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Basta panzane: l’8 giugno Italia unita per la corretta informazione scientifica

Basta panzane: l’8 giugno Italia unita per la corretta informazione scientifica

Sono in tanti, nel mondo scientifico italiano, a essere stufi delle cretinate pseudoscientifiche pubblicate sui giornali e trasmesse alla radio e in televisione (sì, Roberto Giacobbo, sto parlando con te) e del modo in cui il giornalismo sensazionalizza il lavoro paziente di chi fa ricerca scientifica: entrambi rimbambiscono la gente, spaventano inutilmente, affossano la ricerca italiana e causano sprechi e decisioni idiote (e a volte letali) da parte dei politici.

Così per domani (8 giugno) è stato organizzato l’evento “Italia unita per la corretta informazione scientifica”: una serie di incontri, in varie città d’Italia, per fare divulgazione scientifica e fare chiarezza su alcuni temi (pseudo)scientifici controversi.

Io contribuirò nel mio piccolo partecipando alla sessione di Pavia (dalle 14:30) con una relazione sulle cosiddette “scie chimiche”, ma ci saranno relatori esperti anche per parlare di piante geneticamente modificate, di vaccini, di cellule staminali e di modelli animali nella ricerca biomedica. Siateci: è un modo per far vedere che non tutti si sono rimbambiti e che c’è ancora voglia di fare scienza per il bene di tutti. Anche dei ciarlatani e dei catastrofisti.

Post eventum

Qualche foto dall’incontro di Pavia:

Il moderatore Gabriele Gianini (a sinistra) e gli organizzatori
Foto di @Chiaracodeca
Gli organizzatori e un blogger di campagna

La giornata è stata molto interessante e tranquilla (a differenza di altri eventi, come quello di Pisa, dove mi dicono che degli imbecilli hanno cercato di sabotare la discussione usando trombe da stadio e altre forme di scoreggia mentale), anche grazie alla presenza preventiva di un po’ di forze dell’ordine. Date un’occhiata su Twitter all’hashtag #Italy4science e alle foto del flashmob di Pavia qui, qui e qui.

L’organizzazione è stata efficiente, snella e precisa; gli interventi hanno coperto bene (anche se con momenti a volte molto tecnici) alcuni temi scottanti, dai vaccini agli OGM passando per le cellule staminali, con chiarimenti preziosi: per esempio, non sapevo che la natura stessa facesse ingegneria genetica (involontaria) fra specie differenti (in particolare fra piante e insetti), ossia proprio quello che si contesta ai ricercatori che lavorano sugli OGM, e mi ha totalmente affascinato la relazione sul progetto europeo di emulare integralmente un cervello umano usando supercalcolatori.

Lo streaming è visibile qui su Livestream: il mio intervento, decisamente e volutamente leggero, è a 1:29. Qualche foto della mia relazione è disponibile qui, qui, qui e qui grazie a dnayx. Includo l’intera sessione qui sotto.

Ci vorrebbero più giornate così, ed è bello che siano i giovani a impegnarsi per crearle, anche se è triste, al tempo stesso, rendersi conto che queste cose dovrebbero farle le istituzioni, invece di dare il patrocinio ministeriale a Voyager. Speriamo in bene.

Biowashball non solo non lava: può sporcare

Biowashball non solo non lava: può sporcare

Biowashball: senza detersivo trasforma la lavatrice in una bomba batteriologica

L’articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Ritorno su un argomento che ha suscitato accesissime discussioni e fior d’insulti, ossia la Biowashball e tutto l’arcipelago di palline magiche per lavare senza detersivo e varianti sul tema (sacchetti per lavastoviglie, per esempio), per due aggiornamenti molto importanti.

Il primo è che Altroconsumo ha testato la pallina, ottenendo gli stessi risultati di Mimandaraitre, del Salvagente e di Pattichiari (come descritto qui e qui): stroncatura totale.

Con Biowashball, la palla che fa il bucato senza usare il sapone, si ottengono gli stessi risultati che l[a]vando con sola acqua… abbiamo sottoposto la palla verde alla prove con cui normalmente testiamo i detersivi da bucato… abbiamo realizzato tre prove, con gli stessi tessuti, macchiati come sempre di sporco standard: un lavaggio in lavatrice con un buon detersivo; uno con sola acqua; uno con acqua e Biowashball usata secondo le istruzioni… lavare con Biowashball o con sola acqua è uguale. L’efficacia rispetto al detersivo è dimezzata.

Ma allora, vi chiederete, perché sembra che molte persone siano soddisfatte dei risultati ottenuti con questa palla? La spiegazione, probabilmente, è semplice: perché tutti abbiamo ormai l’abitudine di lavare indumenti non molto sporchi, che un semplice bucato con sola acqua già rende puliti. Se amate l’ambiente, dunque, non spendete i 35 euro di Biowashball: limitatevi a usare meno detersivo.

Chi si è fidato della promozione offerta da Beppe Grillo alla Biowashball nei suoi spettacoli ora dovrà aggiungere, si presume, anche la redazione di Altroconsumo all’elenco dei disinformatori prezzolati, insieme al CICAP, alle altre redazioni dei programmi di difesa del consumatore citate sopra e ai tecnici del CNR interpellati da queste redazioni.

C’è di più. Leggendo la recensione breve della Biowashball pubblicata online da Altroconsumo (la cui versione cartacea dovrebbe includere maggiori dettagli) potrebbe venire il dubbio che comunque lavare con la pallina al posto del detersivo sia comunque accettabile. Specialmente se avete già comperato la pallina e il vostro bucato viene pulito, perché no?

Perché no. Salvo che vogliate lavare i vostri panni in un simpatico brodino di batteri. Mi scrive infatti Silvia Palladini, dottoressa in chimica, che da alcuni anni svolge ricerca nel campo delle formulazioni di detersivi a basso impatto ambientale. Pubblico con il suo permesso due sue considerazioni molto interessanti:

Condivido il parere del collega dr. Angioni [il chimico che si è occupato del caso Biowashball per il CICAP] sulle varie affermazioni di carattere tecnico presenti sul sito biowashball.ch. Il fatto che la Biowashball possa deodorare i capi e trattenere qualche particella di sporco e’ probabilmente da attribuirsi a fenomeni di adsorbimento da parte delle ceramiche porose contenutevi.

Questo spiegherebbe le numerose segnalazioni (che posso confermare personalmente dai miei test) di un leggero effetto deodorante della Biowashball. Ma la cosa ancora più interessante è questa (le evidenziazioni sono mie):

Il fatto pero’ che tale dispositivo sia in grado di “eliminare i germi patogeni nell’acqua della vostra lavatrice” e’ un’affermazione quantomeno pericolosa a farsi: nella lavatrice sono presenti tubazioni che svolgono un effetto “sifone”, per cui non si svuotano mai dall’acqua e, soprattutto per questa ragione, la macchina andrebbe lavata con un agente disinfettante (candeggina diluita o simili) ogni qualche mese, per evitare il proliferare di batteri e muffe; l’utilizzo del detersivo a ogni lavaggio tutela solo in parte da questa proliferazione.

Gli utenti potranno facilmente immaginare che cosa puo’ succedere in una lavatrice se si lavano i capi (specialmente la biancheria intima) con un agente lavante di scarsa efficacia o anche con sola acqua: a lungo andare, senza che ce ne si accorga ci potra’ essere proliferazione di batteri e funghi, alcuni dei quali introdotti tramite i nostri stessi capi di vestiario.

Cio’ che intendo dire e’: non serve disinfettare la macchina a ogni lavaggio (i nostri anticorpi ci proteggono a sufficienza da quei pochi batteri presenti, a patto che si usi abitualmente un detersivo efficace e che ogni tanto si lavi la macchina con un po’ di candeggiante), ma non e’ neppure il caso di lavare solo con acqua, trasformando la macchina in un’incubatrice per microorganismi…

Non siete convinti? Pensate ancora che sia tutto un complotto delle multinazionali del detersivo? Certo che è strano che a nessuno venga mai il dubbio che possa essere un complotto delle multinazionali delle palline di plastica, ma pazienza. Vi propongo un test.

Beppe Grillo dice nei suoi spettacoli che usa la Biowashball per il proprio bucato. Ora chiedetevi seriamente: adesso che sapete questa faccenda dei batteri incubati nella lavatrice, indossereste un paio di mutande di Grillo lavate con Biowashball?

Il “mistero” dei Teschi di Cristallo

Il “mistero” dei Teschi di Cristallo

I teschi di cristallo hanno un potere magico? Sì, quello di imbrogliare

Il mito dei Teschi di Cristallo Maya è stato riportato alla ribalta dal quarto film della saga di Indiana Jones e dal delirio collettivo intorno alle presunte profezie Maya sulla fine del mondo nel 2012, ma è da decenni uno dei capisaldi della cultura new age e del paranormale. Peccato che sia, per dirla senza troppi giri di parole, una fregatura.

Recentemente National Geographic ha messo alla prova le principali asserzioni che riguardano il più famoso di questi teschi, quello che l’esploratore Frederick Albert Mitchell-Hedges (morto nel 1959) diceva di aver scoperto nelle rovine di un tempio Maya da lui trovato a Lubaantun, in quello che oggi è il Belize, nel 1927 ma descritto soltanto molti anni più tardi.

Il teschio in questione è leggermente più piccolo di un cranio umano ed è ricavato da un blocco unico di cinque chili di quarzo ialino o cristallo di rocca lavorato con straordinaria finezza e perfezione, tanto che secondo i sostenitori delle sua origine paranormale sarebbe impossibile crearne un duplicato.

Secondo la prima edizione dell’autobiografia di Mitchell-Hedges (Danger My Ally, 1954), il teschio di cristallo, da lui denominato Teschio del Destino, avrebbe almeno 3600 anni e sarebbe stato usato dai sacerdoti Maya, che con i suoi poteri sarebbero stati in grado di uccidere con la sola forza del pensiero. A suo dire, sarebbe stato fabbricato a mano dai Maya lavorandolo per abrasione con la sabbia, con infinita pazienza, ininterrottamente per circa trecento anni.

Alcuni sensitivi dicono che guardando il teschio negli occhi hanno visioni olografiche del futuro e affermano che ridere in faccia al teschio porti a morte certa. Negli anni Settanta iniziò a circolare l’asserzione che radunando i tredici teschi di cristallo in un unico luogo sarebbero accaduti eventi portentosi o calamità planetarie. Con l’approssimarsi della data fatidica del 2012 queste profezie hanno riacquistato popolarità e suscitato inquietudini.

Una storia affascinante, ma i fatti la smentiscono inesorabilmente. National Geographic, per il documentario The Truth Behind the Crystal Skulls (2011), ha commissionato la fabbricazione di un teschio identico a un artigiano cinese, che in undici giorni di lavoro è riuscito perfettamente nell’impresa.

Blocchi unici di quarzo ialino delle giuste dimensioni si trovano e si possono lavorare con mezzi più che normali, con buona pace di chi dice che sarebbe impossibile creare un teschio di cristallo persino con la tecnologia odierna. Basta avere un bel po’ di soldi, perché blocchi del genere sono molto costosi (alcune migliaia di dollari) e la loro lavorazione è altrettanto impegnativa e delicata.

Inoltre nella cultura Maya, ben documentata dagli archeologi, non c’è alcun riferimento a oggetti di questo genere. C’è da aggiungere, poi, che il teschio di Mitchell-Hedges ha vari dettagli anatomici tipici di un cranio europeo, ben diverso da quelli degli abitanti dell’America latina precolombiana. Perché i Maya avrebbero dovuto scolpire pazientemente un teschio europeo?

Cosa più importante, il presunto teschio Maya ha segni di lavorazione meccanica moderna che non hanno nulla di insolito, scoperti dall’esame dell’archeologo Norman Hammond e confermati da Jane Walsh del museo Smithsonian. Tutto punta, insomma, verso una fabbricazione con mezzi tecnologici contemporanei sul modello di un cranio europeo.

Come avviene spesso nel mondo del paranormale, la figlia di Mitchell-Hedges, Anna, ha rifiutato di permettere ulteriori esami scientifici dell’oggetto fino alla propria morte nel 2007. Ora il teschio è custodito dal marito di Anna, Bill Hormann.

Anche le modalità della sua scoperta hanno dettagli imbarazzanti. La figlia di Mitchell-Hedges ha sempre affermato di aver trovato lei stessa il teschio a Lubaantun nel 1927, ma una verifica negli archivi ha rivelato che lei non era affatto lì. Gatta ci cova.

Il teschio di cristallo conferì ad Anna Mitchell-Hedges notevole popolarità, tanto da organizzare esposizioni a pagamento dal 1967 in poi e un tour internazionale intorno al 1990, e ha alimentato una vastissima produzione letteraria di pseudoarcheologia mistica.

Ma i fatti restano quelli che sono, e ce n’è uno che, insieme agli altri, condanna senza appello tutta la leggenda dei teschi: un catalogo del 1943 della casa d’aste Sotheby’s, che offre un teschio di cristallo identico a quello “scoperto” da Mitchell-Hedges. L’acquirente? Frederick Albert Mitchell-Hedges stesso.

E che dire degli altri teschi analoghi esposti nei musei del mondo? Non sono una prova della loro autenticità? No: quelli al British Museum londinese, al Musée du quai Branly parigino e allo Smithsonian di Washington sono presentati etichettandoli chiaramente come falsi. Per esempio, il British Museum dice che il teschio è “Probabilmente europeo, 19° secolo d.C.” e che “sono state riscontrate tracce di una ruota da gioielliere”. Una mola moderna, insomma: altro che Maya che vanno avanti a sabbiare per secoli.

L’unica cosa davvero portentosa di tutta questa faccenda, insomma, è la disonestà di questi imbroglioni e l’ingenuità di chi vuole credere a tutti i costi senza mai dubitare.

Questo articolo vi arriva grazie alla gentile donazione di “stefano.pa*” ed è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Antibufala: bicarbonato per curare il cancro

Antibufala: bicarbonato per curare il cancro

Oncologi tutti a casa: il cancro si batte col bicarbonato

L’articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale. Vignetta di Moise, pubblicata inizialmente su AFNews e ripubblicata qui per gentile concessione dell’autore.

Su Giornalettismo.com è uscito un articolo che mi ha lasciato incredulo quando mi è stato segnalato: poi ho verificato la realtà dei fatti descritti e mi sono dovuto arrendere all’evidenza dello squallore. C’è chi sostiene che per debellare il cancro basta usare il bicarbonato e addirittura presenta in video un caso di guarigione avvenuta con questo metodo.

Certo, chi lo sostiene è Massimo Mazzucco, che non solo non è un oncologo (è un fotografo e occasionale regista) ma è noto per il suo sostegno ad altre teorie eccentriche come le scie chimiche, la negazione dello sbarco sulla Luna, l’ufologia e le teorie di complotto intorno all’11 settembre. Ne ho dimenticata qualcuna? Ah, sì: la Terra cava (noi vivremmo sulla superficie interna di una sfera che contiene l’intero universo; googlate “concezione endosferica” e piangete). Ma molta gente che s’imbatte in questo suo video non sa quale genere di idee sponsorizza il suo autore e di fronte all’impatto emotivo di una testimonianza visiva può convincersi di essere di fronte a una rivoluzione medica, soppressa dai grandi interessi delle società farmaceutiche.

Se poi viene a sapere dal video che la terapia col bicarbonato è addirittura consigliata da un medico, Tullio Simoncini, l’opera di persuasione diventa ancora più forte.

Ora, finché si vuole speculare sullo sbarco sulla Luna o sui morti dell’11 settembre o vendere film di ufologia, pazienza; ma giocare con la disperazione di chi è colpito dal cancro o di chi vede un suo familiare subire questa malattia è troppo.

Perché di gioco si tratta: un gioco squallido e pericoloso. Per fortuna è condotto dilettantescamente da chi vorrebbe far pagare agli altri il prezzo dei propri deliri. John B, il debunker di Giornalettismo.com, analizza il filmato nella versione ad alta risoluzione e scopre che sono addirittura i documenti presentati in video a sostegno della terapia del bicarbonato a sbufalare la testimone, una certa Lorna del Queensland, in Australia.

Lorna non ha affatto mollato la terapia medica convenzionale, come invece dichiara nel video, ma ha subito un intervento chirurgico denominato TURBT: la resezione transuretrale del tumore alla vescica che le era stato diagnosticato. Altro che bicarbonato. Questo dettaglio cruciale non si vede nella versione a bassa risoluzione del video, ma si legge chiaramente in quella ad alta risoluzione a 14 secondi dall’inizio:

Anche se la nostra attenzione viene sviata dalle parole evidenziate da Mazzucco, leggiamo la prima riga dattiloscritta: “…today after her TURBT last week. She tolerated the procedure well”. In altre parole, si è fatta operare secondo una procedura chirurgica assolutamente tradizionale e convenzionale, di cui può non essersi accorta per via della sua natura microinvasiva (si passa dall’uretra, senza quindi aprire il paziente).

Il video si sbufala da solo, insomma: ma quanti se ne accorgerebbero, specialmente guardando la versione a bassa risoluzione, in cui le parole sono illeggibili?

E Simoncini? Condannato per omicidio colposo e truffa aggravata e radiato dall’albo per aver somministrato acqua e bicarbonato a due malati di cancro, facendo spendere 7500 euro a testa, e per aver prodotto una letale lacerazione dell’intestino a un paziente iniettando il suo cocktail nella massa tumorale. E’ convinto che il cancro sia un fungo.

2009/02/15

Dai commenti alla prima stesura di quest’articolo è emerso il ruolo importantissimo di un utente medico, WeWee, nello sbufalamento della vicenda. La sua discussione con gli utenti di Luogocomune.net e Massimo Mazzucco è pubblicata qui ed è molto educativa sia sulla vicenda medica descritta, sia sul modo di comportarsi di Mazzucco quando viene colto a pubblicare una bufala.

2009/02/18

Ecco le scansioni dei documenti medici mostrati nel video di Mazzucco. Sono tratte da Luogocomune.net, rispettivamente qui e qui, e sono cliccabili per ingrandirle.

A questo punto la menzogna è purtroppo ineludibile.

Le cose che non colsi – 20091015

Viaggiare nel tempo? Si può, purché nudi e con 99 palloncini; e altre chicche in breve

“La televisione è piena di trasmissioni tipo ‘Stargate’ o ‘Voyager’, mentre in Rete si premia un sito personale serio e scientifico che smonta presunti misteri occulti e complotti globali. Meno male che a essere poco seri e scarsamente affidabili dovevano essere i blog”. Bella frase di Alessandro Gilioli sull’Espresso online a proposito dei Macchianera Blog Awards.

Gilioli parla anche del 2012 cercando di ragionare (invano) con un tassista catastrofista. Ne hanno piene le tasche anche i Maya, o almeno i loro discendenti, come riferisce La Stampa. Anche la Associated Press ne scrive, aggiungendo che esiste un “Monumento numero sei”, scoperto nel sud del Messico negli anni Sessanta durante la costruzione di un’autostrada, che è l’unico reperto Maya contenente la data del 2012 (o meglio, il suo equivalente nel calendario maya). La tavoletta di pietra dice che nel 2012 succederà qualcosa che riguarda Bolon Yokte, un “misterioso dio maya associato sia alla guerra, sia alla creazione“, dice la AP. Ma l’erosione e una crepa rendono quasi illeggibile la fine dell’annuncio, che secondo l’archeologo Guillermo Bernal potrebbe significare “Egli scenderà dal cielo”. Ma comunque niente fine del mondo: ci sono altre iscrizioni presso siti Maya che parlano di date dopo il 2012, compresa una che parla dell’anno 4772. Altri dettagli sono su BoingBoing.

Sapevate che anche le navi producono scie di condensazione in cielo? Aspettate che lo scoprano gli sciachimisti.

Qualcuno si ricorda Nena, la cantante di 99 Luftballons? Pare che si sia presa una sbandata per i Damanhur, secondo Bild, tanto da andare a visitarli e includere il loro simbolo segreto sulla copertina del suo nuovo album. I Damanhur sono una setta di circa 700 eccentrici che vivono rintanati in una valle piemontese. Il loro fondatore, Oberto Airaudi, sostiene di poter impiantare gli spiriti dei defunti nei bambini non ancora nati e di avere una macchina del tempo funzionante. L’importante è usarla quando si è nudi, altrimenti non va. Schwarzenegger lo sa bene. L’articolo di Bild contiene foto del tempio sontuoso dei Damanhur e della loro macchina per togliere le “energie negative”. Da non perdere. Fark.com ha qualche foto d’epoca e recente di Nena.

Un’idea originale per estendere l’autonomia delle auto elettriche: ricaricarle mentre vanno, tramite sistemi a induzione collocati sotto il manto stradale.

Nuove frontiere del genio umano emergono grazie a Facebook. Tale Maxi Sopo, 26 anni, era riuscito a ottenere fraudolentemente 200.000 dollari di credito da alcune banche statunitensi (e poi ci si chiede perché le banche fanno crac) e se l’era svignata. Ma non ha saputo resistere alla tentazione di annunciare sulla propria pagina Facebook che se la stava spassando a Cancun, in Messico. Come se non bastasse, ha aggiunto alla propria lista di amici un ex funzionario del Dipartimento di Giustizia statunitense, che è riuscito a scoprire dove abitava Sopo e a comunicarlo alle autorità messicane. Ora il maestro del crimine è in carcere a Città del Messico. Lo riferisce la BBC.

Le doppie barre dell’ormai notissimo prefisso http://” furono un errore e uno spreco, secondo il loro padre nonché inventore del Web, Tim Berners-Lee (insieme a Robert Caillau). Ne parla in un video qui; si scusa sul Telegraph qui; ma la notizia non è proprio nuova, perché Berners-Lee diceva già nel 2006 che col senno di poi avrebbe fatto a meno delle due barre, e avrebbe anche creato dei nomi di dominio alla rovescia: “I would have skipped on the double slash – there’s no need for it. Also I would have put the domain name in the reverse order – in order of size so, for example, the BCS address would read: http:uk/org/bcs/members. This would mean the BCS could have one server for the whole site or have one specific to members and the URL wouldn’t have to be different.” Se lo dice lui.

E per finire, qualche spezzone della recente apparizione di John Billingsley, attore di Star Trek Enterprise, a Bologna:

Show di Fabio Fazio, niente viola in studio [UPD 2010/06/17]

Show di Fabio Fazio, niente viola in studio [UPD 2010/06/17]

Perché è vietato il viola a Che Tempo Che Fa?

L’articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

“Non è permesso l’ingresso in studio con alcun capo di colore viola”. Ma come: la superstizione, in un programma come Che Tempo Che Fa che più di una volta ha dileggiato le pseudoscienze (con memorabili interventi della Littizzetto), esce dalla porta ma rientra dalla finestra?

L’avvertenza è infatti scritta a chiare lettere nelle prenotazioni su Ticinonline per assistere alla trasmissione e anche in questo articolo dello stesso sito, datato 6 maggio 2010). E stando sempre al succitato Ticinonline la norma viene fatta rispettare, spiegando, secondo un “addetto ai lavori” non meglio identificato, che si tratta di superstizione (o di imprecisate esigenze di “uniformità dei colori in studio”, secondo una costumista del programma).

Nessun divieto del genere viene riportato nelle istruzioni per partecipare alla trasmissione come pubblico presenti sul sito di Endemol Italia, ma dopo la pubblicazione iniziale di questo articolo ho ricevuto da Ruggio81 copia delle mail, datate 2006, 2007 e 2008, con le istruzioni inviate al fan club di Laura Pausini per la selezione del pubblico: “Portare carta di identità (indispensabile) e, requisito IMPRESCINDIBILE, non indossare NULLA di colore VIOLA” (2006), “Documento di Identità personale + divieto ASSOLUTO di indossare indumenti di colore VIOLA” (2007), “divieto ASSOLUTO di indossare indumenti di colore VIOLA” (2008). Sempre Ruggio81 ha trovato questo commento nel newsgroup it.fan.musica.battiato, datato 2009, che ribadisce il divieto del viola indossato.

Non sembrano esserci motivi tecnici plausibili per questa norma, e pare improbabile che Ticinonline s’inventi una storia del genere, ma comunque ho scritto ai responsabili della gestione del pubblico di Che Tempo Che Fa per avere conferme o smentite di quanto pubblicato dalla testata ticinese. Non ho ancora avuto risposta.

Sta di fatto che il divieto scaramantico indossare il viola è un’antica tradizione teatrale e di tutto il mondo dello spettacolo e quindi è forte il sospetto che la motivazione sia decisamente poco razionale. Chi si fa portavoce della cultura intelligente e vuole presentarsi come compassato dispensatore di motti arguti dovrebbe lasciarsi alle spalle certi scivoloni.

Se in televisione lavora e comanda gente che è convinta che un colore possa portare iella, non c’è troppo da stupirsi se poi viene dato spazio a oroscopi, cartomanti, sensitivi e cialtroni assortiti, con licenza di rimbambire il pubblico perpetuando il business delle scemenze.

La promiscuità causa terremoti: il religioso iraniano non molla

La promiscuità causa terremoti: il religioso iraniano non molla

Iran, donne promiscue e terremoti: religioso torna alla carica

Ricordate Kazem Sediqi, il religioso di Teheran che diceva che i terremoti sono causati dalle donne promiscue? E di come è stato proposto di sperimentare questa tesi invitando le donne ad essere promiscue esibendo collettivamente un po’ più di scollatura il 26 aprile scorso? Ne avevo parlato in un articolo.

Qualcuno deve avergli chiesto come mai allora i terremoti non devastano l’Occidente, “che soffre della melma dell’omosessualità, della promiscuità ed è immerso fino al collo [nell’immoralità]”, come  dice il buon Sediqi. Così, secondo la Associated Press, Sediqi è tornato alla carica venerdì, dicendo che forse Dio rimanda i disastri naturali in Occidente in modo che le persone possano peccare di più e quindi condannarsi alla sofferenza eterna. “Coloro che hanno provocato l’ira di Dio, Egli lascia che [pecchino] perché possano andare in fondo all’inferno”.

Sembra di sentire i complottisti: se una cosa succede, dimostra la loro tesi; se non succede, dimostra comunque la loro tesi. Loro hanno capito tutto e hanno un filo diretto esclusivo con la Verità. È una manifestazione dell’effetto Dunning-Kruger (gli psicologi hanno un’espressione per tutto).

A dimostrazione che i pagliacci non viaggiano mai da soli, la Associated Press nota che anche un altro religioso locale di spicco, l’ayatollah Ahmad Jannati, ha chiesto agli iraniani di fare elemosine e pregare per il perdono, in modo da prevenire i terremoti. “Poche ore dopo” aggiunge con humor laconico l’articolo della AP, “quattro piccoli terremoti hanno colpito punti differenti dell’Iran”.

Ah, e se vi siete distratti a causa della foto che accompagna l’articolo, la storia curiosa che la riguarda è raccontata su Gawker.

Usi Google? Sei un inquinatore

Usi Google? Sei un inquinatore

Fisico di Boston: due Googlate inquinano come farsi un bollitore di té

L’articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale. Vignetta di Moise, pubblicata inizialmente su AFNews e ripubblicata qui per gentile concessione dell’autore.

Ne prendo nota con sconforto perché mi sa che questa storia tornerà a farsi sentire. Ansa.it, riferisce che secondo Alex Wissner-Gross, fisico della Harvard University di Boston”, usare Google è nocivo all’ambiente: “due ricerche producono tante emissioni quante quelle prodotte dal consumo di corrente di un bollitore elettrico per il tè, ovvero 7 grammi di CO2 a ricerca.”

Interessante, ma attenzione a non pensare che si possa salvare il mondo smettendo di Googlare (o di bere il té). Tanto per cominciare, Google dice alla BBC che i conti del fisico sono sballati e dichiara una cifra di 0,2 grammi di CO2 a ricerca. Poi c’è da considerare che il fisico stesso dice di arrivare a quel dato tenendo conto dei consumi di energia del terminale dell’utente (quanto consuma il vostro vecchio PC, magari con monitor catodico?), sui quali Google non ha alcun potere.

L’errore concettuale di questo genere di notizie è fornirle senza termini di paragone, o con termini di paragone stupidi (che razza di unità di misura è “un bollitore elettrico per il tè”?). Una rapida googlata (oddio, sono un inquinatore!) mi dice che una persona produce circa 900 grammi di CO2 al giorno semplicemente respirando. L’equivalente di 128 ricerche su Google, secondo le stime del fisico.

Mi preoccupa un po’ questo nuovo luddismo mirato contro l’informatica, che cerca di sembrare probo e rispettabile imbellettandosi con una patina di ecologismo di facciata. E’ molto più facile prendersela con l’informatica, perché per molta gente è roba incomprensibile, che prendersela per esempio con l’automobile: persino una Prius produce oltre 100 grammi di CO2 al chilometro (dati dell’ente di omologazione britannico).

Da dove vogliamo cominciare, se vogliamo veramente salvare il mondo? Dalle googlate o dall’uso spesso sconsiderato dell’automobile?

Antibufala: astrologi inaffidabili

Antibufala: astrologi inaffidabili

Il CICAP fa le pulci alle previsioni degli astrologi. Quelle per il 2008

L’articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Si può discutere finché si vuole sui princìpi sui quali si baserebbe la presunta influenza degli astri sui nostri destini e sugli eventi del mondo, ma alla fine la faccenda è molto semplice: l’astrologia, in modo o nell’altro, funziona?

In altre parole, fa davvero previsioni sufficientemente buone da essere utili in qualche modo? Esistono davvero delle persone che sanno come fare queste previsioni? Vale la pena di pagare un astrologo o di ospitarlo in televisione, magari a spese dei contribuenti?

C’è un sistema molto semplice per saperlo: controllare cosa hanno previsto i sensitivi per il 2008 e vedere se si è avverato.

Il CICAP svolge questo controllo da vari anni, conservando le dichiarazioni fatte sui giornali dai vari astrologi e chiaroveggenti d’ogni sorta e mettendole a confronto con i fatti che si sono effettivamente verificati: un metodo molto semplice che chiunque può ripetere. I risultati sono devastanti per i credenti nelle forze astrologiche.

Ecco alcune delle previsioni meno azzeccate: il governo Prodi durerà anni, Valentino Rossi diventerà campione in Formula Uno, l’Italia sarà in finale agli Europei di calcio, Hillary Clinton sarà presidente degli Stati Uniti e gli alieni sbarcheranno sulla Terra il 14 ottobre.

Il CICAP fa questo controllo dal 1989, ma in tempi recenti ha costituito un gruppo di volontari, coordinato da Andrea Proietti Lupi, che raccoglie un numero vastissimo di previsioni. Nonostante l’ampliamento del campione, dice Andrea, si fa «fatica a trovare affermazioni sufficientemente precise da essere verificate. Molte previsioni, poi, riguardano eventi che, in un modo o nell’altro, si ripetono: basta prevedere genericamente “un grosso scandalo”, “fenomeni di ribellione o intolleranza razziale” o “un forte terremoto” per avere la certezza di indovinare».

«Né l’astrologia né le altre pratiche divinatorie aiutano a prevedere il futuro… i consigli degli astrologi per il futuro non sono più utili di quelli dettati dal semplice buon senso di una persona informata, e possono anzi essere peggiori». Questo è il parere documentato di Stefano Bagnasco, fisico dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare e coordinatore del Gruppo di Studio sull’Astrologia del CICAP. Chi si è fidato degli astrologi per giocare in Borsa è rimasto fregato alla grande, per esempio, visto che tutti prevedevano un andamento economico molto positivo e la crisi non è stata prevista da nessuno.

Trovate una vasta collezione di esempi di queste previsioni fasulle nel Dossier Astrologia 2008 del CICAP, con nomi e cognomi degli astrologi che le hanno fatte, da Alma Galli sul Magazine del Corriere della Sera a Franca Mazzei su Astra a Teodora Stefanova di Quotidiano.net, che preannunciava che Hillary Clinton sarebbe diventata presidente degli Stati Uniti.

Qualche altro esempio, tratto dal comunicato stampa del CICAP, insieme alla vignetta di Moise, pubblicata inizialmente su AFNews e ripubblicata qui per gentile concessione dell’autore:

…Per restare in ambito politico-economico, non c’è quasi mai stato consenso tra gli astrologi sulla tenuta del governo Prodi: secondo Carla Cerri il governo avrebbe retto «per nove mesi», oppure tutto l’anno secondo Hassen Charni; secondo Grazia Mirti invece la situazione si sarebbe sbloccata in primavera. Una delle poche volte in cui si sono trovati d’accordo non è stato con grande successo: durante una puntata di Porta a Porta all’inizio del 2007 Paolo Crimaldi e Barbara Massimo hanno convenuto che il governo sarebbe durato anni se solo avesse superato l’autunno di quell’anno, confortati da Horus che aggiungeva come «il caos della sua coalizione lo terrà al potere». L’autunno l’ha superato, ma poi il Governo Prodi cade. Il più avventato è stato però proprio Charni, il “Nostradamus arabo”, che vide Prodi «saldo al timone» per tutto l’anno a gennaio 2008: l’inchiostro non fa in tempo ad asciugarsi che il governo rassegna le dimissioni proprio il 24 gennaio.

Non va meglio su argomenti più “leggeri”: la finale dei Campionati Europei di calcio sarebbe stata tra Portogallo e Francia secondo la maga Rosalinde Haller, Francia e Germania secondo il mago-sensitivo Massimo Pagnini, Italia e Olanda secondo Peter Van Wood, o Italia e Germania secondo la sensitiva Teodora Stefanova. Ha vinto invece la Spagna.

La Stefanova, complice una serie di presenze in varie trasmissioni sportive, si lancia in una lunga serie di previsioni calcistiche: l’Inter vince la finale della Champions League contro una squadra inglese (ha vinto invece il Manchester United contro il Chelsea), il magnate australiano Ruperth Murdoch si offre di comprare la Juve dalla famiglia Agnelli, Mancini sulla panchina di un grande club come il Barcellona, Juventus campione d’inverno, Milan o Roma campioni d’Italia, Fabio Capello nuovo CT della Nazionale, Marcello Lippi in Spagna o al Chelsea, Alessandro Nesta di nuovo in Nazionale, Frey nuovo portiere del Milan e ancora altre. Non ne ha azzeccata una.

Il celebre Branko, ancora a gennaio 2006, intervistato a Domenica In annuncia il ricomporsi della coppia artistica Christian De Sica e Massimo Boldi: «Ve lo dico io, si rincontreranno nel 2008!» Barbanera pronostica un amore importante e relative nozze per George Clooney mentre Barbara Massimo prevede un «anno in discesa» per Madonna, invece impegnata in uno dei più costosi divorzi della storia dal secondo marito, Guy Ritchie, e un «matrimonio lampo» per Anne Hathaway, invece in rotta con il fidanzato Raffaello Follieri, accusato di frode. Per Manuela Arcuri l’astrologa Sirio vedeva addirittura l’amore con un uomo molto ricco e importante; matrimonio in vista per lei anche secondo Barbara Massimo. Niente da fare.

Naturalmente anche quest’anno non sono mancate le interpretazioni delle oscure quartine di Nostradamus. Luciano Sampietro riesce a leggerci un attentato al Papa durante la sua visita negli USA; molti altri, nella migliore tradizione, hanno tratto previsioni apocalittiche, a causa dell’accensione di LHC, il nuovo acceleratore di particelle del CERN di Ginevra.

Non tutte le previsioni sono sbagliate, naturalmente: Grazia Bordoni su Sirio dice chiaramente che «alcune delle previsioni fatte lo scorso anno si sono verificate, altre no». D’altronde, con affermazioni come «potrebbero venire alla luce in Italia imbrogli politici o finanziari» si va abbastanza sul sicuro. Un altro modo per essere sicuri di azzeccarci, prima o poi, è prevedere periodicamente la stessa cosa fino a quando non accade, come sta facendo Barbara Massimo con il matrimonio di Alberto di Monaco, previsto ormai ogni anno. Mentre alcuni astrologi sono molto sicuri di sé, come Luisa de Giuli che su La Stampa sostiene di indovinare addirittura «con assoluta precisione al 90%» grazie al suo oroscopo «karmico, scientifico, matematico-stellare», Marco Pesatori sul settimanale Donna de La Repubblica è disarmante: «l’ansia meschina di dover essere sempre veritieri a senso unico si può accantonare. Così è possibile perfino estrarre a caso una sentenza scegliendo un numero da uno a 12. Sarà il vostro segno della settimana».

A fianco delle previsioni sbagliate, ci sono infine quelle mancate: così, ad esempio, nessuno sembra aver previsto eventi come la protesta dei monaci buddisti in Cina, la liberazione di Ingrid Betancourt, la Spagna vittoriosa agli Europei di calcio e in coppa Davis, gli attentati a Islamabad e Mumbai o la scomparsa di personaggi come lo scrittore Aleksandr Solgenitsyn, l’alpinista sir Edmund Hillary, l’attore Paul Newman, lo stilista Yves Saint Laurent, la cantante Miriam Makeba, il patriarca ortodosso Alessio II o l’editore Carlo Caracciolo.

Sul sito del CICAP trovate anche uno splendido Sciocchezzario astrologico, le FAQ sull’astrologia (decisamente illuminanti e ricche di punti di vista inattesi che spiazzeranno molti debunker) e l’unico, vero, autentico oroscopo del CICAP, ritenuto sufficientemente rappresentativo da oltre l’80% degli utenti.

Una precisazione importante del CICAP: nessuna stella è stata molestata per realizzare quest’oroscopo.