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Arriva iOS 13. Aggiornatevi (due volte)

Arriva iOS 13. Aggiornatevi (due volte)

Se avete un iPhone o un iPod touch recenti, probabilmente avete notato nelle Impostazioni (sotto Generali) che è disponibile un aggiornamento di iOS che lo porta alla versione 13. Le novità di questa versione sono parecchie, ma la più vistosa è che è solo per iPhone e iPod touch: gli iPad sono esclusi.

Apple ha infatti creato una versione separata e differente di iOS per i suoi tablet, che si chiama iPadOS e che arriverà il 24 settembre, con cambiamenti e funzioni che rendono gli iPad molto più simili a computer veri e propri.

Quindi se avete un iPad recente, vi tocca aspettare ancora qualche giorno e poi arriverà l’aggiornamento. Ma non sarete i soli: infatti anche chi ha un iPhone o iPod touch dovrà scaricare un altro aggiornamento di iOS, che lo porterà alla versione 13.1 e che verrà messo a disposizione sempre il 24 settembre.

Come sempre, prima di effettuare un aggiornamento importante fate una copia di sicurezza dei vostri dati (su iCloud oppure su un PC o Mac usando iTunes) e magari cogliete l’occasione per eliminare le app che non usate più. Assicuratevi di essere collegati a un Wi-Fi e di avere a portata di mano il vostro codice di sblocco di iOS, il PIN della SIM e la vostra password di iCloud.


Questo aggiornamento di iOS/iPadOS, fra l’altro, secondo TechCrunch aiuta a rivelare quali siti fanno tracciamento degli utenti: Facebook, per esempio, viene colto a chiedere di usare il Bluetooth, cosa che gli permetterebbe di sapere, per esempio, non solo dove si trova in quel momento l’utente (in base a quali dispositivi Bluetooth vengono visti dallo smartphone) ma anche chi è o è stato nelle vicinanze di quell’utente.

Fonti: Ars Technica, Cnet.

iPad bloccato per 48 anni? Niente panico

Può sembrare uno scherzo o un fotomontaggio, ma il tweet qui sopra mostra davvero un iPad bloccato da troppi tentativi sbagliati di immettere la password, con la dicitura “ritenta fra 25.536.442 minuti”. Ossia fra circa 48 anni, nel 2067.

È l‘iPad del giornalista Evan Osnos, dopo essere finito fra le mani di suo figlio di tre anni, che ha immesso la password sbagliata dieci volte di fila.

Dopo i primi cinque tentativi sbagliati, un dispositivo iOS obbliga ad attendere cinque minuti prima di poter tentare ancora; se anche il sesto tentativo fallisce, il dispositivo viene bloccato per un quarto d’ora. A ogni ulteriore tentativo sbagliato aumenta il tempo di attesa, fino ad arrivare, come in questo caso, al decimo fallimento, con conseguente blocco del dispositivo.

Non è la prima volta che capita a qualcuno, ma non tutto è perduto: il giornalista non dovrà aspettare 48 anni per riutilizzare il proprio iPad. Esiste infatti una procedura di sblocco e recupero (il cosiddetto DFU mode), a condizione che l’utente abbia effettuato un backup dei propri dati. Può essere utile anche per chi ha impostato
il proprio iPad in modo che i dati vengano cancellati automaticamente
dopo dieci tentativi falliti (sempre a patto di aver fatto il backup).

Come nota Naked Security, l’aspetto più interessante è la determinazione del bambino, visto che ci vogliono circa tre ore per arrivare al decimo tentativo. Ma visto il disagio che ne può derivare, è prudente tenere questi oggetti digitali lontani dalle mani dei bambini.

Falla di FaceTime permetteva di ascoltare attraverso gli iPhone, iPad e Mac altrui

Falla di FaceTime permetteva di ascoltare attraverso gli iPhone, iPad e Mac altrui

Ultimo aggiornamento: 2019/02/08 21:30.

Per settimane, qualunque dispositivo Apple recente, dagli iPhone agli iPad ai computer Mac, poteva essere trasformato in una perfetta “cimice” per ascoltare di nascosto le conversazioni altrui e anche spiare tramite la telecamerina incorporata. Era sufficiente usare in maniera particolare (ma non troppo complicata) FaceTime, l’app di videochat di Apple, chiamando la persona da spiare. Anche se la persona non rispondeva alla chiamata, il suo dispositivo apriva il microfono e attivava la telecamera.

Una falla imbarazzante, risolta provvisoriamente da Apple in maniera drastica, ossia bloccando il servizio FaceTime in attesa di realizzare e distribuire un aggiornamento correttivo.

La schermata di stato dei sistemi e servizi Apple, consultabile qui.

L’imbarazzo è stato acuito dal fatto che Apple sta puntando molto, in termini di immagine aziendale, sulla sua attenzione alla sicurezza e alla privacy, e dal dettaglio non trascurabile che il difetto non è stato scoperto dai suoi esperti di controllo qualità ma da un ragazzo quattordicenne, Grant Thompson, a metà gennaio scorso.

Grant stava giocando a Fortnite e stava attivando una chat di gruppo con FaceTime quando si è accorto che poteva sentire anche le voci degli amici che non avevano ancora risposto all’invito a partecipare alla chat.

Come se non bastasse, Apple non ha risposto alle ripetute segnalazioni del problema fatte dalla madre del ragazzo ed ha reagito solo alcuni giorni dopo che la falla è stata rivelata pubblicamente.

L’azienda si è scusata e ha promesso di distribuire un aggiornamento di sicurezza entro questa settimana. Se avete un iPhone o un iPad, quindi, ogni tanto andate nelle Impostazioni e cercate la voce Generali e poi Aggiornamento software per vedere se l’aggiornamento è disponibile. Se avete un Mac, usate l’app dell’App Store e cliccate sulla sezione Aggiornamenti oppure andate nelle Preferenze di Sistema.

Imbarazzi a parte, però, la falla aveva una limitazione importante: lasciava sul dispositivo della vittima una chiara indicazione dell’identità dello spione o ficcanaso. Era quindi poco sfruttabile da intrusi professionisti o governativi, che preferiscono non lasciare tracce, ma era una pacchia per stalker ossessivi e partner gelosi che non avevano problemi a far sapere di stare origliando le proprie vittime. Vittime che spesso non sapevano come impedire questa persecuzione.

Incidenti come questo sono un promemoria molto chiaro del fatto che circoliamo tenendo in tasca, in ufficio e sul comodino un microfono che può essere attivato a distanza ed è gestito da un software molto complesso che a volte non funziona esattamente come vorrebbero i suoi creatori e utenti.

Le raccomandazioni apparentemente paranoiche degli esperti di sicurezza e privacy, che invitano a spegnere i telefonini o lasciarli fuori dalla stanza per qualunque conversazione o attività privata, sono insomma giustificate. Lo sa bene Larry Williams, un avvocato di Houston, che ha fatto causa ad Apple sostenendo che la falla di FaceTime ha consentito a qualcuno di origliare durante una delicatissima deposizione giurata di un suo cliente. Pensateci la prossima volta che andate dal medico o dal vostro avvocato o vi trovate in altre situazioni nelle quali fate confessioni molto personali.

2019/02/08 21:30

Apple ha rilasciato MacOS 10.14.3 e iOS 12.1.4, che risolvono questa falla.

Fonti aggiuntive: Graham Cluley, New York Times, The Inquirer, New York Times, CNet.

Smartphone e tablet in bianco e nero, le istruzioni corrette

Smartphone e tablet in bianco e nero, le istruzioni corrette

Nella scorsa puntata del Disinformatico radiofonico ho dato le istruzioni sbagliate per impostare l’iPhone o iPad in modo che visualizzi tutto in bianco e nero, rendendo il suo schermo meno appetibile per esempio per i bambini attratti dal telefonino/tablet dei genitori o anche per gli utenti adulti che vogliono disintossicarsi dalla distrazione continua delle notifiche di mail e social network.

Le istruzioni corrette, per iOS 11, sono queste: andate in Impostazioni – Generali – Accessibilità – Regolazione schermo – Filtri colore, attivate l’opzione Filtri colore e poi selezionate Scala di grigi. Per ripristinare i colori basta procedere in senso inverso.

Come segnalato nei commenti dopo la pubblicazione iniziale di questo articolo, l’equivalente per i dispositivi Android è andare in Impostazioni – Sistema – Informazioni sul telefono e premere cinque volte volte su Numero build per attivare la modalita’ sviluppatore. Fatto questo, si va in Impostazioni – Sistema – Opzioni sviluppatore – Simula spazio colore (è parecchio in fondo) – Monocromia.  

Fine dell’angoscia per il carattere indiano che crasha gli iCosi

Fine dell’angoscia per il carattere indiano che crasha gli iCosi

Panico generale per gli utenti di iPhone, iPad, Apple Watch, Mac e Apple TV: temono di ricevere in un messaggio il temutissimo carattere della lingua telugu (mostrato qui accanto) che manda in tilt tutti questi dispositivi se viene visualizzato.

Apple ha distribuito oggi un aggiornamento di iOS (11.2.6), macOS (10.13.3), watchOS (4.2.3) e tvOS (11.2.6) che risolve il problema, ma chi ha un dispositivo Apple non aggiornabile rischia di restare indifeso a lungo. E nel frattempo imperversano da giorni i guastafeste che pensano che sia divertente pubblicare nei social network questo carattere in modo da far crashare in massa i dispositivi Apple e mettere nei guai i loro utenti.

Non è la prima volta che i dispositivi Apple o di altre marche vengono messi in crisi da una cosa apparentemente così banale come un semplice carattere tipografico, ma stavolta gli effetti sono molto seri: c’è chi lamenta di non riuscire più a riavviare il telefonino o il tablet, trasformatosi in un costoso fermacarte.

Se potete, installate gli aggiornamenti [nota personale: su un mio Mac Mini del 2014 l’installazione ha richiesto una trentina di minuti, per molti dei quali il Mac non ha dato il minimo segno di vita (schermo totalmente nero); su un MacBook Pro del 2015 ci sono voluti 12 minuti e non ci sono state inquietanti schermate nere]. Se non potete, vi conviene imparare a fare prima di tutto un po’ di prevenzione. Il passo più importante è disattivare le anteprime delle notifiche, perché la paralisi completa del dispositivo avviene quando questo famigerato carattere viene visualizzato in una notifica. Nei dispositivi Apple che usano iOS, andate quindi nelle Impostazioni, scegliete Notifiche e poi scegliete Mai nella sezione Mostra anteprime.

Fatto questo, se qualcuno vi manderà il carattere in questione e non avete (ancora) installato l’aggiornamento, perlomeno non andrà in tilt l’intero dispositivo ma si bloccherà soltanto la specifica app di messaggistica (che può essere Telegram, Snapchat, Twitter o altre ancora). Riavviarla è inutile, perché si bloccherà di nuovo. In questo caso potete provare ad accedere al vostro account di messaggistica usando un’altra versione della stessa app che sta su un computer Windows o Linux o su un dispositivo Android, e cancellare da lì la conversazione che contiene il carattere famigerato. Questi sistemi, infatti, sono immuni al problema che causa il collasso.

Nel caso dell’app Messaggi di iOS, invece, occorre andare nelle Impostazioni, scegliere Generali e poi Spazio libero: qui troverete un elenco di app che include appunto l’app Messaggi. Se la selezionate, potrete poi scegliere la conversazione da eliminare e tutto tornerà a funzionare.

Ma che succede se è troppo tardi e il vostro iPhone o iPad è completamente bloccato? Vi conviene andare da un tecnico e chiedere il suo intervento. Se siete smanettoni e coraggiosi, potete provare a mettere il dispositivo in modalità DFU e tentare un ripristino da zero di iOS. Alcuni coraggiosi hanno tentato di risolvere il problema installando la versione beta (cioè instabile) di iOS 11.3, che ha già eliminato il difetto del carattere telugu. Ma se lo fate senza fare prima un backup perderete tutti i vostri dati.

Come fa un singolo carattere a causare così tanti problemi? In realtà il simbolo è una combinazione di lettere e segni che contiene complesse istruzioni di posizionamento, per cui non è come un semplice carattere alfabetico latino: visualizzarlo richiede invece una serie di calcoli che i sistemi operativi di Apple sbagliavano, causando il tilt.

Questo articolo è derivato dal testo preparato per il mio servizio La Rete in 3 minuti per Radio Inblu del 20 febbraio 2018.

Arriva iOS 11: le cose da sapere

Arriva iOS 11: le cose da sapere

Ultimo aggiornamento: 2017/09/24 21:40.

La versione 11 di iOS è uno degli aggiornamenti recenti più significativi del sistema operativo dei dispositivi Apple (multitasking sui tablet e realtà aumentata sono molto interessanti) ed è ora disponibile al pubblico da un paio di giorni dopo il consueto periodo di test.

Ma non correte a installare iOS 11 prima di aver controllato alcune questioni fondamentali, per evitare delusioni, perdite di dati e altri problemi. Non c’è fretta, anche perché l’aggiornamento non chiude falle di sicurezza importanti. Se decidete di aggiornare, verificate di avere a portata di mano la vostra password di iCloud/Apple ID e fate prima di tutto una copia di tutti i dati.

La prima questione è fondamentale: assicuratevi che il vostro dispositivo sia compatibile. L’iPhone minimo aggiornabile è il 5S (il 5 non si aggiorna), l’iPad minimo è il mini 2 o Air, l’iPod minimo è il touch di sesta generazione. Tutti gli altri dispositivi resteranno per forza come sono. Non tentate di aggiornarli usando giri strani o accrocchi e non fidatevi di chi vi promette aggiornamenti di dubbia provenienza.

Il secondo aspetto importante è che iOS 11 ha un difetto che può impedire di accedere alle caselle di posta di Microsoft Office 365, Outlook.com ed Exchange. Apple ha confermato il problema, che è una bella magagna per chiunque usi la posta di Microsoft per lavoro, e ha detto che rilascerà presto una correzione. C’è una soluzione temporanea: usare l’app di Outlook per iOS fornita da Microsoft oppure non aggiornare iOS. Naturalmente chi sta correndo in questi giorni a comprare un iPhone nuovo lo trova con iOS 11 preinstallato e quindi non ha scelta.

Il terzo punto da ponderare è che alcune app smettono di funzionare: iOS 11, infatti, non supporta più le app a 32 bit ma solo quelle a 64 bit (come preannunciato da tempo) e quindi se un’app non è stata aggiornata per questo standard non verrà eseguita. Se volete sapere quali app non aggiornate state usando, andate in Impostazioni – Generali – Info – Applicazioni e ne otterrete un elenco.

Infine una parola di cautela: con iOS 11, il comando consueto per spegnere Wi-Fi e Bluetooth in realtà non spegne affatto queste funzioni. Finora, se andavate nel Centro di Controllo (facendo scorrere un dito dal fondo dello schermo verso l’alto) e toccavate le icone di Bluetooth o Wi-Fi, questi due componenti interrompevano le trasmissioni e venivano spenti. Ora non è più così: restano comunque attivi per i servizi che Apple ritiene indispensabili e comunque alle cinque del mattino (ora locale) tornano pienamente attivi. È un cambiamento intenzionale di Apple che molti troveranno piuttosto disorientante. Se volete spegnere davvero Bluetooth e Wi-Fi, per esempio per motivi di sicurezza, per non creare interferenze o per risparmiare batteria (nel caso del Wi-Fi), dovete andare nelle Impostazioni oppure ordinare a Siri di spegnerli. In alternativa, potete attivare la modalità aereo.

Intego ha pubblicato una miniguida alle impostazioni di privacy e sicurezza più importanti di iOS 11.

Fonti: The Register, Ars Technica, Il Post, Motherboard.

iOS 10 è arrivato, ma con qualche problema e un imbarazzo

iOS 10 è arrivato, ma con qualche problema e un imbarazzo

iOS, o non iOS 10, questo è il dilemma:
se sia più nobile nell’iPhone soffrire
i colpi di fionda e i dardi dell’oltraggiosa installazione
o prendere le armi contro un mare di bug
e, contrastandoli, aggiornare lo smartphone?

Solitamente consiglio di installare appena possibile le versioni aggiornate di software, perché contengono migliorie e correzioni di falle di sicurezza, ma stavolta devo fare un’eccezione per iOS 10. La nuova versione di iOS ha moltissime novità ma sta dando problemi a numerosi utenti, tanto che negli Stati Uniti l’operatore cellulare T-Mobile ha esplicitamente invitato i clienti a non installarla almeno per un paio di giorni. Alcuni utenti lamentano una durata minore della batteria, problemi di connessione dati e addirittura paralisi del telefonino o del tablet.

I problemi vengono risolti in parte installando iOS 10 passando tramite un computer con iTunes invece di scaricarlo direttamente con l’iPhone, iPad o iPod touch oppure scaricando la versione 10.0.1. Apple ha pubblicato delle istruzioni (anche in italiano) per chi si trovasse con il dispositivo bloccato.

iOS 10.0.1 è compatibile con gli iPhone dal 5 in su, con gli iPad mini dal 2 in su, con gli iPad dalla quarta generazione in poi, con tutti gli iPad Air e Pro, e con gli iPod touch di sesta generazione. Se decidete di aggiornare, preparatevi a restare senza iCoso per una ventina di minuti, fate prima una copia dei dati presenti sul dispositivo e assicuratevi di avere almeno un 1GB di memoria libera. Poi andate in Impostazioni – Generali – Aggiornamento software, scaricate e installate. Vi servirà la vostra password di iTunes. Buona fortuna.

Se tutto va bene, potrete cimentarvi anche voi con il passatempo scoperto con imbarazzo da alcuni utenti: nelle app di messaggistica c’è l’opzione che consente di inserire immagini GIF animate nei messaggi digitando una parola chiave. Tutto funziona abbastanza bene se la parola chiave è per esempio gattini, ma in alcuni casi se immettete parolacce Apple propone immagini decisamente inadatte a palati sensibili (probabilmente attinge imprudentemente a qualche collezione pubblica). Anche parole teoricamente innocue hanno risultati a rischio: alcuni utenti hanno segnalato che digitare huge (“enorme”) fa emergere immagini animate piuttosto discutibili che potrebbero dare complessi d’inferiorità a molti maschietti. Altre cose di questo genere spuntano digitando bounce (“ballonzolare”). In altri casi sono comparsi spogliarelli di MiniPony e altre cose di cui magari non avevate nemmeno immaginato l’esistenza nei vostri incubi peggiori.

Apple sta correggendo questa funzione man mano che vengono scoperte altre parole chiave inadatte, ma nel frattempo le risate (o le smorfie d’imbarazzo) sono garantite.

Nota: contrariamente a quanto sta girando in Rete ad opera di alcuni burloni, aggiornare il telefonino ad iOS 10 non fa scomparire la presa per le cuffie. L’allarme che sta circolando è una battuta. Ridete.

Fonti aggiuntive: Ars Technica, Gizmodo, Intego.

Aggiornate subito iPhone e iPad: scoperte tre falle gravissime, già sfruttate dai mercenari informatici

Aggiornate subito iPhone e iPad: scoperte tre falle gravissime, già sfruttate dai mercenari informatici

L’articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale. Ultimo aggiornamento: 2016/09/02 21:00.

Se avete un iPhone o un iPad, aggiornate subito il suo iOS in modo da portarlo alla versione 9.3.5. Apple ha infatti distribuito ieri un aggiornamento d’emergenza che risolve ben tre falle gravissime, che sono già sfruttate da anni da operatori senza scrupoli.

Le falle, denominate Trident dagli esperti, consentono di prendere il controllo completo di un dispositivo iOS semplicemente mandandogli un SMS che contiene un link. Se la vittima tocca il link per visitarlo, il dispositivo viene silenziosamente infettato, per cui l’aggressore può intercettare tutte le comunicazioni: messaggi WhatsApp, Viber, Gmail, Facebook, Skype, FaceTime, Calendar, WeChat e altro ancora. Anche telecamera e microfono possono essere accesi da remoto. Se un dispositivo è infettato, l’infezione persiste anche se lo si aggiorna.

La scoperta è stata fatta e annunciata da Citizen Lab e Lookout su segnalazione di Ahmed Mansoor, un difensore dei diritti umani riconosciuto a livello internazionale che risiede negli Emirati Arabi Uniti. Il 10 agosto scorso ha ricevuto degli SMS che gli promettevano segreti importanti sulla tortura dei detenuti nelle carceri degli Emirati se cliccava sui link inclusi nei messaggi. Mansoor ha fiutato la trappola e li ha mandati agli esperti di sicurezza, che hanno ricostruito il funzionamento e l’origine dell’attacco.

La fonte indicata dagli esperti non è la solita banda criminale: questo è un attacco di gran lunga troppo sofisticato. Gli indizi tecnici puntano a NSO Group, una società israeliana e statunitense che crea spyware per governi senza farsi alcuno scrupolo etico e si fa pagare anche un milione di dollari per ogni malware (o 650.000 dollari, più 500.000 dollari di attivazione, per dieci telefonini da sorvegliare, secondo il New York Times). Questo è il genere di mercenari con i quali rischia di dover lavorare chi pensa di usare malware di stato, e questo è il genere di cifre che occorre far pagare ai contribuenti. Il mandante dell’attacco contro Mansoor, presumibilmente, è il governo degli Emirati.

Probabilmente non avete governi nemici che vi stanno attaccando, ma ora che le falle negli iPhone e iPad sono state annunciate e documentate pubblicamente per consentire di risolverle, i criminali informatici di piccolo calibro si daranno da fare per creare attacchi basati su queste stesse falle. Di solito riescono a farlo nel giro di 24-48 ore, per cui non è il caso di rinviare l’aggiornamento.

L’aggiornamento si installa in pochi minuti nella maniera solita: Impostazioni – Generali – Aggiornamento software. Sono aggiornabili tutti i dispositivi Apple recenti: dall’iPhone 4S in su, dall’iPad 2 in su, tutti gli iPad Mini e Pro, e gli iPod touch di quinta e sesta generazione. Chi non può aggiornarsi perché ha un iPhone o iPad molto vecchio resta gravemente vulnerabile se usa il dispositivo collegandolo a Internet e/o alla rete cellulare.

Fonti aggiuntive: Ars Technica, Motherboard.

Aiped, aipad, aipod: *yawn*

Aiped, aipad, aipod: *yawn*

L’articolo è stato aggiornato e ampliato dopo la pubblicazione iniziale. Ultimo aggiornamento: 2010/04/09.

NOTA: prima che scriviate per l’ennesima volta che non posso criticare l’iPad se non l’ho provato, leggete bene l’articolo e notate il fatto che tutte le critiche sono documentate e basate sull’esperienza concreta di chi l’ha provato. La settimana prossima proverò un iPad, così non ci sarà più questa obiezione.



The iPad – watch more funny videos

Niente Flash. Niente multitasking. Retro bombato che rischia di farlo dondolare quando lo appoggi su un tavolo per scrivere [aggiornamento: mi dicono che non c’è questo rischio. Dettagli qui sotto]. Niente webcam per Skype e simili. Batteria sigillata. Niente USB se non compri (a parte) dei ciondolosi accessori. Dipende da un PC per i backup. Niente software non autorizzato da Apple. DRM come se piovesse. Comunque troppo grande da portare sempre con sé. 629 dollari più accessori e forse IVA per la versione minima con 3G. Caratteristiche tecniche non entusiasmanti. E cos’è questa storia della micro-SIM? Quanti operatori cellulare la offrono?

Uhm, no, grazie.

Soprattutto, a che cosa serve? Forse è un’alternativa al computer per chi odia il computer e ha soldi da spendere. Boh.

Aggiornamento 2010/01/31

Macworld se l’è presa un po’ per il mio articolo e ha chiesto al giornalista Antonio Dini, che era alla presentazione dell’iPad, di verificare la mia ipotesi di rischio dondolio (sì, era un’ipotesi: non per nulla ho scritto “rischia”). Antonio, che ho il piacere di conoscere personalmente, dice che l’iPad non dondola, e se lo dice lui la questione è chiusa.

In quanto all’altra mia obiezione contestata (“troppo grande da portare sempre con sé”), Macworld cita sempre Antonio Dini, che dice che l’iPad sta nella tasca del suo giaccone. Anche qui accetto senza esitazione quello che dice Antonio. Dico solo che tasche da 25 x 19 centimetri sono belle grosse: e in estate che si fa? L’iPad è un oggetto da borsa, non da tasca, e questo ne limita la portabilità, esattamente come avviene per un netbook. Solo che il netbook è un vero computer sul quale installo quello che voglio io, non quello che decide qualcun altro.

Infine rispondo a tutti quelli che dicono che Flash non serve perché fra due anni non lo userà più nessuno: bene, allora aspetterò due anni per vedere se succede davvero, prima di comperare l’iPad. E a chi dice che la prossima versione di iPad risolverà varie lacune: bene, allora aspetterò di vedere che le risolva davvero ed eventualmente comprerò quella versione. Perché dovrei comperare questa? Per vedermela obsoleta nel giro di pochi mesi? Sulla fiducia? Sulla promessa di un venditore? Siamo seri.

Suvvia, mi pare di essere un ginecologo al MiSex. So ancora distinguere lavoro e passione. Solo perché l’argomento mi interessa e ne traggo grande soddisfazione, non vuol dire che mi debba piacere sempre e in qualunque forma si presenti.

Aggiornamento 2010/04/09: cose da sapere prima di decidere se comperare l’iPad

Ora che l’iPad è disponibile (negli Stati Uniti; arriverà ufficialmente in Europa a fine mese; qui accanto vedete quello arrivato a Rete Tre grazie ai potenti mezzi della RSI), riassumo qui alcuni fatti che è opportuno conoscere prima di decidere per l’acquisto. Praticamente tutti i recensori concordano sul fatto che l’iPad è un magnifico dispositivo, che trasforma l’esperienza d’uso della Rete e la rende più gradevole e intuitiva, se usato restando nei limiti delle sue capacità. L’importante è capire se questi limiti sono adatti alle esigenze del singolo acquirente potenziale.

Autonomia. La batteria dura molto a lungo: fino a 10 ore, secondo il produttore e i primi test.

Subito pronto. Come l’iPhone, e a differenza dei normali computer, l’iPad è sempre acceso e basta toccarlo per iniziare a usarlo. In viaggio è una differenza che si apprezza molto.

Solo Wifi, niente 3G. La versione attualmente disponibile è quella priva di funzioni di accesso alla rete cellulare: l’accesso a Internet funziona solo se connessa a una rete Wifi. Se nel vostro paese ci sono poche reti Wifi aperte, magari grazie a leggi antiterrorismo poco avvedute, avrete difficoltà a navigare o spedire posta quando siete in viaggio, oppure dovrete pagare per accedere alle reti degli alberghi.

Niente Flash. Se consultate siti che usano animazioni Flash, non funzioneranno correttamente sull’iPad. Questo è un problema significativo che potrebbe attenuarsi in futuro, se i realizzatori di siti Web decideranno di usare altre soluzioni, ma il vostro sito Web aziendale ultra-carino realizzato in Flash non sarà visibile sugli iPad dei vostri clienti.

Niente multitasking fino all’autunno 2010. Sull’iPad gira una sola applicazione per volta, a differenza di quanto avviene su un normale computer di oggi. Si torna all’equivalente del DOS, insomma. La versione 4 del sistema operativo di Apple per l’iPhone sarà installabile sull’iPad in autunno e risolverà in parte questa limitazione consentendo un multitasking limitato ma probabilmente sufficiente per l’uso medio dell’iPad.

Solo software autorizzato da Apple. Potete installare soltanto le applicazioni approvate da Apple, che sono tante, ma se non c’è quella che vi serve, non c’è niente da fare. Non potete neanche scriverla voi, se non pagate per diventare sviluppatori Apple.

Presentazioni e testi incompatibili. Keynote, il software per presentazioni di Apple, è disponibile sull’iPad, ma una presentazione creata su un Mac e trasferita all’iPad perde audio, note, commenti e grafici 3D. La versione iPad di Pages, il programma di scrittura di testi, perde note a piè pagina, note a fine testo e commenti, converte gli indici automatici in testo semplice e altera altri dati. Chi pensa di usare l’iPad per lavoro farà meglio a valutare il contenuto dei propri documenti e delle proprie presentazioni e le incompatibilità fra le versioni iPad e Mac di queste applicazioni.

Per ora serve un account dello Store USA. Per installare nuove applicazioni, al momento è indispensabile avere un account iTunes con indirizzo statunitense. Questa limitazione sarà probabilmente risolta quando l’iPad verrà commercializzato ufficialmente al di fuori degli USA.

Niente porte USB. Non è possibile collegare una stampante o una penna USB o altre periferiche che usano il diffusissimo standard USB. Potete stampare se avete una stampante dotata di connessione Wifi.

Dipende da un computer. L’iPad per ora si aggiorna tramite un computer esterno: serve un Mac (che deve essere dotato di sistema operativo recente, ossia Leopard o successivo) oppure un PC Windows (va bene anche XP con Service Pack 3). Questo limite verrà probabilmente ridotto nella prossima versione del suo sistema operativo.

Niente tethering. Scordatevi di usare l’iPhone o un altro dispositivo cellulare per navigare con la versione wifi dell’iPad. Steve Jobs ha detto “no”. Letteralmente.

Retro bombato delicato e scivoloso. La curvatura del retro dell’iPad fa sì che se lo si appoggia su una superficie liscia, per esempio un tavolo, quando lo si sfiora per comandarlo tende a ruotare e scivolare. Inoltre l’alluminio, essendo tenero, si graffia facilmente. Una custodia è indispensabile.

Tastiera esterna. È disponibile una tastiera esterna che funge da reggi-iPad. Da autunno 2010 saranno usabili con l’iPad anche le tastiere Bluetooth.

Peso e ingombro. Il modello Wifi pesa 680 grammi, ed è un peso che si fa sentire, a detta di chi l’ha provato. La versione 3G peserà 730 grammi. È il doppio rispetto a un Kindle, per esempio, ed è un dato da considerare se si pensa di acquistare l’iPad come lettore di libri digitali. L’iPad misura 19 x 24 centimetri: sono dimensioni ottime per leggere libri, navigare in Rete o guardare film, ma lo rendono inevitabilmente molto meno portatile di un telefonino. Non è un oggetto da tasca, ma da valigetta o da borsetta.

Micro-SIM. La versione 3G userà SIM nel formato micro, che non tutti gli operatori cellulari forniscono. Di certo, quindi, non sarà possibile adoperare nell’iPad la SIM abilitata alla trasmissione dati del vostro telefonino, salvo che vogliate rischiare con lima e forbici.

Ditate. Anche se è trattato con un rivestimento protettivo, lo schermo si imbratta rapidamente di ditate, inevitabili visto che si tratta di un dispositivo con interfaccia tattile.

Surriscaldamento. La temperatura massima di utilizzo dell’iPad è 35°C (la stessa di altri laptop Apple). Se state in spiaggia o al sole, il rischio che si spenga per proteggersi dal surriscaldamento è molto alto.

Retroilluminazione e riflessi. A differenza dei lettori digitali di libri come il Kindle, l’iPad usa uno schermo da laptop, per cui i colori sono belli e vivaci, ma quando lo si colloca in un ambiente molto illuminato (all’aperto di giorno, per esempio) diventa molto difficile leggerne lo schermo; il Kindle, invece, usa un tipo di schermo che sfrutta l’illuminazione dell’ambiente, come i fogli di carta. Inoltre lo schermo dell’iPad è lucido e riflette quello che sta intorno all’utente, come si vede nella foto qui sopra, e questo può essere fastidioso.

Disinformatico radio, la puntata di oggi

L’articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale. Ultimo aggiornamento: 2013/01/13.

Potete scaricare qui il podcast della puntata di stamattina del Disinformatico radiofonico che ho condotto con Rosy Nervi stamattina, parlando dell’attacco informatico ai nameserver svizzeri di ieri mattina (con dettagli tecnici nell’ambito della parola di Internet di questa settimana, che è DDOS), della vulnerabilità della versione più recente di Java (con le raccomandazioni del DHS statunitense e la disattivazione da parte di Apple e Mozilla), dell’allarme fasullo per il gruppo di pedofili su Facebook e della novità più bizzarra dal CES di Las Vegas: il vasino con porta-iPad.

Aggiornamento (2013/01/13): Oracle ha rilasciato un aggiornamento di Java che risolve la specifica vulnerabilità.