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Arriva Microsoft Office per iPad

Arriva Microsoft Office per iPad

Word, Excel e Powerpoint sbarcano su iPad sotto forma di app separate, che sono gratuite se ci si accontenta di leggere i documenti ma si pagano se si vuole modificarli.

Per usare appieno le app di Microsoft Office occorre un abbonamento a Office 365, a partire da 120 franchi (99 euro) l’anno per uso domestico su un massimo di 5 PC o Mac e 5 tablet.

Si tratta di una mossa molto importante per Microsoft, che offre sulla piattaforma del concorrente Apple i propri gioielli più preziosi: Office genera infatti oltre la metà dei guadagni di Microsoft.

Sorprendentemente, le versioni di Office per Apple sono state rielaborate e adattate all’interfaccia tattile molto più di quando lo sia Office per il tablet di Microsoft (Surface).

Office per iPad non è completo quanto Office per PC e Mac, ma include tutte le funzioni più importanti, compresa la modifica in collaborazione: più persone possono modificare contemporaneamente lo stesso documento, vedendo in tempo reale le modifiche apportate da tutti e tracciando le identità del responsabile di ciascuna modifica. La versione iPad di Office va vista come un complemento di quella per computer convenzionali e non come suo sostituto. Certo, ci sono già applicazioni per iPad che offrono l’equivalente di Office (Keynote, Pages e Numbers di Apple, per esempio) e costano molto meno: ma se si tratta di gestire documenti nei formati Microsoft, queste app alternative hanno sempre problemi di compatibilità. Ce li ha anche Office per iPad, stando ai primi test, ma sono minori: grosso modo quelli che già esistono fra le varie versioni di Office per PC.

Le app sono veloci ma piuttosto pesanti: Powerpoint, Excel e Word insieme occupano circa 450 megabyte sull’iPad, mentre OneNote (componente di Office già disponibile da tempo per iPad) occupa quasi 600 MB. I documenti creati possono essere salvati localmente oppure condivisi sul cloud OneDrive di Microsoft. Excel per iPad, fra l’altro, introduce una tastiera speciale (opzionale) che include finalmente i tasti freccia, che semplificano il posizionamento del cursore, normalmente così difficile se fatto con le dita. In PowerPoint, invece, tenendo premuto il dito durante una presentazione si attiva un “puntatore laser” virtuale ed è possibile anche mettere in evidenza del testo con degli evidenziatori anch’essi virtuali.

Fra l’altro, in occasione del debutto di Office per iPad, Microsoft ha reso gratuite le versioni di Office per iPhone e dispositivi Android, che prima richiedevano un canone di abbonamento. Tuttavia si tratta di versioni molto limitate e assai meno versatili di quella per iPad.

iPhone, iPad, iPod touch: come bloccare l’installazione app e gli acquisti in-app

iPhone, iPad, iPod touch: come bloccare l’installazione app e gli acquisti in-app

Ho ricevuto parecchie richieste, principalmente da genitori preoccupati, di descrivere in dettaglio come si impediscono l’installazione di app e gli acquisti in-app su iPhone, iPad e iPod touch. L’ansia generata dalla bufala di Talking Angela, i frequenti casi di addebiti inattesi per acquisti in-app sulla carta di credito associata all’iDispositivo e il risarcimento di 32 milioni di dollari da parte di Apple per acquisti in-app ingannevoli stanno finalmente attirando l’attenzione sul fatto che lasciare in mano a un bambino un dispositivo complesso dal quale è facile prelevare denaro con l’inganno non è una buona idea.

La descrizione seguente si riferisce a un iPad con iOS7, ma il principio generale vale anche per gli altri iDispositivi.

La prima cosa da fare è andare all’icona Impostazioni, scegliere Generali e poi Restrizioni. Poi bisogna abilitare le restrizioni, toccando Abilita restrizioni. Questo fa comparire la richiesta di un PIN di quattro cifre, che sarà noto soltanto al genitore e che non deve essere ovvio (niente data di nascita e niente 0000 o 1234 e simili). Quando lo impostate, il PIN va immesso due volte, per sicurezza.

A questo punto disattivate iTunes Store, iBooks Store, Installazione app, Eliminazione app e Acquisti In-App. Fra l’altro, già che ci siete, se preferite inibire anche le fotocamere integrate nell’iPad / iPod / iPhone, potete farlo qui disattivando Fotocamera e/o Facetime.

Per gli acquisti in-app è inoltre prudente, come ulteriore protezione, attivare la richiesta di password a ogni acquisto, invece di ogni 15 minuti: gli acquisti dovrebbero essere comunque bloccati, ma è meglio mettere una barriera in più. Andate in Impostazioni, Generali, Restrizioni, digitate il PIN e toccate Richiedi password. Qui potete toccare Subito e il gioco è fatto.

Se qualcuno tenta di indovinare il PIN, dopo sei tentativi falliti il dispositivo si blocca per un minuto. Passato il minuto, si ha una sola possibilità di ritentare e poi il dispositivo si blocca per cinque minuti.

Agende Google condivise in iOS7

Agende Google condivise in iOS7

Ho comprato tempo fa un iPad 2 a prezzo stracciato (250 franchi, ossia circa 200 euro, nuovo) e sto verificando quanto la presunta e vantata intuitività d’uso dell’iPad sia puramente superficiale: vera finché fai le cose semplici, ma illusoria appena esci dal sentiero stretto del Pensiero Unico di Apple.

L’iPad 2 è un bell’oggetto, intendiamoci, vale certamente quello che l’ho pagato come accessorio per alcuni usi specifici ed è più che adeguato come sostituto del computer per l’utente non informatico, ma per me non vale il suo prezzo normale. A mio avviso, il concetto generale di tablet è troppo limitato come interfaccia (se avete dubbi in proposito, fate tre o quattro copia e incolla di testo con un tablet e poi ne riparliamo) e un dispositivo che non mi espone il suo filesystem, come fanno i tablet Apple, è per me troppo asfissiante. Ma va a gusti e non voglio fare polemica: siccome so che qualcuno mi chiederà che ci faccio io con un iPad e che ne penso, lo scrivo direttamente qui per prevenire la domanda. Fine del pistolotto.

Io sto usando l’iPad principalmente come quarto schermo (ho tre monitor, ma lo spazio su schermo non basta mai), usando la culla Apple che lo tiene quasi verticale, e durante l’uso in questa modalità ho incontrato un problema la cui soluzione non è stata affatto intuitiva per le mie limitate facoltà mentali, per cui la segnalo qui caso mai servisse.

Ciascun membro della Famiglia del Maniero Digitale ha la propria agenda su Google Calendar e la condivide (in sola lettura o in lettura/scrittura) con gli altri. Ma Calendario (l’app di iOS) non vedeva i calendari condivisi. Vedeva subito i miei (ne ho più di uno, oltre a quello pubblico), ma non quelli degli altri. L’interfaccia dell’iPad non mi dava alcuna indicazione di come risolvere il problema. Andare in Calendario – Calendari – Modifica non mi portava a nulla di utile.

Soluzione (trovata qui): andare a https://www.google.com/calendar/syncselect e selezionare i calendari altrui da includere in Calendario. Problema risolto.

Disinformatico radio, il podcast di venerdì

Scusatemi, sono stato un po’ offline, preso da esercitazioni d’ingestione di focaccia a Spotorno (concluse con grande successo). Segnalo con colpevole ritardo la disponibilità del podcast della puntata di venerdì scorso del Disinformatico radiofonico che ho realizzato per la Rete Tre della RSI.

Questi sono i temi che ho affrontato:

iPad jailbreak! [UPD 12:25]

iPad jailbreak! [UPD 12:25]

Debutta l’iPad, protezione già scardinata. Comincia a diventare interessante

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L’iPad è finalmente in vendita (solo la versione wifi; quella 3G non ancora). Nella quiete post-orgasmica dei fanboy che hanno fatto la fila per comperarlo il primo giorno, qualcuno s’è dato da fare e a quanto pare ne ha già scavalcato le protezioni imposte da Apple per decidere quali applicazioni i suoi utenti possono far girare sulla loro nuova tavoletta magica. Il video è qui, e ha l’aria perlomeno plausibile; la fonte è MuscleNerd dell’iPhone Dev-Team, che ha una buona reputazione in fatto di jailbreaking di iPhone e iPod Touch. Alcuni dettagli della tecnica usata sono su Engadget.

Questo elimina (almeno temporaneamente) uno dei difetti più significativi dell’iPad: la mancanza di libertà di scelta delle applicazioni (solo quelle approvate da Apple possono essere installate). Se la persona che lo usa non può scegliere che programmi installarvi, non è un personal computer. Con un jailbreak le cose diventano già più interessanti e un po’ di quella libertà d’uso viene riconquistata.

Resta quell’altro problemino, vale a dire la mancanza di supporto Flash, che per esempio attualmente rende impossibile per gli utenti iPad vedere parecchi siti interessanti, anche se la situazione sta migliorando. Immaginatevi di sfogliare il Disinformatico sul vostro luccicante iPad e scoprire che non potete vedere questo notevole video di CollegeHumor linkato nell’articolo. O che non funzionano Hulu o pezzi di Myspace o IMDB. Improvvisamente il vostro gadget ultramoderno viene battuto da un netbook del 2008. Lo stesso vale se per caso volete stampare qualcosa che avete concepito sull’iPad: non c’è una porta USB (per averla ci vuole un accessorio che si paga a parte). Per queste e altre cose l’iPad dipende comunque da un vero computer e non lo sostituisce. Grazie, aspetterò la prossima versione. O quella di un altro produttore che non decide tutto per me e supporta Flash.

C’è anche quell’altra questioncella per la quale mi sono preso un bel po’ di male parole: il retro bombato. In alluminio, che si graffia facilmente, perché l’Ipad è pensato per essere appoggiato, ma non su un tavolo, perché secondo Yahoo se lo si mette su un piano liscio scivola e gira su se stesso quando lo si sfiora per comandarlo (chi ce l’ha faccia la verifica). Mettergli dei piedini di gomma o un astuccio protettivo sarebbe l’equivalente di tenere la plastica sulle sedie del salotto buono.

Ma pazienza: ci sono due cose per le quali potrei quasi essere tentato di prendere un iPad, magari quando il suo prossimo sistema operativo avrà eliminato i limiti di multitasking e i prezzi saranno scesi, come è avvenuto per l’iPhone. Una è l’uso di un iPad come monitor remoto domestico (via wifi) di un altro PC, tramite VNC e simili (per esempio Desktop Connect; foto qui). Un oggetto da 700 grammi, sottile e compatto, sul quale gira (virtualmente) OS X? Adesso cominciamo a ragionare: questo è quello che si aspettavano gli appassionati (sì, lo so, con quest’accrocchio OS X non gira realmente sull’iPad, ma è come se lo facesse, salvo per giochi e altre amenità ad alto refresh dello schermo).

L’altra è il riconoscimento vocale. Io vivo di riconoscimento vocale grazie al software della Dragon, che mi ha salvato dai dolori atroci ai tendini delle mani che mi stavano rendendo insopportabile l’uso di qualunque tastiera (da più di vent’anni scrivo per lavoro quasi un milione di caratteri al mese). Poter andare in giro e dettare su un oggetto leggero, sottile, che si accende subito (a differenza del netbook che uso oggi per queste cose) e ha una batteria che dura a lungo sarebbe un bonus fantastico. E potrei usare l’iPad anche per le mie presentazioni Keynote. C’è Dragon Dictation per iPad, gratuito per un breve periodo. Se qualcuno sa come funziona (per l’inglese), mi faccia un fischio.

Aggiornamento: per gli indecisi che non sanno se comprare o meno l’iPad, suggerisco questo flowchart ironico (da BBspot) ma molto veritiero.

E qui su Lifehacker è spiegato come ottenere l’interfaccia di mail dell’iPad in Firefox su un computer vero: basta cambiare lo user agent.

iPad, Keynote incompatibile con Keynote per Mac

iPad, Keynote incompatibile con Keynote per Mac

Pensavate di usare un iPad per le presentazioni?

Immagine tratta da BoingBoing. L’articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Lo pensavo anch’io. Mi sembrava un’applicazione di lavoro molto pratica dell’iPad. Ma se si leggono le recensioni tecniche invece delle pubblicità, salta fuori che Keynote, il magnifico software di presentazione di Apple (che adoro e uso), ha un problemino sull’iPad: la versione di Keynote per Mac non è compatibile con quella per iPad. Sì, avete capito bene. E non è tutto: è incompatibile anche un altro componente della suite iWork, ossia Pages (il programma di scrittura testi).

Detesto fare un altro articolo sull’iPad a così breve distanza dal precedente, ma questa secondo me è una delle magagne meno evidenti e più perniciose per chi sperava di usare quest’oggetto per lavoro (me compreso), per cui credo che vada evidenziata in un articolo apposito.

Secondo quanto segnalato da ZDNet e confermato dal le FAQ di Apple, se create una presentazione in Keynote per Mac OS X e poi la trasferite all’iPad per viaggiare leggeri, l’iPad non la usa pari pari: la converte. La conversione perde qualunque audio registrato o incorporato, tutte le note (utilissime come “gobbo”) e tutti i commenti, e i grafici 3D diventano grafici 2D. Quindi se la vostra presentazione contiene una di queste cose non esattamente trascurabili, non funzionerà correttamente sull’iPad.

Questo significa anche che se avete una presentazione con audio, note o grafici 3D, non potrete apportarvi le inevitabili modifiche dell’ultimo minuto usando l’iPad. Se lo farete, quando risincronizzerete l’iPad con il vostro Mac, la presentazione modificata avrà perso questi e altri elementi. E mi auguro che la risincronizzazione non sovrascriva la versione originale sul Mac, altrimenti chi non ha un backup recente piangerà calde lacrime.

Lo stesso vale per Pages, la cui versione iPad perde note a piè pagina e a fine testo e commenti, converte i grafici 3D in 2D, spezza le tabelle multipagina e trasforma l’indice in testo normale. Più altre delizie spiegate nelle FAQ di Pages. Nessun problema significativo di conversione, almeno stando alle FAQ corrispondenti, per Numbers (lo spreadsheet di iWork), a parte qualche font.

Niente paura: per l’iPad basta fare presentazioni senza audio, senza note, senza commenti e senza grafici 3D e tutto fila liscio. Basta scrivere documenti privi di indici, senza note a piè pagina e a fine testo, senza commenti e senza grafici 3D, e tutto va a meraviglia. In altre parole, se con l’iPad dovete giocarci, siete a posto. Se speravate di farci del lavoro serio, scordatevelo.

Ho una sola domanda: perché? Cosa ha spinto Apple a rendere incompatibili iWork per Mac e iWork per iPad? Non ditemi che è questione di potenza di calcolo o risparmio energetico, perché se una nota a piè pagina mette in crisi un iPad il ridicolo diventa inevitabile.

Ah, poi ci sono delle segnalazioni di problemi con il Wifi e con il surriscaldamento che lo blocca quando arriva a 35°C (Atlantic Wire; TheNextWeb; Zach Honig di PC Magazine, che è anche incappato nell’incompatibilità di Pages per lavoro). E c’è il fatto che se avete un Mac, per usare l’iPad dovete avere almeno la penultima versione del sistema operativo (Mac OS X 10.5, cioè Leopard); se non siete aggiornati, niente iPad, mentre gli utenti Windows sono accettati fin da Windows XP con Service Pack 3. Perché gli utenti della concorrenza sono trattati meglio di quelli Apple?

Ma a questo punto mi sembra davvero di infierire. Io ho fatto il mio dovere di segnalare le magagne, come ho sempre fatto per i prodotti di qualunque fabbricante, e anche altri (come Massimo Mantellini) hanno fatto altrettanto. A questo punto ho soltanto due parole. Caveat emptor.

iPhone OS4 in sintesi

iPhone OS4 in sintesi

Multitasking (o quasi) in arrivo per l’iPhone, poi per l’iPad

Qualche appunto veloce sul nuovo sistema operativo per iPhone, iPod e iPad, presentato oggi da Apple. Scrivo sulla base del liveblogging di Gizmodo e ZDNet, al quale rimando per i dettagli (anche qui, con video demo di multitasking).

Apple dichiara 450.000 iPad venduti fino a questo momento.

Il 64% dell’uso di browser mobili in USA è dell’iPhone, di cui sono stati venduti nel mondo 50 milioni di esemplari, più 35 di iPod touch. Sembra un numero molto grande, ma facendo due conti salta fuori che si tratta del 13% degli smartphone venduti nel mondo da quando esiste l’iPhone.

Note: L’iPhone fu introdotto a giugno 2007. Le vendite di smartphone da allora ammontano a 372 milioni di pezzi: 172 nel 2009, 139 nel 2008, 122 nel 2007 (GartnerGartner). Ho dimezzato il totale 2007 per tenere conto dei sei mesi di disponibilità dell’iPhone.

Il nuovo sistema operativo, iPhone OS 4, sarà disponibile al pubblico “quest’estate”: l’anteprima per gli sviluppatori viene rilasciata oggi. Sarà disponibile sull’iPad dall’autunno di quest’anno. Non funzionerà sugli iPhone e iPod touch più vecchi: per avere le funzionalità complete di OS 4 occorrerà un iPhone 3GS o superiore oppure un iPod touch di terza generazione; su iPhone 3G e iPod touch di seconda generazione le nuove funzioni saranno usabili solo in parte; tutti i modelli precedenti non saranno compatibili.

Multitasking. Senza aumento significativo dei consumi di batteria e accessibile con due pressioni sul tasto home. È un ibrido di multitasking vero e task switching: audio, VOIP, localizzazione e altri servizi funzionano anche in background, per cui per esempio si può usare Skype intanto che si consulta un’altra applicazione, per esempio, e alcune applicazioni possono terminare un’operazione in corso anche mentre l’utente ne usa un’altra (upload di foto, per esempio), ma per il resto le applicazioni vengono “congelate” (salvandone lo stato) per poi rientrarvi: non proseguono l’esecuzione. Astuto. Il multitasking non funzionerà sull’iPhone 3G e sull’iPod touch di seconda generazione: richiederà l’iPhone 3GS o l’iPod touch di terza generazione.

Supporto per tastiere esterne Bluetooth. Ottima idea. Così sarà possibile immettere molto più agevolmente grandi quantità di testo.

Pubblicità integrate nelle applicazioni. La soluzione per gli spot proposta da Apple si chiama iAd (da non confondere con iPad e iPod): pubblicità dentro le applicazioni, come banner cliccabili che si espandono in animazioni e informazioni interattive. Tutto in HTML5. Viene fatto l’esempio di mettere uno spot ogni 3 minuti in un’applicazione, così l’applicazione è gratuita ma lo sviluppatore guadagna (insieme ad Apple, che si prende il 40%). Uno spot ogni tre minuti? Spero sia una battuta.

Altre cose interessanti. Cartelle per organizzare le applicazioni, Mail migliorato, supporto per iBooks (il negozio di libri digitali di Apple) con condivisione e sincronizzazione segnalibri fra iPhone e iPad di uno stesso utente, cifratura di mail e allegati, distribuzione di applicazioni anche senza passare per iTunes (svincolerà in parte iPad da un computer?), supporto per SSL. Niente supporto per Java o Flash, e niente applicazioni osé o non benedette da Apple.

Ecco, ho provato l’iPad

Ecco, ho provato l’iPad

iPad, prova su strada

Questo articolo vi arriva grazie alle gentili donazioni di “giovanni.bar*” e “misscamy83”. L’articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Stamattina ho potuto mettere le mani approfonditamente su un iPad (versione wifi). Confermo la mia prima impressione di giocattolo costoso, molto utile per l’intrattenimento e per la fruizione di contenuti ma poco utile per la produttività. Non è un problema dell’iPad, ma dell’intero formato tablet.

Smentisco invece la tesi secondo la quale il fondo bombato lo farebbe ruotare sulle superfici lisce: ho provato personalmente, come si vede alla fine del terzo video presentato qui sotto.

Mi ha sorpreso soprattutto l’effetto del peso dell’iPad: 700 grammi sembrano pochi inizialmente, ma tenerli con una mano sola per un bordo, come mi è venuto spontaneo fare mentre digitavo, comporta l’indolenzimento in poco tempo.

Ecco i punti principali toccati dalla prova, che potete seguire in video in sintesi in fondo a questo articolo.

Navigazione: fluida e piacevole. Le dimensioni dello schermo sono ideali per leggere le pagine Web (nulla che non faccia un netbook, però). Anche se ero collegato tramite rete 3G (usando il MiFi, un modem 3G con access point wifi integrato, strepitoso), l’esperienza di navigazione è stata molto soddisfacente e naturale. I video di Youtube integrati nelle pagine Web sono risultati perfettamente visibili (grazie all’HTML5): i siti che usano Flash, però, sono inaccessibili. Lo schermo tattile rende l’interazione assolutamente intuitiva. Se si tratta di insegnare a una persona inesperta di computer come andare sul Web, il touchscreen semplifica molto la cosa. Ma l’iPad dipende da un computer, per cui non lo si può affidare a chi il computer non l’ha già.

Ergonomia. L’iPad è scomodo. Il problema del formato tablet è che se lo si mette su un tavolo lo schermo non è perpendicolare all’asse degli occhi e quindi causa fastidio per via della continua variazione di messa a fuoco; se lo si tiene in mano, usando una mano sola, a lungo andare è troppo pesante. Impugnarlo con due mani va meglio, ma così non si può scrivere se non con i pollici. Tenerlo in grembo significa chinare la testa molto più che con un laptop. Inoltre l’iPad prende riflessi da tutte le parti.

L’iPad è pesante. Provate ad immaginare di tenere in mano a lungo tre libri contemporaneamente: questo è l’equivalente dei 700 grammi della tavoletta di Apple. E dubito che la concorrenza riuscirà a scendere molto sotto questi valori.

Invece l’esperienza fisica dell’uso mi ha fatto notare una cosa interessante: l’iPad non incute soggezione quanto un laptop, proprio perché non sembra un computer. Non la incute né nell’utente, né in chi gli sta intorno. Prendere appunti o consultare informazioni su un laptop durante una riunione o un incontro è poco naturale per via del ticchettio della tastiera e dello schermo alzato a mo’ di barriera: dà l’impressione di estraniarsi. Farlo su un tablet (specialmente se ha una modalità di riconoscimento della scrittura) è molto più discreto, informale e partecipativo, ed è poco invadente.

Tastiera. Decisamente inadeguata per una sessione di scrittura seria. Manca la risposta tattile. Le accentate e molti altri caratteri — apostrofo compreso – non sono accessibili direttamente (almeno in questa versione). Va bene per comporre una mail o un testo breve, ma nulla di più. Le funzioni di copia-e-incolla sono quelle dell’iPhone, e lì vanno bene, ma sull’iPad rivelano i propri limiti. O meglio, rivelano i limiti attuali della soluzione touchscreen. Su una tavoletta è difficile selezionare un blocco di testo per copiarlo o spostarlo: una soluzione più tattile, tipo tracciare un cerchio con un dito intorno al blocco di testo, potrebbe risolvere il problema. Scrivere un post di questo blog, per esempio, è una corsa a ostacoli (lo vedrete nel video). Posizionarsi per correggere una parola è scomodissimo: la mano tende a coprire il cursore, diversamente che su un laptop.

Ammettiamolo: un dito non è uno strumento di precisione, almeno non su uno schermo da dieci pollici. Questo è un problema di ergonomia di base del formato tablet, indipendente dal dispositivo specifico. Con un mouse e una tastiera è tutto molto, molto più rapido e naturale, e le mani non sono in mezzo ai piedi, se mi passate il bisticcio di parole. Ma allora tanto vale prendere un laptop. Appunto.

Prestazioni. La risposta ai comandi dell’iPad è fulminea: non ci sono ritardi o tempi di attesa, salvo quando si tratta di uscire da un’applicazione ed entrare in un’altra (cosa che capita spesso se si usa l’iPad per lavoro). La batteria, mi conferma chi me l’ha prestato, dura davvero la decina di ore promessa. Lo schermo è luminoso, anche all’aperto (perlomeno all’ombra), e i colori sono molto vivi, ma come già detto la superficie lucida raccoglie i riflessi in modo molto fastidioso.

Una nota di merito speciale va al tempo di avvio. Non c’è. Con un laptop, dovrei aprirlo, accenderlo (o farlo uscire dall’ibernazione) e aspettare che si predisponga a lavorare o a farmi consultare un sito Web. Con un iPad sarei già all’opera. Questo è uno dei vantaggi maggiori di un dispositivo pensato per essere usato in movimento. Purtroppo è controbilanciato da altri fattori, descritti sotto, che ne rallentano l’utilizzo.

Interfaccia. Quando si comincia a usare seriamente l’iPad ci si rende conto che l’interfaccia di alcune applicazioni non è per niente intuitiva: bisogna leggere il manuale. Come vedrete nel video, ho visitato CollegeHumor per vedere un video, e al posto del video è partita un’altra applicazione che non ha fatto nulla e quindi è stato necessario tornare a Safari manualmente. Ho lanciato Pages (il word processor) e non sono riuscito a trovare le opzioni di scrittura e formattazione delle pagine. Mi sono mancati i menu tipici dell’interfaccia di un computer vero e proprio. Per esempio, dov’è l’impostazione del layout di pagina o del font? Boh. Con un’applicazione per PC posso sfogliare i menu e vedere se c’è qualche voce che mi ispira. Qui no, devo consultare il manuale. Infatti nei commenti è emerso che per far comparire queste funzioni bisogna ruotare l’iPad. Alla faccia dell’intuitività.

Estetica. Capisco che il bordo nero serva in parte per non toccare la parte sensibile al tatto, ma la cornice così ampia sembra uno spreco di spazio e ricorda molto le cornici degli schermi dei netbook così snobbati da Apple. Toglie molto alle ambizioni di design futuribile, e stride con l’iPhone, che non ha questo problema. Nessun segno di ditate al termine della sessione di prova, ma va detto che faceva fresco e avevo le mani abbastanza fredde. Sarà interessante vedere come si comporta quando fa caldo e le mani sono un po’ sudate.

Costo. Se non costasse così caro (in USA, non meno di 499 dollari, pari a 534 franchi o 374 euro, per la versione wifi, e non meno di 629 dollari, pari a 674 franchi o 470 euro, per la versione 3G, più tasse e/o dogana), sarebbe un complemento piacevole alla dotazione informatica preesistente (non un sostituto) e le sue limitazioni sarebbero accettabili: un iPod touch con lo schermo maggiorato. Ma a questi prezzi (quelli europei non sono ancora stati ufficializzati, e il mercato parallelo pretende cifre astronomiche), con questa dotazione di software, no.

In sintesi: l’iPad è un dispositivo costoso per fruire contenuti altrui. Non è uno strumento di lavoro. Va bene per vedere video, sfogliare Internet, leggere libri. È un dispositivo per passivi. Se volete scrivere, produrre e creare, prendete un laptop e lasciate perdere la moda degli schermi tattili.

Bene. Ora l’ho provato e si confermano tutte le considerazioni che ho già esposto negli articoli precedenti (tranne quella della tendenza a ruotare), per cui tutti coloro che mi hanno criticato perché ne parlavo senza averlo provato possono piantarla. Grazie.

Ecco la prima parte del video della prova:

Seconda parte:

Terza parte:

Quarta parte, con il test di rotazione:

SIM e MicroSIM [UPD 2010/05/09]

SIM e MicroSIM [UPD 2010/05/09]

Come ottenere una MicroSIM per l’iPad? Ma con un coltello da macellaio, naturalmente

L’articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

L’iPad 3G non usa una SIM “standard” (più propriamente una Mini-SIM), ma una MicroSIM. I due formati sono mostrati qui accanto. L’uso di questo formato pone un problema per l’aspirante iPadawan cellulare. Può anche farsi portare un iPad dagli USA, tanto non è bloccato o legato a un operatore cellulare specifico. Ma che fa se il suo operatore prediletto non offre una MicroSIM? Semplice: taglia a misura la sua SIM normale.

Ci sono molti modi per farlo, farlo con un coltello da macellaio è più divertente. Credo che questa debba assurgere a Regola 35 di Internet: fare X è interessante, ma fare X usando un coltello da macellaio è più divertente. Per esempio: chiedere a Steve Jobs perché diavolo l’iPad ha bisogno di usare una microSIM quando nell’iPhone, ben più piccolo, ci sta una SIM normale è interessante, ma chiederlo usando un coltello da macellaio è più divertente. 

Non so se è il brivido aggiuntivo di rischiare di amputarsi una falange oltre a rischiare di rendere inservibile la propria SIM, oppure l’idea di dare un tributo di sangue per l’oggetto-feticcio del momento, con tutte le allusioni religioso-fallo-circoncisorie che questo comporta (per poter inserire la propria SIM nella fessura dell’iPad bisogna tagliarne via un pezzo? Freud ci andrebbe a nozze), ma c’è in effetti un certo fascino morboso nel seguire le istruzioni dettagliate fornite da Johnbenson.net. Naturalmente a vostro rischio e pericolo.

Aggiornamento: Per i lettori svizzeri, segnalo che Orange offre la micro-SIM, disponibile secondo la formula prepagata. A giudicare dall’URL, sembra un’offerta pensata specificamente per l’iPad, anche se le condizioni non sembrano particolarmente adatte a un uso frequente su rete cellulare. La versione WiFi dell’iPad, intanto, sarà in vendita in Svizzera da “circa metà maggio” a partire da 799 franchi, pari a circa 566 euro (Digitec.ch).

Aggiornamento (2010/05/09): Come segnalato nei commenti, anche l’operatore svizzero Swisscom ha un’offerta di micro-SIM per iPad.