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Una bizzarra mail da una Questura italiana

Una bizzarra mail da una Questura italiana

A metà giugno scorso ho ricevuto una mail molto strana: una richiesta di
informazioni apparentemente proveniente da una Questura italiana. La mail, non
certificata, è arrivata sulla mia normale casella Gmail. Da una Questura mi
sarei aspettato perlomeno una PEC. Per questo motivo, e per via del suo
contenuto, ho pensato che si trattasse di una burla o di un tentativo di
raggiro.

La mail, infatti, mi chiedeva di fornire le generalità complete, il luogo di
residenza e un recapito telefonico del direttore responsabile della testata
online “Il Disinformatico” e faceva il mio nome.

La motivazione, stando al testo della mail, era un mio articoletto di ottobre
2023,
questo: “Marcello Foa dà una lezione di giornalismo. Ma alla rovescia”, nel
quale avevo riferito concisamente la vicenda delle accuse infondate di Foa
all’amico e collega David Puente. 

Foa, riprendendo un articolo di Giuseppe Vatinno su Affaritaliani.it, aveva
affermato molto pubblicamente che Puente non fosse iscritto all’Ordine dei
Giornalisti (i dettagli sono qui) e quindi fosse vicedirettore abusivo di Open. Ma in realtà aveva
semplicemente cercato male nei registri dell’Ordine (nei quali Puente c’è
eccome) ed era saltato a una conclusione perlomeno azzardata.

Nella mail apparentemente proveniente dalla Questura, inoltre, mi si chiedeva
di specificare il luogo di inserimento online del mio articoletto.

Ho risposto dicendo che per qualunque richiesta di informazioni o
comunicazione di natura legale o confidenziale andava usata l’apposita PEC,
paolo.attivissimo@pec.net

Con mia sorpresa, il giorno dopo mi è davvero arrivata una PEC dalla Questura
in questione, con lo stesso contenuto. Ho risposto, sempre via PEC, dando le
mie generalità e specificando di essere giornalista e residente in Svizzera e
che il luogo di inserimento online era il mio indirizzo di casa (presumendo
che intendessero il luogo in cui mi trovavo quando ho scritto l’articolo, non
l’ubicazione del server di Google che ospita l’articolo).

Qualche giorno dopo mi è arrivata un’altra PEC dalla stessa Questura, nella
quale mi si chiedeva di contattarla telefonicamente per ulteriori chiarimenti.
Cosa che ho fatto, ottenendo una conversazione piuttosto bizzarra.

Mi è stato chiesto se avevo un indirizzo o un domicilio in Italia. No, ho
risposto, abito in Svizzera, come ho scritto, e ci abito da vent’anni. Sono
anche diventato cittadino svizzero. 

Ma almeno vengo qualche volta in Italia? Sì, ma come turista. Non ho
un’abitazione in Italia.

Ma non vado mai a Roma? A volte, ma non ho in programma di andarci se non ho
un ottimo motivo per farlo.

Ma davvero non ha una casa in Italia? Ehm, no, come ho già detto. Vivo in
Svizzera. Lavoro in Svizzera. I miei figli sono cresciuti in Svizzera. Sono
cittadino svizzero. Perché mai dovrei avere una casa in Italia?

Insomma, a quanto mi è parso di capire, tutte queste strane domande erano
mirate a vedere se era possibile eleggere un mio domicilio in Italia per
qualcosa che ha a che fare con quel mio breve resoconto, forse una presunta
diffamazione a mezzo stampa.

Staremo a vedere. Nel frattempo, volevo condividere con voi questo momento di
ordinaria burocrazia.

Avvocato mi chiede di eliminare “prontamente” un mio articolo; rispondo, ma non si fa più vivo. Piccola storia di ordinaria vessazione

Avvocato mi chiede di eliminare “prontamente” un mio articolo; rispondo, ma non si fa più vivo. Piccola storia di ordinaria vessazione

Ultimo aggiornamento: 2023/01/27 17:20.

Sono stato gentile, paziente e disponibile, e tutto quello che ne ho ricavato
è una perdita di tempo. Per cui adesso lascio perdere le inutili cortesie ed
espongo i fatti.

Come avevo
accennato, il 21 dicembre scorso un avvocato mi ha scritto chiedendomi di rimuovere
“prontamente” un mio intero articolo risalente al 2008 per ottemperare
al diritto all’oblio dei suoi assistiti. O almeno così sembra, visto che chi
mi ha scritto ha mandato una semplice mail (non una PEC, non una raccomandata,
ma una normalissima mail) a paolo.attivissimo@gmail.com. La mail del
mittente corrisponde a quella di un avvocato del Nord-Est italiano, ma essendo
una normale mail non offre alcuna garanzia di autenticità.

Ma anche supponendo che la mail provenga davvero da un avvocato, resta il
problema che l’articolo non contiene
nessun riferimento ai suoi assistiti. L’unico riferimento agli
assistiti in questione è in un commento all’articolo. E quel commento
segnala la circolazione di una catena di Sant’Antonio che li riguarda.
Chiedermi di rimuovere l’articolo è quindi privo di senso.

Ho risposto prontamente (il 23 dicembre scorso) all’avvocato, dalla
casella di mail alla quale mi era arrivato il messaggio iniziale
(paolo.attivissimo@gmail.com) e inviando la risposta alla casella
indicata come mittente in quel messaggio iniziale, dicendo semplicemente
quanto segue, perché ovviamente non discuto i dettagli di una questione legale
tramite mail ordinaria:

Oggetto: Re: Sig.ri Cremonini esercizio diritto all’oblio

Buongiorno Avvocato,

la prego di contattarmi formalmente tramite PEC:

paolo.attivissimo@pec.net

Cordiali saluti

Paolo Attivissimo

Il giorno successivo (24 dicembre) ho inviato alla casella di mail
dell’avvocato (quella dalla quale sembrava avermi scritto) una PEC con lo
stesso contenuto:

Oggetto: Sua mail a me del 21/12/2022 (Cremonini)

Buongiorno Avvocato,
la prego di contattarmi formalmente tramite
PEC:
paolo.attivissimo@pec.net

Cordiali saluti
Paolo
Attivissimo

Questa PEC risulta accettata e inoltrata dal sistema PEC, con ricevuta datata
24/12/2022 alle ore 09:38:25. Da allora, silenzio totale. 

Dallo stile e da altri indizi, ritengo molto probabile che la mail iniziale
sia davvero stata inviata dall’avvocato in questione e da qui in poi, per
chiarezza di racconto, presumo che sia così.

Sembra che l’avvocato che mi chiedeva di “procedere prontamente” e di
informarlo “una volta avvenuta tale cancellazione” non abbia trovato il
tempo, in tutto un mese, per rispondermi in merito alla sua richiesta
che dalle sue parole appariva così urgente.

E quindi quel commento che pareva essere così importante da cancellare
“prontamente” è rimasto dov’è, e l’articolo pure. 

Non solo: può benissimo darsi che gli assistiti dell’avvocato abbiano diritto
di chiedere l’oblio per quella vicenda di quattordici anni fa, ma ora
questa vicenda diventa una notizia nuova che li riguarda.

Sì, perché se la mail proviene realmente dal loro avvocato, è decisamente
notiziabile il fatto che i signori Luigi Cremonini, Vincenzo Cremonini,
Claudia Cremonini, Serafino Cremonini e Augusto Cremonini chiedano tramite un
avvocato, in maniera tecnicamente inetta e vessatoria, di rimuovere
“prontamente” un intero articolo che nemmeno li riguarda

Oltretutto dalla mail dell’avvocato si ha l’impressione che si tratti di una
richiesta fatta distrattamente e con il copiaincolla, dato che parla di
“articoli” e di
“eliminazione delle url sopra indicate” (plurale) ma in realtà cita un
singolo URL e un solo articolo. È un esempio, interessante per
l’opinione pubblica, della maniera grossolana e un tanto al chilo in cui
lavora chi è chiamato a un compito importante e delicato come far valere il
diritto all’oblio e per questo, presumo, riceve una parcella.

È anche un esempio di come vengono trattati i giornalisti: si manda una
semplice mail, oltretutto sbagliata, si pretende che il giornalista agisca
subito e “prontamente”, ma non ci si degna neppure di rispondergli per
chiarire i dettagli o trovare una soluzione corretta.

L’articolo in questione, quello che mi è stato chiesto di rimuovere
integralmente addirittura eliminandone l’URL, è questo:

https://attivissimo.blogspot.com/2008/07/antibufala-allarme-per-il-piombo-nei.html

Come si capisce già dall’URL, l’articolo non ha minimamente a che fare
con la famiglia Cremonini (parla di un allarme-bufala per il presunto piombo
nei rossetti). Il commento che li riguarda è
questo. E sono disposto a rimuoverlo se ne ricevo richiesta formale. È sufficiente
una PEC. Ma il mio articolo, che non c’entra nulla, non si tocca. Oltretutto,
a questo punto, visto che l’avvocato ha lasciato passare tranquillamente un
mese senza mandarmi neanche una riga di risposta, diventa difficile
argomentare che l’eventuale danno alla famiglia derivante dal commento in
questione sia grave.

Per maggiore scrupolo, il 27 gennaio 2023 ho
cercato
la casella PEC dell’avvocato e le ho mandato una mia PEC:

Buongiorno Avvocato,

sono Paolo Attivissimo, giornalista
informatico. A dicembre 2022 ho ricevuto sulla mia casella
paolo.attivissimo@gmail.com una mail, apparentemente inviata da
“[omissis]”, che parlava di miei “articoli” (plurale) e mi richiedeva
di “procedere prontamente all’eliminazione delle url sopra indicate e di
informarmi una volta avvenuta tale cancellazione.”

Le URL in
questione, anzi l’unico URL (e quindi l’unico articolo), era
https://attivissimo.blogspot.com/2008/07/antibufala-allarme-per-il-piombo-nei.html

La richiesta era materialmente errata, perché il mio articolo non
contiene alcun riferimento ai signori Cremonini.

Ho risposto
prontamente, sia via Gmail sia tramite PEC, chiedendo una presa di contatto.
Ormai è trascorso più di un mese, ma non ho avuto da lei nessun riscontro.

Distinti
saluti
Paolo Attivissimo

La mia PEC risulta accettata e consegnata. Se anche questa comunicazione verrà
ignorata, considererò chiusa la questione.

In sintesi: se l’avvocato avesse avuto semplicemente la cortesia di
rispondere, i suoi assistiti avrebbero evitato un perfetto Effetto Streisand.
Spero che siano contenti del servizio che ricevono.

2023/01/27 17:20. Oggi intorno alle 13 l’avvocato ha risposto via PEC alla mia PEC, scusandosi per il ritardo nel rispondere e ha chiesto cortesemente di eliminare i commenti privi di fondamento contenenti il nome dei suoi assistiti. Ho provveduto, lasciando una nota nel flusso di commenti dell’articolo per spiegare l’accaduto. L’articolo rimane al suo posto. Considero chiusa la questione.

Il Registro Elettronico di Axios Italia, usato da molte scuole italiane, è kaputt per attacco ransomware

Il Registro Elettronico di Axios Italia, usato da molte scuole italiane, è kaputt per attacco ransomware

Ultimo aggiornamento: 2021/04/10 22:40.

“RE è basato su altissimi standard di sicurezza, i nostri server sono tutti
in Italia (Arezzo), tutte le connessioni sono effettuate tramite il
protocollo HTTPS e crittografia SSL con certificato dei più importanti CA al
mondo: Verisign Symantec e GeoTrust. Ma non basta, prima di essere inviati
tutti i dati sono crittografati a priori e questa tecnologia, unica nel suo
genere, raddoppia le garanzie di sicurezza rendendo RE sicuro come nessun
altro.”

Così scriveva Axioscloud.it, il sito che ospita il Registro Elettronico di
molte scuole italiane (circa il 40%, secondo
ANSA). Sito che ora è
irraggiungibile.

Un attacco ransomware ha infatti buttato giù il sito
“sicuro come nessun altro” e
“basato su altissimi standard di sicurezza”. Questo è uno screenshot di
com’era prima dell’attacco,
come si può vedere su Archive.org.

 

Secondo
Quotidiano Piemontese, il problema è iniziato sabato 3 aprile ed è poi peggiorato. Il quotidiano
pubblica uno screenshot di Axios Italia che dice di stare
“lavorando alacremente con l’obiettivo di rendere disponibili tutti i
servizi web entro pochi giorni”
.

Su Facebook,
Axios Italia ha
dichiarato
inizialmente (3 aprile) che si trattava di un
“improvviso malfunzionamento tecnico occorso durante la notte” che
avrebbe
“reso necessario un intervento di manutenzione straordinaria”. Lo
stesso risulta dalla
copia salvata su Archive.org
il 5 aprile.

Oggi (5 aprile) l’azienda ha
scritto, sempre su Facebook, c
he
“a seguito delle approfondite verifiche tecniche messe in atto da Sabato
mattina in parallelo con le attività di ripristino dei servizi, abbiamo
avuto conferma che il disservizio creatosi è inequivocabilmente conseguenza
di un attacco ransomware portato alla nostra infrastruttura. Dagli
accertamenti effettuati, al momento, non ci risultano perdite e/o
esfiltrazioni di dati. Stiamo lavorando per ripristinare l’infrastruttura
nel più breve tempo possibile e contiamo di iniziare a rendere disponibili
alcuni servizi a partire dalla giornata di mercoledì. Sarà nostra cura
tenervi costantemente aggiornati.
 

Gli stessi messaggi sono presenti attualmente sul
sito di Axios Italia

Fonti confidenziali mi segnalano una situazione piuttosto pesante. Non
pubblico altri dettagli, per il momento, in attesa di conferme e riscontri:
sarebbe utile che Axios facesse una dichiarazione pubblica sullo stato dei
backup, su quale infrastruttura sia stata compromessa e su eventuali negoziati
con gli autori dell’attacco. Comunque stiano le cose, temo che per il DPO di
Axios il ritorno dalle ferie di Pasqua sarà piuttosto impegnativo.

2021/04/06 13:10. Secondo la mail inviata da Axios alle scuole,
l’azienda è stata informata dell’attacco ransomware da parte del servizio di
sicurezza di Aruba intorno alle due del mattino del 3 aprile e il
disaster recovery avrebbe mitigato i danni. L’amministratore unico di
Axios Italia, Stefano Rocchi, dice a
Giornalettismo
che è stato “deciso di non pagare alcun riscatto”.

 

2021/04/08 13:00. Al momento in cui scrivo questo aggiornamento il
Registro Elettronico è ancora offline; redemo.axioscloud.it mi risponde
con un timeout. Il
sito di Axios Italia

ospita ora un’informazione più dettagliata (screenshot qui sotto, cliccabile
per leggerlo), che invita a consultare una comunicazione (PDF). Questa comunicazione dice, fra le altre cose, che
“I dati personali gestiti non sono stati persi/distrutti e non vi è stata
alcuna visione/estrapolazione indebita”

e che
“Le misure di sicurezza adottate, incluse le soluzioni di Disaster
Recovery, nonostante un “attacco brutale con finalità estorsive” similare a
quello ricevuto recentemente da multinazionali (esempio ACER), hanno
consentito di preservare i dati gestiti nel rispetto della normativa
privacy.”


 

Intanto la notizia è ormai riportata da molti siti e giornali (Cybersecurity360,
Punto Informatico,
Giornalettismo, per fare qualche esempio) e mi è arrivata una diffida dall’avvocato di
Axios, alla quale ho risposto per quanto riguarda gli aspetti tecnici
ricordando inoltre l’inevitabile Effetto Streisand.

 

2021/04/08 22:00. Come segnalato nei commenti, quella del 3 aprile 2021
non è la prima aggressione informatica che colpisce il Registro Elettronico di
Axios Italia; il 9 aprile 2020 era stato bloccato da un attacco DDOS,
riferiscono per esempio
Repubblica
e
RAI.

2021/04/10 22:40. Axios ha dichiarato, sul proprio sito, quanto
segue:

Gentili Clienti,
siamo lieti di comunicarVi che sono tornati online il
Registro Elettronico, le funzionalità per le famiglie ed ulteriori servizi.
Stiamo
inoltre continuando a monitorare la corretta funzionalità di tutti i sistemi
ripristinati.
Vi ringraziamo ancora per la vicinanza e la pazienza
dimostrata in questi giorni.

Continueremo a mantenerVi
costantemente aggiornati sugli sviluppi.

10/04/2021 – Ore 18:05

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Lo strano caso di Susanna Gallesi, la medium “certificata dall’Università di Pavia” (o Padova) stando a Pomeriggio 5: seconda parte

Lo strano caso di Susanna Gallesi, la medium “certificata dall’Università di Pavia” (o Padova) stando a Pomeriggio 5: seconda parte

La prima parte di quest’indagine è qui. Ultimo aggiornamento: 2020/12/30 21:15.

Ci sono un po’ di aggiornamenti a proposito della presunta “certificazione” di una sensitiva, Susanna Gallesi, da parte di un’università italiana, inizialmente indicata erroneamente come l’Università di Pavia dal programma TV italiano Pomeriggio 5. L’attribuzione è poi passata all’Università di Padova, ma anche questa “certificazione” è stata smentita.

La “certificazione” è stata data in realtà da un gruppo di ricercatori che lavorano o studiano presso l’Università di Padova (non Pavia) ma hanno usato il marchio dell’Università senza alcuna autorizzazione.

C’è stata infatti una chiara presa di posizione dell’Università di Padova, riportata da PadovaOggi:

Le parole di Giulio Vidotto riportate da PadovaOggi non lasciano spazio a dubbi (il grassetto è aggiunto da me):

L’Università di Padova ovviamente non certifica in alcun modo “facoltà medianiche” […] L’uso non autorizzato di nome e logo,
per di più da parte di persone che non fanno parte della comunità accademica patavina, verrà perseguito nelle sedi appropriate, in modo da
tutelare ateneo e dipartimento di Psicologia Generale
. Il Dipartimento di Psicologia è uno dei tredici dipartimenti dell’Università di Padova
selezionati e finanziati come eccellenti, nel 2018, dall’allora Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca.

 

 

Credit: Federico Ronchetti.

La vicenda è stata analizzata in dettaglio e con grande aplomb da Silvano Fuso su Query, la rivista ufficiale del CICAP, che spiega che alcuni dei nomi coinvolti della vicenda sono vecchie conoscenze del CICAP, che aveva avvisato i ricercatori delle falle metodologiche nelle quali stavano incappando.

In particolare, uno di questi ricercatori, Fernando Sinesio, era stato in contatto con il CICAP proprio in merito a queste indagini sui sensitivi. Leggete tutto l’articolo di Query, che merita, ma in sintesi se avete fretta:

[…] Precisiamo subito che [Sinesio] non è professore e non appartiene all’Università
di Padova. Residente a Genova, Sinesio nel giugno 2014 aveva preso
contatto con me, in qualità di coordinatore del CICAP Liguria. Mi aveva
detto che stava svolgendo la sua tesi di laurea magistrale, presso il
Dipartimento di Scienze della Formazione dell’Università di Genova,
sotto la guida del Prof. Sergio Morra, ordinario di psicologia a Genova,
e del Prof. Patrizio Tressoldi, ricercatore universitario a Padova.

L’allora laureando mi spiegò che il suo lavoro di
ricerca consisteva nel tentare di riprodurre i test condotti
dall’americano Gary E. Schwartz dell’Università dell’Arizona e quelli
condotti da altri gruppi di ricerca […] Io lo informai subito sul fatto che i lavori di
Schwartz erano stati oggetto di numerose critiche, mosse soprattutto da
Ray Hyman e Richard Wiseman, e gli feci avere i relativi riferimenti
bibliografi[ci]. Sinesio prese atto ringraziandomi, ma mi assicurò di essere
consapevole della necessità di adottare tutte le precauzioni del caso
per evitare di prendere cantonate […].

 

L’articolo di Query prosegue spiegando che Fuso fu invitato in Dipartimento da Sinesio e vi andò con un cultore di
illusionismo e di mentalismo, Carlo Cicala. Sinesio mostrò quello che secondo lui era l’estremo rigore delle precauzioni adottate:

[L]a verifica delle affermazioni dei medium veniva fatta fare al soggetto
stesso che giudicava quanto certe affermazioni corrispondevano o no al
vero. Feci notare che questo era già un grosso punto debole perché
venivano forniti suggerimenti al soggetto ed è risaputo che vi è una
inconsapevole tendenza a trovare corrispondenze anche dove in realtà non
vi sono. Sinesio replicò che si erano già resi conto da soli che questo
rappresentava un punto debole e che quindi, strada facendo, avevano
modificato il protocollo nel modo seguente. Inizialmente al soggetto
veniva fatto compilare un questionario relativo a diverse
caratteristiche del defunto (età, aspetti caratteriali, modo di vestire,
causa di morte, ecc.). Il questionario compilato veniva quindi
conservato in busta chiusa e aperto solo dopo che il medium aveva
completato la sua descrizione.

 

Fuso e Cicala parteciparono a un test con questa procedura:

[Cicala] aveva già precedentemente compilato il questionario, relativamente a un suo
parente defunto. La prima sensitiva fu una signora che sosteneva di
essere in grado di effettuare psicometria, cioè capire le
caratteristiche di un soggetto esaminando un oggetto a lui appartenuto.
Cicala aveva portato un suo vecchio orologio da polso. La signora,
tenendo in mano l’oggetto, cominciò a pronunciare una serie di
affermazioni che non corrispondevano neppure lontanamente alle reali
caratteristiche di Cicala. Lo stesso laureando dovette ammettere il
totale fallimento. A questo punto venne fatta entrare la seconda medium
che, senza vedere Cicala, doveva descrivere le caratteristiche del suo
parente defunto. La signora effettuò la sua descrizione e, alla fine,
noi confrontammo le sue affermazioni con il questionario compilato da
Cicala. Anche questa volta i risultati furono terribilmente deludenti.
La medium non azzeccò niente, neppure il grado di parentela. Il
laureando rimase molto deluso perché, a suo dire, la stessa medium aveva
precedentemente ottenuto risultati molto positivi.

 

Dalla discussione con Sinesio

emerse in modo chiaro la sua totale sprovvedutezza in fatto di indagini critiche sui sedicenti
medium, sull’uso delle tecniche di cold-reading, sull’effetto Barnum e su tutto ciò che può far apparentemente credere che certi soggetti possiedano realmente poteri medianici.

[…] Nonostante avesse dichiarato la sua intenzione di continuare la collaborazione, da allora non ebbi più notizie di Sinesio.
[…] Patrizio Tressoldi, che ricopre il ruolo di ricercatore presso il Dipartimento di Psicologia Generale […] è
una vecchia conoscenza del CICAP. Per un periodo aveva anche cercato di collaborare con noi, ricevendo da noi diverse indicazioni metodologiche.
Ma, evidentemente, non ha tenuto conto dei nostri consigli e col tempo il suo senso critico si è un po’ troppo affievolito […].

 

Silvano Fuso nota inoltre che aveva parlato di Sinesio, “mantenendo però il suo anonimato, al XII Convegno Nazionale del CICAP di Cesena del 2015, con una comunicazione dal titolo ‘Se i medium entrano all’Università’”. La potete vedere qui sotto, e contiene una (facile) profezia del CICAP: “Un fatto è certo: i medium coinvolti vanteranno nei loro curriculum di essere stati testati dall’Università” (a quell’epoca era quella di Genova). Cosa puntualmente avveratasi.

 

Il CICAP, aggiunge Silvano Fuso, ha inviato una lettera al rettore dell’Università di Padova, il cui sito ospitava delle pagine legate a questi ricercatori. Ora sono state rimosse. Ma Internet non dimentica.

La pagina principale del sito di Patrizio Tressoldi (copia permanente; screenshot qui sotto), uno dei ricercatori in questione, linka un Science of Consciousness Research Group, ospitato dal sito dell’UniPD.

 

Il link punta a http://dpg.unipd.it/en/soc, che attualmente dà un 404 not found, ossia non esiste più.

 

Ma fino a pochi giorni fa il link era funzionante, e il 18 dicembre 2020 portava a queste informazioni.

 

Dal sito dell’Università di Padova sono scomparse anche varie altre pagine riferite a questi ricercatori del paranormale:

 

Alcuni screenshot tratti da Archive.org:

 

 

 

Fra le pagine scomparse spicca quella che c’era presso https://dpg.unipd.it/en/soc/participate (copia su Archive.org):

 

Ne riporto il testo:

Participate!

Stiamo raccogliendo esperienze personali definite di solito come “anomale”, “eccezionali” o “straordinarie”, ad esempio esperienze
fuori corpo e durante arresti cardiaci o altri eventi traumatici, sogni o pensieri precognitivi, interazioni mente-materia, visioni di persone
decedute, esperienze di canalizzazione con altre entità, ecc.

Descrivetele rispondendo al questionario (vedi allegato) e speditele a patrizio.tressoldi@unipd.it

 

L’allegato citato è sopravvissuto alla cancellazione: il formulario per la selezione dei presunti sensitivi, su carta intestata dell’UniPD, è ancora online qui al momento in cui scrivo la stesura iniziale di questo articolo. Vi consiglio di scaricarlo presto se volete leggerlo.

Sul sito dell’UniPD c’è anche questo comunicato stampa del 10 luglio 2020 che cita il Science of Consciousness Research Group:

Padova,10 luglio 2020

LA METELLI INCONTRA… I FENOMENI QUANTUM-LIKE DELLA MENTE

Science of Consciousness Research Group del Dipartimento di Psicologia Generale dell’Università di Padova e la Biblioteca Centrale di Psicologia “Fabio Metelli” organizzano l’incontro “I principi contro-intuitivi della fisica e i fenomeni quantum-like della mente”, con Fabio Fracas, fisico, Scientific Associate al CERN di Ginevra, e Patrizio Tressoldi, responsabile del Science of Consciousness Research Group che avrà luogo lunedì 13 luglio dalle ore 18.00 in videoconferenza al link: https://unipd.zoom.us/j/8485485183.

Grazie alla fisica quantistica la scienza ha potuto varcare la soglia dell’infinitamente piccolo per scoprire un universo dove valgono leggi e regole totalmente diverse da quelle della nostra realtà quotidiana. Principi contro-intuitivi che affascinano, stupiscono e al contempo suggeriscono innovative modalità di approccio – quantum-like – a molti quesiti che gli studiosi si pongono fin dall’antichità. E fra questi, naturalmente, anche a quelli sulla natura e il funzionamento della mente e della coscienza.

 

Intanto la vicenda ottiene attenzioni mediatiche, in un perfetto Effetto Streisand:

 

Il 25 dicembre scorso Libero ha pubblicato qui (copia permanente) il testo integrale di un’intervista a Susanna (Susi) Gallesi, che contiene frasi come “Chi è scettico sappia che questa signora ha superato i criteri di accuratezza previsti dal protocollo del gruppo di ricerca italiano sulla medianità riconosciuto dalla Facoltà di Psicologia dell’università di Padova. Test complessi, li definisce il dottor Fernando Sinesio, infatti per ora solo in 7 hanno superato le valutazioni in Italia.” Il trauma subìto dalla Gallesi nell’infanzia (la morte del padre) può offrire una chiave di comprensione della sua vicenda personale. Non metto in dubbio la sua buona fede: dubito invece della spiegazione paranormale offerta dai ricercatori.

— 

In una delle pagine dell’UniPD ora rimosse figura fra i membri del gruppo di ricerca anche Daniela Lucangeli, che dai dati pubblici (anche qui su Cineca.it) risulta essere Professore ordinario del Dipartimento di Psicologia dello sviluppo e della socializzazione dell’Università di Padova ed è prorettrice dell’Università.

Le ho scritto chiedendo una presa di posizione sulla vicenda. La sua risposta, molto sorprendente, è che non fa parte del gruppo di ricerca sulla medianità e non sa nulla del caso. Eppure il suo nome era nella lista dei membri del gruppo SOC.

In una successiva sua mail del 30/12, la professoressa mi ha diffidato dall’usare ulteriormente il suo nome in relazione alla vicenda della medium e mi ha inviato un chiarimento di Patrizio Tressoldi. Questo chiarimento dichiara che:

[…] l’adesione al SOC (Science of Consciousness Research Group)
non prevede automaticamente che si aderisca a tutti i progetti di
ricerca.
Nel caso specifico della linea
di ricerca inerente lo studio della medianità, solo io [Tressoldi] faccio parte del
GRIM (Gruppo di Ricerca sulla Medianità), che è un gruppo autonomo
rispetto al SOC.
Quindi è possibile che alcuni membri del SOC non ne siano coinvolti e a conoscenza di tale attività di ricerca.

Riporto quanto sopra per dovere di cronaca.

C’è ancora un dettaglio molto importante in tutta questa vicenda, ma per ora non ve ne posso parlare visti i possibili risvolti legali. Aggiornerò questo articolo man mano che arriveranno altre informazioni.

 

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Lo strano caso di Susanna Gallesi, la medium “certificata dall’Università di Pavia” (o Padova) stando a Pomeriggio 5: prima parte

Lo strano caso di Susanna Gallesi, la medium “certificata dall’Università di Pavia” (o Padova) stando a Pomeriggio 5: prima parte

Ultimo aggiornamento: 2020/12/22 15:50.

Pochi giorni fa, il 16 dicembre, il programma Pomeriggio 5 ha pubblicato questo tweet, nel quale presentava una “medium certificata dall’Università di Pavia” (il video della dichiarazione è qui su Youtg.net).

Mi sembrava strano che l’Università di Pavia avesse certificato una medium, per cui ho chiesto lumi pubblicamente:

L’account ufficiale dell’Università di Pavia mi ha risposto pubblicamente dicendo “Ovviamente (ma c’è bisogno di dirlo?) l’Università di Pavia non certifica medium” (copia permanente).

Dopo questa dichiarazione dell’Università di Pavia, ho chiesto pubblicamente chiarimenti a Pomeriggio 5:

Non ho ricevuto risposta, ma il tweet di Pomeriggio 5 è stato rimosso. Rimane conservato e citato da varie fonti e in screenshot (Bufale.net, Movieplayer, IlSussidiario, PrimaPavia, Giornalettismo, Solodonna, Caffeinamagazine).

Avrei lasciato perdere questa faccenda se non ci fosse stato un seguito:

In un post su Facebook di Signor Distruggere, nel quale lui chiariva che Aggiornamento: pare che Pomeriggio 5 abbia scritto erroneamente “Pavia”, ma che in realtà ci si riferisse a Padova, è comparso un commento di “Susi Gallesi” che dice Evitare
di mettere notizie false per farvi pubblicità o ti parte una denuncia
NON È MAI STATA NOMINATA L ‘UNIVERSITÀ DI PAVIA siete vergognosi
. Il commento è effettivamente partito da un account che mostra il libro di Susi Gallesi e foto della persona apparsa nel programma di Pomeriggio 5.

In altre parole, tutto indica che la medium avrebbe minacciato di denunciare Signor Distruggere per diffamazione perché lui sarebbe colpevole di aver condiviso una conversazione pubblica nella quale si chiedevano chiarimenti su un errore commesso da Pomeriggio 5.

L’università certificatrice, inoltre, sarebbe appunto quella di Padova, non quella di Pavia. Ma sul profilo Facebook della medium, Susanna Gallesi, lei stessa scrive che neppure l’Università di Padova l’ha certificata: NON È L ‘UNIVERSITÀ CHE RILASCIA CERTIFICATI(copia permanente). 

Però pubblica, sempre sul suo profilo, la foto di una pagina di Libero che dice che lei, chiamata qui Susi Gallesi, è “una medium certificata dall’università”.

L’articolo, fra l’altro, dice che la Gallesi afferma di avere le foto degli angeli che ha visto: sarebbe molto interessante vederle e soprattutto vedere come le produce.

Susi Gallesi pubblica su Facebook anche una fotografia del proprio “certificato” (copia permanente), il cui PDF originale è qui sul suo sito (copia permanente).

Questo è uno screenshot del PDF, per maggiore chiarezza: non chiedetemi quali siano “gli usi consentiti dalla legge”. O quale sia la legge che regola le certificazioni dei poteri paranormali dei medium.

Ho chiesto via Twitter all’Università di Padova se il citato “gruppo di ricerca italiano sulla medianità” sia autorizzato a usare il
logo dell’Università di Padova sulle sue “certificazioni” di medium. Sono in attesa di una risposta formale, ma intanto Ferdinando Sinesio, definitosi “coordinatore della ricerca”, ha scritto su Facebook che “L’università di Padova ha autorizzato il GRIMM (GRUPPO ITALIANO RICERCA SULLA MEDIANITÀ) a svolgere tale ricerca per proprio conto. La certificazione che rilasciamo rappresenta la “divulgazione” dei risultati dei nostri esperimenti” e che “L’università di Padova ha rilasciato 4 documenti autorizzatori della ricerca. L’università di Pavia non c’entra nulla, è un errore di Barbara D’Urso” (copia permanente).

Nell’attesa sono andato a vedere quali sono i “criteri di accuratezza” citati nel “certificato”, seguendo il link abbreviato tidy.ws/6rk7NC, che porta a un avviso “sito ingannevole” e infine a un PDF ospitato sul sito Patriziotressoldi.it (copia permanente). Il PDF è un “Protocollo di verifica delle capacità medianiche”, che contiene il logo del Dipartimento di Psicologia Generale dell’Università degli Studi di Padova.

A parte le perle d’italiano tipo “Fornire il nome del nome del defunto”, che non promettono grande “accuratezza”, il resto del “protocollo” è di una nebulosità burocratese assoluta. Noto subito chicche come il fatto appunto che la medium deve ricevere il nome del defunto “per favorire la canalizzazione del sensitivo”. Nel senso che nell’aldilà si chiamano tutti per nome, Mario, Piero, Cesira? E in che modo dare solo il nome del defunto, senza cognome, aiuta il medium? Avete idea di quanti Mario ci sono nell’aldilà?

Il protocollo è privo di qualunque informazione su eventuali procedure per impedire frodi o comunicazioni involontarie di indizi. Un prestigiatore ci andrebbe a nozze. Un paper degli stessi ricercatori (Mediumship accuracy: a quantitative and qualitative study with a triple-blind protocol) è più prodigo di dettagli, ma restano altre chicche metodologiche: per esempio, al medium basta azzeccare il colore dei capelli (“aveva capelli scuri”) per avere un successo valido per il punteggio finale. E i familiari del defunto ricevono
DUE letture fornite dal medium, e dovranno valutare ENTRAMBE. Così
scelgono automaticamente quella più calzante. Piace vincere facile?

Veniamo ora all’elenco dei medium che hanno superato i criteri. Secondo il “certificato” di Susanna Gallesi, il link è questo: tidy.ws/82kaVD. Questo link porta a un PDF, sempre ospitato su Patriziotressoldi.it (copia permanente).

Uno dei nomi, Slavy Gehring, è a Mendrisio. A pochi chilometri da casa mia. Molto interessante.

EvanLab, il cui logo compare nel “certificato”, pubblica video come questo, che parla della capacità di comandare dispositivi a distanza con il pensiero. La ricerca è spiegata in maggiore dettaglio in questo loro articolo, e afferma di costituire “una prova di fattibilità della costruzione di dispositivi elettronici influenzabili mentalmente a distanza” (copia permanente). Questa non è più una tesi spiritualista o metafisica sulla quale è impossibile indagare scientificamente: questa è un’affermazione fattuale, verificabile o smentibile tramite sperimentazione. Ce la dimostrino in condizioni controllate, se sono capaci.

Intanto vorrei sapere cosa ne pensa l’Università di Padova di avere il
proprio nome associato pubblicamente con dei ricercatori convinti di
poter certificare comunicazioni con l’aldilà e poteri paranormali di
telecinesi.

Questi sono i fatti, e qui mi fermo. Aggiungo solo un chiarimento: ognuno è libero di avere la propria spiritualità. Non è questo che metto in discussione. Quello che critico è il gesto della medium di minacciare denuncia per diffamazione. A casa mia si chiama intimidazione. A casa d’altri si chiama querela temeraria.

Rispetto il diritto di credere nell’aldilà e di credere che esistano davvero medium capaci di parlare coi defunti (a patto di sapere come si chiamano). Ma quello che non merita rispetto è l’intimidazione verso chi non ha fatto altro che condividere un’informazione pubblica. Informazione pubblica che, per chi se la fosse persa, è questa:

Se la signora Susanna Gallesi ritiene davvero opportuno denunciare qualcuno per aver diffuso quello screenshot pubblico, allora se la prenda con me. Nel frattempo, si studi bene il concetto di Effetto Streisand. Vi aggiornerò se ci saranno sviluppi. Nel frattempo ringrazio i tanti (troppi per citarli) che hanno contribuito a questo racconto trovando informazioni e documenti.

2020/12/22 10:50. L’Effetto Streisand comincia ad agire. Su Quotidiano.net trovate un articolo che parla della vicenda (copia permanente) descrivendo “un gruppo di ricerca affiliato al dipartimento di psicologia dell’ateneo
di Padova”
che “ha certificato che [alcune persone] posseggono facoltà medianiche. Il team è
composto da sei studiosi. Coordinatore è Fernando Sinesio, 47 anni”
, con “presupposti […]
assolutamente scientifici”
. Va be’. 

 

2020/12/22 15:50. C’è più di un seguito a questa vicenda, che pubblicherò a breve.


2020/12/28 15:40. Il “più di un seguito“ è raccontato qui.


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Huffington Post: “Prima pena di morte in Cina per uomo che tenta la fuga da Wuhan”. Non era a Wuhan e ha ucciso due funzionari

Huffington Post: “Prima pena di morte in Cina per uomo che tenta la fuga da Wuhan”. Non era a Wuhan e ha ucciso due funzionari

Marco Lupis su Huffington Post Italia pubblica un articolo intitolato “Prima pena di morte in Cina per uomo che tenta la fuga da Wuhan”. Ma leggendo il testo emerge che l’uomo non stava tentando la fuga da Wuhan. Si trovava infatti nella provincia dello Yunnan, nel sud-ovest della Cina, che dista da Wuhan circa 1500 chilometri.

Non solo: la condanna a morte non è stata inflitta per aver tentato la fuga, ma per aver “pugnalato a morte due funzionari in un posto di blocco istituito per contenere la diffusione del coronavirus all’inizio di febbraio, nel tentativo di fuggire dalla “zona rossa” e tornare al proprio villaggio.” Lo scrive lo stesso Lupis nell’articolo. Ma chi si ferma al titolo legge tutta un’altra storia.

Se vogliamo migliorare la qualità del giornalismo, eliminiamo i titolisti sciacalli.

2020/03/04 10:30. Il titolo è stato cambiato in “Prima pena di morte in Cina per uomo che tenta la fuga dalla quarantena.”

Fonti aggiuntive: Globaltimes.cn, Twitter, Wattpad, Twitter.

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Centro Meteo Italiano: la “tuta spaziale di Louis Armstrong”

Centro Meteo Italiano: la “tuta spaziale di Louis Armstrong”

A volte non si capisce se il giornalismo verrà ucciso dai giornalisti capra o dai titolisti imbecilli. Forse si accoppieranno tra loro e creeranno un mostro metà capra e metà titolista, la cui orrenda nascita scatenerà l’apocalisse finale. Nel frattempo, contemplate questo spettacolo (copia permanente su Archive.org; copia su Archive.is), offerto da Centro Meteo Italiano, che si dichiara orgoglioso di “contribuire alla audience di Il Messaggero.it”. Fossi in quelli del Messaggero, non so se vorrei questo tipo di “contributo”.

Gìà il titolo, con quel “Tuta spaziale di Louis Armstrong” è da vergogna totale. Santo cielo, bisogna essere supremamente ignoranti per confondere il jazzista (Louis) con il primo uomo sulla Luna (Neil). Però potrebbe essere colpa del titolista, e il povero autore dell’articolo, Alessandro Allegrucci, potrebbe sembrare a prima vista vittima di un sommo Clouseau della titolazione. Ma poi si leggono nel suo testo perle come questa: “Tutti gli appassionati di baseball, uno sport molto popolare negli USA”. Ma non mi dire. Meno male che c’è Allegrucci a informarci, altrimenti chi l’avrebbe mai saputo?

Ma la mazzata finale, quella che frantuma ogni speranza di redenzione, arriva quando ci si accorge che Allegrucci scrive per una sezione intitolata “Astronomia, spazio e astrologia”.

E allora diventa chiaro che qui non è il singolo che sbaglia. È proprio un metodo collettivo.

2019/09/05

Il nome di Armstrong è stato corretto nel titolo (ma non nell’URL) e ho ricevuto una mail di contestazione da parte di una persona che si è qualificata come redattore di Centro Meteo Italiano e ha chiesto la rimozione dei contenuti riferiti a CMI, parlando di lesioni all’onorabilità e minacciando velatamente un’azione legale.

La mia risposta, in sintesi: no. L’erroraccio l’avete fatto voi, non io. Vi siete lesi da soli. Ho concluso chiedendo se non sarebbe stato più elegante ed efficiente scrivere semplicemente “abbiamo sbagliato, ce ne scusiamo con i lettori, staremo più attenti” e ho ricordato l’esistenza dell’Effetto Streisand.

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Sono stato diffidato dagli autori di Dostupno

Sono stato diffidato dagli autori di Dostupno

Immagine tratta da un video
promozionale di Dostupno.

Ieri (sabato) ho ricevuto una diffida, redatta da un avvocato, a nome dei creatori dell’app Dostupno: quella che ho raccontato qui.

L’aspetto tecnico interessante della diffida è che conferma esplicitamente l’esistenza di un “database” (questo è il termine tecnico usato nella diffida) che contiene perlomeno dei “numeri” (presumo di telefono degli utenti), cosa che stride parecchio, in termini di GDPR, con quelle “Norme sulla Privacy” costituite da un lorem ipsum (che sono state nel frattempo aggiornate e poi riportate al lorem ipsum, ma ormai è troppo tardi).

La diffida, in sintesi, chiede a me e altri di provvedere all’“immediato blocco di pubblicazione e cancellazione di notizie illegittimamente acquisite e pubblicate” e cita due articoli del codice penale italiano (articolo 615 bis, interferenza illecita nella vita privata, e articolo 595, diffamazione).

Ho risposto come segue:


Egregio Avv. [omissis],

in risposta alla Sua comunicazione di diffida, le chiedo di chiarirne i contenuti, che ho trovato piuttosto criptici. Specificamente, con riferimento alle parole della diffida “immediato blocco di pubblicazione e cancellazione di notizie illegittimamente acquisite e pubblicate”, Le chiedo di chiarire:

1. Che cosa intende per “blocco”

2. Da dove dovrebbe avvenire la richiesta “cancellazione”

3. Quali sarebbero, esattamente, le “notizie illegittimamente acquisite e pubblicate”

Con riferimento alle ipotesi di “interferenza illecita nella vita privata” e “diffamazione”, le chiedo di chiarire:

4. In cosa consisterebbe, specificamente, questa presunta “interferenza”

5. Quali sarebbero, specificamente, i contenuti diffamatori

6. Se lei e i suoi assistiti sono al corrente del significato del termine tecnico “effetto Streisand”.


Distinti saluti,

Paolo Attivissimo

Vi terrò aggiornati. Intanto pubblico qui il contenuto delle “Norme sulla Privacy” di Dostupno, aggiornate guarda caso dopo il mio articolo. Questa versione è stata poi rimossa:

PRIVACY POLICY

Informativa Privacy

1. INTRODUZIONE

Per fornire il Servizio, è necessario prelevare lo stato del proprio dispositivo affinchè lo stesso possa ricevere i messaggi

La presente informativa contiene una descrizione delle tipologie di dati che verranno raccolti, delle finalità per le quali tali dati verranno trattati, dei soggetti ai quali essi potranno essere comunicati e fornisce ulteriori informazioni utili per permettere agli Utenti di prestare il proprio consenso informato al trattamento dei propri dati personali.

La presente Privacy Policy è stata redatta in conformità del GDPR ( Regolamento Europeo sulla Protezione dei Dati )

2. RACCOLTA DELLE INFORMAZIONI E CHIUSURA DELL’ACCOUNT

I dati vengono raccolti solo in fase di registrazione descritta nel paragrafo 2.1 che segue.

2.1 Registrazione

Nel processo di registrazione dei messaggi, sono richiesti dati quali il solo numero telefonico del dispositivo ( affinchè possa ricevere messaggi da altri utenti ).

2.2 Chiusura dell’account

Il gestore del Servizio potrà decidere di chiudere il suo account sull’App in qualsiasi momento.
In caso di chiusura del suo account per qualsiasi motivo i suoi dati personali saranno cancellati.

3. UTILIZZO DELLE INFORMAZIONI (FINALITA’ E MODALITA’DEL TRATTAMENTO)

I dati raccolti dall’App vengono trattati per le seguenti finalità:

Offrire il Servizio, fare in modo che possa essere contattato;

Si precisa in particolare che:

I suoi dati verranno prevalentemente trattati con strumenti elettronici o comunque automatizzati.

5. COMUNICAZIONE E AMBITO DI DIFFUSIONE DEI DATI

I suoi dati personali non verranno comunicati a nessuno

I suoi dati personali, raccolti nell’ambito dell’utilizzo del Servizio, non saranno oggetto di diffusione.

2019/02/23 18:15

La mia mail all’avvocato è stata respinta:

Final-Recipient: rfc822; [omissis]@pecstudio.it
Action: failed
Status: 5.0.0
Remote-MTA: dns; mail.sicurezzapostale.it. (89.97.236.171, the server for the domain pecstudio.it.)
Diagnostic-Code: smtp; 554 <paolo.attivissimo@gmail.com> Sender address rejected by smtpproxy: Access denied
Last-Attempt-Date: Sat, 23 Feb 2019 08:31:58 -0800 (PST)

L’avevo comunque mandata in copia CC agli altri interessati citati nella mail di diffida.

2019/02/24 9:15

Le “Norme sulla Privacy” di Dostupno sono tornate ora al lorem ipsum, con buona pace del GDPR e probabilmente anche delle regole di Google Play. Date un’occhiata, infatti, alla sezione Privacy, sicurezza e comportamento ingannevole di Google Play.

Le norme-che-non-lo-sono di Dostupno contengono anche un banner pubblicitario variabile, cosa piuttosto bizzarra per una norma sulla privacy.

Il codice sorgente di questa pagina è ancora più interessante (ho sostituito i simboli di maggiore e minore con dei guillemet, ossia ‹ e ›, e lo riporto qui come blocco unico perché è così nell’originale): è davvero un bel po’ di codice per un semplice lorem ipsum.

‹!doctype html›‹html lang=”en”› ‹head›‹title›policydostuponohtml – IF Inspreifon‹/title›‹meta name=”description” content=”IF Inspreifon il virtuale diventa reale. – policydostuponohtml” /›‹meta name=”keywords” content=”if, inspreifon, if inspreifon. app if” /›‹meta charset=”utf-8″ /›‹meta property=”og:title” content=”policydostuponohtml – IF Inspreifon”/›‹meta property=”og:description” content=”IF Inspreifon il virtuale diventa reale. – policydostuponohtml” /›‹meta name=”fragment” content=”!”/›‹meta property=”og:site_name” content=”IF Inspreifon”›‹meta property=”og:url” content=”http://www.if-inspreifon.com/policydostuponohtml”/› ‹meta name=”twitter:title” content=”policydostuponohtml – IF Inspreifon”/› ‹meta name=”twitter:description” content=”IF Inspreifon il virtuale diventa reale. – policydostuponohtml” /› ‹meta name=”robots” content=”all” /›‹meta name=”revisit-after” content=”10 days” /›‹meta name=”viewport” content=”width=1024″ /›‹link href=”//www.flazio.com/css/animations.css” rel=”stylesheet” /›‹link href=”customstyle.css” rel=”stylesheet” /›‹link href=”https://www.flazio.com/img/favicon.png?n=222&#8243; rel=”icon” type=”image/x-icon” /›‹link rel=”alternate” hreflang=”it” href=”http://www.if-inspreifon.com/it/policydostuponohtml”/›‹link rel=”alternate” hreflang=”ru” href=”http://www.if-inspreifon.com/ru/policydostuponohtml”/›‹link rel=”alternate” hreflang=”en” href=”http://www.if-inspreifon.com/en/policydostuponohtml”/›‹style›@font-face {font-family: ‘Open Sans’;src: url(‘//www.flazio.com/componenti/font/OpenSansR.woff’) format(‘woff’);font-style: normal;}html{-webkit-text-size-adjust: 100%;}*{ margin:0; /*text-rendering: optimizeLegibility;*/}#mc5 h1,#mc5 h2,#mc5 h3{font-weight: 400;}body, #website {overflow-x: hidden;overflow-y: scroll;background: #ffffff;margin: 0;font-family:’Open Sans’,sans-serif; position: absolute; top: 0px; left: 0px; width: 100%; height: 100%; /*-webkit-font-smoothing: antialiased;*/-webkit-overflow-scrolling: touch;}div, span {max-height: 100000px;}.testoc{line-height: 1.2; vertical-align:top;}body.flazioNoScroll{overflow: hidden !important;}body *::-webkit-scrollbar { width: 8px;}body *::-webkit-scrollbar-thumb { border-radius: 15px; background: rgba(153, 156, 161, 0.8);}body *::-webkit-scrollbar-track { border-radius: 5px; border: 1px solid rgba(255,255,255,0.1); background: rgba(0,0,0,0.1);} .yscrollbar { position: absolute; top: 0; right: 0; width: 10px; background: red; z-index:30000; -webkit-border-radius: 15px; -moz-border-radius: 15px; border-radius: 15px; /* Background */ background: rgba(0, 0, 0, 0.2); /* Border bottom light */ border-bottom: 1px solid rgba(255, 255, 255, 0.1); /* Inner top shadow */ -moz-box-shadow: inset 0 3px 5px rgba(0, 0, 0, 0.1); -webkit-box-shadow: inset 0 3px 5px rgba(0, 0, 0, 0.1); box-shadow: inset 0 3px 5px rgba(0, 0, 0, 0.1); } .yscroller { background: #bbd; position: relative; top: 0; left: 0; width:100%; height:70px; cursor: pointer; } .yscroller:hover { background: #bbd; position: relative; top: 0; left: 0; cursor: pointer; -webkit-border-radius: 15px; -moz-border-radius: 15px; border-radius: 15px; } .yscroller:active { background: #003399; position: relative; top: 0; left: 0; 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Giuseppe Vatinno e l’uso dei nuovi media

Giuseppe Vatinno e l’uso dei nuovi media

Questo articolo vi arriva grazie alla gentile donazione di “massimo.soff*”. L’articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale. Ultimo aggiornamento: 2018/10/14 21:00.

Il deputato Giuseppe Vatinno ha già dato interessanti dimostrazioni della competenza dei politici nell’uso dei nuovi media, come ha raccontato Giornalettismo qui, qui e qui, dispensando su Twitter e Facebook insulti come “faccia da ca.zo” e “cybercoglionazzo” a chi ha osato criticarlo per aver firmato (insieme a Francesco Barbato) una interrogazione parlamentare sugli extraterrestri basata su premesse che meritano assolutamente di essere lette per il loro surrealismo. Perché con tutti i problemi che ha l’Italia, è giusto che i deputati si preoccupino dei rapporti con gli UFO.

Non pago di quest’elargizione di insulti, ha anche risposto così a un utente di Twitter, @paolobertotti (Photobuster): “Godo molto nel non essere stato eletto e che lei mi paghi lo stipendio. Sono al ristorante a mangiare alla faccia sua” (link). Una maniera davvero singolare di accattivarsi le simpatie dei contribuenti. Persone poco sensibili al sottile umorismo del deputato potrebbero scambiarla per una manifestazione della più squallida arroganza del potere.

Oggi il deputato Vatinno se l’è presa anche con me, in un fiume di tweet pubblici che riporto testualmente prima che ne perda il filo (il suo account Twitter pubblico è, come dire, piuttosto prolifico). Tutto inizia con una richiesta di un mio lettore di commentare l’interrogazione:

dcavedon
Alla Camera dei Deputati “Indagini sul fenomeno ufologico”, mi piacerebbe sentire il parere di @disinformatico http://t.co/mwcEYTZu #UFO
12.01.13 13:03

Rispondo così:

disinformatico
@dcavedon Te lo dico non appena smetto di ridere 🙂
12.01.13 14:42

Tutto qui. Ma sono già stato chiamato in causa da Vatinno:

GiuseppeVatinno
@PaoloBertotti @disinformatico Bertotti, ma tu la mattina ti fai la barbetta con il rasoio di Occam?
12.01.13 13:49

Non voglio fare polemica e la battuta a mio parere è decisamente infantile, per cui la faccio breve:

disinformatico
@GiuseppeVatinno @paolobertotti Chiunque si abbassi ad attacchi personali invece di criticare le idee ha perso in partenza la discussione
12.01.13 16:38

A questo punto parte il torrente di tweet di Vatinno:

GiuseppeVatinno
@disinformatico @GiuseppeVatinno @PaoloBertotti Attacchi personali? È il fotomontaggio di Bertotti che neppure conoscevo? Senza parole
12.01.13 16:41

GiuseppeVatinno
@disinformatico Perchè non ti rilassi attivissimo? Rischi di passare per uno scientista; la Scienza li studia i fenomeni.Tu li neghi
12.01.13 23:10

GiuseppeVatinno
@disinformatico Tu hai una posizione apriori; neghi ogni possibilità prima di averla esaminata;sei un torquemada dello scientismo
12.01.13 23:10

GiuseppeVatinno
@disinformatico La tua vita intrisa di materialismo deve essere ben triste povero attivissimo.pensa un po’ di più alla fantasia.Ti farà bene
12.01.13 23:11

GiuseppeVatinno
@disinformatico Sei stato tu attivissimo?
12.01.13 23:12

Non so a cosa si stia riferendo.

GiuseppeVatinno
@disinformatico @elegantbear78 Ma perchè non parli normale attivissimo?
12.01.13 23:12

GiuseppeVatinno
@disinformatico Ma che fai scadi nell’attacco personale attivissimo? Non eri contro?Ah la coerenza…
12.01.13 23:13

GiuseppeVatinno
@disinformatico Sempre un signore eh attivissimo?
12.01.13 23:13

GiuseppeVatinno
@disinformatico @RandagiaMente @sydbarrett76 Molto democratico, attivissimo.Come al solito vuoi stroncare, estirpare, ma rilassati!
12.01.13 23:14

GiuseppeVatinno
@disinformatico @matteorossini @il4fili @UAAR_it Sei un Gran Democratico attivissimo! Sei proprio un bel censore eh?
12.01.13 23:14

GiuseppeVatinno
@disinformatico @diegodemartin Che fico che sei attivissimo
12.01.13 23:15

GiuseppeVatinno
@disinformatico @carlobis quello che non ti piace è pseudoscienza eh attivissimo?
12.01.13 23:16

GiuseppeVatinno
@disinformatico Per te basta il monodimensionale attivissimo
12.01.13 23:18

GiuseppeVatinno
@disinformatico Attivissimo ma tu sei fissato con gli alieni!
12.01.13 23:19

GiuseppeVatinno
@disinformatico E’ la tua mente chiusa come il nulla, attivissimo
12.01.13 23:19

Il bello di tutta questa pioggia di tweet è che Vatinno sta parlando da solo, perché io non ho replicato né avuto altra comunicazione con lui, per cui non ho attaccato, censurato, stroncato o estirpato lui o altri. Non solo: le conversazioni associate a quei tweet sono per me inaccessibili (dal mio account Twitter, i loro link portano al messaggio “Spiacente, non sei autorizzato a vedere questo stato”). Non potrei parteciparvi neanche se volessi.

Grazie alle verifiche dei lettori, dopo la pubblicazione iniziale di questo articolo è emerso che Vatinno sta rispondendo a dei miei vecchi tweet (Chris Priestly ha compilato il tutto come screenshot qui), alcuni risalenti addirittura al 21 dicembre scorso, ma al tempo stesso mi ha bloccato l’account, per cui non posso proseguire la conversazione. In pratica, Vatinno prima attacca briga con me, poi mi toglie la possibilità di replicare. Una squisita lezione di democrazia online.

Tutta la faccenda, insomma, emana un aroma di effetto Streisand che promette di essere memorabile come quello dei piedi di un pentatleta.

So che molti se la sono presa, ma personalmente non posso che ringraziare il deputato Vatinno per aver dato in un colpo solo una dimostrazione così pubblica, netta e brillante di ben tre concetti: essere laureati in fisica (come lo è Vatinno) non conferisce una patente d’infallibilità a tutto campo, come invece credono in molti; l’imbarazzante inettitudine dei politici italiani nell’uso dei nuovi media (basti confrontare le parole di Vatinno con questa risposta della Casa Bianca); e le ragioni per le quali gli ufologi vengono spesso visti come pazzi paranoici che aggrediscono chi, come Query o Marco Cattaneo su Le Scienze, tenta di spiegare loro pazientemente dove sbagliano. Quando poi il fisico, il politico e l’ufologo coincidono, nasce la tempesta perfetta. La perfect storm; o, in questo caso, perfect shitstorm.

Vado a prendere il popcorn.

No, non ancora. C’è il gran finale. Sapevate che Vatinno è uno dei creatori di Internet? Ipse dixit: “La Rete non può essere il regno dei CyberTeppisti e questo lo dico io che la Rete ha contribuito a crearla già al Cern nel lontano 1986”. Tim Berners-Lee, Vint Cerf, Leonard Kleinrock, Jon Postel, fatevi da parte.

Aggiornamento (2013/01/13  22:40): Dai commenti mi segnalano che Vatinno ha pubblicato sul suo sito un post che mi riguarda. Illuminante.

Questo, signori, è quello che ritiene opportuno scrivere pubblicamente un deputato della Camera italiano. Quale sublime ironia che queste parole provengano da una persona che siede alla Camera a rappresentare un partito che si chiama Italia dei Valori. Non ho altro da aggiungere e non spenderò altro tempo dietro questa storia davvero deprimente.

2018/05/06 14:45

Piccolo aggiornamento: vedo che a dicembre 2016 Vatinno ha scritto un articolo su Affaritaliani.it che mi riguarda personalmente, rimproverandomi fra le altre cose di avere costruito un “impero mediatico”, di aver ottenuto “lucrosi guadagni” e di pagare le tasse in Svizzera. Non so dove altro dovrei pagarle, visto che ci abito da più di un decennio (link intenzionalmente alterato; copia aggiornata su Archive.is; copia precedente su Archive.is). Non è il suo unico attacco personale che mi riguarda.

Segnalo inoltre l’articolo Giuseppe Vatinno: Ex deputato, giornalista e ufologo “transumano” [2018/10/14: articolo non più disponibile, ma dovrebbe essercene una copia qui] che contiene molti link interessanti alle esternazioni di Vatinno e ne delinea la figura. Buona lettura.

2018/10/14 21:00

Ho aggiornato il link all’articolo dedicato a Vatinno, visto che l’originale non è più online.

Butac.it è tornato online dopo il sequestro integrale: analisi delle accuse

Butac.it è tornato online dopo il sequestro integrale: analisi delle accuse

Ultimo aggiornamento: 2018/04/16 20:00.

Il popolare sito di debunking Butac.it è tornato online ieri dopo il sequestro preventivo dei giorni scorsi, che ho raccontato qui. È stato rimosso l’articolo di Butac.it del 2015 che è stato considerato diffamatorio dall’oncologo olistico Claudio Pagliara, autore della querela.

Al posto dell’articolo contestato, intitolato “L’oncologo olistico e l’autoguarigione”, compare ora questa indicazione:

Il testo originale resta disponibile su Archive.org. Non è un capolavoro di prosa, ma va letto per capire quali sono i fatti e confrontarli con le informazioni pubblicate sui media, per esempio su Brindisi Report, che spiega le argomentazioni del medico e di Butac.it.

2018/04/12 – Alcune annotazioni

Va chiarito, innanzi tutto, che l’articolo non è stato scritto da Michelangelo Coltelli ma da una persona che usa gli pseudonimi “Gabriel Deckard” e “Ninth”.

L’articolo è in gran parte una critica a Dionidream, sito piuttosto ben conosciuto per le sue posizioni pseudoscientifiche, non a Pagliara, il cui nome compare per la prima volta solo a circa un terzo del testo anche se il titolo dell’articolo è “L’oncologo olistico e l’autoguarigione”.

L’articolo, infatti, parte dal fatto che Dionidream ha citato un’intervista del TG1 a Pagliara, datata 8 marzo 2015, e l’ha presentata come conferma della propria visione del mondo, secondo la quale l’autoguarigione, anche di malattie molto gravi, avverrebbe anche senza farmaci.

L’articolo segnala che nell’intervista a Pagliara citata da Dionidream in realtà viene detto quasi subito il contrario, vale a dire che i farmaci sono necessari per la guarigione e che il pensiero positivo può agevolare ma non sostituire l’intervento farmacologico.

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L’avvocato di Pagliara, secondo quanto riportato da Brindisreport, dice che “L’oncologo è stato accusato ingiustamente di avere diffuso teorie di autoguarigione o terapie alternative che avevano come unico scopo quello di “turlupinare l’ingenuo” profittando dello stato di disperazione in cui versa l’ammalato“. Ma nell’articolo di Butac la frase “turlupinare l’ingenuo” non è riferita a Pagliara: grammaticalmente è riferita a Dionidream. Leggiamola:

[…] il test [lo “studio scientifico” citato da Dionidream] ha spiegato come un’attitudine diversa nei confronti della malattia migliora sensibilmente i tempi di recupero da una malattia. Asserire che questi studi siano la prova dell’autoguarigione è un modo come un altro di turlupinare l’ingenuo e il disperato.

Infatti l’articolo di Butac dice che la pagina Dionidream ha parlato di “studi scientifici” che proverebbero il tutto”; ed è ancora Dionidream, non Pagliara, che asserisce che questi studi siano la “prova dell’autoguarigione”, come citato nell’articolo.

Va detto, tuttavia, che anche Pagliara, nel suo libro La via della guarigione, cita lo stesso studio al quale si riferisce Dionidream e che viene citato dall’intervista del TG1 (a 1:38), che è Effect of psychosocial treatment on survival of patients with metastatic breast cancer (Spiegel D1, Bloom JR, Kraemer HC, Gottheil E.; Lancet 1989 Oct 14;2(8668):888-91). Pagliara lo cita nel capitolo 5.

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Pagliara, sempre su Brindisireport, dice:

Una delle cose più gravi emerse leggendo l’articolo è che l’autore asserisce che io abbia fatto alcune affermazioni che in realtà non ho mai fatto né nel corso dell’intervista né in nessuna mia conferenza o articolo scientifico o divulgativo, ma che sono addirittura opposte a quanto sostengo con forza in tutte le sedi. Basta una rapida verifica per constatare che ho sempre sostenuto che la medicina olistica, non è, né deve essere, alternativa, bensì integrativa.“

Le parole “una delle cose più gravi” sembrano indicare che questa attribuzione di dichiarazioni mai fatte sia uno degli elementi fondanti della querela. Ma è vero quello che afferma Pagliara, ossia che ha sempre sostenuto che la medicina olistica è integrativa e non sostitutiva? Direi di no. Ho provato a fare proprio quella “rapida verifica” che Pagliara ha proposto.

È emerso, per esempio, che sul sito Claudiopagliara.com c’è una pagina (archiviata qui su Archive.org) che contiene affermazioni come queste:

I tuoi pensieri sono la vera fonte della tua malattia o della tua guarigione.
Se vuoi guarire devi, prima di tutto e soprattutto, guarire i tuoi pensieri e le tue convinzioni.

[notate il “prima di tutto e soprattutto”]

Probabilmente ti starai chiedendo : vuoi dire forse che posso cambiare il mio cervello, il mio corpo ed il mio ambiente solo con i miei pensieri?
Si!!!!  E’  proprio così!!!

Queste non sembrano essere affermazioni di chi considera la medicina olistica come meramente “integrativa”.

Inoltre quel “Si!!!!  E’  proprio così!!!”, con punti esclamativi tripli e quadrupli, stride un po’ con la “dignità professionale” che secondo il legale di Pagliara sarebbe stata lesa.

Sempre a proposito di “dignità professionale”, vale la pena di considerare questo video, nel quale Pagliara non parla affatto di terapie mediche, ma per tutto il video inanella luoghi comuni da psicologia spicciola e fa affermazioni pseudoscientifiche come “l’energia più informata esistente nell’universo conosciuto è rappresentata dal pensiero” (a 1:10) o “c’è dentro di te un potere alchemico… ci riferiamo al potere di trasformare i pensieri negativi… in pensieri positivi, cioè in farmaci” (a 2:10), che non hanno nessun significato reale. E per essere un oncologo parla davvero tanto di psicologia.

In un’altra pagina dello stesso sito Claudiopagliara.com (archiviata qui su Archive.org) ci sono affermazioni come queste:

Nella medicina olistica è custodito il segreto per la guarigione di quasi ogni malattia, compreso il cancro.

[…]

Un tumore, ad esempio, può essere dovuto all’esposizione a cancerogeni, oppure ad uno stato importante di depressione conseguente ad un isolamento affettivo e sociale

Sempre in quest’ultima pagina ci sono contraddizioni interessanti come questa:

La medicina olistica non fa assolutamente parte delle medicine alternative, anche se può accogliere al suo interno i saperi di varie medicine altenative [sic]

Nel suo libro La via della guarigione, Pagliara cita, a rinforzo delle proprie tesi, la notizia che “Il dott. Michel Moirot… sostiene che ‘uno choc affettivo felice può guarire un ammalato di cancro se egli prova di nuovo, in seguito a questo choc, la gioia di vivere’.” Un‘affermazione straordinaria, priva di qualunque dato di conferma e che, come il resto del libro, pone fortemente l’accento sulle presunte facoltà di autoguarigione e tralascia il valore della terapia medica convenzionale, dando l’impressione che Pagliara non consideri affatto la medicina olistica come una mera integrazione della medicina comune.

In altre parole, gli scritti passati di Pagliara smentiscono quanto Pagliara stesso ha dichiarato a Brindisi Report.

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“Mai detto che il cancro si cura con la preghiera e la dieta”
, dice Pagliara secondo il virgolettato di Brindisireport. Tuttavia il suo libro La via della guarigione è ricchissimo di asserzioni religiose usate come suggerimenti terapeutici e parla di “preghiera come mezzo per guarire” (nel capitolo 2, sezione “Visione magica e religiosa”: La preghiera come mezzo per guarire, è in realtà un’esame [sic] di coscienza dei propri peccati, dei propri errori e diviene, quindi, una riflessione ed elaborazione delle proprie emozioni, cosa importante, sul piano scientifico, per creare le condizioni mentali di una guarigione.

Inoltre il sito di Pagliara, come nota il collega David Puente, include titoli come “Alimentazione Anticancro, l’arma più importante per prevenire ma anche curare il cancro”:

Sembra dunque ragionevole affermare che Pagliara ha detto eccome (sia pure in due momenti separati) che il cancro si cura con la preghiera e con la dieta.

Trasparenza: sono amico e collega di Michelangelo Coltelli. Questo articolo vi arriva gratuitamente e senza pubblicità grazie alle donazioni dei lettori. Se vi è piaciuto, potete incoraggiarmi a scrivere ancora facendo una donazione anche voi, tramite Paypal (paypal.me/disinformatico), Bitcoin (3AN7DscEZN1x6CLR57e1fSA1LC3yQ387Pv) o altri metodi.