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Account professionali su Twitter, vi funzionano?

Ultimo aggiornamento: 2021/11/03 18:25.

Jane Manchun Wong
su Twitter segnala un link non ufficiale che porta a una funzione di Twitter
denominata “Twitter for Professionals” descritta qui.

Il link è questo:

https://twitter.com/i/flow/debug/convert_to_professional

Vi funziona?

A me sì. Ho ottenuto questa schermata: 

Ho cliccato su Personalizza il tuo profilo e poi su
Modifica il profilo professionale, scegliendo la categoria
Giornalista fra le varie disponibili:

 In effetti ora mi compare nel profilo la dicitura
“Giornalista”.

 

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Come NON includere tutti in una risposta a un tweet

Piccola comunicazione di servizio: se rispondete su Twitter a un
antivaccinista o altro fantademente che ce l’ha con me e mi includete nella
vostra risposta, vi silenzierò. Scusate se il gesto vi sembra drastico, ma
sono stufo di vedere risposte piene di odio e battibecchi interminabili e
inconcludenti. Per carità, litigate con questi imbecilli, se volete, ma non
tiratemi in ballo. Grazie.

Visto che sembra che molti utenti di Twitter non sappiano come si esclude
qualcuno da una risposta e quindi mi tirano in ballo nelle loro litigate con i
suddetti fantadementi, ecco un piccolo tutorial spiccio e sporco per Twitter
versione web.

Cliccate sul fumetto in basso a sinistra per rispondere a un tweet, come
consueto (questo è un tweet qualsiasi preso ad esempio, ignorate il
contenuto).

Compare la finestra di composizione della risposta, con l’elenco dei
destinatari.

Cliccate sull’elenco dei destinatari: compare questa finestra.

Cliccate sulla casella di spunta per escludere chi volete.

Ta-da! Ora la vostra risposta arriverà solo alla persona al cui tweet state
rispondendo invece che a tutti.

Se tutto questo è troppa fatica, potete fare una cosa ancora più efficiente: non
rispondere ai fantadementi. Farete un favore a me e a voi stessi.

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Twitter, sospensione di 12 ore per chi twittava la parola “Memphis” da sola

Twitter, sospensione di 12 ore per chi twittava la parola “Memphis” da sola

Non ho la più pallida idea del perché, ma pare che Twitter stia sospendendo
per 12 ore chiunque scriva un tweet contenente soltanto la parola
“Memphis” senza virgolette, come mostrato nello screenshot qui
accanto

e da siti come
Ladbible
e
The Independent
e account Twitter come
SwiftOnSecurity

Le sospensioni sono accompagnate dall’avviso che l’utente ha commesso una “violazione delle regole contro la pubblicazione di informazioni private”.

The Independent alle 21 circa (ora italiana) di stasera ha scritto che
il problema era stato risolto, ma a me risulta che persista.

È tutto quello che so al momento.

 

2021/03/15 00:30. Twitter ha tweetato poco fa che si è trattato di un bug che è stato sistemato e gli utenti colpiti sono stati sbloccati (“A number of accounts that Tweeted the word “Memphis” were temporarily limited due to a bug. It’s been fixed and the accounts have now been restored. We’re sorry this happened.”). Nessuna informazione sulle ragioni che hanno prodotto un bug così specifico. Altre info sono qui su Gizmodo.

Donald Trump bandito permanentemente da Twitter, Facebook, Twitch e altre piattaforme social. Due parole per chi sta pensando “censura”

Donald Trump bandito permanentemente da Twitter, Facebook, Twitch e altre piattaforme social. Due parole per chi sta pensando “censura”

Gli account social personali di Donald Trump sono stati bloccati in
seguito alle sue azioni e parole prima e dopo il saccheggio del Campidoglio che
ha istigato.

Ma parlare di censura è fuori luogo. Ricordo che resta comunque uno degli
uomini più potenti del mondo e che se vuole comunicare qualcosa le TV di tutto
il mondo gliela diffonderanno. Ha tuttora a disposizione un ufficio stampa e
un sito Web dal quale può comunicare direttamente.

Non è censura: Trump non è un dissidente che scompare nell’oblio di un gulag.
Non è un Julian Assange in carcere al gelo, isolato da tutto e tutti.
Semplicemente il social network dice
“Hai violato le regole concordate: resti libero di parlare, ma non tramite
me”
. O per dirla con le parole chiare di
Xkcd, che avevo già
citato
qualche tempo fa:

Annuncio di pubblico servizio: il diritto alla libertà di parola significa che
il governo non ti può arrestare per quello che dici. Non significa che
chiunque altro debba ascoltare le tue stronzate o ospitarti mentre le
condividi.

Il primo emendamento
[della Costituzione USA, che sancisce la libertà di parola]

non ti protegge dalle critiche o dalle conseguenze.

Se ti urlano contro, se ti boicottano, se cancellano il tuo programma, o se
vieni bandito da una comunità su Internet, i tuoi diritti di libertà di parola
non stanno subendo una violazione.

Semplicemente, la gente che ti ascolta pensa che tu sia uno stronzo, e ti sta
mettendo alla porta.

Lasciando il cursore sopra la vignetta originale compare un commento
dell’autore:

“I can’t remember where I heard this, but someone once said that defending a
position by citing free speech is sort of the ultimate concession; you’re
saying that the most compelling thing you can say for your position is that
it’s not literally illegal to express.”

che si può tradurre così:

“Non ricordo dove l’ho sentito, ma qualcuno una volta ha detto che difendere
un punto di vista citando la libertà di parola è una sorta di sconfitta
finale; stai dicendo che la motivazione più convincente che puoi addurre per
il tuo punto di vista è che non è letteralmente illegale esprimerla.”

Un lettore, Stefano De Santis, citato con il suo permesso, ne ha gentilmente
realizzata una versione in italiano:

 

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Ricercatore di sicurezza dice di aver indovinato la password di Trump su Twitter

Ricercatore di sicurezza dice di aver indovinato la password di Trump su Twitter

Ultimo aggiornamento: 2020/10/23 14:35.

Victor Gevers, un ricercatore di sicurezza olandese molto noto nel settore (@0xDUDE), ha dichiarato di essere riuscito a entrare nell’account Twitter personale del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, semplicemente indovinandone la password dopo cinque tentativi.

Secondo Gevers, la password di Trump era maga2020! e l’autenticazione a due fattori era disattivata. Il ricercatore dice di aver allertato il governo statunitense del problema. Tutta la vicenda è pubblicata su de Volkskrant e su Vrij Nederland (entrambi in inglese).

La Casa Bianca smentisce, e Twitter dice di non aver visto prove a sostegno (che, sia chiaro, non è una smentita categorica). Però Gevers ha mostrato a de Volkskrant delle comunicazioni ricevute dal Secret Service statunitense sulla vicenda, e dichiara di avere messo al sicuro un file che contiene le prove della vicenda e altre informazioni importanti e di tenerlo come garanzia che non gli succeda nulla di “inatteso”. La sua cautela è tipica del settore della sicurezza informatica, ma è anche basata su un precedente: Gevers e altri erano infatti già entrati nell’account di Trump nel 2016, quando la password era yourefired.

All’epoca, dice Gevers, avevano avvisato le autorità statunitensi. Ma a quanto pare l’avviso non è servito a nulla, perché la sicurezza dell’account di Trump  era ancora un colabrodo.

Ci sono alcuni punti ancora da chiarire nella notizia: altri ricercatori stanno facendo le pulci alle dichiarazioni di Gevers e hanno notato delle apparenti incoerenze, due delle quali però sono già state risolte (conta dei caratteri anomala nello screenshot (anche qui) e lunghezza insufficiente). 

Si obietta inoltre che gli account Twitter legati alle elezioni presidenziali statunitensi hanno delle protezioni speciali, ma allo stesso tempo va notato che la presunta violazione riguarda l’account personale di Trump (@realdonaldtrump, non @POTUS) e che l’autenticazione potrebbe essere stata disattivata durante il recente ricovero in ospedale del presidente USA. E la reputazione di Gevers, che ha al suo attivo una lunga carriera di divulgazione responsabile di problemi di sicurezza, è fortissima.

In ogni caso, storie come questa ricordano l’importanza della sicurezza degli account. Anche se non siete presidenti degli Stati Uniti, se gestite un account dal quale dipende la vostra reputazione o quella dell’azienda per la quale lavorate, usate password uniche, lunghe e non ovvie, e attivate l’autenticazione a due fattori. Altrimenti ci vuole poco per rovinarvi.

Twitter in tilt; crisi risolta, i link per la prossima volta

Twitter in tilt; crisi risolta, i link per la prossima volta

Stanotte Twitter è risultato inaccessibile in quasi tutto il mondo per oltre un’ora: non compariva nessun aggiornamento ed era impossibile pubblicare tweet.

Ora sembra che tutto sia tornato normale, ma un blackout del genere di una piattaforma usatissima per le notizie, per i servizi d’emergenza e dal presidente degli Stati Uniti è un evento notevole, soprattutto in questo momento, durante la campagna elettorale statunitense.

Secondo Downdetector.com, sito che fa monitoraggio dello stato di moltissimi servizi online, i guai con Twitter sono iniziati intorno alle 21.30 GMT (23.30 ora dell’Europa centrale).

Twitter ha dichiarato che si è trattato di un suo problema tecnico interno, causato da ”una modifica di sistema iniziata prima del previsto” e di non avere alcuna indicazione di attacchi informatici o di violazioni della sicurezza.

Ovviamente quando Twitter va in tilt non si può andare su Twitter a informarsi su cosa stia succedendo a Twitter, per cui segnatevi per la prossima volta questi link, che portano a siti che fanno monitoraggio e comunicazione dello stato di Twitter:

Se Twitter non è completamente paralizzato, c’è anche l’account @TwitterSupport.

Fonti aggiuntive: BBC, BoingBoing, The Register, Metabunk.

La Grande TwitPurga

La Grande TwitPurga

Twitter ha avviato una grande scrematura (NPR, Washington Post) degli account che ritiene fasulli o pilotati da sistemi automatici (bot). A me, nelle ultime ore, sono scomparsi quasi settemila follower. Lo stesso sta succedendo un po’ a tutti.

A fine anno scorso alcune persone diversamente intelligenti avevano polemizzato sui miei presunti follower fasulli. Questa purga, e soprattutto il numero di follower restanti, sono una risposta di Twitter a questa polemica.

Passando a cose più liete, segnalo che Mark Hamill (Luke Skywalker in Star Wars) umoristicamente non l’ha presa bene: perdere di colpo così tanti bot, proprio lui che ha tanti robot fra i suoi amici…

Se usate Twitter, cambiate l’icona predefinita per non essere considerati fake (secondo avviso)

Se usate Twitter, cambiate l’icona predefinita per non essere considerati fake (secondo avviso)

Questo articolo vi arriva gratuitamente e senza pubblicità grazie alle donazioni dei lettori. Se vi piace, potete farne una anche voi (Paypal/ricarica Vodafone/wishlist Amazon) per incoraggiarmi a scrivere ancora. Ultimo aggiornamento: 2017/01/03 14:15.

Come già preavvisato in un primo articolo a metà dicembre scorso, sto facendo degli esperimenti con i filtri anti-fake per Twitter per vedere se riesco a contenere il numero dei follower classificati come fasulli da servizi come Statuspeople.com (che attualmente ritiene siano fake il 38%, inattivi il 51% e buoni l’11%). Questo è necessario sia perché avere tanti follower fasulli dà l’impressione che io me li sia comprati (non ci penso nemmeno), sia perché gli spammer e i criminali online usano gli account fasulli per creare trappole pubblicitarie o rubare account.

Ho provato i filtri gratuiti di Clayton Lambert descritti nel primo articolo e mi sono abbonato a Statuspeople per prova (12 sterline al mese) in modo da avere accesso al suo filtro automatico, che blocca gli account ritenuti fake.

Fra i criteri usati da questi filtri c’è l’icona dell’account: tenere quella predefinita aumenta le probabilità che i filtri vi considerino fake. Anche twittare poco o nulla è un fattore che viene valutato.

Viene abbastanza spontaneo considerare con scetticismo questi criteri: a molti sembrano troppo drastici e troppo predisposti a produrre falsi positivi, etichettando come fake degli account di persone reali che semplicemente usano Twitter poco e passivamente. In effetti la mia impressione è che questi servizi commerciali di filtraggio tendano a privilegiare gli account molto attivi e a mettere quelli poco attivi nello stesso calderone dei fake veri e propri.

Comunque sia, i primi giri di prova hanno già eliminato circa 9000 follower che (secondo i filtri) erano falsi: sono passato da 324.835 a 316.339. Per cui datevi da fare, se avete ancora l’icona predefinita: cambiarla con qualunque altra immagine richiede solo un paio di minuti e vi aiuta a non essere considerati fake non solo da me, ma da tutti gli utenti di Twitter. Grazie.

In dettaglio

I filtri gratuiti di Clayton Lambert hanno qualche limite: guardando l’elenco dei bloccati ho trovato qualche falso positivo (utente con icona non-uovo) bloccato per errore, che ho sbloccato manualmente.

Iscrivendomi a Statuspeople.com a pagamento Basic (circa 4 sterline) ho ricevuto accesso alla Fakers Dashboard, che elenca gli account che ritiene siano fake, ma poi li devo eliminare (con Block) o mantenere (con Not Spam) uno per uno a mano. Nel mio caso è impraticabile.

Pago per passare alla versione Premium (£11.97/mese), che offre la stessa schermata con l’aggiunta di un’opzione Auto Block Fakes (spenta per default). Se la si attiva, compare un avviso che chiede conferma della richiesta di bloccare automaticamente quelli che Statuspeople considera fake e ricorda che se l’account ha tanti fake (decine di migliaia) possono volerci giorni o settimane prima che la valutazione migliori:

Ho avviato questo filtro, che ha trovato in tutto soltanto 369 fake (o account che il filtro ritiene siano fake), al ritmo di circa uno al minuto, e poi s’è fermato. Ogni tanto va riavviato e poi trova altri fake. Se davvero il 38% dei miei follower è fake, si tratta di circa 120.000 follower da eliminare. A questo ritmo ci vorranno circa 83 giorni. Mah.

2017/01/03 8:30. Il filtro, a quanto pare, va avanti anche quando sembra che si sia fermato con l’annuncio che non ci sono più fake (No Fake Followers found at this time). Sono arrivato a 2091 follower bloccati, con 314.393 totali residui. Fake: 42% (aumentati), inattivi 50%, buoni 8%. I controlli a campione che ho fatto sembrano indicare che il filtro ci azzecca piuttosto bene. Anche profili che hanno un’icona non di default (una foto, per esempio) e hanno dei follower, ma hanno fatto pochi tweet che contengono soltanto link, vengono segnalati come fake. Però qualche falso positivo c’è (uno, due, tre, per esempio) e ho evitato che venisse bloccato oppure l’ho sbloccato a posteriori.

2017/01/03 9:50. 2535 bloccati, 313.973 follower residui.

2017/01/03 11:25. 2685 bloccati, ma 314.001 follower residui. I bloccati vengono compensati dai nuovi.

2017/01/03 14:15. 3138 bloccati, 313.521 residui.

2017/01/03 21:20. 3518 bloccati, 313.185 residui. Lentissimo.

2017/01/06 12:50. 4784 bloccati, 313.044 residui. Statuspeople mi dice che ho adesso solo il 4% di fake, l’82% di inattivi e il 14% di buoni. Visto il risultato raggiunto, ho disattivato il blocco automatico dei fake e ho revocato l’accesso al mio account Twitter delle varie app di monitoraggio (come TwitterAudit, che al momento sta avendo problemi e non aggiorna il proprio conteggio). Tengo aperto l’abbonamento a Statuspeople fino alla sua scadenza, fra 55 giorni; poi lo annullerò per fare un controllo ogni sei mesi circa.

La Grande Twitpurga 🙂

Se avete ancora l’uovo come icona su Twitter, cambiate icona: rischiate di essere bloccati come spammer

Se avete ancora l’uovo come icona su Twitter, cambiate icona: rischiate di essere bloccati come spammer

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Finora non mi ero curato granché degli account fasulli che mi seguono su Twitter, ma ho visto che stanno cominciando a essere un problema ed è ora di fare un po’ di pulizia nel mio account @disinformatico. Quindi se mi seguite e avete ancora l’uovo come icona, cambiate icona: sto per purgare i fake e questo sarà uno dei miei criteri. Non sarà l’unico, ma sicuramente uno dei più rilevanti e immediati da rimediare.

Fra l’altro, cambiare icona serve anche per migliorare la vostra credibilità in generale su Twitter.

Perché purgare?

Reputazione. Avere un account con tanti follower fasulli dà l’impressione che io abbia gonfiato i numeri dei miei follower comprandoli. Preferirei passare la giornata a lavare le mutande dei lottatori di sumo, ma chi non mi conosce non lo sa e magari si fa un’idea sbagliata.

Rischio di chiusura dell’account. Se Twitter decide che io sono uno che raccatta fake, potrebbe decidere di eliminarmi, e questo sarebbe un peccato (sì, ho ben presente la Clausola del Gatto Sitwoy). Sto avviando comunque la procedura di autenticazione del mio account [2016/12/19: l’account è stato autenticato].

Rischio di abuso nei confronti dei follower veri. Chi segue un account che ha tanti follower falsi potrebbe vedere nel flusso di tweet anche i commenti di spammer e phisher e cliccarvi sopra incuriosito, finendo in qualche trappola. Esistono vere e proprie reti di account zombi che twittano spam. Se poi un account molto seguito viene rubato da uno spammer o un phisher, la trappola è ancora più letale perché sembra che sia l’utente a postare i tweet che contengono spam o link-trappola (sì, ho attivato l’autenticazione a due fattori; fatelo anche voi).

La mia situazione attuale

Non sono messo bene. Per esempio, secondo Statuspeople.com il 36% dei miei attuali follower su Twitter è fake, il 49% è inattivo e soltanto il 15% è a posto.

I suoi criteri per considerare fake un account sembrano essere il numero di persone seguite dai miei follower (meno di 250 ed è sospetto) e l’assenza di tweet (chi non twitta da 100 giorni è sospetto).

Invece per Twitteraudit, che (pagando 3,99 dollari) prende un campione a caso di 5000 follower e ne valuta l’autenticità in base al numero di tweet, alla data dell’ultimo tweet e al rapporto fra follower e amici, attualmente sono fasulli 140.706 dei miei 321.982 follower: in altre parole, il 56,3% è reale e il 43,7% è fake. Twitteraudit non offre un servizio di rimozione dei fake (dice che “arriverà presto”) e l’estensione per Chrome si limita a visualizzare la percentuale di utenti fake di un account sulla base dell’audit più recente.

 

Twopcharts mi dice, sulla base di 5000 follower scelti a caso, che addirittura l’87% dei miei follower potrebbe essere falso, spammer o semplicemente poco attivo. Non offre un servizio di rimozione fake.

BotOrNot si è rivelato totalmente inaffidabile, segnalando come fake numerosi account famosissimi, compresa persino la BBC:

Followerwonk, un tempo una delle risorse più utili per Twitter, sta per chiudere, per cui non provo neanche a usarlo.

Socialbakers ha strumenti gratuiti, ma non gestiscono un numero di follower elevato come il mio. Le versioni a pagamento sono un po’ care per questo piccolo esperimento (anche se c’è una prova gratuita di 14 giorni, che però non fornisce informazioni sui follower falsi) e comunque non offrono strumenti per la rimozione di follower fasulli (lo strumento Fake Followers Check di Socialbakers, presentato a fine 2012, non esiste più).

Naturalmente dopo aver usato questi strumenti li ho subito de-autorizzati a usare il mio account Twitter.

Se l’approccio dei vari servizi di analisi citati qui sopra vi sembra inadeguato o discutibile, Marco Camisani-Calzolari ha pubblicato una serie più rigorosa di criteri, che trovate citata in questo articolo tecnico come Tabella 2. I criteri includono, per esempio, un nome, un’immagine, un indirizzo fisico, una biografia, almeno 30 follower, l’inclusione in una lista, la pubblicazione di almeno 50 tweet, l’uso di hashtag e altro ancora; il rischio di essere considerati fake aumenta all’aumentare del numero di criteri che non soddisfate.

Date anche un’occhiata allo strumento di analisi descritto in questo articolo di Digital Inspiration; altre info ancora sono qui su FiveThirtyEight.

Qui sotto trovate un perfetto esempio di account fake facilmente riconoscibile: un uovo come icona, un nome contenente numeri a caso, un solo tweet che è puro spam.

La situazione mi scoccia, ma mi consolo, perché sono in buona compagnia: Yahoo ha pubblicato un elenco di account famosi ricolmi di follower fittizi.

Come eliminare i fake?

Esistono vari servizi a pagamento legati ai siti di analisi citati sopra; segnalo anche lo script gratuito “rimuovi-uova” e quello rimuovi-fake di Clayton Lambert, recensiti e validati da IBTimes (non li ho testati e non so se sono diventati obsoleti); Twopcharts ha un “elenca-uova”; e naturalmente si può sempre procedere a mano, se avete molto tempo e un numero non eccessivo di fake (non è il mio caso, purtroppo).

Wikihow mostra come eliminare i fake manualmente usando uno smartphone o un computer: in pratica si blocca l’account e poi lo si sblocca, togliendolo così dai propri follower. Questo metodo ha il vantaggio che i follower veri, accorgendosi di essere stati rimossi, si reiscriveranno, mentre quelli falsi probabilmente no. Basta avvisarli prima con un po’ di tweet (e un post come questo, per esempio), così non pensano di essere stati bloccati perché sgraditi.

Sto facendo un po’ di esperimenti. Vi aggiornerò sui risultati: se intanto avete consigli o idee, i commenti sono a vostra disposizione. Nel frattempo, niente panico: non verrete purgati soltanto perché avete l’uovo come icona. Per essere purgati dovreste soddisfare contemporaneamente vari criteri oltre a questo. Ma se volete rendermi più agevole il lavoro di pulizia, fatemi (e fatevi) il favore di cambiare icona.

2017/01/02: primi filtraggi di prova

Approfittando del periodo relativamente tranquillo di fine anno, ho fatto qualche esperimento: i risultati sono in questo articolo.

Ho follower fasulli su Twitter? Parliamone

Ho follower fasulli su Twitter? Parliamone

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La pubblicazione del decalogo e della miniguida tecnica di #Bastabufale ha scatenato un diluvio di attacchi più o meno stupidi contro di me e i miei colleghi (ne parla, per esempio, Michelangelo Coltelli di Bufale un tanto al chilo). Stupidi perché nella maggior parte dei casi non hanno neanche letto quello che criticano così violentemente. O se l’hanno letto, non l’hanno capito.

Prendiamo per esempio un’accusa ricorrente: io non sarei attendibile perché su Twitter ho tanti follower considerati fake.

È vero che Twitteraudit indica che ho in questo momento circa 164.000 follower ritenuti fake su 400.000 complessivi, ma a chi lancia questa critica sfugge un dettaglio fondamentale: i follower mica me li scelgo io.

Infatti chiunque è libero di diventare mio follower (Twitter è fatto così) e il fatto di avere un buon numero di follower attira inevitabilmente spammer e bot. Se qualcuno pensa che io perda tempo a comperare follower fasulli per sembrare più “importante”, vuol dire che non mi conosce affatto. Non mi guadagno da vivere in base alla fama e la notorietà non è mai stata una mia ambizione (un conto in banca ben pasciuto sì, ma mi è andata male).

Secondo dettaglio che sfugge ai criticoni: ho già provato a purgare i fake, ma si riformano. E purgarli costa.

Ho fatto una prima purga di test fra dicembre 2016 e gennaio 2017, pagando Statuspeople per filtrare i fake. Ma dopo aver bloccato circa 5000 account ritenuti fake su un totale di 300.000 follower, Statuspeople mi diceva che i fake erano già diventati solo il 4%: i conti non tornano, perché Statuspeople diceva che i miei fake erano circa 120.000 su 300.000. Ho disdetto il servizio a pagamento (circa 120 euro l’anno).

Twitteraudit ha un servizio a pagamento che costa 360 dollari l’anno (dovrei usare la versione Gold, perché ho oltre 100.000 follower) e dice di bloccare i fake.

Se qualcuno pensa che io intenda spendere 360 dollari (euro) l’anno per evitare la critica infondata degli idioti, si metta il cuore in pace.

I miei criteri

Personalmente considero fake un account se ha tutte o buona parte di queste caratteristiche:

  • icona non personalizzata
  • nessuno sfondo
  • nome utente seguito da molti numeri o composto da lettere a caso
  • nessuna info personale
  • pochissimi tweet postati (o nessuno)