweet (Chris Priestly ha compilato il tutto come screenshot qui), alcuni risalenti addirittura al 21 dicembre scorso, ma al tempo stesso mi ha bloccato l’account, per cui non posso proseguire la conversazione. In pratica, Vatinno prima attacca briga con me, poi mi toglie la possibilità di replicare. Una squisita lezione di democrazia online.

Tutta la faccenda, insomma, emana un aroma di effetto Streisand che promette di essere memorabile come quello dei piedi di un pentatleta.

So che molti se la sono presa, ma personalmente non posso che ringraziare il deputato Vatinno per aver dato in un colpo solo una dimostrazione così pubblica, netta e brillante di ben tre concetti: essere laureati in fisica (come lo è Vatinno) non conferisce una patente d’infallibilità a tutto campo, come invece credono in molti; l’imbarazzante inettitudine dei politici italiani nell’uso dei nuovi media (basti confrontare le parole di Vatinno con questa risposta della Casa Bianca); e le ragioni per le quali gli ufologi vengono spesso visti come pazzi paranoici che aggrediscono chi, come Query o Marco Cattaneo su Le Scienze, tenta di spiegare loro pazientemente dove sbagliano. Quando poi il fisico, il politico e l’ufologo coincidono, nasce la tempesta perfetta. La perfect storm; o, in questo caso, perfect shitstorm.

Vado a prendere il popcorn.

No, non ancora. C’è il gran finale. Sapevate che Vatinno è uno dei creatori di Internet? Ipse dixit: “La Rete non può essere il regno dei CyberTeppisti e questo lo dico io che la Rete ha contribuito a crearla già al Cern nel lontano 1986”. Tim Berners-Lee, Vint Cerf, Leonard Kleinrock, Jon Postel, fatevi da parte.

Aggiornamento (2013/01/13  22:40): Dai commenti mi segnalano che Vatinno ha pubblicato sul suo sito un post che mi riguarda. Illuminante.

Questo, signori, è quello che ritiene opportuno scrivere pubblicamente un deputato della Camera italiano. Quale sublime ironia che queste parole provengano da una persona che siede alla Camera a rappresentare un partito che si chiama Italia dei Valori. Non ho altro da aggiungere e non spenderò altro tempo dietro questa storia davvero deprimente.

2018/05/06 14:45

Piccolo aggiornamento: vedo che a dicembre 2016 Vatinno ha scritto un articolo su Affaritaliani.it che mi riguarda personalmente, rimproverandomi fra le altre cose di avere costruito un “impero mediatico”, di aver ottenuto “lucrosi guadagni” e di pagare le tasse in Svizzera. Non so dove altro dovrei pagarle, visto che ci abito da più di un decennio (link intenzionalmente alterato; copia aggiornata su Archive.is; copia precedente su Archive.is). Non è il suo unico attacco personale che mi riguarda.

Segnalo inoltre l’articolo Giuseppe Vatinno: Ex deputato, giornalista e ufologo “transumano” [2018/10/14: articolo non più disponibile, ma dovrebbe essercene una copia qui] che contiene molti link interessanti alle esternazioni di Vatinno e ne delinea la figura. Buona lettura.

2018/10/14 21:00

Ho aggiornato il link all’articolo dedicato a Vatinno, visto che l’originale non è più online.

Twitter ripristinerà l’ordine cronologico

Twitter ripristinerà l’ordine cronologico

Se siete utenti di Twitter, probabilmente vi siete disperati a lungo per la bizzarra scelta dei gestori del social network di mostrare i tweet non più in ordine cronologico ma in ordine apparentemente casuale, infilando non solo tweet di ore prima ma anche quelli che Twitter ritiene che siano i “Tweet migliori” di perfetti sconosciuti e quelli che magari possono interessare, semplicemente perché sono piaciuti a qualcuno che seguite.

La novità ha fatto arrabbiare alcuni abbastanza da inventare un trucco per riportare le cose alla semplicità di prima (mettere in Silenzia alcune parole chiave, come spiegato qui).

Una soluzione migliore è usare app diverse da quella standard, per esempio Tweetdeck o Tweetbot.

Ma c’è una buona notizia: Twitter ha finalmente ascoltato gli utenti e ha annunciato che ha cambiato il funzionamento dell’app standard. Ora se andate nelle sue impostazioni potete far tornare l’ordine cronologico semplice, senza frizzi e lazzi.

La procedura è un po’ tortuosa: su iOS e Android, entrate nell’app, toccate l’icona del vostro profilo in alto a sinistra, andate in Impostazioni e privacy, scegliete Preferenze contenuti e disattivate Mostra i migliori Tweet per primi. Assicuratevi di avere la versione più recente dell’app.

Fisica, vaccini e bandierine. Con blastata finale

Fisica, vaccini e bandierine. Con blastata finale

Ultimo aggiornamento: 2018/08/23 10:55.

Non credo di aver mai usato in questo blog termini come blastata o blastare, ma c’è sempre una prima volta. Questa mi sembra l’occasione giusta.

Premessa: un paio di giorni fa ho retweetato questa notizia della Radiotelevisione Svizzera sull’aumento preoccupante dei casi di morbillo in Europa.

Dopo un po’ è arrivato qualcuno che voleva fare polemica. Non era il primo della giornata. Ho a che fare tutti i giorni con gente che si atteggia e si comporta così. Scusatemi, quindi, se posso sembrare poco paziente.

Ho risposto così, pescando dai tweet del polemista:

Come da copione, è arrivato il Secondo Polemista, con una battuta classica:

Non ho molta pazienza con gente così, proprio perché ne vedo tanta, e non ho tempo da dedicare a rispondere a chi non ha nessun interesse a dialogare ma vuole solo attaccar briga; preferisco dedicarlo a chi mi scrive con interesse sincero. Per cui ho risposto cosi:

Arriva, sempre da copione, il Terzo Polemista, colto dal bisogno irrefrenabile di dire la sua:

A questo punto ho già messo in Silenzia tutti i suddetti e lo scambio sarebbe già finito, ma poi arriva La Laureata In Ingegneria. Sì, con tutte le maiuscole, perché le senti nell’aria prima ancora di leggere le parole.

Screenshot:

Mia risposta:

Arrivano i rinforzi:

Pazientemente chiedo le competenze, perché potrei anche essermi sbagliato:

Screenshot:

Screenshot:

Sempre con molta calma e pazienza fornisco prove autorevoli di quello che ho scritto:

A questo punto l’ostrica secerne la perla:

Screenshot:

Con chiunque mi contatti via Twitter uso quasi sempre la Regola dei Tre Tweet:

1. una risposta non si nega a nessuno;
2. ma se entro tre tweet non mi hai dato un’ottima ragione per continuare a dedicarti del tempo, la conversazione è finita;
3. e se mi sfotti o mi insulti, la conversazione finisce anche prima del terzo tweet.

Di conseguenza, a questo punto ho già messo in Silenzia Ilaria e tutti gli altri, per cui ho fatto i miei screenshot di documentazione, ho fatto un tweet pubblico di riassunto e poi ho chiuso la conversazione.

Ma poi è successo questo:

Ogni tanto Internet regala queste piccole grandi gioie.

2018/08/23 10:55. Ilaria ha cancellato i propri tweet, per cui ho aggiunto a questo articolo gli screenshot.

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Twitter blocca chi si chiama “Elon Musk” ma non è Elon Musk

Twitter blocca chi si chiama “Elon Musk” ma non è Elon Musk

Come mai sembra che Twitter ce l’abbia con Elon Musk, il boss di Tesla e SpaceX? The Verge segnala che da qualche giorno chiunque cambi il proprio screen name (l’identificativo accanto al nome del profilo) in “Elon Musk” viene bloccato automaticamente.

Una decisione drastica e curiosa, che però ha una spiegazione molto seria: si stanno infatti moltiplicando i truffatori che creano account Twitter i cui screen name sono uguali o molto simili a quelli di personaggi molto famosi. Elon Musk (@elonmusk), con i suoi circa 22 milioni di follower, è particolarmente preso di mira, e i disattenti ci vanno di mezzo.

La truffa funziona così: il vero Elon Musk pubblica un tweet. Subito dopo un truffatore gli risponde usando un account che usa lo screen name di Musk e la sua icona, come mostrato qui sotto: il primo tweet è autentico, mentre quelli nel riquadro sono scritti dall’impostore.

Il truffatore, fingendo di essere Musk, annuncia una svendita di bitcoin o criptovalute, dicendo che chi gli manda delle criptovalute le riceverà moltiplicate per dieci. Gli utenti che seguono Musk e non notano la sostituzione di persona pensano che l’offerta arrivi dal miliardario: così non si pongono domande sul motivo per cui Elon Musk dovrebbe regalare soldi e cascano nella trappola. Chi invia criptovalute agli impostori non rivedrà mai più i propri averi.

Prevengo gli increduli che dubitano che qualcuno possa abboccare all’inganno: su milioni di follower c’è sempre l’ingenuo o il vulnerabile che ci casca. Capita che ci caschino anche i giornalisti disattenti.

Questa forma di protezione verrà probabilmente estesa anche ad altri nomi celebri. Nel frattempo, fate attenzione agli impostori.

Fonte aggiuntiva: Hot for Security.

Truffe e sciacallaggi intorno alla vicenda dei ragazzi intrappolati nella caverna thailandese

Truffe e sciacallaggi intorno alla vicenda dei ragazzi intrappolati nella caverna thailandese

Gli sciacalli della Rete non sanno trattenersi di fronte a nulla: hanno saputo approfittare persino del dramma del gruppo di ragazzi rimasti intrappolati in una caverna in Thailandia che ha tenuto l’attenzione del mondo nei giorni scorsi.

Quando Elon Musk ha offerto una possibile soluzione tecnica (pagata di tasca propria) per portarli in salvo, dei truffatori hanno creato dei falsi account Twitter con la stessa icona e con nomi molto simili a quello di Musk e si sono inseriti nella conversazione online spacciandosi per lui e annunciando una svendita speciale di criptovalute: bastava mandargli da 0,1 a 5 bitcoin per avere in cambio, rispettivamente, da 1 a 50 bitcoin.

Altri truffatori hanno creato dei falsi tweet apparentemente inviati da Elon Musk nei quali offrivano un’auto elettrica Tesla a chiunque mandasse 3 bitcoin o 30 Ethereum.

Si tratta, naturalmente, di raggiri: nessuno regala niente per niente, e chi manda criptovalute in risposta a questi annunci li sta in realtà mandando direttamente nei portafogli digitali dei truffatori. Ma nella massa dei milioni di seguaci di una celebrità ci sono sempre persone ingenue o vulnerabili che non si accorgono che i tweet sono falsi e credono ciecamente a qualunque dichiarazione apparentemente fatta dai propri personaggi preferiti, come racconta l’esperto di sicurezza Graham Cluley, che ne mostra altri esempi.

Un’altra forma di sciacallaggio riguarda la ricerca di visibilità sui social network. Il collega debunker David Puente segnala una pagina Facebook che ha pubblicato un falso video delle operazioni di soccorso dei ragazzi intrappolati e ha ottenuto “in appena 5 ore oltre 100 mila visualizzazioni e quasi 4 mila condivisioni”. In realtà il video si riferisce a un’esercitazione avvvenuta nel 2010 in Francia. A quanto pare i quattromila utenti che hanno condiviso il video non si sono chiesti come mai in Thailandia si parlassero tutti in francese.

Consiglio pratico: non usate le funzioni dei social network per condividere questi annunci e questi video, neanche per segnalarli con indignazione ad amici o colleghi, perché fate il gioco di questi sciacalli. Se volete mettere in guardia contro queste truffe, usate uno screenshot o descrivetele senza linkarle o incorporarle, in modo da non regalare loro maggiore visibilità e importanza nelle statistiche dei social network.

Eliminare in massa i post, invece degli account, nei social

Eliminare in massa i post, invece degli account, nei social

Può capitare di voler ripartire da zero nei social network, eliminando tutto il passato perché la situazione personale è cambiata profondamente per ragioni d’età o sentimentali o di lavoro, oppure perché gli anni sono passati e sono cambiate le opinioni. In questi casi la soluzione che viene proposta di solito è piuttosto drastica: eliminare l’account esistente e crearne uno nuovo.

È un metodo indubbiamente efficace, ma comporta parecchi inconvenienti: per esempio, bisogna avvisare tutti gli amici che abbiamo cambiato account e bisogna sperare che si ricordino di iscriversi a questo nuovo account. Inevitabilmente qualcuno non vedrà l’avviso e quindi si perderà.

Molti utenti dei social network, inoltre, considerano quello che vi scrivono come un commento temporaneo, scritto a caldo, che non desiderano conservare permanentemente come invece avviene. Le opinioni possono evolversi, i sentimenti pure, ma un vecchio post su Facebook o un tweet di qualche anno fa può sempre riaffiorare fuori contesto, causando imbarazzi e incomprensioni.

Ci sarebbe una soluzione più elegante: mantenere l’account corrente ed eliminarne il contenuto, per esempio cancellando tutti i tweet oppure eliminando soltanto quelli scritti prima di una certa data. Ma se siete utenti assidui, il numero di post o di tweet da cancellare diventa enorme e una cancellazione manuale è quindi impraticabile.

Per fortuna ci sono delle soluzioni informatiche che consentono di effettuare questa eliminazione di massa in modo rapido e indolore.

Per esempio, per Twitter ci sono siti come Gocardigan.com, Tweetdeleter.com e Twitwipe.com: bisogna autorizzarli temporaneamente a gestire l’account Twitter (non vi preoccupate: non potranno vedere la vostra password) e poi seguire le istruzioni sullo schermo. In molti casi è possibile selezionare i tweet da eliminare in ordine cronologico o in base a un hashtag o un nome utente, per cui si può eliminare qualunque tweet scambiato con una certa persona o dedicato a un certo argomento. In molti casi è possibile anche eliminare i “Mi piace” concessi.

Per Facebook c’è invece un plug-in per Google Chrome: si chiama Social Book Post Manager e consente di scegliere un periodo di tempo o tutti i post che contengono certe parole chiave e di nascondere i post invece di eliminarli.

Cancellare tanti post su Instagram, invece, richiede l’uso di app come InstaClean o Cleaner, che consentono anche di togliere i “Mi piace”.

Queste soluzioni simulano una cancellazione manuale, per cui tendono a essere piuttosto lenti anche perché devono fare i conti con i limiti di cancellazione imposti dai social network. Conviene quindi armarsi di un po’ di pazienza: se avete scritto tanti post, il processo di eliminazione può richiedere anche qualche ora.

Occorre inoltre fare molta attenzione: queste eliminazioni sono irreversibili, per cui prima di cominciare vi conviene scaricare una copia del vostro account. Per sicurezza, infine, quando avete completato la pulizia del vostro account ricordatevi di togliere le autorizzazioni di accesso che avete dato.

Fatto questo, i social network tornano a essere luoghi dove si può chiacchierare senza l’ansia di sapere che tutto quello che diciamo è per sempre. Buon lavoro e buona pulizia.

Fonti: Lifehacker, Wikihow, Lifehacker, Intego, Bleepingcomputer, Howtogeek, Techjunkie.

Twitter: scusate, abbiamo visto le vostre password, cambiatele

Twitter: scusate, abbiamo visto le vostre password, cambiatele

Twitter sta avvisando i suoi utenti (circa 330 milioni nel mondo) che le loro password non sono state protette adeguatamente e sta invitando a cambiarle appena possibile per sicurezza.

Normalmente le password vengono custodite dai fornitori di servizi come Twitter usando sistemi di protezione (hashing) grazie ai quali neanche il fornitore sa o può vedere le password degli utenti ma può soltanto verificare se viene immessa la password corretta.

Ma Twitter si è accorta che c’era un difetto nei suoi sistemi, per cui le password di molti utenti venivano custodite anche in un file di log interno all’azienda, che le conteneva in formato non protetto.

Il difetto è stato corretto, secondo quanto annunciato dall’azienda, e non risulta che ci siano stati accessi indebiti a questo archivio di password. Twitter si limita a consigliare il cambio di password ma non lo obbliga.

Sottoscrivo il consiglio: andate a mobile.twitter.com/settings/password/ e cambiate la vostra password. Usatene una lunga e complessa, e soprattutto differente da quelle che usate altrove. Già che ci siete, cogliete l’occasione per attivare l’autenticazione a due fattori o verifica dell’accesso, come la chiama Twitter: le istruzioni ufficiali sono qui.

Twitter senza limiti di lunghezza nei messaggi privati; arriva la ricerca di massa

Twitter senza limiti di lunghezza nei messaggi privati; arriva la ricerca di massa

Twitter ha abolito la restrizione di 140 caratteri sulla lunghezza dei messaggi privati scambiati fra persone che si seguono a vicenda: crolla così una delle regole di base che ha sempre contraddistinto questo social network e che ha imposto una concisione che per alcuni è un vantaggio e per altri è un tormento, creando forti simpatie e antipatie.

L’annuncio è stato fatto a metà agosto, ma c’è voluto un po’ perché la modifica, attiva da subito via Web, si diffondesse nelle varie app per computer, tablet e telefonini.

La limitazione resta attiva per i messaggi pubblici e per chi usa Twitter tramite SMS tradizionali (è da qui che nacque anni fa l’idea del limite di 140 caratteri), ed è probabilmente dovuta alla concorrenza di altri servizi di messaggistica come WhatsApp e Instagram che non hanno mai avuto questa barriera di brevità.

D’ora in poi, inoltre, sarà più facile effettuare ricerche e analisi di massa dei tweet, grazie ai servizi commerciali di ricerca offerti da Gnip, che ora offrono l’esplorazione dell’intero archivio storico di tutti i tweet pubblici, mentre in passato vigeva il limite di trenta giorni. Per chi è interessato alla ricerca semplice resta comunque disponibile il motore di ricerca gratuito per tweet offerto da Twitter presso Twitter.com/search.

Il Delirio del Giorno: sono un “predicatore d’odio” e anche il “guardiano del tempo”. Sapevatelo

Il Delirio del Giorno: sono un “predicatore d’odio” e anche il “guardiano del tempo”. Sapevatelo

Mi dicono che qui scarseggiano
gattini, quindi eccone uno.

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Ieri ho avuto l’ardire di esprimere su Twitter un parere sulla propaganda ingannevole che ha portato al voto pro-Brexit (l’ho chiamata “truffa”) ed è successo il finimondo. Se avessi scritto che strappo le ali alle farfalle per decorare le cornici dei miei fotomontaggi hardcore di Madre Teresa stampati su vera pelle di orfanelli albini, probabilmente me la sarei cavata con meno. A quanto pare a tantissimi italiani sta a cuore quello che succede nel Regno Unito.

Prevengo le osservazioni dei nuovi arrivati che non mi conoscono: sono cittadino britannico. Sono nato a York e ci ho vissuto a lungo. Ho diritto a un’opinione, e quest’opinione non deve necessariamente coincidere con la vostra; fatevene una ragione. Tutto qui.

Detto questo, ecco due Deliri del Giorno, anzi tre, al prezzo di uno:

Roberto Bellinazzi (@RobertoErrebi):

Ma come si permette? È una decisione che ha preso democraticamente il popolo inglese. Lei è un predicatore di odio.

Maurizio Gustinicchi (@gustinicchi), “consulenza manageriale”:

il problema e’ che il tuo è quello del sistema ke ti paga x fare GUARDIANO DEL TEMPO ….buon pro ti faccia…spero ti gonfino conto banca

Bonus: Enzo Borgonico scrive che sono anche un “rifugiato” perché ho “commesso reati” in Italia. Credo e spero che sia un troll. Ma forse no.

Basta che vai su YouTube per vedere chi è. Sta in Svizzera come rifugiato perché in Italia ha commesso reati.