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SpiderTruman sbugiardato, che pena

Spidertruman l’anti-casta è un politico. Aggiornamento: forse

E così Spidertruman, l’eroe internettiano del momento, venerato dalle mandrie di boccaloni su Facebook, è in realtà un politico che ha avuto la bella pensata di abusare di Internet per i propri comodi autopromozionali. Così, almeno, risulta a Valigiablu e al Fatto Quotidiano (grazie a Carlo per la segnalazione).

Non ho altro da aggiungere.

Aggiornamento (20:00) O forse sì. Wired raccoglie una smentita: “il portavoce… smentisce che si tratti di un’operazione orchestrata dal Popolo Viola. ‘E’ errato’, chiarisce dopo una lunga chiacchierata, ‘dire che è stata una nostra iniziativa’”. Però il Fatto è piuttosto chiaro: definisce SpiderTruman “la prima operazione online del Popolo Viola in vista di un autunno di mobilitazione politica”. Chi ha ragione? Importa poco. Tanto rumore, nessuna sostanza: come al solito.

Non importa se il gatto sale o scende le scale: il marketing ci guadagna sempre

Non importa se il gatto sale o scende le scale: il marketing ci guadagna sempre

Due righe veloci sul nuovo tormentone che cerca di emulare il successo commerciale del vestito bianco e oro o nero e blu: è vero che l’immagine del gatto che percorre le scale si presta ad essere interpretata sia come una salita sia come una discesa, ma solo a uno sguardo superficiale.

Osservando i dettagli, si nota che le scale hanno uno spigolo che sporge, cosa che ha senso solo se la sporgenza è sulla pedata della scala, non sull’alzata. Inoltre i gradini sono decorati sulla faccia visibile, ed è improbabile che questa decorazione sia sulla pedata, per cui quella che si vede è l’alzata. Infine i battiscopa laterali sono disposti correttamente solo se stiamo guardando la scala dal basso. Anche la posa del gatto è indicativa di una discesa.

Sia come sia, tutta la questione è una colossale perdita di tempo ma un bel guadagno per i tanti siti, da 9gag.com al Daily Mail, che stanno pubblicando questa foto (non nuova) traendone un numero di clic che si traducono in soldi provenienti dagli inserzionisti pubblicitari. E più noi perdiamo tempo a parlarne linkando alle loro pagine, più loro guadagnano sul nostro tempo perso.

Antibufala mini: addetti dell’aeroporto di Dublino disegnano nella neve una forma... inconfondibile

Antibufala mini: addetti dell’aeroporto di Dublino disegnano nella neve una forma… inconfondibile

Pochi giorni fa ha iniziato a circolare in Rete, particolarmente nei social network, una fotografia che sembra mostrare gli addetti all’assistenza a terra di un aeroporto accanto a un enorme disegno fallico tracciato grossolanamente nella neve.

Secondo la descrizione che accompagna solitamente l’immagine, il disegno sarebbe opera degli addetti di una nota compagnia di voli a basso costo e l’aeroporto sarebbe quello di Dublino e l’immagine sarebbe stata scattata e pubblicata da un utente Twitter, Brendan Keary. Il tweet originale, datato 30 gennaio, è stato rimosso ma ne rimane traccia abbondante in Google (basta cercare le parole chiave “ground staff are a creative bunch”) e nei numerosissimi retweet degli utenti. Anche la foto completa è facilmente reperibile.

La qualità relativamente bassa del disegno e della foto che lo mostra può far pensare che si tratti di un fotomontaggio, anche perché di solito, infatti, gli addetti a terra hanno ben altro da fare, specialmente quando nevica, che mettersi a disegnare nella neve accanto agli aerei di linea. Ma dalle indagini svolte da alcune testate giornalistiche sembra proprio che la foto sia reale, anche se non si riferisce all’aeroporto irlandese di Dublino ma a quello inglese di Stansted e l’autore della foto non è Brendan Keary, che ha detto di averla semplicemente “trovata su Facebook”, secondo quanto pubblicato da Buzzfeed.

Se qualcuno conosce bene gli aeroporti in questione, un esame della parte superiore della fotografia (mostrata qui accanto) dovrebbe consentire di identificare dove è stata scattata, dato che mostra il riflesso della sala d’attesa. Le informazioni meteo del 30 gennaio scorso, fra l’altro non sembrano indicare neve a Dublino, mentre le foto dell’aeroporto di Stansted documentano forti nevicate quel giorno.

In ogni caso, la risposta fornita dalla compagnia aerea al Telegraph britannico è notevole: “Mentre i nostri equipaggi di terra eccellono nel preparare gli aerei per la ripartenza in 25 minuti, un dato record nel settore, l’arte non è il loro forte, dato che chiaramente hanno dimenticato di disegnare le ali sul loro aeroplano.”

Antibufala: il video “Fischia dietro a tua madre” che denuncia le molestie fatte per strada

Antibufala: il video “Fischia dietro a tua madre” che denuncia le molestie fatte per strada

Da novembre scorso sono entrate in circolazione in Rete numerose versioni di un video che mostra, grazie a riprese con telecamere nascoste, le molestie verbali fatte dagli uomini alle donne sulle strade di Lima, in Perù.

I molestatori vengono colti di sorpresa dal fatto che le donne alle quali fanno apprezzamenti pesanti sono in realtà le loro madri, che hanno accettato di vestirsi e truccarsi in modo da non farsi riconoscere dai figli.

Volano parole grosse, e anche qualche borsettata: alcune madri prendono i figli adulti e li portano a casa come si fa con gli scolaretti, con una meritatissima umiliazione. Il video solleva un problema serio, ma attenzione: non si tratta di un programma televisivo che documenta questi comportamenti, come hanno creduto in molti, ma di una campagna di marketing virale realizzata da una nota marca di equipaggiamenti sportivi, il cui sito ufficiale (con il video integrale) è www.silbaleatumadre.com. Le scene sono state interpretate da attori, ma il messaggio forte resta valido.

Fonti aggiuntive: El PaisLa Stampa; Crudiezine.it.

Antibufala: lo skateboard antigravità di ”Ritorno al Futuro”

Antibufala: lo skateboard antigravità di ”Ritorno al Futuro”

Mi spiace deludere le vostre (e mie) speranze, ma l’hoverboard della Mattel, reso celebre da Ritorno al Futuro parte II, non è ancora diventato realtà, nonostante quello che si vede in questo popolarissimo video (oltre 10 milioni di visualizzazioni), che ha fra i suoi interpreti Christopher Lloyd (“Doc”), Billy Zane (c’era anche lui in Ritorno al Futuro) e Moby. C’è anche un secondo video, più breve, che come il primo fa riferimento a un sito, Huvrtech.com.

Il video è stato realizzato con la stessa tecnica adoperata all’epoca per il film: gli skater indossano un’imbracatura e sono appesi a dei cavi che vengono poi rimossi digitalmente o non vengono inquadrati.

L’effetto è molto realistico e il trucco viene rivelato solo in alcune immagini, nelle quali si nota la schiena ricurva degli attori: un effetto tipico del fatto di stare appesi a un’imbracatura. Inoltre quando la skater passa davanti al cabinotto bianco si vede l’ombra del telaio che regge i cavi.

Fonte: Gizmodo

Dopo qualche giorno di perplessità sullo scopo esatto del video (era chiaro che si trattava di marketing virale, ma non si sapeva per cosa), Gawker ha confermato il sospetto: si tratta di una pubblicità per il sito Funny or Die, che ha messo in palio fra i visitatori un hoverboard firmato dal cast di Ritorno al Futuro. Ma non è un hoverboard funzionante. Peccato.

Fonti: Snopes, TechCrunch, Slashfilm.

Lo spot degli astronauti in pericolo sulla Luna è una demo di effetti digitali

Lo spot degli astronauti in pericolo sulla Luna è una demo di effetti digitali

Questo articolo vi arriva grazie alla gentile donazione di “alberto_reve*”.

Probabilmente avete già visto lo spot degli astronauti che fanno una fine terribile e indecorosa sulla Luna e avete pensato che si trattasse di una pubblicità per una marca di un certo prodotto commestibile (che non rivelo per ora per non guastare la sorpresa). Se non l’avete ancora visto, eccolo:

ATTENZIONE: spoiler da qui in poi

Ma se lo guardate bene noterete che è fatto decisamente troppo bene per essere uno spot di fagioli in scatola: i riflessi nei caschi corrispondono alla scena, i movimenti del mostro sono fluidi e massicci, la dinamica delle particelle è molto dettagliata e naturale e la fine degli astronauti è un po’ cruenta per uno spot pubblicitario.

Infatti la marca di fagioli Haynes non esiste (la grafica e il nome sono una parodia della Heinz) e si tratta di una demo di effetti digitali realizzata dalla Cinesite, che ha trovato un ottimo sistema per farsi conoscere e apprezzare.

Ovviamente nel vuoto il rumore che rivela al mostro la presenza dell’ultimo astronauta non si sentirebbe, e non si può neanche teorizzare che il mostro percepisca le vibrazioni attraverso il suolo, perché allora percepirebbe le vibrazioni prodotte dal battito cardiaco e dalla respirazione dell’astronauta. Ma non è il caso di fare i pedanti: lo spot è divertente e non ha pretese di accuratezza scientifica (anche perché, tanto per fare un esempio, i tre astronauti iniziali hanno tutti la banda rossa da comandante).

Per chi ha notato che il quarto astronauta ha sul braccio la bandiera italiana: prima di pensare che si tratti di una presa in giro degli italiani, tenete presente che il video è stato scritto e diretto dall’animatore Alvise Avati.

Chicca: le montagne sullo sfondo sono almeno in parte quelle reali della Luna. La porzione di destra dell’inquadratura iniziale corrisponde infatti a un dettaglio di questa panoramica della missione Apollo 17. La collina grande a destra è stata abbassata un po’, ma le striature e i due craterini che si trovano alla sua base sono caratteristici. Anche la collinetta all’estrema destra corrisponde.

Dettaglio di una panoramica della missione Apollo 17 (1972)

L’inquadratura corrispondente dello spot.

Fra l’altro, il problema della flatulenza nello spazio, specialmente in una tuta sigillata o in una capsula che ha una cubatura molto ridotta e non ha finestrini apribili per cambiare l’aria, non è affatto trascurabile ed è stato esaminato in dettaglio. Slate segnala una ricerca del 1969, intolata Intestinal hydrogen and methane of men fed space diet, sugli effetti delle varie diete in termini di emissioni di metano e idrogeno, che sono un pericolo non tanto per l’olfatto quanto per la sicurezza, dato che sono infiammabili. La ricerca indicò che le diete delle missioni Gemini statunitensi causavano maggiore produzione di questi gas, che secondo le stime poteva raggiungere i 730 ml di idrogeno e i 380 ml di metano al giorno.

Il video del bambino ghermito da un’aquila

Il video del bambino ghermito da un’aquila

L’articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Sta cominciando a diffondersi (Huffington Post, Gawker, Mirror, Repubblica, Cadoinpiedi.it) questo video che sembra mostrare un’aquila che afferra un bambino in un parco pubblico a Montreal e poi lo lascia cadere:

Come per le immagini ufologiche, un video pubblicato su Youtube da fonte anonima non è di per sé prova di nulla, visto che gli effetti speciali fisici e digitali oggi permettono di falsificare quasi qualunque ripresa, per cui questo video va considerato falso fino a prova contraria.

Ci sono numerosi elementi sospetti:
– la ripresa iniziale dell’aquila segue la virata in modo sorprendentemente fluido
– l’ombra dell’aquila è molto più nera e netta delle altre ombre alla stessa distanza, come se mancasse il normale offuscamento atmosferico
– la reazione della donna è molto lenta e non particolarmente concitata
– l’“Oh, shit!” di chi fa la ripresa sembra decisamente forzato e poco convinto
– l’utente che l’ha pubblicato, MrNuclearCat, non ha pubblicato altri video e l’account è stato attivato ieri.
Huffington Post segnala, su suggerimento dei commentatori, che in un fotogramma a circa 2 secondi dall’inizio l’ala sinistra svanisce per un istante, mentre a 10 secondi dall’inizio manca l’ombra dell’aquila.

Se ci sono novità, le segnalerò qui. Per il momento consiglio di non diffonderlo.

Aggiornamento (2012/12/20): Gli autori del video hanno confessato: si tratta di un falso realizzato dagli studenti di una scuola di grafica digitale di Montreal.

A proposito di Kony 2012

Kony 2012, imbroglio che puzza di colonialismo e faciloneria

Ho scritto per la Radiotelevisione svizzera un articolo con cifre e dettagli sui finanziatori e sui costi del video virale Kony 2012. Sapevate che è costato oltre quattro milioni di dollari?

Mi sono dovuto trattenere, visto che si tratta di un articolo per un sito istituzionale, ma qui vi posso confessare che la nausea è forte. Detesto l’attivismo facile di chi pensa di salvare il mondo cliccando su un “Mi piace” e si fa abbindolare da un’organizzazione che ha tutta l’aria di essere una setta di razzisti fondamentalisti intenta a fare video di autocompiacimento fregandosene dei problemi dei bambini soldato e delle bambine prostitute dell’Uganda e a raccogliere milioni di dollari spacciandosi per un ente benefico.

A quanto ho scritto nell’articolo aggiungo solo questo video, che mette bene in chiaro la situazione e che spero di potervi tradurre appena possibile (se qualcuno vuole cominciare, faccia pure).

Film porno sugli aerei? No, trovata pubblicitaria [UPD 2011/11/09]

Compagnia low-cost promette video porno sui propri voli. E i giornalisti ci cascano

C’è una compagnia aerea a basso costo che da anni si fa pubblicità gratuita annunciando toilette a pagamento o posti in piedi sugli aerei. Puntualmente i giornalisti abboccano e pubblicano quelle che in realtà sono solo sparate pubblicitarie per far parlare di sé. Basterebbe un briciolo di buon senso per capire che sono proposte irrealizzabili.

Irrealizzabili esattamente come questa nuova trovata: l’offerta di film a luci rosse durante i voli. Il boss della compagnia aerea in questione (che non citerò qui per ovvie ragioni) avrebbe paragonato il servizio a quello degli alberghi. Ma avrebbe anche messo le mani avanti dicendo che il servizio richiederebbe un anno di preparativi tecnici. Fra un anno non se ne ricorderà nessuno, ma intanto la pubblicità per la compagnia aerea sarà passata.

Non sarebbe ora di piantarla di abboccare a qualunque scemenza inventata dai reparti di marketing?

Aggiornamenti

2011/11/09. Le trovate della compagnia aerea in questione scivolano nel surreale. Kevin Mitnick, via Twitter, segnala un video in circolazione che mostra il boss della compagnia che prospetta, durante una conferenza stampa, non solo film porno, ma anche prestazioni sessuali: a pagamento in classe economica, gratuite in business class.