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Antibufala: cercasi leopardo smarrito

Antibufala: cercasi leopardo smarrito

“Ho perso Leo”: smarrito un leopardo. O una bufala?

C’è chi mette gli annunci per ritrovare il chihuahua o il micetto scappato, e c’è chi mette appelli su Internet per annunciare di aver smarrito il proprio leopardo. Questa è, perlomeno, la curiosa storia proposta dal sito Hopersoleo.

Lo sconsolato proprietario dice di averlo perso il 28 marzo scorso. “L’ultima volta è stato visto mentre saltava il cancello del vicino alto quasi 4 metri”, dice il sito.

Ma stranamente il sito non fornisce indicazioni sul luogo dello smarrimento o su come contattare il proprietario, né nel sito principale né in quelli collegati su Myspace, Facebook e altri siti molto popolari.

Stando ai commenti su Hopersoleo e alle segnalazioni che mi arrivano, all’appello è associato anche un volantinaggio cartaceo che sta interessando numerose città italiane, destando ovviamente curiosità e apprensione.

Tuttavia i lettori del Disinformatico hanno iniziato ben presto a fiutare non un leopardo, ma una bufala: Daniele, da Napoli, ha notato per esempio che i volantini sono su costosa carta patinata e che alcune delle foto di “Leo” non ritraggono un leopardo, ma un ghepardo.

L’arcano è stato svelato da Mattia di Wavegroup.it in questo articolo. Mattia ha infatti notato un particolare rivelatore: la mappa sulla quale segnalare gli avvistamenti di Leo, presso hopersoleo.wordpress.com, linka una pagina su hopersoleo.com. E Hopersoleo.com, come rivela un rapido controllo con Whois, è intestato a un’agenzia creativa di Roma, la Xister srl. In altre parole, si tratta di una campagna pubblicitaria fatta per far conoscere l’agenzia attraverso il marketing virale. Non c’è nessun leopardo in libertà: niente panico.

Un marketing virale decisamente efficace, che ha saputo giocare con la curiosità e la paura della gente, e originale, visto che è riuscito ad uscire dai confini del Web, dove di solito si svolgono queste campagne, e arrivare nelle strade (sotto forma di volantini) e sui giornali (come testimonia per esempio questo articolo del Corriere della Sera).

Ragazza tatuata coi profili di Facebook

Profili Facebook tatuati: marketing virale

La storia di Suzyj87, la ragazza olandese che si sarebbe fatta tatuare i profili di 152 amici di Facebook sul braccio, è una bufala. O meglio, il video è una trovata di marketing virale per conto di un’azienda olandese che confeziona regali usando le immagini dei profili Facebook. Il “tatuaggio” viene via nel giro di un paio di giorni e non ci sono volute 30 ore ma solo due (De Telegraaf via DutchNews via Forbes; grazie a Luigi per la segnalazione).

Complimenti a tutti i giornalisti (fra gli italofoni cito TGcom, Vogue.it, Gizmodo.it, Il Secolo XIX, Repubblica) che ci sono cascati senza controllare la notizia, probabilmente perché dava loro l’occasione di lamentare la degenerazione dei costumi altrui e fare un altezzoso commento sui mali della società moderna. Senza considerare, naturalmente, la degenerazione dei costumi dei giornalisti.

Hacking dei megaschermi a Times Square

Hacking dei megaschermi a Times Square

Schermi di Times Square hackerati con l’iPhone?

Gira già da un po’ questo video che dimostrerebbe le capacità sorprendenti di uno smanettone.

Fake? Non proprio. Se volete sapere cosa c’è dietro, lo spiegone è in questo mio articolo per Wired.

Falso il video dell’inquilina segreta

Falso il video dell’inquilina segreta

È un video di marketing virale la ripresa della clandestina in casa

Questo articolo vi arriva grazie alle gentili donazioni di “alex.mi****” e “amdinoto”.

Un ragazzo piazza una telecamera nascosta, dotata di un illuminatore a infrarossi, per registrare cosa succede di notte nel suo appartamento, e scopre di avere un’inquilina segreta che esce da una nicchia e gli mangia il cibo in frigorifero.

Ovviamente il video viene pubblicato su Youtube e viene segnalato dai media (per esempio Repubblica), totalizzando in pochi giorni oltre un milione di visitatori.

Secondo France24.com, si tratta di un video di marketing virale per un’azienda online dedicata alla locazione di immobili, Nakedapartments.com. La conferma arriva da un messaggio su Twitter di Nakedapartments.com, che dice “We’re in Gothamist, well, our viral video is at least” e linka una pagina del Gothamist, e dal fatto che il video è pubblicato sul blog dell’azienda.

Fonti: BoingBoing, Fark.
L’UFO di Cagliari

L’UFO di Cagliari

Ufomaniaci gabbati da saliva e carta igienica

Avete presente il video mostrato anche da Studio Aperto ieri e segnalato dall’Unione Sarda come prodigioso avvistamento ufologico? E’ una burla. Un falso. I suoi autori (creattivo.com) hanno rivelato lo scherzo e hanno dimostrato quanto sia facile fabbricare un video ufologico e quanto siano creduloni irresponsabili non solo certi ufologi dai facili entusiasmi, ma anche i media che li alimentano.

Hanno dimostrato molto chiaramente che proprio chi fa tanto lo scettico e si ostina a chiedere prove su prove quando ci sono di mezzo “versioni ufficiali” abbocca invece come un pesce, ingoiando esca, amo e galleggiante, quando gli viene proposto un documento che sembra confermare i suoi preconcetti, senza chiedere la benché minima conferma o prova e senza perdere un secondo neanche per la verifica più basilare. E purtroppo fra questa gente ci sono anche i giornalisti ai quali deleghiamo il compito di tenerci informati sulla realtà.

Complimenti agli autori della burla; vergogna per tutti quelli che ci sono cascati. Siete dei polli. Sono bastati un po’ di saliva e un velo di carta igienica appiccicato alla finestra per gabbarvi. Imparerete la lezione? Accetto scommesse.

Questo è il video pubblicato inizialmente, il 16 novembre scorso:

E questo è il video che sbufala la faccenda dopo che i media ci sono cascati:

Il servizio di Studio Aperto è qui su Mediaset.it. I dettagli dell’organizzazione della burla, con le attente scelte psicologiche che l’hanno resa efficace, sono sul blog di Creattivo.

La cosa più interessante è che stando agli autori dello scherzo, ben 53 persone li hanno contattati dicendo “di aver visto chi le luci e chi addirittura l’astronave”. Ricordatevelo la prossima volta che sentite parlare di testimonianze ufologiche.

Grazie a Replicante Cattivo e Maurizio C. per la segnalazione.

Aggiornamento (16:05)

Ho ricevuto da Creattivo le foto originali e sono in attesa del permesso di pubblicarle. Sono, come dire, molto eloquenti.

Aggiornamento (16:35)

Permesso ricevuto! Pubblicherò le foto nel corso del Disinformatico radiofonico di domattina, in onda a partire dalle 11 sulla Rete Tre della RSI.

2009/11/20: le foto originali

Ecco due dettagli dalle foto originali di Creattivo, che rivelano chiaramente come è stato ottenuto l’effetto UFO:

Speriamo che questo convinca anche gli ufomaniaci che è indispensabile esaminare sempre le foto originali prima di prendere posizione.

iPhone 4 in arrivo, informazioni antifebbre [UPD 2010/06/27]

iPhone 4 in arrivo, informazioni antifebbre [UPD 2010/06/27]

iPhone 4, un tocco e crolla la ricezione: cose da sapere prima di valutare l’acquisto

Questo articolo vi arriva grazie alle gentili donazioni di “davide.corb*” e “codisilver”. L’articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

A luglio, quindi tra pochi giorni, l’iPhone 4 sarà in vendita anche in Italia e in Svizzera. Nei paesi nei quali è iniziata la vendita oggi (Francia, Germania, Giappone, Inghilterra e Stati Uniti) ci sono le file fuori dai negozi, e i media fanno a gara a mostrarle e parlarne, regalando badilate di pubblicità gratuita ad Apple. Siamo al delirio: date un’occhiata alle immagini delle code a Regent Street (Londra), sulla Quinta Avenue (New York) o a Parigi. Forse un po’ troppa gente s’è dimenticata che è solo un telefonino, santo cielo.

Chi s’è messo in coda, oltretutto, non ha neanche l’attenuante di poter dire di essere il primo ad avere in mano l’oggetto-feticcio, perché le oltre seicentomila persone che l’hanno prenotato e ordinato online l’hanno già ricevuto, in alcuni casi addirittura in anticipo rispetto alla data prevista. Allora cosa spinge una persona a fare 33 ore di fila o a prendere l’aereo da Dubai appositamente per andare a Londra per comperare l’iPhone 4? È un momento di felice aggregazione? C’è davvero così tanta gente che non ha niente di meglio da fare nella vita e ha così tanti soldi da spendere in un telefonino? Ricordo che l’iPhone 4 base costa oltre 600 euro (629 all’Apple Store francese), ossia oltre 850 franchi, salvo riduzioni in caso di acquisto in abbinamento a un contratto telefonico. Non sono noccioline.

Complimenti ad Apple per aver saputo creare così tanta attesa: il suo marketing ha funzionato benissimo e i media generalisti si sono gioiosamente accodati ai proclami della sua macchina pubblicitaria. Però troppo spesso si sono dimenticati di segnalare i problemi del nuovo gioiello tecnologico. Per fortuna ci sono i blogger e i siti specialistici che provvedono a iniettare una vivace dose di realtà che manca altrove e a ricordare che il giornalismo serve anche a dire quello che l’ufficio stampa non fornisce già pronto per il copiaincolla (la BBC ha pubblicato un articolo in merito poche ore dopo la pubblicazione iniziale di questo mio pezzo).

Per esempio, è emerso che l’iPhone 4 subisce un crollo drastico della ricezione se viene tenuto in mano per i bordi, in una maniera abbastanza comune se si usa la sinistra, come mostrano questo video proveniente dalla Germania e questo video statunitense:

Sembra che il motivo di questo calo della ricezione sia il fatto che il bordo metallico dell’iPhone 4 è la sua antenna (o meglio antenne, dato che ne ha due). Il contatto con la mano, particolarmente se è umida perché sudata, crea un ponte fra le due antenne che ne degrada fortemente le prestazioni. I test effettuati dai lettori di Gizmodo e da Engadget, per esempio, indicano che il problema si presenta soprattutto quando la mano tocca il bordo metallico alla base e sul lato sinistro dell’apparecchio, che è proprio dove si trova la sottile fessura che separa le due antenne.

Può darsi che sia questo problema, anticipato da alcuni ricercatori, che ha spinto Apple a vendere come accessorio una fascia di gomma che riveste i bordi del suo telefonino e che costa ben 29 euro nell’Apple Store francese. Comunque sia, è una limitazione che è opportuno conoscere prima di decidere se investire i propri soldi nell’iPhone 4.

Ci sono anche altri problemi, ma di natura decisamente meno significativa: il modello bianco non sarà disponibile fino alla seconda metà di luglio perché è risultato “più impegnativo del previsto da fabbricare”, come dice il comunicato ufficiale di Apple. L’elegantissimo vetro antigraffio presente sui due lati dell’iPhone 4 non è del tutto antigraffio, come dimostrano le foto di Engadget. E in un numero molto modesto di casi, il display ha delle chiazze gialle (Melablog.it, Engadget, Punto Informatico) che però dovrebbero sparire dopo qualche giorno di utilizzo perché si tratta di adesivo non ancora del tutto evaporato (Engadget).

2010/06/25 – Steve Jobs: lo state tenendo nel modo sbagliato

Engadget ha pubblicato uno scambio di mail con Steve Jobs in persona che dice, senza giri di parole, qual è il rimedio al problema di ricezione: “Semplicemente evitare di tenerlo in quel modo” (Just avoid holding it that way). Nessun accenno a problemi hardware o software: è proprio un problema di posizione della mano dell’utente. La dichiarazione ufficiale di Apple è che “tenere in mano qualunque telefono cellulare produce una certa attenuazione delle prestazioni delle sue antenne, e certi punti risultano essere peggiori di altri a seconda del posizionamento delle antenne. Questo è un dato di fatto per qualunque telefono senza fili. Se vi succede con il vostro iPhone 4, evitate di tenerlo nell’angolo inferiore sinistro in un modo che copra entrambi i lati della striscia nera della banda metallica, oppure semplicemente usate una delle tante custodie disponibili”.

In originale: “Gripping any mobile phone will result in some attenuation of its antenna performance, with certain places being worse than others depending on the placement of the antennas. This is a fact of life for every wireless phone. If you ever experience this on your iPhone 4, avoid gripping it in the lower left corner in a way that covers both sides of the black strip in the metal band, or simply use one of many available cases.”

Ironia della sorte, indovinate in che modo viene tenuto l’iPhone 4 nelle immagini pubblicitarie?


Manifesto pubblicitario dell’iPhone (da Engadget)

Aggiornamento (2010/06/27)

MacRumors ha pubblicato una mail di Jobs: “There are no reception issues. Stay Tuned”, ossia “Non ci sono problemi di ricezione. Restate in ascolto”.

Star Wars + Lego

Star Wars: con il Lego persino Jar Jar diventa un bel personaggio

Se non vi piace Star Wars, non perdete tempo a leggere il resto di questo post. Per tutti gli altri: lo so, è uno spot pubblicitario, ma questo è buon marketing virale. Contate le chicche e segnalatele nei commenti. Buon divertimento.

Ritorna la bufala dei posti in piedi in aereo

Posti in piedi in aereo? Una balla, i giornalisti si fanno abbindolare come polli dai pubblicitari

È tornata la bufala dei posti in piedi in aereo, comparsa nel 2006 e ora riproposta come “intenzione seria” in arrivo “dall’anno prossimo” da una famosa compagnia aerea low-cost che non nominerò, a differenza di quanto hanno fatto per esempio Repubblica, con un articolo di Enrico Franceschini, il Corriere e Ticinonline.ch. Bufala con dovizia di dettagli: “dal 2011, sui voli a corto raggio della compagnia [omissis] verranno installati una cinquantina di posti in piedi, nel retro dell’aereo. Per dare più spazio a questo gruppo di passeggeri saranno tolte le due toilette posteriori: ne resterà così soltanto una nella parte anteriore del velivolo”, racconta Repubblica. E quella toilette sarà a pagamento. Sarebbero già stati decisi anche i prezzi: “Il biglietto in piedi costerà all´incirca 5 sterline per un viaggio di sola andata”. Tutto garantito e deciso: “Il ‘posto in piedi’ debutta davvero sui voli di [omissis]”, garantisce il Corriere.

Non nomino la compagnia per una ragione molto semplice: l’intera faccenda è una pagliacciata inventata dalla compagnia in questione esclusivamente per far parlare di sé gratis. È marketing virale, spazio pubblicitario regalato dai giornalisti che non hanno fatto la cosa più semplice: chiedere agli esperti.

È quello che ha fatto Megan Lane del BBC News Magazine: ha sentito Nick West, il portavoce della Boeing, la società che costruisce i jet utilizzati dalla compagnia aerea. West ha detto senza mezzi termini che “non stiamo considerando i posti in piedi e non abbiamo intenzione di farlo. Fra le altre cose, i requisiti normativi severi – che comprendono sedili capaci di sopportare una forza di 16 g – sostanzialmente precludono una configurazione del genere”.

Conferma l’assurdità della notizia anche David Learmount della rivista Flight International: i sedili verticali richiederebbero rinforzi più robusti rispetto a quelli normali, e “gli irrobustimenti comportano aerei più pesanti che usano più carburante.. Finirebbero per dover rinforzare il pavimento… e quanti punti di contatto sarebbero necessari per le cinture? Trasversalmente al corpo, forse a fissare le caviglie, le ginocchia e la testa?” La BBC illustra il tutto con una foto di Hannibal Lecter eloquentissima. Learmount conferma anche che la compagnia aerea cinese che (stando almeno ai giornali) aveva considerato i posti in piedi ha abbandonato l’idea.

Complimenti a tutti coloro che si sono fatti manipolare dal reparto pubblicità della compagnia aerea.

La Cantina di Star Wars riveduta per uno spot

Quant’è facile riscrivere il passato oggi: una prova filmata non vale più nulla…

… se non è accompagnata da riscontri e documentazione del contesto. Ufomaniaci, complottisti undicisettembrini e sciachimisti, prendete nota e godetevi questa versione modificata molto professionalmente della celebre scena della Cantina a Mos Eisley da Guerre Stellari (quel film che le giovani generazioni chiamano Star Wars).

Fra gli interpreti inseriti ci sono David Beckham, Snoop Dogg, Noel Gallagher e, mi dicono, i Daft Punk, Franz Beckenbauer, Ian Brown, Ciara, Jay Baruchel e il DJ Neil Armstrong (nessuna parentela con quell’altro).
Lo so, è una pubblicità di una marca di roba sportiva, ma quando il marketing virale è fatto così bene, è un peccato non segnalarne i risultati.

Lego + telefonino vs cubo di Rubik (UPD20100515)

Robot di Lego pilotato da telefonino risolve cubo di Rubik

Sì, lo so, è marketing virale, ma quando è fatto così è irresistibile. Un robot creato dalla ARM usando il Lego Mindstorms e comandato da un cellulare Motorola Droid analizza (usando la fotocamera e un software apposito) e manipola un cubo di Rubik fino a risolverlo. In 25 secondi.

Avrei preferito una ripresa unica ininterrotta al posto del montaggio convulso, anche per sincerarmi che non ci siano stati trucchi o ritocchi, ma vale la pena lo stesso.

Aggiornamento: il video è stato rimosso dall’utente e non so dove recuperarne altre versioni. Nei commenti, però, trovate link ad altri video simili.