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In vendita 32 milioni di password rubate di utenti Twitter? Esperti dubbiosi

In vendita 32 milioni di password rubate di utenti Twitter? Esperti dubbiosi

Alcuni siti (per esempio Repubblica) hanno annunciato con toni di certezza la messa in vendita nei bassifondi di Internet di un elenco di oltre 32 milioni di password di Twitter, causando un certo panico fra gli utenti di questa piattaforma di microblogging, ma gli esperti hanno molti dubbi sulla qualità dell’offerta illecita, il cui prezzo è molto basso per gli standard del settore: circa 5000 dollari.

La fonte originale della notizia è Leakedsource.com, un sito che si offre come servizio di verifica di furto di password: si immette il nome utente del proprio account e si viene avvisati se la password dell’account è presente nelle varie collezioni di password rubate circolanti in Rete. LeakedSource dice di aver verificato soltanto 15 password presenti nell’elenco di quelle rubate di Twitter, ma tutte e quindici sono risultate autentiche.

Tuttavia è improbabile, a detta degli esperti, che l’elenco contenga davvero 32 milioni di password attualmente valide, perché Twitter protegge le password degli utenti conservandole soltanto in forma pesantemente cifrata (hash con bcrypt), che richiederebbe tempi e potenze di calcolo impraticabili per decifrarne 32 milioni in caso d’incursione nei server di Twitter. L’azienda ha comunque inviato un invito di cambio password ad alcuni milioni di utenti dopo aver rilevato che le loro password erano in circolazione.

Lo scenario più probabile è che non sia stato violato Twitter ma che siano stati violati gli utenti, per esempio perché hanno computer infetti. In ogni caso, se avete un account Twitter, è opportuno fare due cose:

non fidarsi di inviti a cliccare su un link per aggiornare la vostra password. I ladri di password approfittano spessissimo di notizie come questa per mandare messaggi falsi che sembrano provenire dal gestore del servizio (in questo caso Twitter, appunto) ma in realtà portano a siti-clone, identici a quelli del servizio ma in realtà gestiti dai truffatori. Se volete aggiornare la password di un servizio, accedete al sito del servizio manualmente, scrivendone il nome.

attivare la verifica in due passaggi, che vi salva in caso di furto di password: attivando questa verifica, infatti, la password funziona soltanto se viene immessa usando uno dei vostri dispositivi. Se un ladro vi ruba la password e la immette in uno dei suoi, gli viene negato l’accesso e ricevete un’allerta via SMS o in altro modo.

Su Twitter la verifica in due passaggi si attiva andando a https://twitter.com/settings/security e attivando la voce Verifica d’accesso. Già che ci siete, attivate anche le opzioni Richiedi informazioni personali per reimpostare la password e Richiedi sempre la password per accedere al mio account.

Violati gli account Twitter e Pinterest di Mark Zuckerberg: usava "dadada" come password?

Violati gli account Twitter e Pinterest di Mark Zuckerberg: usava “dadada” come password?

Fonte: @Ben_Hall.

Qualcuno che si firma OurMine Team ha preso brevemente il controllo degli account Twitter e Pinterest di Mark Zuckerberg, cofondatore di Facebook e li ha usati per pubblicare dei messaggi di scherno. In particolare ha fatto scalpore e suscitato grandi risate la notizia che la password usata da Zuckerberg era un cortissimo “dadada” e che la stessa password era stata usata per entrambi i servizi e anche per il suo account LinkedIn, andando contro le più elementari regole di sicurezza, secondo le quali non si riusano le password e bisogna usare password lunghe e complesse.

Ma le risate hanno distolto l’attenzione da alcuni dettagli importanti: il primo è che a parte le dichiarazioni degli intrusi non ci sono conferme indipendenti che la password fosse davvero così ridicola e quindi potrebbe trattarsi di un espediente mediatico per far diventare virale la notizia. Il secondo è che gli account Twitter e Pinterest di Mark Zuckerberg erano inattivi da tempo, per cui l’intrusione non è grave come può sembrare. Gli account Instagram e Facebook di Zuckerberg, invece, non sono stati violati.

Viene facile pensare che se neppure Zuckerberg è capace di difendersi dagli intrusi informatici, allora gli utenti comuni non hanno speranze e non vale neanche la pena di provarci. In effetti è stato un periodo buio per la sicurezza, con le notizie della pubblicazione di 65 milioni di password Tumblr, 164 milioni di password di LinkedIn, 152 milioni di password di Adobe e 360 milioni di password di Myspace, ma a mio avviso la lezione qui è un’altra: si dimostra la regola che se usate la stessa password per più di un sito fate davvero un favore enorme ai ladri. Basta infatti che uno solo dei siti che usate venga violato e i ladri avranno accesso a tutti i vostri account. Per questo si sospetta che gli account Twitter e Pinterest di Zuckerberg siano stati attaccati con successo sfruttando la massiccia violazione di LinkedIn avvenuta nel 2012.

Katy Perry, account Twitter violato: lezione per tutti

Katy Perry, account Twitter violato: lezione per tutti

Pochi giorni fa l’account Twitter di Katy Perry, che ha quasi 90 milioni di seguaci ed il più seguito al mondo è stato violato, pubblicando messaggi offensivi e un link a quella che parrebbe essere una canzone inedita della cantante. I gestori di Twitter sono intervenuti rapidamente e hanno ripreso il controllo dell’account. È stata una brutta figura (ma anche pubblicità gratuita) per Katy Perry, ma poteva andare molto peggio.

L’intruso, infatti, avrebbe potuto pubblicare link a siti-trappola per rubare password oppure per infettare i dispositivi degli utenti. Questi link sarebbero arrivati a 90 milioni di utenti, offrendo quindi un canale diretto a un bersaglio vastissimo per mettere a segno attacchi, spamming e truffe di ogni genere. Chi ha un account molto popolare, su qualsiasi social network e non solo su Twitter, deve quindi mettere in preventivo che verrà attaccato e ha una responsabilità molto importante nel proteggere i propri utenti.

Per gestire bene questa responsabilità è indispensabile usare almeno la sicurezza di base fornita dal social network. Nel caso di Twitter, attivate l’opzione Verifica le richieste d’accesso.

Mini-manuale per Facebook e Twitter

Mini-manuale per Facebook e Twitter

L’articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale. Ultimo aggiornamento: 2015/09/16. 

Saluti da Ascoli Piceno! Ho pubblicato online poco fa la primissima versione di Social network – manuale di autodifesa, la mia miniguida all’uso prudente di Facebook e Twitter. È liberamente distribuibile sotto licenza Creative Commons.

Scaricatela da http://bit.ly/snma2012 [link obsoleto, v. aggiornamenti] e criticatela, segnalatemi refusi, omissioni ed eventuali errori.

Aggiornamento 1: Grazie per il debug! Sto inserendo correzioni e suggerimenti. Per chi mi ha chiesto la versione EPUB e MOBI per Kindle, la preparerò quando il libro avrà superato qualche ciclo di revisione.

Aggiornamento 2 (2012/04/06): Ho pubblicato la revisione 2012.02, che include tutte le vostre correzioni e un po’ di materiale aggiuntivo; ho anche cambiato il titolo in Facebook e Twitter – manuale di autodifesa. L’indirizzo per scaricarlo è invariato: http://bit.ly/snma2012 [link obsoleto]. Come per la versione precedente, segnalatemi errori, refusi, critiche e commenti. Se vi piace e volete incoraggiarmi a scrivere altre miniguide, una donazione tramite Paypal è sempre ben accetta.

Aggiornamento 3 (2012/04/07): È scaricabile la revisione 2012.03, con qualche aggiunta ulteriore. L’indirizzo è invariato: http://bit.ly/snma2012 [link obsoleto].

Aggiornamento 4: (2012/04/08): L’edizione cartacea è acquistabile tramite Lulu.com [link obsoleto].

Aggiornamento 5: (2015/09/16): L’edizione aggiornata è scaricabile seguendo queste istruzioni.

Spogliarello maschile di gruppo sulla Stazione Spaziale annunciato via Twitter?

Spogliarello maschile di gruppo sulla Stazione Spaziale annunciato via Twitter?

Questo articolo vi arriva gratuitamente e senza pubblicità grazie alle gentili donazioni di “roberto.mel*” e “squonk*”. Se vi piace, potete incoraggiarmi a scrivere ancora (anche con un microabbonamento). Ultimo aggiornamento: 2015-09-05 19:30.

Poche ore fa è comparso su Twitter questo strano annuncio dell’utente @AidynAimbetov:“Se volete vedere della gente nuda nello spazio per favore iscrivetevi a me e ritwittate prima del 12 settembre 2015. Servono 100K iscritti. #ISSNudeCrew”. Il tweet è stato cancellato poco dopo.

Aidyn Aimbetov è il nome di uno degli astronauti a bordo della Stazione Spaziale Internazionale. A prima vista sembrerebbe logico presumere che si tratti di un account falso, ma è seguito da ESA Space History e da Space Shuttle Almanac, due fonti solitamente attendibili nel settore astronautico.

Qualcuno ne sa di più? Ho già contattato le mie fonti astronautiche solite e segnalato la faccenda a @ESAoperations e @ShuttleCDRKelly, ma per ora non ho avuto risposte.

19:30. Secondo i tweet più recenti dell’account @AidynAimbetov, l’account sarebbe autentico e sarebbe stato violato temporaneamente grazie a password facilmente indovinabili (data di nascita e iniziali). Se confermato, che io sappia è il primo caso di furto di un account di un astronauta in assoluto e in particolare mentre l’astronauta è nello spazio.

“Effective power”, un messaggino manda in tilt iPhone e Apple Watch: come rimediare

L’articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Un difetto in CoreText di iOS consente a una specifica sequenza di caratteri di mandare in crash un iPhone o un Apple Watch e ovviamente molti ne stanno approfittando per sabotare almeno temporaneamente i dispositivi iOS altrui per burla.

Basta mandare questa sequenza (battezzata “effective power”) via iMessage o come normale SMS a un iPhone o a un Apple Watch e, se la funzione di notifiche per i messaggi è attiva (come lo è di solito), il dispositivo che lo riceve si bloccherà per poi riavviarsi e diventare inutilizzabile, secondo le segnalazioni dei media. Nessun dato viene perso o rubato, ma è pur sempre un fastidio.

Per prevenire il problema bisogna andare nelle Impostazioni, scegliere Notifiche e poi Messaggi e disattivare l’opzione di visualizzazione dei messaggi nella schermata di blocco. I messaggi verranno ricevuti ma non verranno visualizzati automaticamente.

Se il guaio è già successo, ci sono alcuni rimedi possibili. Potete chiedere al burlone di mandarvi un altro messaggio innocuo, per esempio. In alternativa, potete mandare un messaggio al mittente o mandare un messaggio al vostro stesso dispositivo (usandone un altro, ovviamente). Normalmente a questo punto l’app Messaggi è bloccata a causa del difetto, per cui bisogna ricorrere a un altro modo per inviare messaggi: per esempio tramite Siri oppure tramite le opzioni di condivisione presenti in molte altre app.

Paradossalmente, in attesa che Apple risolva il difetto, gli iCosi craccati hanno la possibilità di installare una correzione temporanea.

2015/05/29: Apple ha pubblicato una soluzione temporanea (in inglese); intanto emergono indicazioni secondo le quali la stessa vulnerabilità può essere trasmessa tramite Twitter e Snapchat e colpisce anche iPad e computer Apple.

Violati gli account Twitter di Tesla Motors ed Elon Musk; Teslamotors.com inaccessibile

Violati gli account Twitter di Tesla Motors ed Elon Musk; Teslamotors.com inaccessibile

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Stanotte ignoti hanno preso il controllo degli account Twitter autenticati di Tesla Motors (@teslamotors) e dello stesso Elon Musk (@elonmusk). Gli aggressori hanno pubblicato dei tweet contenenti un numero di telefono di una persona, con l’invito a chiamare il numero per ricevere una Tesla gratis. A giudicare dallo scambio di messaggi e da alcuni commenti, sembra che si tratti di una sorta di ripicca verso l’utente di cui è stato pubblicato il numero, fatta allo scopo di bombardarlo di telefonate di persone che gli chiedono una Tesla in regalo.

Gli account sono tornati alla normalità, ma in questo momento chi visita il sito Teslamotors.com da un browser si trova rediretto su una pagina parodistica piuttosto grossolana.

2015/04/27: Business Insider ha pubblicato un’analisi della tecnica d’attacco usata dagli aggressori: un classico social engineering.

Geek Quiz: come si può scriptare un livetweet per replicarlo?

Si avvicina la ricorrenza del drammatico volo di Apollo 13 e sto pensando di fare un livetweet della missione, come ho fatto per Apollo 11 e (in parte) per Apollo 12. Visto l’impegno necessario, tuttavia, mi piacerebbe poter conservare i tweet per replicarli a richiesta e magari pubblicarli come libro, sulla falsariga di #Houston 70 di Philip Gibson, o come blog illustrato, come il mio Apollo 11 Timeline. Conoscete qualche metodo per replicare un livetweet?

Mi spiego in dettaglio. Ho già tutto il materiale di riferimento e la cronologia della missione. Ho già previsto di preparare in anticipo tutti i tweet della missione e schedularli affinché vengano postati automaticamente in tempo reale con Tweetdeck.  Quello che vorrei è la possibilità di creare i tweet in un file unico, con un timecode associato a ciascun tweet. Questo file verrebbe poi dato in pasto a un software che lo leggerebbe e posterebbe i tweet man mano in base al loro rispettivo timecode.
In pratica si tratterebbe di una sorta di script che all’ora X del giorno Y posta il tweet corrispondente a quell’ora che è presente in un file cronologico preconfezionato. Una cosa di questo tipo:

15:43:42 Spento terzo stadio. Apollo 11 è in orbita quasi circolare intorno alla Terra,32° rispetto a equatore, 190km quota.

21:56:00 Apollo 11 è a metà strada:190.549 km dalla Terra, 190.549 km dalla Luna.

Esiste già qualcosa del genere?
Account Twitter della Rai promuove film porno

Account Twitter della Rai promuove film porno

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L’account Twitter autenticato @SanremoRai ha al momento come ultimo tweet un invito a visitare un sito di video porno.

Complimenti ai responsabili dell’account per questa svolta nel marketing e nella gestione della sicurezza informatica.

Ho segnalato pubblicamente il problemino su Twitter e avvisato @rainews un’oretta fa e non è ancora cambiato nulla: il pornotweet è ancora al suo posto, ricevuto da 92.000 utenti.

Ovviamente sconsiglio vivamente di visitare il sito reclamizzato senza abbondanti protezioni antimalware. Fra l’altro, uno dei video proposti dal sito reclamizzato dall’account della Rai riguarda Belen Rodriguez e se non erro risale a quando lei era minorenne, per cui scaricarlo o fornirlo può implicare il reato di pedopornografia.

Ringrazio @corsicotrota per la segnalazione.

Aggiornamento (12:55): il tweet pro-porno è stato rimosso e al suo posto è comparso alle 10:53 questo messaggio di scuse:

SanremoRai
Come già evidente a molti, stamattina qualcuno si è intromesso nel nostro account. Ci scusiamo per l’accaduto
05.03.15 10:53

Aggiornamento (2015/03/11): il 5 marzo scorso Giornalettismo ha raccolto i migliori commenti sulla vicenda.

Tempo di riepiloghi di fine anno per Facebook e Twitter; Instagram supera Twitter

Si avvicina la fine dell’anno e quindi scatta il rituale del riepilogo celebrativo degli eventi che hanno definito il 2014. A questo passaggio obbligato non si sottrae Facebook, con un video e una serie di pagine che notano, per esempio, che il campionato mondiale di calcio tenutosi in Brasile è stato l’evento di cui si è parlato di più su Facebook dalla sua nascita, ma ricordano anche la lotta al virus Ebola, la scomparsa di Robin Williams, l’Ice Bucket Challenge (17 milioni di video per richiamare l’attenzione sulla SLA) e molti altri eventi positivi e negativi. Facebook attinge anche ai suoi immensi database per elencare i temiluoghi più citati dell’anno per ciascun’area linguistica.

Anche Twitter rispetta questa tradizione qui, giocando prevedibilmente con gli hashtag più popolari ripartiti per mese e per lingua (italiano qui; altre lingue) e aggiungendo i “5 momenti top” di vari personaggi ritenuti significativi per il loro impatto via Twitter. Un momento significativo, però, manca nella classifica di Twitter: quello del suo superamento da parte di Instagram, che dichiara di aver raddoppiato il numero dei propri iscritti nel giro di un anno. Ora sono 300 milioni e pubblicano oltre 70 milioni di foto e video ogni giorno, lasciandosi dietro gli iscritti a Twitter, che sono 284 milioni. Un’immagine vale più di mille parole e un selfie sgranato vale più di 140 caratteri.